Giovan Bartolo Botta

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O Contadino! Roccavione (1996)

In polverie o poesie, Uncategorized on luglio 30, 2016 at 4:40 PM

Le ferite che
portate sul corpo
somigliano dannatamente
bocche da sfamare
salomonico
il modo col quale
annichilite l’amore
facendo l’amore
lasciate scoperta
quella pugnalata al respiro
infertavi a tradimento
dal Lupo Cattivo
sarà il passaporto
che vi permetterà di spodestare
la Madonna Nera
dal trono argentato
di una mandria d’orgasmi parzialmente scaduti
ingoiatevi la benda a cena
o utilizzatela per seppellirci
l’occhio in piedi del nano da passeggio
che scodinzola fedele
assuefacendo i suoi sensi
con un’ampolla di moccio
colatavi per sbaglio dal naso
fate si che il barbaro
possa ammirare sino al decesso
le verità nascoste del vostro dolore
incise da uno sputo orfano
sul suono acerbo della vostra voce
non imponete il bavaglio
a quel bisogno di piangere
che come un ossesso
vi sgomita in corpo
per ottenere un ‘udienza
no, non fatelo…
è l’unica gemma che ancora brandite
per somigliare vagamente a qualcosa d’umano…

Formazione Olimpica

In Poetry urban story, Uncategorized on luglio 30, 2016 at 1:19 PM

La formazione poetica del quadrante Roma Est (San Lorenzo, Pigneto, Torpignattara, Prenestino, Centocelle) che il 12 agosto volerà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro per sfidare le delegazioni poetiche straniere. seduti da sinistra: Silvia Carone Fabiani, Daniele Casolino, Valerio Piga. In piedi da sinistra: Melania Rossi, Marco White Rivellino, Giovan Bartolo Botta, Christian Ferrante, Davide Vladimiro Carlo Sottili in P-arte Oceano, Krzysztof Bulzacki Bogucki, Giulia Thecatlady e Roberto Buccolini. Commissario Tecnico: Daniele Mattei. Direttore sportivo: Matteo Mingoli. Presidente di Federazione Editoriale: Valerio Carbone. Fisioterapista della corda vocale: Lucrezia Lattanzio. Esorcista di gruppo: Daniele Capaccio. Padre spirituale: Karolina Luce. Musico di scena Renato Iacobucci. Operatore olista: Alfonso Jfl Canale. Schemi ed interpunzioni :Bigfamily Papy. Radiocronache dalla sua postazione a Brasilia: Enzo Tatti. L’inno nazionale è composto da Roberto Scippa! Dovremo sfidare le seguenti delegazioni: Poeti della Renania Prussiana, Poeti dopati della Siberia, Poeti Scozzesi in Kilt senza biancheria intima, Poeti separatisti Baschi, Poeti Brasiliani emotivi e promiscui, Poeti delle Isole Malvinas, Poeti Altoatesini, Poeti della delegazione secessionista Padana, Poeti nipponici seguaci dell’Impero del Sole, Poeti Britannici amanti della caccia alla Volpe muschiata, Poeti dialettali cinesi, Un unico poeta di San Marino, Poeti Austro-ungarici sordomuti, Poeti Kurdi, Poeti del Golpe turchese, Poeti Corsi seguaci del Cavallo Bianco Di Napoleone, Poeti della linea limitrofa, Stagisti di Donald Trump, Poeti della Banca Benedetta Vaticana, Poeti Ellenici della Rivolta Popolare in Cabina di Regia, Poeti Scandinavi seza fissa dimora, Delegazione Poetica delle civiltà perdute, Poeti a Cinque Stelle, e Poesia dell’affarismo gnomo-elvetico.
Copertura Televisiva H24 a cura dell’Istituto Luccica Cinematografica della Libera Repubblica di San Lorenzo.
Seguteci e Sosteneteci! Anche solo nelle vostre preghiere…

Pelè palleggia in zona Ni Guarda (1995)

In polverie o poesie on luglio 27, 2016 at 12:51 PM

Osservarvi piangere
davanti al mio pianto
dannatamente simile in questo
ad una persona che piange
non fu sufficiente
a farmi cambiare idea
sul vostro innato talento
in quanto a Tradimento
siete docente a Giuda
e la Menzogna vi fu allieva
quando decise di apprendere
la deprecabile disciplina della Falsità
questo è tutto signora
la poesia non dimentica
la poesia non perdona
la poesia non sorride
la poesia non fuma il calumet della pace
io si però…

A Cherasco si beve dal mattino (1998)

In polverie o poesie on luglio 26, 2016 at 12:11 PM

Ho visto
nelle tue premure
manifestate in maschera
la sintesi artefatta
di due dame partorienti
unite nel destino
da un proverbio arabo
la dama che trascura
i suoi intestini colmi di sperma
percuotendoli in strada
come immondizia
senza averli fatti battezzare
la dama che
giocando a nascondino
si abbandona alla morte
posando in bocca al figlio
poche reliquie una mollica di pane
e i sintomi del rigetto
del vomito del reflusso
della nausea dell’odore nauseabondo
Questo ho visto
osservandoti a lungo
attraverso lo sguardo ingenuo
dell’adolescente innamorato
poi vaffanculo!!!
ho spento la televisione…

Pastelli

In polverie o poesie on luglio 25, 2016 at 10:48 am

Nati dallo stesso seme
luce nello stesso fiore
radici comuni dentro un terreno solo
allevati sullo stesso albero
cresciuti sullo stesso ramo
stessa sete stessa fame
foglie diverse
caduti insieme
durante lo stesso autunno
vale ancora la pena
osservare il silenzio?

Angoscia

In polverie o poesie on luglio 22, 2016 at 2:44 PM

Desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
del desiderio
di sporco.

Colpo di Stato a San Lorenzo!

In San Lorenzo da delegalizzare on luglio 20, 2016 at 4:00 PM

Procediamo con ordine. Fervono i preparativi sulla annuale ricorrenza dei bombardamenti subiti dal quartiere per mano delle forze alleate. L’editore puro Stefano Zafari lancia una pubblica offerta utile ad acquistare l’intero pacchetto azionario della società sportiva popolare Atletico San Lorenzo. I mercati della borsa sono in subbuglio. I titoli obbligazionari vacillano mentre i buoni fruttiferi postali bruciano gli utili. Zafari sembra volersi fagocitare il mercato. A Piazza Affari brancolano nel buio. Molti operatori finanziari sono pronti a trascorrere interminabili notti all’addiaccio. L’editore murelino (ma attualmente residente a Boccea) mette sul piatto la cifra tonda di due euro ad azione! È decisamente un offerta spudorata. La C.o.n.s.o.b prende tempo riservandosi una risposta definitiva solo dopo aver consultato gli adeguati organi di vigilanza. Ma Zafari fa orecchio da mercante! Vuole stringere i tempi facendo andare in porto l’operazione prima della proverbiale ricorrenza. Parallelamente al gingillare in borsa l’editore partorisce una proibitiva uscita letteraria. L’imponente “Storia degli spazi sociali romani dall’epoca della Lupa gravida ad oggi”. 99 volumi da 999 pagine ciascuno distribuiti alla modica cifra di 999 euro a volume. Scritti a mano dallo storiografico murelino Fernando L’Anomalo Precario. La tanto attesa uscita nelle librerie dell’opera omnia crea qualche mugugno da parte del consumatore a causa del prezzo ritenuto esoso. Risulta ostico per il lettore digerire la prefazione scritta accuratamente per l’occasione dal discutibile Luca Casarini. Ex leader del movimento agli albori del nuovo millennio. Deposto oramai dai bagordi della rivoluzione telematica a cinque stelle. I mugugni si tramutano in lamenti quando si sparge la voce del triste increscioso. L’Ente, vertice dirigenziale dell’Atletico San Lorenzo, al termine di una banale operazione Cardiaca con tracheotomia durata 19 giorni, decede per il più banale degli incidenti. Scivola nel bagno inciampando sul suo stesso catetere. Rimediando un trauma cranico scomposto seguito da commozione celebrale e rimozione della coscienza. A nulla vale il disperato tentativo della responsabile olista Daniela Miele di riportagli l’encefalogramma alla decenza massaggiandogli le tempie con della pomata balsamica. L’Ente transita nella dimensione parallela lasciando l’Atletico San Lorenzo orfano della garanzia. Vi ricordo che l’Ente non è un essere umano. Bensì un codice a barre! Impossibile tenere nascosta la notizia ai vari ficcanaso che come faine si aggirano per il rione evidenziandone gli altarini! Nel giro di pochi giorni il mondo dei registratori di cassa fa pervenire le proprie condoglianze. L’inaspettata e prematura dipartita dell’Ente frena l’arrivo del commissario tecnico brasiliano Malika sulla panchina atletica. Attesa all’ora dei pasti alla fermata dei mezzi pubblici nei dintorni della Porta Maggiore, l’allenatrice tira il proverbiale pacco lasciando sbigottiti gli astanti. Il direttore sportivo Andrea Grecia, fotografato con in mano un cartello con su scritto il nome della c.t, appare disorientato nel tempo è nello spazio. Un altro dirigente, Marcolino Magara, attiva il G.p.s con il cerca-persone. Ma sarebbe stato più utile alla causa l’utilizzo di un segugio addomesticato a stanare il tartufo sul prato. Il team manager Sonny Zico è l’unico a possedere parenti in Brasile. Munito di gettone mette a soqquadro una cabina telefonica pubblica provando a chiamare il consolato sanlorenzino sito nella capitale di Brasilia ricevendone in cambio uno scatto alla risposta. L’operazione di mercato costata alle disastrate casse atletiche la bellezza di 4,5 milioni di euro netti porta la firma del procuratore popolare Marco detto Ki che a onor del vero non ha preteso nemmeno un euro di commissione. L’ex ministro liberorepubblicense, rintracciato al telefono dalla stampa sportiva, spiega le perplessità della sua assistita. Sono per lo più perplessità dovute al mancato arrivo di sostanziali rinforzi sul mercato in entrata. Ancora nessuna pedina richiesta da Malika è stata avvicinata dalla società per essere messa sotto contratto. L’unica buona notizia certa è il rinnovo proposto al terzino sinistro Ruggero Apruzzese. Il solo in rosa a conoscere l’idioma lusitano senza provarne, parlandolo, una particolare polluzione. Malika si è sfogata con i giornalisti carioca definendo la verticalità dirigenziale murelina un manipolo di spilorci attaccati al centesimo. Difficile darle torto. Basti pensare che per sostituire l’estremo difensore Gaia Mauri, ceduta al Pisa a titolo definitivo per la salace somma di 300 mila lire, è stato ingaggiato uno spaventapasseri acquistato in un negozio di caccia&pesca. Raccapriccio! La maginot Goriziana non sarà l’unica ad essere sacrificata sull’altare della pecunia sporca veloce e subito! Prendiamo il caso Strambini. Luigi Del Neri ha posato da tempo gli occhi su di lei per riportare il Verona nel calcio che conta. Lei vuole l’Hellas ad ogni costo. La sua è una scelta di cuore! Ma l’industriale Campedelli sembra possedere i motivi giusti per convincere patron Francesco Panuccio a cederla al Chievo. I Clivensi hanno infatti avanzato un offerta pari a 150 euro netti. Ben due euro in più rispetto ai 148 offerti dal Verona rateizzabili in tre mensilità. La girgentigia Alessia Tino continua a rifiutare il trasferimento alla Spal Ferrara società fresca di promozione nella serie cadetta. La motivazione assurda è che non le va a genio di prestare servizio nella città che ha dato i natali al critico d’arte Vittorio Sgarbi. Come si dice a Roma…levateje er vino! Maria Belen Espinosa ha definitivamente sposato la causa persa degli Estudiantes. Quelli che durante una finale intercontinentale col Milan lanciarono caffè bollente sulla faccia del golden boy Gianni Rivera. Franceschina, in partenza per la mezzaluna fertile destinazione Besiktas, sarà sostituita da Andrea Tridico. Un’atleta che nella vita gioca a pallacanestro. È Abbiamo detto tutto. La fromboliera Bobby Bozzetto potrebbe terminare i suoi giorni in quel di Bergamo Bassa. Albinoleffe. Allenata dal maestro Emiliano Mondonico andrebbe sicuramente a migliorare la sua vena realizzativa. Capitan Pamela Giaccari ha annunciato a mezzo stampa il suo addio al calcio giocato. Per molti giorni le principali testate giornalistiche sportive non hanno parlato d’altro relegando in secondo piano la calvizie del salentino Antonio Conte. La sua maglia verrà come omaggio definitivamente ritirata dalla proprietaria della lavanderia. È il secondo addio al calcio giocato nelle file aurelinde dopo quello annunciato dall’eroico Alberto Caci. Messa alle strette dall’opinione pubblica, la dirigenza fa sapere che verranno gettati nella mischia i fantolini del calcio bimbi. Loacker che bontà! La notizia fa infervorare la tifoseria che durante la cena di sostegno in Piazza dell’Immacolata organizzata dal direttore Marco Pizzuti, inscena una protesta portandosi il cibo da casa. Sono le prime avvisaglie del malcontento che andrà a sfociare nell’inferno del Colpo di Stallo…

Il reale detonatore non è però dovuto al suicidio calcistico. I collettivi chiudono bottega ritirandosi nei paradisi artificiali dell’enclave Toscana untile a stilare la fumata bianca della nuova stagione culturale. E.S.C atelier è ufficialmente chiuso per ferie mentre tra le riserve Piaggio della Omnia Sunt Communia viene spalancato l’ombrellone. Gli occupanti manifestano in ciabatte il loro dissenso. Alcuni ministri della Libera Repubblica di San Lorenzo pubblicano sui loro profili telematici le foto con la frittura di pesce servita sul glabro. Al Parco dei Galli, spazio verde di proprietà del senatore democratico Gavino Angius, viene tenta una estrema resistenza contro le Forze dell’immobile. La distercense esterofila Emma detta Catherine pubblica sulla piattaforma telematica una dichiarazione di solidarietà con la fazione resistente sbagliando completamente l’interpunzione! A rincarare la dose dello sdegno contribuiscono le fotografie della sua festa di laurea in odontoiatria apparse sul settimanale scandalistico britannico “The Purple”. Immagini che la ritraggono sollevare gli allori tra gli spazi sterminarti della chiacchierata dogana in compagnia del cervellotico Pippo Civati il quale sembra volergli sussurrare all’orecchio: Sai che ho fondato un partito? Ottenendo come tutta risposta un flebile: Possibile? Questi ritratti infelici estorti con l’inganno dal funambolico teleobiettivo del parode Abbisoul l’Artigiano attizzano la fiammella del Golpe nostrano. L’istituzione invadente capisce che è giunto il momento di forzare la mano. Sono le prime luci dell’alba del 19 luglio del 2016. Sarà una giornata interminabile. La Dogana apre i suoi sterminati hangar a batterie di cingolati con sopra incise le insegne della Martini&Rossi. Comincia a prendere piede il Colpo di Stato formato apericena. Schiere di Umpa Lumpa efebi nonché nani circondano le antiche mura aureliane impedendo alla gente di circolare liberamente. Alcuni galoppini irrompono dietro al bancone del Sally Brown Rude Pub intimando al cantiniere Peppe Batterio di sostituire le spine abitudinarie con fusti di birra targati Oscar Farinetti. La Vernaccia servita alla sezione rionale dell’A.N.P.I è rimossa a favore di un ottimo barbaresco da 700 euro a bottiglia! Autografato sull’etichetta dal sempiterno Carlin Petrini! Le cucine degli spazi sociali vengono completamente divelte. Lorella Cuccarini marcia sopra i resti dei lavabi restituendoli a lucido sotto-forma di Scavolini! I manicaretti grigliati non saranno che un ricordo. Arrivano le complicate misticanze macrobiotiche transalpine bollite da chef Carlo Cracco! Tra le antiche contrade si respira il panico dell’imbolsimento! Gli Umpa Lumpa sono cattivi! Grifagni! Maldestri! Invadenti! E come se non bastasse…sono ghiotti di felino randagio. Si divorano i gatti questi pezzi di merda!!! Lo Stato Maggiore ministeriale della Libera Repubblica di San Lorenzo viene caricato per prudenza sul tram numero 19 e trasferito nel vicino quartiere Pigneto. I ministri operano da una base provvisoria posta nei sotterranei del Piazzale Nuccitelli Persiani. I ritrattisti dell’Istituto Luccica Cinematografica provano a mettere in contatto ministri e residenti utilizzando gli anacronistici walkie talkie della Fisherprice! La responsabile agli interni Sarah Gainsforth, nota antimilitarista, ordina la resistenza armata dimenticandosi di aver completamente smantellato l’esercito nel nome pacifismo avulso. Non c’è tempo per riflettere. Bisogna agire. Possibilmente celeri. La telegrittata Miranda Apruzzese decide di mandare un battaglione di portalettere a combattere contro i golpisti. Dopo l’avvento del governo umbratile, i postini sono le uniche uniformi di quartiere insieme ai pompieri e ai gelatai. Al debello si presentano venti portalettere seduti su delle improbabili Grazielle. Vengono falcidiati a colpi di crostatina del Mulino Bianco. La distercense ugolina Lavinia Palma insieme al Coro dei Colibrì Vermiglioni da Combattimento, si presenta al concerto di commemorazzione con il bavaglio alla bocca. Anzi era un tovagliolo. Ogni componente del coro somiglia vagamente alla radicale Bonino dei tempi del mercimonio referendario. La voce del silenzio messa in scena come protesta contro il sopruso. L’effetto è tremeabondo ma purtroppo alla cantante Miriam Verdecchi le parte la fregola e comincia ad intonare l’acuto seguendo l’istinto. Gli Umpa Lumpa la circondano intimandole museruola e tegolino al cioccolato! Ciò che rimane della partigianeria novecentesca tenta un ulteriore ed ultimo colpo di reni. Ma l’età fa lo sgambetto. Gli Umpa Lumpa sono giovani. E Rottamatori…Il quadrumvirato urbanista Kean, Marchini, Mordenti, Step consiglia alla fazione resistente di non provare a combattere prima delle ore sedici quando il sole picchia con più parsimonia sugli asfalti sterrati! La cittadinanza si raduna clandestinamente sulla spianata sannita attendendo una dichiarazione dell’internista Gainsforth che puntualmente arriva ai padiglioni auricolari degli astanti grazie ad un fortunato collegamento radio organizzato dallo speaker Agostino Sotgia. Queste le dichiarazioni al curaro della dicasterata.” Amici, non permetteremo mai che un manipolo di manigoldi incapaci di quantificare la quantità di Campari da versare nell’Aperol Spritz venga qui a San Lorenzo a dettarci il coprifuoco in materia di ristorazione, tutto ciò è inaccettabile, quando sarà ristabilito l’ordine costituito vi faremo vedere noi come si mescita il vino! Bastardi inamidati progressisti!” Parole che inducono alla pacifica trattativa. Patrick Flanagan, al microfono rincara la dose.”Alla Rivoluzione si arriva già mangiati chiaro!” Limpido. La prima cittadina Virginia Raggi, accompagnata da un esercito di smartphone che le fa da paggio, si insedia al Nuovo Cinema Palazzo innalzando sul tetto un vessillo a cinque peti!!! Sono le ore 19.30. Il Tentativo di Colpo di Stato sembra essere perfettamente riuscito. L’intera armata golpista abbandona il Cinema Palazzo per andare a festeggiare alla Dogana Con un buon Aperitivo, lasciandolo cosi incustodito. Che Principianti. Basta una telefonata del creativo Marcello Fonte e l’intero organigramma partigiano si è già rimpossessato dei suoi spazi. Gli Umpa Lumpa a cinque stelle mostrano visi increduli! Il guru genovese Beppe Grillo giunge al Campidoglio bestemmiando in dialetto! È Incazzato come una biscia muschiata! L’agente Tecnocasa Luigi Di Maio Prova a chetarne i bollori raccontandogli una barzelletta, ma si sa che le racconta veramente di merda. Questi golpisti del nuovo millennio vengono cacciati da San Lorenzo con le pive nella saccoccia. Hanno rimediato una figura barbina. Roba che nemmeno al Bagaglino…
Conviene sempre evitare di scomodare la Rivoluzione…la Rivoluzione è una questione interiore… la Restaurazione invece è un onere che spetta al giudice Andrea Mac che sarà presto chiamato a processare sommariamente i golpisti dell’apericena doganale…Buon Lavoro!

Istituto Luccica costantemente sul posto. Montaggio sincopato a stile plurimo offertoci dai notabili Dario Fatello, Zan detta Ab, Wicapi Wacan e Daniele detto Ruben Sosa! Il fallito Golpe a San Lorenzo descritto dall’orbitale di chi l’ha combattuto!

Quartiere San Lorenzo! Il futuro sarà come un furto!

Pillole. Il Cofanetto

In Riflessioni teatrali on luglio 18, 2016 at 5:33 PM

Venerdì 15 luglio 2016. Ore 19 circa. Teatro Studio Uno. Quarta nottata di somministrazione farmacologico-prosaica dalla rassegna teatrale “Pillole”. Il clima è quello delle grandi occasioni. Gli attori attesi in scena, prigionieri delle loro nevrosi convulsive, ripassano compulsivamente la parte a memoria mentre il pubblico sovrano si rifocilla addentando i manicaretti esotici partoriti dalla casseruola dello chef Rubio. Sulle fronti grondanti sudore dei presenti si legge la proverbiale adrenalina dell’attesa. Il famigerato conto alla rovescia del “Chi è di scena” tanto caro alla mattatrice meneghina Adriana Innocenti! I paganti sorseggiano boccali di birra bavarese scambiandosi pareri sugli spettacoli andati in scena le sere precedenti. Tutto l’ambaradan abita dentro un clima di cortesia e senso di Smilla per la neve. I Pinguini della Polaretti, messi sotto contratto per l’occasione, offrono alle compagnie un servizio di riflessologia plantare a prezzo da donazione dell’organo sintetista enzimico. In platea si intravedono ospiti d’eccezione quali il cane da pascolo provenzale Bellè e il padroncino transalpino Sebastiène. Bellè è irriconoscibile. Deturpato nel pelo da un operazione chirurgica che gli ha mutato la razza. Sebastiène al contrario sembra essersi ripulito dopo un lungo periodo di dipendenza dalle metanfetamine sfociato in un tentativo di suicidio con la cerbottana che lo ha trascinato sull’orlo della dimensione parallela. Sta per sollevarsi il sipario quando inaspettatamente il connotato cambia mutando l’ordine dell’addendo. Alcuni individui mascherati con della pelliccia di visone, fanno irruzione in platea intimando agli attori il silenzio delle ugole nonché il sopimento dei muscoli diaframmatici. Il pubblico viene prelevato di peso e fatto accasciare sul pagliericcio utilizzando maniere militari e barbine. Agli adulti vengono chieste generalità e tessere associative mentre ad anziani e bambini viene rispettivamente lucidata la dentiera col Sidol ed offerta una bevanda gassata talmente zuccherata da provocare sintomatologia da diabete istantaneo. Registi e drammaturghi vengono fatti identificare da alcuni ex teatranti rancorosi allontanati dai provini, sommariamente processati da una sottospecie di Laica Inquisizione Teatrale indi allontanati in contumacia sotto la cautelare custodia ordita da mimi efebi attanagliati dal vizio della logorrea! C’è sgomento tra gli astanti. Spavento. Sembra ormai essere chiaro che è in atto un tentativo di Colpo di Stallo negli spazi del Teatro Studio Uno. Le squadrette di carampane ottuagenarie in pelliccia si identificano come antiche e fedeli abbonate del Teatro Argentina. Fidelizzate sotto naftalina dal lontano scandalo della Banca Romana targato governo Crispi-Giolitti. Una di loro, particolarmente infervorata dall’ideologia miope, chiede ad un attore giovane di negare l’esistenza del teatro sperimentale d”avanguardia ripetendo ad alta voce il mantra “Albertazzi è Dio e io ne sono lo zerbino”. Il ragazzo immobilizzato dal panico non riesce a proferire verbo. La vegliarda, accecata dalla rabbia, lo finisce raccontandogli la solita melensa parabola a proposito dell’amore intercorso tra la divina Eleonora Duse e il vate pescarese Gabriele D’Annunzio. Le truppe cammellate argentine pretendono un abiura generalizzata del sottobosco teatrale indipendente. Bramano per lo sterminio della rotta Off. I direttori artistici del Teatro Studio Uno Eleonora Turco ed Alessandro Di Somma, fuggiti a bordo del trenino che attraversa la consolare Casilina, domandano asilo politico al vicino quartiere popolare della Certosa, stabilendo un provvisorio quartier generale tra le cucine della nota osteria tipica Betto&Mary. Seduti davanti ad una Beccaccia rosolata a fuoco lento e costretti a comunicare col teatro attraverso il sistema della telefonia cellulare mobile, i due ordinano la prosecuzione indefessa della kermesse nonostante la fastidiosa presenza dei talloni d’Achille rappresentati da questi obsoleti ed anacronistici abbonati. Dicesi Resistenza! Dagli schermi delle rete televisiva di quartiere “Pignattara Channel” sintonizzata in diretta cittadina arrivano le immagini toccanti della coppia di direttori artistici che segue lo stravolgimento dei fatti ingollando un digestivo insieme ai coniugi Nicolae ed Elena Ciaucescu. Sommessamente un portaborse nano della compagnia teatrale “I Glicini” si offre come ostaggio chiedendo in cambio il prosieguo dell’evento. Le virtù nascoste del portaborse nano convincono le figlie di Matusalemme a donare il beneplacito agli attori. Si andrà in scena sotto costante minaccia di giudizio del mecenate Luca Barbareschi, ideologo del Colpo di Stallo nonché leader dell’opposizione Conservatrice. Una Contraddizione in termini. Due ministre del governo giovanilista renziano unite alla governatrice del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani, mostrano al pubblico i vantaggi della democrazia liquida. La malleabilità del pensiero debole raccontata attraverso l’uso smodato della pratica del selfie. Un onanismo elevato al cubo. Il trittico performativo Maria Elena Curzi, Silvia Franci e Chiara Pacioni, attraverso il martirio del corpo, evocano sul palcoscenico la sgarbata gestualità dell’autoscatto. Un teatro dell’oggetto senza oggetti. Come nella drammaturgia feroce dell’autore statunitense Thoronton Wilder. Le abbonate ottuagenarie osservano basite il lavoro di Eva Grieco accusando le prime avvisaglie della labirintite. All’attore Emilio Barone, addotto da alcuni extraterrestri di tipologia grigia proveniente dalla costellazione Zeta Reticoli, gli capita di ricordare in seduta d’ipnosi regressiva di essere stato Bugs Bunny in una sua vita precedente. Un divo roditore targato anni trenta simbolo di una grande Major plutocratica appartenente al fagocitante mondo del cartone animato. Morto suicida all’apice del successo a causa di un overdose da betacarotene. Le vegliarde cominciano a commuoversi. Forse nei loro ricordi di gioventù riaffiorano gli scatti monocolore dell’efebico volto del parode Rodolfo Valentino che in quel periodo contese a Bugs Bunny il titolo di “mister brillantina per cuoi capelluti imponenti”. A Far tornare loro il sorriso ci pensa l’efficace monologo scritto da Ludovica Bei ed Interpretato dallo stuntman dell’attore Simone Giacinti. Un giovane si interroga sul senso della vita. Cerca risposte nella dottrina della disciplina occidentale. Le sperimenta tutte. Dalla Religione Monoteista alla psicoterapia Cognitivo-comportamentale transitando per la pratica di scambismo sulla piattaforma telematica. Troverà risposta unicamente nella filosofia zen dell’amore incondizionato. Alle abbonate argentine comincia a sciogliersi il bavero. Una di loro chiama suo nipote al telefono per riferirgli di raggiungerlo perché in fondo la serata è gradevole. Il Nipote raggiunge la nonna a bordo del taxi. Il suo nome è Marco. Marco Mengoni da Ronciglione. La maggiore ugola barocca planetaria dopo il britannico Mika. Cosa succede quando quattro estimatori dei Metallica incontrano Marco Mengoni? Chiedetelo al regista Luca Pastore. In realtà la compagnia i Cani Sciolti offre stimoli di riflessione molto più ampi. A proposito della snervante e patriarcale guerra tra i sessi. Una pratica aggressiva di totale disorganizzazione umana che dal particolare all’universale ha traghettato la civiltà verso l’attuale abisso. Una disarmonia vibrazionale indotta della persona utile a traghettarne la mente verso la paura. Distribuendo la paura si divide e si impera. La Paura è trista quanto la prudenza. La Paura non si cura. La paura ha albergato, molto probabilmente, nei costati di quella ondata generazionale indaco che dopo il secondo conflitto bellico mondiale pensava di mettere in scena la rivoluzione copernicana dell’ordine costituito. Ma alcuni esseri dalla coscienza evoluta, desiderosi di incarnare la propria sapienza nell’esistenza terrena su un pianeta dove l’agglomerato materico è pesantissimo, non avendo resistito allo shock emozionale, hanno preferito scivolare nel tedio del lento ed inesorabile consumarsi fino al decesso. Come candelabri di cera dal cuore di burro. Ancora i Cani Sciolti con la loro ricostruzione dei fatti attraverso lo sganassone fisico. Le protagoniste del golpe nostrano presentano l’accelerazione del polso. Barbareschi latita seduto al tavolo del ristorante. La sonata brillante dei virgulti Alessandro Benvenuti e Carlo Monni prova a chetarne i bollori. La notte transita in bianco. Davanti al teatro comincia a radunarsi una folla dotata di pranzo al sacco. Sono teatranti disposti a lottare per la cacciata dei golpisti. Le cariatidi abbonate prendono in consegna come ostaggio il giovane drammaturgo Adriano Marenco. Dopo avergli imposto la declamazione in tonalità rokokò di un verso d’Euripide, lo espongono sul boccascena come vessillo del trionfo disperdendo gli scalmanati spauracchi. Dalle contrade della Certosa tornano a farsi sentire i direttori artistici del Teatro Studio Uno con un perentorio “Recitare e Reciteremo!”. Si impone allo spettacolo di proseguire il suo giogo. Lo stratega fringeriano Davide Ambrogi dai parchi della Villa Ada si propone come mediatore. Il quartiere Torpignattara viene messo a ferro e fuoco. L’attore Simone Fraschetti atteso al Teatro Studio Uno per vestire i panni dell’oncologo Veronesi, delibera una defezione a causa di una fastidiosa unghia incarnita. Psicosomatosi da Colpo di stato. Le verruche delle golpiste cominciano a trasudare pus. Vogliono vedere altro teatro! Sono insaziabili! IL quadrumvirato attorale Gioele Barone, Valentina Guaetta, Paola Moscelli e Lodovico Zago tentano l’azzardo. Sedurre le guerrigliere offrendo alle loro papille gustative l’ambrosia del teatro classico. Una sola Battuta firmata dal bardo. La famigerata e scozzese “Sono Stanco del sole”. Recitata in oltre due milioni di intonazioni diversificate da quella impostata del trombone Jonh Keamble a quella soffiata del naturalista Edmund Kean transitando per le sincopi del pelide Ermete Zacconi! Le gonadi delle armigere cominciano a vacillare. La Storia del teatro farà sempre storia. Claudia Salvatore sfodera per l’ennesima volta il metodo mimico assumendo i connotati del centometrista Carl Lewis diretta dalla regista Barbara Caridi che le somministra nandrolone sotto traccia eludendo i controlli antidoping del C.O.N.I. Le vecchie subiscono uno sbalzo termico. Hanno appena avuto un incontro ravvicinato del quinto tipo con Gene Simmons e Paul Stanley. Cantante e chitarrista dei Kiss. Protagonisti dello spettacolo “Il Girovita di Hanry James”. Il dirigente Simone Corbisiero desidera mettere tre fratelli in scena. Ma per motivi dittatoriali d’autore può schiaffarene sul palco unicamente due. Alle rivoluzionarie cominciano a prudere le mani. Invocano ad alta voce lo spirito del defunto Romolo Valli. Avranno in cambio le tonalità sabine dell’attrice Alessandra Cappuccini che narrando una storia profumata di guerra riuscirà a placare momentaneamente le loro ipofisi furenti. Martina Giusti come Radiofreccia. Un tradimento consumato negli effluvi di un cesso sbocconcellando la torta nuziale a dosi omeopatiche! Insieme a Giulietta degli Spiriti e ad un giovanissimo Beppe Grillo magro pervenuto direttamente dal videoclip della pubblicità della Yomo! Squilla il citofono. Silenzio! Sarà Barbareschi? No, è la regista Paola Tarantino che dall’esterno del teatro prova a comunicare con i prigionieri tentando di offrire loro coperte e vivande. Tocca al somatoforme Giovan Bartolo Botta mettere in scena i crocicchi provenienti dalla “Cascina di Bernarda Alba”. Una fattoria sita nella campagna andalusa dove una vedova scaltra tiene a stecchetto cinque figlie quarantenni, vergini, astemie nonché totalmente a digiuno di televisione. Ma gli attori protagonisti Krzystof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle e Mariagrazia Torbidoni non si trovano. Le vecchie arrembanti li hanno imbavagliati e sono pronte ad intavolare una trattativa. I tre attori saranno rilasciati in cambio di un bus della linea 105 completamente vuoto e col serbatoio pieno. È la fuga ingloriosa! Le abbonate ribelli, tradite forse dal colpevole ritardo del loro mentore Luca Barbareschi, abdicano maldestramente dopo appena due giorni di proteste inaugurando il periodo della Restaurazione. Accolti dallo scrosciame degli applausi il duo del direttorio artistico fa ritorno tra gli elevati scranni del Teatro Studio Uno. Pillole. Alla Rivoluzione si consiglia di arrivare sempre già mangiati…

Pillole Volume Terzo

In Riflessioni teatrali on luglio 15, 2016 at 5:15 PM

Il vecchio trenino della linea ferrata Centocelle-Laziali è stipato di gente che gronda sudore da ogni poro della pelle. Sono tutti controllori dell’a.t.a.c in viaggio verso la contrada della Rocca nel rione Pignattaro. Tengono tra le fauci un obsoleto Tutto-città risalente addirittura all’anno di grazia 1990. Le proverbiali notti magiche tanto decantate dalle ugole catarrose del duo Nannini-Bennato. Stanno Cercando il fromboliere Salvatore Schillaci oppure vogliono okkupare la Sala Specchi del Teatro Studio Uno per spiegare le loro ragioni sindacali all’attrice F.Danese colpevole di aver dipinto nel suo monologo la loro azienda come una fiumana di debosciati assenteisti? Provo a porre il quesito ad uno dei manifestanti il quale come tutta risposta mi chiede se posseggo il titolo di viaggio possibilmente obliterato. Gli mostro un fogliettino a quadretti con su scritto a matita di grafite la dicitura “abbonamento”. Il Pubblico ufficiale osserva il papello con lo stesso sguardo stupefatto che aveva l’onorevole conservatrice Mara Carfagna quando per la prima volta posò il suo deretano regale sullo scranno elevato dell’emiciclo parlamentare italico. L’esitazione del controllore dona il tempo al controllato di tagliare la corda. Fuggo dandomi alla macchia evitando così un’ammenda di ben cinquantamilalire deli vecchio conio. C’è fermento davanti al Teatro. Alcuni Buttafuori vicentini raccattati nei dintorni della Caserma Militare Cecchignola mi riferiscono la presenza in sala dello stratega fringeriano capitolino Davide Ambrogi accompagnato per l’occasione da un trittico d’eccezione. Stiamo parlando della triade guascona Moggi-Giraudo-Bettega, antichi ideatori di quella associazione a delinquere passata alla storia col nome di Calciopoli. Si mormora che il senese Luciano Moggi abbia intenzione di aprire una scuderia per attori nel mondo contorto dello show-business romano. Una specie di G.e.A della recitazione. Questa sera sembra essere decisamente a caccia di talenti da schiaffare sotto contratto. La rassegna Pillole non è sfuggita agli efficacissimi radar dei suoi galoppini. La triade scende le scale a chiocciola del Teatro Studio Uno camminando sopra le schiene scoliotiche di efebi nani. Una musica celestiale si ode provenire dai paraventi del cortile. È la celeberrima orchestra del Titanic fatta arrivare appositamente dai bassifondi dell’Oceano Atlantico. I musici intonano il motivetto della Champions League tanto caro ai padiglioni auricolari del trittico gobbo! Bobby Bettega alla prima nota subisce passivamente una polluzione. Al ritornello scivola inesorabilmente verso l’enuresi notturna. La direttrice artistica Eleonora Turco illustra agli esimi ospiti le modalità di voto. Chiare e Semplici. Ma evidentemente complicate per le ipofisi di tre cialtroni che per due decadi si sono occupati unicamente di telefonia cellulare mobile e giravolta della carta! Nemmeno il tempo di tenere la penna in mano che al giulivo direttore sportivo juventino Antonio Giraudo comincia ad uscire sangue dal naso. Giullari affetti da epatite fulminante annunciano il “chi è di scena”. Si solleva il sipario. L’istintiva attrice Fiora Blasi accompagnata dalle musiche del d.j subalpino Gabry Ponte commuove il pubblico raccontando la triste storia di un tradimento emotivo sfociato in politica. Guendalina Dumbo, moglie del pastore scozzese Theodoro Dumbo, lascia il morigerato marito per fuggire con un trapezista bulgaro conosciuto tra i tendoni afasici del Circo Paolocci. Thodoro, narcisisticamente offeso dall’abbandono coniugale, comincia a divenire schiavo della sostanza etilica! Ogni maledetta domenica, tornando dall’ippodromo delle Capannelle, dopo aver perso tutto scommettendo sul Puledro sbagliato, si ingolla ettolitri d’acquavite malmenando il giovane figlio Giuliano Ferrara! Il quale decenni dopo, fuggito dalle angherie della violenza domestica, fonderà un partito politico chiamato L’Elefantino, caratterizzato da devozione verso il proibizionismo del vizio e avversione atavica verso la qualsivoglia arte circense. Luciano Moggi settato in platea prende appunti. Il suo glabro priapato diventa barzotto quando sotto il riflettore appare la figura del mattatore abruzzese Alessandro Blasioli. La faina senese lo scambia per il goleador Andrea Carnevale, punta alle sue dipendenze nelle file del Napoli targato Ferlaino. Blasioli verticalizza l’azione corporea dandola in pasto ad una partitura vocale e gestuale che riporta alla luce la sapienza degli antichi cantori del ciclo Bretone. Ma ciò che realmente interessa a Moggi è l’argomento della narrazione: Le dodici Fatiche di Bertolaso durante il suo praticantato alla Protezione Civile. Un azzardo! All’ottima attrice Alessia Matrisciano piace vincere facile! Accattivarsi le genti evocando l’edonismo degli indimenticabili anni ottanta. Lo fa indossando i panni madidi della pallavolista Nipponica Mila Atzuki allenata per l’occasione dal malavitoso partenopeo Gennaro Savastano, il quale pur di conquistare l’intera piazza di spaccio del Manga, sottopone la sua assistita ad una disintossicazione forzata degli amplessi consumati con il parode campione sportivo Shiro Murakami. Mila&Shiro due Cuori e una capanna per la pallavolo da Toshiba a Secondigliano transitando per Torpignattara. Anche l’istrionico Giorgio Garofoli non disdegna L’anacronismo analogico! Lo fa narrando l’epopea di un’esistenza ovattata trascorsa nella bigotta provincia italiana dei primi anni novanta caratterizzata dalle moine televisive della sbarazzina Ambra Angiolini e dai peti catodici del disastroso Davide Mengacci. Anni nei quali il tempo trascorreva ozioso e lento. I pomeriggi sembravano eterni consumando il nastro di musicassette incise da gruppi musicali cha ancora adesso gridano vendetta reclamando un posto di diritto nella storia a singhiozzo dell’umanità! Un esempio su tutti? Gli intramontabili 883! l’attore Giorgio Garofoli utilizza il metodo mimetico Insegnato dal pedagogo Orazio Costa. Lo fa indossando i panni di un giovane Max Pezzali ossessionato da una sala biliardo sita in un paesino del varesotto dove transitano soldi in nero e appetiti sessuali sfogati nei bagni della discoteca progressiva! Amarcord! Luciano Moggi, in platea continua a stenografare appunti! Tutto sembra procedere per il meglio. Non sarà cosi…
Alla triade illegale Moggi-Giraudo-Bettega si oppone il trittico della legalità composto dagli attori Giorgia Ferrara, Luca Forte e Fabrizio Mazzeo. Il loro intento scenico è vagamente propagandistico come una certa filmografia nostrana anni settanta. Siamo a Napoli. Rione Kennedy. Adiacenza Quartieri Spagnoli. Piazza del Gesù. Distretto di Polizia agli ordini del commissario Enzo Cannavale. Il sindaco protagonista della rivoluzione arancione Luigi De Magistris impone il sermone ai padiglioni auricolari di alcuni “pentiti” fatti arrivare appositamente dalle carceri di Poggioreale per solleticargli l’Ego! L’ex pubblico ministero alla procura di Catanzaro comincia ad arringare la folla citando il mantra fuoriuscito dalla bocca del procuratore aggiunto Francesco Saverio Borrelli ovvero “Resistere Resister Resistere”. Un tale quantitativo di retorica legalitaria conduce Moggi alla stipsi per disbiosi del colon! Il dirigente sportivo chiede di essere gentilmente accompagnato al Pronto Soccorso del vicino Nosocomio Casilino. In Codice Rosso. Bollino d’urgenza bolscevica! Il Colpo di Grazia! Se non fosse che tra una graticcia e una catinella sbuca fuori la compagine indulgente capitanata dai registi Francesca Romana Nascè e Marco Bilanzone. Una sorta di farmacia ambulante con allegato di Padre Missionario Gesuita utile all’estrema unzione. Bisogna fare in fretta. Il tempo è tiranno. Il tempo è relativo. Il tempo è astringente. Il volto di Moggi appare Cianotico. Il polso è fermo. L’iride è sottile. Il Cellulare è scarico! L’internista Mersia Valente prende ad armeggiare con lo stroboscopio. Dal taschino del camice bianco le squilla il tamagochi! La Postazione di Emergency sita al Capo Nord della Buona Speranza ha bisogno di lei. La Ragazza abbandona il luogo del sinistro per salire a bordo del Tram numero 19. Destinazione Sud America. Sarà sul posto nel battere di un ciglio! Potenza della rivoluzione capitolina a cinque stelle! L’attrice anatomopatologa Claudia Salvatore, nata sotto il segno zodiacale del Sagittario, rimane sola col moribondo! La temperatura corporea di Moggi intanto sembra essere scesa sotto il limite della decenza. Basta sfiorarlo per prendersi una Polmonite! La situazione è disperata! Ma nel momento del bisogno la teatrante aguzza l’ingegno! Metodo Costantino Stanislavsky. Scuola immedesimativa Sovietica! Pochi afflati di dissociazione frammentata dell’io è Claudia Salvatore si trasforma nel premio nobel per la medicina Rita Levi Di Montalcini. Dalla grande mela Lee Strasberg ammicca a Dio per l’ennesima volta. Stanislavsky-Strasberg! Furono loro a far cessare la Guerra Fredda smantellando La Cortina di Ferro che traghettava il cittadino oppositore dal deserto dell’Arizona al gelo della Siberia! Intrisa di sapienza medica Claudia Salvatore infila una supposta su per il retto del degente partorendo il miracolo. Luciano torna ad alzarsi e camminare! Il poeta della costellazione duplice Daniele Casolino, anch’esso prigioniero del “metodo patologico attorale” si maschera da Ippocrate obbligando Claudia Salvatore a declamare il proverbiale giuramento! La Serata è salva. Parafrasando i Queen, Lo spettacolo può continuare. Nel foyer del teatro appare un portale dimensionale a cristalli liquidi. Siamo nell’anno di grazia 3567 dopo la nascita del Cristo Redentore. Cilicio della Fondazione. Il Planisfero terrestre è abitato da circa 700 miliardi di individui!!! Tutti attori di teatro!!! La popolazione animale è stata completamente decimata dall’utilizzo eccessivo dell’addomesticamento industriale teatrale. Anni bastardi nei quali si cercava di portare a teatro anche la fauna più selvatica pur di avere un pubblico pagante. Come se non bastasse si presentano ai provini anche gli androidi! Fuoriusciti dalla Catena di Montaggio dell’unica fabbrica industrialmente pesante sopravvissuta alla crisi economica causata dal crollo della Banca Unica Speculativa Mondiale. La F.I.A.T. Acronimo di Fabbrica Ieratica Androidi Torpignattara. Il Mondo è divenuto un’enorme palcoscenico intasato dal disagio generazionale contemporaneo. L’Androide Kora, uno dei primi esseri artificiali a diplomarsi all’Accademia d’ Arte Drammatica Silvio D’amico nel lontano 1944 insieme ad Aroldo Tieri, dopo millenni trascorsi a compilare bandi pubblici senza mai ricevere l’interesse dell’Istituzione Invadente, decide di congedarsi dallo scibile umano facendosi disarcionare per sempre dal suo meccanico di fiducia lo spinterogeno del radiatore. Ma il Meccanico, oltre ad essere un attore di teatro è anche un obiettore di coscienza in quota ciellina e in virtù di tale posizione convince Kora a spegnersi nelle officine della Concorrenza. Un Messa-in-scena che trasuda eleganza ed equilibrio da parte dei pronipoti del duo brillante “Il Danno&La Beffa” ovvero Mikela Barone e Mauri Incen!
Il Digestivo lo servono gli attori dello spettacolo “L’Ora dell’Alt” con un puntiglioso lavoro sul silenzio. Il Silenzio…spesso l’unica entità che vale la pena gettare sulla scena in pasto alla Critica…

Pillole Volume Due

In Riflessioni teatrali on luglio 14, 2016 at 3:09 PM

Seconda giornata di somministrazione farmacologica allopatica tra le corsie ospedaliere del Teatro Studio Uno. Sono presenti i maggiori luminari della scienza medica ordinaria tra cui si distinguono per fama a buon mercato l’oncologo vegetariano Umberto Veronesi e lo psichiatra Lacaniano Massimo Recalcati. Umberto Veronesi, ai microfoni di Radio Torpignattara Libera, si professa appassionato di prosa. Massimo Recalcati, al contrario, sembra intenzionato a posare il suo proverbiale occhio clinico sulla dissociazione somatoforme esibita dall’attrice Valentina Conti durante le messe in scena ordite dalla Compagnia Teatrale Patas Arriba. Simone Fraschetti, regista della compagine, presenta al pubblico un lavoro unico di ventiquattro minuti, nel quale gli Universi Paralleli si mescolano partorendo l’ennesima deflagrazione cosmica. Un processo di nascita-morte-rinascita perfettamente sintetizzato nello spettacolo “Amy Winehouse chiama Huston”. Ovvero una fusione Sayan degli spettacoli “Il Pelo della Luna” e “Lady Holiday”. Veniamo allo specifico narrativo. Il Sindaco partigiano brescellese Peppone smarrisce la bussola durante le elezioni comunali contro il suo avversario a cinque stelle Don Camillo. Ex sacerdote diocesano fagocitato ai tempi della Prima Repubblica dalla famelica Balena Bianca scudo-crociata. Convertitosi al grillismo sulla via Reggiana. La dipartita elettorale costringe il comunista Peppone a reinventarsi nelle magagne di un altra mansione. La Cortina Ferrata ha serrato il rubinetto del finanziamento pubblico. Peppone prova ad imitare il Mangiafuoco Collodiano aprendo l’agibilità E.N.P.A.L.S ad un Teatro di Marionette. Chiuso dopo sole due stagioni per manifesta inadempienza fiscale. Pinocchio, nei panni del magistrato bugiardo pone Peppone alla berlina condannandolo in contumacia. Scatta la preventiva custodia cautelare. Lucignolo, avvocato d’ufficio del sindaco, visti gli esiti del processo pensa bene di sciacquarsene le mani come Ponzio Pilato! Gli ufficiali giudiziari minorili Vincenzo Lo Gatto e Tarcisio La Volpe prelevano Peppone dalla sua Casa del Popolo per condurlo tra le gelide mura della gattabuia presso il San Vittore. Ma Peppone non si trova più! Esule tra le dune di Tunisia. Esodato dai disastri della Legge Fornero oscilla tra il suicidio e la gestione del mercimonio. Tutto sembra finito quando inaspettatamente, nel mezzo delle sue tragiche condizioni astrologiche subentra il sorriso dello strabismo di Venere. Il pagliaccio Sbirulino, in turnè ad Hammamet col circo di Raimondo Vianello, gli cade tra le braccia al termine di una nottata etilica trascorsa a discettare sulla possibilità di vita extraterrestre tra gli sconfinati spazi dell’universo. È un amore al fulmicotone! Una saetta chimica! Una poltiglia del ferormone! Sbirulino straccia il contratto di scrittura davanti agli occhi di un Vianello basito che di li a poco terminerà i suoi giorni a causa di un inaspettato arresto cardiocircolatorio.A nulla valsero gli sforzi masturbatori elargiti dalla Fata Turchina nel tentativo di rimetterlo in sesto. L’allegro mondo circense scivola nel lutto! Arrivano le condoglianze delle Famiglie Orfei, Togni e Medrano. I Transalpini fichetti del Cirque du Soleil snobbano la cerimonia funebre facendo pervenire il cordoglio dalla proboscide di un Elefante Nano e sventolone conosciuto dal fantolame col nome di Dumbo! Proprio Loro che si vantano di aver messo al bando la prostituzione circense animale! Ma poco importa! Peppone e Sbirulino convogliano a giuste nozze in una sala biliardo di quella Cattedrale del peccato chiamata Las Vegas. La cerimonia nuziale viene celebrata dalla cantante etilodipendente Billie Holiday! I cosmonauti Aldrin, Gagarin e Armstrong imbucati alla cerimonia donano agli sposi novelli un titolo di viaggio valido per il mitologico convoglio il Galaxy Express 999. Destinazione porzione oscura del satellite lunare. Suolo dove si mormora siano presenti Basi militari Aliene. Nemmeno il tempo di consumare il talamo ed avviene la malaugurata abduzione. Peppone e Sbirulino come i coniugi statunitensi Barnie e Betty Hill. Il psicoterapeuta Massimo Recalcati scalpita. Il seggiolino è pronto per l’ipnosi regressiva! La Ninfa Eco sbirciando le prime pagine della rassegna stampa apprende il dramma della giovane ed improbabile coppia di sposi. E sotto sotto li invidia. Anche lei vorrebbe darsi in pasto all’avventura nella giungla selvaggia. La Vita domestica in compagnia dell’ossessivo consorte Narciso è giunta ormai a titillare l’apice della vanità. Narciso, oltre a non muovere un dito per la comunità familiare, spende il misero reddito di cittadinanza elargito dal governo ellenico a guida Tzipras, in cosmesi cancerogena per il viso. Eco pretende il divorzio ma il dandy dell’antichità nicchia. La moglie si sarà anche imbolsita a causa della cattiva alimentazione geneticamente modificata, ma è pur sempre una ninfa a cui gli anziani genitori hanno lasciato in eredità una bella fetta d’olimpo. Eco, disperata, si rivolge ad alcuni suoi amici con i quali è in intimità dai tempi della drammaturgia moderna. Sono i protagonisti del piagnisteo Berkoffiano i quali le consigliano saggiamente di evirare il pipino al compulsivo marito dimostrando poi davanti all’autorità di essere stata costretta al gesto oltraggioso come una Lorena Bobbit qualunque a causa della quotidiana incuria domestica perpetrata da Narciso nei suoi confronti. È risaputo infatti che escluso l’eccessivo onanismo, gli unici rapporti sessuali Narciso li praticava a pagamento in compagnia delle infreddolite prostitute Evelina e Maja, protagoniste della piecè teatrale “ La Durata dell’Inverno”. Un lavoro della compagnia Focus 2. Il padiglione auricolare della celebre e sfortunata Ninfa, assorbe il consiglio sinistro senza eccessiva convinzione. Tornando a casa a bordo dei mezzi pubblici la splendida Eco osserva l’attrice F. Danese rimediare una multa dai controllori dell’A.t.a.c per non aver obliterato il biglietto. Confusa, Felice e ritardataria si reca al Teatro Studio Uno e davanti ad una folla attonita comincia a scagliare il proprio cranio contro il registro del borderò lasciando sbigottiti gli attori del Teatro Ebasko e la scrittrice nizzarda Amelie Nothomb pronta a cedere i diritti delle sue opere a chiunque abbia il coraggio di posarle sul palcoscenico trasformate nella temibile nonché affascinante schiera di matrice Grotowskiana…
Teatro Studio Uno. Pillole Seconda Serata. Eleonora Turco, direttrice artistica del teatro comunica a mezzo stampa l’ingresso in società dell’editore alessandrino Urbano Cairo pronto ad inaugurare a breve nella Contrada della Rocca un punto vendita della sua casa editrice mascherato da Biblioteca Comunale. Prima uscita. “ Marcelo Bielsa all’ombra del Colosseo” scritto a quattro mani da Vincenzo D’Amico e Alessandro Di Somma.
Pillole. E ancora tuonano i bugiardini dei farmaci…

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