Giovan Bartolo Botta

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Giovan Bartolo Botta vincitore assoluto de “Il Club dei Narrautori”

In rassegna stampa on giugno 19, 2013 at 10:36 am

Saviano sta a rosica'

http://www.lanouvellevague.it/wordpress/archives/giovan-bartolo-botta-vincitore-assoluto-de-il-club-dei-narrautori/10580/

di Selena Palma

Squillino le trombe e si dia il via alle stampe. La prima, inconfondibile, irriverente, apotropaica edizione del Club dei Narrautori si è conclusa.

Cinque mesi di venerdì letterari in cui più di cento NarrAutori hanno avuto la possibilità di dare voce ai loro scritti. Ascoltati, valutati a volte incompresi. Ognuno ha avuto il suo breve momento e qualcuno , recidivo più di altri, si è fatto sentire più e più volte. 10 i NarrAutori, che con poesie, versi, racconti si sono fatti strada sul palco della finale, pronti a leggere il loro racconto d’oro, quello che avrebbe potuto portarli alla vittoria e quindi alla pubblicazione di un considerevole numero dei loro scritti nell’Antologia del Club. I due ideatori e presentatori del Club, Jacopo Ratini e Danilo Cipollini, hanno avuto un bel da fare nel sedare ansie e provocarne di nuove ma c’è da scommettere che ogni NarrAutore ne sentirà la mancanza. Per l’ultima serata, sull’onda dell’entusiasmo, è stata selezionata una giuria d’eccezione: 6 giurati tra cui anche noi! Sì, noi della Nouvelle Vague Magazine (Selena Palma e Linamaria Palumbo) che abbiamo seguito i giovani cuccioli di Narrautori fin dall’inizio abbiamo scambiato il nostro divanetto per quello “spinoso” della giuria. Accanto a noi i due editori di “edizioni Haiku”, Valerio Carbone e Flavio Carlini ed i due editori di Bel- Ami edizioni , Silvia Lombardo e Cristiano Sabbatini.

Pole position, bacio accademico e corona d’alloro, anzi cartello d’oro (“Saviano stà a rosicà”) per Giovan Bartolo Botta seguito a ruota da Chiara Spoletini vincitrice del premio speciale de“La Nouvelle Vague Magazine” attribuito al NarrAutore che si è distinto per creatività ed originalità.

Non potevamo certo lasciar scappare le emozioni dell’ultimo istante e anche stavolta il vincitore è stato rapito dai nostri microfoni..ma credetemi ne è uscita fuori l’intervista più surreale di tutto il Club…

Giovan Bartolo, grandissimi complimenti da tutti noi. Prima di iniziare voglio sapere da te, che hai una fisicità così forte durante le letture : Quanto conta l’ipocondria per un NarrAutore?

E’ soggettivo, nel mio caso conta tantissimo, perché quando sali sul palco devi avere quel nervo in più non per cercare di leggere bene ma per cercare di capire che stai in salute: sto sudando, come Grillo, vuol dire che sono in salute.

Funziona tutto, quindi i liquidi biologici ci sono e si vedono….

È vero. E’ il sogno di ogni teatrante, no? quello di una laringe che non abbia spasmi, corde vocali che non somiglino ad avanzi. Altrimenti che succede?…tu hai quello, hai il corpo! Una volta che non hai quello è come se ti sentissi depersonalizzato. Prendi ad esempio quegli attori tipo Romolo Valli, Paolo Stoppa che erano tutto corpo, tutto sudore, Lilla Brignone,che bello…che doccia di teatro di prosa!

E insomma, abbiamo effettivamente sudato un sacco e sei il vincitore per eccellenza de”Il Club dei NarrAutori”. Emozioni del momento ed eventuali ringraziamenti!

Sì, esatto, i miei primi ringraziamenti vanno al mio maestro Marco Van Basten che mi ha insegnato a calciare di destro, di sinistro, a portare il diaframma, a portare il verso. Perche anche lui quando ha smesso col calcio ha iniziato a fare il narr-autore/attore. Non è che ci siamo conosciuti di persona…ho seguito un corso per audiocassetta, non avendo ancora sposato la tecnologia , continuo ad usare il sistema analogico. Anche se ho visto che stasera c’è stata gente più analogica di me che scriveva a mano.

[si, c’è stato in effetti anche qualcuno che ha scritto a matita su un tovagliolo…]

Quello sì che è parlare anni 80!

Ma torniamo a noi: come ti è venuta l’idea del racconto di stasera e cosa ti ha spinto a dire “questo è il racconto che voglio portare alla serata finale”

Poco tempo fa sono intercorsi i 20 anni di tangentopoli, allora per ricordare questo, senza però fare uno spettacolo eterno, ho scritto questo piccolo pezzo che mi dà la possibilità di provare una lettura diversa: un po’ una radiocronaca fatta da Alfredo Provenzali, con un sacco di battute una dietro l’altra, ficcanti.

Comunque credo che abbia funzionato, non è la prima volta che lo faccio però l’importante è avere la salute, vuol dire che giustifico l’esistenza mia in questa dimensione e pian piano a colpi di bianchetto tiro via il senso di colpa

[….]

Se il club dei NarrAutori dovesse avere una seconda stagione, parteciperesti di nuovo?

Si, certo! Ho una bella fucina di sacchi di iuta pieni di pezzi che mi piacerebbe presentare, quindi di sicuro!

Hai già pronti anche i brani che vorresti pubblicare nell’antologia?

Si, sì…ho già pronto del materiale inedito che aspetta dal ‘78.Ricordo che suonavano ancora gli heroes del silencio, e ancora non mi sono deciso a pubblicarli.

Alla fine di tutto…cosa cambieresti de”Il Club Dei Narrautori”? A parte i presentatori, immagino, perché chi non li vorrebbe cambiare..

In effetti affiancherei a Ratini e Cipollini lo spirito di Gianni e PInotto [sì, se ne sentiva la mancanza…]grazie a Rosmarie Altea . Il format,invece, va bene così, con i 5 minuti…è molto ritmico. No, non cambierei nulla, ma farei anche una versione parallela, come un universo parallelo, dedicata..al teatro di prosa!

E mentre Rosmarie Altea e a Famoso Iole scrutano il futuro per sapere cosa ne sarà dell’arte dei nostri NarrAutori noi vi salutiamo e vi ringraziamo per averci seguito dal vivo e sulla carta e vi diamo appuntamento alla prossima edizione del “Club”. Intanto… continuate a scrivere!

Tutto il teatro. Minuto per minuto al Sally Brown Rude Pub di San Lorenzo, Roma.

In in scena on giugno 18, 2013 at 8:51 am

Tutto_il_teatro_locandina_UFF_SAlly

PRODUZIONI NOSTRANE presenta

giovedì 20 giugno, ore 22.30
Sally Brown Rude Pub

via degli Etruschi 3, San Lorenzo, Roma.

Tutto il teatro. Minuto per minuto.

testi di Giovan Bartolo Botta
con Giovan Bartolo Botta

Edmondo Kano è Giovan Bartolo Botta. Giovan Bartolo Botta è Edmondo Kano. Per Ruggero Ruggeri era l’Enrico IV, per Lilla Brignone era Elisabetta D’Inghilterra, per Romolo Valli era Leone Gala, per Paolo Stoppa era Ciampa e via discorrendo. Elencando. Ogni grande interprete si dilettava con il fiore all’occhiello. Il personaggio apice di un repertorio da battaglia. Per il piccolo interprete Giovan Bartolo Botta il culmine è Edmondo Kano. Attore di prosa italiano nei circuiti fuori dai circuiti. Edmondo Kano scaglia i suoi versi in platea. In una platea spesso vuota. Sono almeno versacci però. Otello leghista, Romeo e Giulietta in salsa Hellas Verona, Amleto Punk, monologo su Van Basten, alieni che ti rapiscono quando non dovrebbero, le mutazioni genetiche dei giocatori bianconeri, il bambino dissociato che ama il teatro e molto di più. Lo spettacolo è una dissociazione continua. Organizzata ma totale dove esiste solo l’attore con il suo repertorio. Come ai tempi che furono.

Happening letterario al Librodivino Wine & Book Shop, rione Monti, Roma.

In in scena on giugno 17, 2013 at 6:26 PM

letti di notte

ZI’ BALDONE E ALTRI PARENTI
Favole per non dormire. Reading, degustazioni e musica
per la notte bianca delle librerie indipendenti

In occasione di “Letti di Notte”, Librodivino di Roma e Bel-Ami Edizioni organizzano un reading all night long con otto autori “kamikaze”, i loro racconti comico grotteschi, degustazioni cocktail+libro, esibizioni di giovani cantautori e personal shopping terapeutico librario. Perché leggere è, prima di tutto, un piacere.

Il 21 giugno in tutta Italia si celebra Letti di notte, notte bianca di librerie e scritture indipendenti. Per il suo evento romano Bel-Ami Edizioni si trasferisce presso Librodivino Wine & Book Shop in Via degli Zingari 49 (rione Monti) e offre al pubblico una serata rocambolesca con i suoi autori più istrionici, dal tramonto a notte fonda.

Quando: Roma, 21 giugno ore dell’aperitivo, per capirsi dalle 19,30, a notte fonda
Dove: Quartiere Monti, Via degli Zingari 49, presso il Librodivino Wine & Book Shop.

Cosa: “ZI’ BALDONE e altri parenti. Favole per non dormire. Reading&Musica
Chi: 8 autori kamikaze, Danilo Cipollini, Marco Caponera, Riccardo Loffredo, Ada Marrocco, Matteo Fish, Giovan Bartolo Botta, e i cantautori Jacopo Ratini e Marco Andriani, getteranno in pasto alle folle i loro racconti, i loro testi e le loro musiche trasudanti ironia, tenerezza, sarcasmo, cinismo, ingenuità, comicità, spiritualità, seduzione.
Il programma:
– Canzoni di giovani cantautori romani
– Reading e teatro a base di racconti comico-grottesco-surreali
– Momenti di personal shopping librario terapeutico offerti al pubblico dagli scrittori
– Degustazione di cocktail, vini e birre con racconto abbinato.
Perché: Vi divertirete. Un sacco.
Colpevole: Tutto è a cura degli autori e di Silvia Lombardo, prendetevela con loro.

Bel-Ami Edizioni s.r.l. – Via Alessandro Codivilla, 10 – Roma 00152
Tel.: 06.62279583 – Fax: 06.62209573 – Email: [email protected] – Sito: http://www.baedizioni.it

comunicato stampa CS ZiBaldone e altri parenti

Un attore qualunque – saga ipocondriaca 10

In Un attore qualunque, Uncategorized on giugno 13, 2013 at 10:41 am

Mi balzò sull’osso frontale il musical del 2007 “Buccetti alla guerra di Troia”. Feci la sciolta. Intento a concretizzare le tecniche di combattimento giudoka del prode Odisseo sul castigatore di cuori solubili Mister Paride, calibrai male il tempo di riplano e franai il templare sinistro sul plexiglas. Al termine dello spettacolo anziché fiondarmi in day hospital “ancora non ero un ospitalfly” per accertamenti come saggiamente fece Papa Ratzinger quando era ancora precettore del santo uffizio, feci un giro in quel di Via Ascani. A bermi un caffè corretto al limone. Fitoterapia per il mal di testa. Che cazzata! Forse che i miei disturbi sono pronipoti di quella cascata? Chiesi il parere alla mia ex fiamma laureanda in medicamento. “Hai fatto i radiografici?” “Certo, cara, erano negativi.” “Tutti?” “Sì, tutti. E anche qualcuno in più, te lo posso garantire, tac, tic, toc, tuc, risonanza magnetica e encafelogramma, tutto lindo!” “Allora sei okay.” “Ma io non mi sento sano come il pesce manco per gioco, sono a pezzi.” “Se gli esami erano regolari, vuol dire che i malanni stanno nella tua testa, sei psicosemantico!” Riattaccai la cornetta. Pensandoci, la preferivo in verticale, quella mia ex fiamma… Psicosemantico, quanto mi sarebbe toccato risentirmi sto stornello da urbe nel padiglione auricolare. Uscivo, mettevo il naso fuori dal confine domestico e praticamente anche gli sconosciuti con un colpo d’occhio mi fermavano dicendomi “Lei, signore, è psicosemantico, ingolli le fiale.” Ancora brincavo qualche manuale ma niente più teatrume. Pagine medicinali, anatomia, fisiologia, endocrinologia, istologia e altri ia. Tra un ia e un i-o colsi il jolly. Trattato completo di osteopatia craniosacrale e altri pacciocchi sui tessuti molli. Alla voce manipolazione del cranio stava scritto: Una lesione osteopatica sfugge all’occhio della radiografia. Orgasmai, venni letteralmente sulle pagine di quel manuale manco fosse un fotoromanzo erotico. Ecco la bibbia, e quegli idioti in camice bianco mi avevano bollato come pissulin. Un malato immaginario che pensa di possedere il glabbro di John Holmes ma che di lui ci ha solo le basette. Scesi in strada, bloccai il primo taxi con la forza del pensiero. “All’ospedale più lontano, veloce!” “Ma ce n’è uno dietro l’angolo…” “Lì non posso più andare. Hanno la mia taglia, 50 mila euro per l’internista che non mi compila il triage e mi ricovera direttamente alle docce fredde nel semiterrato di psichiatria.” Diedi la mancia al tassinaro, tipica abitudine dell’urbe e mi fiondai al pronto. “Di nuovo qui, Lei. Tolga il disturbo! Qui c’è gente che sta male per davvero.” In effetti il tizio non menava il bull per l’aia in corsia transitavano casi disperati e la mia maledetta cinesi me ne fece sentire i sintomi. Non mi diedi per vinto. Se Ayrton Senna nel ’88 arrivò al traguardo con la sola seconda, io potevo parlare col medico. Minacciai di recitare i versi del Tasso baroccamente se non mi avessero portato nello studio del primario a tempo zero. Gli infermieri sono soliti idolatrare Vasco, mai avrebbero sopportato barocchismi indi fu il medico a venire da me. Non dovetti scomodarmi. “Signor Giovanni Bartolomeo, deve smetterla di dare fastidio in pronto soccorso, adesso chiuderemo un occhio, due occhi, ma alla prossima vez la si chiama la madama.” “Ascolti dottore, credo di aver compreso la natura dei miei disturbi. Ho una lesione osteopatica!!!” In sala vi furono trenta minuti di silenzio. Medico ed infermieri rimasero fermi come statuette di merda. Al minuto trentuno si udì un risolino che si fece risata che si fece sganascio che si fece ghigno che si fece sbellico. Lo sbellico sberleffo lo sberleffo goliardata. L’infermiere mi allungò la camicia di forza e un bicchierino in vetro con disciolte 103 gocce di ansiolin. Anche i degenti mi risero in faccia. Soprattutto uno, in fin di vita, alla verbata lesione osteopatica si fece una unta sbertucciata dopodiché esalò con il tubo dell’ossigeno nell’uscio sbagliato. Il primario mi abbracciò, mi cacciò un biglietto da 100 nella tasca dei calzoni. “Lesione osteopatica, eh… devo chiederti scusa, ragazzo, tu sei il miglior attore comico dai tempi di Jerry Lewis.”

[spingi qua per arrivare al punto di partenza!]

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