UN venerdì sera autunnale come un altro. O forse molto di più! La sera precedente tutta la banda sbandata si è ritrovata tra le antiche contrade del Mandrione romano per spolverare il vessillo e pianificare la trasferta nei particolari. Erano presenti delegazioni declamanti provenienti da tutti i quartieri del quadrante est capitolino. La Libera Repubblica Poetica dalla Consolare biforcuta. Porzioni abbondanti di Prenestino con allegato di Casilino Claudicante. I primi a giungere tra le strettoie dell’ingordigia compositiva pasoliniana sono i poeti provenienti dal dantesco girone dei suddetti Ponti. Sono molti. E anche molto aggressivi. Amano dare adito al proprio malessere componendo ricami sdraiati in cima alle Torri della Monaca Badessa! I loro volti sono consumati dalla bruciatura del copertone. Conoscono benissimo i rischi che possono intercorrere durante una trasferta poetica nel quartiere ostile della Roma stucchevole e lampadata. La sponda sgargiante del Tevere. Le loro ipofisi ancora ricordano il famigerato contest letterario del gennaio 1988 avvenuto durante una sanguinolenta trasferta nel borghese barrio Pariolino. Il teatro di sfida era una specie di vineria omologatoria dove agli avventori veniva servito unicamente Vermuth secco! La serata sfociò prima di subito in una zuffa che vide protagoniste le fazioni declamanti in loco. Cinque poeti domiciliati nell’abusivo rione Alessandrino,per aver preso un membro della giuria popolare a badilate di carta stampata, rimediarono una settimana “al fresco” dentro le ospitali cautelari custodie Tiburtine. La notizia finì negli inserti culturali dei principali quotidiani cartacei nazionali. Anche il professore nativo dell’Urbe Corrado Augias, consultando i giornali dell’epoca, commentò l’accaduto sulle pagine del bollettino parrocchiale “Repubblica” bollandolo come “svolta barbara e degenere della poesia italiana”. Durante questo giro di giostra è necessario uscirne indenni senza commettere gli errori del passato. Sammy detto la Puzzola, poeta residente a Torre della Pignatta, propone di inviare in territorio nemico una delegazione di nove membri accompagnata dalla scorta. La decisione viene messa ai voti e transita verso il consenso evidenziando lo scontento dei “Platters”. I famosissimi trinciafogli provenienti dalle impudicizie urbane della Torre degli Schiavi. Conosciuti nell’ambiente composizionale per fare uso smodato di poesia eccessivamente ermetica. I Platters si fanno chiamare così perché l’unica musica capace di stimolare le loro funzioni esplementizie è la musica suonata dal noto gruppo soul di New Orleans. Nessuno tra i presenti ha mai messo piede a Prati. Il Quartiere Sagomato edificato da Casa Savoia durante L’unità d’Italia! L’appuntamento è per l’ora tarda davanti alle latrine a cielo aperto della Porta Maggiore. Il viaggio d’andata è relativamente tranquillo. Muniti di cancelletto e gessetti saliamo a bordo della linea tramviaria numero 19. Privi del titolo di viaggio! Il tragitto è eterno! A confronto Matusalemme era un adolescente dotato di filetto su prepuzio. Giunti nei pressi dello Zoo Municipale veniamo pizzicati da una manciata di controllori con i loro sorrisi di saccenza legalitaria. Costretti a scendere e sottoposti a compilazione dell’ammenda riusciamo a darci alla macchia facendo perdere le nostre tracce. Siamo salvi! Tutti! Tutti tranne Carmine R Roma che si è fatto beccare dai Masanielli dell’A.t.a.c con in bocca l’abbonamento settimanale scaduto da decenni. Trascinato dietro un cespuglio e bendato nulla sapremo più di lui! Proseguiamo a piedi! Senza incontrare particolari ostacoli fatt eccezione per i semafori sempre tarati sull’arancione e le insopportabili piste ciclabili da pusillanimi della domenica primaverile!!! L’appuntamento dello Slam è al Chicchi’s Bar adiacenza Settore Ottaviano. Arriviamo sul posto rispettando l’accademico quarto d’ora di ritardo! Smandiboliamo! La Piazza rasenta l’orlo del Collasso. Sono presenti delegazioni poetiche da ogni parte della Metropoli. Molti li conosciamo! Con alcuni di loro siamo già venuti alle mani in più di una ricorrenza! Ci sono i poeti bagnini di Ostia con i loro perizomini su per il nottolino dell’ano. I Poeti della Santissima Basilia con i loro setti nasali imbiancati. I Poeti del Pariolo con le loro bevande dietetiche. Ma non solo! Ecco arrivare gli odiatissimi Poeti della Magliana. Nel decennio di piombo tiravano a campare correggendo gli errori ortografici della famigerata Banda Malavitosa! Il nostro Renatino “De Pedis” Iacobucci li conosce a menadito. In Passato riuscì a sottrarre sotto i loro occhi la bellezza di un’intero scatolone di libri che si erano appena impegnati a rubare da una cartoleria della Città Vaticana! Ci sono i temutissimi Poeti del Trullo, ma anche, Veltronianamente discettando, i sofisticati smargiassi della Villa Bonella!!! Un manipolo di poeti pluri-bocciati durante i bagordi all’Istituto Magistrale!!! Ci sono gli esistenzialisti dell’Appio-Tuscolano. Pericolosissimi! Perennemente divorati dai patemi d’animo dell’amore no corrisposto. Ci sono anche gli onanisti della Nomentana accompagnati dai “Tragici” cavallerizzi delle Capannelle! Scommettitori accaniti sulle corse dei Cavalli. Decisamente Bukowskiani. Riusciamo a scorgere pure i simbolisti del Nuovo Salario. Seguaci del poeta rudimentale albanese Rowan Minazzini! Dei veri e proprii polpastrelli conficcati nello sfenoide! Tutto sommato siamo tranquilli. L’evento facebook parlava di tregua momentanea tra fazioni! Ora l’intera platea tace improvvisamente! Sullo scranno elevato del locale, Sayrus, il poeta vincitore dell’ultima finale declamatoria nazionale targata Slam Italia, è pronto ad elargire la propria omelia al presbiterio! Nemmeno il tempo di rilassare la muscolatura buccinale e Sayrus viene colpito in pieno petto da un libro di poesie della timorata poetessa anglosassone Emily Dickinson. La copertina del libro è rigida! La rilegatura appuntita! Con il manuale conficcato nel costato ,il simbolo umano di unione degli stili, stramazza a terra moribondo come un pachiderma cloroformizzato. I presenti fuggono in preda al panico! Ci sentiamo accerchiati! Uno stronzo poeta della sezione di Prima Porta comincia a dare di matto riversando la colpa dell’accaduto su di noi! Urla al circondario di aver visto il nostro Carlo Vladimiro Sottili lanciare il libro contro la fronte di Sayrus! Menzogna! Ma non c’è tempo per convenevoli e spiegazioni! Tocca darsela a gambe più veloci di un Topo Messicano nano cacciato da un gatto stolto chiamato Silvestro! Sottili detto Oceano viene catturato e seviziato sul posto! Noi fuggimo di gran carriera tentando di raggiungere la linea di circolazione metropolitana! I tornelli sono guasti! Gli elmetti ci stanno alle calcagna! La poetessa spirituale Melania Rossi si volta e prova a farli ragionare regalando loro delle “Bibbie”. Circondata dalla testuggine militare la vediamo scomparire nella polvere! La poetessa anatomo-patologa Silvia Carone Fabiani prova a soccorrerla lanciando nel mucchio un’aspirina! Ma oramai non c’è più nulla da fare! Possiamo solo continuare a scappare! Scavalliamo i tornelli! Alfonso j.f.l Canale rimane impigliato con le bretelle! Lo perdiamo di vista! Il Convoglio giunge puntuale! Il poeta derisorio Cristian Antonioli ha dimenticato il biglietto a casa! Paladino della legalità, nessuno tra noi riesce a convincerlo a salire! Il Treno parte! Per ora siamo salvi! Ma non per molto! La Corsa è limitata ad una sola fermata! Una colossale presa per i fondelli! L’amministrazione comunale a cinque stelle si barcamena sull’orlo del risparmio!!! il macchinista ci abbandona sul lato destro del Pontile Mazziniano! Chiuso a causa di disguidi dovuti al sinistro andamento della scossa tellurica! Bisogna gettarsi tra le onde del fiume e proseguire a nuoto! I poeti solitamente ignorano la qualsivoglia disciplina sportiva! Fortunatamente, il poeta cuspidato Valerio Piga ha con se i braccioli! Ci si aggrappa alla sua cinta come i tre Re Magi alla coda della stella Cometa! Il poeta Zeta Zolletta, aggredito da una Nutria Fluviale geneticamente modifcata, molla l’ormeggio eclissandosi nei meandri dell’alta marea! Anche il poeta-menestrello del Tavoliere Mimmus molla la presa smarrendo la coincidenza con la consolare Flaminia! A fatica riusciamo ad arrivare sulla sponda opposta del rigagnolo! Lì ci attendono i Poeti del Centro Storico per farci la festa! In mezzo a loro albergano pure alcuni turisti giapponesi proti a scattarci le foto impugnando la telefonia cellulare mobile! Il Poeta della Costellazione Duplice Daniele Casolino aggredisce i centristi alla giugulare! L’istantaneista Chiara Hoppipolla fotografa i balordi nipponici mettendoli in fuga utilizzando la loro medesima arma! MA con minore quantità di sorriso forzato! Galoppando risaliamo la Viabilità Nazionale imboccando la suburra! Guardie Svizzere, Seminaristi vescovili moderatamente pederasti e sicari del Banco Ambrosiano provano a farci fuori investendoci con le loro biciclette! Datatissime Grazielle mono-marcia! Invischiata nel raggio del motociclo la poetessa Sabrina Carboni volge verso la capitolazione! Rione Monti è troppo illuminato artificialmente! Stipati tra i sampietrini, cittadini senza fissa dimora consumano alienati il rito dell’aperitivo imitando ottusi polli da batteria! La folla è traboccante di Salatino e Gin! Molti avventori da Bar provano a sbarrarci il passo! Il poeta ottocentesco Daniele Mattei sveltisce la pratica indicandoci una scorciatoia! Accecato dal Led Luminoso, il poeta romantico Marco Rivellino, si smarrisce scambiando un lampione per una Mitologica Sirena alla quale poter dedicare la delicatezza del verso! Le fazioni avverse di Poetame salmastro ci stanno ancora alle pendici del calcagno! Davanti al Piazzale della Stazione Centrale gli autobus notturni sonnecchiano vinti dalla pigrizia postribolare. I loro conducenti sono appollaiati alle marmitte protestando alacremente contro la sigla sindacale come se vivessero beati in sciopero perenne! Matteo Mingoli, poeta dalla bombetta perlacea, si aggrappa al tergicristallo del Taxi, abbandonando il campo di battaglia! La coppia infernale Daniele Capaccio-Lucrezia Lattanzio ripara nel privè del night-club! Siamo rimasti in tre! Il poeta pignatense Enzo Tatti, L’Mc Valerio Carbone e il sottoscritto! Riusciamo a Raggiungere l’obsoleto trenino che dirotta sulla Consolare Casilina! Il notaio Marco Ilari e la notabile fresca mosca Monica Delfino transitano a bordo della loro automobile alimentata da carbone fossile ignorando i nostri segnali di fumo!!! Il Trenino ciufola! Si parte! Nemmeno il tempo di praticare il segno della Croce, che nei pressi del Tunnel della Santa Bibbiana, il convoglio deraglia! La poetessa pedagoga Agnese Monaco transita in macchina occupando un senso di marcia inverso al nostro! Superato il tunnel che spalanca il vello sul quartiere San Lorenzo, il mastro cerimoniere Valerio Carbone, vinto dalla fatica, si prende una pausa spezzando con Kit Kat! Io, rapito dall’edicola notturna, faccio una sosta per consultare la pornografia dell’oroscopo! Il poeta Pignatense Enzo Tatti è solo a poche centinaia di metri dalla sospirata salvezza. Il tram numero 19 lo raccoglie col cucchiaino trasportandolo verso dimore calde e visi amici! Era lo stesso mezzo pubblico sul quale abbiamo posteggiato i deretani all’andata! È il definitivo ritorno all’ovile protetti dentro gli antichi muraglioni della porzione esterna di Città! Il poeta pignatense Enzo Tatti è l’unico superstite della spedizione suicida su suolo apparentemente lunare! Vince la serata in trasferta lasciandosi alle spalle un’ondata di maremoto nordista!
Il Fuckin Poetry Slam vi aspetta per una nuova appassionante avventura alla Fortezza Culturale La Rocca. Mercoledì 9 novembre ore 22! Via Carlo della Rocca 6 Torpignattara Roma! Slam Poetry valido per l’accesso diretto alla finale nazionale di poesia targata Slam Italia!!!
Fuckin Poetry Slam…”Vivo in doloroso stato poiché vivo in lui e per lui..” Teresa D’avila
