Atletico San Lorenzo vs Asinitas Football Club 4:1 (amichevolmente)
Atletico San Lorenzo. Sentite come suona bene nella cavità palatale. Dovrebbero impartirlo alle lezioni di solfeggio sostituendo l’imbarazzante motivetto ‘nuvola’. Forgiare il fonema Atletico San Lorenzo significa spesso fare il punto della situazione. Proviamoci. Tempi balcanici, tumultuosi, arzigogolati. Sentenzierebbe così la seconda del trittico megero macbethiano commentando il tomismo medievale aleggiante sul vecchio continente. Necessita amichevole. Ma con garbo. Non troppe ante fa si svolsero amichevolmente presso Casa della tolleranza (che non è un postribolo Genetiano) in un clima papparealico le elezioni a segretario della Società calcio popolare ASL. La frescura del gigliato Oettam Izner, quarantenne perenne studente di sociopolitologia all’università Urbe IV del Lazio orientale, sbaragliò la concorrenza. Per altro fittizia. Composta per lo più da candidati satellite quanto Oropa e Prepuzio lo sono per Giove. Ma con minor quantità di elio in atmosfera. Le dichiarazioni a caldo del novello capoccia pittarono tonalità collaborative.
13 dicembre 2013 il Manifesto: Avanti con il presidente sempre presente. 25 dicembre 2013 Il Foglio: Voglio fare i miei auguri laici a Andrea Greco. 31 dicembre 2013 Liberazione: Alzo i calici con Gigi. 2 gennaio 2014 Il Giornale: Sono segretario dell’Atletico San Lorenzo per partorire le riforme con Mariano. 6 gennaio 2014 Avvenire: Laverò la schiena ai calciatori e li monderò dai loro vizi adolescenziali. 21 gennaio 2014 Osservatore Romano: Né ribaltoni né rivoluzioni, il dantonismo è obsoleta politica calcistica alla Nizzola. Modi e termini da pax montiana che rassicurarono la comunità muro aurelica. Poi l’insostanziale azzurro versarsi di vette e distanze, avrebbe commentato a caldo Sylvia Plath con la testa nel forno a legna. 29 gennaio La Stampa: Sono all’Atletico San Lorenzo per cambiare passo, o si accelera con il calcio mercato o si torna a votare. 1 febbraio 2014 Tutto Sport: Basta con la mentalità provinciale, voglio portare l’Atletico San Lorenzo a guardare a ovest di Paperino. 4 febbraio 2014 La Nazione: La mia ambizione è quella di ribaltare copernicamente il concetto di calcio popolare, smettiamola di sentirci diversi e dialoghiamo con Flavio Briatore. 8 febbraio 2014 Il Vernacoliere: Presidente sempre presente chi? È il subbuglio! Il singolar tenzone ha avuto inizio e in società non sembra ancora essere venuto alla luce un prode Lancillotto capace di arginare il consenso del segretario Gigliato. Quando al bischero, in un’intervista magmatica alla vecchia tinca debenedittica Eugenio Scalfari, gli scappò la formula magica del rinnovamento rottamatorio, la remissione del proprio mandato del presidente sempre presente al Colle fu nesso logico. Le consultazioni furono voraci. Il restante è cronaca mondana. Oettam Izner bolla come rancina la decisione della vecchia classe dirigente sanlorenzina di presentarsi alle proibitive latitudini di Riofreddo privi dell’appoggio di Reinhold Messner causa l’eccessiva parcella dello scalatore sudtirolese. Ancora più imbarazzante viene giudicata la scelta di ingaggiare una sensitiva la quale tramite tecnica delle trasmigrazioni dell’anima avrebbe dovuto mettersi in contatto con lo spirito del fratello di Messner. Tanto per risparmiare sul contenzioso. Il novizio yuppie con queste parole rilasciate al Fatto Quotidiano darà il benservito ai leader del primo acchito: è necessario tornare a quel calcio dove un individuo con la crapa calva, il petto in fuori e l’urlo facile, prendeva decisioni e la restante plebaglia batteva i tacchi ed eseguiva. Organizzerò un’amichevole dopodiché, amichevolmente, giovanilisticamente, dichiareremo guerra alla Grecia, presentatemi subito il principale pregiudicato della Lega calcio. Il match contro l’Asinitas è amichevolmente organizzato alle ore 6 del primo canto del gallo. Sono gli effetti della gioventù al potere. Si sgamba amichevolmente allo stadio Bizantini di Corcoavdo, impianto ristrutturato per le Colombiadi Invernali 2010 ma precedentemente inutilizzato dai tempi della pace a Yalta. Il campo presenta il vantaggio dell’ubicatio, al centro del quartiere popolare. Cittato da palazzine ammicca vagamente ad un effetto Marassi. Nemmeno il tempo di correggere il caffè con la Sambuca e i rossoblu si portano avanti con il lavoro. Gradevole è la fattura del gol del neo acquisto (alle buste con l’Ardita San Paolo) Poldo, detto Pisellino dagli addetti G.E.A.. ragazzo giovanissimo, classe 11 settembre 2001, nativo del Queens, fortissimamente sponsorizzato dal segretario rottamatore. Premiato dai microfoni di Sky come Man of the match ha commentato così il suo esordio: ero un semplice spermatozoo nella sacca scrotale paterna quanto il presidente alcolizzato del mio paese decise di rivedere il piano regolatore di Manhattan in compagnia di una lobby ebraica. Ciao Mamma! L’Atletico raddoppia con un Ginetto versione Amarcord. Cucchiaiata dagli 11 metri in stile Capitano Giallorosso quando era ancora celibe. Millennium Bug. I muro aurelici evitano di giocare. Nonostante ciò, contro ogni legge della fisica classica marcano con Sandrino il territorio. 3:0. il quarto sigillo è una punizione dagli 11 metri calciata all’unisono dall’intero 11 titolare sanlorenzino. Roba da farti diventare invidiosi i gemelli Derrick. I ritmi sono talmente bassi che 5 undicesimi optano per un rifocillo al Bar Marani. Per ordine del neosegretario Oettam Izner la panchina viene incoraggiata ad andare al mare. Dicesi politica della lenza. O del dialogo. Grosso errore. I neroverdi tra titolari, panchina e collaboratori vari possono contare su 655 membri. Più uno per l’anno bisestile. Mister Capitani capisce l’antifona. Abbandona i panni dell’uncino per vestire quelli del mozzo. Sembra di rivedere Luca Vialli ma con un tasso dopininico nelle vene pari allo zero. Per fortuna. La gara si fa tesa. Dai calzettoni dei giocatori dell’Asinitas fanno capolino scimitarre e maceti. Il battitore libero popolare Jacopo viene preso in ostaggio in stile ribelli del Mend lo accusano di aver fatto uno stage per il colosso petrolchimico Tamoil nell’anno di grazia 1974. Non verrà più rilasciato. Gli atletici applicano la nebulosa di Andromeda a difesa della porta di Khaled. Si soffre. In tribuna VIP Oettam Izner e Diego Della Valle sudoripano. In una decade di contropiedi di marca Asinitas il vacillo diventa rigetto. Gli spalti si riempiono di delusi dalla politica della Lenza. Del dialogo. Del rinnovamento. Della rottamazione. Del giovanilismo ad ogni costo. La Onlus accorcia le distanze su calcio piazzato festeggiando con raffiche di mitra sparate nel blu dipinto di chi che sia, di chi sa cosa. Tifosi della Crevna Zveda fanno occhiolino sventolando il bandierone. Avevano sbagliato stadio. La partita finisce. San Lorenzo resiste. Oettam Izner bersagliato di monetine come ai tempi del cinghialone fugge su un elicottero dell’arma nazionale. Portandosi con se le monetine. Si rivede all’orizzonte il vero presidente. Quello sempre presente. La rottamazione è stata cacciata a pedate nel waise! Daje Atletico!

