Giovan Bartolo Botta

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La bella favelas

In racconti o resoconti on agosto 30, 2006 at 5:41 PM

Si amavano da vent’anni. Si erano conosciuti vent’anni fa in una gita organizzata dalla parrocchia del quartiere dove risiedevano in Borgata Vittoria a Subalpia, amore a prima vista, anzi, seconda, immediatamente convogliarono a giuste nozze senza nemmeno fidanzarsi. Quindi, erano sposati da vent’anni. Lui era di sperma atletico, lei aveva l’utero generoso, era rimasta piena probabilmente già la prima notte di nozze. Avevano dunque due figli, gemelli, di vent’anni, entrambi affetti da sindrome di Down. Dio aveva fatto loro il dono di poter crescere, insieme, affrontando insieme questa dura prova, ma se Dio aveva voluto così… coraggio. Per cercare di stare vicini ai figli, lui aveva lasciato il lavoro, lei l’Università, era vent’anni che tiravano a campare grazie al sussidio che gentilmente il comune di Subalpia gli elargiva e alla generosità della parrocchia, la stessa che gli aveva fatti incontrare e successivamente innamorare. Da vent’anni i due coniugi si alzavano insieme, facevano colazione insieme, educavano i figli insieme attraverso le varie attività di recupero, indi consumavano il pranzo insieme, portavano insieme i figli nel parchetto per la quotidiana ora d’aria, rientravano insieme, insieme portavano i figli alla toeletta, davano merenda ai figli insieme, facevano cena insieme e tutti insieme ringraziavano Dio per le novità e le sorprese della giornata, poi alle 20.30 dopo il telegiornale della lottizzatissima RAI andavano a dormire… insieme.
Un giorno, nel primo pomeriggio di un caldo mese di febbraio, dopo cinque anni di matrimonio, Dio sottopose la famiglia ad un ennesimo dono dei suoi; venne abbandonato davanti alla portina della loro casa un dolce e tenero cucciolo di Terranova, e i coniugi travolti dalla felicità non esitarono ad accoglierlo nella loro umile dimora per ricoprirlo di coccole e affetto ringraziando il Signore a squarciagola per la sua generosità. La magnanimità del Signore non ha mai fine e dopo dieci anni di vita insieme, gli anziani genitori di entrambi i coniugi, ormai non più autosufficienti ma ben lungi dal voler crepare, bussarono alla porta dei figli in cerca di accudimento e i figli riconoscenti verso i loro vecchi e devoti alla vergine Maria spalancarono le porte della loro casa per proseguire un cammino di vita insieme. Un percorso di fede.
Lui, lei, i due figli non autosufficienti, un cane che nel frattempo era cresciuto alla svelta diventando una massa di pelo unto e cencioso che lasciava chiazze di bava ovunque per il corridoio, i nonni anziani da far invidia a Matusalemme, tutti e quattro ormai prossimi a destinazione camposanto, felici, insieme, benedetti dal Signore. Un giorno il marito confidò ad amici di essere l’uomo più felice della terra.

T G del P i e m o n t e, edizione serale
“Apriamo l’edizione serale del nostro telegiornale con una notizia di cronaca nera che ci giunge purtroppo da Subalpia. In un alloggio al primo piano di un condominio sito in un quartiere popolare del capoluogo piemontese, precisamente il quartiere Borgata Vittoria, sono stati ritrovati senza vita i corpi di quattro persone anziane, due giovani down, una donna di mezza età e un cane di razza Terranova. Si tratterebbe di un’intera famiglia, nota a molti nel quartiere poiché assidua frequentatrice della parrocchia locale. Pare che tutti i componenti della famiglia siano stati freddati a colpi di martello e spappolati con fendenti di machete, le armi del delitto sporche di sangue sono state infatti rinvenute dagli inquirenti nella cuccia del cane dove è stata ritrovata anche la testa di uno dei due ragazzi down. Gli inquirenti stessi sono ora sulle tracce dell’ultimo componente della famiglia, un uomo sui 50 anni padre, marito e figlio delle persone trovate morte, il quale rientra nella categoria di unico sospettato per la mattanza. È sgomento tra i molti che conoscevano la famiglia la quale veniva descritta come una famiglia felice, gaia, contenta, amorevole, generosa, timorata di Dio.
Ma voltiamo pagina per parlare di calcio. Il Torino di Urbano Cairo pare essere vicino all’acquisto del giocatore…”

Il calendario di lavoro

In attualità on agosto 29, 2006 at 3:44 PM

Nel lontano ma non troppo 1989, durante un poetico calar del sole dietro il Monte di Pietà, la “grande” attrice, ma cosa dico attrice, artista tout court Falchi Anna in Ricucci ci ha resi partecipi, confessandocelo da poco, di un tentativo di stupro ai suoi danni, avvenuto proprio nel lontano ma non troppo 1989, durante un poetico calar del sole dietro il Monte di Pietà. L’assalitore desideroso di scaricare i coglioni e di scaricarle addosso magari un paio di ceffoni e il peso di una vita complicata sarebbe stato, manco a dirlo un extracomunitario, per la gioia del Borghezio. Per completare il pensiero e per venire incontro a chi non l’avesse capito il tutto si è svolto nella bella città di Torino, zona Giardini Reali. E sin qui ce ne dispiace, sono pronto a scommettere cinque euro, anzi diecimila lire, che anche il birbone assalitore dell’epoca ne è ancora oggi pentito nonostante sia trascorso molto tempo (è passato un secolo) e Gigi Mainfredi non sia più l’allenatore della Juve. Ma la Signora Ricucci anziché condannare il fatto in sé e conseguentemente tappare quelle sue labbra rifatte pensando agli enormi cazzi che si annidano all’interno delle mura di casa sua, ha preferito aggiungere qualcosa su Torino dimostrandosi una vera e propria diplomata a Radio Elettra! Per la “grande” attrice, ma cosa dico attrice, artista tout court, la città subalpina sarebbe piccola, brutta e piena di pericoli. Quando la somma attrice giungerà a Torino in quel del teatro Alfieri a donarci la sua arte recitativa non uscirà di sera per paura di essere avvicinata da qualche malintenzionato. Speriamo però che venga, perché i torinesi tutti hanno bisogno della sua arte e della sua saggezza, nonché dei suoi calendari, anche se sono sicuro che troverà una Torino molto cambiata rispetto al 1989; infatti dubito che troverà per i grandi viali della città qualche briccone intenzionato ad abusare di lei quanto piuttosto un sacco di cittadini, presumibilmente onesti, che avranno il gusto di picchiarla già solo per il fatto di essere sposata con uno come Ricucci.
Auguri, grande artista! Magari a Quartooggiaro di Milano se fossi passata a farti un giro nel 1989 sarebbe filato tutto più liscio…

Seppellite Polinice. Taci, pirla!

In attualità on agosto 25, 2006 at 2:13 PM

La differenza di credibilità tra il governo Soppressata e il governo Barzelletta risalta ad occhio seminudo, e i fattacci del medioriente ne sono una prova. Prendendo parola alla “rimpatriata” per la pace tenutasi all’osteria La Lupa in quel di Roma insieme agli altri “figuri” dei governi europei (Merkel, Chirac, Zappa ecc. … Blair no! Era in ferie alle isole Barbados nel tentativo di salvare il proprio matrimonio) nel 1981, Romanaccio Prodi ha fatto la voce grossa brandendo un boccale da mezza pinta di Vernaccia e urlando, anzi cantando (cose insolite per lui) il motto “in Libano ci andiam insiem, l’Europa in un cuor sol!” e gli altri ognuno nel suo idioma facendo un esponso a capella giù ad acconsentire come una squadretta di menestrelli fuori dal loro contesto storico. E il conto della cena va al pelandrone Kofi Annan, il quale indignato, quella notte di bagordi distribuiva generosi vaffà agli amici di numerosi congressi e, o vertici. Ma poi cosa è successo? Blair è tornato dalle ferie molto abbronzato e con le valigie zeppe di creme pre-durante e dopo sole, sua moglie idem, non sono stati riconosciuti all’aeroporto londinese di Heathrow, anzi i Bobby Police li hanno scambiati per il pappone e la sua troia e li hanno sbattuti dentro, nella medesima cella (ironia della sorte) dentro la quale vi era detenuto un presunto attentatore dei convogli tedeschi, che riconosciuto il premier inglese si è permesso di fottere sua moglie incrinando così nuovamente le sorti del suo matrimonio. Se non c’è il Tony, l’Europa ha chiuso! E così quando dal Lido di Spina Prodi ha chiamato al cellulare gli altri capi di stato europei per ricordare gli impegni presi (tutti tranne Zapatero che non ha il cellulare, il conservatore!), gli amici hanno fatto orecchie di mercante. Il premier francese ha risposto, ma ha riattaccato immediatamente scusandosi perché aveva lasciato la pentola sul fuoco, la Frau Merkel ha assicurato il sostegno spirituale (tutti i sacerdoti tedeschi pregheranno per le truppe italiane schierate in Libano) poiché in virtù di quello che successe negli anni dal ’39 al ’45 del novecento un soldato tedesco mai più contro un israeliano, neanche a briscola, anche se siamo nel 2006 e il suddetto israeliano bombarda forte e spara non a caso e non su obbiettivi militari. Zapatero non ha il cellulare e dunque non è reperibile (maledetta tecnologia), Blair è impegnato a firmare le pratiche del suo divorzio, gli svizzeri sono neutrali, il prinicipato di Monaco partecipa inviando tutti i figli illegittimi del Principe Alberto, l’Olanda è impegnata a promuovere il partito dei pedofili, Liechtenstein e Lussemburgo devono chiedere il permesso prima alle isole Faroer, il principato di Seborga non partecipa e la Città del Vaticano ha fatto sapere che in questo momento ha tutte le guardie svizzere impegnate nella ricerca di Emanuele Orlandi. Intanto Berlusconi fa la pizza in Sardegna, D’Alema si è innamorato di Condoleeza Rice (o di Parisi, il ministro, non la ballerina) e i tifosi di calcio italiani continuano ingiustamente ad ingiuriare contro Rossi e Borelli facendoti venire una grande nostalgia dei mitici eroi del Pool di Mani Pulite.
Amici libanesi e israeliani, mi dispiace per voi ma l’Europa è cotta, sarete voi che forse un giorno dovrete dare una mano a noi, a noi poveri coglioni ai quali interessa solo vedere la Juve in serie A, il Milan in Champions League, a noi poveri imbecilli che soffriamo se la Gregoraci viene cacciata dalla RAI e ci entusiasmamo se a Totti e Ilari Blasi nasce un figlio, a noi poveri cretini che seguiamo con apprensione le vicende di ex vip che nessuno caga più, impegnati a farsi una guerra abilmente pilotata da una sapiente regia su una cazzo di isola di denaro e menzogne!
Cardinal Ratzinger, è questo il vero relativismo culturale di cui bisognerebbe preoccuparsi!

Pubblicità cialtrona

In teatro on agosto 21, 2006 at 7:18 PM

Pubblicità cialtrona I

Ehi ragazzo! Ti piace il teatro ma non sei sessualmente ambiguo? Vorresti fare l’attore ma non possiedi sufficenti raccomandazioni? Sei particolarmente sensibile e dunque vorresti fare di te un artista della parola? O più semplicemente non hai voglia di fare un cazzo ma ti interessa il guadagno facile!?
Niente paura! Per te e per quelli come te sono aperti i corsi di dizione e interpretazione tenuti dal grande attore regista italoamericano Frank Portarella Sempioni, già allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, di un cugino di secondo grado del grande Jerzy Grotowski.
In via degli Arceri 41 bis a Falchera Nuova, Torino, ti aspetta il successo con i mitici corsi di recitazione dell’immenso Frank Portarella Sempioni, già Frank Portarella Gigliati, al secolo Mario Pautasso Chiabotto. Frank Portarella Sempioni, e il teatro per te non avrà più segreti.

Pubblicità cialtrona II

Sei un attore o un aspirante attore o anche più semplicemente un allievo attore permanente? Soffri di arzigogolii finali, allungamenti di vocale, periodi manierati, gigioneggiamenti arcaici, barocchismi gratuiti, neoclassicismi infiltrati, rococò selvatici, innalzamenti acuti, note uccellatrici, stridoliì vocali dovuti ad abusi molteplici, paranoica precisione degli arti negli spazi? Niente panico, solo per te e per quelli come te sono arrivate dalla Patagonia le pillole “Calmon 2014”, il primo prodotto studiato appositamente per quegli attori che hanno sempre voglia di prendersi troppo sul serio. Ammiccamenti, rimandi, battiti cardiaci accellerati, sudorazioni in prova, ninfomanie verso i colleghi e su te stesso, tutto sparirà grazie a questo rivoluzionario prodotto. La sperimentazione partirà nei teatri torinesi a partire dal 2 marzo 2007. Vi consigliamo di non controllare la posologia prima dell’assunzione del farmaco, in caso di persistenza di sintomi barocchi cambiare mestiere.

20 anni tra sordi

In attualità on agosto 14, 2006 at 3:14 PM

Adesso basta padre, mi avete rotto i coglioni, voi e il vostro fanatismo religioso, voi e le vostre assurde regole, voi e il vostro voler lavare i panni lerci in famiglia, voi e il vostro ristretto modo di pensare, voi e la polvere che invade i vostri cervelli, voi e la vostra blindatura mentale, voi e la vostra assoluta incapacità di discutere, voi e la vostra personale muffa culturale, ma soprattutto… voi.
Non mi importa cosa voi pensiate, non mi interessa ciò che voi credete, non voglio nemmeno udire un vostro commento, una vostra opinione, un vostro parere, una vostra idea! Non sarebbe nulla di tutto questo, no, sarebbero unicamente giudizi, i vostri giudizi, i giudizi espressi da voi! Ed io non sono voi, io sono io. Solo io posso autorompermi i coglioni, con il mio fanatismo religioso, con le mie assurde regole, con il mio lavare i panni lerci in famiglia, con il mio ristretto modo di pensare, con la polvere che invade il mio cervello, con la mia blindatura mentale, con la mia assoluta capcità di discutere, con la mia personale muffa culturale, ma soprattutto… io.
A me importa quello che io penso, a me interessano le cose in cui io credo, e voglio udire unicamente commenti miei, opinioni mie, pareri miei, idee formulate da me, anche se si tratta di giudizi, sì, perché sono i miei giudizi! I giudizi espressi da me.
Decido io quale cazzo succhiare, da chi farmi sbattere, che seme ingerire, chi baccagliare, a chi farla leccare, a chi infilare un dito in culo, a chi dare il culo, come, dove, quando e perché. E se non c’è un perché? Meglio così, sarà tutto molto meno impegnativo, se poi non ci sono neppure i quando, i dove e i come siamo al punto di partenza, ma ciò che conta è che decido io. Ergo a sposare un fottuto cugino di primo grado che non ho mai conosciuto, di cui fino a ieri ne ignoravo l’esistenza e che l’unica cosa che so di lui è di esserle stata promessa in moglie prima ancora di nascere da qualche stronzo parente troppo stretto che ha deciso di giocare a fare l’ultraconservatore, non se ne parla proprio! Oltretutto non è nemmeno un problema di religione, di ideologia, di educazione o di regole, qui non si tratta di giocare con le parole a fare i saccenti per porre la questione su un piano metafisico, filosofico, evanescente, qui il discorso è radicato nel terreno, cazzo, qui si tratta della mia cazzo di vita. Avete deciso voi che educazione impartirmi e passi, avete deciso voi che religione inculcarmi e passi, avete deciso voi il mio orientamento politico e passi, ma il ragazzo no! In quello faccio di testa mia.
Mamma, papà, zii, nonni e parenti tutti, grazie, e vaffanculo!!!

E ancora tuona il cordone

In attualità on agosto 11, 2006 at 2:48 PM

Flavio Briatore direttamente dal Monregalese non è solo un ruffiano, fagnano, lavoratore apparente, scialaquatore, sciupafemmine nevrotiche e raccomandate con ricevuta di ritorno ma è anche e soprattutto un indipendente, stakanovista, lavoratore integerrimo, parsimonioso, rispettoso di donne controllate e fatte da sole senza la necessità di ritornare da qualche parte in qualche luogo. Risulta infatti lodevole anche da parte del più “sanTommaseo” degli apostoli la sua iniziativa di assumere come sguatteri nella sala da ballo di sua proprietà in quel di Sardegna tutti gli sfrattati dalle carceri in virtù dell’indulto approvato dalle due camere e voluto da Sir Clemente da Ceppaloni. Bravo, Bene! Come direbbe una nota rivista settimanale tedesca che si occupa di sesso e religione. Come se tutto ciò non fosse abbastanza, siccome in casa Briatore si è liberato un posto, quello della sua fidanzata la “ci siamo dati solo dei baci” Elisabetta Gregoraci che ha appena alzato il suo fondoschiena scultoreo per approdare a Mediaset come opinionista televisiva sullo scandalo delle raccomandazioni, ecco che al manager della Formula 1 gli si formula la genialata nel cervello! Accogliere in casa sua, nell’attico megagalattico a lui intestato nella zona “bene” di Nuova York tutti gli esemplari di caprioli piemontesi che rischiano la condanna in contumacia per ingordigia. Il filantropo Briatore ha dichiarato alla rivista mensile inglese “How to cook deer’s meat” (come cucinare la carne di capriolo) che il caso bambi gli sta particolarmente a cuore in quanto sti maledetti cerbiatti famelici sono nativi della sua stessa terra, il Piemonte appunto. Ecco, io non credo che ad un’anima così altruista come il Flavio, gli si debba rompere l’anima con questa storia delle tasse da saldare sulla costa smeralda per la proprietà di terze e quinte case allegate a barchette giocattolo di oltre sessanta metri! E’ un’ingiustizia, vero Renato Soru? In questo paese campione del mondo più sei buono e più ti infilano i bastoni fra le ruote del tamagnone. Vedi il caso indulto per esempio. Briatore vorrebbe mettere tutti gli sfollati sotto contratto come factotum al Billionaire, sono già pronti i contatti con i più qualificati quand’ecco che il neocapoccia bianconero Giovanni Cobolli Gigli si intromette nella faccenda cercando di portare buona parte di questi disperati alla Juve per tesserarli in sostituzione dei partenti Camoranesi, Ibrahimovic, Trezeguet, Tacconi, Galia, Marocchi, Zavarov e altri mercenari. Cose assurde, anzi Assurbanipal! Anche Urbano Cairo, salvatore del Torino, si è messo ad utilizzare scenografie “Francis Ford Coppoliane” scendendo in elicottero ai ritiri monastici della squadra, firmando contratti televisivi onerosi con le televisioni del sistema marcio del calcio (tant’è che adesso nei servizi sportivi delle tv commerciali le leccate di culo al Torino si sprecano mentre solo fino all’anno scorso a Mediaset del Toro si ignorava l’esistenza così come di tutte le altre squadre escluse Juve, Milan, Inter e le romane), e mettendosi ad acquistare a prezzi folli dei fuoriclasse tanto fuori classe da risultare puranco fuori quota come: Galli, Tassotti, Baresi, Filippo Galli, Evani, Colombo, Rijkaard, Gullit, Van Basten, Massaro, Stroppa, Virdis. Vi ricorda qualcuno o qualcosa? Tipo un uomo non troppo alto e il suo altissimo sistema nocivo che ha creato? Forza Gentiloni con sto cazzo di conflitto di interesse, non basta diminuire il volume degli spot commerciali!
Angelo, di nome e di fatto, Moratti è stato non chiaro ma limpido con i suoi stipendiati, dato che quest’anno non militano nella massima serie Juve, Castel di Sangro, Cuneo, Casale, Borgomanero, Pergocrema, Pisticci e altre squadre che in passato hanno ostacolato la conquista del tricolore da parte dell’Inter, la vittoria è d’obbligo. Mano al portafogli e via! Non solo è arrivato Zlatan dal CTO di Torino per 25 milioni di euro e 5 milioni per tetra anni al mercenario ma sono in arrivo anche Sforza, Djorkaeff, Ivan El Terrible Zamorano, Gordo Ronaldo, Roberto Carlos, Taribo West, Benoit Cauet, Pippo, Ciccio, Paperoga, Gastone, Famedoro Cuoredipietra e altri 6450,5 stranieri acquistati dalla società neroazzurra negli ultimi nove mesi. Torna addirittura Cuper e non come allenatore! Ma dove li prenderà i Verdoni il petroliere meneghino per pagare ste fighette? Dato che l’Inter ha una situazione alla voce debiti pari solo a quella degli Stati Uniti (63,5 trilioni di debiti USA, dati alla mano). A parte gli aumenti di capitale che sono soldi nominali, il resto da dove verrà attinto? Da Tronchetti Provera? Ma se Telecom è talmente sommersa dai debiti che Provera non può permettersi il lusso di portare Afef fuori a cena manco da Mc Donald’s, anzi da Spizzoburger che costa meno! Forse Mattarrese Antonio ci darà delle risposte. O forse Cristian Vieri entrerà nel mondo del lavoro secondo Stefano Bettarini. Forse…

in trasferta

In racconti o resoconti on agosto 7, 2006 at 5:13 PM

L’aitante fallo spagnolo di Luis Trivial stantuffava nella cavità orale della sedicenne Ninì da oltre trentacinque minuti e sette secondi.
Ninì era una splendida fanciulla subalpina con la passione per l’arte moderna, dipingeva sublimi quadri di arte moderna, possedeva una cultura enciclopedica sull’arte MODERNA, pubblicava saggi che trattavano di arte MODERNA, VIVEVA PER L’ARTE MODERNA.
LUIS TRIVIAL, detestava l’arte moderna!!!
Roba da metafisici della domenica, da finocchi del giardino pubblico.
Luis Trivial, quarantenne studente universitario natìo di Tarragona, la città più industriale di Spagna, schiaffato dalla sua facoltà nella città più industriale del paese del sole con l’intento di migliorare la preparazione sull’ARGOMENTO DELLA SUA TESI appioppatagli dai docenti “SVILUPPO E COOPERAZIONE DELLE SOCIETA’ POSTINDUSTRIALI”.
a lui, che aveva chiesto di poter esser trasferito a Urbe perché voleva FARE L’ATTORE!
MA VAFFANCULO!!!
LUIS era frustato, quella sera aveva comunque deciso che sarebbe durato di più e per aiutarsi aveva ingerito una trentina di caffè ristretti corretti UNICUM CON ALLEGATO DI SETTIMANA BIANCA.
E’ IL MOMENTO!
Le gigantesche e sicure mani callose, operaie dell’altoborghese di RAZZA si piazzano TRA I LISCI CAPELLI DORATI della minorenne con la passione per l’arte moderna,
TENGONO FERMA la TESTA DI PLATINO mentre il <> dell’iberico si fa sempre più cattivo, il bacino fa gli straordinari intanto i suoi occhi sono liberi di osservare i quadri d’arte moderna da lei appesi con cura maniacale alle pareti della stanza dove il raro connubio tra arte e industria sta prendendo forma. <>, “la città non sta mai ferma”, Luis il frustrato, Luis l’attore mancato nemmeno.
Arriva lo schizzo, uno schizzo severo, infelice, depresso, fustigato come il suo padrone, avrebbe dovuto venire a Urbe, è venuto in provincia…
E con qualche goccia di orina.
MIRACOLO FISIOLOGICO!!!
TI AMO LUIS! sussurrò l’angelica visione di Lei ancora confusa ed ebbra di nettare sapiente ed oriundo.
Ninì era fidanzata, Luis lo sapeva, Luis era cattolico, Luis non sopportava il tradimento.
“TE QUIERO ANCH’IO” urlò lo spagnolo IN UN BARLUME DI LUCIDITA’ allungandole un paio di jeb ben assestati al PANCINO facendole sputare buona parte di quel preziosume che in precedenza da BUON SAMARITANO aveva provveduto a DISTRIBUIRE CON GENEROSITA’!!!
“Perché mi fai questo? Cucciolo?”
un filo di voce sofferente riuscì a partorire dal cervello in pappa di Ninì solo questa IDIOZIA! Forse stava pensando all’arte moderna.
“TU ES NA PUTA!” urlò ridendo di gusto il BURLONE! Prima dote degli IBERICI, LA SINCERITA’, che gran BEL DONO…
l’uomo posò delicatamente il suo nudo sederone sul muso della piccola, si liberò dell’eccesso di GAS intestinali con GARBO, si rivestì, aprì un libro da titolo “SVILUPPO E COOPERAZIONE DELLE SOCIETA’ POST-INDUSTRIALI, e fece il suo dovere di studente.

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