Giovan Bartolo Botta

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Fìorica

In polverie o poesie on luglio 22, 2015 at 1:45 PM

A Fìorica
garbava
assassinare la gente
fingendo di farla
sentire importante

era un
gioco di ruolo
mormorava deliziosamente
la sua voce spezzata
raccontando all’ignavo
la filastrocca balzana
della Niobe insolente

il sole sorgeva
ad ovest del pianoforte
tramortendo la luna
con la nota dolente
il trucco
consisteva
nel dare fiato
alle trombe
offendendo l’udito
con silenziose baruffe

domande nascevano
consultando le carte
leggendo la mano
imperlava la fronte
il presagio astrale
come latte scremato
veniva bevuto
dentro un calice distratto
dallo screpolato labbro
dell’assente individuo

era successo
meno del niente

spegnete la luce
spostate le nuvole
calate le brache
rimboccatevi le coperte
e permettete
a Fìorica
di condurre
le danze
sarà la migliore
delle vostre vacanze…

Berretti doppi caffè a sonagli corretti Sambuca

In polverie o poesie on luglio 17, 2015 at 12:55 PM

Confutato pensiero
passo distratto
disattesa illusione
evanescente miraggio
spettro molesto
indigesto boccone

pietanza pagata
esibendo alla cassa
i buoni del pasto
necessario riassesto

il treno transita
sul binario sbagliato
costringendo il passeggero
al titillo del freddo

il freno è tirato
per superstizione
la corda vocale
rinuncia al rumore

sedate il pilota
scendendo le scale
c’è un disperato bisogno
di quelle parole…

San Lorenzo: Olio di palma.

In attualità, Cronache Atletico San Lorenziadi, San Lorenzo da delegalizzare on luglio 7, 2015 at 9:32 PM

Ah se questa mia solida carne potesse sfarsi…

Dove eravamo rimasti? Questo fu il primo quesito che il notevole presentatore Enzo Tortora pose al pubblico della trasmissione televisiva Portobello facendo il suo trionfale ritorno in scena dopo le disavventure di natura giudiziaria. La compagine femminile dell’Atletico San Lorenzo dopo aver dominato per novanta primi e oltre le avversarie cristologiche donbenzine, getta ai quattro venti la finale di Coppa Italia, smarrendo la trebisonda durante l’infausta lotteria dei calci di rigore. Le giocatrici rossoblu dopo essere passate in vantaggio con una prodezza balistica di Karin Paroia, subentrata al posto di una spenta Lilly Cupidoni, subiscono il pareggio nei minuti di recupero grazie ad un piattone della casa effettuato dalla ex suor Cristina Scuccia. Una beffa che mozza fiato e morale delle fromboliere aurelinde. Le ragazze voltano ai supplementari con un animo rasentante apoplessia. Durante l’extra time il risultato rimane invariato. I tiri dagli undici metri appaiono come una caudina forca da sbrigare celermente. Troppo velocemente. Gaia da Gorizia, estremo difensore aurelico, tenta l’utilizzo del metodo mimesico oraziocostino pur di sentirsi Peter Schmeichel. Ma non basta. Le atlete aurelinde stremate nel fisico e spossate nella mente angolano eccessivamente le traiettorie scagliando i palloni nei pressi dell’ausona fanfara. La coppa prende la Via della Crucis. E adesso? Le sirene del calciomercato stanno letteralmente deflagrando l’ambiente calcistico popolare. Patron Campedelli, capoccia della compagine clivense veronese pretende i servigi di Cecilia Strambini. Sul piatto ha posto 500 mila delle vecchie lire più il cartellino del pugnace attaccante Ricky Meggiorini. Capitan Pamela Giaccari lascia ormai da tempo trasparire disagio nonché perdita della motivazione. Il consiglio superiore della magistratura vorrebbe ingaggiarla trasformandola in simbologia della legalità. Una dama con ermellino dal decuplicato compenso. Ci sta pensando. Saluti e baci anche tra i pali dove Gaia la goriziana ha cavato financo l’ultima delle ragnatele. Il direttore sportivo gobbo Beppe Marotta, dall’occhio crepuscolare, vede nella saracinesca aureliana la degna delfina del parode sturbato Gianluigi Buffon. Ormai anziano è distratto dalle magagne domestiche. E se Franceschina abbandonerà la casacca rossoblu per indossare quella verde grigio della Fluminense, anche dalle parti di Alessia Tino il congedo pare accertato. La vogliono i Los Angeles Lakers. Nobile decaduta del basket NBA. Ma la gigantigia aurelica ha fatto sapere per bocca del suo procuratore Pico della Mirandola di preferire il volleyball. Affiancherebbe volentieri il trittico Atzuchi, Ajuara, Takigawa all’interno del Giappone reale. L’Albiceleste ha dato il benservito all’allenatore Gherardo Martino, reo di aver staccato la sonata per archi contro i famelici cileni. L’Argentina affiderà la guida tecnica alla sapienza calcistica di Padre Jorge Mario Bergoglio. Il gesuita avrà carta bianca e saprà lui come usarla. Tra le Pampas si prevede un necessario ricambio generazionale e la fantasia della pulce Lionel Messi potrebbe essere sostituita dal raziocinio della fustagna Maria Belen Spinosa. L’Internazionale di Mister Tohir vuole tornare ad essere protagonista nel calcio che conta. Partendo dalla blindatura del reparto arretrato. Il marchigiano Mister Mancini ha compreso nella lista della spesa la Maginot popolare Carolina Antenucci. Per sbloccare l’affare servono almeno 100 mila delle vecchie lire più l’intero cartellino del tenebroso calciatore torricolano Danilo D’Ambrosio. Il giocatore ha ultimamente fatto parlare di sé grazie alla love story con la punta mureliana Angela Del Gesso. Probabile partente alla corte di Claudio Lotirchio. Sarà lei ad accompagnare il teutonico Klose a riscuotere pensioni e buoni pasto. Il futuro della fluidificante Bianca appare a tinta unita. Difenderà i colori degli stoici Boston Newport. Una compagine rugbystica. Robin Bozzetto sarà una pedina fondamentale nello scacchiere dei Santa Marinella Ligure guidati dal trainer texano Mister Magoo. Il mercato in uscita è saturo. Ancora una chimera quello in entrata. L’unico acquisto portato a termine dal ministro sport popolarense Marco detto Ki, costretto ad operare con un budget risicato, è quello della attaccante brasiliana Gabriela Aparecida Dos Passos Fazendeiros Rebelinos Calcitrantes Tostao detta Fuffi, fuggita dopo il primo allenamento per apparenti motivi di saudade. Il serbatoio della cantera atletica contenente elementi quali Little Potatoes e Benedicta Boccoli, è stato ultimamente scosso dall’increscioso “caso Doriana Dorelay”. La tesserata aurelinda è stata infatti rinvenuta dagli inquirenti in stato confusionale dentro una squallida stanza d’albergo con affianco il cadavere incaprettato della popolare star telecatodica Tonio Cartonio. Interrogata dal magistrato reggino Nicola Gratteri, l’atleta aurelina afferma di non ricordare nulla più del dovuto. Ora la dirigenza Lorenzina dovrà capire come muoversi nel tentativo di soffocare lo scandalo anche perché come è noto per chi mastica calcio popolare Tonio Cartonio oltre ad essere un volto noto del fantolinume deboscio era anche il playmaker dell’altra squadra popolare capitolina ovvero l’Ardita ex San Paolo. I panni proveranno ad essere sciacquati in Arno ma non sarà semplice.L’ avvocato della società atletica Zacheria Levitani, lo stesso che cura gli interessi della famiglia Griffith si è prodigato raccomandando prudenza e sale nella zucca. Come direbbe Loredana Bertè, la compagine maschile dell’Atletico San Lorenzo viaggia in alto mare. L’intero stato maggiore aurelico è stato sorpreso pochi giorni fa in quel di Piazza Syntagma presso Atene a colloquio col primo ministro ellenico Alexis Tsipras. All’orizzonte sembra profilarsi l’extrema ratio del referendum popolare da concedere alla mercé dei tesserati. Il dubitativo amletico vede opporsi la fazione degli unionisti a quella degli scissionisti. Una brustolita gatta da pelare per l’economo aurelindo Andrea Grecia che in settimana ha incassato la solidarietà del ministro alle finanze cretense Yanis Varoufakis. Al fine di superare lo stallo sembrano essersi riuniti in un vertice protocollare riservatissimo l’attuale presidente atletico Carlo Azeglio Ciampi e l’ex verticalità rossoblu Francesco detto Panuccio, ora settato sullo scranno elevato del colle quirinalizio. Il colloquio è durato meno del niente. Il tempo di mandarsi vicendevolmente alla stesura del panno. A due anni dalla nascita l’Atletico San Lorenzo scalpita come un cavallo di razza pregiata alla ricerca della propria identità. Una consapevolezza del sé cosciente. La troika lo sa e vorrebbe occuparsene. Parafrasando la Casa della Bernarda Alba… La Dea bendata ci salvi da una fine simile…

Olio di lino

Dove eravamo rimasti? Il festival capitolino della arti sceniche indipendenti blocca momentaneamente le fendenze della battaglia liberatoria galattica sanlorenzina. Citando il gigantesco Arnoldo Foà, possiamo affermare che il teatro è un moribondo che mai defungerà. Analogico e sciovinista al punto giusto da resistere alla qualsivoglia trovata tecnologica. Prova ne è che l’intero nugolo ministeriale umbratile facente parte della Libera Repubblica di San Lorenzo interverrà pesantemente per traghettare il festival all’interno delle mura dell’antico rione. Alle fasi finali della manifestazione prosaica erano presenti i dicasterati al gran completo. Compresi il bibbonato Lele Schettino reduce dal summit sulle tecniche del baccaglio tenuto dal deputato pentastellato Alessandro Di Battista e il libertario Marco detto Pozzo tornato dalle meritatissime ferie in quel di Mikonos, l’isola tracia capitale planetaria della lussuria Tutti. Tutti tranne lei… Lavinia detta Palma. Lavinia detta Palma. Opposizione tra immanenza e trascendenza. Segno zodiacale Leone con ascendenza in Leone e Leone transitante in Luna. Leone è pure la fiera che la caratterizza all’interno dei quadranti astrali Druido, Cinese, e Celtico. Stiamo parlando di un soggetto particolarissimo capace di circolare in strada trascinandosi alla cinta un astrologo personale!!! Roba da far impallidire Giucas Casella. Le malelingue feteffieggianti nel rione raccontano di una Lavinia capace di venire alle mani con il noto astrologo adamantino Robert Brezny, reclutato alle sue dipendenze e responsabile di partorire presagi caratterizzati dall’eccessivo ermetismo. Il veggente venne licenziato in tronco e sostituito dal vegliardo non vedente tebano Giuseppe Sandolini meglio conosciuto con l’appellativo di Tiresia. L’anziano profeta ormai inaffidabile a causa della millenaria età venne fatto accomodare in una villa presso la ridente località di Cesano Boscone e li affidato alle amorevoli cure di un decadente satrapo milanese interdetto dal pubblico officio a causa di grane molteplici dovute a feste eccessivamente eleganti. Palma decise di ingaggiare il prudente oroscopista Paolo Fox , un laccato pupazzo che ama predirti quello che vorresti ti fosse predetto, ovvero tutto bene madama la marchesa. Ma un triste giorno Fox venne sorpreso dalla sua datrice di lavoro a rubare gingilli ceramicati nel suo storico laboratorio sito al civico 707 della contrada volscia. Fox venne esposto al pubblico ludibrio e sostituito dalla profetessa Cassandra, una delle numerose figlie del re Priamo, la quale profetizzò a Lavinia la caduta delle Mura Aureliane per mano Mirmidone a causa di un improbabile cavallo di legno. Cassandra venne fatta ricoverare al reparto psichiatrico del nosocomio Spallanzani con una grave diagnosi di negligenza epica. Palma trovò la pace astrale scritturando il loquace Branko, un tipino brizzolato particolarmente esperto nelle questioni di cuore. Proprio ciò che faceva al caso di Lavinia in quanto la responsabile del sottoscrizionatorio canterino era ormai da tempo pervasa da scabrosi interrogativi. Chi è veramente Canon della costellazione geminina? E perché quando entra in scena lui, le gote della ministra artigianata prendono il colore della lava? La dicasterata molla gli ormeggi raggiungendo solitaria la quinta caserma. Ubicata tra gli strali delle rovine fondiarie bastianoni. Canon l’attende davanti ai bastioni come se l’avesse violata nel pensiero. Gli sguardi si incontrano. Non sono necessarie parole. Superflue quanto la sabbia della riviera ligure sarebbe superflua se sparsa tra le dune desertiche del Magreb. Presentazioni e altri convenevoli sono lasciati in disparte. Appare lapalissiano che i due in passato sono stati amanti. Le sensazioni fisiche ed emotive provate dalla ministra rubra sono quelle del viscerabile petrarchesco. I moti a luogo della struggenza sentimentale. Gli straziamenti del desiderio inappagato. I fatui fuochi del carneade. Le sudorazioni dell’imbarazzo infantile. Le palpitazioni della Venere emotica. L’ottundimento bisestile delle percezioni. Avviene il postulabile. Lavinia depone le armi prima ancora di sguainarle. Il talamo è tanto porporato quanto inutile. I corpi si prendono pretendendosi. Si morsicano votandosi al fremito. Si perdono ritrovandosi. Si fondono divenendo un quadro unitario. Mucose orali si intersecano come serpi aggrovigliate in mezzo alla sterpaglia senza nemmeno degnarsi di raggiungere il giaciglio. Dita esploratrici sondano l’epitelio. Labbra indagatrici sconfiggono l’arsura dissetandosi con gli umori. Sorrisi si sprecano alla fontana della saliva. I respiri cedono. Ansimano i fiati perorando gli affanni. Ci si esaurisce, si dibatte, si eclissa, si scompare, si arranca, ci si arrende, si indietreggia, ci si scompone.Tremano le ossa tramortendo le coscienze. Il muscolo cardiocircolatorio spasima. La fronte imperla segnalando parametri vitali sballati. Il semplice gesto del bramare presunto cancella in Lavinia gli obblighi alla leva di quartiere. Se per Pavese il sostare romantico è un vizio assurdo allora eccoci pronti a sprofondare muti nella gorgone come autentici sostenitori di quel malevole vizio. Ora per la ministra ceramicata l’unica repubblica libera è quella dei sensi…

Olio di semi di girasole

Precedendo universali diluvi. Regione Lemure. Terra emersa sopra la pacificità oceanica. Canon sovrano del Digimon e la sua compagna Kamaiora Santiena sacerdotessa del Nepentio regnano sulle genti lemuri secondo i principi della fratellanza intergalattica nonché dell’ordine matrilineare. La pace imperversa bandendo il qualsivoglia conflitto. Non esistono ceti censi e tantomeno condizioni sociali. La religione è un mistero della fede inespresso. L’empirismo scientifico una bestemmia verso l’elemento spirituale. Il danaro una patina posta sulla visuale del comprendonio. Kamaiora Santiena altro non è che Lavina Palma nella prima delle sue numerose incarnazioni nel mondo della forma. L’allodola idilliaca non è destinata a durare. Belligeranti popolazioni di natura patriarcale provenienti dalle mediterranee acque, sbarcano sulle coste lemuri obbligando i popoli alla condizionata resa nonché all’adorazione della divina eresia. Re Canon alla stregua di un Moro Bardino viene costretto dal signoraggio patriarca a prestare servizio negli eserciti fanteriaci. Il congedo amaro dalla terra natia sembra essere definitivo. Lo sarà. Emulando itacensi gesta del naufrago Ulisse, Canon trascorrerà il restante del suo tempo oziando tra le smagliature dodecannese accompagnato dalla divinità Atena e dalle figlie discole Tisiofanea e Castalica, frutto filiale della unione novella nonché primordio coscienziale delle ministre umbratili Sarah detta Gainsforth e Emma detta Catherine. Prima di accomiatarsi Lavinia e Canon si giurarono eterno amore con la promessa di ritrovarsi presso altre esistenze. Non successe. Lavinia fu il sustanziale animico del gigantesco scultore Fidia, il genio dell’epopea periclea. Di Canon si smarrirono le tracce tra le colonne nettune dopo la faticante battaglia dei sette ruscelli che vide trionfare i cavalieri bronzei sui frutti di mare. Qualcosa sul tragitto spazio temporale era andato storto. Fu quando l’olista ombra Daniela detta Miele riuscì a scoprire i segreti della traslazione neutrina alterando la linearità degli eventi. Questo sgarbo inconsapevole ed inaspettato fece si che gli amanti senza fissa dimora si inseguissero tra i meandri dimensionali senza mai ritrovarsi. Il tempo perduto andava recuperato… adesso.

Olio di fegato di merluzzo

La telegrittata Miranda l’Apruzzese faxa la comunicazione provando ad avvertire il restante dicasterale della peripezie contorsionistiche protagoniste alla quinta caserma. Incredibilmente nessuno tra i ministri è dotato di macchinario per i fax. Nemmeno fossero terminati gli anni novanta. L’ecocomposto Agostino il Sotgia dona rampichini al suggestivo coro della Arzilla Villa. Saranno loro a riportare Palma sulla retta via armonizzando il glabro sull’intonazione assoluta. Lavina divorata dal turbamento wertheriano accoglie i compagni presentando loro il trittico della maldicenza infernale. Erinni, Eumenidi e Baccanti bastonano la debole polifonia popolare a colpi di gutturalità corsara.Tra gli arzilli nessuno conosce una parola di testo a memoria. Canon sbellica e Lavinia ride con lui torcigliandoselo tra le braccia. La telefonia cellulare mobile dei dicasterati squilla a vuoto. A teatro, si sa, i cellulari conviene disattivarli. Disincentivarli. Spengerli. Spegnerli. La proverbiale chioma amarilla della distercense aurelica è ora azzurra come i capelli del aureo compagno. Dal bunker cinepalazzaro il contro culturale Stefano detto Zafari prova a far pervenire al coro testi e spartiti incaricando il sindacacense Patrick Flanagan di volare in casrema quinta a bordo del chiappo. Disgraziatamente il motorino è sine miscela. Una beffa. Pesce d’ aprile fuori stagione. Flanagan aveva terminato la benza nel viaggio di ritorno dalla capitale ellenica dopo aver festeggiato utili fuoriuscite della moneta unica. Il quadrumvirato architettonico Kingsley, Marchini, Mordenti, Step ha smarrito la bussola fidandosi di un Tom Tom acquistato da Euronics. I cellulari di Andrea il Mac, Gigliola detta Lulù, Isa detta Florio, Abbissu l’Artigiano e Rosella detta De Salvia continuano a non dare segni di vita. La prosa pretende il giusto silenzio. Ah… i paradossi dell’esistenza… uno dei valori principali della Libera di quartiere sembra essere responsabile della fine della Libera stessa. La Partecipazione, nelle vestigia di Eros, ha condotto una delle fondatrici alla smemoratezza del Collegno…. o forse… forse era tutta una recita. La stretta della ministra rubra al girovita dell’adone aureo si fa mancicca. Gli occhi della ragazza sono specchi dispersi in una valle di lacrime. Il dilemma è il medesimo della sofoclea Antigone. L’animo è squarciato tra i doveri verso la tua gente e… tutto il resto. Dionisiaco e Apollineo si pestano i piedi gridando pianti! Che si odano pianti! La katana in ceramica forgiata dalle divine mani efese di Lavinia colpisce Canon al petto facendolo stramazzare al suolo. Canon incredulo cattura l’attenzione di Lavinia esalando il respiro finale. Sarà questa l’istantanea del definitivo addio. L’ultima volta. Il fotogramma da titoli di coda. La ciclicità Carolingia è vinta. Quella Bretone estirpata. Spalancato il cammino verso la sesta caserma… ne è valsa la pena? Impossibile rispondere ad un quesito simile. Lei osserva dall’alto il corpo esanime di colui che amò, volge contro di sé l’affilata lama dell’arma con la quale nell’afflato precedente aveva dato unzione estrema alla sua ragione di vita e… attraverso un gesto netto emula gestualità capulete benedicendo la sorte…

Lasciare la quotidianità per entrare nella storia… nemmeno il caudillo florianepolense Yuscelino Kubithechi arrivò mai a tanto… il lirico aveva eguagliato l’epico nella scalata impervia verso l’immortalità…

Il ritrattista liberorepubblicense Dario detto Fatello non va in vacanza. Almeno non ancora. Ecco che dal suo archivio personale spunta fuori un video raffigurante la ministra Lavinia detta Palma in una delle sue reincarnazioni maggiormente sobrie. Quella avvenuta presso i cottage canadensi in epoca tardo ottocentesca. Riconosciamo una Lavinia dal polpastrello vivace e dall’ugola cinciallegra da sempre nata sotto il segno… del leone. I due anziani signori che possiamo osservare nel video altro non sono che i suoi astrologi personali caricati e scaricati nel giro di un battito di ciglia. Buona visione. E buon ascolto, godendovi il missaggio del nostro Mirko Mirkione Diggei.

Lasciò cascare la coperta e nulla sembrò più avere un senso…

VALLI A PRENDERE a ‘100 libri in giardino’, Quadraro, Roma.

In in scena, Valli a prendere. Racconti & poesie. on luglio 7, 2015 at 11:29 am

100 libri

Reading in salsa farmacologica

“VALLI A PRENDERE” di Giovan Bartolo Botta per Edizioni Haiku

giovedì 30 luglio 2015 ore 20
100 libri in giardino
Via Filippo Re, Quadraro, Roma
tel 06 4436 1406
100libringiardino.wordpress.com

Chi non crede che gli attori teatrali vogliano sempre essere al centro dell’attenzione, perennemente sul palco a elargire monologhi, dialoghi e soliloqui, farebbe bene a ricredersi… e alla svelta! Soltanto un attore riesce a capire la vita di un attore. Nel gusto narciso per una battuta facile o nella diffidenza per tutti i presunti talenti precoci. Perché a far finta di fare gli attori ci ritroveremmo, senza neanche accorgercene, invischiati in quelle classiche feste frequentate solo da attori, dove gli attori parlano solo di provini per attori, scuole per attori, agenzie per attori, senza neppure sapere che fuori dalla loro pista da ballo per attori c’è un mondo in guerra. Un mondo, forse quello sì, frequentato da veri attori.

Una raccolta di racconti, monologhi e poesie, che ruotano attorno ai temi del teatro, della maschera, dell’incomunicabilità. Una satira, pungente e puntuale, all’arrivismo che domina in certi ambienti, quando a prevalere così sul grande palco, come nel più piccolo teatro di periferia, è la medesima e mediocre farsa della corsa al successo.

Suddiviso in sei sezioni che prendono il nome da altrettanti principi attivi di psicofarmaci, Valli a Prendere è la mise en éspace di una pluralità di punti di vista che seguono di volta in volta le esigenze del racconto o della poesia di turno, in un alternanza fra prima e terza persona, modulata sui diversi registri del comico-grottesco e dell’aulico-riflessivo.

“La rivoluzione non si fa armando la società ma teatralizzandola. Israeliani e palestinesi: a teatro insieme! Juventini e granata: a teatro insieme! Inglesi e scozzesi: a teatro insieme! Pelé e Maradona: a teatro insieme! PD e PDL: voi no! Teatralizziamo la politica”.

Premio della critica Funweek.it per VALLI A PRENDERE

In Cronache Roma Fringe Festival 2015, in scena, rassegna stampa on luglio 7, 2015 at 11:13 am

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Premio della Critica Funweek.it Roma Fringe Festival 2015:

Giovan Bartolo Botta per “VALLI A PRENDERE”. Sez. Comedy

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