Atletico San Lorenzo femminile vs Borussia Millesimo 10:0
“Siamo la società calcistica che in assoluto ha maggiormente investito pecunia durante la sessione invernale del mercato pallonaro, e posso garantire ai nostri fedeli abbonati che non finisce qui, come avrebbe discettato Corrado alla Corrida di Corrado, la kasbah terminerà definitivamente tra poche settimane e abbiamo ancora qualche asso nella manica da gittare in imbando.” Queste le toccanti parole pronunziate dal dirigente aureliano Andrea detto il Greco, ospite martedì sera all’interno del talk show ‘L’albero azzurro’ condotto dal fantoccio besugo Dodo, idolo dei fantolini oltre che miracolato per essere uscito indenne da uno spaventoso incidente automobilistico che lo vide lasciare sull’asfalto buona parte del cotone pezzuolato che compone le sue fatisce membra. Il supporter sanlorenzino non può certo biasimare l’afflato rilasciato dal colletto dirigenziale. Dopo aver ingaggiato la duplice sberleffa composta dalla coppia Vianello/Mondaini, i capoccia rossoblu si sono visti costretti a rescindere consensualmente il contratto con la cantante ragusana Suor Cristina Scuccia, nuovamente titillata dai misteri della fede e assunta come dama di compagnia dalla ex senatrice democratica Paola Binetti. La voragine d’attacco creata dalla vocalist sicula è stata prontamente colmata dalla verticalità aurelica ingaggiando niente poco di meno che la regina del pop italiano anni ’80: Cristina D’Avena. Genialità gutturale capace di lasciarsi alle spalle nelle classifiche discografiche elementi come i fratelli Righeira, Spandau Ballet, The Smith, Blondie, Sabrina Salerno, per non parlare del Michael Jackson ancora vitiliginoso. Contro la formazione Millesima, mascherata da Borussi del Dortmund, trainer Proietti (parente del famigerato caratterista) preferisce non rischiarla dal primo minuto facendola partire dalla panchina. Il match si apre con un notevole ritardo causato dalla inettitudine del direttore di gara Geppo Pastelloni, convinto di dover arbitrare nel paese di Millesimo situato nella Liguria del Ponente. Contattato sulla telefonia cellulare mobile, afferma di trovarsi nelle vicinanze borgioverezze. Adiacenza Genova. È stato necessario attenderlo oltre quattordici ore sotto una pioggia degna delle sette piaghe bibliche. Il torrenziale acquitrino si è chetato unicamente con l’arrivo sugli spalti del fluidificatore Nicola Gesualdo, presente in veste sostenitrice, capace di far smandibolare i paganti dividendo le acque e transitandoci sulla superficie. Tra le file atletiche desta scalpore il rientro in campo della calciatrice Cecilia detta Strambini, accusata dalla magistratura veronese di aver massacrato il Conte Paride a colpi di palla chiodata durante una festa a Villa Capuleti organizzata dall’onorevole socialista Gianni De Michelis in onore della rivolta forcona. A testimoniare in aula contro l’atleta popolare sono transitati grossi cognomi della Dolcevita cispadana, da Giacomo Casanova a Carlo Goldoni transitando per il Gozzi. Coach Roberta è costretta a fare a meno della regista centrale Belen (visita al gabbio a sostegno dell’ex compagno Fabrizio Corona) e del capitano Pamela Giaccari detta Forleo (impegnata in un comizio a sostegno del candidato quirinalizio Sergio Mattarella). Nel frattempo l’arbitro giunge in loco e il faraone indietreggia con le sue truppe verso il territorio egizio. La gara si rivela essere sin da subito terribilmente tattica. In confronto il risiko non possiede regole. Gravidante sulla soglia dell’incertezza sino all’ultimo secondo disponibile. Ed è proprio nell’ultimo giro d’orologio che la sempiterna Cristina D’Avena cavalca la scena sostituendo la volenterosa Francesca (problemi al muscolo sternocleidomastoideo). L’ingresso sul terreno in erba della D’Avena viene salutato dai presenti con un applauso eterno. I ricordi si sprecano… interi pomeriggi trascorsi davanti allo schermo catodico sorbendosi gli spot promozionali di un giovane (e magro) Paolo Bonolis, distante anni luce dalle tentazioni del setto nasale, della scomparsa Emanuela Blanchard e del simpaticissimo (quanto una cartella esattorale infilata nel bulbo oculare) pupazzo UAN (One alla britannica) Bracchetto rosa pittato caratterizzato da una forte propensione alla bugiarderia patologica. Il babacio, condannato a cinque anni in via definitiva per traffico e prostituzione dei pupazzi di pezza nel mondo dello show business, si è tolto la vita nel 1995 scagliandosi a bordo della sua torpedo blu contro una mandria bisonta nei pascoli della Cranberra, lasciando orfano del buonumore un nugolo spropositato di bimbolame borghese. Il suo sostituto, il pupazzo Bazzi Mondello, una sottospecie di Coccolino perlato rasentabile detersivo, non è certo stato all’altezza del talento del suo predecessore. Una meteora estinta nei meandri della malattia a trasmissione sessuale (la nota sifilide del pupazzo di pezza). Ma torniamo alla partita. Cristina D’Avena pretende ed ottiene la sfera in cuoio. Concupisce le avversarie appellandole con i nomi delle gigantesche eroine femminili che fecero la storia dell’animazione anni ’80 sul canale commerciale. La libertina Giorgie, la indecisa Candy, Miki dai piccoli problemi cardiaci, l’instabile Pari Pampù, la consapevole Lady Oscar, la burlona Mila Azuki, sua cugina la Aiuara e via discorrendo. Elencando. Le avversarie, vinte da cotanta audacia si arrendono all’inesorabile amarcord lasciando praterie sterminate all’attaccante rossoblu. Per una signora capace di dare voce alla sigla della premiata ditta Holly e Benji, è uno scherzo catapultare infernalmente la palla in rete per una decina di volte regalando così all’Atletico San Lorenzo l’ennesima vittoria della stagione. La torcida muro aureliana, commossa intona il ritornello dei moschettieri del re. Nasce spontaneamente tra le atlete un treno Galaxy Express 999. La concorrenza. Il desiderio del ritorno ad uno stadio preadolescenziale è notevole. Le lacrime fiottano armonizzando i contorni dei nostri visi. Il decennio del reflusso gastroesofageo… quando tutto era più semplice, tutto era più chiaro, più a fuoco… bastava unire i puntini e ne veniva fuori la soluzione finale: la tangente (intesa come funzione trigonometrica ovviamente).