Collefiorito vs Atletico San Lorenzo 1:0
La cartacea cronaca locale teneva in avvisaglia coloro che eventualmente avessero partorito la pazza ideologia di trascorrere il domenicale in camporella fuori dall’anulare. Lasciare perdere! L’eventuale orda in entrata di pellegrini da concistoro per assistere alla parata santificazionale papalina avrebbe gettato nello sconforto financo Krusty il clown. In settimana Urbe e i suoi barri sono apparsi perennemente in pentecostale come se travasassero senso di colpa da ogni calle. Via della Conciliativa, arteria principale dello Stato del Vaticinio, ricordava il sambodromo carioca di Baia De Tijuca, ma con minor titolo obbligazionario di Pinacolada e maggior tasso etilico di Vin Santo. Così come in quel di Rio ogni pedazzo di cemento possiede la sua scuola di samba, anche a Cupolonia ecco sfidarsi in una cistifellea gara di unione degli infermi le principali scuole di devozione provenienti da ogni angolo del globo. Scambiandosi non propriamente una segnaletica di pace bensì allegorie di illuminotecnica. Il quartiere umbertino di Preti, adiacente le mura pontifice, è rimasto per tre giorni e tre notti letteralmente inaccessibile a coloro i quali non presentavano alla dogana almeno mezza estigmate sulla fronte, un santino al percio o eventualmente una banconota da cento valida ad acquistare il pass di transito con allegato di carta di credito del pellegrino (non prepagata) scialaquabile nelle peggiori boutique di cianfrusaglie del centro storico. Il chirurgo Taggiasco nonché primo cittadino della città eterna, pur di non offendere il fideismo confessionale dei pellegrini-consumatori con ritualità pagane, ha pensato bene tramite ordinanza comunale di far chiudere le sale teatrali adiacenza Tevere. Eccezion fatta per il teatro diretto artisticamente da Franco. Pippo Franco. Devotissimo di bagagliano memoriale. E tanti saluti a Jesus Christ Superstar. Le forze del disordine, camuffate da seminaristi vescovili dell’ordine vicariale, hanno avuto il loro da fare per arginare gli entusiasmi delle opposte fazioni beatificatorie. I fedeli del papa polacco, più giovani e numericamente maggiori, hanno spesso avuto la peggio in quasi tutti gli scontri di fede intercorsi contro lo sparuto gruppo di oltranzisti supporter del pontefice valtellinese. La prima carica di un certo rilievo prende vita alle ore 15.30 di venerdì nel piazzale antistante la fermata metro Ottavino. Cinquecento catechisti della sezione Karol di Krakovia sono venuti alle giaculatorie contro una sessantina di roncalliani appartenenti al gruppo storico Abele-Leffe. Dopo i primi anatemi contro il Concilio Vaticano II voluto da Angelo Roncalli per donare un volto umano al cattolicesimo, i pidati dell’Est sassaiolano di messali i malcapitati bergamaschi, i quali riparando all’interno della stazione metro, rispondono all’aggressione con un fitto lancio di rosari. I celerini in tenuta antiscomunica giungono sul luogo dello scontro in un amen richiamando tutti all’atto di dolore. Quella stessa sera nel rione muro aureliano trenta pellegrini slavi di fede woitiliana, durante l’iniziativa di ripristino della piazza firmata dalla compagine Calcio popolare Atletico San Lorenzo, costringevano il paziente Stefano Iguana ad intonare canti cari ai loro oratori. Non avevano nulla in contrario sul consumo della fauna alla brace e del vino del casato. Purché si rendesse grazie all’altissimo prima, durante e dopo l’ingollo del bolo. Ovviamente attraverso la recita del vespro. Dopo sarebbe stata allegoria mistica. Hanno provato a spiegargli che l’iniziativa era laica, sociale nonché sportiva, ergo era vietata l’oltranza. I fidelici, contrariati ed infastiditi dall’ammonimento della cittadinanza, tentano di intimidire la piazza minacciandola con l’arma temibile del proselitismo tacitandola di relativismo culturale. Ratzinger docet. La domenica mattina si sarebbero impuntati impedendo la trasferta fuori porta se non fossero riusciti a convertire al dovizio almeno un paio di elementi. Il regolamento di conti è fissato alle ore 9 davanti ai cancelli della principale basilica di quartiere. L’indomani però l’olezzo di cristiano sarà pressoché nullo. I cevici woitilici partiti alla volta di Val Melaina verranno ricoverati al Policlinico Fornaciani in stato comatoso dopo una nottata chimico-cenciosa avvenuta al rave-party di Montefiasone organizzato da Dj Dado per i quarant’anni di onorata carriera. Angelo Domini Nuziavit Mariae pronunziava il vicario. Un increscioso fax giunge in sede la domenica mattina al telex. È una richiesta vagamente ammiccante ai mayday che imperversavano nelle pellicole yuppie anni ottanta del cinema transalpino. La ridente Collefiorito è invasa da sciami di pellegrini, i quali come cavallette, venuti a conoscenza dell’antico nome del paese, ovvero Valle Stregara, hanno cominciato a soffrire di Epistassi scagliando edizioni deluxe di Deuteronomio in faccia alla cittadinanza. Il terreno di gioco è impraticabile, autogestito da una tripla mandata di cristianità facente capo alla congregazione del pastore missionario belga Frey Betlem. Il tumulto situazionale è elevato. L’Atletico San Lorenzo prova ad intraprendere ugualmente la trasferta ma una volta giunto all’imbocco dell’autostrada scopre che non vi è nessun casello in uscita. Solo in entrata. File di bus pregne di penitenti, lunghe quanto la muraglia mandarina, impediscono la via di fuga dal raccordo anulare come in un incipit di un famigerato film di Paolo Villaggio. Si intravede financo la contessa Serbelloni Mazzanti. I cattolicisti paiono Gremlins ritoccati gnatologicamente. La tifoseria muro aurelica tenta di evitare il tragitto asfaltato transitando nella vegetazione aniena. Niente da fare. Anche tra i meandri di una matriarcale e pagana madre natura, i crocifissati pullulano come puffi sotto i funghi. Tutt’altro che innocui. Cinque ultras vengono caricati e seviziati tramite omelia. Paiono perduti, definitivamente convertiti sul tragitto di Damasco, ma in zona Cesarini una foto di Marcinkus li riporta nel perimetro del libero arbitrio. Anche la terna arbitrale sembra impossibilitata al raggiungimento del Nordest montecelio-guidonico. L’arbitro, l’odontoiatra Manlio Diotallevi, è bloccato nei bagni dell’autogrill Alemagna all’altezza dell’uscita Tivoli-Cibonara, circondato da una mandria di esagitati prelati delusi dalla mancata santificazione di Papa Caetani Calloni, il primo pontefice della sede avignonese. Poi l’insostanziale leggerezza del non esistere. Il candidato pentastellato alla bagonghi belga di Collefiorito, un certo Lelio Pistaflora, studente di ingegneria aerospaziale, superesperto informatico nonché secondo portiere dei Collefiorici partorisce la genialata: si gioca via skype! Il Pistaflora invia sugli iphone di calciatori, allenatori e dirigenti il programma per paradimensionali e affini soccer-ith721b/2. Attraverso il quale puoi dettare le tue giocate su schermo. Coloro che non possiedono cellulari d’ammicco e tablet da smandibolo, non potranno assistere alla partita. Mezza tifoseria se la pista in saccoccia intonando come protesta il classico motivetto: Grecia vattene, Grecia vattene, esci dall’Europa, vattene in default! La grafica a base di ologramma è seriosa più che seria. Puoi decidere di contornarti dei gradoni dell’impianto sportivo che più ti fa gola. Viene scelto a maggioranza il Circo Bernabeo. Gli ologrammi sanlorenzini si comportano al guado partorendo un paio di fiammate che lambiscono la coppia di montanti della porta colleflorica. Tutto si decide in un assolvo. La seconda punta ologrammatica dei collefloreali nasconde la sua identità virtuale sostituendola con quella di Edson Arantes Do Nascimento detto Pelé. All’immediato la sua virtuale tecnica balistica si centuplica costringendo la linea difensiva degli avatar rossoblu composta dal trittico Biscotto-Mac-Iaco al peccato originale. La massima punizione viene calciata da un secondo furto di identità multidimensionale. La prima punta dei padroni di casa si presenta dal dischetto attraverso le vestigia di Marco Van Basten trasformando con facilità arlecchina. Gli Atletici rispondono come possono ma gli avversari esagerano con i furti di identitari. Eccoli pavoneggiarsi nei panni virtuali dei vari Zenga, Merson, Adams e Neville. Mister Capitani pretende l’adozione del furto d’identità per potenziare al cubo le capacità dei suoi ma il candidato pentastellato non ha scaricato il programma completo sugli smartphone atletici bensì solo sui cellulari dei floritici. La partita finisce così com’era iniziata. Con un dubbio. Nel frattempo i dubbi a Piazza San Pietro, Padre Bergoglio li ha completamente debellati preferendo santificare… Ayrton Senna.