A Maldonado
tra i latrati dei lupi
un vecchio cencioso fece
del vostro scrigno intatto
la sua sguattera da rigetto
partorirete con dolore
docile anima
emulando la Santa Alleanza
tra l’onnipotente Bestemmia
e il suo popolo schiavo
succederà quando il Sole
sosterà sulla Luna
macchiandole il volto
col sigillo eroso
di un desiderio trucidato
al primo vagito
sensazione devastante
fremito del corpo
concorso nella colpa
addentare l’orgasmo
durante la nascita del vostro
poliomielitico primogenito
le sedicenti leggi
del nostro circo sbarazzino
stabiliscono un principio
di lapidazione lenta
per voi e la carogna
che vi portate appresso
la decisione finale
spetta al giudice storpio
a cui voi succhiaste l’ermellino
arrapando l’intero bordello
nel rispetto del riposo mattutino
posseggo forse
l’età della ragione
ma ancora sogno di voi
passandomi sul viso
la cipria con la quale
vi ferivate la faccia
guadagnandovi il pane
signora mia bella
se siete stata una puttana
come canta il necrologio
sulla cima dell’Olimpo
sarete stata sicuramente
la migliore puttana dello Stato brado di Bahia
ed io possedendo gli stessi vostri occhi
sono sicuramente quel figlio
che dalla vostra bocca apprese
come stare al mondo…
Archive for aprile 2016|Monthly archive page
Obrigado
In polverie o poesie on aprile 28, 2016 at 1:19 PMDuarte
In polverie o poesie on aprile 27, 2016 at 2:50 PMGiaci nuda
sul letto dell’attesa
ancora bambina
perdi sangue
sul lenzuolo
il cane sciroccato
strofina il sesso sporco
sul tuo muso
la perpetua al capezzale
succhia i chiodi
della tua crocifissione
esce un lupo
senza voce
da quel ventre violentato
in paese sindaco e prete
si scambino saliva
sognando di condurti all’altare
madre tu sei mia!
Signora della luce
attenzione!
Fare l’amore
farsi un bagno
e poi morire…
madre tu sei mia!
Baldracca insanguinata
attenzione!
Fare l’amore
farsi un bagno
e poi ancora amore
con in bocca
il sapore insolentito
di quel figlio partorito
in adulterio
madre tu sei mia!
Veniamo insieme
poi fuggiaschi…
Cindy Lauper
In polverie o poesie on aprile 25, 2016 at 11:49 amSembrate una bisbetica
marionetta fiorentina
capace di offrire
le vostre sillabe
a chi come me
scopre d’essersi circonciso
solo per calmare la collera del Padre
fuggite!
da questo vascello fantasma
diretto verso quell’Isola Infernale
dove gli esseri umani per sentirsi vivi
sono costretti ad alzare la voce
scappate!
ma le avete osservate
le genti vissute tra le Sacre Scritture
mordersi il cranio
sotto questo cielo stellato
sodomizzato al mattino
dall’Orsa Maggiore?
esaurita la compassione
attraverso il singhiozzo
seppelliscono i loro aborti
sotto obelischi di merda
facendo sembrare Medea
una virtù virginale
correte!
oriniamo sul cippo
della torta nuziale
e proviamo ad aggredirci
come due senzienti
sedotti dalla pazzia
trasformiamo la nostra sete d’amore
in delitto di cronaca
deridiamoci davanti allo specchio
uccidiamo un innocente
laceriamoci i sessi sino a smarrirli
nell’attrito delle Valchirie
l’esplosione dei liquidi
fertilizzante per Santa Madre Terra
ogni benedetta rinascita
sputando sul segno della Croce…
Mimì (musa madre amante amica sorella o semplice poesia)
In polverie o poesie on aprile 23, 2016 at 11:27 amLa morte
cominciai a temerla
non appena venni alla luce
quando quell’agonia volgare
mascherata da madre amorevole
donandomi l’acquavite
dal capezzolo della cagna
disse che ero il frutto acerbo
della sua fottuta
mortificazione della carne!
Come se l’avessi chiesto io
di venirle dentro!!!
Oh Mimì Mimì
quanto eravate prevedibile
in ogni vostra collera…
il rancio centellinato
consumato nel tuo grembo scomodo
ricordava i sorci morti
serviti crudi ai galeotti
tra le gattabuie di Sing Sing
Oh Mimì Mimì
cosa darei ancora adesso
per origliare un tuo rimprovero!
Laidezza senza fondo!
Incubatrice di sozzume!
Genitrice incosciente!
Babbo dopo lo schizzo s’è dato alla macchia?
Fan culo!
Potevamo bastare a noi stessi!
E lasciare che lo Stallone ebreo
si strozzasse con l’avena greca
cucinatagli dalle sue puttane sifiltose
Oh Mimì Mimì
quali altri sbagli avete partorito
abbandonandoli sul giaciglio
di una Chiesa sconsacrata?
Pensavate forse che la Vergine Maria
si sporcasse le vesti facendoci
da Madrina?
Ma lo Spirito Santo non è come il Babbo
lo Spirito Santo non ingravida le piccole fiammiferaie
si toglie prima e vi inonda la gola di sapienza antica
quel grossolano fallo grigio chiamato Spirito Santo!
Oh Mimì Mimì
tenervi la mano era come respirare
mentre la vostra voce bambina
dedicava la nauseabonda ninna nanna
allo stupido figlio del vicino
Cos’è? Volevi succhiargli il padre?
Oh Mimì Mimì
mi pesa sul corpo
come un macigno
ogni tua notte
trascorsa in bianco
a dibatterti nel dubbio
se soffocare una vita
prima del tempo
Oh Mimì Mimì
la foto del tuo viso
scalfita sul mio petto
rivela una bellezza in estinzione
capisco come il senno di un maschio
possa essersi smarrito
inseguendo il fiorire
della vostra deflorata vergogna
Oh Mimì Mimì
posseggo un cuore debole
che quando parla di voi
oscilla dentro una confidenziale distanza
la mia condizione di figlio mi impone l’amore
ma un randagio può solo amare la propria rabbia…
Franz Ferdinand
In polverie o poesie on aprile 22, 2016 at 11:18 amimpedirò al tempo
di scorrere
e allo spazio
di dettare le sue
castranti condizioni
gli amori umani
posseggono nomi propri
volti senza regole
corpi senza legge
o vi amerò in maniera scioccante
o non saprò più chi sono
voglio inebriarmi
della vostra abbondanza
misericordiosa e assassina
riposizionare lettere su pagine
già scritte
vivere vivermi vivervi
da qualche parte dentro di me
segretamente a vostra insaputa
sono fatto così e non voglio cambiare!
Concedersi il dolce abbandono
tra le braccia roventi della follia
sarà la mia sola ed unica imposizione
e se una valle di lacrime
disse “non farlo!”
la mia voce ferma
rispose “spostati!”
La dittatura dei colonnelli fa pasticci
In polverie o poesie on aprile 21, 2016 at 11:56 amMadre
non saprei come chiamarvi
nella lingua blasfema
dei sonnambuli
cercai il vostro responso
in ogni respiro di donna
e quando la Niobe
volse le spalle
rendendomi orfano
della sua musica
compresi di potervi chiamare Niobe
ovvero il nome di battesimo
dell’incesto…
Amica
In polverie o poesie on aprile 20, 2016 at 1:13 PMVoi
siete la donna più triste
e ferita
che abbia mai conosciuto
una luce spensierata
circonda
l’oscurità della maschera
che copre
quanto di più bello
riposa in voi
attendendo il risveglio
voi siete voi
ed io nemmeno un testimone
attendibile
della mia cecità…
Pampulia
In polverie o poesie on aprile 19, 2016 at 12:52 PMPugno di nausea
dentro una calzamaglia di seta
mangiatoia di fumo
contenuta in una scollatura generosa
capo chinato
al passaggio del Re
brividi corrono
lungo il sentiero di schiene
nate senza la voce
quanto stomaca
l’ombra di un uomo
quando si osserva allo specchio
e si sputa la caramella in gola?
Mamma e papà
orinano fuori dal vaso
c’è una promozione sugli aborti
nascosta tra i ventri gonfi d’aria e colla
là dove un culo pallido prende sole
orinano fuori dal vaso
mamma e papà
prepuzio pulito
con la gabbana del pio
mentre la dodicesima fatica
del cantante castrato
bagna le mutandine
alle genti in esodo
dai propri fantasmi
“consegnatemi i vostri passaporti
maledetti randagi”
l’alito assente della guardia
come la sigla scomposta
di un cartone animato…
Dragon Ball
In polverie o poesie on aprile 17, 2016 at 1:47 PMChe fame spaventosa
darci lo sguardo
incrociarci la mano
una corsa contro il tempo
l’urlo liberatorio dell’orgasmo
il mondo salvato da insetti
la moltiplicazione dei pani e dei pesci
frusta e mulo per il maschio
donna sotto salamoia
ma papà ti manda sola?
Basta!!!
ogni istante di vita
sembra recitato
ogni istante di vita
sembra recitarsi addosso
ti spoglio attraverso la bocca
e sento che sei fatta di nebbia
i prodigi della natura
oggetti di scena dal sapore raffermo
Sappilo!!!
con te fu diverso
mi costrinsi ad osservare
il riflesso del riflesso
del riflesso di me stesso
sul pavimento
e trasformasti una distesa di macerie
in un sole che sorge…
Ayrton
In polverie o poesie on aprile 15, 2016 at 12:02 PMCi fu un tempo sulla strada
nel quale le passioni Andaluse
tornarono a fare visita
ad un genere umano
privo di corpo di scopo di polso
di peto e di omogeneizzato
le carni parevano carogna
contesa tra uomini infetti
le punte dei sessi
perennemente bagnate dal Tiglio
ruggiti acerbi di Leoni anziani
tornarono a comporre musica
tra le gabbie patologiche
del sifilitico bailamme circense Parigino
come padrini d’onore
ci si impose il duello
uccidendosi a vicenda
con tamponi di stoppa
Il Lillipuziano diede del nano
al nano
e dopo avergli impartito l’estrema unzione
tra le ambasce del culo
si asciuga il rivolo della pappa
attorno alla bocca
col medesimo bavaglino bordò
del suo gingillo da sfogo
furono i giorni della ricomposizione
della Babele sterile dentro un unica nota
ma ormai erano tutti sordi…