QUESTO NATALE

Per questo Natale fate caso a chi si preoccupa di farvi stare sereni, di chi, anche se non vi fa un regalo, cerca di aiutarvi nelle piccole cose quotidiane e di farvi sorridere se siete stressati.
Fate caso a chi si ricorda delle vostre mancanze, a chi si accorge se vi stancate e se vi sentite soli e non capiti. Invece di dire “auguri” tanto per dire, guardate gli altri in viso e chiedete se va tutto bene. In questi giorni siamo tutti in ansia per le cose da organizzare, quindi come lo siamo noi, lo saranno anche gli altri. Siamo tutti sulla stessa barca. Soltanto che qualcuno ha più fardelli sulle spalle, e se siamo comprensivi noi, forse lo saranno anche gli altri. Poi ci sono quelli che hanno la pappa pronta e tanto tempo libero, ma alla fine sono i più infelici di tutti, perché non orgogliosi di loro stessi.

– Miriam Messina25594013_1285644918201939_8041408879567023141_n.jpg

SAI QUANTE VOLTE

Sai quante volte volevi sfogarti,
lamentarti
e non l’hai fatto,
per non appesantire gli altri,
coloro a cui vuoi bene.
Lo sai che non fa bene
tenerti tutto dentro ma,
il tuo è un atto d’amore
verso chi ami.
Brava,
hai dimostrato maturità,
perché chi è più piccolo e debole,
ha diritto a pace e serenità.
Chi è saggio sa che può sfogarsi
e parlare, crescere,
con chi ha le spalle più larghe,
con chi è pronto per capirti,
e sa ascoltare.
In fondo la vita è questa:
imparare a scegliere le persone,
imparare a scegliere i momenti,
imparare quando parlare
e quando restare zitti.
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ALMENO UNA

Se nella tua vita
hai almeno una persona
da cui poter correre
per piangere e sfogarti
senza nessun controllo,
senza paura di apparire infantile,
senza paura di apparire patetico,
qualcuno che ti consolerà
qualsiasi cosa dirai o farai,
che ti abbraccerà
tenendoti stretta
e sussurrandoti
che andrà tutto bene,
sei già fortunata.
Ci sono persone che
non ne hanno neanche una
nella loro vita,
e sanno,
che qualora
dovessero sfogarsi
con qualcuno,
poi se ne pentirebbero
amaramente
perché
quel momento di debolezza
verrà usato
contro di loro
prima o poi.

– Miriam Messina49021113_2031369913619179_8224460818167627776_n

NEL TEMPO IN CUI ERAVAMO FELICI

N17458257_1551057571601302_4028998218525161388_nel tempo in cui eravamo felici
ogni canzone ascoltata
la percepivo bellissima
melodiosa, piacevole da ascoltare.
Nel tempo in cui eravamo felici
ogni persona incontrata
era divertente, simpatica,
ci parlavo volentieri.
Nel tempo in cui eravamo felici
i film comici facevano ridere
e ridevo di gusto.
Nel tempo in cui eravamo felici
il lavoro non mi pesava
era una passeggiata.
Nel tempo in cui eravamo felici
il cioccolato era solo cioccolato
e non una consolazione senza fine.
Nel tempo in cui eravamo felici
ero bella, anche senza trucco
anche con la tuta da ginnastica.

Adesso che ci siamo persi
vesto abiti eleganti
le mie labbra rosso carminio
senza sorriso
i miei occhi blu cobalto senza luce
bella non sono più.
Adesso che ci siamo persi
la musica è banale,
i film fanno cagare
la gente è noiosa
fastidiosa, pallosa.
Adesso che ci siamo persi
mangio cioccolata
lavoro male
dormo poco
son nervosa.
Adesso che ci siamo persi
vivo come vivono gli altri
vivo come vive la gente
senza amore.

– Miriam Messina

L’ABISSO

Se non hai guardato il nero dell’abisso con i tuoi stessi occhi, se non hai grattato i muri del baratro con le unghie insanguinate, per risalirlo, se non hai smesso di respirare per pochi minuti, che sembrano anni, non puoi comprendere, non puoi riconoscere, lo stesso tormento, in un’altra persona.

16387073_985939051505862_2785076042198728269_n~ Miriam Messina

GIOIE A GRAPPOLI COME L’UVA

Tutto quell’odio che ci siamo portati dentro per anni, l’indifferenza con cui ci siamo alimentati, e su cui abbiamo basato la nostra sopravvivenza emotiva, sono svaniti con la tua scomparsa, lasciando soltanto amarezza, inquietudine, tristezza. Eppure lo sapevamo già che dopo sarebbe stato tutto diverso. Avevamo vissuto già lo stesso film, e credevamo che aver provato già tanto dolore ci rendesse immuni, come aver preso già una volta la varicella. Invece la grande beffa della vita è che ti può mettere al tappeto più di una volta, anche più di due volte. È tutto random. E’ tutto casuale. Devi solo avere un buon giubbotto antiproiettile. E resistere. Poi quando ti arrivano le gioie, arrivano come i grappoli d’uva, tanti acini tutti insieme, che non sai se mangiarli tutti o lasciarli lì, e ti viene rabbia perché  ci vorrebbe un10592662_10153459756502922_1111236748160451676_n po’ di ordine, una giusta frequenza e invece devi prendere tutto come viene, anno dopo anno, fino a quando gli anni cominciano a diventare talmente veloci che non riesci neanche più a contarli.

IL TEMPO PER PIANGERE

Improvvisamente guardandosi allo specchio sussultò, si rivide dopo tanti giorni, in cui non si era davvero guardata. Si rese conto che ancora non aveva pianto, forse qualche lacrima era scesa sommessamente e silenziosamente, ma non era mai restata davvero sola, per poter sbattere i pugni contro il muro, per poter finalmente far cambiare espressione a quella piccola faccia, sempre così dolce e sempre uguale. Se hai un dolore dentro e non hai niente da fare te ne vai al mare, ti fai una corsa, urli contro il cielo e imprechi controvento, puoi ascoltare musica a occhi chiusi o dondolarti sull’altalena del ricordo. Se invece hai una serie di impegni pressanti e un bambino che ti guarda per scrutare la tua espressione, non puoi piangere, non puoi gridare, devi restare sempre in te e così diventi talmente brava a raccogliere sempre i cocci sparpagliati sul pavimento, che poi non hai voglia di fabbricarne altri di tuoi, perché poi dovresti anche raccoglierli, e sei stanca, perché la vita non è un film, indonna7 cui trascorri le serate con una scatola di cioccolatini a guardare per l’ennesima volta “Casablanca” piangendo e ricordando, ma la vita ti vuole pronta, attiva, e devi lavorare, devi essere presente, devi essere sorridente, perché per essere infelici ci vuole tempo e da un certo punto della vita in poi, tempo non ce n’è più…

RAGGOMITOLARE I PENSIERI

Raggomitolare di nuovo i pensieri, perché ti svegli una mattina e ti ritrovi con tutte le emozioni sciolte per la stanza, che sembra che ti scappino da tutte le parti, dalle finestre, dai balconi, dalla testa…Anche dalla tazza del latte mi scappavano i biscotti quella mattina e passai tutto il tempo a rincorrerli giù per le scale, per paura che qualcosa o qualcuno me li portasse via…

Biscotti
Biscotti