Tenersi

La magia che c’è
nel tenersi nel cammino della vita,
un rapporto,
per un periodo così lungo.
E’ come avere la catenina della prima comunione,
non la porti sempre al collo,
ma sai che ce l’hai nel portagioie.
Una persona che conosce i tuoi segreti,
che ti ha visto piangere e ridere e ti ha detto in faccia
quando eri ridicola,
quando lavori troppo
o quando ci tieni per la persona sbagliata.
E’ un numero di telefono che sai
che puoi sempre comporre.
Magari non lo fai,
ma lo conosci a memoria,
anche se perdi il cellulare,
non c’è il rischio di dimenticarlo.

  • Miriam Messina

Degni dell’amore

Non lo so cosa sia l’amore,
ma credo che quando senti
di tenerci molto a una persona
cerchi di fare in modo
che quel rapporto non si rompa.

Sono talmente tanti
i pericoli che incombono
per distruggere un sentimento,
che occorre davvero
tanta attenzione
per difenderlo.

E poi, come diceva qualcuno,
credo che l’amore abbia a che fare
con l’aspettare.

Se non butti tutto all’aria
al primo intoppo,
se sai attendere,
perché è quella la persona che vuoi
e non una qualunque persona
che ti dica sì.

Se l’attesa non ti stanca,
se nulla ti spaventa
se sai chiedere scusa,
se eviti di fare
le stesse sciocchezze di sempre
e cerchi di essere una persona
migliore,
per essere degno
che l’amore abbia scelto
proprio te.

Degno dell’amore
che non ritorna mai
due volte
se non lo sai
riconoscere.

– Miriam Messina

Eravamo vivi

E poi la mia mano
lunga
bianca
senza smalti
pura
naturale come la neve
si poggio’
delicata ma ferma
sul suo viso morbido
mentre le dita si infilavano già tra i capelli.

Restammo così
immobili come statue
occhi contro occhi
passato contro futuro
con la mia mano sul suo viso
e il sangue che scorreva sempre più veloce.

Gli altri ci vedevano fermi
e bianchi.
Invece no.

Eravamo in movimento
e infiammati
Rossi
Vivi

  • Miriam Messina

Ascolto

Fai caso se chi ti ha sempre parlato e raccontato, adesso non lo fa più.
Può essere che abbia notato disinteresse o distrazione da parte tua, e preferisca confrontarsi con altre persone.
Sei ancora in tempo a mostrare attenzione.
Ricorda che l’amicizia è fondata soprattutto sull’ascolto attento dell’altro.

miriam messina

La cattiveria

Metti sempre in conto una certa dose di cattiveria da chi è infelice. Anche se è di indole buona, se non è capace di trovare soddisfazione nella propria esistenza, in un modo o nell’altro proverà astio o fastidio verso chi sta meglio.

miriam messina

Il padre è una pietra

Ognuno se lo porta dentro
il suo papà
il suo babbo
il suo papi.
Te lo porti dentro da vivo
e ancor più forte da morto.
Il padre è una pietra
nella nostra esistenza.
Pietra perché forte come
una roccia
o pietra perché resta lì
e non si toglie più
dai ricordi
belli o brutti.
Il volto di un padre
non ha lineamenti
è un volto unico
un quadro immobile.
Le parole di un padre
ci restano nelle orecchie
e ogni tanto le ripetiamo
con lo stesso suo tono.
A volte le richiamiamo noi
ma più spesso ci entrano
nella testa da sole
e non se ne vogliono andare.
Beati coloro che vedranno
il padre tornare bambino
nel tempo della vecchiaia
e avranno la possibilità
di fare da padre a un padre
per far chiudere un cerchio.
Il padre è una pietra
incastrata nel cammino
della nostra vita
per sempre.

  • Miriam Messina

Errori

A volte non puoi impedire a chi ami di commettere un errore, anche se sai per certo che se ne pentirà.
L’unica cosa che puoi fare e stargli vicino, senza dire mai: “te lo avevo detto”.
L’unica cosa che puoi fare è amare, senza giudicare.
Resta lì per aiutarlo a rialzarsi quando cadrà, ma intanto vai avanti per la tua strada.
È questo il segreto: avere sempre una strada tua da percorrere, una strada solo tua.
Anche se sei madre o padre di più figli, oltre al tuo ruolo di genitore, devi sempre avere una strada tua da percorrere.
Se sei sulla tua giusta strada, saranno gli altri a seguire il tuo cammino e non soltanto non perderai te stesso, ma sarai un faro nella vita dei tuoi cari.

  • Miriam Messina

Non giustificarti

Ti scoprirai libera il giorno in cui parlando con qualcuno, non ti applicherai più a giustificare la tua vita.
Giustificare il tuo modo di porti, il posto in cui abiti, il lavoro che hai scelto, le tue amicizie ,  la tua casa, le tue abitudini, i vestiti che indossi.
Quanto tempo ed energie perdiamo nel giustificare noi stessi agli occhi degli altri?
Una persona libera ha come punto di riferimento soltanto il proprio percorso e i propri obiettivi.
Tanto per gli altri non andrai mai bene.
Se hai un figlio, ti chiedono perché non ne hai due, se hai due femmine, ti chiedono perché non provi ad avere un maschietto, se non ne hai, ti fanno sentire mutilata, come se solo i figli ci rendessero felici e completi.
Se sei single, ti chiedono perché non ti fidanzi, se convivi,  ti chiedono perché non ti sposi, se hai figli e lavori, sei una mamma degenere, se fai la casalinga, sei una fallita.
Se vesti bene, badi troppo all’apparenza, sei frivola e snob, se vesti casual, sei una pezzente.
La gente avrà sempre da giudicare, tu però smettila di dare giustificazioni.
Se sei in crisi con tuo marito e vuoi lasciarlo, non devi spiegare perché, se ti stai vedendo con qualcuno e ti piace, non devi giustificare  perché, anzi non devi  dirlo proprio a nessuno, se vuoi stare bene con quella persona.
Se hai rotto l’amicizia con un’amica, non devi spiegarlo agli altri Il motivo, se vuoi cambiare lavoro , a nessuno  devono interessare le tue motivazioni.
Non devi niente a nessuno, tranne che a te stessa, e alle poche persone che ti sono sempre state vicine e ti hanno aiutato.

– Miriam Messina

Attendi

Se qualcuno ti dice parole pesanti con estrema freddezza e tu lo perdoni, sappi che se è stato capace una volta di ferirti, potrà rifarlo, soprattutto se non ti ha mai chiesto scusa e lo hai perdonato di tua iniziativa.

Quando qualcuno sbaglia verso di te, non avere fretta di chiarire. Lascia passare del tempo. Se quella persona verrà da te o farà il primo passo, offri un’altra possibilità, ma non essere sempre e solo tu a voler fare pace, perché un rapporto di amicizia, affetto, amore, stima, deve essere basato sulla reciprocità.

  • Miriam Messina

Non era più niente per lei

Inizialmente gli raccontava tutto:
i suoi progetti, i sogni,
gli parlava del quotidiano.
Aveva necessità di confidarsi con lui,
lo cercava,  per condividere
i suoi pensieri.
Spesso lui non ascoltava,
non aveva mai tempo
oppure non dava importanza
alle parole di lei.
Continuò ad amarlo ma
prima di parlare imparò a
trattenersi, a dire magari
ciò che lui si aspettava
che lei dicesse
e le cose
andarono bene per un bel po’.

Ogni volta però che lei
aveva necessità di un confronto,
o di un dialogo vero,
fu costretta a cercare un’amica
o un compagno di scuola,
una collega, un’altra persona insomma,
in grado di capirla.

Fu così che quel giorno
in cui ebbe quella splendida notizia,
stava correndo da lui
per raccontargliela
e festeggiare insieme,
ma a un certo punto si fermò
e si accorse che non aveva più
voglia di condividere più nulla
con una persona
che era sempre stata indifferente
al suo mondo interiore.

Si rese conto in quel momento
che il suo grande amore
si era consumato,
avvilito in sé stesso,
senza che lei se ne fosse accorta.
Tornò indietro e pensò
che avrebbe voluto festeggiare
con le persone che l’avevano sempre
ascoltata.
Lui non le mancava più.
Non era più niente per lei.

Miriam Messina