Tolto è il respiro
resettato il pensiero
parole decadute
simili in questo
ad antiche casate
non una piéce teatrale
né un’opera prima
tantomeno una
pittata su tela
meglio dei versi del Tasso
irregolare come
i confini di un masso
sasso scagliato in fronte
calotta cranica spappolata
scorporo della mente
steccato
recinto
staccionata tesa
a contenere
mandrie imbufalite
di moti d’animo
scontro a fuoco
senza proiettili
giornate annichilite
da fasulli concorsi
prendono fuoco
gli strumenti a tasti
vige un’anarchia
pregna di regole
di pudori
di pensieri inconfessabili
corpi eccitati
si dirigono cheti
alla funzione delle ceneri
vacilla l’ovetto di pasqua
psiche interrotta
una sorpresa su cinque
a te regalerò
la mia collezione
di tartallegre
esposte a metalli pesanti
la rivoluzione annoia
il terzino deve difendere?
Bastava dirglielo
chiedete a Roy Hodgson
come si gestisce Roberto Carlos
bastava dirglielo
o forse no?
La timidezza arricchisce
le case farmaceutiche
intanto
il cielo sulla città
si tinge di degenza
sensazione indecifrabile
lungometraggio senza titolo
finale sottratto
al suo romanzo
per oggi basta così
ti saluto nascosto
dietro ad uno scudo damasco
la timidezza annichilisce
l’intraprendenza
incipit rubato
al proprio racconto
la timidezza è mosto
imbottigliato
nella cantina dell’arrendevolezza
la timidezza…
pranzo al sacco
il pasto odierno
a cena non torno
a cena non
a cena
a…
Archive for agosto 2014|Monthly archive page
Fragole e panna
In polverie o poesie on agosto 31, 2014 at 3:09 PMEuroservi mon amour
In polverie o poesie on agosto 29, 2014 at 2:35 PMEurowater ordinare
bilancio pareggiare
paese svendere
stringere cappio
Prodi dormire
Bersani acconsentire
Monti firmare
Berlusconi fottere minore
Alfano approvare
Boccia accorrere
Brunetta decreto firmare
Cicchitto magheggiare
Verdini macellare
Cuperlo sorridere
Fioroni sedare
Meloni assente
forse dimandare
Fitto sottoscrivere
Franceschini applaudire
Gelmini neutrini
Rutelli pastelli
Pannella parentesi aperta
socialisti spariti
democristi scomparsi
verdi? Sostegno al nucleare
Santanché? In spiaggia
prendere sole
Bossi dita medie sollevare
Giannino sfasciare
per formulare il declino
Grillo ululare
Casaleggio apocalisse siderale
Gentiloni stringere
Giacchetti digiunare
Gozi non comprendere
Bertinotti festa patronale
Moretti Bonafé
Picerno Madia Boschi twittare
Civati apericena
La Russa abbaiare
Letta deretani eurozonici lustrare
Lorenzin encefalografite mononeurale
Orlando quale?
Franco Antonio o Genovese?
Ravetto salutare
Prestigiacomo sfilare
Calderoli aria nel perineo
Salvini polenta e üsei
Vendola telefonare Riva
Fini fassista primo della lista
Fassino tassista nemmeno nella lista
Tremonti fiscalista la lista è la tua
Di Pietro interatriale
D’Alema bicamerare
Renzi fuoriclasse della resa finale
lista aggiornare
se ti vuoi sfogare…
fermataspettacolo.it a proposito di ‘Tutto il teatro. Minuto per minuto.’
In rassegna stampa on agosto 28, 2014 at 1:35 PMhttp://www.fermataspettacolo.it/teatro/stand-up-comedy-freenge
di Fabiana Dantinelli
STAND-UP COMEDY AL FREEnge
Giovan Bartolo Botta stupisce e diverte il pubblico del festival di teatro indie più amato
Voce stridente che ricorda un po’ Grillo, con quel cinico sarcasmo che sa strappare risate, amare magari, in fondo, ma così brillanti da farci scomporre, Giovan Bartolo Botta è un tipetto così, “deforme al punto giusto” come descriverebbe abilmente sé stesso nel monologo finale sugli “attori non famosi”, quelli che studiano Carmelo Bene e poi gufano il compagno di banco, istrione pure lui, perché si sa di parti ce ne sono sempre poche e se l’amico attore cade sullo sgambetto del collega d’accademia, poco male, siamo nel mondo capitalista dopotutto.
La stand up comedy che ha rivolto sabato 14 giugno al pubblico del Fringe romano è stata una piacevole rivelazione, il suo monologo “Tutto il teatro minuto per minuto” è un divertente polpettone che va da Shakespeare a Paolo Stoppa, passando per la Lega, Cinque Stelle e pure l’Hellas Verona, senza tralasciare l’elogio del buon Van Basten off course! Tutto da ridere, ma soprattutto da cogliere con le sue frecciatine teatral-politico-calcistiche così godibili per chi sa apprezzarne il sapore puramente intellettuale, eh sì perché Edmondo Kano espediente teatrale ed alterego del Botta che nasconde sotto l’omonimia del più celebre fra i vendicatori letterari, un animo da vero artista frustrato, che parla alla velocità di Mentana e fustiga con la severità di Nanni Moretti, è una creaturina impastata di cultura e teatro che solo chi vive o sa sentire il palco può apprezzare fino in fondo.
Bravò insomma, con tanto di inchino a questo “attore non famoso” con la speranza forse un po’ tiranna che resti tale, non per mancanza di talento, ma per istinto di conservazione della rara specie homo seriamente sapiens.
Cronache Atletico San Lorenziadi 27
In Cronache Atletico San Lorenziadi on agosto 26, 2014 at 5:51 PM
Atletico San Lorenzo vs Storia fantasiosa dei Cavalieri di Colombo
Durante questi ultimi afflati estivi, la stampa nazionale ed estera, Osservatore Romano e Die Zeit in particolare, si è soffermata sull’increscioso caso “Campo Cavalieri di Corcovado”, ovvero il famigerato impianto sportivo donato dalle istituzioni capitoline (col beneplacito di Curia e patto atlantico) al quartiere San Lorenzo come risarcimento morale in seguito ai fattacci alleati risalenti al secondo conflitto bellico mondiale del secolo scorso. Il campo, denominato in un primo tempo Stadio Tavizzani, in onore del grande caratterista romano Oreste Tavizzani, appassionato di pallone e assassinato brutalmente negli anni dieci da un fan di Eduardo Scarpetta al termine di una recita presso il teatro San Nazzaro di Napoli, sorge al centro del caseggiato perimetrale delimitante il quartiere muro aureliano. Inizialmente la capienza era di circa duemila posti a sedere, con tribune in cemento sui lati lunghi e panchine in legno tergo alle porte. Durante il trittico di giunte comunali scudo crociate a firma Rebecchini-DeCesare-Tupini, la popolazione aurelica, non ancora lambita dagli entusiasmi del miracolo economico peninsulare, aveva la facoltà di potersi riunire al campo al fine di condividere la visione dei principali eventi, sportivi e non, sull’unico apparecchio televisivo presente in zona. Televisore acquistato dalla Pro Loco grazie alla vendita sul mercato nero di alcuni cimeli oscuri rinvenuti all’interno della sede del podestà locale, ormai dismessa e trasformata in orinatoio pubblico. Gli abitanti di San Lorenzo poterono assistere insieme a quiz come “Lascia o raddoppia”, a sceneggiati del calibro de “La freccia nera” piuttosto che alla debacle calcistica della compagine azzurra guidata da Mondino Fabbri su suolo britannico per mano dei ridolini asiatici, alimentando così quel senso di appartenenza che dà immemorando li contraddistingueva. Il tutto ovviamente senza scucire pecunia alcuna. L’andazzo cominciò a mutare drasticamente con l’insediamento al Campidoglio della giunta a corrente dossettiana guidata dal sindaco Dalla Porta, per poi precipitare definitivamente durante il regime edonista del socialista Carraro. Dalla Porta, cattolico osservante, spaventato da voci di corridoio che dipingevano il campo San Lorenzo come un magazzino contenente ordigni partigiani, decise di attuare un piano pesantemente colonialista finalizzato a ridurre le influenze marxiste all’interno del quartiere utilizzando l’arma del proselito dottrinale cristologico. Per fare questo era necessario avvalersi di un imponente insediamento cristiano capace di mettere radici tra le contrade intaccando così i credi socialisti. Venne stipulato un accordo, passato alle cronache come il patto di ghisa, il quale prevedeva la concessione dei diritti di gestione del campo ad una delle maggiori potenze ecclesiastiche di sempre: la temutissima confraternita dei Cavalieri di Corcovado. Fondati nel 1570 da padre Martino Pudenda, un sacerdote italiano di ordinazione gesuita, che ripudiato sentimentalmente dalla mistica Teresa D’Avila, decise di abbandonare la famiglia di Loyola per fondare una chiesa capace di accogliere dall’intera Eurozona amanti disperati smaniosi di affidare agli scudisci di cilicio tentazioni della carne e dello spirito al modico prezzo di dieci once d’oro alla settimana. Grazie ai guadagni del primo lustro e ad ingenti capitali trasferiti all’estero, padre Pudenda riuscì ad allargare gli affari inaugurando tante succursali quanto quelle di un ristorante Mc Donald’s. Attualmente la congregazione corcovadica possiede interessi finanziari in diversi settori commerciali, dal carbonfossile al traffico di sostanze psicotrope transitando per il mercato clandestino del trapianto di organi umani e terminando con lo smercio di energy drink. Il primo amministratore delegato corcovadico, padre Severino Cicerchia, fece aumentare a dismisura la capienza dello stadio, instaurando tornelli, cinte daziarie, muraglie difensive e biglietti d’ingresso per fasce alte. Vennero bandite le ricorrenze comunitarie e da lì a poco lo stadio fu convertito in un seminario vescovile. Franco Carraro fu il sindaco degli anni di fango. Grazie al suo patrocinio, il terreno di gioco divenne un refettorio di lusso per eminenze parlamentari. Il verde Rutello e il camerata Alemagna giocarono alle tre scimiette prolungando i contratti d’affitto ai nipotini del Pudenda. Il sindaco Walter Ventrone, amante del cinema d’autore, provò a convertire lo stadio in un cineplex multisala per pellicole a luci rosse dotato di popcorn al caramello e ciambelloni al diabete. Fu il pontefice teutonico Benedetto XVI a porre un veto mettendosi di traverso (forse) e pretendendo l’intitolazione dello stadio a se stesso. Ma il papa polacco, già sepolto da tempo, la prese malissimo e invasato dall’ego cominciò a scalciare mancicco quanto un asino di buridano dall’interno della bara. La Curia comprese la mincaccia, decidendo all’ultimo di intitolare lo stadio a papa Benedetto XV, il patriarca che nei secoli bui pensò bene di svignarsela ad Avignone con il maloppo lasciando ai fedeli capitolini un crocifisso su per il pus. “Stadio Benedetto XV” divenne un brand quotato in borsa capace di elargire utili speculando financo sull’aria, tanto da voler indurre il prelato corcovadico ad acquistare la testata cartacea della fu gramsciana Unità. L’atletico San Lorenzo prova a sfidare i colossi biblici tentando di restituire uno spazio importante al suo legittimo proprietario: l’abitante di San Lorenzo. Firma anche tu la petizione su change.org!
Sylvia Plath. Ejaculazioni precoci.
In polverie o poesie on agosto 24, 2014 at 1:38 PMNon fidarti
di un talento precoce
nasta di zolfo
ti riduce in ambasce
non fissarti
su di un talento precoce
puzza di pece
se vuole ci riesce
non ammalarti
per un talento precoce
si nutre di fifa
ti sottrae la luce
non rovinarti
dietro ad un talento precoce
danzerà sul tuo petto
ad un ritmo rapace
non fustigarti
con un talento precoce
pugnalato alle spalle
punito in nuce
non invaghirti
di un talento precoce
possiede già strofinacci
da limparsi il cacace
non parlarci
al talento precoce
è un mentalista
abbandona e seduce
non innamorarti
di un talento precoce
a meno che
di nome faccia Sylvia
di cognome Plath
in questo caso
fidati di un talento precoce
profumo di primula
ti riporta in salute
fissati su di un talento precoce
odore di pulito
desidera il tuo bene
ammalati per un talento precoce
digiuno di fifa
ti dona la luce
rovinati dietro ad un talento precoce
danzerai sul suo petto
a ritmo rapace
fustigati con un talento precoce
pugnalalo alle spalle
puniscilo in nuce
invaghisciti di un talento precoce
spesa al mercato
tranquillo e felice
comunica col talento precoce
la sua eloquenza
sarà la tua pace
Sylvia Plath
sigarette rollate
Southern Comfort
tabacco mentolato
posizione verticale
desiderio orizzontale
terzo tentativo
scrittura amanuense
ricettario medico
bollitore sibilante
gattini frignosi
bambini obesi
studi distratti
mani sotto la gonna
abbondanti colazioni
quantità industriale
di talento precoce
innamorati di un talento precoce
prima che lui
si innamori di te
Il talento precoce. I non convocati.
Pelé era un talento precoce
attualmente è un bancomat capace
Mozart era un talento precoce
uccise artisticamente la sorella
in un duello fratricida
tra precocità talentifere
Salieri non era un talento precoce
e di questo ne morì
Napoleone era un talento precoce
ma di un talento
inutile, detestabile, dannoso
Andreotti era un talento precoce
segno della croce
segmento della croce
simbolo della croce
scudo crociato
Gesù Cristo era un talento precoce
morto sulla croce
defunto sulla croce
fottuto sulla croce
crocefisso
i sacerdoti del tempio
non prestarono orecchio
al talento precoce
del hippy di Betlemme
processarono il blasfemo
tramite rito abbreviato
gesto audace!
Talento precoce!
Ayrton Senna era un talento precoce
si eclissò in compagnia di Sansone
e del restante dei filistei
Freddie Mercury era un talento precoce
scomparve più veloce di Vesna
Micky Mouse non era un talento precoce
era un coglione
mostrami il distintivo
sorcio puritano
Minnie e Macchia Nera
saranno
le tue Desdemona
e i tuoi Michele Cassio
tu, Basettoni e Manetta
polizia brancolante nel buio
stiamo divagando
George Best era un talento precoce
itterizia la sua legge dell’entropia
Lilla Brignone era un talento precoce
il grande mago Piccolo era un talento precoce
Pablo Puliciclone era un talento precoce
che fece
che fare
che facce…
Cronache Atletico San Lorenziadi 26
In Cronache Atletico San Lorenziadi on agosto 23, 2014 at 5:54 PMAtletico San Lorenzo vs estate di gossip
articolo di Attob Olotrab Navoig tratto dal settimanale Novella 3000 Cairo Editore del 15/08/2014
Mentre la dirigenza sanlorenzina si affanna alla ricerca di liquidità per poter innestare la quinta marcia sul mercato calcistico estivo, i calciatori rossoblu si godono in santa pace gli ultimi scampoli di relax agostano in attesa di riprendere, il giorno 3 settembre, la preparazione tecnica presso il ritiro a Santiago De Compostela (frazione di Tivoli), concordato nel mese di giugno attraverso una convenzione stipulata tra il comune laziale e la società sportiva popolare. Il piazzamento della squadra a metà del guado ha impedito ai giocatori di usufruire dei bonus a ritocco dell’ingaggio ordinario. L’Atletico si vedrà comunque costretto a sollevare di qualche asticella il tetto dei compensi se il suo intento sarà quello di trattenere i migliori elementi anche quest’anno. Aspettando di reimmergersi a bomba in massacranti esercizi fisici e diete macrobiotiche degne di un astronauta della Nasa, i tesserati atletici hanno preso sul serio l’impegno di godersi il solleone vacanzifero. Vediamo come. I nostri fotografi hanno pizzicato in quel di Formentera l’estremo difensore muro aureliano Marco detto Il Canizares, in compagnia della sua nuova fiamma, la conduttrice televisiva Ilaria D’Amico.
“Ci siamo conosciuti alla Snai nel periodo in cui Gigi (Buffon) era in Brasile a disputare il campionato del mondo, entrambi avevamo puntato 50 euro sulla vittoria della Costa Rica a discapito dell’Italia, è stato un colpo di fulmine, con il ricavato ci siamo ingollati un paio di frappè all’amaretto.”
Ha spiegato la D’Amico ai microfoni di San Lorenzo TV. Non è da meno il perno destro della linea Marginot difensiva atletica, mister Andrea Maceroni, novello compagno della ex modella Linda Evangelista. I due sono stati avvistati mentre addentavano con voracità un cucciolone dieci morsi sul lungomare della Versilia (un gelato in due, d’altronde gli anni 80 sono terminati). Dopo scorribande e razzie sui terreni di gioco di mezza Italia centrale, il flagello di dio barbarico Nicola Gesualdo, detto Gesù, è stato paparazzato, mentre con la sua compagna storica, Severina Montichiari (la brunetta di Ricchi e Poveri), piluccava focaccia di Recco nel dehors di un bar a Camogli. Il trionfo dell’amarcord yuppies! La conferma la sottoscrive il portierone “serratura” Khaled, fotografato a Portofino durante una jam session alle tastiere in compagnia di Jerry Calà, Umberto Smaila e le ragazze dello storico programma Cult Colpo Grosso. Gli ex gatti di Vicolo Miracoli sono apparsi bolsi e appesantiti consumati da anni di stravizio, al contrario delle ex fruit girls divenute ancora più splendide col passare del tempo. Ai nostalgici del craxismo vi ricordiamo che dal mese di ottobre in allegato col quotidiano La Repubblica del Gruppo Espresso, uscirà l’intera collezione su Vhs delle puntate di Colpo Grosso in onda su Italia7 dal 1985 al 1989. La discoteca Billionaire risulta essere chiusa per spaccio nonché sfruttamento della prostituzione ma il Flavio Briatore nazionale non rinuncia al diletto traslocando bagordi e baccanali presso il suo residence a Malindi in compagnia degli amici di sempre: Bobo Vieri, Daniela Santanché, Giancarlo Fisichella, Simona Ventura e dulcis in fundo il suo nuovo accompagnatore, bomberone Mulé. Vacanza studio al contrario, per il fluidificante aureliano Ruggero Apruzzese, in trasferta a Brighton al fine di perfezionare il suo inglese. I maligni vociferano a proposito di un possibile passaggio tra le file dell’ambizioso club del Milwall. Tutto questo dovrebbe avvenire attraverso la formula del prestito secco. Apruzzese, solleticato dalle domande dei giornalisti, preferisce non sbilanciarsi facendosi ritrarre ad un party nel quartiere a luci rosse di Soho (una San Lorenzo in salsa londinese ma con dosi omeopatiche di disagio e minimo impiego di forze dell’ordine) in compagnia dell’ex chitarrista dei Queen Brian May e della vocalist Cindy Lauper. Michele Ruggero potrebbe essere, sul campo, la rivelazione di quest’anno. Si parla addirittura di fascia al braccio. Non una fascia da lutto. Bensì quella da capitano. Intanto il giocatore opta per il diletto con il volano insieme alla sua attuale fiamma Silvana Pampanini (ex diva del cinema italiano a telefonia bianca). Il forte difensore sanlorenzino se la ride sotto i baffi pensando ai guai giudiziari di certi capi di stato per colpa di cene eccessivamente eleganti in compagnia di ragazze distanti dall’età del giudizio. Ferie in famiglia per capitan Biscottino e bomberone Sandrino Vicca, avvistati a Ladispoli a caccia di selachimorpha. Movimentate, al contrario, le serate ferragostane del perno di centrocampo Pasquale, scatenato sulle piste della discoteca Cellophan, pura riviera romagnola, sulle note mixate da dj Paolo Chighine e Francesco Zappalà. Il presidente muro aureliano Francesco Panuccio, sul bagnasciuga di Marina di Pietrasanta, stringe mani cairote battendo pacche su spalle gallianee nel tentativo di condurre Alessio Cerci a vestire la casacca rossoblu. Chiudiamo con il mentore Mauro Capitani, il quale ha preferito dedicarsi alla montagna e alla meditazione trascendentale dopo un inverno calcistico del nostro scontento degno della disbiosi epatica. Eccolo gaudente a quota 7400 sul campanaccio di Lhasa, la città sacra, insieme all’ennesima reincarnazione tarocca del Dalai Lama (trattavasi infatti del traduttore del linguaggio dei segni a fianco di Obama durante il suo discorso in onore dei funerali di Mandela), pronto ad immolarsi a sostegno della causa tibetana. A certe altitudini il calcio non attecchisce. Nemmeno se popolare! Ma come dicono a Pisa: popolare na’ sega!
Cronache Atletico San Lorenziadi 25
In Cronache Atletico San Lorenziadi on agosto 22, 2014 at 2:37 PMAtletico San Lorenzo vs Lega Italiana Pallonara (Salto in seconda categoria)
Per comprendere quasi al pungolo quello che è successo nell’ambiente muro aurelico, dobbiamo riavvolgere il nastro musicassettale di questa danzereccia estate sanlorenzina riportando la traccia al vigiliante ferragostano. Un sito sportivo uzbeko vagamente ammiccante al Dagospia italico, nel pubblicare i calendari calcistici della stagione prossima, in coadiuvo ai simpatizzanti di scommesse clandestine, dà l’Atletico San Lorenzo iscritto alla seconda categoria della federazione ufficiale. È sgomento! I social network cominciano il surriscaldo tra conferme audaci e smentite sotterfughe. Nello storico quartiere capitolino, una trentina di zoccoli duri, allergici a qualsivoglia tipologia di ferie, decide di improvvisare un corteo di giubilo presso piazza dell’Immolatrice, scatenando le attenzioni di un paio di vigili urbani rimasti in servizio a sorveglio dell’ordine pubblico. I novelli capoccia della lega calcio italiota, convocheranno nel pomeriggio una conferenza stampa all’interno della quale il presidente Tavecchio chiarirà all’uditorio i per come di questa inaspettata decisione. Sarà l’ennesima gaffe. Ecco le sue parole: “I poveri mi stanno sui coglioni, non possono iscriversi al campionato società che prima mangiavano frutta secca e ora pretendono la macedonia, fanculo!”
In serata il democristiangesuitasalesiananabattistaevangelicamentepronto Demetrio Albertini, trombato candidato alla presidenza, attualmente responsabile delle graffette negli uffici di federazione, perfeziona allo smusso le invettive del Tavecchio: “Le società di calcio classificatesi davanti all’Atletico San Lorenzo risultano, agli atti, inadempienti alla voce Irpef (imposta rara per elementi footballici) in virtù di questo la società rossoblu è stata ammessa nella categoria superiore. Un caso Parma in re minore. Il fattaccio è altisonante. Mentre sulle principali riviste di gossip uscivano servizi fotografici riguardanti le vacanze estive dei giocatori atletici, la dirigenza muro aureliana decideva il consulto tramite sistema telematico pentapuntito al fine di deliberare urgenti e necessarie strategie di mercato. Il superamento di categoria, si sa, comporta oneri ed onori nonché innalzamento dei costi di gestione. Il primo punto all’ordine del giorno verte sull’argomento sponsor. Il terzo articolo del non statuto della società sportiva popolare atletica, alla casella sponsor presenta un dito medio sollevato pacatamente. L’idea è quella di riformare costituzionalmente il non statuto utilizzando bianchetto e cancellino, alleviando così il peso all’autofinanziamento. Non più autofinanziamento, ma finanziamento con l’auto. Attraverso questa inversione degli addendi sostantivati, sarà possibile accogliere a braccia spalancate il marchio capace di rimpinguare le casse atletiche: Fiat. La casa automobilistica subalpina di proprietà della dinastia laica degli Agnelli, di popolare non possiede nemmeno la puzza, ma per salvaguardare il concetto di “strada”, la dirigenza decide l’ingresso in società di un secondo sponsor: Banca Etica. Divise ufficiali, merchandising e materiale tarocco verranno gestiti ufficialmente dall’azienda MAS (Magazzini allo Statuto) con sede legale a Singapore e sede fiscale nel Gibuti. Capitolo allenatore. L’entusiasmo giovanile di mister Mauro Capitani verrà affiancato dall’esperienza di un senatore della panchina come Nils Liedholm. È vero, è deceduto da parecchio tempo, ma si sa che nel quartiere San Lorenzo ha preso la residenza il veggente Tiresia. Capitolo calciatori. Coach Capitani pretende almeno cinque alternative per ruolo più l’ingaggio di un top player. Il problema rimane il budget. Risicato, dato che gli accordi con gli sponsor, per ora risultano essere ufficiosi anziché ufficiali. Il granata Alessio Cerci, tornerebbe a Roma rotolando sui ceci. In giallorosso gli spazi sembrano chiusi, in biancoceleste non si sono mai aperti. L’Atletico attende fiducioso osservando dallo spioncino, anche se la distanza tra la richiesta di Urbano Cairo, venti milioni di euro, e l’offerta rossoblu, centomila lire di vecchio conio rateizzabili in una decade appare incolmabile. L’editore alessandrino, concessionario dell’emittente televisiva La7, sarebbe disposto a decurtare il prezzo se in cambio gli verrà data concessione gratuita quinquennale del Nuovo Cinema Palazzo. Gli spazi verrebbero utilizzati come teatro di posa per la trasmissione Linea Gialla, condotta da Salvo Sottile. Se dovesse decadere la pista che conduce al fuoriclasse valmontonico, l’Atletico ha già pronta la cartuccia di riserva. Il prestito secco, semestrale senza diritto di riscatto della stella brasiliana Neymar, attualmente costretto a trattamento osteopatico perenne con allegato di cinto erniario, collarino elisabettiano, busto ortopedico, stampella, gessatura e lettiga. Un lusso per la seconda categoria. L’intera nazionale brasiliana di calcio, dopo la batosta mondiale per mano teutonica, risulta essere in cerca di un impiego. I giocatori verdeoro si sono offerti al San Lorenzo. Sarebbe possibile tesserarli attraverso una spesa complessiva di 400 euro più due pasti caldi al giorno come ingaggio. Pare però che mister Capitani sia assillato da dubbi sulla validità tecnica dei giocatori carioca. La società è invece vicinissima all’ingaggio di un terzo estremo difensore, Edward Warner, e di due centrali difensivi, i britannici Paul Merson (55 anni) e Tony Adams (57 anni), desiderosi di sperimentare l’ennesimo programma di disintossicazione dal sustanziale etilico. Il balzo di categoria blocca di riflesso il mercato in uscita. Sono dunque congelati i prestiti di Rogerinho (West Ham) e Giannetto (Glasgow Rangers). Capitolo stadio. È possibile firmare la petizione online per la concessione gratuita a titolo definitivo dell’impianto sportivo Cavalieri di Corcovado alla società muro aurelica. Info su change.org
Capitolo abbonamenti. Le tariffe.
Abbonamento residenti: 100 euro
abbonamento studenti in sede: 90 euro
abbonamento studenti fuori sede: 150 euro
abbonamento domiciliati: 150 euro
abbonamento quartieri limitrofi: 500 euro
abbonamento puro sangue sanlorenzino: 700 euro
abbonamento meticciato: 500 euro
tessera fuori di testa: 30 euro
tessera semplice: 10 euro
tessera nascituri e defunti: 2000 euro.
Come dicono a Labronico: popolare na’ sega!
Cronache Fringeriane 30 Roma Fringe Festival 2014
In Cronache Roma Fringe Festival 2014 on agosto 14, 2014 at 12:08 PMVolata finale
L’edizione capitolina anno di grazia 2014 del Fringe villamercedico volge al termine riservando non parvi sussulti di muscolo striato addominale. Si comincia con gli eventi prima cantata del gallo terminando i bagordi durante la premiazione civetta. Alle ore 6 del mattutino dopo una colazione biologica a base di cadavere di Mowgli imbevuto in soluzione idrosalina offerta gentilmente dalla produzione, vengono disposti i tronconi per la lettura di quotidiani esteri rigorosamente in formato papiro. Ore 10. Una compagnia teatrale scozzese diretta dall’ex wrestler Rowdy Roddy Piper si cimenta sul palco puffo in uno spettacolo che narra i fastidiosi problemi di cervicale del condottiero William Wallace. Causa debiti di gioco. Come il fratello scapestro del Foscolo. Ore 12. pranzo al sacco cucinato amorevolmente dalle compagnie teatrali ospiti della tornata palcale anno 2001, quando il Fringe italico era ancora un intingolo di pensiero nel costato del ministero agghindato da podestà. Menù popolare: 200 €. ridotto 198 €. Sconto famiglie allargate 196 €. L’imbando prevedeva antipasto alla cippa, stringhe di scarpone del reduce dal primo conflitto bellico mondiale condite con salsa di terrazzo, spiedino di pneumatico allevato a sputi e insulti, sorbetto alla saliva di orso Bruno, fondo di caffè e sorbettis in bicerinis digestivo al diesel. Pomeriggio. Attività per fantolini in compagnia del famigerato clown altoatesino Mimmo Cebolliti con il suo repertorio di numeri esilaranti tra i quali vale la pena menzionare lo strepitio alla Klaus Kinski nonché lo sbattacchio di pignatta umana tramite badile. Caccia all’evasore fiscale, karaoke di repertorio musicale atzero e per chiudere in belligeranza solletichio al plantare di una sosia di Golda Meir. Ore 18. Presentazione del novello commissario tecnico della selecao brasileira Antonio Carlos Jobim. Ore 19. Presentazione del neo eletto direttore dell’Agis capitolina, dottor Paperoga. Finalmente ore 20 l’attesissima premiazione, annunciata dai 7425 organizzatori via streaming dai balconi di Piazza Venezia.
Premio migliore drammaturgia
Giuseppe Patroni Griffi con il testo: Cogli le castagne, tesoro.
Premio migliore scenografia
Pierluigi Pizzi per lo spettacolo: Quel calesse non s’ha da fare.
Premio migliori costumi
Sartoria La Baregina con lo spettacolo: Nudi si sta meglio.
Premio migliore regia
Giorgio De Lullo con lo spettacolo: Troppi attori in cerca di lavoro.
Premio miglior attore
Carlo D’Angelo per lo spettacolo: Morte a Venezia… grazie al Mose.
Premio migliore attrice
Lilla Brignone per lo spettacolo: Via col vento ma non solo, anche col terzo valico.
Premio nuove proposte
Richard Nixon e Henry Kissinger per lo spettacolo: Ci penso io.
Premio Stand-Up FREEnge
Lina Sastri e Corrado Ferlaino con lo spettacolo: Fuliggine sulla mozzarella di bufala.
Il miglior attore si porta a casa un’intera collezione di classici Harmony di ventesima mano edizione economica anno di pubblicazione 1965 usciti unicamente sul mercato kenyota. La migliore attrice si carica in borsa una edizione contraffatta del trofeo Jules Rimet rubata allo zoppo e moderatamente gobbo Edson Arantes Donascimento per volontà del servizio segreto belga. Il miglior regista vince un cargo frigo riempito di organi umani provenienti dal confine messicano. Al termine di una cerimonia lacrimevole, in attesa del dj set organizzato da Radio Maria, vale la pena riassaporare le parole tenute dal sindaco ligure dell’Urbe presso i bastioni di Porta Pia in onore della kermesse finale.
“Amici, cittadini, genovesi… ops… pardon… romani, siamo costretti ad immaginarci un mondo diverso. Basta con questi Goldoni, questi Pirandello, questi Lope De Vega, questi Moliere. La prosa è nociva, cancerogena, tumorale, forfora nei capelli, unghia incarnita, dito nel naso. Il futuro è riuscire a farvi ridere, strofinando la lampada di Aladino, fare ritorno dall’isola che non c’è, e siccome non c’è, pronunziare per lo stupore Mamma Mia! Aggiungere più di un posto a tavola, banchettando con la carne del mulo di Rinaldo in campo. Il cambiamento! Tornare a emettere moneta a debito come in uno stato sovrano. Le tasse servono a contenere l’inflazione e non a finanziare i servizi. I lavori nocivi alla salute vanno aboliti prima di subito. Le armi da fuoco sono bandite, buone giusto per il museo degli orrori. Il futuro esercito mondiale potrà intervenire al massimo con le fionde e le mazze da baseball. Le auto saranno utilizzate unicamente da taxisti e piloti di Formula Uno. Più Palestina nei vostri bicchieri. Le basi militari diverranno parchi giochi. Anche acquatici. La famiglia Agnelli restituisca i soldi e si tenga la Juventus. Il lavoro non è necessariamente un valore. Il teatro di prosa verrà finanziato a fondo perduto sottraendo i capitali alla ricerca in campo militare. Adesso scusatemi, ma dopo questa vagonata seminale di luoghi comuni, vi saluto e mi congedo con l’imbuto e con l’aedo, poiché mi aspetta Marchini per l’aperitivo in piazza Farnese.”
Con questo discorso da vero statista si pone termine alle nostre trasmissioni, sperando che la dea del teatro ci conservi sempre in perfetta salute, noi vi salutiamo con l’augurio di rivederci al Fringe capitolino nell’estate 2015. Questo vorrà dire che avremo eclissato il conflitto bellico termonucleare in buca 5.
Cronache Fringeriane 29 Roma Fringe Festival 2014
In Cronache Roma Fringe Festival 2014 on agosto 13, 2014 at 10:55 PMZitti zitti Garda la Cisterna
In un’intervista rilasciata al giornalista brasiliano Milton Salgado Tavares Do Nascimbene, pubblicata sul Correiro Do Minas il 16 giugno 1966, in occasione dell’onomastico del maestro carioca Auguste Boal, padre padrone del teatro Oprimido, la regista Valeria Pilia, genia loci dello spettacolo Zitti zitti, svela agli appassionati teatrofili la provenienza delle particolari maschere usate dalle sue attrici sulla scena. La direttrice d’orchestra umana racconta di un liutaio aberdeeniano affetto da disturbo bipolare avanzato, lontano parente del drago Shenron di Toryama Pennata, il quale una mattinata settembrina decise di gittare in frullatore miscelando rabbioso, le spigolosità dell’Arlecchino, le rotondità del Balanzone, le goffaggini del Capitano, le incagliature del Brighella, le irregolarità dello Zanni, le deformità del Pantalone bisognoso, gli indumenti intimi di Principini e Colombine, le mostruosità di Bali, le chincaglierie katacali, le armigere kabuki, il formato neutro, sudore di Mick Jagger e talento calcistico di Bobby Moore. Il risultato sono appunto queste maschere dixanose che come veri e propri reliquiari della tribù Dagara racchiudono in loro il potere della coercizione e della disperazione. Nonché la volontà di rappresentazione. E che rappresentazione! Zitti zitti non è un semplice show, bensì un compendio bignamico di storiografia umanoide utile allo studente in procinto di affrontare le forche caudine della maturità istituzionale. A meno che non si decida per la soluzione trota d’Albania occupando seggiolini alla regione Lombardia legiferando per mezzo di figurine Panini e lattine di energy drink. A spese del contribuente. Questi volti silenti decurtati nella genetica dei sensi quasi quanto i calchi pompeiani dopo la deflagrazione lapislazula, riescono a tenere inchiodato al seggiolino il plateante moderno sbronzo di stimolazione tecnologica, facendogli provare sensazioni galvaniche. Polluzioni per nulla iperuraniche bensì dense e tinte di colpa miscelata all’impotenza. Sono molteplici i fatti storici presi in considerazione dalle maschere. Ma si tratta di una storiografia affrontata lateralmente anziché frontalmente. Il trattato di Worms, per esempio, non viene rappresentato in quanto tale, ma osservato attraverso i timori esistenziali dei firmatari i giorni precedenti la stipulazione del trattato medesimo. Vengono messi in luce, i bruciori di stomaco, la foia dell’amplesso, il bicchiere del dibattito, la stipsi cronica nonché l’allergia alimentare dei protagonisti del fattaccio libresco. Stesso discorso può essere preso in considerazione per quel che riguarda la sinistra lotta alle investiture, la sciagurata formazione di principati e signorie, i fasullami pacificatori di Chateau-Chambery, le strettoie dardanelliche e la sparizione dell’accattivante Nikola Tesla per mano delle forze oscure, fatto ritornare in vita reincarnato in un fantolino che al termine della messa in scena solleverà chaplinianamente un planisfero ricordandoci che il mondo è da sempre governato da un unico grande dittatore, e che i dittatori del passato, con i loro baffetti, i loro baffoni, le loro crape calve, i loro stomaci gonfi, i loro occhietti tersi e le loro smanie di grandezza, non sono altro che degli avatar… i suoi avatar. Suoi di chi? La risposta è nell’antico testamento. Zitti zitti. Non c’è nient’altro da aggiungere.
San Lorenzo a Ferragosto
In polverie o poesie on agosto 12, 2014 at 5:11 PMSan Lorenzo
a Ferragosto
quartiere asciutto
ritardato orgasmo
San Lorenzo
a Ferragosto
durata breve
finisce presto
San Lorenzo
a Ferragosto
gatti che parlano
passibili all’arresto
San Lorenzo
a Ferragosto
serrande abbassate
volanti disorientate
San Lorenzo
a Ferragosto
spacciatori in sballo
col maresciallo
San Lorenzo
a Ferragosto
strade deserte
porte chiuse
San Lorenzo
a Ferragosto
piazze aride
ordinanze di sgombero
San Lorenzo
a Ferragosto
festa privata
al pronto soccorso
San Lorenzo
a Ferragosto
idiomi stranieri
prezzi sinceri
San Lorenzo
a Ferragosto
orfano del disagio
perfettamente a suo agio
San Lorenzo
a Ferragosto
del personale
che non frequento
San Lorenzo
a Ferragosto
atleti in ferie
gesuite furie
San Lorenzo
a Ferragosto
stelle cadenti
condotte al gabbio
San Lorenzo
a Ferragosto
sudori freddi
solitari passi
San Lorenzo
a Ferragosto
visitata da un sindaco
nebuloso e losco
San Lorenzo
a Ferragosto
afferra agosto
e dagli un calcio
regalacelo tu
un finale diverso
