Giovan Bartolo Botta

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Eliseo fuori dall’Euro

In attualità, San Lorenzo da delegalizzare on ottobre 31, 2014 at 4:32 PM

Il teatro Eliseo dell’arteria nazionale capitolina è sotto il mirino dello sfratto da oltre 35 minuti e 40 secondi. La famiglia Arpagone, proprietaria storica delle mura, ha definitivamente optato per la cessione dello spazio scenico alla neonata F.C.A. targata Chrysler-Marchionne, la quale utilizzerà i vuoti a perdere dell’ex teatro come deposito funebre per i modelli automobilistici fuori mercato. Dicesi rottamazione gentile. Ora, la dicitura esatta per il teatro Eliseo è sempre stata quella di ‘teatro privato di interesse pubblico’. Non solo sponsor a foraggiare le casse graticcine elisee, ma anche, veltronianamente discettando, fondi pubblici in quantità moderatamente allopatica. Eppure, conti alla mano, il bilancio contabile volge al passivo più nero. Anzi, rosso. Carminio. Roba da far invidia ai disastrati debiti dei paesi della quinta risma. Come sia possibile un fattaccio del genere non è dato saperlo, sospettarlo forse, conoscerlo mai. Quello che invece lascia perplessi è la tipologia di personaggi che ha passerellato davanti al teatro nella mattinata di giovedì 30 ottobre, sfruttando l’azione repressiva per rivangare teorie economiche euroscettiche rinfocolate da ripensamenti della funzione statalista all’interno di un sistema mercato dominato dalla finanza creativo-speculativa. Nemmeno l’ombra degli Umberti Orsini tesi a tranquillizzare i parruccami loggionici con digestive elucubrazioni estetiche. Unicamente ectoplasmatici i Giuseppi Pambieri chetanti orde di abbonati salariati. Massimo al circo i Mauri Avogadri sorseggianti aperitivi alcolici disquisendo cultura. A tenere desta l’attenzione del manipolo di addetti al lavoro sporco vi erano personaggi dalla risma dubbia. Il primo in ordine favellativo è stato addirittura un importante personaggio politico estero. Stiamo parlando del signor Bernd Lucke, il segretario caudillante del movimento Alternative für Deutschland, il quale ha ben figurato esponendo una severa invettiva contro le cattive abitudini alimentari del premier teutonico Angela Merkel. Non è stato da meno il moderato britannico Nigel Farange, caseleggiano d’oltremanica, abile a sostenere con estrema semplicità teorie economiche postkeynesiane. Il legaiolo celtico Matteo Salvini ha letteralmente aggredito la piazza rispolverando sermoni a tinte quoto-latticine. La chiosa comica è spettata di diritto a lei, la regina dello sciovinismo transalpino Marine Le Pen, particolarmente efficace nell’illustrare i vantaggi della moneta di stato emessa dal Ministero del tesoro a discapito di una moneta nominale elargita da una banca centrale dedita ad obbiettivi profittatori. Le argomentazioni sono state così convincenti da riportare in vita un Eduardo intento ad aggiornare i magi nel presepe della casa Cupiello. Lo stesso amministratore delegato anglo-abbruzzese dal maglione liso e dalla sigaretta facile, al termine delle svariate lectio magistralis, si è detto pronto al passo laterale favorendo così l’intervento della cordata salvificatoria formata dal calciatore barese Nicola Bellomo con allegato Luca Barbaresco. Il tutto nel solco della prosa. John Maynard Keynes salva in zona Cesarini una prestigiosa sala teatrale italica senza che le sinistre politiche se ne siano accorte, impegnate com’erano a imitare le destre elaborando disastri presso stazioni Leopolde. Il teatro Eliseo era sotto sfratto… adesso è sotto torchio!

Cronache Atletico San Lorenziadi 36

In Cronache Atletico San Lorenziadi on ottobre 27, 2014 at 10:47 am

Atletico San Lorenzo vs Jenne Calcio 1:2

Telecamere del pubblico servizio al Campo Cavalieri di Corcovado. O meglio… del Servizio Pubblico. In occasione del quadrangolare calcistico che ha visto scontrarsi in un duello fantolicida i 251 bambini tesserati al ‘progetto atletico’, le macchine da presa della trasmissione televisiva santoregna l’hanno fatta da guascona immortalando lo storico evento. Questo perché il calcio visto come figlio del popolo sarà il tema principale da trattarsi nella puntata che andrà in onda giovedì prossimo sulla rete tv cairota. Nonché l’unico. Con buona pace di sigle sindacali e stazioni Leopolde. L’inviato hipster Luca Bertazzoni, in compagnia del maestro Villaggio Paolo, si sono dilettati a misurare le capacità motivazionali degli atleti sanlorenzini in erba, arrivandoli a definire addirittura ‘angeli del pallone’. Lo stesso presidente aureliano Francesco detto Pannuccio, attraverso un cordiale colloquio in compagnia del conduttore salernitano, si è adoperato a presentare progetto e progettualità soffermandosi in particolare sulla famigerata diatriba gesuita. Ed è a questo punto che l’increscioso bussa alla porta entrando dalla finestra. Chiamato in causa dall’esigenza di scaletta ad elargire il consuetudinario polpettone giustizialista, il giornalista subalpino Marco Travaglio, detto il tribuno, si è scagliato in una violenta invettiva contro il mondo del pallone popolare definendo le società calcistiche antisistema un manipolo contenitorale dedito all’evasione fiscale. Dopo aver schiaffeggiato un infante pescato a caso nel mucchio ed essere diventato rosso pompeiano dalla rabbia, il prezzolato cronacaro giustizialista ha abbandonato il quartiere San Lorenzo a bordo della sua Dumbaghi rossa con cappottina gialla lasciando ai presenti come ricordo la sua proverbiale agenda di impegni. Il conduttore della kermesse Michele Santoro ai microfoni di radio Banda Stretta si è detto dispiaciuto per la condotta tenuta dal suo paggio, definendolo un galoppino razza Coalvi. Ora tocca al concessionario Urbano Cairo rivedere l’asticella degli investimenti.

Proseguono le ricerche da parte dell’autorità giudiziaria nella persona dell’ispettore Ubaldo Lay finalizzate al ritrovo della scomparsa squadra maschile del basket popolare. Martedì in seconda serata un commovente coach Sergio Ianniello ha spezzato i muscoli cardiocircolatori dei soggetti maggiormente emotivi lanciando un disperato appello davanti alle cineprese del programma ‘Chi l’ha smarrito?’ condotto dalla monumentale Donatella Raffai. “Non siamo la famiglia Carrisi”, ha specificato il mister visibilmente scosso. Traumatizzato, sì, ma non certo da imitare alcune poetesse anglosassoni, poiché la società rossoblu, nel reame della pallacanestro femminile, ha provveduto ad ufficializzare in settimana l’acquisto del trittico ‘sorelle occhi di gatto’. Un passato avvolto nel furto. Tanto per dare il colpo di grazia a Marco Travaglio.

Mister Benny e Francesco Nembokid piazzano i lenti evitando demoniache tentazioni nottambule agli atleti aurelici. Gabeca Montichiara. Paesino arroccato sui bricchi della Val Chiavenna. 539 anime residenti tutte imparentate tra loro. Tipo figli di Priamo o famiglia Cobra della okuta memoria. Sarà la trasferta più impervia. Non tanto sul piano sportivo quanto su quello tragittuale. Il sistema del trasporto pubblico verte sullo stambecco allevato allo stato brado. Problema che la dirigenza aureliana dovrà risolvere prima di subito. Jenne Calcio la squadra del paese. Al loro primo campionato ufficiale nonostante siano stati fondati nel lontano 1969 dal frontman flautato dei Jethro Tull Ian Scott Anderson, rifugiatosi in quel paese per disintossicarsi dalla dipendenza varichina. Trascorsi trenta primi ove gli interpreti in campo perfezionano l’abitudine all’orario solare, il fantasista Giannetto esplica a modo suo il perché in una rockband il flauto traverso sia sostanzialmente uno strumento superfluo. Piazzato luce che mette a sedere il portiere avversario. Sir Anderson, presente in tribuna vip non gradisce… Anziché pungolare cinicamente chiudendo la partita, gli atletici abbassano il baricentro in questo sostenuti dalle loro personali sigle sindacali di appartenenza. Gli avversari pervengono al pareggio grazie al gol firmato Licaone (il settantaseiesimo dei figli priamati) abile nello sfruttare un fortunoso rimpallo. Nella seconda frazione di gioco un ubiquitoso Pasquale prova ad innestare la marcia storpiando apposta a squarciagola le grandi hit jethrotulliche. Sir Anderson, presente in tribuna vip, non gradisce… Sarà lo stesso Pasquale, a metà del guado, a sfiorare la marcatura imbastendo un’azione offensiva sulle note dell’intramontabile ballad Locomotive Breath. Sir Anderson, presente in tribuna vip, non gradisce… e questa volta castiga. Fuori uno dei tanti figli di Priamo, dentro l’ex aviatore del deposito Paperoni Mister Jet Macquack. Fresco esodatura. È lui l’autore del gol vittoria che spinge i gabechi nella zona bollente del mondo sindacale. Sconfitta francamente immeritata per i sanlorenzini, orfani in settimana della loro guida tecnica. Mister Lobanowski è stato infatti invitato dal pinocchietto fiorentino a rendersi utile durante i lavori presso la stazione Leopolda. Avrebbe dovuto reperire le sigarette… ha optato per i candelotti!

Campanellino

In polverie o poesie on ottobre 22, 2014 at 8:22 PM

Domani parto
dopodomani congedo
il dedalo è tratto
trattato il dado
attende al convoglio
il binario
supplico vossia
recarsi ad osservare
l’ingiuria cineraria
della canna fumaria
degna immagine
di una traversia aleatoria
un’ora d’aria
soltanto un’ora d’aria
sarà necessaria
digrignando piorrea
da Taormina
ad Imperia
riflessi omessi
resi scherno
da pervicaci catalessi
raccontami ti prego
una fiaba
dal finale scontato
paga bassa
affitto salato
concordato delirio
sillabario
trema il polso del chirurgo
maneggiando
i ferri del mestiere
non si tratta del bere
ma dipendenza dall’assessore
amore
succede
cosa ci vuoi fare?
Succede al sacerdote
in abito talare
succede alla suora
consultando il mattinale
succede al saputello
sempre pronto
a giudicare
vuoi che non succeda
a te
crocevia di crogiolame?
Spacciato il paziente
sulla lettiga d’ospedale
anestesicamente sedato
dall’ottuplice sentiero
ciarliero
il governo
comunicando le sue scelte
sbagliate
che si fottano
a ragionevoli gittate
vi sarà sempre
rifugio
nel mondo
delle fate

Cronache Atletico San Lorenziadi 35

In Cronache Atletico San Lorenziadi on ottobre 21, 2014 at 9:45 am

F.T. San Basilio 1960 vs Atletico San Lorenzo 3:3

L’Atletico San Lorenzo è una fede. La Libera Repubblica di San Lorenzo è la tua gente. I gatti? Precedono l’elemento divinatorio nello spartito creazionista. Noi li omaggiamo attraverso le immagini dell’inquietudinario poeta lusitano Fernando Pessoa.

Gatto che giochi per strada
come se fosse il tuo letto
invidio questa tua sorte
che nemmeno sorte si chiama.
Buon servo di leggi fatali
che governano pietre e persone,
possiedi istinti comuni
e senti solo ciò che senti.
Sei felice perché sei così,
tutto il nulla che sei è tuo.
Io mi vedo e non mi ho,
mi conosco e non son io.

È il crepuscolo. La civetta solca ramoscelli. L’upupa danza col gheppio. Il gufo allontana la ritualità voodoo. Gongola il nibbio sfamando la prole. Solamente una delegazione sanlorenzina composta da nove elementi si presenterà in quel di San Basilio al seguito della compagine calcistica aureliana per seguirne le gesta. Nessuno tra i presenti e gli assenti ha mai mosso pedata in quel barrio. Estremamente distante dal quartiere aurelico per essere contemplato nel novero della vasca meridiana con allegato di vetrina. L’appuntamento è a mezzanotte presso il parco degli Aquaantarici. Puntuali. Svizzeri. Novi. Nessuno dei prescelti dalla sorte della pagliuzza desidera perdersi una sillaba del munifico Sayrus. Il guru delle crew capitoline. Per l’occasione è stata stipulata una particolare tregua detta “pausa organolettica” in omaggio agli scomparsi giardini semiramidei. Sarà concesso alle numerose rappresentanze bandariche di indossare i colori tralasciando vessilli e fumoni. Si parte alla volta del Basiliano a bordo di un mezzo pubblico perennemente destabilizzato rispetto al meridiano Greenwich. Sulla linea metropolitana pittata blu marchese l’odore acredinoso la fa da padrone. E non è ancora successo nulla. Le fermate sono tante. Molte. Troppe. Sobrie e moderatamente prive di galateo. Serrati i chioschi. Chiusi. Barricate le abitazioni. Censurati i cittadini. Rimosse dai gradoni l’effige della neve bianca e dei sette nani. Arriviamo al capolinea in moderato ritardo. Sayrus, il guru extra-parlamentare basiliano ancora non ha proferito verbo. Sermoneggerà da lì a breve settato sul cippo elargendo formule di guerriglia urbana. Non resistenza partigiana. Guerriglia urbana. Pochi gli elmetti. Nessuna volante. Inesistenti gli agenti. La conquista della città sembra essere a portata di mano. Sayrus… un dissociato eccessivamente dipendente da serie televisive dedite a magliane bande. La partita si mette male prima di subito. La matrice rossoblu soffre. Subiamo due pappine in un lasso di tempo talmente breve da risultare impercettibile. Era prevedibile. Un guercio ci impone di mollare ogni speranza entrando. Canto primo bolgia sesta. Triste la pena del contrappasso. I basilici posseggono una stazza simile a quella della buonanima André the Giant. Abili arruolati verso lo Shaolin soccer. E tanti saluti al panda juventino e al suo kung fu. Il San Basilio, fondato nell’anno disgrazievole 1904, non perde una partita dal 1901. Ultime note del roncolatore bussetano Giuseppe Verdi. Colui che compose il loro inno. Sembra una storia già scritta… sconfitta, coda fra le gambe, musi lunghi e roulette russa. Poi avviene l’impensabile. Il trainer aureliano Lobanowski finisce le sigarette. I cazzi diventano elevatori al cubo. Monta l’ira del guerriero Acheo in lui nascosta. Niente scarpini ma armi benedette dalla dea Minerva. Che a dirla tutta detestava il belligero. Vicca pungola. Caci emula il pernambucanesimo. Mulè deflagra il muro del suono. San Lorenzo avanti. La torcida all’unisono mette mano ai rosari giaculatori. Infine la beffa. Memo Remigi, lo spinterogeno centrale basiliese pareggia il conto mostrando maleducatamente alla curva sanlorenzina l’apparecchio ortodontico. Qualcuno spara a salve. Sayrus defunge. La colpa della sua dipartita viene riversata addosso ai sanlorenzini. Comincia la caccia. L’accanimento terapeutico. Il linciaggio omaggio. Il molesto trattamento. Andrea detto il greco viene preso in ostaggio, cloroformizzato ed esposto a metalli pesanti. Dicesi Bettino di guerra. La prima crew che incontriamo sulla via impervia del ritorno sono i Turnball Bibi. Il loro territorio è Rebibbia. Dubbio l’orientamento politico. Nessuna preferenza a tavola. Ci lasciano passare dopo essersi fatti raccontare una barzelletta sconcia. A Santa Maria del Soccorso ci imbattiamo maldestramente nei Tiburtina Furies. Una copia tarocca degli originali Baseball Furies. Mucose orali sfatte. Muscoli glottidei ipotonici. Visi guercini. Mazza da baseball alla mano. Orientamento politico democratico. Renziana la corrente. Informiamo loro della nostra premura. Oscar Farinetti ci attende al Nazareno per sottoscrivere un importante patto basato sul nulla che disinvoglia con allegato di Baricco. Ci lasciano passare. A Pietralata ecco fare capolino i temutissimi Orfani Latresi. Una vita da diffida. Temiamo la scoppola. Tirapugni alle nocche comprendiamo che i nostri avversari si sono convertiti sulla via della rivolta a cinque stelle. Il restante sono attivisti. Riusciamo a raggiungere la piazza sannita contenti nel rivedere piatti caldi e visi amici, ma i basilischi, elegantemente damerini nelle loro tenute paramilitari, puntellano calienti per l’agguato finale. Il buio precede la siepe, quando dalla dimensione parallela, uno spirito superiore incarnatosi nel materiale genetico felino si immola per la causa aureliana ricacciando i basilici al di là del bastione. Possono partire i titoli di coda. La rotella panoramica come fondale. Il luna park in piano sequenza. La Libera Repubblica sanlorenzina in campo lungo. Gli Eagles come motivo di commiato… un gatto per redimersi. Sbigottite le anime carezzando i primi punti.

Cronache Atletico San Lorenziadi 34

In Cronache Atletico San Lorenziadi on ottobre 20, 2014 at 10:55 am

Atletico San Lorenzo – penultime dai campi

Atletico San Lorenzo femminile vs rappresentativa togata 2:6
Uno spiacevole qui pro quo giuridico macchia la prima uscita stagionale ufficiosa dell’Atletico San Lorenzo femminile. Una partita ostica, disputata in una trasferta insolita: la piscina del carcere di massima sicurezza presso il quartiere rebibbionico capitolino. Le atlete saranno costrette a disputare il match in acqua esibendo diversi stili nuotatizi senza braccioli. La trainer aureliana Roberta detta “Sibilla cumana” si adopera forsennatamente a curare la partita nei minimi dettagli. Balsamo di tigre canforato personalizzato per ognuna delle tesserate (la rosa ne conta almeno 122 ma le autorità parlano di possibili altri soggetti ancora da individuare) e drammaturgia su carta con i movimenti da mandare a memoria. Specialmente quelli senza palla. Nulla viene lasciato al caso. Ogni pedina aurelica sul terreno di gioco sembra sapere perfettamente cosa fare e come farlo. Nonché quando e per quanto tempo. I movimenti delle atlete rossoblu appaiono biomeccanici. Mejercholdiani. Ostinati. Ostensori. Ostativi. Ed è proprio questa sorta di motilità ripetitoria a provocare nelle avversarie (una rappresentativa di pubblici ministeri) numerose ulcerazioni peptidiche. Il baricentro sanlorenzino emula fisarmoniche zigane. Negli ultimi sedici metri, nonostante il campo non superi i dieci, le punte cercano sempre la porta. Non spesso. Sempre. Mosse in questo da quantità industriali di cinismo. La difesa pare essersi allenata sul pianeta Krypton talmente è efficace nel chiudere gli spazi. Merita una menzione particolare l’estremo difensore aurelino Lucilla Bastianich (nipote del cuoco televisivo) capace di sfoderare una prestazione che avrebbe fatto impallidire di vergogna la banda della Uno bianca. Il meccanismo funziona così bene che al termine del contenzioso la spunteranno le nostre avversarie. Non certo per meriti di gioco quanto per cause preventive cautelari custodite. Un nugolo giudiziale della procura salinitra, presente sugli spalti, scambia erroneamente la terzina rotativa Pamela Giaccardi per l’ex p.m. potentino Clementina Forleo. È il kaos. La Giaccardi, braccialetti ai parastinchi, viene fatta salire su una bicicletta in dotazione alla polizia di stato (dicesi effetto Cottarelli) e trascinata davanti al giudice Caselli (in quel preciso istante impegnato a tagliarsi le unghie dei piedi) per essere processata via direttissima con la pesante accusa di passacartismo voyeristico verso il milite ignoto Gioacchino Genchi. Sarà il tracollo. Monche nell’ingranaggio disposizionario le atlete saranno costrette ad abdicare ingollando l’amaro calice del passivo indigesto. La successione al trono verterà su Federico II di Svevia. Il prezzolato giudice subalpino condannerà la Giaccardi in primo grado a lire 10 mila di multa con allegato servizio civile al nosocomio Spallanzani nella sezione aviaria. La dirigenza aurelina proverà a far scagionare la sua tesserata scomodando in veste avvocatorosa addirittura l’ex ministro infrastrutturale Antonio Di Pietro, utilizzato ormai dal partito dell’Italia dei Voleri come spugnetta per francobolli. Dicesi novella discesa in campo… come sindaco meneghino.

Atletico San Lorenzo maschile vs United Torre Angela 1:2

In uno dei quartieri urbeini maggiormente martoriati dall’inquinamento elettromagnetico dovuto a quantità ingenti di ripetitori della telefonia cellulare mobile, l’Atletico San Lorenzo maschile è chiamato al riscatto dopo le portate acerbe rimediate nella prima uscita ufficiale a Montecatini Terme. Davanti ad un pubblico delle grandi occasioni (sedicimila abbonati più cinquemila paganti) e ad una curva in grande spolvero, va in scena l’intreccio tipico della commedia scarpettina. Trobadore Pietri Biase, il fortissimo fuoriclasse torreangelino, estrapola dal cilindro polmonare uno starnuto che incute nell’estremo difensore aureliano Marco Canizares il timore del contagio ebolesco. Angelici avanti. Mister Lobanowski, che segue il match agganciato al capitello della torre di Pisa, corre ai ripari ordinando una mossa azzardata. Fuori uno stanco Lucignani, dentro il sindaco parmense Federico Pizzarotti, dirottato al campo Artiglio dal suo movimento politico come premio consolatorio. Il dissidente si accende quanto un inceneritore del materiale da scarto, seminando anidride carbonica tra le file angiolesche. Millanta risultati raggiunti ciurlando manigli e mietendo consensi. Prima di subito si procura il rigore del pareggio che lui stesso trasforma. Bob detto telespalla raggiunge anzitempo gli studi Fox penalizzando gli aureliani unicamente sulla carta. San Lorenzo continua a produrre gioco quanto una media impresa fuoriuscita dall’Unione europea. Poi… il buio oltre la siepe. Il Campidoglio comunica la revoca del Circo Massimo al Movimento Cinque Punte. Massimo al circo. Oppure, il prosieguo della kermesse grillina sul terreno Artiglio ad un affitto ridotto. Di Maio porterà l’abito. L’abito lo farà il monaco. Il monaco sarà Casaleggio. I baci perugina? Li porta Di Battista. Il restante… è silenzio.

Cronache Atletico San Lorenziadi 33

In Cronache Atletico San Lorenziadi on ottobre 8, 2014 at 2:11 PM

Villa Alba vs Atletico San Lorenzo 5:2

La mnemotecnica è il segreto nascosto sotto lo zerbino del processo narratorio. Siamo nell’intervallo dell’amichevole smeraldina tra l’Atletico San Lorenzo e l’AS Roma. Il risultato è talmente fermo da sembrare defunto. Distesi in apparenza gli animi dei solcatori sul terreno di gioco. Gradevoli le romanze sugli spalti. Mister Galeone, novello condottiero popolare, consuma l’ennesima sigaretta accarezzando un tamagochi a immagine e somiglianza del suo ex datore di lavoro Luciano Gaucci. Il direttore di gara manda le compagini a sorseggiare una bevanda calda. Negli spogliatoi gli atleti rossoblu gesticolano barocchi raccontandosi barzellette distanti dallo stile bramierino. Le acque del Mar Rosso sembrano tranquille quando ad un certo punto avviene l’inaspettato. Una manciata di giocatori scaraventa violentemente a terra il termos del tè caldo lamentandosi dell’eccessivo uso dolcificatorio. Il gruppo viene tacciato dal resto della squadra di diabeticismo complottista. Ne nasce un lieve battibecco. Si apre un conflitto a fuoco. Rimangono a terra il neo acquisto rossoblu Tiziano detto machete (unghia incarnita ne avrà per due settimane) e l’otorinolaringoiatra giallorosso Mimmo Coates detto stroboscopio, famoso per aver curato con insuccesso la rinite allergica che condusse Rudi Völler all’incanutimento. Venticinque i dispersi. Settanta i feriti. Sedici di loro ricoverati al nosocomio casilino in codice viola. Quello della estrema unzione. Viene colpito di striscio anche un supporter del Sankt Pauli da poco riavutosi dalla sbronza del famigerato quadrangolare. Mister Galeone, spaventato dall’alterco, fugge via dirottando un mezzo pubblico della linea 71. Dicesi coazione a ripetere. Essere senza conduzione tecnica due volte nel giro del paio d’ore. Polverizzato il record appartenente agli scozzesi del Motherwell (campionato 1953/54 due allenatori esonerati in sette giorni senza polizza assicurativa). La dirigenza aureliana, per nulla spiazzata, quasi come se fosse a conoscenza di questa tipologia dinamica, vola al porto di Odessa per assicurarsi i servigi di una leggenda del calcio: il reverendissimo colonnello Valery Lobanowski. Protagonista della rivoluzione d’ottobre in terra sovietica, ex portantino trotzkista, addestratore dei segugi dello zar Nicola II di Russia, amico intimo della fu terza carica dello stato italico Nilde Iotti, stratega della pluridecorata Dinamo Kiev, ma soprattutto consulente d’immagine del primo segretario nazionale della rifondazione comunitaria Fausto Bertinotti. Durante la riunione del primo acchito presso casa della tolleranza, Mister Lobanowski illustra la sua idea di calcio ad un uditorio attonito senza emettere verbo. Ingresso immediato in società di uno sponsor dalla fedina amministrativa dubbia (Gasprom). Rottamazione in tronco dell’attuale rosa di giocatori. Una sessione invernale mercatizia caratterizzata dall’acquisto di una ventina di mercenari al soldo del califfato disposti a tutto pur di distruggere l’occidente. All’udire la parola sponsor, il dirigente Alessio detto San Lollo, si accascia a terra vinto da malore. Riprenderà i sensi sette ore dopo grazie ad un ininterrotta somministrazione di caffè nero bollente in endovena. La partita in granuli farmaceutici: impatto frontale con la categoria superiore. Un manorovescio alla Rocky Marciano. Nemmeno il tempo di fuoriuscire dall’abitacolo vetturale che il centravanti Villalbino, Achille Littorio, segna quattro reti di cui almeno quattro in evidente fuorigioco. Sarà necessaria un’interrogazione parlamentare. Lo stesso Littorio solleticherà le ire sanlorenzine esibendo una particolare tipologia di saluto a braccio teso con scappellamento a dritta. La tartanarmy rossoblu, risponderà sollevando vessilli contro ingiustificate custodie cautelari. I giocatori muro-aureliani paiono zombie e non lo nascondono. Il loro fine settimana si è rivelato denso. Il difensore Andrea Maceroni, per esempio, da buon musicista, è stato costretto durante la serata di presentazione della squadra, a sostituire il cantautore Emilia Stella bloccato in località Anzio da un violento nubifragio. Nonostante la presenza in piazza dell’Immacolata del deputato casaleggino Alessandro Di Battista (a caccia di cuori solitari) non è stato possibile effettuare un collegamento in streaming con l’artista capitolino. Il Maceroni ha dovuto perciò imparare in dieci minuti un repertorio di trecento pezzi. Tour de force. Così come quello del terzino spinterogeno Iaco, rientrato solo venerdì sera da una massacrante turnè patagonica al seguito di Miguel Bosé. Per non parlare di Bob detto telespalla ancora col pensiero ai turni doppiaggeschi negli studi Fox presso Rogoredo meneghino. Pesa quanto mattone su stomaco l’assenza del pendolino Gesualdo chiamato da Trenitalia a sostituire un convoglio sulla tratta Bologna-Ancona. Il sorriso sulle bocche quartieriche lo regala bomberone Vicca capace di andare a segno in doppia mandata, decurtando così le candeline su torta. Gol che gli costeranno una cena da offrire all’intero quartiere presso il famigerato ristorante “Al Bolognese” di Via Veneto. In pratica un pignoramento della casa. Il secondo campionato categorico si presenta ostico. Mister Lobanowski, che ha visionato la partita dalla vetta del Monte Bianco, dovrà lavorare molto sulla condizione omeostatica dei giocatori. Dieci undicesimi degli atleti albatici erano componenti dell’orchestra sinfonica romana da poco sollevata negli incarichi dal sindaco ligure. Ci sono parsi decisamente incazzati. È il caso di dire che ce le hanno suonate…
(Nonostante il triste esordio, giunge lieta alla tifoseria sanlorenzina la convocazione in nazionale da parte di Mister Antonio Conte del tesserato rossoblu Giannetto.)

Una sorpresa su cinque

In polverie o poesie on ottobre 7, 2014 at 10:02 PM

Apparati statali
garantiscono
a dipartimenti
armati
dominio assoluto
su putredine
cittadina
sbuffa il soldatino
al casello cinerario
origliando nauseato
l’ennesimo bollettino
maciullatorio
autovettivo

tuguri ospitano
individui
provenienti da
mondi lontani
etichettati come
spilorci
dal tafanario
locale
voragini agli stomaci
saranno colmate
masticando
quantità
sindacalmente minime
di blatte osteoporotiche

l’avvenire
si prospetta decadente
divorato
dal formicaio rosso
con colletto bianco
gracile il fisico
premio Nobel
per l’infimo
il superfluo
in sintesi
volto promozionale
su scheda elettorale

disinnesca l’antifurto
a protezione
di un sinedrio
ove riparano
emotività
spaventate e scosse
si è infranta
una corazza
fabbricata
col cristallo
libro aperto
ogni memento
rivelando un contenuto
insicuro e timoroso

sento freddo

il caso
affianca
l’elemento divinatorio
nello spartito creazionista
è apparso
un predatore
nella catena alimentare
del libero sognare
immaginazione
nutrirà fantasia
immaginifico
disseterà fantastico
elettrificando
quotidiana vicissitudine
e il corollame
sembrerà piacevole
incontrandoti
anche se solo
grazie… al caso…

Capitolinia

In polverie o poesie on ottobre 6, 2014 at 1:26 PM

Roma
è San Lorenzo
San Lorenzo
è a Roma
tutte le arterie
portano a Roma
San Lorenzo
sta a Roma
sillogismo necessario
tutte le strade
portano a San Lorenzo
Roma è San Lorenzo
il restante
va fuori a pranzo
da visitare
in ogni verso
per dritto per traverso
di sbieco di sghimbescio
anche in tondo
seduti sdraiati in piedi
a piedi
correndo camminando rotolando
da sani da strani
da salubri da villani
contrade ospitanti
per nani e giganti
ballerini trapezisti
domatori equilibristi
pagliacci e piazzisti
i suoi quartieri
oggi come ieri
pregni di dolori
intrisi di piaceri
i palazzi sono bassi
trafficate le consolari
corrotte e impopolari
le amministrazioni comunali
impervi i manti stradali
molti gli idiomi
spesso diversi
varghi gli accenti
corretta la dizione
prolissa la parlata
la fagocitazione
è atteggiamento di facciata
nasconde riservatezza
accortezza
paraventata tristezza
molte le magagne
per molteplici interessi
invalidanti compromessi
possiedono abbonamenti secolari
alla metropolitana
della rete suburbana
la burocrazia
con giunta e polizia
secerne impedimenti
ferisce disobbedienti
mortifica occupanti
e la città sparisce
trasformandosi in idea
Roma…
un modo di dire
provala ad abitare
rinunciala a capire…

Oftalmico bionico

In polverie o poesie on ottobre 5, 2014 at 1:13 PM

Preferisco
il sapore dell’arsenico
piuttosto che divenire
schiavo
ma cosa dico schiavo
servo
del rimuginìo
fottutissimo rimuginìo
animale selvatico
divorato da rabbia
scabbia cisposa
piaga malsana
solerzia soprana
del linfatico sistema
viatico verso la perdizione
despota del corpo
sobillatore dell’anima
profanatore della mente
ferraglia accatastata
causale
lavori sul corso
genocida alle rive del carso
rimuginìo
destriero saccente
compagno di velenose merende
consumate al chiuso
di una sconsacrata cattedrale
costellata di sterco
albergo scaccio
adibito al passaggio
del burocrate marcio
sguazzante nel lercio
fottutissimo riumuginìo
non c’è presenza
di leggerezza
nella tua stagnante cripta
stantia
pussa via
fammi respirare
niente coprifuoco
o timore di uscire
non costringermi
a contattare
quella particolare polizia
reperibile in corsia
molla la presa
lasciami andare
o se vuoi rimanere
rimani
sarò il tuo rituale masturbatorio
ma non prima
delle nove spaccate.

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