Produzioni Nostrane- ULTRAS TEATRO presenta

Spaccio illegale di prosa alla BAM (Biblioteca Abusiva Metropolitana)
Via dei Castani 42, Centocelle, Roma
https://bambibliotecaabusivametropolitana.noblogs.org/
ingresso libero
Aperitivo a sostegno dello spazio a partire dalle ore 19
15 aprile 2016 ore 21.30
Valli a prendere – spettacolo teatrale in salsa farmacologica
<<Spettacolo vincitore premio della critica FUNWEEK.IT al Roma Fringe Festival 2015>>
di e con Giovan Bartolo Botta
Giovan Bartolo Botta inscena un attore di prosa cuspidato accuratamente verso la prima decade, ancora legato al mondo analogico e al teatro del passato, che osserva la società dello smartphone tipica della democrazia liquida dove il teatro è l’ultima ruota del carro. Totale è l’annullamento dell’emotività. L’attore evoca sul palcoscenico questo disagio dicotomico fotografando situazioni, evocando paure, scaturendo risate. Narrando storie. Elargendo aneddoti. Leggendo poesie. Un Romeo troppo conservatore. Un Amleto punk. Un Otello razzista. I patemi dell’amore non corrisposto. Provini basati sul sopruso variegato al giudizio. Tutto. L’importante sarà fare ridere o sorridere. Ma omeopaticamente. Districarsi da qualunque obbligo, fosse anche l’ultimo.
22 aprile 2016 ore 21.30
Antigone fotti la legge – spettacolo teatrale in salsa punk
<<Spettacolo vincitore festival teatrale CONFRONTI CREATIVI Formello 2013>>
troppo liberamente tratto da Sofocle
adattamento e regia di Giovan Bartolo Botta
con
Flavia Martino, Lorenzo Marziali, Mariagrazia Torbidoni e Giovan Bartolo Botta
Antigone fotte la legge per forza di cose, per causa di forza maggiore, per forza di inerzia, per abitudine, per un sacco di buoni motivi, non fosse altro che per non farsi fottere. Da chi? Da chiunque. Emone non fotte. È fottuto. Ismene è fottutamente ottusa. Euridice è una fottuta lussuriosa. Creonte se ne fotte. È tutto un fottersi a vicenda nella Tebe dei diritti e dei doveri. Ma in verità cos’è Antigone per un attore? Una scusa. Una scusa per esibirsi. Certo, si poteva utilizzare una Locandiera, ed esibirsi con quella. Lo si farà prossimamente se i Maya vorranno. Se non ci sarà la fine del mondo. Intanto per gli attori di teatro ogni giorno è un po’ la fine del mondo. Ergo si va in scena senza tanti fronzoli. Perché domani chissà…
29 aprile 2016 ore 21.30
AGENTI & CASTISTI – spettacolo teatrale in salsa ipocondriaca
testo e regia di Giovan Bartolo Botta
con Flavia Martino, Lorenzo Marziali, Marco Tomba, Mariagrazia Torbidoni e Giovan Bartolo Botta
Le vicende tragicomiche di un’agenzia di spettacolo i cui dipendenti hanno un solo scopo, piazzare i propri clienti-attori per poter scalare un’assurda classifica interna ed evitare il licenziamento. Un gioco surreale e ironico in cui l’unica regola è “nessuna regola”.
“Agenti & Castisti” mette in primo piano le vicende grottesche di un’agenzia di spettacolo i cui dipendenti hanno un solo scopo, piazzare i propri clienti/attori per poter scalare un’assurda classifica interna ed evitare il licenziamento.
Un gioco surreale e ironico in cui l’unica regola è “nessuna regola”, ogni sotterfugio, espediente e macchinazione sono consentiti per scavalcare i propri colleghi, emergere vincere e sopravvivere.
Una commedia dai ritmi serrati e dalla messa in scena scarna ed essenziale dove gli attori, senza l’ausilio di effetti di luce, costumi e scenografia, tirano le fila di un racconto tristemente attuale in cui l’ossessione del lavoro, qualsiasi esso sia, diventa l’unica speranza di sopravvivenza, l’ultimo baluardo a cui aggrapparsi con tutte le proprie forze a discapito di tutto e tutti.
Produzioni Nostrane- ULTRAS TEATRO è un progetto teatrale che mette in scena i testi classici adattandoli ad un linguaggio contemporaneo. I testi diventano così originali, completamente rimaneggiati. Lasciando del pulviscolo classico unicamente l’odore. L’idea primordiale. Il linguaggio classico ci interessa particolarmente poiché parla per archetipi. Una caratteristica che solletica l’eternità. Come? Togliendo alla messa in scena costumi storici intrisi di polvere, catartici giochi di luci, musiche da ambientazione e trombonismi vocali, tornando così all’urgenza, all’essenziale. Al puro lavoro sull’attore. All’interazione sul palcoscenico tra elementi vivi. Che non hanno appigli. Che possono contare solo su loro stessi. Come nella vita.

Wikicommons/Mikaela Lefrak