Atletico San Lorenzo vs Brictense 0:1
L’Atletico San Lorenzo raddoppia! Così segnalava in settimana il bollettino meteorologico in zona Mura Aurelica. In realtà fa molto di più. Triplica. Quadruplica. Quintuplica. Sestuplica. E via algebrando. Facendo di conto. Nasce il gourmet polisportivo popolare a basalto biologico con allegato di chilometro zero. E tanti conguagli a Jeff Storck. Lunedì in zona gittata di fritti si presenta alla stampa sportiva in grande spolvero la compagine San Lorenzo Basket. La sala stampa, gremita in ogni ordine di sconto, vede la presenza unicamente di giornalisti provenienti da paesi in quota Nazioni Unite. Al termine di convenevoli e cerimonie omeopaticamente protocollari, coach Carter, il trainer sanlollico, carica i suoi giovanotti in canotta pretendendo la demolizione nitro-glicerinicamente parlando dell’espertissimo CUS Roma, la squadra di palla canestro ufficiale del College torvergaro. Come ogni situazione da palazzetto che si rispetti, ecco due sfortunati esodati travestiti da mascotte di pelouche cercare di guadagnarsi il companatico agitando l’ischio in sostegno del rispettivo team. Per la squadra accademica il Signor Guidobaldo Saporito di Fara Sabina (anni 87) indossa un costume da macchina fotocopiatrice con tanto di rilegatura e quaderno ad anelli. Presenti pure le majorette, eccitate come foche nell’igloo, travestite da chiavetta con password! Al rettore Frati l’incombenza del soliloquio digestivo. Dopodiché sarà un unico grande sonno. Attesi in modalità per nulla corollarica, gli ultras di entrambi i club. Impressiona la rispettata Fossa dello Statino che in anni brugo-lacoste-tacchinari spiazzò la questura di Cernusco sul Naviglio per gli incresciosi fatti succeduti al Forum di Assago (3 aprile 1992 CUS Roma – Icap Confreria 71:73 rubati due ghiaccioli e tre cuori di panna, ferito un portantino). Un unico coro ma ridondante: Dottore, dottore, dottore del buco del cu’ vaffancu’ vaffancu’…
Rimandano la gentilezza al mittente i Sanlorenzini, stipati in un settore del palazzetto provvisto unicamente di balaustra senza gradoni. Puro stile Toma del Marchesato. L’incontro è duro. Interminabile. Una ibridatio tra Via col Vento e la Meglio Giovialità del Tullio Giordana. Coach Carter sgarra nella valutazione delle riserve d’ossigeno da somministrare ai suoi atleti nel lungo gitto. Marchianeria che pegnerà carissima. Essendo il basket popolare un progetto in nuce, tipo Expo 2015 ma con minor quantità di risotto alla Pisapia in mucosa orale, la difficoltà di reperire atleti è risultata essere altopianica. Al provino di fronte ad un Dan Peterson debordante di Thé Infré si sono presentati in quattro. Cinque con l’atleta soprannominato dai fan Pisellino. Abili ed arruolati al gran completo. Il tempo di evitare le visite mediche ed eccoli schierati sul teflon. La CUS Roma mette il panico già solo a leggerne il profilo su facebook. L’emigrante NBA Esposito mosse lì i suoi primi vagiti. Gianmarco Pozzecco perse la verginità indossando quei colori in una pausa dall’allenamento. Il Bostoniano Larry Bird indossò i colori giallo-blu cusici per beneficenza durante una campagna di raccolta fondi per il sostegno alla sterilizzazione felina del Queens. Last but not least l’immenso Magic Johnson durante le riprese del video clip Remember the time si asciugò il fiotto di ketchup fuoriuscito dall’hamburger utilizzando come bavaglino lo stendardo del CUS. La loro rosa è ampia. Erano 300. Erano giovani e forti… traetene voi le conclusioni. Un serbatoio di talenti dal quale i dieci trainer romanici possono attingere a mo’ di compagnia petrolifera. Nella pallacanestro le sostituzioni sono più libere di un paio di hippie durante la psichedelia. Con una media di una sostituzione ogni 15 secondi, rifiato e recupero per i cusici paiono pinzellacchere! Al tempo. Mai fare i conti senza l’oste. Pisellino! Che sberla! Che fucilleria! Lo abbiamo ammirato dare confidenza alla sfera pedante nell’amichevole giocata contro i ribelli del Mend. Un Pico de Paperis dello sport. Li pratica tutti dai tempi del sonno in utero materno. Non era ancora un filamento di Dna quando il maestro Miugi gli impartì la tenacia della cera. Una volta in culla Andrea Lucchetta lo catechizzò a rete. Alle Olimpionike nevicate di Albertville Alberto Tomba lo definì lo “skilift” per antonomasia. Martina Navratilova gli fece recapitare per il suo decimo compleanno polsini con dedica. Il Gigi la trottala in salsa caciopepica regala all’Atletico Basket la vittoria nella prima uscita ufficiosa della stagione. Intervistato da Andrea Scanzi per la trasmissione televisiva Reputescion svelerà ai tifosi il suo segreto sulle capacità bastketiche: sono stato un mese in Giappone e ho divorato l’intero manga di Slam Dunk!
Passiamo al calcio. Potevamo aspettarcela la sconfitta con la neo-gollista compagine calcistica di Montelibretti. In settimana il capo di gabinetto del governo rettiloide statunitense ospite ad Urbe, ha preteso di conoscere i giocatori rosso-blu obbligandoli a ciceronare per la città tra solchi di negligenza manutentiva e siti archeologici. Si tratta di una vecchia conoscenza degli amanti del Soccer sul Game. Toni Miola! Ex estremo difensore della nazionale a stelle e strisce in quel di Italia 90. Appesi i guanti al crocifisso si è gettato anima e corazza in politica occupandosi di calcio popolare in quota democratica nella sua contea natale di Haxlerod (Memphis). Possiede la bellezza di quindici squadre di calcio popolare militanti nel medesimo campionato sostenute da una catena di ristoranti eritrei ma con sede fiscale nel Gibuti. Incuriosito dal progetto Muro Aurelico desiderava lumare il dettaglio deretando al privé del “Club Le Chic”. Adiacenza Via Veneto. Costretti, per non dispiacere i vertici, ad intrattenere l’ospite illustre con barzellette sconce, i nostri atleti non hanno mai rincasato prima dell’alba presentandosi fantasmi all’appuntamento con i Brictensi. Fantasma è stato rinvenuto anche il capo di gabinetto Toni Miola, trovato nella sua suite allo Sheraton con la faccia affondata in una vasca di Mojito. La partita è un nulla di fatto al rigenero, destinata ad una inviolabilità delle reti pura quanto la Mirandolina del Goldoni prima dell’increscioso. L’increscioso avviene sul serio. I Montelibrici vengono definiti da Giampiero Mughini le “Irina Palm” della terza categoria. Come parassiti si attaccano tramite avambraccio alla glanda avversaria solleticando bizzarrie erotiche che sconcentrano il giocatore dall’obiettivo. Eseguono la manovra alla perfezione un’unica volta sul finire della prima frazione di gioco accaparrandosi il massimo della posta in palio. Durante l’intervallo gli Atletici visualizzano sacchi a pelo ingiuriando Obama e i suoi capi di gabinetto. Mister Capitani cerca di rimettere in sesto la truppa ordinando al Bar Centrale della Tiburtina un container di caffè ristretto. Ma il russar v’è dolce in questo campo… L’estremo rimedio è drastitudine. Fuori tutti (riserve comprese), dentro Pisellino, il samurai. Un individuo solo al macello capace però di limitare i danni e sfiorare il pareggio con una palomba a vortice in zona Guapperia. Notifica importante: sabato pomeriggio gli ultras sanlorenzini sono stati chiamati ad incidere live il primo singolo di una quindicina di brani che uscirà su LP, CD e musicassetta prodotti dalla gloriosa casa discografica Fonit Cetra. Il pezzo si chiama “Che tanto già lo so” e dura 45 minuti. Solo voce. Unplugged a sottrarre. Non sarà possibile scaricarlo su itunes ma sarà acquistabile nei migliori negozi di dischi al prezzo popolare di 5 euro. Sostieni anche tu il calcio figlio del popolo e liberati dai pinocchietti al governo!

