Ballata di fine decennio
Antigone e Creonte
Creonte Avevi parlato del tuo progetto a qualcuno?
Antigone No, a nessuno.
Creonte Hai incontrato qualcuno lungo la strada?
Antigone Nessuno.
Creonte Sicura?
Antigone Lo sono.
Creonte Allora ascolta, adesso fili in camera tua, diremo che sei stata malata, che sono giorni che non esci, farò sparire le guardie che ti hanno stanato e la finiamo qui.
Antigone Perché? Sapete bene che ricomincerò
Creonte L’orgoglio di Edipo, sì, tu quello sei, te lo leggo negli occhi, sei come tuo padre. Vi ci vuole un corpo a corpo con il destino, altrimenti in famiglia non siete contenti. E ammazzare vostro padre, e andare a letto con vostra madre, e venire a sapere tutto dopo. E poi la cosa più semplice è cavarsi gli occhi e andare in esilio. Eh no! Adesso basta. Questi tempi per Tebe sono finiti. Io grazie a dio mi chiamo Creonte e non Edipo. Sto con i piedi per terra, non ho le ambizioni che aveva tuo padre. A me basta vivere tranquillo. Un tempo questa storia si sarebbe sistemata con un paio di sberle ma io nemmeno quelle voglio darti. Farti morire… ma stiamo scherzando? Ma ti sei vista? Metti su qualche chilo e fai un bel bambinone a Emone. Tebe ha bisogno di quello, non della tua morte. Torna in camera! E non sfidarmi con quello sguardo severo, io ti voglio bene nonostante tu abbia un carattere pessimo. Chi ti ha regalato la tua prima bambola quando ancora eri in fasce? Ecco. Ci siamo capiti. Fila in camera!
Creonte Dove vai? La stanza è di là!
Antigone Sapete bene dove vado.
Creonte A che gioco stai giocando?
Antigone Non sto giocando.
Creonte Ho una possibilità di salvarti ma non l’avrò tra cinque minuti, lo capisci?
Antigone Non inteneritevi per me. Fate come me. Fate quello che avete da fare, ma se siete un essere umano fatelo in fretta, non avrò del coraggio in eterno, è vero.
Creonte Io voglio salvarti, Antigone.
Antigone Voi siete un re, potete tutto, ma questo non lo potete.
Creonte Credi?
Antigone Né salvarmi né costringermi, voi potete solo mandarmi a morte.
Creonte E se ti facessi torturare?
Antigone Perché? Perché io pianga e domandi la grazia? Perché io giuri tutto quello che si vorrà e ricominci subito dopo, quando non avrò più male?
Creonte Ascoltami bene. Io ho il ruolo da cattivo, d’accordo, tu quello del buono. E fin lì siamo a posto. Ma non te ne approfittare, piccola peste, se fossi una bestia di tiranno, ti avrei già da un po’ cavato la lingua e gettata in un fosso, ma tu vedi nei miei occhi qualche cosa che esita, vedi che ti lascio parlare invece di chiamare i miei soldati, allora mi sfidi. Dove vuoi arrivare, piccola furia?
Antigone Lasciatemi, mi fate male al braccio con le vostre mani.
Creonte No, io sono il più forte e così ne approfitto.
Antigone Vi ho detto di lasciarmi.
Creonte E’ forse quello che dovrei fare, torcerti il polso e tirarti i capelli come si fa con le ragazzine per gioco. Non ti sembra buffo, io questo re sbeffeggiato ti ascolta, questo vecchio che può tutto e che ne ha visti ammazzare altri e ti assicuro commoventi quanto te, sta qui a darsi tutta questa pena per cercare di impedirti di morire.
Antigone Stringete troppo adesso, non mi fate neanche più male, non sento più il braccio.
Creonte Eppure dio solo sa se ho altre cose da fare oggi. Ma gli affari urgenti aspetteranno. Non voglio lasciarti morire in una storia di politica. Perché tu e il tuo Polinice non siete altro che una storia di politica, e tu vali molto più di questo. Anzitutto io non sono tenero, ma delicato, amo ciò che è pulito e ben lavato. Credi che non mi disgusti quanto te questa carne che marcisce al sole? La sera la si sente dal palazzo, mi rivolta lo stomaco eppure non vado nemmeno a chiudere la finestra. E’ ignobile, e, posso dirlo a te, è stupido, ma bisogna che tutta Tebe la senta per un po’ di tempo. L’avrei fatto seppellire, non fosse altro che per l’igiene, ma perché quei rozzi del governo lo capiscano, bisogna che il cadavere di Polinice puzzi in città per un mese intero.
Antigone Siete odioso
Creonte Sì, sono odioso. È il mestiere che lo vuole. Si può discutere se bisogna o non bisogna farlo. Ma se lo si fa, va fatto in questo modo.
Antigone Perché lo fate?
Creonte Una mattina mi sono svegliato Re di Tebe, e dio solo sa se desideravo altro dalla vita che essere potente.
Antigone Bisognava dire di no allora.
Creonte Potevo. Solamente mi sono sentito come un operaio che rifiuta un posto di lavoro. Non me la sono sentita, ho detto sì.
Antigone Tanto peggio per voi. Io non ho detto sì. Cosa volete che facciano a me la vostra politica, la vostra necessità, le vostre povere storie? Io posso dire ancora no a tutto ciò che non mi piace, e sono la sola giudice di me stessa. Voi invece con la vostra corona, con le vostre guardie, con il vostro armamentario, potete solamente uccidermi perché avete detto sì.
Creonte Ascoltami…
Antigone Se voglio, io posso fare a meno di ascoltarvi, voi avete detto sì, non ho più niente da imparare da voi. Voi no. Siete qui a bere le mie parole. E se non chiamate le vostre guardie è per ascoltarmi fino in fondo.
Creonte Mi fai ridere.
Antigone No, vi faccio paura. È per questo che cercate di salvarmi. Sarebbe comunque più comodo mantenere una piccola Antigone viva e muta in questo palazzo. Siete troppo sensibile per essere un buon tiranno. Ecco tutto. Ma mi manderete comunque a morte tra un momento ed è per questo che avete paura. È brutto un uomo che ha paura.
Creonte Ebbene sì, ho paura di essere costretto a farti ammazzare e non lo vorrei.
Antigone Ed io non sono obbligata a fare ciò che non vorrei. Forse nemmeno voi avreste voluto rifiutare una tomba a mio fratello. Ditelo che non l’avreste voluto.
Creonte Te l’ho già detto.
Antigone E l’avete fatto ugualmente. E adesso mi farete ammazzare senza volerlo. È questo essere re?
Creonte Sì, è questo essere re.
Antigone Mi fate pena.
Creonte Aspetta. Tu mi disprezzi, vero? Sì, lo vedo nei tuoi occhi che mi disprezzi, ma ascoltami adesso, lo sai perché morirai, Antigone? La conosci la storia?
Antigone Quale storia?
Creonte Come quale storia? Quella di Eteocle e Polinice, i tuoi due fratelli. Cosa ti ricordi di loro? Devi averli ammirati parecchio, erano adulti, vestiti firmati, sigaretta in bocca, uscivano la sera profumati e imbellettati per andare a donne, tu li vedevi tornare tardi, sbronzi, sudici, mentre tua madre piangeva e tuo padre dava di matto per la collera. Lo sai chi era Polinice? Un bastardo festaiolo ignorante con in testa solo i bar e le auto di lusso. Una volta ha avuto il coraggio di alzare le mani su tuo padre che si era rifiutato di prestargli dei soldi.
Antigone Non è vero.
Creonte Sì che lo è, me lo ricordo come se fosse ieri. Ha spezzato il cuore a tuo padre, lo ha fatto piangere di dolore e poi… anziché chiedere scusa come sarebbe stato giusto fare gli ha fumato in faccia, possibile che non ti ricordi?
Antigone Sì, lo ricordo.
Creonte Da quel momento il vigliacco Polinice si arruolò nell’armata argiva, contro la sua stessa città. Vergognoso. Eteocle invece difese Tebe ed è per questo che sono stato costretto a celebrare in suo onore funerali solenni, ma a te posso dirtela tutta? Eteocle valeva ancora meno di Polinice. Anche lui aveva tentato di far assassinare Edipo e di vendere Tebe al miglior offerente, solo che lo aveva fatto di nascosto. Credimi, piccola, con la morte di quei due infami ci abbiamo guadagnato tutti, sali in camera ora. E non pensarci più, al resto c’è rimedio.
Antigone Quale sarà la mia felicità?
Creonte Che diavolo blateri ancora?
Antigone Voglio sapere cosa dovrò fare per essere felice.
Creonte Ami Emone?
Antigone Sì.
Creonte Perfetto. Adesso sei felice.
Antigone Amo un Emone duro e giovane, esigente e fedele come me. Ma se la vostra vita, la vostra felicità, devono passare su di lui usurandolo, se Emone non deve più diventare pallido quando io divento pallida, se non mi deve più credere morta quando ritardo di cinque minuti, se non si deve più sentire solo quando io rido senza che lui abbia capito il perché, se accanto a me deve diventare il Signor Emone, imparando a dire sempre e incondizionatamente sì, allora non amo più Emone.
Creonte Sei pazza, non sai quello che dici, io voglio difendere la tua di felicità.
Antigone Siete disgustosi voi, con la vostra felicità, con la vostra vita, con sto fatto che bisogna amare tutti, sempre, a tutti i costi, come dei cani che leccano tutto ciò che trovano. Questa è felicità perché non è esigente. Io voglio tutto, e lo voglio ora, altrimenti preferisco morire.
Creonte Avanti, comincia… comincia come tuo padre.
Antigone Come mio padre, sì. Noi siamo gente che salta addosso alla vostra sporca speranza!
Creonte Sta zitta, se ti vedessi quanto sei orrenda quando spari queste puttanate.
Antigone Siete voi a essere orrendi, avete tutti qualcosa di orrendo dipinto sul volto, papà no, lui era bello, ma lo è diventato solo quando è stato sicuro di aver ucciso suo padre e di essere andato a letto con suo madre, solo allora è diventato bello. La vostra felicità è banale, mi disgusta!
Creonte Pazza, ti ordino di tacere.
Antigone Non sei nella posizione di ordinare più nulla.
Creonte Taci, Cristo, fila in camera tua.
Antigone Povero Creonte, con le mie unghie spezzate e piene di terra e i lividi che le tue guardie mi hanno fatto sulle braccia, io sono regina.