Il padre è una pietra



Ognuno se lo porta dentro
il suo papà
il suo babbo
il suo papi.
Te lo porti dentro da vivo
e ancor più forte da morto.

Il padre è una pietra
nella nostra esistenza.
Pietra perché forte come
una roccia
o pietra perché resta lì
e non si toglie più
dai ricordi
belli o brutti.

Il viso di un padre
non ha lineamenti
è un volto unico
un quadro immobile.

Le parole di un padre
ci restano nelle orecchie
e ogni tanto le ripetiamo
con lo stesso suo tono.

A volte le richiamiamo noi
ma più spesso ci entrano
nella testa da sole
e non se ne vogliono andare.

Beati coloro che vedranno
il padre tornare bambino
nel tempo della vecchiaia
e avranno la possibilità
di fare da padre a un padre
per far chiudere un cerchio.
Il padre è una pietra
incastrata nel cammino
della nostra vita
per sempre.

– Miriam Messina

Meccanismi

Ricreiamo nell’età adulta gli stessi meccanismi che abbiamo vissuto nell’infanzia, sperando di cambiare ciò che è accaduto, rendendolo migliore e invece, fino a quando non chiuderemo quei cicli, siamo destinati a restare intrappolati nel passato.

– Miriam Messina

Lo spazio

C’è bisogno di spazio per poter far emergere i nostri veri bisogni, anche di spazio emotivo.
Riempirsi la giornata e la testa di cose da fare e da pensare non è sempre la soluzione giusta.
Se lo spazio vuoto ti fa paura è perché forse temi di conoscerti veramente?

miriam messina

La nostalgia dolce

Capita che stai facendo tutt’altro e poi ti arriva quella canzone, proprio quella canzone, che non ascoltavi apposta, e te la lanciano nell’aria a volo aperto, ed è come se qualcuno premesse il tasto “start” e tu sei in un altro posto, con altre sensazioni, con altri panorami. Sei già partita e non hai avuto neanche il tempo di preparare i bagagli.

– Miriam Messina
C’è una nostalgia dolce che ci assale in alcuni momenti di felicità. È un piccolo senso di colpa per coloro che amiamo e che in quel momento non sono con noi a condividere quell’attimo. È un dolore sottile per il ricordo di altre felicità passate e ormai lontane. È una catena leggera attaccata alla gamba, mentre camminiamo sul sentiero del sole. È dolce, ma con un pizzico di amaro sulla lingua.

~ Miriam Messina

Sai

Sai quando sarai diventato davvero adulto? Quando sarai capace di onorare i tuoi genitori e ringraziarli per averti dato la possibilità di esistere. Al di là dell’amore che avrai ricevuto. Al di là dell’infanzia che ti avranno donato e al di là di ciò che ti avranno o non ti avranno lasciato.

– Miriam Messina

Sara

Sara guardava le foto
del passato
dell’uomo che amava
e rifletteva.
Era incredibile come
gli apparisse estraneo,
lontano,
in quelle foto.
Era un altro uomo.
Sempre bello,
ma non suo.
Quando viveva
in una dimensione diversa
in cui lei ancora non c’era.

Come era possibile
che invece adesso
sembrava fosse talmente suo,
talmente affine,
da non poter credere
che ci fosse stato davvero
un tempo in cui
non si vivevano,
non si toccavano.

Sara guardava le foto
e rifletteva.
Non aveva capito niente
fino a quel momento.
Il più potente amore
non lega le persone
dalla nascita alla morte,
ma le lega in tempi magici
separati da spazi temporali.
Una persona non è mai
totalmente tua
perché appartiene soltanto
alla sua stessa esistenza.
Una persona è tua soltanto
nel tempo che vi è
concesso dall’universo
ed è l’universo
che dirige l’orchestra.
A noi tocca soltanto
danzare nella musica
che ci concede.

Il più potente amore
è tollerante
degli spazi che
l’universo regala
e non invade mai,
non pretende mai
eppure è il più
splendente di tutti
gli amori del mondo.

  • Miriam Messina

Il senso della vita

Quanta fatica per diventare chi vogliamo diventare.
Eppure è il senso della nostra esistenza.
Realizzare noi stessi, stare bene nel nostro percorso personale.
Inutile paragonarsi ad altri, perché noi siamo il frutto della nostra infanzia e siamo il risultato di come abbiamo lavorato su ciò che abbiamo avuto, ma soprattutto su ciò che NON abbiamo avuto.

Miriam Messina

Era passato

Poi lui le disse che nei mesi in cui non si erano visti, era stato con un’altra, che ci aveva fatto l’amore varie volte ed era stato anche bello.
Nell’ascoltare quelle parole, le parve di non avvertire nulla. Anzi, avvertì curiosità e anche un brivido di eccitazione. Era quasi felice, che si fosse confidato, lui che non le raccontava mai nulla della sua vita privata.
Davanti a lui sorrise divertita.
Si credeva divertita.
Avrebbe voluto conoscere tutti i dettagli. Chi era quella donna? Dove l’aveva conosciuta? L’aveva cercata lui o lei? Era bella? Era giovane? Era sexy?
Non ebbe il coraggio di porre quelle domande, tanto sapeva che lui non le avrebbe risposto sinceramente.
Adesso stava con lei, sembrava tutto come prima. Avevano sempre una perfetta sintonia, ma non stavano insieme. Non si erano mai detti “ti amo” e non si erano mai fatti alcuna promessa.
Eppure erano insieme.
Era bastato che lei partisse per poche settimane, che a causa di uno stupido litigio per il quale non si erano sentiti, lui andasse a letto con un’altra?
Lo bacio’ sulla bocca prima di andarsene.
Era stata una bella serata, senza vuoti, senza noia, come sempre tra loro
Passarono circa trenta minuti, il tempo di rientrare a casa, di mettere a bollire l’acqua per il the’, il tempo di lasciar sbollire l’emozione di averlo visto, che il pensiero di lui con un’ altra, a letto, divenne una forma consistente nella sua testa. Non era una puntata di Grey’s Anathomy.
Non era una barzelletta che lui le aveva raccontato.
Le aveva detto che era stato con un’altra, e gli era anche piaciuto.
Non importava neanche più il fatto in sé, ma l’orrore che adesso si andava formando nel suo cervello , nel suo cuore, nella sua anima, era il modo in cui glielo aveva detto. Come se fosse un avvenimento come un altro, che a lei non avrebbe dovuto infastidire, perché tanto non stavano insieme, che male c’era?
Giulia guardo’ il bollitore del the’ che fischiava, con l’acqua bollente che diventava fumo bianco.
Resto’ immobile.
Guardò il filo di fumo, senti’ il tetro fischio.
Era il fischio della fine.
E non se ne era neanche accorta mentre era con lui quella sera.
Si credeva felice come sempre e invece non lo amava più.
Non lo amava più.
Per fortuna era passato.

Miriam Messina

Un buon amore

Ti chiamano antipatica quando hai fiducia in te stessa, quando non fai finta di essere modesta,  quando ti valorizzi invece di nasconderti, quando investi su te stessa invece che criticare gli altri, quando non hai paura del confronto con le persone, quando non temi chi è migliore di te ma anzi lo ammiri, quando hai grandi idee e riesci a divulgarle, quando invece di parlare a vuoto del covid, crei spazi culturali per dare alle persone la possibilità di esprimersi, quando non regali più il tuo tempo e lo spazio ai manipolatori, ai falsi, agli opportunisti.
Ti chiameranno antipatica ma le persone che ti vogliono bene ti chiameranno vincente.

– Miriam Messina
Non serve a niente interrogarsi su una storia mentre la stai vivendo.
Ti tocca viverla, appuntamento su appuntamento, è il meglio che tu possa fare.
Puoi ascoltare te stesso mentre corri da lei, mentre corri da lui, o mentre  lo stai aspettando.
Se senti eccitazione e felicità, se fai caso a che pullover stai indossando, se ti aggiusti i capelli e ti guardi allo specchio, anche dopo molti mesi o anni, è un buon amore.
Tuttavia lo puoi comprendere soltanto col tempo, all’inizio qualsiasi persona è speciale, perché è nuova.
Un giorno sentirai nel cuore e nell’anima che quello è un vero grande amore, perché sei diventato una persona migliore, sei stato felice tu,  ma hai irradiato anche gioia intorno.
Non credere agli amori che ti fanno stare pensieroso e nervoso, sono malattie della mente.
L’amore ti rende appagato, ma è capace per magia di rendere felici tutte le persone intorno a te: familiari, genitori, figli, colleghi.
Ti auguro un buon amore per questo 2021, un buon amore che tu possa riconoscere in tempo e non maltrattare, a cui non rinunciare per paura o per vigliaccheria.
Ti meriti un buon amore anche tu, pensaci.

– Miriam Messina