Giovan Bartolo Botta

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San Lorenzo: Ministri ombra alla prova del nove

In attualità, San Lorenzo da delegalizzare on febbraio 28, 2015 at 12:36 PM

Caffè nero bollente da versarsi all’istante nel recipiente immaginandosi un quartiere baciato in fronte. Mattutinale della quinta feira. Ore 6.30. Il sole sorge ad ovest. Il gallo non ha cantato che due volte. Le serrande sollevate sono quelle del Nuovo Cinema Palazzo gradevolmente okkupato. Una delegazione del neonato governo umbratile della Libera Repubblica di San Lorenzo affronta alle prime luci dell’alba un delicatissimo consiglio ministeriale teso a stilare progettualità urbana proponibile all’istituzione invadente. Il complesso dicasterale appare puntuale nonché completo. Tabacco trinciato viene rollato a gitto fordista rasentando il fastidio algico tipico del gomito da tennista. Ma non solo. Bevande energetiche eccessivamente zuccherate provano ad addolcire palati ministeriali concentrati su documentabilità protocollare. La sigaretta industriale si accende e si spegne imitando motilità boema zemaniana. C’è chi rumina tabacco pastigliato emulando il pescatore di parabole. Chi fiuta mentolato e chi semplicemente manifesta ancora sul viso i postumi del solco Morfeo. Antonello il Kingsley, in qualità presidenziale, solleva il gonfalone della libera quartierata. Movimento del ventre origliando l’inno swing. È il segnale che i lavori possono cominciare. Marco detto Ki, voce del rapporto con lo sport popolare, vola verso la Mandela vicovara assistendo gli atleti nell’atteso tenzone. Step By Step, responsabile delle infrastrutture, lancia sul tavolo la provocazione. Convocheremo presto il rampantista iberico Jesus Gil Y Gil. Ex foraggiatore della compagine calcistica atletica nella metropoli madrilena. Condannato in patria alla reclusione perenne, ma anche, veltronianamente discettando, ottimo studente di architettura, laureatosi con il massimo dei voti (comprati), nel lontano 1980 presso la facoltà architettonica Marbella, esponendo una tesi sulle costruzioni bolivare in canna di bambù. Ci può stare. Anzi. Ci deve stare. Non fosse che il peones è transitato a miglior vita dall’epoca del Franco dittatore. L’antico rione San Lorenzo pullula di sensitivi. Ma i dicasteri appaiono tutti rigorosamente privi di portafoglio. Inutile raschiare il fondo del barile verso l’incertezza. Meglio rimanere con gli arti periferici inferiori ancorati al suolo. La Ministra della Genetesi, Rosella De Salvia, conduce il ragionamento su tematiche apocalittiche! Il governo Renzi vede nel quartiere aureliano una sorta di Gomorra biblica da bombardare attraverso dazi doganali assurdi. Si impone la costruzione di un’arca in legno ciliegio dentro la quale custodire materiale genetico sanlorenzino umano ed animale. Le acque teverine si solleveranno coperturando le strade. Navigheremo quaranta giorni e quaranta notti. Dopodiché una colomba fuoriuscirà dal oblò in perlustrazione facendo ritorno con nel becco un calice duplo-maltato. L’estinzione è stata eclissata. Al dicastero della controcultura si solleva un’obiezione. Stefano detto Zafari, afferma che per tenere distanti le fasce tricolori capitoline, basterà rinforzare le antiche mura aureliane con manuali cartacei rilegati in copertina dura. Novella muraglia. Le forze dell’ordine sommossamente tenute, visualizzando la pagina scritta, smarrirebbero il senno nel meandro dell’epistassi. Rincara la dose il dicastero dell’istruzione. Gigliola detta Lulù pretende l’ufficialità del gymnasio, idioma tipico sanlorenzino caratterizzato dall’unione dei dialetti appartenenti alle molteplici anime dimoranti il quartiere. Urebino, silocosentino, catanzarsilano, pedemontano, toscobasilisco, teutonico, anglogaelico, mokarabico, mineiro, basculo ecc. Il novello linguaggio sarà utile a criptare l’operato politico verso i paludati rappresentanti dell’istituzione ufficiale. Intanto il termos del caffè piagnucola nell’essenza. Il guardasigilli Andrea detto Maceroni crea scompenso cardiocircolatorio annunciando ai presenti un suo personale incontro con i maggiori rappresentanti della legalità nel corso della storia da Tonino il montenerobisaccino a Mickey Mouse transitando per Serpico senza tralasciare l’infaticabile commissario Zenigada. Adesso le cicche vengono sunte senza filtrazione. Il grumo tabagifero rimane incastonato tra i denti. La Ministra degli Interni Sarah detta Gainsforth esercita sin da subito la delega smilitarizzatoria obbligando il pizzardone locale a compilare multe sul notes della riffa. Sempre Sarah suggerisce uno studio severo sulle arene corride. Sport dichiarato illegale dalla regicida Spagna. Il governo iberico desiderava riconvertire le deserte arene in giganteschi centri commerciali caratterizzati da commercio di prelibata carne bovina. I toreri si sono opposti. Anche i tori si sono opposti. Anche Hemingway si è opposto. Le arene sono rimaste in piedi. Alcune trasformate in prestigiosi teatri prosici all’aperto. Nel caso della dogana sanlorenzina si impone l’adozione della medesima tattica. Come echeggia in alta Val Susa: Sarà düra. Viola detta Le Corbusier, dagli alti scranni della ribelle attitudine, delibera l’utilizzo della tanto attesa lira sanlorenzina, utilizzabile all’interno del quadrante daziario. Valore al cambio con le principali monete nazionali planetarie: cento euro uguale una lira. Cento dollari uguale una lira. Cento yen uguale una lira. Cento rubli uguale una lira. Cento sterline uguale una lira. Ma quanto galoppa l’inflazione? La vice Prima Ministra Rossella Marchini riporta l’attenzione sull’ordine del giorno. Attraverso quali mezzi economici verrà finanziata la delicata trasferta in terra ellenica della Ministra degli Esteri, Emma detta Catherine? Attesa in quel di San Lorengymaz, popolare quartiere ribelle della città salonicca caratterizzato da libertà, partecipazione e antifascismo. Anche lì è sorta in tempi recenti una Libera Repubblica atta ad arginare i peti dell’Alba Dorata. L’importante vertice bilaterale sarà utile per vicendevolarsi tattiche partigianamente resistenti. Emma Catherine ha convocato in settimana una conferenza stampa presso la sala congressi della Scuola Saffi, dove si è detta disponibile a pagare la trasferta di tasca propria utilizzando l’improbabile lira sanlorenzina per poi rendicontare le spese sul portale della Libera. Aggiungendo in chiosa che la trasparenza non è un’esclusiva della Marina di Bibbona. Dalle parti associate casalegge, le dichiarazioni della ministra hanno fatto pervenire alopecia sulle suscettibili cuti grilline. Il caffè è terminato. Il Consiglio dei Ministri ombra si congeda attraverso un’essenziale considerazione sull’apparato politico conservatore italico caratterizzato da braccia tese e ronde padane: il cesso? È sempre in fondo a destra.
Lunga vita e prosperità alla Libera Repubblica di San Lorenzo dall’intramontabile vulcaniano Mister Spock.

Cronache Atletico San Lorenziadi 52

In Cronache Atletico San Lorenziadi on febbraio 27, 2015 at 9:30 am

Atletico San Lorenzo: vernissage at San Mamés

A furia di squarciagolare dagli spalti il motivetto moderatamente country ‘Grecia vattene, Grecia vattene, esci dall’Europa, vattene in default’, il vertice dirigenziale Andrea detto Il Grecia se n’è andato sul serio. In trasferta a Subalpia per apparenti motivi ordinatamente baschi (tentato ingaggio nelle file atletiche della ex stella calcistica Bilbaa anni ’90 Julen Guerrero, 55 anni portati maldestramente), il capoccia luposilano si è incontrato segretamente negli spazi cineportuali della Docks Dora con il concessionario pubblicitario Mandronio Urbano Cairo, riuscendo a strappare un contratto in esclusiva per La7 in qualità fattorina. Sostituirà le vecchie conduzioni all’interno del palinsesto telecatodico. Dal lunedì alla domenica transitando per il restante dei giorni. Tutte le mattine, precedendo eventuali canti gallinacei biblicamente scritti, l’ex faraglione aurelico farà il punto della situazione nel panorama politico italico menando fendenti verbali dagli studi del format Coffee Break. Particolarmente faticoso sarà l’impegno di natura autorale che lo vedrà sostituire lo scribacchino Paolo Pagliaro nel fortunato punto ottomezzino affiancato dalla puntuale giornalista altoatesina Lilli Gruber. A sua firma saranno anche gli editoriali anti-Unione-Europea partoriti in sostituzione dei pipponi logorroici pensati dall’economo Paolo Barnard all’interno della temutissima gabbia paragonica. Una dritta all’incipit Formigliesco chiosando comicamente al posto del licenziato Sortino. Una rovescia alla linea gialla salvo sottilina disquisendo su temi essenziali alla continuazione della specie homo sapiens quali felidi smarriti su tegoli. Una puntatina nella striscia quotidiana del notiziario serale sollevando dagli incarichi il bitorzoluto Chicco Mentana. Il cronoprogramma è completato. Il vero tasto stilistico, l’ex dirigente cosentino naturalizzato sanlorenzino, lo sguinzaglierà il giovedì sera esponendo articoli settato sul seggiolone in pellizza da volpedo che fu del ficcanaso pedemontano Marco Travaglio. Responsabilità non da poco per un Andrea Grecia in apparente digiuno di cronaca giudiziaria. Patron Cairo non sembra preoccupato. Lo si intuisce dalle dichiarazioni rilasciate in settimana al quotidiano cartaceo aurelindo ‘La Bottega dello shottino’ guida pratica alle migliori chiupiterie del quartiere elargenti bevanda a prezzo irrisorio. Ce n’è una sita nella via Retarda dove il cliente viene addirittura pagato dall’esercente pur di consumare! Dicesi, parafrasando Bogart, legge del mercato, bruttezza! Ma ecco i blaterizi cairoti: Necessitavamo in azienda di un volto giovane provvisto di capacità contabile. Dando un pedatone sul coccige ai vari Travaglio, Mentana, Pagliaro, Sardoni ecc., il nostro gruppo ottiene un risparmio al netto tale da ridestare Lazzaro dalla tomba. Senza contare che in caso di controllo della tributaria sarà il Grecia a doverne rispondere firmando la qualsivoglia scartoffia. Ma il ragazzo può riposare tranquillo nel solco Morfeo, in quanto possediamo la giusta copertura legale finalizzata all’eclisso della scontata condanna, Lionel Hutz, avvocato incompetente della famiglia Simpson! La società calcistica popolare Atletico San Lorenzo porge all’ex dirigente i migliori auguri per una sfavillante carriera nel mondo dello show business. Ma…

Orfani inaspettatamente della seconda verticalità dirigenziale dopo la dipartita del Panuccio salito al Colle quirinalizio, i calciatori atletici affrontano il delicatissimo match contro i cisalpini della Riva Gardense, evidenziando sui visi un preoccupante episodio depressivo maggiore venato da ipomaniacalità ansiogena. Una diagnosi sconcertante, che ha indotto i camici bianchi del Grande Cocomero alla prescrizione ad alto dosaggio di principio attivo bemperidolato. Gli avversari rivagardenici appaiano impeccabili sul piano muscolare, grazie anche ad un particolare allenamento svolto sui baracconi dell’eterno parco giochi per nuclei famigli debosci rispondente al nome ‘Gardaland’. Senza contare che la loro intera rosa calcherà il terreno in erba a sostegno della marcia patacca sul Foro Imperiale voluta dal legaiolo del nuovo millennio Matteo Selvaggini. Impossibile stare a guardare. Necessitava una risposta in dolce stil nuovo sanlorenzino. Ed è arrivata.

Il neonato governo ombra della Libera Repubblica di San Lorenzo sbarca in pompa magna sulle gradinate del campo Artiglio a sostegno della compagine calcistica popolare di quartiere. Sventolano libecciamente coccarde rossoblu affiancate da gonfaloni libero-repubblici. Sul manto in erba una bandiera padana viene ricoperta da matassa piccionale. L’intero corpo dicasterale si è mosso a bordo di ecocompatibili rollerblade acquistati di tasca propria. Tocca al ministro dei rapporti con lo sport popolare Marco detto Ki dicitare un afflato incoraggiante agli atleti aureliani. Lo farà a modo suo utilizzando queste parole: Venere nasce dalla rada cima di un flutto e vive nel palmo dello scacco, baldacchino tenero e dorato, cardo amaro per sempre immortalato nella gola avversaria. Mai con Salvini, nessuno ti vuole, calciate e scatenate la Fifa dell’Alberto da Giussano! Vecchia scuola. Eterna garanzia. I rivagardenici, mascherati da druidi e con la polenta alla bocca, praticano calcio stipati sulla schiena del mitologico Argo, il cane pacioccone protagonista della Storia Infinita. Matteo Selvaggini osserva la partita divertito a bordo dell’Overcraft in compagnia del Politbüro leghista composto dai leader Poppeye, Goofey e Don Ciachi, vizioso castoro ossessionato dalle armature celtiche. Con la forza del santo guto i rivelini vanno a segno due volte mortificando un Marco Canizares ormai con il pensiero costantemente rivolto alla carriera canora. Sarà il vocalist Pop che affiancherà i tre supponenti tenorini del Volo, trionfatori nell’ultimo San Remo condotto dal lampadato Carlo Conti. Sugli spalti i ministri umbratili osservano attoniti quello che sembra una vera e propria resa sul fiume Don. Il cerchio magico leghista solleva calici vernacci roteando caruccole e tagliole. Comincia la danza del peto. Rutti e singhiozzi travalicano dai gutturami degli atleti gardenici che come troll cominciano a festeggiare anzitempo incamerando selvaggina viva negli stomaci. Gigantesco errore! Nella seconda frazione di gioco riecheggiano le note emiliostellate, accompagnate dall’inno della Libera di quartiere. Come undici capitan Valentini, i rossoblu sollevano le maniche alla casacca abbassando i calzettoni. Lucignani tramite panzavolta e Caci con allegato chiropratico cileno cucito sulla vertebra pareggiano i conti ricacciando la tornata leghista presso la bassa bergamsca. Al termine del contenzioso gli stessi ministri smarriscono il proverbiale aplomb protocollare scivolando nel carnascialesco. Un punto prezioso quanto un oasi nel deserto. Il futuro presidente dell’Atletico San Lorenzo, chiunque sarà, dovrà giocoforza garantire un acquisto da urlo in chiave salvificatoria. Una salvezza che appare alla portata. Basterà consultare gli astri… e sostenere i ministri…

San Lorenzo: nasce il governo ombra

In attualità, San Lorenzo da delegalizzare on febbraio 21, 2015 at 5:17 PM

Un trittico estero liberal-repubblicano sbarca all’interno del quartiere San Lorenzo trascinandosi dietro in dote un particolare laminato plastico a sestuplice dimensione raffigurante le effigia dello storico rione capitolino. Trattasi della Libera Repubblica di Neuchatel. Canton Ticino elvetico. La Libera Repubblica di San Cristobal. Sierra Madre occidentale messicana. E dulcis in de profundis, la Libera Repubblica di Xian Lorenxiang. Muraglia mandarina. Tutte e tre le compagini repubblicane sono accomunate da intenti libertari, partecipativi nonché antifascisti, caratteristiche appartenenti in primo ed ultimo acchito anche alla Libera Repubblica muro-aureliana venuta alla luce in piena epoca amministrativa cinabra. Ognuna delle realtà politico-sociali ospiti raffigura inciso sul gonfalone il motivo della propria nascita. Il nugolo elvetico si è formato in risposta alla asfissiante dittatura commerciale imposta dalla multinazionale Milka all’impotente cittadinanza. “Interi pasti a base di cioccolato al latte e varianti, non ne potevamo più, i valori colesterolo-diabetici stavano ormai rasentando altitudini alpine, era necessario ribellarsi.” Queste le dichiarazioni rilasciate in giornata da un elvetico all’emittente Radiosonar.net. Il gruppo messicano ha preso vita in risposta all’eccessivo consumo di suolo della capitale Città del Messico, arrivata ormai ad occupare il 95 percento dell’intero territorio nazionale. Il restante 5 percento sono parcheggi per autovetture a carbonfossile. Diversa è la situazione dei pechinesi. Ormai totalmente invasi negli alveoli polmonari dal temibile smog cantonese, hanno optato per il trasferimento presso la ridente campagna del Sichuan improvvisando un campeggio alle pendici della famigerata muraglia. Le loro giornate trascorrono pachidermiche tra racconti e gozzovigli. Una decameronica boccacesca in salsa ridolina. Venire a conoscenza di queste esperienze in materia autarchica si è rivelato, per la Libera aurelica, una vera e propria manna dal cielo. È toccato alla libera cittadina Sarah Gainsforth fare gli onori casalinghi interagendo verso le delegazioni in idioma anglosassone. Purtroppo però, nessuno dei 118.824 membri arrivati sul territorio a bordo del tram numero 19, parlava mezza sillaba della lingua di sua maestà. La paura ha fatto novanta! Gli elvetici blateravano un particolare fonema alpino con venature loacker. I cinesi si esprimevano attraverso uno strettissimo linguaggio manciuriano in voga durante la dinastia Mai Lan Fang. I messicani trattavano l’iberico come un dialetto, mentre un complicatissimo fagocitarorio teoclitano fungeva loro da lingua ufficiale. È stato necessario comunicare ricorrendo alla planetaria tecnica della pacca sulla scapola coadiuvata da secolare arte performativa grammelotica. Unendo le conoscenze linguistiche dell’intero complesso sanlorenzino (anglofono-teutonico-capitolino-silanocosentino-catanzarsilano-tavoliericopugliato-mokarabico-pedemontano-tigullo-mineiro-ecc.) si è riusciti a mettere in scena, esponendola agli ospiti, l’intera storia del quartiere San Lorenzo dalla sua fondazione tardo-umbertina ai giorni nostri. Una performance faticosa che ha avuto il suo vertice della drammaticità nella scena madre: quella dove l’abitante originario del rione abbandona la sua dimora affittandola al fuorisede a prezzo elettrolisiaco. Al termine della rappresentazione gli amici stranieri si sono congedati convinti di essere stati in compagnia della comedie francaise di molieriana memoria. Scrosciami applaudenti, elevata sottoscrizione elargita come biglietto d’ingresso in barba al borderò e last but not least il glorioso laminato plastico lasciato in dono alla comunità sanlorenzina. Un premio Ubu sarebbe risultato financo inopportuno. Comunità quest’ultima ancora avvolta da sudori refrigerici, in quanto rimane celato dietro la coltre del mistero il nome del futuro presidente della squadra calcistica popolare di quartiere. Il favorito, almeno sulla carta, rimane il levantato ligure Sandro Pertini, sul quale si sono riversati i voti degli appartenenti alla resistenza partigiana. In attesa del verdetto la Libera Repubblica di San Lorenzo decide di dotarsi di un governo umbratile con tanto di dicasteri occupati da ministri rigorosamente senza portafoglio. Grazie alle indiscrezioni del nostro inviato in terra aurelinda Pinky siamo in grado di riportarvi l’elenco dei nominativi ministeriali. È il terzo tentativo pseudoamministrativo nella storia dell’umanità. Il primo ebbe luogo durante l’inutile reggenza di re Camagda presso lo stato cipriota. Tardi anni 70. Piena crisi del barile. Il secondo meglio dimenticarselo. Il terzo sarà un successo.

Presidente del consigliato: Ben Kingsley
Vicepresidente del consigliato: Rossella detta Marchini
Ministero del trasporto ecocompatibile: Agostino il Sotgia
Ministero di Grazia e Giustizia: Andrea il Maceroni
Ministero degli Interni (con delega alla smilitarizzazione del territorio): Sarah detta Gainsforth
Ministero degli Esteri (con delega alle ambasciate): Emma detta Catherine
Ministero della Controcultura (con delega al Soviet): Stefano detto Zafari
Ministero della attitudine ribelle: Viola detta Le Corbusier
Ministero delle infrastrutture (con delega alle giovani leve): Step By Step
Ministero dell’istruzione (con delega al controriformismo gelminiano): Gigliola detta Lulù
Ministero delle Poste e del Telegrafo (con delega alla logistica): Miranda detta Apruzzese
Ministero della Diplomazia e dell’Accoglienza: Germana
Ministero della Propaganda (intesa come balera del budello d’Alassio): Abbissu detto Artigiano
Ministero dei rapporti con lo sport popolare: Marco detto Ki
Ministero della sottoscrizione cantata (con delega all’artigianato): Lavinia detta Palma
Ministero della Salute Olistica: Daniela detta Miele
Ministero della Fucileria Partigiana e dei rapporti col Sindacato: Patrick detto Flanagan
Ministero della Genetesi (con delega alla continuazione della specie): Rosella De Salvia
Ministero della Marina Mercantile: Rosetta detta Messori
Ministero della Ricerca Alternativa (con delega alla digitalizzazione dell’immateriale): Isabella detta Florio
Ministero dei Rapporti con il riconosciuto Stato di Palestina: Nicola detto Gesualdo
Ministero dell’Ordinanza Proibizionista: Marco detto Pozzo
Ministero della Ripubblicizzazione: Fred detto Perry
Ministero dei Rapporti con la Marina di Bibbona: Raffaele detto Schettino

Parafrasando la sciamana siberiana Olga Kharitidi: Nuovi sentieri per nuovi misteri…

Cronache Atletico San Lorenziadi 51

In Cronache Atletico San Lorenziadi on febbraio 18, 2015 at 8:08 PM

Atletico San Lorenzo: oltre le nevi perenni!

E giunse il giorno della sospirata trasferta a Jenne. Terra santa. Quota altitudinaria proibitiva. 986.824 metri sopra il livello del mare. Il rischio decesso tramite asfissia polmonare è talmente concreto da indurre in settimana i giocatori atletici ad allenarsi scalando a mani nude l’impervio obelisco del Mastro Balzar sotto la supervisione arguta dell’alpinista altoatesino Günther Messner o meglio del suo spirito (Reinhold, il fratello vivo, aveva chiesto soldi alla società). I tifosi al seguito opteranno per una riserva d’ossigeno acquistata al mercato nero Porta Portense. La dirigenza aureliana stipula un contratto con l’azienda trasportale pubblica capitolina. Il viaggio verrà effettuato per mezzo torpedonico. Appuntamento al Piazzale Veranense prima che il gallo boffonchi un trittico di volte. Aspetti il tram numero 19 e invece ti ritrovi a bordo del glorioso Galaxy Express 999 in compagnia dell’incantevole Maisha, talmente graziosa da far smarrire il senno al verace Capitan Harlock, del crepuscolare Masai, e del buffo Gaggi, il capotreno senza volto. Sarà quest’ultimo a scaldare i motori conducendoci oltre la vetta del Sinai. Il viaggio d’andata procede senza intoppi corollato da canzonacce ecclesiali care ai nostri padri. Anche il margaro sabino Don Crispino si sarebbe dilettato a squarciagolare il repertorio oratorico. Arrivati a quota 845 mila rimaniamo sbigottiti osservando specie faunifere date come estinte dalla scemenza ufficiale almeno da epoca pleistocenica. Mantidi religiose bestemmiatrici, gnu proboscidati, brontosauri silenti, struzzi dal collo corto e zebre emorroidate. Materiale da riscrittura del trattato paleontologico darwiniano. Insieme a noi viaggia la troupe de ‘Un posto all’ombra’, nota fiction sul calcio popolare trasmessa ad ore tarde su canali improbabili. Lo sbarco su suolo montagnoso avviene in perfetto orario senza defezioni. Fatto salvo per omeopatiche scaramucce intercorse tra la fazione est e quella ovest della Cordigliera Silina. A migliaia di chilometri di distanza andava infatti in scena il musical ‘Catanzaro vs Cosenza – The Derby’, con le star Ginger Rogers e Fred Astaire. La tifoseria atletica pullula di supporter con origini cosentine e catanzarensi. È stato necessario chetare i diverbi obbligando gli interessati ad ingerire 80 litri della pozione dimenticatrice di Harrypotteriana fabbricazione. Jenne appare come un paese particolare. Composto da una sola casa a forma di grotta ove dimora un’unica famiglia stipata attorno ad una mangiatoia salvaguardata da bove e asinello. Non vige elettricità. Il lume fuoriesce da cometa stella. Codesta famiglia possiede l’unico ristorante del luogo. I loro undici figli, oltre a servire al tavolo, costituiscono l’ossatura della formazione calcistica locale. Incoraggiati a sedere al loro tabernacolo prendiamo posto segnandoci la fronte con dei chiodi. Il ristorante denominato ‘Da zio fariseo’ presenta specialità culinarie ortodosse a prezzo proibitivo. Moltiplicazione dei pani e dei pesci alla pasqua. Mescita del vino esclusa. Grazia e cortesia abbondantemente elargita dai proprietari Giuseppe detto Falegname e Maria di Magdala. Ecco il menù conservato scaramanticamente da Alessio il San Lollo come ricordo: Antipasto a base di testa del Giovanni Battista, come primo ostia all’azzimo in tinta in plasma d’agnello. Secondo, cippe prepuziali circoncise contornate da sterpaglia campestre. Un mattone come dolce, digestivo al diesel e lonticchio di cilicio da suggersi domandando perdono all’onniscenza divina. Terminato il pasto facciamo conoscenza con gli avversari. Figli della tribù beniamina. Medesima elargizione spermacea direttamente dalla stirpe d’Abramo. Zaccheo tra i pali. Esau, Caino, Abele e Goliath sulla linea difensiva. A centrocampo Betsabea, Gamaliele, Giuda detto l’Iscariota, Ganimede. Punte Nukaleth e Giacobbe. L’Atletico San Lorenzo, da par suo risponde attraverso un triplice novello innesto. Il ritorno del Nico in fase arretrata. ‘Spinta’ del Mirco su fascia in puro stile Varenne (in omaggio alla sua passione bukowskiana per l’ippodromo e relative scommesse) e dulcis in de profundis un tonno tra i pali a sostituire Marco Canizares impegnato in settimana sul palco dell’Ariston durante la kermesse canora sanremese. Per esigenze fusorariche il match durerà unicamente nove primi e cinquanta secondi. Trenta i secondi a disposizione degli atleti per sciacquarsi le pudenda. Fare ritorno accompagnati dalla luce del giorno può e deve fare la differenziata. Andiamo in vantaggio prima di subito grazie ad uno stacco aereo del Sandrino, il quale approfitta di un errore dell’estremo difensore avversario a cui era volata via la kippa causa colpo ventaceo. Il portiere aureliano Tonno sfodera una prestazione maiuscola sfidando le leggi della termodinamica. “L’ho pescato nelle acque dolci del lago montefiasconico durante la sessione del mercato calcistico invernale, mi è costato due barattoli d’esca”, dichiarerà in giornata il dirigente aurelindo Marco detto Magara ai microfoni di Radio Diffida 124.71. All’ultimo giro d’orologio disponibile la levitatura d’alpeggio pareggia festeggiando il punto prezioso attraverso l’uccisione del figliol prodigo. Qualche selfie alle tavole della legge e via, si riscalpita di gran carriera per fare ritorno tra le contrade amiche. Forse. Il capotreno non si regge in piedi. È talmente sbronzo da far sembrare George Best astemio. Il suo fiato pare una distilleria del Roero bombardata dai droni dell’esercito ciliciano. Pretende ugualmente la presa del volante. Bestemmia. Molesta i passeggeri. Vessa maliziosamente il prossimo. Ad ogni curva imboccata sul promontorio anche il più ateo si rinfocola la fede tastandosi la sacca scrotale a duplice mandata. Un elemento della troupe televisiva domanda garbatamente pausa orinatoria alla piazzola sostale. Gaggi, dal volto opaco, gli carabina in faccia, gettando la carcassa in pasto al chupacabra. All’autogrill incute timore sparando in aria e pestando a sangue alcuni pizzardoni impegnati a trattenere l’organico in prossimità del servizio igienico sanitario. Un calciatore rossoblu, sorpreso dal capotreno a provolare con la bella Maisha, viene fatto scendere e abbandonato mestiziamente sul giaciglio della corsia centrale su di una tangenziale ancora in fase ultimatoria. Attraversato il tunnel della Santa Bibiana, Gaggi dagli occhi lampionici, perde definitivamente il controllo del mezzo andando a faraglionare contro il complesso edilizio che ospita gli uffici delle Forze del Disordine. È il deflagro. 160 playmobil vengono sorpresi a trastullarsi il bengala consultando l’albero genealogico della Peppa Pig. La denuncia può attendere…

Intanto l’ex presidente della compagine calcistica popolare Francesco detto Panuccio, ora al Colle, a bordo del volo di stato per un colloquio protocollare riservato in compagnia della teutonica Angela Merkel, invia gli auguri alla Libera Repubblica di San Lorenzo e all’Atletico San Lorenzo schierandosi apertamente per la vittoria del candidato ligure Sandro Pertini. Le urne sono attualmente sigillate e i risultati definitivi delle votazioni verranno resi noti in settimana. L’attesa è febbricitante. Il savonese Pertini rimane il favorito dai sondaggi ma i giochi rimangono spalancati. Cosa potrebbe accadere se, inaspettatamente, alla presidenza atletica salisse un tecnocrate come il labronico Ciampi, candidato sostenuto dall’istituzione capitolina? Forse una Kobane sanlorenzina? Nel mentre incrociamo le falangi e tastiamo il quadrante astrale. Siamo in grado di riportarvi alcune immagini della gaudente gita in quel Jenneoso, grazie alle riprese effettuate dal puntuale supporter Abbissu Artigiano.

Dibattiti, suadenti canti, battiti di petali tra gli elementi alchemici…

VALLI A PRENDERE reading-spettacolo alla libreria GIUFA’ di San Lorenzo a Roma

In in scena, Valli a prendere. Racconti & poesie. on febbraio 17, 2015 at 3:27 PM

Valli a prendere copertina

24 febbraio 2015 ore 19.30
Giufà libreria caffè
Via degli Aurunci 38, San Lorenzo, Roma

GIOVAN BARTOLO BOTTA, “VALLI A PRENDERE”, Edizioni Haiku

Chi non crede che gli attori teatrali vogliano sempre essere al centro dell’attenzione, perennemente sul palco a elargire monologhi, dialoghi e soliloqui, farebbe bene a ricredersi… e alla svelta! Soltanto un attore riesce a capire la vita di un attore. Nel gusto narciso per una battuta facile o nella diffidenza per tutti i presunti talenti precoci. Perché a far finta di fare gli attori ci ritroveremmo, senza neanche accorgercene, invischiati in quelle classiche feste frequentate solo da attori, dove gli attori parlano solo di provini per attori, scuole per attori, agenzie per attori, senza neppure sapere che fuori dalla loro pista da ballo per attori c’è un mondo in guerra. Un mondo, forse quello sì, frequentato da veri attori.

Una raccolta di racconti, monologhi e poesie, che ruotano attorno ai temi del teatro, della maschera, dell’incomunicabilità. Una satira, pungente e puntuale, all’arrivismo che domina in certi ambienti, quando a prevalere così sul grande palco, come nel più piccolo teatro di periferia, è la medesima e mediocre farsa della corsa al successo.

Suddiviso in sei sezioni che prendono il nome da altrettanti principi attivi di psicofarmaci, Valli a Prendere è la mise en éspace di una pluralità di punti di vista che seguono di volta in volta le esigenze del racconto o della poesia di turno, in un alternanza fra prima e terza persona, modulata sui diversi registri del comico-grottesco e dell’aulico-riflessivo.

“La rivoluzione non si fa armando la società ma teatralizzandola. Israeliani e palestinesi: a teatro insieme! Juventini e granata: a teatro insieme! Inglesi e scozzesi: a teatro insieme! Pelé e Maradona: a teatro insieme! PD e PDL: voi no! Teatralizziamo la politica”.

San Lorenzo sotto piaga biblica

In attualità, San Lorenzo da delegalizzare on febbraio 16, 2015 at 12:56 PM

Tocca alla libera cittadina Viola detta Le Corbusier dare l’overture ai lavori assembleari elargendo la lieta novella. La Repubblica Popolare Mandarina stringe uno storico gemellaggio con la Libera Repubblica di San Lorenzo suggellando l’unione degli intenti attraverso la donazione di un particolare laminato plastico a sestuplice dimensione raffigurante il quartiere aureliano negli istanti primordiali della sua edificazione avvenuta durante la porzione terminale dell’epoca Umbertina. Questo particolare manufatto, partorito dagli arti periferici superiori dell’immenso scultore Iguaita Hamicechi Santapilari, rappresenta simbolicamente ed archetipicamente un vero e proprio ordine cosmogonico del quartiere muro-aureliano. Voci corridoiche nonché retrointerpretazioni controlineari della sapienza storicistica raccontano di un Santapilari ancora in fasce, dimenticato dai genitori biologici asiatici nei pressi della Dogana tiburtina, e cresciuto successivamente sotto l’egida montessorica per poi ripercorrere all’inverso, una volta adulto, il tragitto del ficcanaso lagunare Marco Polo avvenuto nei lontani anni dell’egemonia marinara rialtina. La genitorialità santapilara pare si trovasse all’interno della città eterna per motivi di devozione cristologica. Dando un’occhiata attenta al plastico possiamo osservare nella visione dell’artista manciuriano, un principio creazionista aureliano matrilinearmente ordito. Al centro del quadrante vige il cerchio primaio raffigurante una gigantesca cavità cranica femminina con allegato copricapo alla transalpina e relativo corpetto stringente. Questa raffigurazione rappresenta l’incipit quartierante. Il caos primordiale al quale viene messo ordine grazie alla costruzione di un asilo infantile. Dallo squarcio del copricapo fuoriesce una lavagna a gessetti contigua ad una cassa di attrezzi lattonierici. Coscienza teoretica che si fa atto trasformandosi in carpitura alchemica. Arriviamo così alla terza circonferenzialità del plastico rappresentante una sopraelevata tangenziale per autovetture a carbonfossile riconvertita in campo Elisio. Il significato è quello di un ritorno allo stato primordiale antiomologatorio, sovrasensibile ed ecocompatibile. Sarà proprio questo modello laminato a rappresentare al meglio una sintesi esigenziale degli abitanti dell’antico rione nella resa dei conti che si terrà a breve presso la palestra Staffilacci in presenza del galoppame assessorale. Sintesi esigenziale composta da numerosi quesiti ed alcune invarianti oscillanti tra la mobilità all’attività bonificatoria transitando per il regime urbanistico. Le istituzioni capitoline, venute a conoscenza dell’oggetto sacro grazie alla complicità del servizio segreto deviato, hanno tentato di impadronirsene al fine di fermare in nuce la proposta del residentame, scatenando contro la popolazione un nugolo disgrazievole vagamente ammiccante all’esodo biblico. Il sindaco dell’Urbe Ignazio Marino, uomo di scienza ma all’occorrenza anche di scemenza, si è presentato al mattutino nella Piazza sannita sollevando minacciosamente la fascia tricolore al cielo. Dopo aver pronunciato a squarciagola l’invettiva ‘Belin’, tutti i nasoni del circondario hanno cominciato ad emettere pesto alla genovese anziché acqua. Il primario, non pago, strizza l’occhio e subito un crocicchio rospaceo saltapicchia gracidando tra le contrade. Il politico limpa l’occhiale comandando ad uno sciame zanzatorio di attaccare le pianticelle coltivate sui pianerottoli degli edifici. Un disastro essiccatorio. Per non parlare del tafanario capace di molestare financo l’ultimo dei commercianti. Quest’ultimi messi a ginocchioni e resi impotenti dalla temutissima moria clientelare ottenuta sottoscrivendo per mano sanatoria un’ordinanza a base di tassa sul macinato. Ulceri purulente, caduta dal cielo della grattachecca, anticipazione della tenebra preparano il terreno alla penultima delle piaghe comunali: le temutissime cavallette. Inopportune quanto assillanti hanno invaso il quartiere ubriacandosi con shottini elargiti a costo ridanciano per poi abbuffarsi di pizza al taglio senza nemmeno degnarsi del passaggio alla cassa. L’ultima piaga è stata la mazzuolata finale. L’odiata defezione del pizzardone locale. Con questo atto il sindaco ha provato a boicottare la corsa alle urne per l’elezione del nuovo presidente dell’Atletico San Lorenzo. Il pericolo che trionfi il pugnace Pertini è elevato. Marino non sopporterebbe un suo conterraneo al comando della principale squadra di calcio popolare della città. Inoltre dai piani alti del palazzo montecitorico fanno sapere che, dopo lo sberleffo del Panuccio al Quirinale, un’altra levata d’orgoglio da parte del comune cittadino non sarà ulteriormente tollerata. Ecco spiegato il motivo del perché i paggi stipendiati al campidoglio hanno battuto i talloni minacciando sul quartiere il riversarsi delle acque teverine. Come finirà la diatriba? Rimanete sintonizzati su ‘San Lorenzo… siamo soli nel circondario?’ sapendo che la verità non dimora nel mezzo ma dalla nostra parte. Un saluto dalla vostra Lorenza Foschini.

Cronache Atletico San Lorenziadi 50

In Cronache Atletico San Lorenziadi on febbraio 11, 2015 at 11:42 am

Atletico San Lorenzo: nuove rivelazioni

Nel solco secolare dell’Atletico San Lorenzo, la compagine popolare del basket femminile fa il suo esordio in campionato sottoscrivendo un record (l’ennesimo) nella ancor giovine esistenza della società aureliana. Il loro match termina infatti clamorosamente col punteggio di 0:0. Canestri invariati. Cesti inviolabili. Non era mai successo nella storia della pallacanestro mondiale da quando il medico sportivo canadense Michael Kapucinski (abueli polacchi) partorì questo sport dopo essersi iniettato nelle vene una dose letale clorofillica. Lo sport a cesto avrebbe dovuto fare da propellente ad alcuni esercizi riabilitativi di matrice fisioterapica prescritti a studenti immatricolati nei giganteschi college universitari alaskici. Il suo scopo iniziale era dunque di natura medico-filantropica. Purtroppo però (o per fortuna, dipende da dove si osserva il calice) i lungimiranti fiuti delle leghe sportive nazionali a croci e cateti subodorarono aroma monetizzatorio professionalizzando prima di subito il gioco inventato dall’emerito curatore. Kapucinski stesso tentò all’inizio una flebile opposizione improvvisando scioperi della fame davanti all’ufficio brevetti in puro stile partitocratico radicale. Dagli scranni elevati dell’intellighenzia federativa gli venne sussurrato nel padiglione auricolo un semplice nome: Nicola Tesla. Il dottore impallidì rasentando l’anafilassi. Ritiro eterno a vita privata. Tra le atlete palla canestrate popolari spicca la prestazione del trittico Occhi di gatto. Le sorelle ex malandrine nonostante l’imbolsimento dovuto al trascorrere del tempo, dimostrano ancora di possedere la mano lesta. Merito sicuramente delle innumerevoli ore trascorse a scalare le pareti degli elevati grattacieli nipponici. Addio al celibato per la oculogattata Sheila. Sembra che dopo una quantità industriale di promesse preorgasmiche, la famigerata lestofante si sia finalmente decisa a convogliare giustificate nozze con l’eterno fidanzato Murdoch. Il tapinissimo sbirro perennemente all’oscuro sulla reale attività della sua storica fiamma. Auguri e floreali arancioni. Soprattutto a questo sfortunato palestrato in divisa costretto ad una carriera trascorsa a farselo pestare ossessivamente nella cantina dell’arrendevolezza da superiori tiranni. Siamo già in grado di riportarvi la meta del loro viaggio lunomielato: pranzo al sacco sulla quercia del Tasso.

Increscioso scivolone esterno della compagine calcistica femminile aureliana in quel della Collina Flemma. Il torneo è quello della Coppa Nazionale. Appagate forse dal rotondo successo d’andata (81:0), le atlete rossoblu optano per il Morfeo sull’alloro rimediando una figura barbina. Le autorità militari taiwanesi, azioniste maggioritarie del team avversario blu pittato, memori dell’umiliazione sportiva ottenuta due settimane or sono, rivoluzionano copernicamente l’organico schierando sul terreno in basalto una razza extraterrestre meno sprovveduta degli ottusi ometti verdi presentatesi in campo la volta scorsa. Questa tipologia aliena, conosciuta dagli ufologi col nome di Spinterogeni della costellazione Paracelsa, ha saputo incutere alle giocatrici aurelinde il temutissimo ‘Medo lusitano’ imponendosi con il risultato finale di due manorovesci a zero carezze. La trainer aureliana Roberta Colavicini, convinta della faciloneria dell’impegno, ha preferito concedere alle titolari un turno distensivo, schierando in campo le ex dive della gloriosa trasmissione televisiva ‘Non è la Rai’. La scelta, un azzardo in tempi mnemonicamente labili , si è rivelata fallimentare. La stupenda Ilaria Galassi, la fastidiosissima Yvonne Sciò, l’indemoniata Antonella Elìa, la verace Miriana Trevisan, la cinciallegra Pamela Petrarolo, la navigata Veronika Logan sono apparse terribilmente a disagio con i tacchetti tra le piotte. Perennemente alla ricerca di un Boncompagni qualunque capace d’impartire loro una trama ludica, hanno sollevato pezzuola bianca trenta secondi dopo il fischio d’inizio esigendo una scrittura in un format maggiormente consono alle loro potenzialità. In serata i vertici dirigenziali rossoblu sono stati raggiunti da una provvidenziale telefonata di scuse… era Enrica Bonaccorti.

Orfani della presidenza Panuccio, salito inaspettatamente al Colle grazie ai preziosi voti della Libera Repubblica quartierante, i masculi del team calciofilo aurelindo, si sono arresi alle truppe basiliche presentatesi sul quadrante Artiglio armate bascularmente come se dovessero effettuare lo sbarco in Normandia. Sulle note wagneriane della cavalcata valchirica, gli atleti sanbasilei si sono paracadutati sul terriccio in erba gettandosi da particolari elicotteri militari sparando a bruciapelo lattine di ovomaltina con delle pistole scacciafantasmi. Il tutto unicamente per ottenere tre punticini a pallone. Un’ambizione smisurata la loro. Ma la seconda categoria è questo e oltre. Tant’è che le verticalità dirigenziali sanlorenzine, nastando puzzo di bruciatura, avevano deciso la corsa al riparo tesserando in zona Cesarini guerrieri mirmidoni in quest’ordine: Achille Piè Veloce, Aiace Talimonide, Re Agamennone detto il ciucco e Ulisse l’itacense detto il furbo. Immaginatevi la scena. Aiace Talamonide parte in quarta a petto nudo, armato unicamente di spada, scudo e buona volontà. Emette un urlo capace di incutere timore alla falange macedone. I calciatori basiliani osservano divertiti la scena e dopo averlo lasciato sfogare gli scaricano addosso una quantità piombina tale da renderti Dick Tracy un bulletto da oratorio. A quel punto interiorizzato l’andazzo, il divino Achille utilizza il piè veloce per darsi alla macchia lasciando come ricordo in area piccola una bella sciolta nei calzoni (seguito a ritmo circadiano dal parode Patroclo). Agamennone riflette sul fatto che se proprio deve deferire sarà per mano della consorte Clitemnestra. Abbandona il tenzone a bordo di un taxi guidato dall’ultimogenita Ifigenia. Ulisse, in quanto volpone, distrae gli avversari elargendo fandonia (Proci, Polifemo, Calipso ecc.) per fare ritorno di gran carriera sulla sua isola nativa a sbrigare faccende domestiche (Penelope è infastidita dalla corte di Spiderman, il quale la vessa obbligandola a tessere la tela, inoltre l’unico figlio Telemaco, rischia debiti formativi financo in educazione fisica). A questo punto, privata della quartina Achea, la squadra appare alle corde. Rimedia un primo gollonzo degno della Galappa’s e un secondo gol da carambola. Sugli spalti atletici è festa comunque. Si è riusciti a ripassare epica senza che sia giunto quel ruffiano di Baricco a ricondurcela in auge. Ora vi elenchiamo in anteprima l’elenco definitivo dei candidati alla presidenza della vostra (e nostra) squadra calcistica popolare preferita con allegato il motto invettivale al voto. Si evidenziano clamorose sorprese tra la rosa presidenzialmente papabile

Enrico De Nicola: Marciare a zona per marcare a uomo
Giovanni Gronchi: Squadra vicina alla casa del padre
Antonio Segni: Rinsaldare l’affitto per il terreno concesso
Giuseppe Saragat: Dare risposte al parrucchino di Conte
Giovanni Leone: Mi tasto lo scroto a duplice mandata
Sandro Pertini: Con Franco fumavamo la pipa. Salvini faceva da scovolino
Francesco Kossiga: Mi fido solo di due persone. Una sono io. L’altra pure.
Oscar Luigi Scalfaro: Rapporti sessuali unicamente a fine procreativo
Carlo Azeglio Ciampi: Il calcio figlio dell’euro
Giorgio Napolitano: Firmerò financo i rotoloni regina nei bagni
Sergio Mattarella: Chi vive sperando…

Coloro che desiderassero esprimere la propria preferenza possono recarsi al seggio elettorale istituito presso gli spazi del Nuovo Cinema Palazzo Occupato nella giornata di sabato 14/02/2015 dalle ore 10 alle ore 19. Muniti di abbonamento e sottoscrizione.
Attendibili fonti danno la Libera Repubblica di San Lorenzo come probabile sostenitrice del candidato ligure Sandro Pertini, l’unico ad essersi dimostrato sensibile nei confronti della scriteriata politica cementificatoria promossa dall’istituzione capitolina all’interno dell’antico rione. L’elezione di un presidente come il labronico Ciampi costringerebbe la società popolare a mutare natura giuridica. Viceversa se al soglio presidenziale avanzasse il cattolico novarese Scalfaro, l’ambiente aureliano sarebbe costretto a seguire il richiamo della stagione… e qui come avrebbe sentenziato Eduardo De Filippo: a da passà a nuttata…

Cronache Atletico San Lorenziadi 49

In Cronache Atletico San Lorenziadi on febbraio 6, 2015 at 6:40 PM

Atletico San Lorenzo: il dopo Panuccio

Il guercino fantolinico rossoblu riceve per direttissima l’invito a comparire nella trasmissione televisiva ‘A sua immagine’ (e somiglianza), condotta dai presentatori cilici Lorena Bianchetti e Fozzie, l’orso pezzuolante, indimenticabile barzellettiere fallito del format audio-video oltreoceanico ‘The Muppet Show’. Ospiti riguardevoli in studio saranno l’eccellente Monsignor Gianfranco Ravasi, fine teologo affiliato alla Sante Sede in compagnia della docente catechesica Severina Tallone, osservante ortodossa laica, già implicata nel discutibile scandalo dei fasulli diaconati apostolici. Gli impelumi atleti aurelici, pronti a ben figurare all’interno del talk show, vengono affidati dalla dirigenza alle premurose cure del comico britannico Ricky Gervais, autore della polemica filastrocca sulla bambinaia omicida ossessionata dalla discografia del gruppo musicale trashmetal Megadeth. Tocca dunque allo stand-up-man preparare i giovani virgulti aurelici nel frizzo lazzoso transitando attraverso lo sberleffo. Dopo aver obbligato il fantolame alla visione forzata dell’intera filmografia jerrylewisiana, il parode Gervais instilla nel germoglio sanlorenzino il piacere della chiosa anglosassone! I bambini sono ora pronti per il loro debutto davanti alle telecamere. Incipriati e imbellettati. Costretti ad un trucco e parrucco decisamente burlesque in puro stile chierichetto della settimana santa. In confronto la Liza Minnelli di Cabaret appariva sobria. Quasi castigata. Al loro ingresso nel teatro posale la Bianchetti li intima senza mezzi termini di posizionarsi a schiera. I fanciulli, silenti, eseguono l’ordine. Vengono obbligati alla recitazione forzata del salmo 214 tratto dal messale compietoso anabattista della settima tornata. Un bambino, causa tragico errore, ingerisce il rosario in un unico boccone elargendo ruttino. Volano i bavaglini. Monsignor Ravasi, deretanamente incollato al seggiolino in pelle di seminarista, sbianca! Vomitando bile! L’umorista Fozzie prova a rimediare lo scompenso di copione sviscerando una delle sue proverbiali storielle dal finale paurosamente banale. Sbronzo duro finisce per franare col viso sul fadile dell’impietrita catechista laica. La conduttrice Lorena Bianchetti tenta di esacerbare l’irrimediabile obbligando uno dei mini-atleti, scelto a caso nel mucchio, a eseguire il padre nostro in idioma antico. Ecco come esordisce il decenne: Gigi Buffon è venuto alla luce che già sapeva di nascere poiché quando era ancora un simplice spermatozoo nella sacca scrotale paterna, scommise trenta mila euro con gli altri spermatozoi che lui sarebbe stato il primo a fecondare l’utero materno. Vinse la scommessa. Ecco perché l’estremo difensore gobbo alla sua nascita era già ricco. Dicesi innocenza della fanciullezza. La Bianchetti defunge all’istante. Il suo corpo esanime verrà licenziato in tronco dall’azienda televisiva statale. E tanti buffetti su guancia al canone. Fozzie fa harakiri seguendo le istruzioni di un noto racconto del Mishima. Atletico San Lorenzo bambini… così piccoli, ma potenzialmente già così partigianamente letali…

“Il terreno in erba somiglia ad un territorio minato, necessito di atleti disposti a ragionare come artificieri del genio civile, dobbiamo assolutamente cominciare a cacare anelli e brillanti su di un piatto d’argento, solo così riusciremo a mettere la salvezza in cassaforte.” Queste le saggezze del Mister aurelico Marcolino durante la conferenza stampa di presentazione dell’ex presidente atletico Francesco detto Panuccio davanti alla delegazione quirinalizia. I vertici dirigenziali colgono l’antifona tecnica a volo d’uccello. Presi i G.I. Joe! Prodotti dalla ditta statunitense Hasbro in anni presidenziali nixoniani, già impegnati nei grossi centri urbani per tirare giù i gatti dagli alberi. Operanti segretamente in tuguri sotterranei. Addestrati alle più impervie situazioni di tumulto al fronte. Ora pronti a sposare la causa del calcio popolare. Il prode Tubo Bubble, il sibillino Cobra His, il martire Snake Eye, l’ex tossicodipendente Armadillo Pony, il superstizioso Jipothy Vamp e last but not least il guerrafondaio Falcon. Saranno loro a finalizzare le trame pallonare sanlorenzine. I giocatori del Torta Angelica attendono la compagine rossoblu schierati sul tetto della torre numero 4 (110 piani), situata all’interno del quartiere della Belinda Monaca. Il team aureliano raggiunge gli avversari scalando l’edificio grazie alla tela aracnoidea rubata nella notte all’Uomo Ragno. Noi tifosi, limitati dalla cagionevole condizione fisica, preferiamo attendere notizie al piano terra. Gli ascensori sono guasti. Le scale sono disseminate di attori. I protagonisti della pellicola dello Zoo berlinese. Al fischio d’inizio evince da subito un enorme crocchio. I G.I. Joe saranno anche ottimi esperti d’artigianato militare ma a calcio appaiono financo incapaci d’allacciarsi un parastinco. Gli angelinici balzano in duplice vantaggio senza nemmeno compilare la distinta. Paccalino Peccki, argine centrale rossoblu, prova a svegliare gli armigeri elogiando il servizio civile. Il battaglione militare non gradisce. Pascola spaesato sul terreno cementifero alla ricerca disperata del pontile tibetano. Trainer Marcolino, posseduto da una divinazione sciamana, caccia i militari a pedate nel retrobottega sostituendoli con il trittico garanzista Giannetto Mulè Vicca. La triade serve la manita sotto una tempesta di grandine dimostrando ai soldati l’inutilità dell’arma da fuoco. L’intera batteria dei G.I. Joe viene rispedita a dirigere il traffico sulla Fifth Avenue… quella nel deserto… dove non transitano nemmeno le dune sabbiose.

Quali altri elogi aggiungere alle prodezze cestiste della truppa aurelica baskettara sapientemente diretta da coach Carter in arte Ianniello Sergio detto Partenio? I guaglioni del basket popolare danzano balli rituali sulle macerie della disperata Ringo Boy Biskuits, fanalino di coda della classifica ormai ad un passo dalla debacle finale. Anche i sassi di Matera sono a conoscenza del fatto che un match a pallacanestro dura esattamente 59 minuti. Considerando un canestro a minuto, alla fine trionfa sempre chi per primo gioca la sfera medica. Il punteggio al termine del contenzioso sarà imperituramente quello di trenta punti a ventinove in favore del team che dà inizio all’incontro. La dea bendata sino a questo momento ha deciso di sorridere perennemente ai canottati rossoblu. Pregni d’entusiasmo gli atleti del basket popolare hanno scortato la delegazione della Libera Repubblica di San Lorenzo che in settimana ha fatto il suo ingresso tra le aule universitarie per protestare contro l’edificazione del mega-parcheggio sulla superficie Dalmata. È possibile firmare la petizione anti-parcheggio su change.org. Il loro apporto si è rivelato fondamentale in quanto la guardia civile universitaria ha provato a sguinzagliare contro i liberi cittadini un branco di leoni di Voltron allevati allo stato brado. Animali cibernetici resi mansueti dai ragazzi del basket attraverso l’efficacia tecnica del massaggio con oli essenziali. Intanto nell’ambiente atletico si spalancano le consultazioni per decidere il sostituto del presidente Francesco detto Panuccio, salito agli onori del Colle grazie ai voti della Libera Repubblica di quartiere. Folta è la rosa dei papabili dirigenziabili. Si spazia dal pilota Actarus al pugile Sugar transitando per l’ex capo di stato Giovanni Gronchi. Se anche tu ami l’Atletico San Lorenzo, aiutaci a venirne a capo. Connettiti sul portale della tua squadra di calcio popolare e digita nome e cognome del tuo candidato del cuore. Utilizza la fantasia e divertiti tenendo a mente il detto del geniale poeta irlandese Oscar Wilde: ‘Non c’è nulla di serio al mondo tranne la passione’!

San Lorenzo sotto esame (universitario)

In attualità, San Lorenzo da delegalizzare on febbraio 4, 2015 at 11:04 PM

La statua del sicomoro posta sul campanile della Santa Bibiana batte le ore nove. Come a casa Capuleti. Piove. Ma non è una pioggia qualsiasi. Trattasi di enfasi cataclismatica degna del pentateuco biblico. Una delegazione della Libera Repubblica di San Lorenzo si prepara all’ingresso nella facoltà universitaria letteraria per un incontro vis à vis con l’esimio rettore dipartimentale Cavalier Professor Selleroni Pulzelli Bareggini. Una cariatide baronale ricoprente il medesimo ruolo dal famigerato concistorio degli Uccialli (1584). A lui sarà presentato il processo di bloccaggio dell’infausto megaparcheggio bitumale (380 mila posti auto) che l’Università Sapienza gradirebbe educatamente edificare sul piazzale antistante la Via Dalmata. A San Lorenzo. I lavori sono bloccati da immemorendo in quanto in quell’area, durante gli scavi, sono stati rinvenuti resti archeologici appartenenti alla gloriosa piramide a gradoni di Micerino voluta dal faraone Tamaraton durante il regno dinastico della necrosi. In pratica i monoliti dalmati risulterebbero essere la continuazione della piramide scoperta adiacenza fiume Nilo dall’archeologo belga Timor Wilmoths nel lontano 1894. La costruzione sembrerebbe dunque possedere un vertice assolutamente proibitivo nonché insolito. Misure pari alla circonferenza di uno stato quale gli Emirati Arabi Uniti. La baronanza universitaria, inverosimilmente ottusa, si ostina a negare la valenza culturale della scoperta incaponendosi sulla presunta utilità di parcheggi per autovetture a carbonfossile. Al comitato residentale sanlorenzino, al contrario, garberebbe osservare la munificienza docente sollevare i remunerati deretani per dosarli delicatamente sui sedili del mezzo pubblico. È possibile firmare la petizione anti-parcheggio su change.org.
L’ingresso all’interno dell’ampia volta universitaria possiede caratteristiche storiche. Tant’è che riecheggia financo la voce del presentatore televisivo Tito Stagno pronto a narrare l’avvenimento. Gli studenti immatricolati, nonostante la triste epoca democraticamente liquida caratterizzata da tablet facile e partitocrazia instabile, continuano a svolgere le loro mansioni intelletoidi su dispense cartacee. Brancano il volantino denunziativo senza mai sollevare il setto nasale dalla pagina chiostrata. Molti di loro si descrivono indifferenti al problema parcheggio in quanto ancora privi della patente automobilistica. Giunge il momento tanto atteso. Il professore è pronto a riceverci allegando gli onori casalinghi. Al nostro ingresso in aula magna il servizio d’ordine ci intima a lasciare fuori dalla classe… i fazzoletti. Rimaniamo basiti. Forse che non ci sarà permesso asciugarci le lacrime ascoltando l’ennesimo sproloquio verbale intriso di ciurlate maniglie? I documentaristi aureliani Abbissu Artigiano e Nicola Gesualdo, provano ad immortalare la scena ignorando il fatto che all’interno dell’università vige il precetto moderatamente religioso dell’assoluto divieto di ritrarre l’onnipotenza docente. Alberga soprassalto nei nostri costati quando scorgiamo l’identità dell’esimio cattedrico. Non il Selleroni Pulzelli Bareggini, bensì l’ex podestà bolognese Sergio Cofferati, ultimamente fuoriuscito dai ranghi della partitura democratica. Sarà lui il nostro interlocutore. I liberi cittadini Gigliola detta Lulù e Antonello il Sotgia provano ad instillare nel professore il beneficio del dubbio. L’insegnante ribatte da par suo muovendo la capoccia in senso antiorario tipo esorcista. Gesticola cervicalmente settanta volte sette fino a quando un violento colpo di sonno lo carca con la fronte sull’audiolibro. Era un automa! Un fottuto automa! Al quale si sono inaspettatamente surriscaldati gli ingranaggi. La baronanza universitaria ha tentato di fustigarci la saccoccia facendoci ricevere da un cyborg meccanico con le fattezze da ex sindacalista esulato. A questo punto gli anelli saturnali cominciano a volteggiarci aspramente. Corriamo verso il rettorato a passo giamaicano armati di pesantissimi manuali enciclopedici cartongessati. Pretendiamo essere ricevuti dalla munificienza rettorale massima rispondente al nome Eugenium Gaudium. Gaudium rappresenta il vertice piramidale universitario. Pare che nessuno l’abbia mai realmente visto o conosciuto. Nemmeno i suoi genitori. Si dice addirittura che in realtà non sia un essere umano bensì un’entità spirituale dotata di conto corrente bancario. Nonostante un’iniziale resistenza da parte degli efebi nani posti a guardia del sagrato officinale, l’essere luminoso decide di manifestarsi a noi in tutta la sua preponderanza. Le sue prime parole (nonché ultime) non sono sillabe, bensì numeri. Le cifre del suo personale IBAN. Risalente al canton Ticino svizzero. Se desideriamo confabularci è necessario versare trecento euro sine ritenuta d’acconto. Recimoliamo i danari a fatica. L’onniscenza rettorale, una volta incassata la somma, si spegne miserevolmente rivelando la sua vera identità: era una lampada alogena! Come Libera Repubblica di San Lorenzo abbiamo già vinto il contenzioso. Il parcheggio non si farà in quanto si è surriscaldata la lampadina. Non c’è più luce. Tocca al libero residente Patrick Flanagan riunire tutti in un cerchio magico recitando attraverso tecnica teatrale evocativa (alla Memo Benassi) la preghiera laica del quartiere aureliano:

San Lorenzo, mon amour

Tipologia gracile
crivellata al mercurio
prigioniero di voci
udite per sbaglio
riepilogo emotivo
destinato al culto
adorabile siero
iniettato al contrario
perfezione animica
prefazione astrale
madidato sudore
eccessivo riflettere
ordinanza firmata
inasprendo il carattere
espiazione invernale
associata a distinguere
onniscienza impartita
traghettando saliva
bocca cocciuta
filastrocca solluccherata
lepore labialità
annunciato frastuono
nomade sentore
ispezionando il braciere
sussulto e fuga
parafrasando l’umore
tinta unita
paradosso d’amore
elisir d’elmozio
imbottigliato in ombelico di cenere
discreditato assessore
calpestando la venere
usurpato quartiere
da quintali di ciarle
sciagurate politiche
ostentando le burle
seppellite Polinice
mescolando le carte
catatonico volto
del Giano birbante
rantolo fuori scena
con testo a fronte
tiratura limitata
rovistando le scorte
disarmante bellezza
discrezionalmente esposta
ritmo serrato
sollevando la posta
solo San Lorenzo
pregevole sosta
rione capace
di dire basta…

San Lorenzo sotto clamore: Panuccio sale al Colle

In attualità, Cronache Atletico San Lorenziadi, San Lorenzo da delegalizzare on febbraio 3, 2015 at 7:29 PM

– Dovreste lanciare l’ammicco al versante popolare ammansendo così ondate rivoltose di ordine genetiano. Prendete esempio da noi tedeschi… i verdi li abbiamo chetati negli anni ’80 offrendo loro poltrone giuste al momento giustificato… borsette griffate… ecco dovreste imitare la nostra prassi, la nostra metodologia… eleggete un Presidente della Repubblica che provenga dal popolo… dal resentato cementifero, dallo strato malfamato… dal guano acrilico… compilerete così la vostra assicurazione alla cadrega per i prossimi anta anni.

All’udire queste pirle di saggezza, il premier giovanilista Matteo Renzi solleva all’immediato la mucosa orale dal mocassino della teutonica Angela Merkel, cercando con lo sguardo il fidato paggio Orfini.

– Controlla sul portale cosa abbiamo in Italia alla voce “popolare”. Mobilitati! Marsch! Dopodiché proponi il soggetto al partito, convoca una conferenza stampa e annuncia urbi et orbi che l’area politica progressista proporrà al Colle un uomo del popolo. Quando se la saranno bevuta, daremo all’individuo popolare un deciso pedatone nelle retrovie della bottega insediando al suo posto la consueta maschera gessata pronta a firmare la qualsivoglia scartoffia! Fila! E portami i croccantini!

Comincia attraverso questo scambio battutale tra capi di stato e galoppini l’infinita consultazione parruccata che porterà il presidente dell’Atletico San Lorenzo, Francesco detto Panuccio, inaspettatamente, sullo scranno più alto del Colle quirinalizio. La marmaglia giovanile turca del Partito Democratico scova il candidato del popolo consultando i ritratti della Libera Repubblica di San Lorenzo sul sito http://www.ausoniaproject.org/wordpress/?page_id=56.

– Ecco qui… Francesco detto Panuccio… dirigente di una squadra di calcio popolare… lo diamo in pasto alle testate giornalistiche, illudiamo il cittadino e in zona Cesarini, per motivi diciamo così di opportunità protocollare… hehe, candidiamo il solito ectoplasma, haha!
– Ma che cos’è questa Libera Repubblica di San Lorenzo, Matteo?
– Zitto, Orfini, non tentare di pensare ché ti viene l’epistassi al naso. Intanto chiamami presidente, anzi re! Comunque dev’essere un po’ come il principato di Seborga, ma con un tasso maggiore di iconoclastia!
– Ah, ecco… ma la cariatide arcoregna la si deve avvertire?
– No, tanto la nostra è solo un’operazione di facciata, lasciamolo nattare gli usci posteriori in tranquillità.
– Ah, ecco… come dobbiamo comportarci con i grillini?
– Regala loro degli smartphone e vedrai che rimarranno paludati sull’Aventino.
– Ah, ecco… e con i leghisti?
– Diremo loro che siamo pronti a candidare Alberto Da Giussano… Adesso basta domande. Ora contatta questi liberal-repubblicani-sanlorenzini e avvertili che un loro hombre sarà candidato al Quirinale. Convincili ad inviare a Montecitorio un legale rappresentante in veste di grande elettore… circuiscili tramite captatio benevolentia… Prometti loro piscine comunali e servizi a iosa… poi via a far eleggere il consueto ruffiano di stato.

La telefonata giunge puntualmente la mattina di martedì 27 gennaio alla segreteria della Libera Repubblica. Francesco detto Panuccio correrà ufficialmente per il Colle col beneplacito dell’intero arco parlamentare fatta eccezione per gli autonomisti del Südtiroler Volkspartei. Decisi a sostenere la candidatura dell’ex corridore Alex Schwazer. E tanti saluti all’Eritopoietina. Il movimento casaleggesco rimane statico sulle proprie posizioni: verrà candidato un personal computer. Smaltito lo sconcerto attraverso numerosi otri duplicamente maltati, nel quartiere aurelico si pensa sia necessario addestrare un volontario che si offra di sua sponte ad indossare le vestigia di grande elettore calpestando il suolo montecitorico. Forte è il rischio contaminatorio. La pagliuzza più corta viene assegnata al libero cittadino Severino Cicerchia. Studente iscritto alla facoltà veterinarica e domiciliato in un pertugio aureliano versando un affitto criminale. Sarà lui ad affrontare il covo viperale parlamentare in veste di millenovesimo elettore. Il suo sarà un addestramento celere ed intenso. Sedici ore consecutive ad alzare ed abbassare la serranda della Palestra Popolare sotto il severo sguardo degli iscritti. È necessario presentarsi in forma smagliante evitando così di essere corruttelati dalla gramigna favellatoria aleggiante in quel di Montecitorio. Al primo scrutinio, l’area progressista muta strategia relegando il candidato popolare nel dimenticatoio in favore dell’obsoleto arsenale scudo-crociato rispondente al nome di Luigi Einaudi. Il candidato del Partito Democratico è ufficialmente un individuo defunto da immemorando. Infastiditi dalla prassi, le aree politiche conservatrici sfoderano dalla guaina una risposta telecatodicamente sbalorditiva: Aldo Biscardi. L’area legaiola vocifera grossolanamente candidando il wrestler scozzese Rowdy Roddy Piper. Il Movimento cinque stilettami risulta impervenuto a causa di un guasto alla fibra ottica. Parafrasando Bogart: E’ la politica, bellezza. Si giunge prima di subito ad un testa a testa che condurrà l’aula ad affrontare settecentotrentacinque estenuanti scrutini rasentabili lo stallo. Ostruzionismo degno del miglior Forlani con allegabile bavetta. Arrivati all’ennesima consultazione, il panorama in aula è il seguente: l’area conservatrice fuoriesce in cerca dell’amplesso mercimonico. L’area progressista si assenta causale apericena. L’area padana fuoriesce per placare l’arsura con l’acqua del fiume Po. Il movimento grillesco appoggerà un software. Settecentotrentaseiesimo scrutinio. Severino Cicerchia dalle Mura Aureliane, imbevuto di caffeina pone nell’urna l’unico voto valido. Francesco detto Panuccio sale al Colle sbaragliando una concorrenza inesistente. La sua prima dichiarazione ai microfoni delle principali testate giornalistiche nazionali ed estere è un capolavoro di sintesi misturata all’analisi: Libera, partecipata e antifascista… E non credo si riferisse all’Italia.

L’elezione a capo di stato del dirigente atletico Francesco detto Panuccio scatena l’entusiasmo all’interno delle mura. Grazie alla gentile concessione dell’editore Urbino Sharm El Sheik siamo in grado di mostrarvi le immagini dei festeggiamenti avvenuti all’interno dell’impianto sportivo sanlorenzino Cavalieri Corcovadici. Festeggiamenti caratterizzati da sobrietà nonché astensione da cibi grassi e bevande liquorose.

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