Giovan Bartolo Botta

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Antigone fotti la legge al Teatro Duse di Roma

In in scena on settembre 24, 2012 at 3:49 PM

Produzioni Nostrane presenta:
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dal 27 settembre al 14 ottobre 2012
giov-ven-sab 20.45, dom 17.45

Teatro Duse, Via Crema 8, zona San Giovanni, Roma
[email protected] tel 06.70305976 cell 340.6485291

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ANTIGONE FOTTI LA LEGGE

liberamente tratto da Sofocle
adattamento e regia di Botta Giovan Bartolo

con
Giovan Bartolo Botta
Krzysztof Bulzacki Bogucki
Isabella Carle
Luigia Pigliacelli

Antigone fotte la legge per forza di cose, per causa di forza maggiore, per forza di inerzia, per abitudine, per un sacco di buoni motivi, non fosse altro che per non farsi fottere. Da chi? Da chiunque.
Emone non fotte. È fottuto. Ismene è fottutamente ottusa. Euridice è una fottuta lussuriosa. Creonte se ne fotte. È tutto un fottersi a vicenda nella Tebe dei diritti e dei doveri.
Ma in verità cos’è Antigone per un attore? Una scusa. Una scusa per esibirsi. Certo, si poteva utilizzare una Locandiera, ed esibirsi con quella. Lo si farà prossimamente se i Maya vorranno. Se non ci sarà la fine del mondo. Intanto per gli attori di teatro ogni giorno è un po’ la fine del mondo. Ergo si va in scena senza tanti fronzoli. Perché domani chissà…

No, grazie!

In teatro on settembre 14, 2012 at 4:07 PM

Beh… sarei un attore di teatro.
– Uhm… non vi si conosce. Sarete sicuramente un attore di merda.

E cosa dovrei fare?
Cercarmi un agente?
Un’agenzia?
Un protettore?
Diventare un lacché?
No, grazie.

Interessarmi di politica?
Imitare i governanti?
Ammiccare al pubblico?
Elargire sorrisi falsi?
No, grazie!

Mandare giù merda tutti i giorni?
Farmi venire l’ulcera?
Sbucciarmi le ginocchia per il troppo genuflettermi?
Fare la fila ai casting?
No, grazie!

Succhiare qualche cazzo?
Ingollare sperma?
Farmi rompere il culo?
Nasare la bamba?
No, grazie!

Fare vita mondana?
Andare alle feste?
Frequentare i salotti?
Organizzare rivecimenti?
No, grazie!

Dire sempre sì a tutti?
Trovare interessanti i deficienti?
Lustrare qualche sedere?
Dire le preghiere?
No, grazie!

Vivere di sotterfugi?
Di calcoli?
Di paure?
Di ansie somatizzate?
Ingoiare farmaci?
No, grazie!

Prestare sempre orecchio?
Temere il giudizio?
Fare occhio?
Tenere la bocca chiusa come un serraglio?
No, grazie!

Vivere cercando di non urtare la sensibilità
della destra,
della sinistra,
del centro,
degli estremisti,
dei moderati,
dei riformisti,
dei cattocomunisti,
dei rottamatori,
degli omosessuali,
delle lesbiche,
dei gialli,
dei neri,
dei bianchi,
dei rosa,
dei verdi,
delle minoranze,
delle maggioranze,
dei cattolici,
dei musulmani,
degli atei,
degli agnostici,
dei razionalisti,
degli scettici,
dei registi,
delle famiglie,
delle istituzioni,
delle femministe,
dei Vip,
dei comuni mortali,
dei sionisti,
dell’Unione europea,
di Obama,
del Papa,
del papà,
della mamma,
dei bambini,
di parenti che non vedi da anni,
della flora,
della fauna,
degli alieni,
dei vegetariani,
dei vegani,
dei vuoti a perdere,
dell’euro,
dei servizi segreti,
di Walt Disney,
del calcio moderno,
degli assassini seriali,
dei guardoni,
dei Pink Floyd,
degli anziani,
dei giovani,
di ‘sto cazzo,
no, grazie!

Oppure fare come mi pare,
essere libero,
non dover rendicontare,
fare quel che mi va di fare,
senza essere giudicato o giudicare,
lavorare per piacere,
scopare senza amare,
disertare le urne,
ignorare il telegiornale,
rivolgermi a Dio solo a Natale,
non dover telefonare,
spiegare,
esplicare,
dimostrare,
convincere,
convertire,
ma… non si può.

E allora… continuiamo a recitare.

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