Atletico San Lorenzo vs Collefiorito 2:3
Che cos’è il genio? Intuizione, realizzazione, velocità di esecuzione. Ma anche stagflazione, stagnazione, rapidità di libagione. L’Atletico San Lorenzo risulta essere tutti questi elementi e forse molto di più. L’Atletico San Lorenzo sono moti a luogo, complementi di specificazione, daje e vai, sottoboschi sentimentali, fantapolitica creativa, movimenti degli arti negli spazi, gigioneggiamenti arcaici, farmaci salvavita, rokokò figurativi e via disperdendo. Elencando. Lo si è potuto constatare in settimana, quando nella riunione del primo acchito Mister Capitani ha riordinato le suppellettili di spogliatoio ridistribuendone la punteggiatura. Intento nobile. Tutto ciò che è nobile, è benvenuto. Fatta eccezione per il sangue blu di Emanuele Filiberto. Ribadiamo brevemente per chi si fosse messo solo ora in ascolto, quali sono le strategie volute dalla società poco fuori le mura Aureliane per l’anno venturo. I dirigenti hanno sottoscritto l’aumento di capitale dopo essersi fatti stilare l’avveniristica zodiacale 2014. La parola d’ordine è insindacabilmente: affiancamento. Affiancare al primo mister un secondo, poi al secondo un terzo, indi al terzo un quarto, ergo al quarto un quinto, vieppiù al quinto un sesto, dunque al sesto un settimo ripetendo l’operazione a metà del tracciato ma in senso inverso. Dall’ultimo mister ingaggiato risalendo sino al primo. Unire ai mister del passato i mister del presente partorendo i mister del futuro in modo tale che la squadra possa essere allenatissima. Una labirintite unica. Il primo acchito, consultabile anche in streaming, permette ai tifosi su poltrona di cliccare il modulo prediletto e dare suggerimenti al coach su eventuale formazione. L’aficionados principe nel numero delle utenze, avrà diritto a trascorrere un weekend in baita rusticame in quel di Cortina D’Ampezzo in compagnia del suo calciatore preferito. Il tutto manco a sottolinearlo a spese dell’aumento di capitale. Nasce anche la fidelity card sanlorenzina che dà diritto a dieci consumazioni gratis presso il bar Marani spaziabili dal Dom Perignon a un pacchetto da dieci di Nazionali prive filtro. Rimanendo al meeting del primo acchito, ha scatenato un pirandelliano sconcerto tra gli atleti la presenza in veste di motivatore saggiodebordante dell’ex allenatore Bruno Mazzia (Udinese 1987 esonero alla settima giornata post sconfitta casalinga VS Sanbenedettese). Commozione inoltre quando si è presentato ad elargire la propria testimonianza il gruppo musicale trionfatore della prima edizione di X-Factor Sri Lanka: Gli Haram Bakuku. Spazio in seguito ai One Direction. Veniamo all’ultimo match sanlorenzino prima dell’avvento di Cristo Re! Che cos’è il genio? Trascendere la banalità. Prassi semplice quanto godersi Memole a Rimini per i plasticosi Mulè e Giannetto i quali attraverso una duplice Pinturicchiata, portano gli atletici verso una serena festività natalizia. La fattezza del punto di Mulè rasenta la molteplice ubicazione del frate che dialogava con la fauna. L’atleta stesso ai microfoni di Radio Radicale rilascia a Rita Bernardini la seguente dichiarazione: Scendo in campo utilizzando il sistema Milingo, una sorta di tavola medianica nella quale il palesarsi invadente dello spirito del defunto fuoriclasse teutonico Fritz Walter entra nei miei tacchetti gareggiando al posto mio. Ma non lo dite in giro. È un segreto. Ovvero una cosa da dirsi a tutti ma a bassa voce. Non è da meno la rotatoria di Giannetto. Fa tutto da solo purgando onanisticamente l’estremo difensore avversario dopodiché è una corsa sotto la curva dedicando la magia pedante al chansonnier Gipo Farassino. Scomparso da poco per debiti di gioco. Come il fratello del Foscolo ma con un tasso maggiore di tabacco da pipa nel borsello. Sembra essere tutto troppo semplice. Il presepe è lì sotto i nostri occhi. Il fieno, la mangiatoia, una supernova scambiata per stella cometa, un trittico di celerini su dromedari al posto di tre re magi su cammello. Digos anziché pastorelli. Caccia all’uomo e non all’autografo. Niente oro, incenso e mirra ma gas lacrimogeni. Né bue né asinello ma un paio di gazzelle. Il cambio di festività è servito. Hanukan anziché Abeteland. Il direttore di gara si avvicina con passo felpato al capitano Claudio Biscottino esponendogli l’enigma della sfinge: qual è quell’animale che nasce democristiano, vive da liberale e decade apologando Craxi? Il capitano rossoblu si permette di far notare alla giacchetta direzionale che la sfinge non formulò l’indovinello in quel modo. Inoltre il quesito non era quello. Il fischietto imbruttisce. Pretende di conoscere modalità e finalità dell’enigma.
– τί ἐστιν ὃ μίαν ἔχον φωνὴν τετράπουν καὶ δίπουν καὶ τρίπουν γίνεται.
– Che cazzo è?
– Il reale quesito posto dalla crinide al futuro re tebano.
– Che minchia vuol dire?
– Ma sì… chi pur avendo una voce sola muta in quadrupede, tripede e bipede?
– Vaffanculo! Sei fuori! Espulso! Rosso diretto, fuori dai coglioni!
Il modera gara, offeso per l’affronto sventola in viso ad uno spaesato capitano il bandolino punitivo. L’epica punisce. Sempre. Ovunque. Soltanto.
Atletici costretti ad una inferiorità numerica in realtà solo apparente. Merito anche del sistema di gioco degli avversari, un ibrido con ingredienti nedosonetteggianti e emilianomondonicane grappate. Corti corti. Palla lunga e pedalare. Un cormorano sorvola il terreno di gioco smerdando in testa all’arbitro. Il suddetto smarrisce il senno quanto Rinaldo espellendo nell’ordine la stazione Tiburtina al gran completo, i suoi principali collaboratori e l’inserviente del ristoro. Tumulto in curva. Il fischietto reagisce cacciando cinque giocatori dell’Atletico colpevoli di portare un taglio di basetta avverso alla sobrietà. Ritumulto. Ma non è la curva. È il movimento dei forconi giunto dalla mesosfera a riportare giudizio.
– Salve! Sono Geppo da Bassano. Questa è la mia Jaguar! Vedo del sionismo dentro la moneta, sono venuto a portare giustizia! Chi sta perdendo il match?
– Il Colle Fiorito.
– D’accordo! Gli atletico sanlorenzini abbassino le saracinesche. Smettano immediatamente l’attività.
– Perché?
– Siamo del movimento dei forconi. Togliamo ai ricchi per redistribuire ai poveri. Voi di che movimento siete? Dei forconi?
– No, delle forchette.
Impedirono agli atletici di giocare e Gesù bambino prese forma nella mangiatoia di Collefiorito.
