Lo ammetto, la colpa è anche un po’ mia, che non mi batto per un mondo migliore sì che la madre sappia dove lasciare il bebè, e le bottiglie e le pile e siamo gente incivile, ma anche Abbiati però doveva stare più guardingo. Lo ammetto, la colpa è anche un po’ mia, che l’ho condotto ad una fiesta miesta a vecchia Falchera, pareva una summa di coscritti del tipo capodanno 1998 nel piccolo paese. Lo ammetto, la colpa è anche un po’ mia che gli ho passato bevande ottime per il cimpo, erbetta da non condire, materiale per il rapporto, risultato: pensiamo a salvarci. Ma verso l’ora del rientro di Cenerentola dalla balera l’estremo difensore granata si immobilizza sulla sua utilitaria e fa una riflessione degna dell’indegno. “Ho capito tutto, ci vogliono fottere, sì, il governo, l’opposizione, la classe dirigente, il potere economico, ci vogliono uccellare. I discorsi di Ratisbona enunciati dal docente pontefice, i vizietti del figlio del re di Maggio, il trionfo azzurro in terra tedesca, il parto e non parto per il Libano, le vallette e i loro protettori, Moggi-MoggiII-il ritorno di Moggi su Libero, Padoa Schioppa mani di forbice, Tim, Telecom, Dingdong e chi più ne ha aggiunga, le stanno trovando tutte anche le più fittizie pur di non risolvere (anche solo occuparsene) il conflitto di interessi”.
Tolsi subito dalle mani di Cristian il bottiglione di Vernaccia allegato al cartoccio per il pane assicurandomi che il ragazzo non fosse posseduto dal maligno ma lui proseguì la confuta: “Ma sì, rifletti attentamente, a nessuno in realtà interessa veramente far crollare il professore dalla seggiola, i centristi sono dissestati, si perdono in palliative fiaccolate di solidarietà e vengono cacciati dai solidali medesimi, la Casa delle Libertà è rimasta in libertà ma senza più una casa, Alleanza Nazionale è rimasta nazionale ma senza più un’alleanza, la Lega Nord è rimasta una lega ma senza più il nord, il partito democratico della nuova sinistra laburista italiana e il partito democratico della nuova destra laburista italiana sono ancora per grazia del cielo fantapolitica! Ma che se la veda Prodi, si arrangi, ma sì… sono fatti suoi, stia lì tranquillo cinque anni, gli facciamo sorgere mille casini, altri li faranno sorgere i suoi onestissimi alleati come il ministro della giustizia, certo, in qualche grattacapo lo appoggeremo, in altri crucci faremo il bello e il cattivo tempo, tutti giochino a fare i preziosi, lo convocheremo a riferire in parlamento per informarci anche di quando cucina le pappardelle alla polpa di balestro e gorgonzola, un po’ di tempo lo si perderà così, un po’ lo si perderà cosà, un po’ lì, un po’ là, un po’ sempre e ovunque e intanto il fottuto tempo assolutamente irrelativo politicamente cianciando trascorre e il conflitto di interessi non verrà risolto. Ma manco affrontato. Gentiloni sveglia! Prodi tra cinque anni uscirà dalla scena politica italiana, andrà a ciclettare sui colli bolognesi e non se lo ricorderà neppure sua madre, Berlusconi uscirà dall’opposizione e cederà le sue aziende ai figli di secondo letto che intanto saranno diventati maggiorenni, la scena politica futura sarà ancora, ahimè, occupata da nuove generazioni di politici e quello che fu il conflitto di interessi sarà diventato esclusivamente di interesse della famiglia Berlusconi senza più conflitto, salvo quelli che possono sorgere tra membri della stessa famiglia. Forza Italia verrà sciolta dallo stesso cavalliere che una volta salvate definitivamente le sue società messo al sicuro per sempre il suo patrimonio, affossata irrimediabilmente la magistratura manco si trattasse della Andrea Doria, non saprà più che farsene di ‘sta sottospecie di specchietto per le allodole, e giù a fare le ore piccole e liete in Costa Smeralda. La meritata pensione. Il riposo. Dopo decenni di duro lavoro è giusto goderne i frutti e osservare i propri pargoletti, familiari che dirsi voglia, gestire le reti tv commerciali, il digitale terrestre, quello extraterrestre, la pay tv, il Milan che giocherà sempre contro se stesso, nessuno, il niente, il non gioco, e intanto la televisione pubblica non esisterà più affossata dai debiti e dagli ultimi vent’anni di lottizzazioni selvagge da parte della politica. Padre nostro che sei nei cieli, quale dei suoi bimbetti dovrà amministrare Telecom? In barba al conflitto di interessi. Ma non sarà solo a godere il paradiso, è brutto essere da soli, immersi nel ben di Dio. Bisogna condividere l’estasi con il prossimo, altrimenti il tuo ego va a farsi benedire. Non te preocupe, amigos, in Italia mica c’è stato solo Silvio Berlusconi a dare il sol alla strada delle privatizzazioni selvagge che scorporano o accorpano aziende e società facendo loro fatturare un 70 % di debiti e un 30 % di profitti, ovvero società malate e perennemente in rosso in virtù della più banale delle leggi aritmetiche. Se poi prendi in considerazione la possibilità, se nonché una certezza, del fatto che i profitti non vengono mai utilizzati per colmare i debiti delle suddette società, o per rimpolpare la sacca degli aumenti di capitale immettendo così danaro sonante, concreto, tangibile per il risanamento delle suddette evitando in tal maniera di effettuare i soliti aumenti di capitale nominali, con i vuoti a rendere tipo Inter, Fiat, Alitalia, Ferrovie dello Stato, Telecom o qualunque tipo di azienda cresciuta troppo, a causa delle privatizzazioni scriteriate, rispetto alle sue reali possibilità, il gioco è fatto… Infatti i profitti se li spartiscono tra loro i vertici delle aziende, lasciando il lavoro, il costo del lavoro e i lavoratori al loro destino. Il potere economico e chi ne sta a capo deposita i profitti nei paradisi fiscali dei tropici o in Svizzera o in Lussemburgo o anche sotto il materasso (lì i soldi non rendono però). Tanto con la magistratura completamente azzerata, impotente, defunta, nessuno potrà mai più reperire documenti, attestati, fondi neri, fondi blu, affondi, testimonianze, intercettazioni telefoniche compromettenti, prove che dimostrino l’illecito… Se sapessi ‘sta storia di Telecom cosa c’è sotto… allora, ora ti spiego bene”.
“Adesso basta sparare cazzate, Cristian, domani devi giocare contro il Siena”, e gli tolsi la canna dalla bocca.
Archive for settembre 2006|Monthly archive page
Magistrato e statalista
In attualità on settembre 26, 2006 at 6:47 PMTelefono senza fili
In racconti o resoconti on settembre 14, 2006 at 11:35 amL’orologio di Milano fa tic tac.
Sì… ma vaffanculo!
“Pronto, Mister Gianni De Biasi, sono Urbano Cairo!”
“Ah salve, presidente, mi dica tutto!”
“Ma lo sa che la sua gestione non mi piace?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, è l’insegnante di matematica di mia figlia, sono Urbano Cairo?”
“Buongiorno presidente, mi dica!”
“Ma lo sa che come insegna matematica Lei non mi piace?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, autocarrozzeria F.lli Cavallo, sono Urbano Cairo.”
“Sì, presidente, ci dica tutto!”
“Ma lo sapete che come riparate le auto voi non mi piace?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, impresa di pulizie Paletta e secchiello, sono Urbano Cairo.”
“Presidente, che onore! Cosa possiamo fare per Lei?”
“Ma lo sa che come pulite voi le scale del condominio non mi piace?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, pizzeria Burro e strutto, sono Urbano Cairo.”
“Presidente, buon dì. Il solito tavolo per due stasera?”
“Ma lo sa che fate le pizze voi non mi piace?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, compagnia teatrale della Maglietta? Sono Urbano Cairo.”
“Buonasera, Signor Cairo. Cosa possiamo fare per Lei?”
“Ma lo sapete che i vostri spettacoli teatrali non mi piacciono?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, cara, sono tuo marito, Urbano Cairo.”
“Ciao Urbi, dimmi, che c’è che mi chiami a sta ora?”
“Ma lo sai che come fai l’amore tu non mi piace?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, papa Benedetto XVI, sono Urbano Cairo.”
“Bvuona giovnata, pbesidente, a che debvo la telefonata?”
“Ma lo sa che come dice l’eucarestia e l’angelus Lei non mi piace?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, presidente George W. Bush, sono Urbano Cairo.”
“Good morning, Mister president. What can I do for you?”
“Ma lo sa che la sua politica estera non mi piace?”
“So what?”
“So what la esonero.”
“Pronto Luca Cordero di Montezemolo, sono Urbano Cairo.”
“Buondì, Cairo, mi dica!”
“Ma lo sa che la nuova Punto non mi piace?”
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, ministro di Grazie e Giustizia, onorevole Mastella, sono Urbano Cairo.”
“Salve, Signor Cairo, mi dica tutto.”
“Ma lo sa che il suo provvedimento sull’indulto non mi piace?
“E allora?”
“E allora la esonero.”
“Pronto, presidente Prodi, sono Urbano Cairo.”
“Buona giornata, Cairo, desidera?”
“Ma lo sa che come gestite la cosa pubblica voi… non mi piace?”
“E allora?”
“E allora… prendo il vostro posto.”
Torino siamo solo noi
In polverie o poesie on settembre 7, 2006 at 10:03 PMScorocchi, mendicanti della ratio, sgrassatori, vecchi osceni, improbi scenici, cialtroni, saltimbanchi senza banchi, farfuglioni, ansiolitici, estetizzatori, neoclassici senza tempo, ridolini olimpici, amici del parco, trenini umani, siepi in movimento,
Torino è pronta
Costumi esagerati, costosi, poco pratici, truschini veloci, trucchi ridicoli, barocchismi non figurativi, verbali, condannabili, edifici sconosciuti, dispendiosi, inarrivabili
Torino è pronta
Ninfomani del culto, ambigui nelle scelte, palloni aereostatici, supponenti concavi, cervelli ritardatari, insegnanti… come i cervelli
Torino è pronta
Consolatori della mutua, ballisti patentati, metafisici omicidi, comunitaristi rancini, dilettantismi politici, democrazie irrisolte, dittature patologiche
Torino è pronta
Tossici epurati, astemi alcolizzati, alcolizzati ripuliti, infami ex drogati, mafiosi di palazzo, anziani arraffoni, obsolete sanguisughe che cucciano soldoni
Torino è pronta
Vecchi comandanti, piaghe senza tempo, nemici del presente, giovani allo sbando, giovani creatori, creativi, imbavagliati, giovani cialtroni, imbroglioni, finanziati
Torino è pronta
Paraculi, uccellatori, rococò, raccomandati, imponenti nei cognomi, risultati già scontati, provini posticci, contratti corridori, agenzie smontabili, manager estradati, agenti… di borsa, futili avvocati
Torino è pronta
Allieve innamorate, imbambolate, ingannate, suicide patologiche, entità patetiche, allievi innamorati, intontiti, rovinati, pesi morti per la mutua, identità immobili
Torino è pronta
Produzioni mondiali, nazionali, regionali, provinciali, comunali, cittadine, … personali (cinque paganti) repliche sottratte al pudore dello scibile, protezioni impensabili da gruppi massonici
Torino è pronta
E poi dopo le prove, tempo speso a raccontare cose inutili del tipo, come mi sta bene sto Piviale, tutti ai murazzi a baccagliare, a bere assenzio, a fumare, per poi così poterci dire siamo attori… ehi piccola, ci sono qua io, che c’è che non va… succhia qua. Ma va a cagare!!!
Torino è pronta
Amici raccomandati, occupati, livellati, personalità prefabbricate, surgelate, annullate, dilla così, dilla cosà, allunga la vocale, no, non la penultima, quella finale, non rompere l’equilibrio, tu non devi domandare, non ti devi domandare se tutto ciò è giusto fare, fallo e basta!, senza gloria, l’intelligenza è un’altra storia.
Solitari nella notte
In attualità on settembre 7, 2006 at 2:04 PMIncredibile! Natascha Kampusch invita nella dimora del suo ex carceriere i più importanti capi di stato del momento con il fine di trascorrere una piacevole serata guardando la riscossa transalpina sugli “eroi” di Berlino Estate 2006 Festivalbar Tour by Cristina Chiabotto, discorrendo magari di chiacchiere e distintivo. Assente il padrone di casa Mister Wolfgang Priklopil. Dio che nomi complessi! E complessati! Si presentano tutti, e quando dico tutti intendo dire quasi nessuno, i soliti noti. Ritrovo ore 20 e 15 in tempo per assistere agli inni nazionali, l’inno francese per la nazionale francese e la marsigliese per la nazionale italiana. Il capoccia israeliano Olmertz e il granitico libanese Sinora si presentano insieme, puntuali, sulle loro Harley Davidson. Zapatero si getta con il paracadute su Villa Kampusch da un elicottero modello Arsenale Pesante di quelli che intende inviare in Libano per salvaguardare la specie-pace. Frau Merkel arriva a piedi, la Germania è lì a due passi, ma non giunge sola, porta con se i suoi insuperabili dolcetti bavaresi di pasta e marmellata, Romano Prodo ha un’ora di ritardo sulla tabella di marcia, era rimasto addormentato su alcune cartelle donategli da Padoa-Sciopà riguardanti i taglia e cuci da esibire qua e là su scuola e sanità. Blair aveva già avvisato che non sarebbe venuto, aveva avvertito tutti prima ancora che Natascha partorisse questa idea della rimpatriata da far impallidire i party isolani del Cavalliere. Ma i veri trascinatori della serata, gli showmen, sono stati Bush figlio e il nuovo demone di terzo livello Ahmadinejad. Non sono stati zitti un attimo, sempre ad esternare i loro inutili commenti sopra la telecronaca del povero Carlo Nesti. Mazzola? Boh! Sempre in disaccordo su tutte le questioni principali. Bush voleva Cassano in panca perché non vedeva la biglia, Ahmadinejad parteggiava per Cassano titolare sempre. L’iraniano pretendeva la convocazione di Del Piero, l’americano definiva il calciatore bianconero un bollito capace di bere solo acque della salute e immaginava un Totti a giostrare il centrocampo azzurro con le sue pillole di umiltà nonché saggezza. Non se ne poteva più! Zapatero voleva andare via prima, solo la promessa di visionare dopo la partita alcuni episodi della serie Mister Bean va a puttane lo hanno convinto a rimanere. Prodi si è appisolato poco dopo l’inizio del secondo tempo, ad un certo punto della serata Bush e Ahmadinejad si sono messi a fare la guerra tirandosi in faccia i dolcetti bavaresi di pasta e marmellata fatti da Angela Merkel che imbufalita continuava ad urlare che un soldato tedesco non può sparare ad un soldato israeliano, che un soldato tedesco non può giocare a carte con un soldato israeliano, che un soldato tedesco non può andare a messa con un soldato israeliano che un soldato tedesco non può andare a fare la spesa con un soldato israeliano che… “ma sta’ zitta, cretina” gli fa l’israeliano Olmertz, “bravo, compare, ben detto” ribatte il libanese Sinora. Sinora era esterrefatto perché nessuno prestava attenzione alle sue barzellette sui carabinieri. Verso le 11, a partita finita, qualcuno tenta di svegliare Romano per riferirgli come è andata, hanno tentato di tuttto, acqua in faccia, schiaffoni, whiskey negli occhi, solletico ai piedi ma non c’è stato verso. Arriva un messaggio sul cellulare di Natascha, la quale viene informata che Urbano Cairo ha dato il benservito a Mister Gianni De Biasi. Un minuto di silenzio interrotto solo dal ronfare di Prodi. L’importante è rispettare gli accordi sull’intervista che l’ex reclusa avrebbe rilasciato la sera successiva al periodico della Cairo Comunication “Diva e Donna”, una doppia intervista tra ex reclusi, lei e Marina del Grande Fratello. Mezzanotte e pochi secondi oltre, arriva una email del dentista leghista che invita George a gettare l’atomica su Teheran per posta aerea. “Begli amici che c’hai” gli ribatte Mahomoud al Giorgio e volano stoviglie e insulti che feriscono: briccone, bricconcello, cattivello, cattivone, culatello, i due si prendono pure a borsettate sul petto, pare il festival delle checche represse. Nell’intervista rilasciata ad una tv austriaca il giorno dopo il party Natascha Kampusch dichiarerà: “Mai più feste a casa mia!”