Capitolinia. Agenzia delle entrate. Quartiere Trastevere fuori dal borgo Rugantino. Sul quadrante dell’orologio civico battono le ore 11.30 anti meridiane. Stremati come strofinacci dediti alla lucentezza dei sanitari, un gruppo di individui sudati esce dagli angusti uffici di registro dopo aver vinto una personale quanto terrificante battaglia contro la burocrazia italica. Si tratta dei dirigenti della società calcio popolare Atletico San Lorenzo. La loro prestigiosa creatura ha da poco preso vita. Ma a quale prezzo!!! Sono state necessarie oltre tremila firme disposte su una modulistica degna della Federal Reserve statunitense. Alcuni tra i dirigenti, cagionevoli nelle arterie, quella mattina non riuscirono a reggere la pressione, terminando la giornata sdraiati sulle confortevoli barelle del Nosocomio Pertini, in codice rigorosamente… rosso. Quando si dice il caso. L’avventura prese adito sotto dettami spartani. I Calciatori in rosa si presentavano agli allenamenti con tute differenti. Il pranzo era al sacco. Non esistevano divise d’ordinanza o rappresentanza utili a dare sfoggio di serietà durante le cerimonie ufficiali. Nessuna telecamera televisiva lambiva il bordo campo per trasmettere dirette su piattaforme molteplici. Il manto erboso nel quale si svolgevano i riscaldamenti non era in erba, bensì in vetro resina. I calciatori espletavano fango lavandosi dentro delle bacinelle in plastica acquistate dal bengalino. I palloni erano di spugna o in alternativa venivano utilizzati i volubilissimi super- tele. Le gare casalinghe si svolgevano sul binario interrato della stazione Tiburtina. Gli allenatori toglievano il disturbo prima ancora di posteggiare il deretano sulla panchina. Le porte erano composte da golfini da cabinotto meneghino. In trasferta si andava a dito. Insomma erano kaiser enormi, eppure sotto la coltre di questo improbabile turbinio di confusione albergava un entusiasmo da asilo Mariuccia, tant’è che il primo anno si arrivarono a sottoscrivere niente poco di meno che trentamila abbonamenti. Cifre da far impallidire le più gettonate squadre della serie maggiore. E non solo quelle. Dopo due anni di lavoro sul territorio, la situazione all’interno delle mura aureliane è totalmente cambiata. Insieme alla Juventus, l’Atletico San Lorenzo è l’unica squadra in Italia a possedere un impianto di proprietà. Lo Stadio Cavalieri di Corcovado, ubicato nel centro dell’antico rione e con una capienza di quasi quarantamila posti a sedere mette invidia al qualsivoglia centro sportivo partorito su modello anglosassone. Non esiste pista di atletica e le gradinate sono costruite adiacenti al rettangolo verde. L’effetto Marassi è garantito, ma con più modernità. Dentro la tribuna centrale, un ristorante della catena Farinettina, sfodera pietanze complesse a prezzo da donazione dell’organo superfluo. Una Multisala cinematografica offre alle famiglie la visione dei maggiori polpettoni Bollywoodiani, mentre circa cento negozi vendono merchandising atletico fabbricato in tempo reale da galoppini asiatici assunti con contratto a formula variabile. L’attuale centro sportivo sorto sulle macerie della ex dogana ferroviaria è tra i più avanguardistici del globo, dotato di attrezzatura da potenziamento dello striato e grosse vasche idromassaggio con allegato di sauna iperbarica. Roba da renderti innocuo Cristiano Ronaldo. Le trasferte si svolgono in Concorde, fatta eccezione per la dirigenza che preferisce seguire i match davanti ad un maxi schermo installato all’ultimo piano del “grattacielo ribelli”, dove da circa un anno è sorta la tanto agognata sede societaria. L’ambizione odierna viene evidenziata dalle attuali operazioni di mercato. Il direttore sportivo Andrea il Grecia ha respinto in toto le avances fatte da altri club per accaparrarsi le prestazioni sportive delle fromboliere atletiche. Capita Giaccari, cercata in estate dalla Lodigiani, una società che non esiste più, ha preferito glissare continuando a sposare il progetto aurelindo. Cosi come Ceci Strambini, la quale ha pensato bene di rimandare ritorni clivensi a data da definirsi. Gaia da Gorizia, decisiva tra i pali durante lo scorso campionato, ha preferito voltare lo sguardo in opposizione allo strabismo di Marotta, spegnendo le sirene che la volevano a Torino sponda gobba. La tornante Maria Belen Espinosa ha zittito le malelingue che la davano partente in terra Almagra. Mentre commozione ha suscitato tra i supporter il rinnovo contrattuale della battitrice libera Carolina Antenucci, a cifre, si mormora, da concessione dello Spirito Santo. Niente carriera pallavolistica per la girgentigia Alessia Tino, stappata in extremis alle grinfie spauracchie della Sisley Treviso. Saranno ancora rossoblu pittate l’incontrista Roberta Bozzetto e la punta di sfondamento Angela Del Gesso mentre si attende a giorni il si definitivo della seconda punta Franceschina, ancora distratta da sussurri e grida di mercato che la vedrebbero vestire la casacca arancione dell’ambiziosissimo Motherwell, ansioso di tornare a scalare le vette del calcio scozzese. L’unica defezione si registra sul versante linea esterna dove mancheranno le scorribande della rapida Bianca Bernie, partita alla volta della Città Santa Tibetana per intraprendere una esperienza di ordine ascetico e spirituale. Le sue galoppate saranno sopperite dall’ingaggio di Irma e Santuzza Micaeli, le sorelle che nella serie televisiva Gomorra si liberavano dei tossici di crack sparando loro in bocca!!! Un azzardo per i valori su carta dell’Atletico San Lorenzo, capace di creare, forse, qualche lieve disguido all’interno dell’assemblea. Ma è con il fiore all’occhiello del calcio maschile che quest’anno in zona murelica si desidera imporre la voce grossolana. L’addio definitivo dell’estremo difensore Marco Canizares, volato pindaricamente verso una promettente carriera canora, lascia spazio tra i pali al portiere transalpino Jean Luc Ettorì, 67 anni, già campione europeo con la nazionale francese durante il torneo casalingo del 1984. Sarà lui, costretto da lombaggine e gibbosità, ad infondere sicurezza al reparto arretrato aurelindo. Una linea Maginot che si avvarrà dell’esperienza del difensore britannico David Mc Pherson, ex Glasgow Rangers, passato alle cronache come il sovrano delle autoreti. Ben 35 in carriera costeggiata da infortuni gravissimi quali pelle sebacea e tartaro dentale. Alberto Caci può dormire sonni tranquilli…tastandosi il postale a duplice mandata. A centrocampo interdirà il buon Manuel Barusso, vecchia conoscenza della cadetteria italiota. Ma è tra le file avanzate che il presidente Francesco Panuccio è intervenuto personalmente per corollare la torta. Dopo aver blindato il giovane cugino primo di Adebayor, Perec Sotomayor, proveniente dal Santa Giustina Fleming, e dopo aver incassato l’assenso del glorioso leone camerunense Roger Millà, 74 anni, castigatore dell’ Argentina durante i mondiali in terra nostrana, patron Panuccio ha spalancato i cordoni della borsa pur di assicurarsi i servigi dell’ex ministro alle finanze ellenico Yanis Varoufakis. Un colpo da maestro capace di far tirare spiragli di sollievo all’interno della macilenta euro zona. Sarà lui a curare i bilanci atletici cercando di tenere lontane le grinfie della fiamma gialla. Ma il parode Panuccio appare reticente nell’accaparrarsi i meriti dell’operazione. D’altronde come ben sappiamo, o ignoriamo, il dirigente zarense altro non è che uno dei tanti elementi che compongono la struttura piramidale della società murelina. Come nelle migliori tradizioni massoniche di stampo Babilonese, possiamo affermare che il potere reale soffia sul soufflé ma non si percepisce. Esiste una base composta da tesserati sopra la quale opera un’assembla organizzata secondo un organigramma partitocratico di stampo novecentesco. Tutti i componenti dell’assemblea posseggono minuscoli microchip infilati sottocute utili a dominare volenza e nolenza del soggetto sperimentale. Infine, sito al vertice dell’azienda esiste il fantomatico “ente”, un essere extra-dimensionale con sede fiscale presso le Isole Azzorre. È possibile che questa riservatezza operativa accompagnata da amichevoli estive disputate dalla squadra a ritmi parrocchiali abbiano leggermente freddato l’entusiasmo sugli spalti. La prima uscita, disputata tra i sospensori selvatici della Colombia conto gli impestati avversari del National de Medellin, è costata agli atletici il sequestro da parte dei narcotrafficanti del terzino di spinta Ruggero l’Apruzzese. L’intervento sul posto degli emissari della Farnesina è riuscito addirittura a peggiorare una situazione già disperata. Fortunatamente per tutti, l’atleta rossoblu ha provveduto a liberarsi con mezzi propri, grazie anche ad alcune preziose conoscenze rimediate durante la sua trasferta calcistica in terra carioca. Vedi alla voce Zè Pecheno/armi. La seconda uscita ha mostrato i limiti dell’attuale modulo di gioco impartito dal redivivo mister Mauro Capitani. Scelto dalla dirigenza secondo l’empirico sistema del tuorlo nell’uovo. Il cosiddetto “sistema Sonetti” che prevede la palla lunga con allegato di segno della croce pare ancora non essere stato assimilato dai suoi giocatori. La terza uscita in terra Ostiense non ha avuto luogo, a causa di un guasto sulla linea ferroviaria Piramide-Lido. Insomma possono essere molti i motivi di una tale Saturnazione contraria. Alcuni possiamo provare a comprenderli analizzando la cartografia natale dell’Atletico San Lorenzo…
Facendo fede al registro anagrafico commerciale, la società calcio popolare atletica viene alla luce il giorno 13 del mese di Agosto nell’anno fausto 2013 alle ore undici e trenta minuti anti meridiani presso la città di Roma. Il periodo non è bisestile, questo permette altresì di semplificare il calcolo ponendo la nostra attenzione sulle coordinate latitudinali e longitudinali primarie. Osserviamo il Sole transitare nella casa quinta per 20 gradi e 58. La casa quinta è abitata dal segno zodiacale del leone, un segno fisso caratterizzato dall’elemento focaio e dalla elevazione del pianeta Plutone. Regalità e ambizione costellano le mura di questa casa quinta molto concentrata sulla consapevolezza del proprio sé cosciente. Il segno del Leone è anche il segno che all’interno dello zodiaco occidentale tende maggiormente a compiacere i pantagruelici piaceri del basso ventre. Costinate nella piazza Sannita e aperitivi alcolici confermano le attitudini leonine atletiche. L’ ascendente in Scorpione, cosi come la Luna dimorante nel medesimo segno, decuplicano le caratteristiche leonine dell’Atletico San Lorenzo, infondendo loro un’elevato tasso di fascino e mistero. Ma purtroppo, o per fortuna, la casa ottava, occupata dall’aspide crostaceo è anche la casa della dipartita, che in opposizione alla leonina casa della vita conferisce agli atletici una transizione da sosta nel limbo. Ovvero neutra. A ravvivare la festa, si fa per dire, ci pensa Mercurio,il pianeta della comunicazione, infilato sull’Atletico in una posizione anch’essa tiepida, vale a dire quella del Leone. E in effetti il sito internet ufficiale della squadra appare agli utenti momentaneamente disattivato. Veniamo all’amore. Al viscerame Lorchiano, alla quintessenza del morso. Ai capei d’oro da Laura sparpagliati. Nonostante l’ottima posizione del Leone nel suo pianeta dominante, vale a dire il Sole, il solletichìo sensoriale è reso estremamente diffidente dalla posizione di Venere, planisfero d’amore, nell’analitico segno della Vergine. Nella sesta casa Venere si trova ad essere inesorabilmente in caduta. Una posizione più ostica addirittura che non nel pudibondo Capricorno. Ed in effetti possiamo affermare senza colpo ferire che all’interno delle file atletiche il gossip è piuttosto restio alla copertina. Marte è un pianeta guerrafondaio. Fa la voce sonante pretendendo di farsi rispettare. Anche in questa casella l’Atletico volta lo sguardo verso la bianca bandiera. Il pianeta transita nel Cancro, segno di accudimento e benevolenza, valori contrari alla mascolinità alfa. La quarta casa pone Marte in discesa libera. Giunge però in soccorso l’elevazione di Giove in Cancro. Il pianeta guardiano della conoscenza bacia sulla guancia il San Lorenzo, che pur di ottenere in concessione gratuita e perenne ciò che gli spettava di diritto, ha addirittura sfidato la sapienza antica della ortodossia cristologica. Ancora una tappa tra le profondità intriganti dello Scorpione dove scorgiamo incredibilmente munifico il severo maestro Saturno svolgere il bello e il cattivo tempo. Saturno in casa ottava tende al miglioramento della propria posizione sociale per mezzi poco leciti. È una posizione oggettivamente di fatica e pesantezza. Non si tratta di esilio né di caduta ma certo l’eccellenza saturnina alberga altrove, ovvero nel Capricorno, il segno nel quale il globo della serietà si trova in domicilio. Ed in effetti che dire dello scandalo delle tessere fasulle atletiche che in estate ha oscurato il ben più grave scandalo dei tesseramenti bufala nei circoli del partito democratico romano? Per tacere sul compenso che il cantautore pometino Emilio Stella ha preteso dai vertici aurelici per comporre il famigerato inno musicale “calcio figlio del palo” ove per calcio è da intendersi non lo sport bensì il minerale fitoterapico. Roba da renderti immacolato l’infingardo pianista marchigiano Giovanni Allevi!!! La prima casa domina il futurista pianeta Urano. Una dicotomia mica da ridere. Il Pianeta del libero pensiero alberga, all’interno tema natale rossoblu, nella dimora del più testardo e conservatore tra i segni dello zodiaco. Grosso guaio a San Lorenzo Town!!! Uscirne indenni sarebbe come cercare di convincere Beppe Grillo a non urlare o l’ex premier Romano Prodi a non emettere pause tra un periodo grammaticale e l’altro. Un dito nel naso. Questa dicotomia aureliana si evince durante le assemblee eterne del lunedì presso Cassa Della Partecipazione, luogo nel quale si progetta il calcio del futuro osservando un modello di calcio da radiolina a transistor buona tra le trincee in tempo di conflitto armato. Il pianeta che governa la distruzione, cioè il dantesco e lontano Plutone abita il cardinale segno del Capricorno. Tutto sommato una buona posizione. La tenacia del Capricorno sventa le possibili dissidenze interne il tutto però al duro prezzo di assemblee che paiono adunate per individui insonni. A volte terminano poco prima che il gallo abbia cantato tre volte. Un’ultima nota positiva la gioca Nettuno, il pianeta che alimenta i nostri sogni e desideri nascosti. La sua posizione ideale è quella in casa dodicesima, governata dalla fragilità e dall’altruismo dei Pesci. Esattamente il grado occupato nel tema natale lorenzino capace di cullare sogni scudetto, nonostante si gareggi ancora in seconda categoria. Attenzione!!! Un’osservazione non superficiale del cartogramma astrologico aurelindo, evidenzia una totale mancanza di ponderazione e senso della misura dovuta alla preoccupante assenza nel tema natale di elementi d’aria acquariani, bilancini e duplico gemellari. La Bilancia con la sua accuratezza e i Gemelli con la loro fascinazione intellettiva e brillantezza favellatoria avrebbero sicuramente conferito al territorio Atletico maggiore leggerezza e frivolezza. Pesanti sono anche le involontarie defezioni di Toro e Sagittario, due segni molto amichevoli e, nel caso dell’arciere dal busto umano e il ventre equino, anche molto sbarazzini. Quanto all’Aquario è il segno che domina l’ attuale era di transizione umana verso la viabilità della pace e del disarmo, non possedere nessun elemento del tema natale in quel domicilio è come nuotare a largo dell’Oceano Indiano senza braccioli e sonniferi per squali tigre famelici. Meglio sostare sul bagnasciuga con un Mojito in mano a leggersi gli editoriali sagaci del sapiente neo-giornalista sportivo Luciano Moggi per la gioia infinita dell’assessore alla viabilità capitolina Esposito Pristifelpato…
Per gli appassionati di astrologia iconoclasta è possibile consultare il sito http://www.astrorebel.com. Presto saranno disponibili i quadranti astrali del Nuovo Cinema Palazzo Okkupato e della Libera Repubblica di San Lorenzo!!!
Compiti per tutti: ama il prossimo tuo come il canone R.A.I.!!!
