Giovan Bartolo Botta

Archive for dicembre 2013|Monthly archive page

Cronache Atletico San Lorenziadi 10

In Cronache Atletico San Lorenziadi on dicembre 17, 2013 at 7:20 PM

Atletico San Lorenzo vs Collefiorito 2:3

Che cos’è il genio? Intuizione, realizzazione, velocità di esecuzione. Ma anche stagflazione, stagnazione, rapidità di libagione. L’Atletico San Lorenzo risulta essere tutti questi elementi e forse molto di più. L’Atletico San Lorenzo sono moti a luogo, complementi di specificazione, daje e vai, sottoboschi sentimentali, fantapolitica creativa, movimenti degli arti negli spazi, gigioneggiamenti arcaici, farmaci salvavita, rokokò figurativi e via disperdendo. Elencando. Lo si è potuto constatare in settimana, quando nella riunione del primo acchito Mister Capitani ha riordinato le suppellettili di spogliatoio ridistribuendone la punteggiatura. Intento nobile. Tutto ciò che è nobile, è benvenuto. Fatta eccezione per il sangue blu di Emanuele Filiberto. Ribadiamo brevemente per chi si fosse messo solo ora in ascolto, quali sono le strategie volute dalla società poco fuori le mura Aureliane per l’anno venturo. I dirigenti hanno sottoscritto l’aumento di capitale dopo essersi fatti stilare l’avveniristica zodiacale 2014. La parola d’ordine è insindacabilmente: affiancamento. Affiancare al primo mister un secondo, poi al secondo un terzo, indi al terzo un quarto, ergo al quarto un quinto, vieppiù al quinto un sesto, dunque al sesto un settimo ripetendo l’operazione a metà del tracciato ma in senso inverso. Dall’ultimo mister ingaggiato risalendo sino al primo. Unire ai mister del passato i mister del presente partorendo i mister del futuro in modo tale che la squadra possa essere allenatissima. Una labirintite unica. Il primo acchito, consultabile anche in streaming, permette ai tifosi su poltrona di cliccare il modulo prediletto e dare suggerimenti al coach su eventuale formazione. L’aficionados principe nel numero delle utenze, avrà diritto a trascorrere un weekend in baita rusticame in quel di Cortina D’Ampezzo in compagnia del suo calciatore preferito. Il tutto manco a sottolinearlo a spese dell’aumento di capitale. Nasce anche la fidelity card sanlorenzina che dà diritto a dieci consumazioni gratis presso il bar Marani spaziabili dal Dom Perignon a un pacchetto da dieci di Nazionali prive filtro. Rimanendo al meeting del primo acchito, ha scatenato un pirandelliano sconcerto tra gli atleti la presenza in veste di motivatore saggiodebordante dell’ex allenatore Bruno Mazzia (Udinese 1987 esonero alla settima giornata post sconfitta casalinga VS Sanbenedettese). Commozione inoltre quando si è presentato ad elargire la propria testimonianza il gruppo musicale trionfatore della prima edizione di X-Factor Sri Lanka: Gli Haram Bakuku. Spazio in seguito ai One Direction. Veniamo all’ultimo match sanlorenzino prima dell’avvento di Cristo Re! Che cos’è il genio? Trascendere la banalità. Prassi semplice quanto godersi Memole a Rimini per i plasticosi Mulè e Giannetto i quali attraverso una duplice Pinturicchiata, portano gli atletici verso una serena festività natalizia. La fattezza del punto di Mulè rasenta la molteplice ubicazione del frate che dialogava con la fauna. L’atleta stesso ai microfoni di Radio Radicale rilascia a Rita Bernardini la seguente dichiarazione: Scendo in campo utilizzando il sistema Milingo, una sorta di tavola medianica nella quale il palesarsi invadente dello spirito del defunto fuoriclasse teutonico Fritz Walter entra nei miei tacchetti gareggiando al posto mio. Ma non lo dite in giro. È un segreto. Ovvero una cosa da dirsi a tutti ma a bassa voce. Non è da meno la rotatoria di Giannetto. Fa tutto da solo purgando onanisticamente l’estremo difensore avversario dopodiché è una corsa sotto la curva dedicando la magia pedante al chansonnier Gipo Farassino. Scomparso da poco per debiti di gioco. Come il fratello del Foscolo ma con un tasso maggiore di tabacco da pipa nel borsello. Sembra essere tutto troppo semplice. Il presepe è lì sotto i nostri occhi. Il fieno, la mangiatoia, una supernova scambiata per stella cometa, un trittico di celerini su dromedari al posto di tre re magi su cammello. Digos anziché pastorelli. Caccia all’uomo e non all’autografo. Niente oro, incenso e mirra ma gas lacrimogeni. Né bue né asinello ma un paio di gazzelle. Il cambio di festività è servito. Hanukan anziché Abeteland. Il direttore di gara si avvicina con passo felpato al capitano Claudio Biscottino esponendogli l’enigma della sfinge: qual è quell’animale che nasce democristiano, vive da liberale e decade apologando Craxi? Il capitano rossoblu si permette di far notare alla giacchetta direzionale che la sfinge non formulò l’indovinello in quel modo. Inoltre il quesito non era quello. Il fischietto imbruttisce. Pretende di conoscere modalità e finalità dell’enigma.
– τί ἐστιν ὃ μίαν ἔχον φωνὴν τετράπουν καὶ δίπουν καὶ τρίπουν γίνεται.
– Che cazzo è?
– Il reale quesito posto dalla crinide al futuro re tebano.
– Che minchia vuol dire?
– Ma sì… chi pur avendo una voce sola muta in quadrupede, tripede e bipede?
– Vaffanculo! Sei fuori! Espulso! Rosso diretto, fuori dai coglioni!
Il modera gara, offeso per l’affronto sventola in viso ad uno spaesato capitano il bandolino punitivo. L’epica punisce. Sempre. Ovunque. Soltanto.
Atletici costretti ad una inferiorità numerica in realtà solo apparente. Merito anche del sistema di gioco degli avversari, un ibrido con ingredienti nedosonetteggianti e emilianomondonicane grappate. Corti corti. Palla lunga e pedalare. Un cormorano sorvola il terreno di gioco smerdando in testa all’arbitro. Il suddetto smarrisce il senno quanto Rinaldo espellendo nell’ordine la stazione Tiburtina al gran completo, i suoi principali collaboratori e l’inserviente del ristoro. Tumulto in curva. Il fischietto reagisce cacciando cinque giocatori dell’Atletico colpevoli di portare un taglio di basetta avverso alla sobrietà. Ritumulto. Ma non è la curva. È il movimento dei forconi giunto dalla mesosfera a riportare giudizio.
– Salve! Sono Geppo da Bassano. Questa è la mia Jaguar! Vedo del sionismo dentro la moneta, sono venuto a portare giustizia! Chi sta perdendo il match?
– Il Colle Fiorito.
– D’accordo! Gli atletico sanlorenzini abbassino le saracinesche. Smettano immediatamente l’attività.
– Perché?
– Siamo del movimento dei forconi. Togliamo ai ricchi per redistribuire ai poveri. Voi di che movimento siete? Dei forconi?
– No, delle forchette.
Impedirono agli atletici di giocare e Gesù bambino prese forma nella mangiatoia di Collefiorito.

TEATRO DA BAR al Belleville, Pigneto, Roma.

In in scena on dicembre 11, 2013 at 9:12 am

Botta Belleville

giovedì 12 dicembre, ore 21.30 (come ogni secondo giovedì del mese)
Circolo Belleville, Via Guglielmo Albimonte 10b, Pigneto, Roma.

http://www.ondebat.net/teatro-da-bar/

di Matteo Mingoli

Iperattivo. Nevrotico, ipocondriaco e perennemente cosparso di Vicks. Si presenta così Giovan Bartolo Botta sul palco del Circolo Belleville per la prima serata del Teatro da Bar. L’idea è questa: occuparsi di teatro, parlarne e portare chi, nel suo sottobosco, lo ama e ne è quasi ossessionato, davanti a un pubblico attento e partecipe. E viceversa. Fino a che i ruoli si mischino e nulla sia più definibile o strutturato ma semplicemente si possa chiamarlo solo col nome di teatro. Le serate saranno a cadenza mensile, sempre all’interno della stessa accogliente cornice, il secondo giovedì di ogni mese e saranno introdotte da Botta e da Stefano Skalkotos, ideatori del format insieme a Nicola Cicolin. Non c’è un vero copione e chiunque vorrà salire sul palco potrà farlo, leggendo testi messi a disposizione durante la serata o portandone di originali, purché si tratti di teatro, cioè:

“il primo che si avvicina con una chitarra metal e canta una canzone gli si spara. A meno che non la prosi …”

Piccolo spazio pubblicità:

Ehi ragazzo! Ti piace il teatro ma non sei sessualmente ambiguo? Vorresti fare l’attore ma non possiedi sufficienti raccomandazioni? Sei particolarmente sensibile e dunque vorresti fare di te un artista della parola? O più semplicemente non hai voglia di fare un cazzo ma ti interessa il guadagno facile?!

Niente paura! Per te e per quelli come te sono aperti i corsi di dizione e interpretazione tenuti dal grande attore regista italo-americano Frank Portarella Sempioni, già allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, dell’allievo, di un cugino di secondo grado del grande Jerzy Grotowski. In via degli Arceri 41 bis a Falchera Nuova, Torino, ti aspetta il successo con i mitici corsi di recitazione dell’immenso Frank Portarella Sempioni, già Frank Portarella Gigliati, al secolo Mario Pautasso Chiabotto. Frank Portarella Sempioni, e il teatro per te non avrà più segreti.

La rivelazione del primo appuntamento, che si è aperto lo scorso 14 Novembre con un pezzo dello spettacolo “Tutto il teatro minuto per minuto” di Giovan Bartolo, è stato senza dubbio un habituè del Circolo Belleville, Natalino Pompa con le sue meravigliose poesie. Il consiglio che viene dato, anche ai neofiti è di buttarsi, salire sul palco: “Quello che conta è la consapevolezza. Cioè, ci sono dei modi per leggere al prossimo, alcuni anche molto semplici, se uno non sa cosa va a leggere. Bisogna sorprendere noi stessi rispetto a quello che leggiamo. E crea già un lavoro. Non bisogna nascondere nulla, non c’è nulla di imbarazzante. Far vedere magari che si è perso il segno, sottolinearlo. Enfatizzarlo, giocarci. Renderlo esplicito. E poi dopo, quando cominci a capire, vai anche di ritmo.”

È proprio in quel momento che se le cose funzionano bene si crea quello scambio, tra spettatore e attore che crea la magia del teatro. Anche nelle sue forme più semplici. Consiglierei queste serate esattamente per questo motivo: perché non si può far a meno di restarne coinvolti almeno un po’. Tuttavia non saprei veramente dire se ciò sia dovuto alla bravura degli attori o allo zampino dei grigi di Zeta Reticuli, ma questa, in fondo, è tutta un’altra storia.

Piccolo spazio pubblicità:

Sei un attore o un aspirante attore o anche più semplicemente un allievo attore permanente? Soffri di arzigogolii finali, allungamenti di vocale, periodi manierati, gigioneggiamenti arcaici, barocchismi gratuiti, neoclassicismi infiltrati, rococò selvatici, innalzamenti acuti, note uccellatrici, stridolii vocali dovuti ad abusi molteplici, paranoica precisione degli arti negli spazi? Niente panico, solo per te e per quelli come te sono arrivate dalla Patagonia le pillole “Calmon 2014”, il primo prodotto studiato appositamente per quegli attori che hanno sempre voglia di prendersi troppo sul serio. Ammiccamenti, rimandi, battiti cardiaci accelerati, sudorazioni in prova, ninfomanie verso i colleghi e su te stesso, tutto sparirà grazie a questo rivoluzionario prodotto. La sperimentazione partirà al Belleville Circolo Arci a partire dal 12 Dicembre 2013. Vi consigliamo di non controllare la posologia prima dell’assunzione del farmaco, in caso di persistenza di sintomi barocchi cambiare mestiere.

Cronache Atletico San Lorenziadi 9 e retroscena

In Cronache Atletico San Lorenziadi on dicembre 7, 2013 at 11:48 PM

Vicus Variae vs Atletico San Lorenzo 3:1

Quando la società Calcio Popolare Atletico San Lorenzo comunicò al mister in prima l’affiancamento di un coach in seconda, il mister in prima la prese con bergsoniana filosofia rilasciando a mezzo stampa dichiarazioni distensive quasi quanto una colonna vertebrale sul lettino del chiropratico.
“Sono tranquillo come un guerriero Acheo protetto dalle armi di Achille. Anche al governo di centrodestra eletto nel 2008 venne affiancato un governo ombra di matrice sinistrese al fine di traghettare con sagacia il paese verso la messa in mora. Io e il neo collega assunto agiremo come gemelli siamesi (copyright Luigi De Magistris). Sapremo infondere nei giocatori sicurezza nei propri mezzi e buon umore. Vestiremo i panni di Stan Laurel e Oliver Hardy ma con un tasso maggiore di kazimma. Non ho altro da aggiungere. Se non vedere tagliati i finanziamenti pubblici all’editoria. Buon lavoro.”
Il capitolo tandem tecnico meriterebbe oltre ogni ragionevole dubbio una riflessione approfondita. La affronteremo, per quel che riguarda la cronologia dei fatti e l’unità degli intenti, in un momento meno squassato dalle acque. La Breath-Heat-Maniana figura a supplex del sistema di conduzione tecnica macina risultati incoraggianti, derby a parte, ma ogni derby si sa, è una partita a se stante. Ergo non fa testo. O ne fa troppo. A seconda di come si osserva l’universo. La ripresa sfacchinaggio su campo del post incontro quartiericida, risulta essere un campanaccio d’allarme. Il mister in prima sfoggia verso gli atleti un soliloquio degno del miglior Blake di Glengarry Glen Ross. Vale la pena riassaporarlo papilla gustativa su papilla gustativa grazie al prezioso lavoro di spionaggio industriale operato dalla cimice Trixie.
“Sono le 7 e mezza. Dov’è Piovanelli? Nessun Piovanelli milita nell’Atletico San Lorenzo? Non fa differenza. Fatemi capire che problemi avete qua dentro? Siete tristi perché Pittella è fuori dai giochi delle primarie in zona PD? Posa quel Gatorade e prestami ascolto. È necessario reagire. A partire da stasera! Dai palleggi consecutivi che riuscirete ad eseguire stasera. Avete capito?! La società ha aggiunto dei premi per eventuali vittorie nei prossimi match. Voi tutti sapete che il primo premio sono gli occhiali da 2014 euro di Lapo Elkann, volete sapere qual è il secondo premio? Secondo premio sei coltelli da bistecca. Terzo premio l’obbligatorietà del voto a Gianni Cuperlo nei gazebo democratici! Tutto chiaro? Tu ridi ancora? Vi danno i contatti, Muster&Puppet li hanno pagati di tasca loro, vedete di farli sfruttare quei nominativi. Se non riuscite a schiaffare la sfera nella rete avversaria, se il sole sorge alle sei e tramonta quando gli fa comodo, se i nani di Biancaneve erano più dei figli di Priamo, allora tutti ai gazebo a sostenere Cuperlo. A.B.G. Always be goal. Mordere sempre le caviglie! A.I.D.A. Attention, interest, decision, action. Siete interessati al mio verbo? Avete deciso il come il dove il quando e il perché? Allora agite. Calciate e trionfate, andate e realizzate, resettate ed elargite. Siate dei fottuti soldati. Dei cazzo di Sgherri! Attila lo era. Don Rodrigo lo era più di lui. Karol Woityla lo era più di tutti. Questo è il mio credo, il resto è il mio fucile.”
Essere Timoni d’Atene oggi avrebbe sentenziato in anni di camicia di flanella il polistrumentista Cesareo sigillando il contenzioso. Gli atletici ingollano la pozione del riscatto. Il sabba magico della risalita. Il dentice del politbüro. Lavorare di attributi. Il mister in prima passa per essere un buon tempone. Il mercoledì mattutino nel post footing solleva la cornetta e telefona al ministro Cancellieri, il quale non si fa problemi a prestare orecchio.
– Pronto? Ministro Cancellieri? Sono il mister.
– Prego?
– Puppa (alla livornese).
Il bollettino Ansa scandisce: scandaloso, ministro della repubblica ammicca al calcio popolare. L’indomani, siamo al giovedì della settimana post deprimenda portonacciana, l’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano è tremeabondo già solo nel titolo: ministeri e mister. Il contenuto picchia duro quanto il mister T nella fortunata serie A-Team. La procura antiriciclaggio di Santa Severa accusa il mister di essere il mediatore tra lo stato e la Lega calcio dilettanti dell’operazione ribattezzata dagli inquirenti ‘Risucchiopoli’. Col beneplacito del colle quirinalizio. Il mister in prima convoca di gran carriera una conferenza stampa nella quale cerca disperatamente di dimostrare la sua burla, il suo intrallazzo, il suo scherzo, la sua goliardata, il suo pesce d’aprile fuori stagione, la sua carnascialesca umoralità ma la flebile reazione si designa in un siluraggio dimissionario. Raggiungerà la senatrice Adele Gambaro nel gruppo misto. Il mister in seconda scala di marcia preparando i ragazzi attraverso un discorso opposto a quello tenuto dal mister in prima. Conciso. Stringato. Ghandiano. Vale la pena riassaporarlo previo pericolo scottamento mucosa orale. Grazie al prezioso lavoro del nostro infiltrato Pippo Santamaria.
“Carezze, buffetti, massaggi. Vincere sì ma con prudenza. Sorridere, poiché l’ottimismo è il profumo della vita. Tonino Guerra era ottimista. Gustavo Roll lo era più di lui. Oscar Farinetti ha l’ottimismo dipinto sul conto corrente bancario. Questo è il mio credo, ma anche no. Possiamo trattare se a voi garba.”
il match riportato in tinture madri galeniche. Vicovaro Mandela. Il paese porta un cognome di peso. Peso che ti porta ad avvertire un certo malessere. Ti addentri nei caruggi medioevali domandando perdono. In settimana il grupo storico degli ultras vicovarensi annunciava una stima in stile Milena Vucotic verso il marito ragioniere. Tempo di uno scambio vessilli e il Vicovaro passa in vantaggio trovando il suddetto gol della domenica. Ma torniamo a sabato. Inusuale è il sistema di festeggiamento dei supporter vicovari che anziché esultare si chiudono in un mutismo benedettino. La compagine di casa fa frullare la palla in senso gimpierventuriano e partorisce un raddoppio di pregevole frattura. Gli atletici capiscono troppo tardi che il team di casa la vera intimidazione la possiede nelle divise. Orange quanto quelle dei tulipani di Overmarsiana dribblata. Regaliamo un tempo sapendo che siamo sotto natale. Troviamo un accorcio di distanza figlio dell’impegno ma i vicovarici non lesinano complimenti terminando la prima fazione di gioco in baldanza sul 3:1. Nel secondo tempo lo spartito muta. Le festività natalizie vengono abbandonate negli spogliatoi e i rossoblu sfornano sprazzi di bel gioco, muscolo-cardio-circolatorio, buone triangolazioni alle quali mancherà solamente un pizzico di cinismo in più sotto porta. Anfitrioni con vettovaglie faranno gli onori di casa tramite Vermentino e farinacea casareccia. Masticando il boccone un oriundo mi si accosta paccandomi sulla spalla e confessandomi il motto inciso sull’arco di trionfo sito al centro di Vicovaro: Vicovaro, lo stesso mister dall’anno di fondazione 1918. Come per la birra Peroni. Gli stessi ingredienti dall’anno di fondazione 19…
Fuori dalle mura vicovarensi sosta un antico monastero clunicense. I monaci che oravano et laboravano all’interno di quelle mura negli anni della peste nera erano dediti ad un libertinaggio a dir poco sfrontato. Un giorno dalla Santa Sede venne inviato un seminarista, un certo padre Malacchia per convertirne i costumi. I clunicensi sdegnati lo avvelenarono con dell’acqua fattagli passare come distillato di una certa prelibatezza. Nell’esalare l’ultimo respiro, padre Malacchia scaraventò la sua maledizione sul paese: non festeggeretum puntum semper partitae casalingae! Ecco spiegato perché ad ogni gol i supporter rimanevano zitti.

Cronache Atletico San Lorenziadi 8

In Cronache Atletico San Lorenziadi on dicembre 4, 2013 at 10:34 PM

Scelta orchestra: il derby
Atletico San Lorenzo vs Libertas Portonaccio 1:3

C’è un derby vinto in campo dal team del Portonaccio. C’è un derby vinto sugli spalti dai tifosi dell’Atletico San Lorenzo. C’è un derby vinto in assoluto dall’autobus numero 545. Mezzo pubblico che da Piazzale Verano collega le due porzioni di città adiacenti, trasformandole in un’unica sottile focaccia di Recco. Spalti in superspolvero grazie anche ad una coreografia in stile vecchio tubo catodico ordita dal Signor Pozzo con la supervisione di Luca Tommassini e i preziosi consigli dell’anima immortale di Gianni Brezza. Prima del match plana sul campo un pallone aerostatico pittato di rossoblu. Sono Phileas Fogg e il sottocoppe Passepartout, amici di julesverniana zecca che in tono rokokò rendono omaggio alla squadra sita poco fuori dalle mure aureliane. Applausi. Gonfaloni e vessilli sanlorenzini lambdano sui gradoni dando gas ad eventuali tacchini nel giorno del ringraziamento. Viene innalzata tramite l’ausilio di colombe e cormorani addomesticati una gigantesca divisa rossa con bande blu. I colori dell’Atletico. Il Portonaccio scenderà in campo indossando divise rosse con bande blu. L’Atletico no. Dicesi soliloquio della distensione degli animi, praticato dagli apostoli nell’orto del Getsemani. In tutta risposta gli ultras del Libertas, rappresentati dal legale firmatario di scartoffie, dal contabile e da un simulatore automatico di ologrammi, accenderanno un enorme calumet della pacificazione, rattato nella città di Teoclitan durante una visita al Museo dello sterminio della compagine nativo oriundiana da parte di conquistadores. Per l’occasione vengono riesumate le famigerate donnine della rivista erminiomacariana. Dovranno scodellare di baricentro a mo di Ciao Rudy accompagnando l’esecuzione degli inni. Frattaglie musicali eseguite magistralmente dal tenore Agostino Claudio Amadeo Tamagno (un parente), scippato alle prove del Campanello dello speziale in zona Cesaroni. In settimana il playmaker Muro Aureliano Rogerinho (dotato di doppia cittadinanza italica e brasilica, fatto che nel 1988 gli permise di buggerare il servizio militare al Cadorna per prestare servizio presso il Bope unicamente nei giorni dispari) rilascia un’intervista all’emittente tv Carioca O Globo nella quale esplicita al mai domo presentatore Ricardo Texeira il progetto calcio popolare e il draconiano sistema di allenamento sanlorenzino caratterizzato dal sistema binario in doppia mandata con allegato di doppio Mister. E caffè doppio in tazza grande. Risulterà decisamente convincente tanto da stimolare la curiosità degli osservatori del Palmeiras, eccetto Altafini. Ecco le parole di Rogerinho stilate nell’editoriale di giovedì 28 novembre 2013 pubblicato sul quotidiano “A folha do Minas”, diretto dal giornalista Milton Tavares Jucelino: dormiamo in due alberghi, uno di lusso e l’altro un tugurio, consumiamo due colazioni, una alla mitteleuropea con bacon e salsiccia, l’altra alla italica, con cappuccino e cornetto. Mangiamo due pranzi, uno a base di carne e e l’altro vegano. Due sono anche i pasti all’ora di cena. Il primo a base di brodo, rilassante, il secondo a base di carboidrato, iperstimolante. Una volta in campo, veniamo disposti a pettine. Il portantino fa scattare il cronometro. Il mister in prima ci spiega una tipologia di schema da adottare nell’orecchio sinistro. Il mister in seconda esegue la medesima operazione catechizzandoci nell’orecchio destro, mutando però il sistema di gioco. Di riflesso questo provoca in noi seri problemi all’apparato vestibolare nonché quesiti irrisolti, i quali sfociando in un senso di colpa pressoché primordiale, ci portano a compilare diari di bordo dentro cui riponiamo le nostre paure ancestrali. Attimi prima della discesa sul terreno di gioco, diamo una sbirciatina alle pagine dei nostri amati diari di bordo, ci monta la scimmia, si schiuma bavetta, e la si sbrana il nostro avversario. Ancorato ancora all’obsoleto sistema anglosassone del doppio WM. Gianmaria Gazzaniga docet. Riviviamo la salienza di questo scontro quartiericida. La società calcio Libertas naviga in palustre situazioni di bilancio. Ad inizio stagione il presidente (un ex odontotecnico) aveva promesso abbonamenti annuali al bus 545 per l’intera squadra con allunaggio di un paio di pedine al fine di saltare quaglianamente la categoria. Propaganda elettorale risultata evanescenza metafisica. Tempo di cascata fogliame da ramo, e il principale rappresentante della squadra a noi avversa (copyright Veltroni) sgambetta a pie leggero sulle sabbie delle isole Malvinas in compagnia della cassa comune lasciando in sede unicamente una teglia di castagnaccio andata a muffa, il topo Feivel, e un felino domestico ancora da castrare. Gli abbonamenti al 545 saranno consegnati previa festività natalizia, i calciatori sono pregati di fare affidamento sui ticket quotidiani saldabili di proprio IBAN e mai più rimborsabili. E tanti saluti a Saccomanni. I Liberatas calcano l’erba tenendo fermamente in pugno o in morso il biglietto del mezzo pubblico come se si trattasse di un test kinesiologico su gelsenium. Traversone Portonaccio proveniente da suola di esterno in bandierina d’angolo. Il centroavanti fa cascare sbadatamente il suo ticket dal molare. Inchino di raccolta e inzuccata fortuita della sfera sotto l’incrocio. Cartoline da Casal Bertone. Ma non finisce qui come direbbe Corrado alla corrida di Corrado. Per Lotti erano gli spaghetti, per le Ninja Turtles era la pizza, per Kenshiro era Giulia, per Holly Hutton era il padre, per la mamma di Holly Hutton era Roberto, l’amante ubriaco, per Gigi la trottola erano le mutandine femminili, per Albertazzi le memorie di Adriano, per Alf lo sterco, per Hogan la canotta gialla, per Dumbo l’amplifon. Ogni eroe trovava le proprie motivazioni per pervenire al pareggio. Anche se non si trattava di pallone. Meno vignettisticamente, per i calciatori sanlorenzini sono i diari di bordo il fine che può giustificare il mezzo. E vice copernicocità. Basta osservarli e si ritorna in palla, si salta di gusto, si smonta lo scoglio. La curva lo sa e li sventola. Lo farà ininterrottamente per novanta primi e oltre. Gli atletici pareggiano con una manovra alla Double Dragon su Jig Tiger. Nel mezzo del cammin del secondo tempo la palla sembra facile da addomesticare per Kaled. Ma avviene l’incredibile. L’estremo difensore branca il pallone. Il mister in prima urla: rinvia lungo! Il mister in seconda sbraita: imposta sui terzini! Una cefalea a grappolo pervade il portiere spalancando praterie al raddoppio Libertas. Necessiterebbe l’augello di Gigi la trottola. Ma ormai è anziano, abita in Giappone, non gioca a calcio ed è cresciuto di statura. Entra Gesualdo, appellato dalla curva Gesù per miracoli che solo la santa sede conosce. Il cecchino ha sul tiroidale la palla del pareggio. Passa! Comanda il mister in prima. Tira! Impone il mister in seconda. Il calciatore perderà orientamento, zuccheri, fede e senso di Smilla per la neve. Alle spalle di Kaled il contabile del Libertas annuncia tramite megafono l’arrivo in sede degli abbonamenti annuali al 545. I calciatori del Portonaccio scattano in massa, palla al piede per sottoscriverli finendo tutti all’unisono nella porta di uno sbigottito estremo difensore sanlorenzino. L’azione ricorda al genere umano la sua paura più recondita, appuntata sull’universale diario di bordo: la paura di salire sul mezzo pubblico in tempi di spending review.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora