Giovan Bartolo Botta

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Cronache Atletico San Lorenziadi 13

In Cronache Atletico San Lorenziadi on febbraio 16, 2014 at 11:17 PM

Atletico San Lorenzo vs Asinitas Football Club 4:1 (amichevolmente)

Atletico San Lorenzo. Sentite come suona bene nella cavità palatale. Dovrebbero impartirlo alle lezioni di solfeggio sostituendo l’imbarazzante motivetto ‘nuvola’. Forgiare il fonema Atletico San Lorenzo significa spesso fare il punto della situazione. Proviamoci. Tempi balcanici, tumultuosi, arzigogolati. Sentenzierebbe così la seconda del trittico megero macbethiano commentando il tomismo medievale aleggiante sul vecchio continente. Necessita amichevole. Ma con garbo. Non troppe ante fa si svolsero amichevolmente presso Casa della tolleranza (che non è un postribolo Genetiano) in un clima papparealico le elezioni a segretario della Società calcio popolare ASL. La frescura del gigliato Oettam Izner, quarantenne perenne studente di sociopolitologia all’università Urbe IV del Lazio orientale, sbaragliò la concorrenza. Per altro fittizia. Composta per lo più da candidati satellite quanto Oropa e Prepuzio lo sono per Giove. Ma con minor quantità di elio in atmosfera. Le dichiarazioni a caldo del novello capoccia pittarono tonalità collaborative.
13 dicembre 2013 il Manifesto: Avanti con il presidente sempre presente. 25 dicembre 2013 Il Foglio: Voglio fare i miei auguri laici a Andrea Greco. 31 dicembre 2013 Liberazione: Alzo i calici con Gigi. 2 gennaio 2014 Il Giornale: Sono segretario dell’Atletico San Lorenzo per partorire le riforme con Mariano. 6 gennaio 2014 Avvenire: Laverò la schiena ai calciatori e li monderò dai loro vizi adolescenziali. 21 gennaio 2014 Osservatore Romano: Né ribaltoni né rivoluzioni, il dantonismo è obsoleta politica calcistica alla Nizzola. Modi e termini da pax montiana che rassicurarono la comunità muro aurelica. Poi l’insostanziale azzurro versarsi di vette e distanze, avrebbe commentato a caldo Sylvia Plath con la testa nel forno a legna. 29 gennaio La Stampa: Sono all’Atletico San Lorenzo per cambiare passo, o si accelera con il calcio mercato o si torna a votare. 1 febbraio 2014 Tutto Sport: Basta con la mentalità provinciale, voglio portare l’Atletico San Lorenzo a guardare a ovest di Paperino. 4 febbraio 2014 La Nazione: La mia ambizione è quella di ribaltare copernicamente il concetto di calcio popolare, smettiamola di sentirci diversi e dialoghiamo con Flavio Briatore. 8 febbraio 2014 Il Vernacoliere: Presidente sempre presente chi? È il subbuglio! Il singolar tenzone ha avuto inizio e in società non sembra ancora essere venuto alla luce un prode Lancillotto capace di arginare il consenso del segretario Gigliato. Quando al bischero, in un’intervista magmatica alla vecchia tinca debenedittica Eugenio Scalfari, gli scappò la formula magica del rinnovamento rottamatorio, la remissione del proprio mandato del presidente sempre presente al Colle fu nesso logico. Le consultazioni furono voraci. Il restante è cronaca mondana. Oettam Izner bolla come rancina la decisione della vecchia classe dirigente sanlorenzina di presentarsi alle proibitive latitudini di Riofreddo privi dell’appoggio di Reinhold Messner causa l’eccessiva parcella dello scalatore sudtirolese. Ancora più imbarazzante viene giudicata la scelta di ingaggiare una sensitiva la quale tramite tecnica delle trasmigrazioni dell’anima avrebbe dovuto mettersi in contatto con lo spirito del fratello di Messner. Tanto per risparmiare sul contenzioso. Il novizio yuppie con queste parole rilasciate al Fatto Quotidiano darà il benservito ai leader del primo acchito: è necessario tornare a quel calcio dove un individuo con la crapa calva, il petto in fuori e l’urlo facile, prendeva decisioni e la restante plebaglia batteva i tacchi ed eseguiva. Organizzerò un’amichevole dopodiché, amichevolmente, giovanilisticamente, dichiareremo guerra alla Grecia, presentatemi subito il principale pregiudicato della Lega calcio. Il match contro l’Asinitas è amichevolmente organizzato alle ore 6 del primo canto del gallo. Sono gli effetti della gioventù al potere. Si sgamba amichevolmente allo stadio Bizantini di Corcoavdo, impianto ristrutturato per le Colombiadi Invernali 2010 ma precedentemente inutilizzato dai tempi della pace a Yalta. Il campo presenta il vantaggio dell’ubicatio, al centro del quartiere popolare. Cittato da palazzine ammicca vagamente ad un effetto Marassi. Nemmeno il tempo di correggere il caffè con la Sambuca e i rossoblu si portano avanti con il lavoro. Gradevole è la fattura del gol del neo acquisto (alle buste con l’Ardita San Paolo) Poldo, detto Pisellino dagli addetti G.E.A.. ragazzo giovanissimo, classe 11 settembre 2001, nativo del Queens, fortissimamente sponsorizzato dal segretario rottamatore. Premiato dai microfoni di Sky come Man of the match ha commentato così il suo esordio: ero un semplice spermatozoo nella sacca scrotale paterna quanto il presidente alcolizzato del mio paese decise di rivedere il piano regolatore di Manhattan in compagnia di una lobby ebraica. Ciao Mamma! L’Atletico raddoppia con un Ginetto versione Amarcord. Cucchiaiata dagli 11 metri in stile Capitano Giallorosso quando era ancora celibe. Millennium Bug. I muro aurelici evitano di giocare. Nonostante ciò, contro ogni legge della fisica classica marcano con Sandrino il territorio. 3:0. il quarto sigillo è una punizione dagli 11 metri calciata all’unisono dall’intero 11 titolare sanlorenzino. Roba da farti diventare invidiosi i gemelli Derrick. I ritmi sono talmente bassi che 5 undicesimi optano per un rifocillo al Bar Marani. Per ordine del neosegretario Oettam Izner la panchina viene incoraggiata ad andare al mare. Dicesi politica della lenza. O del dialogo. Grosso errore. I neroverdi tra titolari, panchina e collaboratori vari possono contare su 655 membri. Più uno per l’anno bisestile. Mister Capitani capisce l’antifona. Abbandona i panni dell’uncino per vestire quelli del mozzo. Sembra di rivedere Luca Vialli ma con un tasso dopininico nelle vene pari allo zero. Per fortuna. La gara si fa tesa. Dai calzettoni dei giocatori dell’Asinitas fanno capolino scimitarre e maceti. Il battitore libero popolare Jacopo viene preso in ostaggio in stile ribelli del Mend lo accusano di aver fatto uno stage per il colosso petrolchimico Tamoil nell’anno di grazia 1974. Non verrà più rilasciato. Gli atletici applicano la nebulosa di Andromeda a difesa della porta di Khaled. Si soffre. In tribuna VIP Oettam Izner e Diego Della Valle sudoripano. In una decade di contropiedi di marca Asinitas il vacillo diventa rigetto. Gli spalti si riempiono di delusi dalla politica della Lenza. Del dialogo. Del rinnovamento. Della rottamazione. Del giovanilismo ad ogni costo. La Onlus accorcia le distanze su calcio piazzato festeggiando con raffiche di mitra sparate nel blu dipinto di chi che sia, di chi sa cosa. Tifosi della Crevna Zveda fanno occhiolino sventolando il bandierone. Avevano sbagliato stadio. La partita finisce. San Lorenzo resiste. Oettam Izner bersagliato di monetine come ai tempi del cinghialone fugge su un elicottero dell’arma nazionale. Portandosi con se le monetine. Si rivede all’orizzonte il vero presidente. Quello sempre presente. La rottamazione è stata cacciata a pedate nel waise! Daje Atletico!

Doppia data cuneese di Tutto il teatro. Minuto per minuto

In in scena on febbraio 10, 2014 at 11:52 am

PRODUZIONI NOSTRANE presenta

Tutto il teatro locandina UFFICIALE


Giovedì 20 febbraio 2014, ore 21.30

Anteprima – Tutto il teatro. Minuto per minuto
Associazione Culturale Improvvisamente Blues
Via Dronero 4, Cuneo
Tel +39 0171 489180 fb Improvvisamente Blues
Ingresso libero
E’ possibile prenotare la cena presso il ristorante del locale

Venerdì 21 febbraio 2014, ore 21
Rassegna Per Michele 2014 – Tutto il teatro. Minuto per minuto
Auditorium Annunziata
Via Amedeo Rossi 16, 12100 Cuneo
+39 327 1468329
[email protected]
Biglietto unico 6 euro
Biglietto e prenotazione IN PROMOZIONE ON-LINE: 5 euro
Abbonamento all’intera rassegna o 5 ingressi singoli IN PROMOZIONE ON LINE on line 22 euro. Info su MASCHERANEUTRA.IT

Tutto il teatro. Minuto per minuto.

testi di Giovan Bartolo Botta
con Giovan Bartolo Botta

Edmondo Kano è Giovan Bartolo Botta. Giovan Bartolo Botta è Edmondo Kano. Per Ruggero Ruggeri era l’Enrico IV, per Lilla Brignone era Elisabetta D’Inghilterra, per Romolo Valli era Leone Gala, per Paolo Stoppa era Ciampa e via discorrendo. Elencando. Ogni grande interprete si dilettava con il fiore all’occhiello. Il personaggio apice di un repertorio da battaglia. Per il piccolo interprete Giovan Bartolo Botta il culmine è Edmondo Kano. Attore di prosa italiano nei circuiti fuori dai circuiti. Edmondo Kano scaglia i suoi versi in platea. In una platea spesso vuota. Sono almeno versacci però. Otello leghista, Romeo e Giulietta in salsa Hellas Verona, Amleto Punk, monologo su Van Basten, alieni che ti rapiscono quando non dovrebbero, le mutazioni genetiche dei giocatori bianconeri, il bambino dissociato che ama il teatro e molto di più. Lo spettacolo è una dissociazione continua. Organizzata ma totale dove esiste solo l’attore con il suo repertorio. Come ai tempi che furono.

ANTIGONE fotti la legge al Teatro Manhattan di Roma (Rione Monti)

In in scena on febbraio 2, 2014 at 7:59 PM

PRODUZIONI NOSTRANE presenta

Antigone MANHATTAN LOCANDINA

dal 6 al 8 febbraio ore 21, dom 9 febbraio ore 18
Teatro Manhattan
Via del Boschetto 58, Rione Monti, Roma.
Costo biglietto € 5 + 2 tessera associativa
Info 331 14 85 606
teatromanhattan.it

Antigone fotti la legge – spettacolo teatrale in salsa punk

troppo liberamente tratto da Sofocle
adattamento e regia di Giovan Bartolo Botta

con
Flavia Martino
Krzysztof Bulzacki Bogucki
Giovan Bartolo Botta

Antigone fotte la legge per forza di cose, per causa di forza maggiore, per forza di inerzia, per abitudine, per un sacco di buoni motivi, non fosse altro che per non farsi fottere. Da chi? Da chiunque. Emone non fotte. È fottuto. Ismene è fottutamente ottusa. Euridice è una fottuta lussuriosa. Creonte se ne fotte. È tutto un fottersi a vicenda nella Tebe dei diritti e dei doveri. Ma in verità cos’è Antigone per un attore? Una scusa. Una scusa per esibirsi. Certo, si poteva utilizzare una Locandiera, ed esibirsi con quella. Lo si farà prossimamente se i Maya vorranno. Se non ci sarà la fine del mondo. Intanto per gli attori di teatro ogni giorno è un po’ la fine del mondo. Ergo si va in scena senza tanti fronzoli. Perché domani chissà…

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