Giovan Bartolo Botta

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E va bene hai vinto tu!

In attualità on gennaio 24, 2007 at 11:36 am

Ma santa madre ti ho buttato lì un centone al quadrato perché questo amplesso possa sembrare il più possibilmente reale, come se ti avessi sedotto sul serio e tu durante la monta prendi appuntamenti con altri clienti al cellulare?! Vieni ragazzino, ho fretta. Fretta? Ma fottiti voglio baciarti con la lingua apri la bocca e taci! Ehi ragazzo niente baci. Ma tu prima mi hai detto… Niente baci capito?! Però forse se mi lasci ancora venti euro ne possiamo parlar… Ehi che fai? Il suddetto ragazzino divenne uomo. Il suo pisello per nulla teso uscì dalla voragine a tempo zero in meno di un niente il perservativo arricciato sul glande come se fosse un quinto prepuzio era già ospite del cestino non ancora sceso dalle due piazze che già stava mezzo vestito. Ridammi i soldi! Col cazzo! Sei proprio una puttana imbecille! Il pugno al mento di lei arrivò senza aspettare il segnale di partenza. L’atleta. Squalificato. Il corpo nudo della puttana imbecille sfondò sull’alogena fresca di centro commerciale svedese posta lì per caso. Sei solo una puttana imbecille. Il piccolo con disprezzo gratuito ma autentico tirò fuori dal portafoglio sovrappeso un paio di biglietti verdi scagliandoli sulla dolorante in segno di campagna acquisti. Maledetti saldi. Se voglio ti posso comprare tabula rasa senza anima, senza Dio senza pensiero, vivi solo con i buci! Tabula rasa? Anima? Dio? Che razza di concetti sono in bocca a questo pivellino lattiginoso dal soldo facile? Sei un fottuto studente del cazzo? Fatti i cazzi tua! E nel tirare fuori ancora un biglietto meno verde ma non per questo meno indispensabile ecco che una tessera precipitò a terra. Merda la mia tessera di Forza Italia! Si abbassò il pivello con premura per riprenderla. Adesso si spiega tutto! Alza le mani bamboccio viziato! La puttana imbecille non era più imbecille. Il suo corpo nuovamente eretto come se non fosse mai stato violato si valeva dell’aiuto di un ferro che già in precedenza faceva capolino da sotto il cuscino. Il ragazzo impallidì, il ferro stava a tre fermate di metropolitana dal suo nasone palestrato. Perché voti Forza Italia? Urlò impazzita la donna. Perché me l’hanno detto i miei genitori e anche i miei amici del circolo. Quale circolo? Quello delle libertà. Il manico del ferro arrivò sull’occhio destro di lui in modo felino. Una pantera drogata. L’occhio saltò via come un tappo di spumante. Il grido fu tale da perforare l’atmosfera. Era cambiata atmosfera! Tu fai tutto ciò che ti dicono i tuoi? Ma… Niente ma devi usare il tuo cervello… E il primo sparo conobbe meglio il piede sinistro di lui. Divennero amici. Il grido fu tale da perforare l’atmosfera. Era cambiata atmosfera! Perché ti piace Berlusconi? Perché è un uomo di successo. Risposta secca a domanda secca. Secco fu lo sparo che colpì il piede destro di lui, a confronto le bestie al macello e come se stessero a Mirabilandia. Il suo successo è stata la rovina del nostro paese bamboccio bastardo!!! Perché mi fai questo? Stai zitto! Non interrompermi, volevi un amplesso simile alla realtà? Eccoti accontentato. Ciao ginocchio. Eccolo sopraggiungere il famigerato eco dei lamenti che manco Genet seppe descrivere durante le gite all’orinatoio. Lo sai che ha eretto palazzi grazie a società prestanome? No. Sparo. Lo sai che ha aperto tre reti televisive in Italia grazie a Craxi? No. Sparo. Ma lo sai chi era Bettino Craxi? No. Doppio sparo. E Licio Gelli? No. Triplo sparo. La parte sotto era andata. I colpi terminati. Merda disse lei. Munizioni finite. Il dolore inevitabile di lui si mesce al sollievo uscì pure una flebile poesia. Berlusconi ha fatto del bene all’Italia, non aveva aumentato le tasse con le sue finanziarie in modo che fosse più facile per gli imprenditori stranieri investire nel nostro paese, inoltre ha avviato numerosi cantieri per le grandi opere pubbliche e inoltre… Hai finito? I cantieri delle grandi opere sono stati aperti per assegnare appalti ai suoi amici puzzolenti di mafia cazzo, senza che ci fossere liquidi nelle casse dello stato per sostenerli, le sue finanziarie sono state populiste e prive di sacrifici in modo che fosse più semplice per lui e gli altri evasori costruirsi paradisi esentasse altrove e dubito che gli imprenditori stranieri abbiano fatto roba turca per investire da noi dato che la crescita è rimasta sullo zero costante tipo ritmo campionato in compenso però è cresciuto il debito pubblico in barba alla comunità europea. Oh Cristo! Non so di che parli e va bene ti prego lasciami andare, devo andare all’ospedale cazzo, non vedi come cazzo mi hai conciato, voglio la mamma, voglio vivere, ti prego, ti giuro che non voterò più quel pezzo di merda ti giuro su Dio cazzo che mi informerò su tutto quello che mi hai detto ma ti prego lasciami vivere, ti giuro che farò tutto quello che vuoi ma io voglio vivere Cristo Dio!!! Neanche una diga olandese sarebbe riuscita ad arginare quel fiume in pieno di lacrime e la paura faceva il resto oooh se lo faceva… dev’essere brutto vedere la morte in faccia, ma cosa dico vederla, toccarla, averci a che fare tu per tu come se fosse un amico con il quale vai allo stadio o a scuola eeh esserci andati a scuola. È possibile che se lui avesse frequentato una scuola giusta pregna di docenti competenti forse ora non sarebbe in quella stanza a cercare di non fare la tessera nel partito della morte. Ma qual è la scuola giusta, quali i docenti competenti, forse quelli che ti dicono di essere di sinistra? No. Non è quello il punto. Chiunque può, anzi deve liberamente schierarsi da una parte se è conservatore o dall’altra se è progressista ma questo chiunque deve capire che Forza Italia nulla ha a che vedere con una di queste due categorie. Forza Italia in particolare nulla ha a che vedere con la destra. Forza Italia è il movimento dei furbi rampanti degli arrivisti ad ogni costo costi quel che costi soprattutto che costi agli altri è il movimento degli evasori fiscali dei mafiosi di ogni risma degli ex democristiani scampati a Tangentopoli per grazia di quel Dio degli ex socialisti scampati a Tangentopoli per grazia di quel Dio… di Arcore che da buon amico ricambiò i favori degli anni ottanta prendendo sotto la sua ala i pulcini diasporati. Amici di destra date un calcio nel culo alla piaga che si è abbattuta sui vostri ideali a partire dal fatidico 1994. L’ordine, il senso dello stato, il rispetto delle istituzioni, il giustizialismo, la questione etica, tutti valori sacrosanti all’interno della destra storica liberale affossati dall’avvento dell’amico di Bettino. La ragazza trascinò sul balcone quel che rimaneva del ragazzo, prese il suo portafoglio, bruciò i documenti e gettò i soldi nel water. S’intascò la tessera di Forza Italia e si recò al partito…
Tangentopoli per non dimenticare.

In ricordo di Papa Montini

In attualità on gennaio 10, 2007 at 3:06 PM

Natale con i tuoi capodanno con chi vuoi. Per quanto riguarda il secondo profetame non saprei anzi so ma non voglio parlarne come direbbe un Edipo qualunque… ma non parliamone invece, il “con chi vuoi” è una sentenza che puzza di presa in giro come solo Vanna Marchi, meglio sarebbe ridursi al “con chi puoi”, affermazione giusta, la sola, la realtà, i piedi ben ancorati al suolo e chi ha orecchie da intendere intenda come direbbe il figlio del dio degli ebrei.
“Ciao Paolo, dove vai con quella pentola? E come mai hai quella faccia? Vado a fare capodanno con mia moglie e i genitori di mia moglie. Va bene, prendi questa! Potrebbe servirti nel corso della serata (una pistola n.d.r.). Grazie, sei un amico.” Saltando alla prima delle due ok. I tuoi sono i tuoi chiunque essi siano anche se non solo tuoi sai di sicuro che sono i tuoi e qui andiamo di palo in frasca.
Ah (pausa teatrale) che gaudio, la famiglia, la casetta nell’urbano del dopoguerra, il focolare intorno al quale si ritrovano mascherati da vecchi amici il rispetto e i suoi sottoposti affetti (sospiro teatrale) la tradizione come colonna portante di una somma di valori più o meno simili e decisamente boriosi, un simbolo religioso qualunque purché sia quello stampato su uno sfondo non ben definito purché sia quello, nonni che tentano di fare i genitori, genitori che tentano di fare i figli, figli che tentano… ma non ci riescono. Dulcis in fundo l’ipocrisia (sospiro tipo da doppiaggio). I familiari odiano la loro famiglia, dunque odiano loro stessi e chi li ha generati, la casetta nell’urbano del dopoguerra sarebbe stata meglio se le bombe lanciate dalle forze alleate l’avessero ridotta ad un campo di sabbia per le gare di biglie, il focolare è fallimentare pure per farci le costine alla brace, la tradizione non la conosce più nessuno pare che tutti siano venuti al mondo la scorsa settimana, per quel che riguarda il simbolo religioso ci starebbe bene il dito medio, lo si osserva, lo si adora il giovedì inventandosi la propria personale preghiera relativista a giustificazione del menefreghismo ignorante mascherato da laicismo, dopodiché ci si vanta di essere al passo coi tempi, i nonni non li sopporta più nessuno in casa, incariatidati vecchi rincoglioniti con la merda al culo vengono prelevati dalla casa di riposo giusto solo per la ricorrenza di Santa Claus dopodiché marsch! I genitori, figli dei vecchi rincoglioniti con la merda al culo fanno la gara allo sbolognamento delle spese per il mantenimento delle vecchie croste, i mariti non sopportano più le mogli e viceversa, le mogli dispongono di alcune vie di fuga tipo un giovane amante compagno di scuola del loro figlio primogenito omosessuale oppure un collega di palestra o di lavoro, i mariti puttaneggiano vivendo e vivono puttaneggiando. Figli che tentano… ma non ci riescono.
Ridulcis in fundo l’ipocrisia. Anzi no, forse i figli ce l’hanno fatta cambia il dulcis la sincerità. Ma non tutta la prole ha svoltato, solo uno quello su cui nessun familiare avrebbe mai scommesso un fottuto scellino. Ora tutti lo cercano orgogliosi di essere suoi parenti eccolo che bussa alla porta di casa per fare gli auguri del 25 dicembre. Gli altri figli, quelli a norma di legge, quelli un tempo sponsorizzati dai parenti perché figli educati e sottomessi stupidi mascherati da secchioni la futura apparente classe dirigente i neolaureati sono tutti diventati nessuno, il niente, il nulla più assoluto, il nulla sincero, autentico… delle colossali merdacce fallite. Il figlio strano quello particolare quello che a detta dei parenti più stretti e meno stretti non avrebbe mai combinato nulla di buono ora viaggia sulla cresta dell’onda senza rancore lasciando nel dimenticatoio le umiliazioni del passato tant’è che ora è qui a fare gli auguri di buon natale e felice anno nuovo a tutti, ma proprio tutti. Parenti e amici e… ehi! Ma!… ehi! Ma che cazzo fai con quella motosega!?! No!!! Fermo!!! No!!! Ti prego figliolo!!! Nooo!!!
Chi ha ucciso Anna Politkovskaia?

Trauma adolescenziale

In attualità on gennaio 10, 2007 at 2:37 PM

Non era mai venuto in bocca alla sua ragazza.
Non era mai venuto in bocca ad una ragazza.
Non era mai venuto in bocca ad anima viva.
Parenti amici esclusi perché così è la vita.
Culetti non considerati perché così è la legge.
Viados esclusi perché c’è chi l’ha già fatto.
Mignotte escluse perché così vuole la chiesa.
Le palle giostravano da sole i peli giocavano a fare solitari.
Lo scroto gonfiava tutto esplodeva a confronto Tacito non avrebbe avuto di che scrivere.
Saltò la staccionata seguito da una mandria di pecore eccitate e calabre il belato pareva ruggito.
I draghi stavano a pranzo a confronto Buffalo Bill cacciava sorci.
Il pipolo libero prigioniero dei cieli aleggiava sgocciolando la lana delle pecore pareva un cardigan girocollo, gli invertiti guardavano l’ora, era ora! Quella giusta quella del maneggio. In chiesa.
Le faraone puleggiavano in cortile occupandosi del becchime il sole era ancora luna i nonni parevano morti, erano morti, dopodiché risorti, tanto non erano i nonni di lui anche se lui avrebbe voluto sapere di più, sapere tutto sapere quando tutto ciò avrebbe potuto succedere. Non successe.
Colpa la drugia capitolina, galeotta fu la drugia e il barracuda che la esplorò. Cristo che livore!
Diverse di quelle pecore scivolarono e caddero sul suo sesso scivolarono sulla drugia fu una scivolata che costò a qualcuno.
La legge elettorale? Cazzi della classe dirigente.
Le pecore? Cazzi suoi.
Diverse pecore scappellarono l’augello del fumettaro prendendone le misure. Area perimetro superficie volume materia eccetera dopodiché recitarono l’intero rosario. Tutti i misteri. Più qualche mistero inventato sul momento. Il padre nostro non fu solo nostro ma anche di tutti gli altri. All’atto di dolore di fede di speranza e di carità vennero aggiunti anche tutti gli altri. All’ave Maria alla salva regina e al gloria vennero aggiunti anche tutti gli altri. Al cantico dei cantici alle lodi mattutine ai vespri e alla compieta vennero aggiunti anche tutti gli altri. Alla fine rimasero solo gli altri. Scienza e religione che fanno petting. Roba forte. Cazzi e mazzi. Sbubi nel cavo della formaggia.
I soliti dogmatismi vengono dribblati dalla nuova concezione che fa la parte di un Lentini qualunque, rivoluzione vera altro che kopernicana mica il Pedonacalcio 78.
La natura intraprende il nuovo corso alla faccia dell’uomo nuovo.
Ne verranno affogate di bocche…
E la Russia sarà sempre un problema ma possibile che non si riesca ad entrare in sta fottuta discoteca con le scarpe da ginnastica?
Chi ha ucciso Anna Politkovskaia?

Pole position per cadaveri

In attualità on gennaio 6, 2007 at 11:24 am

… ci si appisola su se stessi manco fossi uno dei fottuti sette nani, se si prende un’abitudine ed è quella sbagliata il rischio è di terminare i propri giorni con il cranio spappolato contro il muro più impassibile o impassabile… ora non ricordo esattamente… ma che spari orsuto! I sette nani erano solo buoni a innaffiare prati, potare alberi e trivellarsi le emorroidi usando il sangue come salsa di pomodoro per le patate bollite e speziate con allegato di arrosto di montone. I vegeteriani! Però loro non mangiavano i derivati. I cosmonauti! Erano talmente ligi al dovere i sette nani da risultare sei… mi hanno detto che stai rivalutando Jean Genet è vero? No, ma un fottuto trans colombiano di padre nizzardino crede di essere Genet, e se io glielo faccio credere mi allunga il pompaggio senza farmi scucire un euro ti basta come conguaglio, amico? Sei un bastardo! La letteratura cammina in camice inamidata, deve mantenere aplomb, polvere, rispetto, apparente, credi che un giorno qualcuno ti offrirà un lavoro se continui a farci bersagli delle tue teorie contro le istituzioni? Apri gli occhi coglionotto è normale che tutto resti fermo porcocane! Vuoi riformare, cosa sei un riformista del cazzo? Qui non siamo nel partito radicale. Ma io amo le istituzioni cazzo! Odio chi pensa troppo liberamente, le sparerebbe grosse, come te, infatti le stai sparando grosse e troppo liberamente, anzi liberamente enormi, succhi l’uccello alla democrazia ne stai approfittando degli anni migliori, pavoneggi! Fai bene, umilia gli anni 80 finché ti è permesso di farlo sempre se hai un’idea della storia recente. Datti da scuoia o domani potrebbe essere tardi, i concetti culturali politici religiosi sociologici pedagogici potrebbero risultare stravolti a mio favore, stravolti quanto un uovo sbattuto o una donna irlandese alcolizzata che beve acqua Perrier. A quel punto sarò io a non darti più un lavoro, ti caccerò dalla poltrona a calci nell’ano e la tua buonauscita sarà che mio figlio lo infilerà nella bocca di tua figlia. A quel punto come farai a salvarti? Dirai che è tutta colpa della televisione?
Chi ha ucciso Anna Politkovskaia?

Cago dalla bocca e sa di violetta

In attualità on gennaio 6, 2007 at 11:03 am

“A nessuno importa di quelle quattro placche di similsputo che ormai dai tempi sono ospiti fisse nella parte superiore del tuo uccello” per Gegio Selleroni, l’animatore del Buffalo Style, il trapanatore di viados periferici, l’ascoltatore di sordomuti, il fanatico di chi cambia la vita che non ce la fa a cambiare te, l’allevatore di funghi, l’emorroidale, codesto poteva risuonare come l’incipit della sua rivisitazione dei testi classici, quelli!, gli invenduti. “Scrivi di merda, Gegio, e il tuo è un nome da palestrati buoni per gli ammassi nichelinesi vali quanto il buco del culo della mia figlioletta dopo che sono passato ad augurarle la buonanotte!” Il direttore era un gran cane di quelli pronti per il ristorante giapponese a confronto Shin Shaolin era un modo di dire. Degli anni 80. O forse prima. O forse non so. Ciò che si sa è che non c’era direttore. Il Selleroni piallava le solite cose a confronto chi butta giù l’aperitivo ai tre galli è un innovatore. Il pub necessitava di bancone, disposizione scozzese, l’unica, il pensatoio! Coloro che frequentano i corsi di scrittura creativa non sono in grado di comprendere… ciò che conta è la disposizione fisica. L’immenso vocalist dei regali inglesi partorì le migliori hit sulla tavolozza del merdatoio e non solo, è una questione fisica. Il bancone è come un padre, qualunque tipo di figlio tu sia stato. Il bancone vuole te al massimo i tuoi libri di mucho gusto i tuoi appunti le persone fisiche che non sono te sono pregate di optare per i tavolini a meno che non si tratti di intenditori fratelli gente con lo scroto che urla polverie, quella autentica senza canfora quella talmente di destra da cascare sull’altra sponda. Fica che scia scivola scivola la via dice la sua. Un fastidio gradevole. Tutto il resto va a Roma o se la sbroglia con i concerti rock dei soliti italiacani. Fottuti alla bisnonna cani da riporto. Selleroni i versi li buttava giù così non criptati le sue rime parevano miagoliì di dissenteria acuta a confronto Via col vento è un cortometraggio. Posta la lettura intensificata, levati di torno gli ostacoli il bancone pare non darti più la spinta adeguata, niente è per sempre, quella che dovrebbe imparare a darti la famiglia, sembrano cazzi enormi paiono cazzi amari si prospettano cazzi immensi si sente odore di cazzi sporchi… i padri dei padri ti chiamano al portatile per precisazioni le affettività femminili ufficiali hanno già dato a volte gli altri tentano a fare gli amici… risponde la segreteria telefonica, una delle tante ma risponde… “Sono al bar nella piazza che fa da svincolo del traffico butto giù spulcio pagine e partorisco associazioni di pensiero, baseme lu cul! Tra non molto sarò morto siete pregati di richiamare quando resuscito.”
Chi ha ucciso Anna Politkovskaia?

Confessioni a fini terapeutici

In polverie o poesie on gennaio 2, 2007 at 6:54 PM

(Una mattinata in succursale con Joe Strammer)
Chi credi di essere Joe Strammer Joe Strammer?
Cosa credi di fare Joe Strammer Joe Strammer?
Dove pensi di stare Joe Strammer Joe Strammer?
Pensi di potermi insegnare il teatro? L’immedesimazione? Il lavoro sul personaggio? Il lavoro su se stessi? Un lavoro?
Lascia perdere Joe Strammer, lascia stare Joe Strammer non è così che funziona, hai sbagliato modo tempo tutto. Meno pippe mentali, ma non è colpa tua.
Chi credi di essere Joe Strammer Joe Strammer?
Cosa credi di fare Joe Strammer Joe Strammer?
Dove pensi di stare Joe Strammer Joe Strammer?
Pensi di potermi insegnare a sedurre la ciornia? Ad essere bello? Sicuro di me stesso? Un tantino ambiguo? Micio e contemporaneamente macho? Palestra e lampada autovettura non da poco, al liceo come all’università in paese come in città.
Lascia perdere Joe Strammer, lascia stare Joe Strammer tu non hai vissuto in mezzo all’orda che non hai deciso di scegliere ma ti hanno scelto, pretendendo! Eccome se pretendevano da quelle parti. Limitazioni di spazio. Annullamenti di personalità. Depressione al posto della figura materna. Incomprensibile! Banalmente sarebbe stato un brutto sogno altrettanto banalmente si chiama realtà, l’unica. Senza aggettivi, inutili, banali, scontati, poetici.
Chi credi di essere Joe Strammer Joe Strammer?
Cosa credi di fare Joe Strammer Joe Strammer?
Dove pensi di stare Joe Strammer Joe Strammer?
Pensi di potermi insegnare il concetto di Dio e la sua eventuale onnipotenza, onniscienza se non è di troppo disturbo e via discorrendo non ce n’è bisogno, io già credo in Dio. In quel Dio. L’unico. Cattolico e cattivo. Quello chiuso. Serrato. Un po’ perché mi hanno smarronato questi laici. I menefreghisti sono i più, buoni solo per l’Ikea. Se si impegnano arrivano giusto al Carrefour. I buddhisti vanno di moda e ne sono consapevoli quanto il loro credo sproloquia. I giudei spiano. I musulmani incutono paura il buio medievale basso medievale anche più in basso se possibile. Credo in quello cattolico perché ci garba provocare. Detesto il banale. La comunione non è banale, la cresima non parliamone. Pranzo con i parenti, palpeggiamenti alle parenti più prossime, qualche cinghiata al cane, quello cucciolo, perché siamo codardi, un dito in faccia ai nonni una bastonata alla schiena della vecchia gatta malata del vicino di casa a cui gli rapisci pure la figlia. Quella più piccola, la minorenne, sedici anni, non troppi né troppo pochi per fare quelle cose lì e via!
Chi credi di essere Joe Strammer Joe Strammer?
Cosa credi di fare Joe Strammer Joe Strammer?
Dove pensi di stare Joe Strammer Joe Strammer?
Pensi di potermi insegnare la politica? Di indirizzarmi al voto? Di ricongiungermi con l’urna? Già so. Non guardo a sinistra, specialmente quella giovanile tutta moda e limitata capacità di analisi defunta conoscenza dei fatti, la destra non la considero, al centro sappiamo come è andata.
Joe, io parlo per Joe. Se c’è una cosa che manda in bestia il vecchio Joe è… sono… tutto! Ti sussurrano che è tutto troppo difficile, alcune cose addirittura impossibili, la scena per esempio, quella è materia per i santi a confronto buttare giù a testate la porta di Brandenburgo è un giochetto da consolle. Tu calchi l’asse, Joe Strammer? Io sì. Con le mignotte. Neanche loro ultimamente hanno pietà. Ti fottono il pachetto di Muratti abbandonato sul cruscotto della tua autovettura mentre sei intento a fotterle. Ci si fotte a vicenda, ci si fotte tra amici, ci si fotte tra colleghi, ci si fottono le idee. Siamo tutti fottuti. Colpi bassi. I piccoli teatri si fanno pregare, i preziosi! I grandi teatri non ti calcolano e le persone quando ti esponi non ti prendono sul serio. Grave errore! Quanto si sbagliano! Gli amici si sa vanno e vengono, vanno più di quel che vengono, quando vengono giudicano, non tutti, coloro che non lo fanno è perché non sono amici. Qualcosa non torna. Molte cose non tornano e noi lì a prostituirci agli aguzzini proprietari del tuo tempo dei tuoi spazi e del tuo modello 740. Ci vorrebbero quindici minuti di celebrità quella autentica sei mai stato celebre Joe Strammer magari venti minuti sarebbe un punto di partenza per cambiare noi stessi, poi i minuti diverrebbero quaranta, cinquanta, un giorno, un mese, un anno, una vita, la vita dopo la morte e così si comincerebbero a gettare le basi per cambiare il fottuto pianeta e poi giù a colonizzare la luna e marte e poi l’universo e poi gli artisti farebbero politica e la politica farebbe gli artisti e i politici farebbero la calza e i cinema sarebbero a Spotorno e il passato sarebbe sempre presente e l’informatica solo un brutto sogno e il teatro un’esigenza e…
Chi credi di essere Joe Strammer Joe Strammer?
Cosa credi di fare Joe Strammer Joe Strammer?
Dove pensi di stare Joe Strammer Joe Strammer?
Pensi di potermi insegnare a suonare il fottuto strumento? O magari le lingue straniere? O discutere la tesi? Impartirmi le direttive? Rispettare la famiglia? Rispettare chi mi sta intorno? Cosa? Cosa? Pensi di insegnarmi ad essere ciò che non sono ma che vorrei essere? Ma cosa ne sai tu della vita Joe Strammer chi cazzo sei tu Joe Strammer cosa avrai mai visto tu per parlarmi in questo modo? Eh? Cosa dici? Non sento! Chi cazzo sei tu? Il cantante dei Clash?!?!…………………….
Scusa!
Chi ha ucciso Anna Politkovskaia?

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