[Riflessioni del Cardinale Joseph Ratzinger tratte dall'intervista rilasciata alla rivista “Spectacle du monde” n° 464, gennaio 2001].
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lunedì 2 febbraio 2026
Crisi del protestantesimo nella Patria di Lutero
Pensiero del giorno - Riformare gli Ordini religiosi
C'è tanto da purificare fra gli Ordini religiosi, tanto da rinnovare. Se si entrasse nei migliori ordini religiosi, oggi, a... spazzare un poco, si solleverebbe un uragano di polvere!
[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].
domenica 1 febbraio 2026
Avviso da Milano
Domani 2 febbraio 2026 ricorrenza della Purificazione di Maria (popolarmente chiamata la Candelora) processione e santa Messa cantata alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria alla Consolazione. Domenica 22 febbraio inizio della Quaresima (In capite Quadragesimae) celebrazione dei vespri alle ore 15 nella chiesa di Santa Maria alla Consolazione. Ringrazio Maristella per la segnalazione.
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Molte persone sono vittime della propaganda laicista che semina odio verso i sacerdoti
Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989).
Da parecchi anni sono a Messina, alla Giostra, in una contrada misera, economicamente e moralmente. Tanta gente vive ancora in baracchette di legno, ormai tarlate. M'informano che in una baracca c'è un vecchio ammalato ed è solo. Vado a visitarlo. La celletta è nella più squallida miseria. Il vecchietto tossisce ripetutamente e sputa sangue; osservo il pavimento e vedo grosse chiazze di sangue raggrumato.
- Ma voi siete solo?
- Sì, Padre!
- E se vi occorre qualche cosa, come fate?
- Batto alla parete e viene in aiuto la vicina. Anch'essa è povera ed è zoppa e va in giro a chiedere l'elemosina. Non mi porta altro che un po' di acqua.
- E per mangiare?
- Se qualcuno me lo porta mangio, se no sto a digiuno.
- Ma voi state al buio notte e giorno?
- Non c'è finestra e non posso lasciare la porta aperta. -
Mi accorgo che il misero uomo è assediato dagli insetti e mi muove a maggior compassione. Lasciarlo in abbandono sarebbe un vero delitto morale. Prometto di ritornare. Con l'aiuto di pie persone posso riuscire nell'intento. Si appresta al povero il cibo quotidiano ed ogni giorno riceve visite. Quando, ritornato a visitarlo, trovo la baracca in assetto e ben pulita, il suo corpo rinfrescato da un bagno e ricoperto di nuova biancheria, provo nell'anima una profonda gioia.
L'ammalato ringrazia: Che Iddio vi ricompensi tutto con la salute ed il Paradiso! -
Ritorno in Parrocchia. Lungo il torrente Giostra mi tocca attraversare un ponticello ed ecco un cane corrermi dietro in atto minaccioso. La donna, certamente la padrona, richiama il cane. Suo marito la rimprovera: Lascia che il cane se lo mangi! Che cosa farne dei Preti?
- Io non rispondo; soltanto mi limito a guardare quell'uomo, che penso non essere... un galantuomo. Non è possibile nutrire sì perfidi sentimenti ed essere onesti e coscienziosi!
(...)
Dopo una discreta anticamera sono ammesso a parlare al Prefetto della città.
- Reverendo, quale lo scopo della vostra visita?
- Vostra Eccellenza conoscerà, almeno per fama, la miseria della contrada Giostra. Come Sacerdote, ho il dovere di interessarmi dei bisogni del popolo. La gente muore di fame; la sporcizia è al colmo; la tubercolosi fa strage! So io quanti ne muoiono per la tisi! E prima muore il padre, poi il figlio, dopo alcuni mesi una figlia... si distruggono intere famiglie. Bisogna dar da mangiare ed isolare gl'infetti!
- Problema difficile! Bisognerebbe bruciare tutta quella zona. I sanatori sono rigurgitanti.
- Invece di spendere denaro in altre opere, impiegatelo per la povera gente!
Io faccio qualche cosa, ma posso fare ben poco.
- Fate quello che potete e Dio vi compenserà. Non si può arrivare a tutto.
- Esco dal colloquio con il cuore amareggiato. In città: bar, cinema, passeggi, divertimenti... alla periferia invece miseria e morte.
Lungo la via mi scorge un muratore, sui diciotto anni. Egli sta in alto, sulla fabbrica in costruzione. Dapprima fa una grossa risata e poi esclama: Abbasso il Prete!
Questa volta mi fermo e richiamo il giovanotto, il quale riprende il lavoro. L'appaltatore comprende e fa le scuse.
[Brano tratto da “Abbasso i preti”, di Don Giuseppe Tomaselli].
Pensiero del giorno
Dagli scritti di Padre Paolo Manna (1872-1952).
Quello che ci deve soprattutto importare è la nostra personale santificazione. Solo se i
missionari saranno santi potranno santificare gli altri. Ogni apostolato fondato su altra base è
puro spreco di energie. E per questo che di nuovo prego tutti voi, amatissimi Confratelli, a tener sempre ben presenti i
ricordi che vi ho lasciato sulla necessità che abbiamo di coltivare seriamente la nostra vita
interiore, unica sorgente e vero fondamento dello zelo apostolico e della fruttuosità del lavoro
missionario.
[Brano tratto da "Virtù apostoliche", Padre Paolo Manna, EMI]
sabato 31 gennaio 2026
Morte di Don Bosco
Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli.
È preziosa al cospetto del Signore la morte dei suoi Santi. Don Bosco soleva ripetere spesso e lo scriveva sulle immaginette che donava: In fine di vita si raccoglie il frutto delle buone opere. Quanto bene seminò nella sua laboriosa vita! Quante anime portò a Dio e quante lacrime asciugò agli afflitti! Sul letto di morte avrebbe potuto essere soddisfatto e gioire nel suo cuore. Ma il demonio, non potendo fare altro contro il suo grande nemico, gli diede un assalto di turbamento. La camera del Santo era onorata dalla presenza del Cardinale Alimonda, Arcivescovo di Torino, di Monsignor Giovanni Cagliero e di altre benemerite persone, quale Don Michele Rua. All'improvviso Don Bosco fu visto piangere. Il Cardinale gli disse: - Non pianga; lei non deve temere la morte. Ha raccomandato tante volte agli altri di stare preparati! - Penso che presto mi presenterò a Dio e dovrò dargli conto di tutto!... L'ho detto agli altri di stare preparati ed ora ho bisogno che altri lo dica a me!... Eminenza, le raccomando che preghi, perché possa salvare l'anima mia!... Domando la Santa Benedizione!... Il Cardinale, commosso, lo benedisse e nel congedarsi lo abbracciò e lo baciò con trasporto. A coloro che andavano a visitarlo diceva: - Pregate tutti per me, affinché muoia in grazia di Dio. Non desidero altro. Ricevette il Santo Viatico con le più edificanti disposizioni. Mentre entrava nella sua camera il SS. Sacramento, disse piangendo agli astanti: - Aiutatemi voi a ricevere Gesù... Io sono confuso! -
Quando si seppe a Torino e fuori che Don Bosco era gravemente infermo, s'innalzarono al Signore preghiere private e pubbliche e non pochi offrirono a Dio il sacrificio della propria vita per la conservazione di quella del Santo Sacerdote. Si constatò un grande miglioramento e si sperava che l'infermo si rimettesse completamente; ma Don Bosco era maturo per il Cielo; l'ora della sua morte era prossima. Fu pregato da molti a domandare a Dio la salute, ma non volle acconsentire; ripeteva: - Sia fatta in me la santa volontà di Dio!
LA MORTE
Don Bosco, che fu grande nella vita, apparve ancora più grande nell'ultima ora. Vicino a morire, era sereno; si era distaccato da tutto. (...)
All'alba del 31 Gennaio 1888, mentre le campane del Santuario di Maria Ausiliatrice suonavano l'Angelus, l'Angelo della morte scese nella camera di Don Bosco e ne recise il filo della vita. Un astro si spense sulla terra; un astro più luminoso cominciò a brillare nella Corte Celeste. Come un lampo si sparse la notizia della sua morte. La città di Torino tenne il lutto. Botteghe e negozi si chiusero con la scritta: « Chiuso per la morte di Don Bosco ». I giornali, che recavano la triste notizia, andavano a ruba. Signori e popolani, a fiumane, accorrevano alla salma di Don Bosco, che era esposta nella Chiesa di San Francesco di Sales, facendo toccare medaglie, corone, orologi e fazzoletti. Tra la folla non si udiva che una sola esclamazione: - Era un Santo! I funerali furono imponenti. Cento mila persone resero onore al corteo funebre, mentre il feretro veniva trasportato a Valsalice. Mai Torino aveva visto un concorso così straordinario di gente attorno ad una salma. Più che un corteo funebre, quello fu un avvenimento trionfale. Don Bosco cercò in vita la gloria di Dio e fu glorificato da Dio, non solo in Cielo, ma anche sulla terra. I miracoli avvenuti per sua intercessione mossero la Suprema Autorità della Chiesa a dichiararlo Beato e nella Pasqua del 1934 il Sommo Pontefice Pio XI lo proclamò Santo. Don Bosco non è morto; egli vive nelle sue opere e milioni di cuori sparsi su tutti gli angoli della terra lo inneggiano e lo invocano con fede.
(Brano tratto da "Un prete straordinario", di Don Giuseppe Tomaselli).
venerdì 30 gennaio 2026
La nostra vita è un sogno che presto svanisce
Ciò appunto disse Davide, quando scrisse che la felicità della presente vita è come un sogno di uno, che si sveglia da dormire. "Velut somnium surgentium". Tutte le grandezze e glorie di questo mondo nel punto della morte a' poveri mondani altro non compariscono, che come un sogno ad uno che si sveglia, e vede che col finir del sogno è finita la sua fortuna, che sognavasi d'avere. E perciò saggiamente scrisse un uomo disingannato sopra il teschio d'un morto: "Cogitanti vilescunt omnia". A chi pensa alla morte, tutti i beni di questa vita ben compariscono, quali sono, vili e passaggieri. Né può collocare il suo affetto alla terra, chi pensa che tra poco ha da lasciarla. Ah mio Dio, quante volte per questi miseri beni di terra ho disprezzata la vostra grazia! Da ogg'innanzi non voglio pensare ad altro, che a servirvi ed amarvi. Assistetemi col vostro aiuto.
"Così dunque finiscono le grandezze e le corone di questa terra"! Queste furono le parole, che disse S. Francesco Borgia alla vista del cadavere dell'Imperatrice Isabella morta nel fiore di sua gioventù; e questo pensiero lo fe' risolvere a licenziarsi dal mondo per darsi tutto a Dio, dicendo: "Voglio servire ad un padrone, che non mi possa più mancare". Bisogna staccarci da' beni presenti, prima che ce ne distacchi la morte. Ma che pazzia perdere l'anima per qualche attacco a questa terra, da cui presto avrem da partire, quando ci sarà detto: "Proficiscere, anima christiana, de hoc mundo!"
O Gesù mio, vi avessi sempre amato! che me ne trovo di tante offese che v'ho fatte? Ditemi che ho da fare per dar rimedio alla mia vita così sconcertata, che tutto voglio farlo. Accettate ad amarvi un peccatore, che pentito ora v'ama più di se stesso e vi cerca pietà.
Pensate che in questo mondo non ci avete da star sempre. Il paese in cui vivete, un giorno avete da lasciarlo; e dalla casa che abitate, un giorno avete da uscirne per non tornarvi più. Pensate che molti vostri antenati hanno abitato in questa medesima camera, dove al presente leggete; han dormito in questo stesso letto, ove dormite, ed ora dove stanno? stanno all'eternità. Lo stesso ha da succedere a voi.
Mio Dio, fatemi conoscere l'ingiustizia, che v'ho fatta in voltar le spalle a voi bene infinito; e datemi dolore da pianger, come debbo, l'ingratitudine mia. Oh fossi morto prima, e non vi avessi offeso! Deh non mi fate vivere più ingrato all'amore, che m'avete portato. Caro mio Redentore, io v'amo sopra ogni cosa, e voglio amarvi quanto posso nella vita che mi resta. Aiutate voi la mia debolezza colla vostra grazia; e voi Madre di Dio Maria, soccorretemi colla vostra intercessione.
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Pensiero del giorno
Salvare, salvare, questa deve essere la preoccupazione di ogni sacerdote e di ogni cristiano, salvare le anime dall'eterna rovina, confortarle nel terreno cammino, aiutarle nelle stesse necessità della vita. Salvare perché non sia sperperato il prezzo del Sangue di un Dio, salvare perché una cosa tanto preziosa come un'anima non sia miseramente perduta.
[Brano tratto dal commento di Don Dolindo Ruotolo alla Seconda lettera di San Paolo ai Corinzi, Apostolato Stampa].
giovedì 29 gennaio 2026
Meglio un anno allettato che un'ora in Purgatorio
Dagli scritti di Don Ildebrando Antonino Santangelo (1913-1992).
«Il peccato chi lo fa lo paga, o di qua o di là». Questa è un'inesorabile legge morale. Lo esige la giustizia di Dio; altrimenti tutti potrebbero rubare, seviziare, uccidere impunemente. Per questo dice Gesù: «Mettiti presto d'accordo col tuo avversario, mentre sei in cammino con lui, affinché egli non ti consegni al giudice e tu non sia messo in prigione. In verità ti dico: non ne uscirai finché non avrai pagato l'ultimo centesimo». (Mt. 5, 25). Per questo tutte le preghiere e le opere buone che facciamo da vivi hanno un valore immensamente superiore a quelle che altri fanno per noi quando siamo morti.
Padre Samuele Cultrera [...] negli anni trenta mi raccontò:
- Avevo un fratello molto pio, di nome Sebastiano. Caduto ammalato restò immobilizzato per sette anni. Fu sempre paziente, ma alla fine cominciò a pregare il Signore di farlo morire. Un giorno sentì una voce: «Cosa ti contenti: altri sette anni di simile vita o tre giorni di purgatorio?». «Tre giorni di purgatorio», egli rispose. L'indomani confidò la cosa a una cugina. L'indomani ancora si aggravò e venne a morire. La sera, la cugina assistendolo, credette che la morte non fosse immediata; lo salutò e se ne andò. Giunta a casa, mangiò, disse le preghiere e andò a letto. Erano le ore 0,30 del nuovo giorno; aveva lasciato il cugino alle ore 23. Mentre stava per mettersi a letto, si aprì la porta ed entrò, avvolto nelle fiamme, il cugino dicendo: «Come mai il Signore mi ha dimenticato in purgatorio?». La cugina spaventata rispose: «Anche se sei morto solo mezz'ora dopo la mia partenza, è solo un'ora che sei morto». «Sventurato che sono! Come dovrò trascorrere qui tre giorni? Meglio un anno a letto, che un'ora sola in purgatorio!», disse il cugino e scomparve.
Un mezzo efficacissimo per diminuire il purgatorio nostro è la penitenza che ci dà il sacerdote. […] Il grosso del nostro purgatorio lo potremmo facilmente scontare in terra pregando molto, facendo molte opere di carità e di apostolato e sopportando pazientemente le sofferenze fisiche e morali della vita.
Dice s. Pietro: «La carità copre la moltitudine dei peccati». (1 Pt 4, 8). Nella vita di s. Margherita Alacoque si legge: «Un giorno morì il padre a una suora sua compagna: la suora si mise a piangere inconsolabile. S. Margherita allora si mise in preghiera. Ebbe una visione. Subito dopo andò dalla compagna e le disse: "Sorella mia, io so perché piangete: perché pensate quanto stia soffrendo vostro padre in purgatorio. Non piangete più. Mi è apparso vostro padre bellissimo e felice e mi ha detto: in vita ho fatto sempre carità a tutti [...]. Appena morto, Gesù mi ha accolto subito in Paradiso, come aveva detto: Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia"».
Dice s. Giacomo: «Fratelli miei, se qualcuno di voi si è smarrito lontano dalla verità, e uno ve lo riconduce, sappiate che colui che ricondurrà un peccatore dalla via del suo traviamento, salverà l'anima sua dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati». (Gc. 5, 19).
[Brano tratto da “Liberazione”, di Don Ildebrando Antonino Santangelo, Comunità Editrice di Adrano].
Pensiero del giorno
Le prove provvidenziali, fisiche o morali, come le malattie, i lutti di famiglia, le angustie dell'animo, i rovesci di fortuna, sono spesso accompagnate da grazie interne che ci stimolano a vita più perfetta. Ci distaccano da tutto ciò che non è Dio, purificano l'anima col dolore, ci fanno desiderare il cielo e la perfezione che ne è la via, a patto però che l'anima si giovi di queste prove per volgersi a Dio.
(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928)
mercoledì 28 gennaio 2026
Continuano le persecuzioni da parte dei modernisti e dei loro amici massoni
Caro fratello in Cristo,
[…] Stiamo attraversando tempi burrascosi: ma quando mai ci sono stati tempi tranquilli? Anticamente risuonava la preghiera con cui si invocava la protezione di Dio contro pestilenza, guerra e carestia.
La Chiesa attraversa momenti difficili. Spesso la barca di san Pietro ha affrontato venti di tempesta: eresie, persecuzioni, scismi. Nostro Signore ci ha dato la Sua parola: "Le porte degli inferi non prevarranno". Capito? Sembrerà tutto perso eppure la Chiesa non si perderà, mai. Cosa fare? Potremmo passare il tempo a lamentarci, una tentazione molto insidiosa. Oppure potremo iniziare a pregare e lavorare, con semplicità, in famiglia, al lavoro, dove ci troviamo. Chiediamo aiuto a Dio e ne riceveremo in abbondanza; quasi sicuramente in modi molto diversi da come avremmo immaginato. Preghiamo sempre, senza stancarci, senza sosta. Il nostro lavoro, la nostra preghiera, la nostra fatica, le nostre disillusioni e le nostre lacrime saranno come pioggia di primavera su un terreno arido. Dio ha vinto il peccato e la morte attraverso il Sangue Preziosissimo del suo Figlio Divino. Dobbiamo solo smettere di brontolare e iniziare a camminare prendendo giorno per giorno la propria croce e seguendo Gesù.
Uniti nella preghiera nei Cuori Immacolati
Maristella
Carissima sorella in Cristo,
innanzitutto ti ringrazio per il tempo che dedichi al blog. Ti ringrazio anche per le donazioni che mi invii. Senza il tuo aiuto e di quello di altri generosi lettori, penso che anche avrei già dovuto chiudere da tempo, come hanno chiuso tanti altri blog.
Ho apprezzato molto le parole che hai scritto al riguardo del comportamento da tenere in questo drammatico periodo storico che stiamo vivendo a causa del tradimento dei modernisti, i quali hanno “siglato” coi nemici di Gesù Cristo il più infamante degli armistizi, basti pensare a tante questioni morali (contraccezione, adulterio, fornicazione, ecc.) che il Magistero perenne della Chiesa ha sempre considerato come argomenti “non negoziabili”, mentre loro fanno iniqui compromessi al ribasso.
Dobbiamo opporci all’eresia modernista, ma dobbiamo farlo in modo cristiano, ossia utilizzando le armi della fede: preghiera, penitenza, apostolato e buon esempio. Invece ci sono molti tradizionalisti che si oppongono in modo “non intelligente”, controproducente e persino peccaminoso. I nostri modelli da imitare devono essere i santi. Padre Pio e tanti altri che ora sono cittadini del Cielo, quando furono esuli in questa valle di lacrime, subirono molte persecuzioni da parte di altri cattolici, ma non reagirono con incomposte agitazioni o addirittura formando nuove Chiese scismatiche.
Dio non impedisce le tentazioni proprio perché in questo modo vaglia le anime e distingue il grano dalla zizzania: i buoni resistono e accumulano meriti per il Cielo, i cattivi invece cedono e meritano i giusti castighi del Signore. Ho l’impressione che molti tradizionalisti stiano sentendo la tentazione di passare coi sedevacantisti, cioè coloro che credono che la Sede Apostolica sia vacante dal 1958, anno in cui morì il grande Papa Pio XII. Ciò sarebbe un grande errore.
Lo so che dal fronte modernista arrivano quotidianamente continue provocazioni, ma noi dobbiamo fare attenzione a non commettere “falli di reazione”, anche per evitare di fornire ai nostri avversari il pretesto per farci la guerra con ancor più accanimento. Insomma, se alcuni modernisti fossero alla ricerca di un “casus belli” per aggredirci, non dovremmo essere così ingenui da fornirglielo. Qualsiasi cosa facciano i modernisti contro di noi, dobbiamo mantenere la calma e impegnarci a reagire cristianamente, come ci hanno insegnato a fare i santi.
In Cordibus Iesu et Mariae,
Cordialiter
Pensiero del giorno
[...] la correzione fraterna [...] è un vero atto di carità. Ma perché sia davvero tale non deve mai essere fatta con l’intento di umiliare, di mortificare e tanto meno di offendere il colpevole [...]. In questi casi la correzione, lungi dall’essere un atto di carità, è totalmente contraria a questa virtù e, anziché fare del bene, produrrà piuttosto l’effetto contrario. Solo un desiderio spassionato e sincero del bene altrui può rendere caritatevole ed efficace la correzione fraterna e questa deve essere fatta con tanta bontà che in essa il fratello senta molto di più l’amore che gli portiamo, che non l’umiliazione di venir ripreso.
[Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].
martedì 27 gennaio 2026
La Messa tridentina sfonda anche in Inghilterra (lk)
Ripubblico l'interessante intervista che diversi anni fa mi rilasciò un carissimo lettore (e sostenitore) del blog, che all'epoca viveva in Inghilterra.
- Come è nato il tuo amore per la Messa tradizionale?
- Sono stato invitato per la prima volta ad una Messa tradizionale da due mie amiche italiane, conosciute all’interno di un gruppo carismatico italiano presente a Londra. Esse furono subito entusiaste, io invece le prime volte la trovavo molto strana tanto che sentivo l’esigenza di ascoltare un’altra Messa Novus Ordo per ‘compensare’. Il loro entusiasmo e le omelie di un bravissimo sacerdote che diceva delle cose che non avevo mai sentito dire (per esempio di pregare il Rosario quotidianamente) mi ha spronato a continuare a frequentarla e partecipare anche ad altre iniziative come la “Sodality of the five Holy Wounds”, serie di incontri mensili con un allocutio su un tema spirituale, momento sociale a seguire e tour alla National Gallery con la guida di un sacerdote che ci spiegava il messaggio spirituale dell’opera. Di seguito mi sono allontanato per un periodo dalla Messa per poi ritornare dopo aver letto un articolo che citava una testimonianza di Padre Amorth.
- È interessante sapere che le tue amiche che ti hanno fatto conoscere Messa tridentina sono “carismatiche”. Ciò conferma che la liturgia tradizionale sta sfondando anche in ambienti distanti da quelli storicamente legati al rito antico. So che a Londra frequenti il celebre Brompton Oratory, appartenente alla Congregazione dei seguaci di San Filippo Neri. Viene molta gente alla Messa tradizionale?
- Dio mi benedice perché mi dà l’opportunità di frequentare la Messa tradizionale quotidianamente prima di cominciare il lavoro. Questa è una grande grazia. Alla Messa quotidiana nei giorni infra settimanali è frequentata da alcune decine di persone. Il numero lievita nelle feste comandate. Alla Messa domenicale invece ho la grazia di andare a St. Bede Clapham Park, dove settimanalmente si celebra la Messa cantata (Sung Mass) e una volta al mese si ha la possibilitá di ascoltare un coro di cantori professionisti. Spero ciò possa continuare anche in futuro e chiedo le preghiere dei lettori per questa mia intenzione.
- Tra voi fedeli c'è uno spirito di collaborazione? Vi incontrate solo alla Messa domenicale, oppure vi vedete anche in settimana per partecipare alle attività parrocchiali?
- In Inghilterra è tradizione che dopo la Messa domenicale ci si riunisce per un momento conviviale, generalmente in un locale adiacente la Chiesa. In questa occasione c’è l'opportunità di parlare ed approfondire la propria fede e coltivare rapporti di amicizia. L’Oratory ha diverse attività che non sono direttamente legate alla Messa Tradizionale.
- I sacerdoti del Brompton Oratory, oltre che a celebrare devotamente il Santo Sacrificio della Messa, sono bravi anche a confessare e a dirigere spiritualmente le anime?
- Grazie alla lettura del blog Cordialiter ho messo in pratica il consiglio su come scegliere il direttore spirituale. Dopo esser rimasto colpito dal modo di celebrare il Santo Sacrificio da parte di un giovanissimo prete, ho chiesto di confessarmi e gli ho fatto delle domande su dei problemi che mi stavano a cuore ed ho valutato l’efficacia dei suggerimenti ricevuti.
- Immagino che qualche italiano frequenta il Brompton Oratory forse la domenica. Io non ne ho mai conosciuti. Se qualche italiano che ama la Messa Tridentina si trova a Londra di domenica consiglio di partecipare alla Messa a St. Bede, Clapham Park.
- Sei mai andato a Messa in una chiesa dell'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, cioè degli ex anglicani passati alla Chiesa Cattolica ai tempi di Benedetto XVI?
- No, non sono mai andato.
- La società inglese ti sembra più secolarizzata di quella italiana?
- In Inghilterra si percepisce di non vivere in un paese cattolico, la maggior parte delle persone non si pone la domanda su Dio ma tutto è molto orientato al business. Però in ambienti cattolici si rimane molto edificati per l'ardore per la Tradizione che caratterizza gli inglesi. Prima di venire in Inghilterra vivevo nel Sud Italia dove le Messe tradizionali sono rare. Se non fossi venuto a Londra forse non avrei mai conosciuto questa straordinaria Messa. Ho trovato qui in Inghilterra una società che ha a cuore le tradizioni, anche la Messa Novus Ordo conserva delle cose che in Italia non avevo mai visto (velare le statue durante l’ultima settimana di Quaresima, l’uso del campanello alla Consacrazione che suona per tre volte come nella Messa Tradizionale, anche se nella Novus Ordo non si capisce bene il perché, la giusta traduzione della formula della Consacrazione del vino […”versato per voi e per molti” / non “per tutti”] e la Comunione in ginocchio alla balaustra [anche se nel Novus Ordo c’è la possibilitá di prenderla nella mano]).
- Ritieni che l'esperienza della Tradizione (cioè la “pastorale tradizionale”) possa essere efficace anche in un Paese secolarizzato come il Regno Unito?
- Io penso che la Tradizione sarà la forza che convertirà il Regno Unito al cattolicesimo facendolo ritornare di nuovo la dote della Madonna (la devozione dell’Inghilterra alla Madonna in passato era molto forte, Ella era vista come la protettrice della nazione – esiste anche una pala d’altare che mostra Riccardo II in ginocchio di fronte alla Madonna che Le dona un globo e si può leggere l’iscrizione Dos tua Virgo pia hæc est). Moltissimi giovani si stanno avvicinando alla Messa tradizionale. Di certo la pastorale tradizionale unisce persone di varia estrazione sociale ed offre un valido aiuto nella lotta al relativismo e nel cammino verso la verità. Abbiamo bisogno di credere che la verità esiste ed è immutabile e di imparare la strada per raggiungerla.
Pensiero del giorno
Io voglio essere amato, Io voglio l'amore dalle mie creature; e quando mi ameranno, non mi offenderanno più.
[Brano tratto da "Il Cuore di Gesù al mondo", a cura di Padre Lorenzo Sales, Edizioni Paoline, imprimatur: Mons. Giulio Tobia, Vic. Gen., Pescara, 10-12-1966].
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