Perché i teatri sono vuoti?
Perché non ci va un cazzo di nessuno.
E perché non ci va un cazzo di nessuno?
Per motivi molteplici.
Gli spettacoli sono noiosi, lunghi come la quaresima, i biglietti sono salati, si preferisce guardare i talent show, i reality show impazzano, c’è la Confederations Cup, la Champions League, Bono Vox e Bob Geldof ti fregano i soldi suonando in un concerto per l’Africa, si va in spiaggia, si fa la grigliata nei boschi, la sauna, il massaggio cinese, la scopata. Basta!!!
Mentre il cittadino comune si fa i cazzi suoi, l’attore di prosa crepa di fame.
È ora di istituire il Teatro dell’obbligo grillino-casaleggiano. Il teatro per il cittadino deve essere un dovere, un obbiettivo al quale tendere, un salto quantico, un bosone di Higgs. Per il cittadino recarsi a teatro dovrà essere economico, divertente, preferibile ad un orgasmo e dovrà dare la stessa sensazione di quando la tua squadra del cuore vince lo scudetto. Certo, perché ciò avvenga, lo stato deve istituire necessariamente il Teatro dell’obbligo grillino-casaleggiano con delle piccole punte di stalinismo e delle dosi omeopatiche di dittatura, fate voi quale. Dice… ‘ma anche lo stalinismo è una dittatura’. Può essere. Pensa ‘ma questo mi sembra un precetto fascista’. Me ne frego. Non è la stessa cosa dire: questa sera vado o non vado a vedere quei sei personaggi in cerca d’autore che poi diventano cinque, quattro, tre, due, uno non trovando mai ‘sto cazzo di autore. Oppure questa sera DEVO andare a vedere quei sei personaggi in cerca d’autore. Solo così riusciranno a trovare ‘sto fottuto autore. Il cittadino, sgomento, penserà ‘ma cosa mi può fare lo stato se non mi reco a teatro?’ Semplice: ti manda le forze dell’ordine a casa che anziché andare a rompere i coglioni alle manifestazioni NOTAV o a sgomberare i beni comuni occupati ti solleverà dalla poltrona e ti porterà di peso a teatro. Solo con il Teatro dell’obbligo grillino-casaleggiano il teatro può essere rivoltato come un calzino. L’essere umano dovrà andare a teatro quando ancora sosta nel grembo materno e finirci financo dopo il suo funerale. Solo obbligando le persone a recarsi a teatro i prezzi dei biglietti potranno sposare la giusta teoria della decrescita. Solo con il Teatro dell’obbligo io attore non famoso posso recarmi in un bar di Via Veneto, offrire un caffè corretto sambuca a Riccardo Scamarcio e dirgli ‘anch’io, caro Riccardo, nella vita faccio l’attore. Tiè!’ Unicamente con il Teatro dell’obbligo io posso invitare Sigourney Weaver a cena nella mia bettola preferita e chiederle ‘posso, cara Sigourney, donarti un cunnilingus?’ E lei: ‘ma certo, tesoro, non aspettavo altro.’ Analizziamo un attimo il teatro per ragazzi. Va cancellato dalla faccia della Terra. Stop alle favole del coniglietto Birillo che gioca a rimpiattino con il lupetto Gegio. I ragazzi dovranno sorbirsi Ibsen, Schiller, Cecov ecc. ecc. ecc. E, pena del contrappasso, toccherà a loro uccidere con un’ascia i protagonisti storici del teatro per bambini. Morte a Dodo, il fantoccio dell’Albero Azzurro e a tutti i suoi fratelli.
La rivoluzione non si fa armando la società ma teatralizzandola. Israeliani e palestinesi: a teatro insieme! Juventini e granata: a teatro insieme! Inglesi e scozzesi: a teatro insieme! Pelé e Maradona: a teatro insieme! PD e Pdl: voi no! Teatralizziamo la politica. Scaiola avrà un posto a teatro a sua insaputa. Gianfranco Fini possiederà un teatro in Costa Azzurra comprato dal cognato, le feste dell’unità si faranno a teatro, Di Pietro ci azzeccherà solo a teatro avendone ben 56. Ingroia passerà dalla Procura di Palermo alla direzione del Teatro Stabile di Palermo. Berlusconi acquisterà tutti i teatri della penisola. Ma non ci schiafferà i comici del Drive In, bensì attori di prosa. E tanti saluti a Sergio Vastano.
Alla luce di queste riflessioni vanno rivisti alcuni pilastri della nostra cultura. Altro che dittatura di internet. Altro che teorie di Gaia. Altro che cospirazione mondiale. Il più grande spettacolo dopo il Big Bang (Lorenzo Cherubini copyright) sarà la prosa.
I nuovi dieci comandamenti:
1. Io sono l’attore di prosa tuo dio.
2. Non avrai altro diletto che non il teatro di prosa.
3. Ignora gli attori di cinema.
4. Non ti prostrerai davanti a loro né chiederai autografi.
5. Non chiedere omaggi.
6. Ricordati di lasciare la mancia.
7. Non desiderare di recitare lo spettacolo d’altri.
8. Non desiderare il successo d’altri. (Questa è una gran stronzata.)
9. Aiutati che il teatro ti aiuta.
10. Proteggiti quando fai l’amore.
La nuova costituzione
Articolo 1
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul teatro di prosa, la sovranità appartiene agli attori di prosa che la esercitano come cazzo pare a loro.
Articolo 2
La repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’attore di prosa sia come solista che in gruppo.
Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità di recarsi a teatro senza distinzioni di sesso, censo, ceto, lingua, razza, religione, opinioni politiche e condizioni sociali. Tutti, tranne Antonio Conte.
Articolo 4
La repubblica riconosce ad ogni cittadino il diritto a recarsi a teatro e promuove le condizioni che nel paese i teatri siano liberi, aperti, accessibili ed economici.
Articolo 5
La repubblica, una ed indivisibile, riconosce le compagnie di teatro dialettali.
Articolo 6
La repubblica tutela la minoranza dei cittadini che guarda Maria De Filippi.
Articolo 7
Lo stato e la chiesa si facciano i cazzi loro e se vogliono venire a teatro che paghino.
Articolo 8
Tutte le confessioni religiose sono libere di fronte al teatro, ma dentro si ascolta, si tace e si spengono i telefonini.
Articolo 9
La repubblica finanzia il teatro a fondo perduto sottraendo i capitali alla ricerca in campo militare.
Articolo 10
Si va a teatro in Italia come all’estero.
Articolo 11
Il teatro ripudia la guerra. Sempre.
Articolo 12
Il teatro non ha bandiere…. ma se le ha… ma se le ha… sono bandiere del TORO.