Giovan Bartolo Botta

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Terza Okkupazione (1998)

In polverie o poesie on novembre 30, 2016 at 1:11 PM

Soltanto i moribondi
conoscono il sapore
di quei baci elargiti a buon mercato
che per becera ambizione
avreste preferito posare
sulle gote logore
delle Nullità

Moribondi e Nullità
Gli uni si estinsero presto
cercando di mondare
il sudiciume dai vostri calcagni
Gli altri vi risero in faccia
gettandovi tra le braccia incerte
di un cesto della monnezza
come si getta la buccia di un frutto
rosicchiato dai vermi

Moribondi e Nullità
In ogni caso io
potendo contare su quei milioni di colori
con cui vi pitturai il viso
per detergervelo dalle insufficienze dell’algebra
in ogni caso io,
quei Moribondi e quelle Nullità
a cui vi concedeste ad oltranza
per gabbare la Noia
Loro si,
li ho invidiati entrambi…

Numismatica

In polverie o poesie on novembre 27, 2016 at 3:09 PM

Parole urlate
dettate dal caldo
come se il cuore
fosse divenuto custode
di una gelida aula di Tribunale
labbro aggredito dall’Herpes
sesso deriso dalla piaga da decubito
sguardo accecato dall’escremento del passero
mani screpolate!!!
Quel giorno non eri tu al telefono
ma il corpo agonizzante
del libero arbitrio
che avevi appena provveduto
ad assassinare
tutto ciò che successe
dopo…
erano solo acari
di passaggio…

Prima Comunione

In polverie o poesie on novembre 25, 2016 at 12:41 PM

Mi mandavi a letto presto
sostenevi che il sonno
porta consiglio
e i bravi bambini
devono rigare dritto
andando a letto dopo Carosello
per omaggiare il mattino
immolando un capretto
sopra i calzari del Padre
Io obbedivo senza fiatare
poiché ero convinto
che la Violenza
nonostante il genere del sostantivo
non potesse essere femmina
Poi però quel mattino
non è mai arrivato
I calzari del padre
li indossava il capretto
diventato nel frattempo
un gradasso padrone
di una casa sommersa
dal passato di verdure
ed insieme
vi mettevate a scopare
facendo rumore
posandomi sull’addome
zoccolo e sputo…

Malanni di Stagione

In polverie o poesie on novembre 24, 2016 at 2:00 PM

Ti ho sognato
mentre col viso
solcato dalle lacrime
gettavi l’orgoglio
su una catasta di legna
e dopo aver incendiato
le tue infinite maschere
cessavi la pantomima
e mi chiedevi scusa…
Poi mi sono svegliato
e ho capito che era terminato
l’inebriante effetto del Valium…

Allergia Alimentare

In polverie o poesie on novembre 23, 2016 at 3:39 PM

Tra amore materno
e amore paterno
scegli sempre compressa
e proiettile
lavati bene le mani
fai un gargarismo al limone
bestemmia la fetta di pane
soffiati il naso
e il resto delle munizioni
conservale in frigo
per gli amori che verranno…

U. F. O Fuckin Poetry Slam. Contattismi e Abduzioni nell’ambiente inflazionato della Poesia Performativa Romana

In Poetry urban story on novembre 21, 2016 at 5:25 PM

La giuria tecnica ospita le migliori menti della disciplina ufologica planetaria dal giornalista italiano Peter Kolosimo al paleo-archeologo svizzero Erich Von Daniken transitando per il contattista multidimensionale evangelico Eugenio Siragusa. Ma non solo! Sono presenti, in veste assolutamente ufficiosa, i coniugi americani Barnie e Betty Hill, protagonisti di un famoso ed intricato caso di abduzione aliena avvenuto nello Stato del New Hampshire durante il decennio della Corsa impazzita verso la tecnologia atomica. Nonché noti appassionati di poesia dilettantesca. Sul palcoscenico del B-Folk, degli infermieri decurtati nell’intimo dalla obiezione della coscienza, predispongono le brandine per la sessione di ipnosi regressiva. Le sedute ipno-regressiste saranno supervisionate dal professor Corrado Malanga, docente di fisica presso La facoltà Normale di Pisa. Coadiuvato nel difficile compito da un trittico deliberatamente illuminato nel catino della ipofisi. Stiamo parlando dello psichiatra Lacaniano Massimo Recalcati, dell’esorcista cattolico Monsignor Gabriele Amoth, da poco deceduto a causa di una intossicazione alimentare dovuta ad un abuso di pane azzimo, e della razionalista-empirica fiorentina Margherita Hack, importante membro della Corrente degli Scettici. La Scienziata toscana, alla pari del San Tommaso neo testamentario, crede solo a ciò che vede. Non sarà la sola. Sono pronti a reggerle il bavaglino la neurologa Rita Levi di Montalcini, l’oncologo Umberto Veronesi, il matematico progressista Piergiorgio Odifreddi, il gibbone acchiappa-fantasmi Grunt, i ragazzi della Via Panisperna Capitolina e l’intero S.e.t.i al gran completo. L’ambiente circostante è plumbeo. Le telecamere delle principali emittenti televisive nazionali sono adite alla diretta. Collegato con noi dal solaio di casa, l’ufologo borghese conservatore anti-marxista Roberto Pinotti è pronto a distribuire le proprie prelibatezze ai porci. Ci siamo. Il primo poeta pronto a scivolare nella catalessi del sogno è Stefanone. Il fisico Corrado Malanga lo ipnotizza facilmente utilizzando il proprio occhio guercio che lo fa sembrare parente omozigote del filosofo transalpino Jean-Paul Sartre. Stefanone crolla sulla stuoia di spugna in balia di un sonno ristoratore. Non si sveglierà più. L’ approccio anarco-insurrezionalista alla vita non favorisce l’attività aliena del suo campo morfico. Ora tocca alla poetessa pedagoga di stampo Montessoriano Agnese Monaco sottoporsi alla scorpacciata regressiva. L’esperimento riesce alla perfezione. La ragazza comincia a raccontare la propria disavventura extraterrestre. Durante una passeggiata in zona Tuscolana effettuata a fini meramente commerciali, la poetessa viene trascinata via da un oggetto volante non identificato che la abbandona davanti all’ingresso della Storica Sede romana del Partito Comunista Italiano in via delle Botteghe Oscure dove alcune sagome in cartongesso proveranno a coinvolgerla in attività di volantinaggio. Dopo questo incidente, Agnese Monaco Rimarrà in stato di incoscienza per oltre tre mesi. Anche il poeta della costellazione duplice Daniele Casolino si predispone all’introspezione archetipica. Il suo caso è un caso standard nel complesso universo della ricerca ufologica. Siamo nel quadrante Roma Est. Lungo le faglie tormentate della Consolare Prenestina. Casolino ha da poco terminato una performance poetica dentro un noto locale romano frequentato da spogliarelliste belucistane, quando alcuni energumeni vestiti di scuro si avvicinano al suo tavolo e con fare sbrigativo gli chiedono di essere seguiti all’esterno del privè. Sono i famigerati Man in Black. Individui misteriosi perennemente in lutto e con il palmo della mano sempre appoggiato sulla sacca scrotale. Arrivati nel parcheggio antistante il locale, lo spogliano integralmente sottoponendolo all’ascolto forzato dell’andamento tonale ronconiano. Il ragazzo non si riavrà più. La poetessa ellenica Fedra, cinquemila anni portati benissimo, parla alla platea di contatti extraterrestri tra le popolazioni dell’Attica Antica e l’intera cosmogonia esiodea. Le divinità dispotiche della tradizione politeista Greca altro non sarebbero in realtà che individui in carne ed ossa divorati dalle medesime esigenze della suscettibile emotività umana. Il poeta abruzzese Carmine Rocker Insane racconta il suo ruolo chiave avvenuto durante gli anni settanta nel più famoso caso ufologico che la cronaca italiana ricordi. Il famigerato “Caso Amicizia”. È il 1978. Carmine è un giovane poeta dalle ambizioni mastodontiche. A Montesilvano, sua città natale, vince Poetry Slam a mani basse, avvelenando i concorrenti avversari grazie all’uso smodato di caffè corretti con la curcuma. Spende e spande badilate di soldi per offrire caffè allungati ai suoi amici poeti, i quali bevono, ringraziano e dopo pochi minuti si trovano sopraffatti dall’arrivo dell’arresto apoplettico. Carmine trionfa. Ma la sua coscienza è sporca. Passeggiando disperato sul lungomare d’annunziano di Pescara, in preda ai sensi di colpa, decide di espiare i propri peccati recandosi allo Stadio Adriatico a vedere una partita del Pescara Calcio guidato dal fumatore incallito Giovanni Galeone. Più che una punizione, una vera e propria tritata di coglioni! Davanti ai bagarini dell’impianto sportivo, cinque umanoidi di provenienza extra-planetaria provano a salvarlo in zona Cesarini svelandogli il nascondiglio segreto dentro il quale il gruppo terroristico proletario delle Bretelle Rubiconde teneva prigioniero l’allora segretario della Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini. Una Ghiotta occasione offerta dai viaggiatori spaziali a Carmine per redimersi e fare ritorno sulla viabilità della rettitudine. Il poeta Pescarese non si fa ripetere l’antifona una seconda volta, e dopo aver ringraziato i cosmonauti con un simpatico “buffetto sulla guancia” corre al più vicino Commissariato di Polizia per avvertire le autorità che un gruppo di extraterrestri gli aveva svelato il luogo di prigionia dell’importante figura politica nazionale. Non verrà creduto. Sottoposto al test dell’intossicazione da sostanza stupefacente, risulterà positivo venendo così costretto ad intraprendere un viaggio di sola andata che lo condurrà dritto tra le grinfie del “benefattore” Patrignano Vincenzo Muccioli. Correva l’anno 1990. Il Mondiale di Calcio albergava L’Italia. Le Notti erano magiche. Il poeta “romantico” pometino Marco White Rivellino era nel suo studio a Pomezia pronto a giganteggiare davanti agli amici umiliandoli con infinite sessioni pomeridiane di ludo informatico davanti ad una analogica Consolle a otto bit. Era un pomeriggio di Luglio. La temperatura esterna rasentava la simbiosi equatoriale. Ad un certo punto il videogioco elettronico, dopo essersi surriscaldato, si inceppa. Rivellino dà la colpa al Pannello del Contatore, responsabile di far scattare la leva dell’impianto “salvavita” senza un apparente motivo d’emergenza. Sceso al refrigerio della cantina, il poeta si vede davanti agli occhi una scena che lo lascia letteralmente “basito”. Una signorina nuda, apparentemente piacente, dalle fattezze umanoidi, gli si para davanti invitandolo a consumare l’amplesso. Dice di Provenire da una Costellazione Molto distante dalla Via Lattea aggiungendo di essere in missione per scopi medico-ibridazionali. Eccitato dalla piccante situazione, il poeta pometino si libera della proverbiale “camicia con i baffi” assecondando le voluttà della galattica avvenente signora. Il rapporto sessuale in posizione rigorosamente missionaria dura la bellezza di tre mesi consecutivi interrotti solo da una fastidiosa “pausa di natura minzionale”. Esacerbati gli orgasmi, la spaziale si congeda facendo ritorno sul suolo lunare. Marco ricomincia a maneggiare il Joy-pad, ma non è più lui! Ciò che prima lo appassionava, adesso lo annoia a morte. Durante le partite con i videogiochi da bar, si appisola dando la vittoria in pasto al suo gruppo dei pari. Snobba la tecnologia a cristalli liquidi strizzando l’occhio al manuale cartaceo. I Sintomi dell’innamoramento ci sono tutti. Il ragazzo comincerà a comporre litanie elegiache sul tema increscioso dell’amore distante. Certo, un po’ troppo distante, stiamo parlando di anni luce! Anni dopo questo “piacevole” scambio di effusioni, sulla scrivania di casa Rivellino il postino consegnerà l’invito da parte della presentatrice Maria De Filippi a presenziare durante la diretta della trasmissione televisiva “C’è Posta per te”. Sul biglietto a caratteri cuneiformi imperava la scritta “Auguri Papà”!!! Vinto dalla Curiosità Rivellino irromperà negli studi imponendo l’ordine a Maria di aprire la sospirata busta! Si troverà davanti ad un parto plurigemellare di oltre 500 figli. I famosissimi figli dello spazio. I suoi! Una specie interspaziale ibrida conosciuta nelle pagine antico-testamentarie col termine semita di “Ghiborim”. Il poeta Gianluca Tortosa afferma di essere anch’egli uno di loro. Un Ghiborim! E di essere in buona compagnia! Afferma di avere 3478 anni e di essere stato compagno di bisboccia di altri noti Ghiborim come il gigante Goliat, l’Acheo Ulisse e l’amazzone Polissena. Tortosa spiazza l’uditorio ortodosso elencando le sue improbabili teorie vetero-bibliche sull’origine extraterrestre della vita umana sul Pianeta Terra. Circa cinquemila anni prima della nascita di Cristo, un gruppo di dispari di 7.777 individui provenienti dall’ombelico del Cosmo a bordo di strani, rumorosi ed inquinanti Carri di Fuoco sbarca sul globo terracqueo intento a cercare un prezioso minerale che sembra scarseggiare nelle profondità dello Spazio: Il Fumo! I Viaggiatori Spaziali edificano le loro basi nel quartiere romano di San Lorenzo ed il Fumo scenderà su di loro come celestiale Manna dal Cielo. A Quel Punto i loro Capi si rendono conto di avere bisogno di manovalanza per commercializzare il prodotto. Tra le contrade dell’Antico Rione, i biologi planetari notano la presenza di un particolare energumeno peloso chiamato l’autoctono. Prende così piede l’idea, da parte dei genetisti cosmici, di modellare il loro DNA desossiribonucleico sulla volgare spirale genetica degli autoctoni forgiando così esseri fabbricati ad immagine e somiglianza dei Colonizzatori, pronti a svolgere imbarazzanti funzioni di galoppinaggio. Nasce quindi “Lo Spaccino”, essere intelligente di tipologia maschile al quale i creatori presto decideranno di affiancare l’equivalente di sesso femminile. Ma allo Spaccino serviva una possibile domanda d’acquisto. Ed è cosi che Gli spaziali, attraverso ulteriori magagne di laboratorio, decidono di cospargere il territorio impervio con della Carne da Macello francobollata con il termine “latino” di Studente fuori-sede!!! Quando i Creatori posarono le loro attenzioni sulla vita notturna del quartiere vedendola ricambiata, nacquero i Ghiborim. Ovvero i figli dello spazio, venuti alla luce a causa di una incresciosa rottura della Protezione in Lattice! Ma la reale cosmogonia universale la corolla la poetessa Melania Rossi sostenendo l’improbabile teoria della multi-dimensionalità esistenziale. Melania Rossi possiede fama di Contattista. Le sue poesie decasillabiche che blaterano a proposito di Viaggio Astrale della porzione animica umana sono state tradotte in tutti i dialetti della Barbagia Sarda. Nel 1968, agli albori della Contestazione Studentesca Europea, Melania Rossi fonda a Roma, nel Quartiere Esquilino una Scuola di Contattismo Multidimensionale chiamata “Raelismo” la quale mieterà seguaci in tutto il circondario. Allo scoccare del millennio novello, le cronache circondariali si occuperanno nuovamente di lei e della sua attività divulgativa sulle possibilità di Vita oltre la Vita. Il Motivo in questione sarà dovuto al Colossale Pacco che il Calendario Maya le ha rifilato al termine dell’anno infausto 2012 sbugiardando le nefaste profezie sulla presunta fine dell’Ordine Mondiale. Prevedendo L’avvento della Catastrofe Finale, la poetessa Zen, si era fatta versare dai suoi discepoli sul Conto Corrente Bancario cifre esorbitanti promettendo salvezza dell’animo e resurrezione della Carne. Poi è arrivato il primo gennaio 2013! I Poli hanno continuato a voltare a carta e le credenziali della mistica Romana sono scivolate sul Registro degli indagati della Procura di Latina con le gravi accuse di Truffa e Peculato ai danni di ragazzini sprovveduti! Peggio di una Wanna Marchi Qualunque! D’altronde la teoria metempsicotica ha annebbiato anche la mente razionale dell’MC newyorkese Valerio Carbone il quale dice di essere stato in un passato distante, un correttore di bozze a servizio del terribile generale Mongolo Gengis Can! Lo Slam Procede a tentoni condizionato da impercettibili fenomeni di natura fantasmagorica! La giuria tecnica rappresentata dall’esperienza stilografica della poetessa Centocellese Laura Cingolani subisce una battuta d’arresto per motivi di sospetta dissociazione psichica o possessione demoniaca a seconda del punto di vista socio-culturale dell’osservatore. Lo spettro trapassato della defunta poetessa anglosassone Emily Dickinson prende possesso del Corpo della Cingolani facendo il suo ingresso attraverso le capedini della cavità sinusoidale! Ottenebrata nella percezione l’artista fa una predizione sul risultato finale della serata: Fedra si aggiudicherà lo zampone della Critica mentre l’insospettabile Kollettivo Y capitanato da CobolPongide relegherà il duplice Casolino in seconda posizione conquistando lo scranno elevato del Singolare Tenzone declamatorio. Ma Chi è questo CobolPongide? Semplice…Un Sintetizzatore Analogico. Un Sintetizzatore Analogico dalle fattezze umane capace di controllare le menti fallaci degli individui carboazotati pilotandoli a proprio piacimento come pedine di Dama sullo Scacchiere dell’Esistenza. Sarà lui l’Arconte rettiloide o ingranaggio meccanico capace di veicolare gli avatar nell’inferno poetico di questo Universo Ologrammatico che risponde alla legislatura infausta della soggettiva Volontà Rappresentativa. L’Androide CobolPongide a Comando di una Flotta di Poeti Volanti Non identificati etichettati dal Pentagono come Kollettivo Y, vince questa terza tappa del Torneo Poetico B-Folk qualificandosi alla finalissima di Aprile dalla quale uscirà il nome di colui che viaggerà nello Spazio Siderale sino a giungere alla sospirata finale poetica nazionale targata Slam Italia. L’istantaneista Alessandrina Chiara Hoppipolla documenta questo vernissage ufologico mascherato sotto le mentite spoglie del Contenzioso in Rima. Il Prossimo appuntamento con il Fuckin Poetry Slam è per giovedì 15 dicembre sempre negli Spazi Rianimatori Del B-Folk. Sempre tra le alabarde del Rione Centocelle. Sempre nel Quadrante Di Roma Est. Sempre alle ore 22!!!

L’ipnosi regressiva prosegue affrontando le paure ancestrali degli abdotti poeti Silvia Carone Fabiani, Enzo Tatti, Valerio Piga, Renatino “De Pedis” Iacobucci, Daniele Mattei, Lucrezia Lattanzio, Daniele Capaccio, Christian Ferrante, Andrea Procaccino, Guido Casadei, Fermata Metro Battistini, Daniele Giuliani, Monica Delfino, Andrea Quintili, Alessia Giovanna Matresciano, Erica Thent Galante Baker, Zeta Zolletta, Matteo Mingoli, Roberto Buccolini, Giulia Thecatlady durante lo Slam Poetry che si terrà il giorno 15 dicembre 2016 al C.U.N (centro ufologico nazionae) all’interno degli Sterminati Hangar della Base Militare di Aviano nella regione a Statuto Speciale Friuli Venezia Giulia. Biglietto d’ingresso: Una libbra di Carne!!!

Fuckin Poetry Slam: Sono Tra Noi! Peccato che non se ne siano mai accorti!

VALLI A PRENDERE al Club55 del Pigneto, Roma.

In in scena on novembre 21, 2016 at 10:49 am

Produzioni Nostrane – ULTRAS TEATRO presenta

Locandina-premi-page-001

Venerdì 25 novembre 2016, ore 22
CLUB 55 pigneto
Via Perugia 12-14, Pigneto, Roma.
3489364507 o 3497158406
ingresso: tessera 5€ inclusa consumazione

Valli a prendere – spettacolo teatrale in salsa farmacologica

<Premio della Critica Funweek.it al Roma Fringe Festival 2015>>

di e con Giovan Bartolo Botta

Giovan Bartolo Botta inscena un attore di prosa cuspidato accuratamente verso la prima decade, ancora legato al mondo analogico e al teatro del passato, che osserva la società dello smartphone tipica della democrazia liquida dove il teatro è l’ultima ruota del carro. Totale è l’annullamento dell’emotività. L’attore evoca sul palcoscenico questo disagio dicotomico fotografando situazioni, evocando paure, scaturendo risate. Narrando storie. Elargendo aneddoti. Leggendo poesie. Un Romeo troppo conservatore. Un Amleto punk. Un Otello razzista. I patemi dell’amore non corrisposto. Provini basati sul sopruso variegato al giudizio. Tutto. L’importante sarà fare ridere o sorridere. Ma omeopaticamente. Districarsi da qualunque obbligo, fosse anche l’ultimo.

ll Pendolo puzza dalla Testa

In polverie o poesie on novembre 16, 2016 at 4:56 PM

La coscienza è un cilicio
predilige rosicchiare il sonno
consigliando ai mortificati
di sfamare le pustole del Madagascar
con donazioni bancarie
e formaggio di fossa
Cristo Santo!
Ma ti sei osservata allo specchio
coscienza codarda dalle braccia conserte?!
Sei anoressica
come il rivolo di spurgo della colite!
Hai bisogno di maciullare carne nel sangue
altrimenti cesserai di riflettere!
Lascia perdere quelle cene infiocchettate
a base di ostia e ramoscello d’ulivo
dove ogni gesto apparentemente gentile
è un segno di pace recitato coi piedi
afferra la tua posata e portati alla bocca
pure il cibo del vicino
tanto per ora
non si sa ancora nulla
sul Paradiso e sull’Inferno…

Alpellibe

In polverie o poesie on novembre 15, 2016 at 1:42 PM

Quella lebbra
sfiorata dalla tua bocca
giusto l’attimo prima
di essere trascinati via
dalla pazzia
possedeva il sapore
stucchevole
del furto
la desolazione dell’infanticidio
il sollazzo del liquore
e il definitivo sigillo
della pena capitale…

Serata Fuckin Poetry Slam a La Rocca Fortezza Culturale. L’America nelle ambasce del Piga!

In Poetry urban story on novembre 14, 2016 at 5:03 PM

Per la prima volta nella loro centenaria storia, il faro esportatore della democrazia planetaria, ovvero gli Stati Uniti D’America, eleggeranno il loro quarantacinquesimo presidente attraverso il complicato sistema elettorale della poesia performativa. E lo faranno nella capitale di un loro paese satellite. L’Italia. Era dai tempi balordi e indipendentisti del federalista nevadense John Quincy Adams che non succedeva una cosa del genere. Ma allora, era il 1791, si trattò di una gara performativa all’ultimo racconto. Inoltre il tenzone si svolse in territorio americano. Per la precisione nella città di Milwakee, nello Stato del Wisconsin, all’interno di una libreria sulle sponde del lago Michigan. Allora, Il reverendo John Quincy Adams, travolto dalla passione per la narrativa, riuscì ad avere la meglio sul democratico federalista John Columbus Caloun riuscendo così a divenire il sesto uomo a posare il deretano sullo scranno elevato del Campidoglio. Ma oggi è tutta un’altra storia. Il Paese, dopo anni di Stagnazione economica, appare deflagrato quanto la proverbiale faglia di Sant’Andrea. Per evitare disordini interni, il Senato Federale ha votato all’unanimità per spostare il teatro elettorale in terra straniera. Il Paese prescelto, secondo l’antico sistema Patto-Atlanticense del “Calare Le Braghe” è stato proprio il paese del Sol Levante. L’Italia. L’Intero apparato burocratico elettorale è stato sistemato all’interno della Fortezza Culturale La Rocca, nel quartiere Romano di Torpignattara, luogo strategico, considerato “sicuro” dal servizio segreto deviato internazionale, per ciò che riguarda un eventuale attacco terroristico da parte del temerario Stato Islamico. Le settimane precedenti l’evento cultural-elettorale sono apparse quanto mai roventi. Il motivo di tale bava alla bocca è dovuto al fatto che il Congresso, in sede legislativa, ha deciso di spalancare le pareti presidenziali agli oriundi. Coloro che fossero stati in grado di dimostrare le loro antiche origini di sangue statunitense sarebbero stati immediatamente inglobati all’interno della fornace elettorale. Per questioni di Paradosso di Fermi, essendo il popolo Americano un derivato della popolazione Europea, si è venuto a scoprire che tutti gli abitudinari clienti del Fuckin Poetry Slam presentavano genetica Statunitense. Sono le ore 22 del 9 novembre 2016. Una giornata da appuntare sul calendario. Le emittenti televisive dell’intero globo terracqueo sono sintonizzate sulle componenti fossili dello Stato Pontificio. Dal Colonnato Vaticano, il pontefice argentino Jorge Mario Bergoglio impartisce la propria sospirata benedizione sull’intero manipolo di candidati. La prima ad arrivare davanti alla biglietteria del Teatro Studio Uno è la democratica Hillary Clinton. Seguita dal rivale repubblicano Donald Trump, che per simulare sobrietà arriva viaggiando a bordo di un mezzo pubblico della linea tramviaria. Il terzo ad arrivare è l’anarchico Stefanone. Tocca poi alla poetessa-karateka Sabrina Carboni arringare la dermatite sebacea del presentatore Bruno Vespa. Il Collettivo Zuzwag, composto dai poeti Andrea Procaccino, Guido Casadei e Daniele Giuliani si presenta sfilacciato davanti agli occhi della Tribuna Politica. Sarà un errore fatale che costerà loro la qualificazione al ballottaggio. Il poeta-cuspido scarlatto Valerio Piga giunge sommessamente sbocconcellando una merendina al mascarpone. Allo scoccare della mezzanotte festeggerà il suo primo mezzo secolo di andamento poetico. Avvolta in un alone di mistero fa la sua comparsa in terra d’avorio la candidata nordista Chiara Battistini detta “Metro A”. Sempre in caratura nordista, ma proveniente dalla sponda est della penisola, ecco fare il suo ingresso in scena il parode Tom Dacre. Carmine R Roma, accompagnato dal bassista degli Eagles of Death Metal Dario Baldwin Simmons, prova a ciurlare il maniglio ammiccando sulla sensibilità decurtata della porzione elettorale giovanile. Forte della sua militanza calcistica nelle file dei newyorkesi Cosmos, insieme a fuoriclasse del calibro di O Rey Pelè, Long John Chinaglia e Kaiser Franz Beckenbauer, il fromboliere Christian Ferrante punta a fagocitarsi l’intera bacino elettorale del New Jersy. Siccome la densità abitativa della Grande Mela è inversamente proporzionale a quella di Stati considerati minori come Idaho o Wyoming, fare razzia di consensi ai piedi del focolare della Statua della Libertà, significherebbe per Ferrante posare più di un arto periferico nella “Stanza dei Bottoni”. Ma non sarà una passeggiata di salute. Dalle sezioni della sarabanda conservatrice, proverà a fare la voce grossa anche la poetessa-pedagoga di stampo montessoriano Agnese Monaco. I suoi avi partenopei, durante la discesa di Garibaldi a Quarto, si trasferirono in North Dakota, aprendo una catena di gelaterie all’italiana. Un solo gusto. Panna Montata. Fatta esportando la succulenta mozzarella di bufala allevata nelle praterie della Reggia di Caserta. Un successo culinario che fece aumentare il livello di colesterolo della popolazione statunitense. La candidata conservatrice punta decisamente ad accattivarsi il voto dei nutrizionisti fitoterapici. Ma sul versante dell’immigrazione campana la concorrenza è infernale. I poeti Camillo Milo de Felice ed Elia Ciricillo, grazie anche ad un Patto d’acciaio stipulato in virtù del tenzone presidenziale, possono contare sul sostegno economico delle “sacche oscure” di matrice criminale. Mimmus, poeta e menestrello apolide, ha dichiarato ai microfoni del David Letterman Show di voler fare breccia, con i suoi versi ,nei muscoli cardiocircolatori delle famiglie afro-americane. Strategia imitata dal poeta della Costellazione duplice Daniele Casolino, pronto a farsi portavoce della famigerata “siesta messicana”. La poetessa velocipede Fedra Fedora tenderà la mano allo strato di popolazione penalizzato dalla disoccupazione generale. Il poeta nonché attore e regista Andrea Quintili porta in tavola la carta vincente dell’appoggio a suffragio universale dell’intero Star System Hollywoodiano dalla furiosa Gloria Swonson al romantico Gregory Peck transitando per la felina Ava Gardner. Tutti divi deceduti da immemorando e per questo impossibilitati a votare. Dulcis in fundo ecco fare capolino la polemica candidatura del poeta Enzo Tatti. In America Tatti lasciò un ricordo indelebile nelle menti dei cittadini contribuendo, insieme ai giornalisti Bob Woodrow e Carl Berstein alle dimissioni Irrevocabili del repubblicano Richard Nixon, immortalato mentre giocava a battaglia navale con i codici delle testate nucleari nazionali. Scocca l’ora del declamo. I mastri di cerimonia della serata Valerio Carbone e Giovan Bartolo Botta moderano il confronto tra i candidati aiutati nel difficile compito dall’esperienza del presentatore televisivo americano Kermit La Rana. Si comincia. Stefanone, dopo aver ingiuriato la capigliatura del magnate Donald Trump, decide di immolarsi insieme a Sansone e al restante dei Filistei. La porzione di elettorato anarcoide, orfana del proprio leader, proverà a convergere sul Movimento a Cinque Pinte fondato dai nichilisti Daniele Capaccio e Lucrezia Lattanzio. La lottatrice Sabrina Carboni promette di riesumare le telecronache di Dan Peterson. Non verrà creduta. Il trittico del collettivo Zuzwag promette di aumentare di un milione il numero dei nuovi posti di lavoro, licenziando un milione di vecchi lavoratori. La triade verrà rimpiazzata in corsa dal Collettivo X composto dal duo cristiano-democratico Erica Thent Galante Baker e Alessia Giovanna Matresciano. Le poetesse subentrate agli Zuzwag blaterano di disarmo e riforma del sistema sanitario nazionale secondo il dettame social-democratico. Subiranno in tarda serata un impeachment dovuto ad uno scandalo di natura tipografica. Le loro poesie erano scritte su carta copiativa. Il regolamento lo vieta. La faida Campana si annulla in una lotta fratricida. Carmine R Roma accompagnato dal premio Nobel per la letteratura Bob Dylan, in segno di protesta, si inietta nelle vene una colomba bianca con il ramoscello d’ulivo infilato su per il becco. Fedra, la poetessa che propende per i bisognosi, viene travolta dal sistema tangentizio estero. Il poeta nordista Tom Dacre viene squalificato a causa di una lite per futili motivi avvenuta all’interno di un Pub nella città di Yellowstone sfociata in una sparatoria dove sono rimasti uccisi L’Orso Yoghi e il suo luogotenete Bubu. Tutto questo sangue per un pugno di patatine rosolate nell’olio del radiatore. Terminano il giro di corrente i poeti Daniele Casolino e Valerio Piga tallonati alla giugulare dai favoritissimi Hillary Clinton e Donald Trump. Saranno loro a titillare i suffumigi del ballottaggio. Ora entrano in campo le severità esposte dai suddetti grandi elettori. Ovvero cinque membri facenti capo alle commissioni di lavoro interne alla Casa Bianca scelti a caso prendendo a ceffoni il metodo d’indagine della obsoleta macchina della verità. Dal calderone delle biglie ghiacciate viene estratta una manciata temibile. I performer Asputa Gabriella Greco, Carlotta Piraino e Raffaele Balzano coadiuvati dai ghost-wraiter Valerio Valentini e Adriano Marenco. Saranno loro a calare la scure sulla sorte amministrativa della Nazione per antonomasia. Ora quasi 250 milioni di americani aventi diritto al voto, settati davanti ai teleschermi, si stanno tastando la sacca scrotale a dupce mandata. La democratica Hillary Clinton, sostenuta dall’intero establishment dell’apericena è pronta a sollevare al cielo il vessillo della vittoria. L’immobiliarista Donald Trump con il suo linguaggio scurrile da maschio alfa perennemente infoiato sembra essere definitivamente fuori dai giochi. Così come distanti dal traguardo appaiono le ambizioni presidenziali dei novelli Casolino e Piga. Si torna in cabina elettorale. E qui qualche accidenti sembra contribuire a mutare l’ordine degli addendi. Durante il declamo del componimento, alla Clinton gli fuoriesce dal taschino il pizzino con la formula algebrica per realizzare la famigerata fusione fredda. Il repubblicano Donald Trump, sciupafemmine da combattimento, prova a sedurre la porzione femminile della giuria tecnica sfoderando sul suo cuoio capelluto un parrucchino nuovo fatto ad immagine e somiglianza del Montone. Le urne si chiudono con la Clinton Papa. Ne uscirà disgraziatamente Cardinale. Suoi saranno gli stati pressoché disabitati dell’Alaska e del Maryland. Sotto l’egida del Satiro Donald Trump rimarranno gli stati priapati del Montana, del Dakota, del Nebraska e del Minnessota, popolati per lo più da Cow-Boy impotenti e Bistecche di Manzo razziste. Il poeta cuspido-scarlatto Daniele Casolino riuscirà a porre il suo sigillo sugli stati balneari della California, dell’Oregon, della Florida, di Washington, del Texas e del confinante Nuovo Messico. Valerio Piga divorerà consensi nelle cantine jezziste dell’Alabama, del Missouri, del Mississipi, della Georgia, della Louisiana, delle due Virginie e del Kentuky. In uno scenario apparentemente paritario, con una Clinton inaspettatamente eclissata al turno di ballottaggio, la differenza la fa il manipolo di grandi elettori che strategicamente converge le proprie preferenze sul candidato a-partitico Valerio Piga. Siamo arrivati alle prime luci del mattino. Il gallo ha già cantato tre volte. L’America si è addormentata con Hillary Clinton presidente, e si è risvegliata con Valerio Piga impegnato a declamare endecasillabi incastonato tra i Colonnati di Camp David. Quando i funzionari del Pentagono consegneranno nelle mani del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti D’America la valigetta contenete i codici segreti delle Testate Nucleari, l’intero mondo proverà l’angoscia creativa del tardo-romantico Daniele Mattei e necessiterà delle cure mediche palliative procurate dallo stroboscopio della poetessa anatomo-patologa Silvia Carone Fabiani.

Valerio Piga è il nuovo presidente degli Stati Uniti D’America. Invitato a declamare l’inno Nazionale, si confonde tragicamente con la Marsigliese Transalpina andando vicino a scatenare un terzo conflitto bellico mondiale. Oh My God! God Bless American dream!!!
Il Fuckin Poetry Slam Vi Aspetta Giovedì 17 Novembre al B-Folk di Centocelle alle ore 21.30 per una gara di poesie valida a qualificarsi per la fase finale del Torneo Slam Italia, ma anche per rimettere insieme i cocci dell’Opposizione.

Oh, say can you see, by the dawn’s early light,
What so proudly we hailed at the twilight’s last gleaming?
Whose broad stripes and bright stars, through the perilous fight,
O’er the ramparts we watched, were so gallantly streaming?
And the rockets’ red glare, the bombs bursting in air,
Gave proof through the night that our flag was still there.
O say, does that star-spangled banner yet wave
O’er the land of the free and the home of the brave?
On the shore dimly seen through the mists of the deep,
Where the foe’s haughty host in dread silence reposes,
What is that which the breeze, o’er the towering steep,
As it fitfully blows, half conceals, half discloses?
Now it catches the gleam of the morning’s first beam,
In full glory reflected now shines in the stream:
‘Tis the star-spangled banner! O long may it wave
O’er the land of the free and the home of the brave.
And where is that band who so vauntingly swore
That the havoc of war and the battle’s confusion
A home and a country should leave us no more?
Their blood has washed out their foul footsteps’ pollution.
No refuge could save the hireling and slave
From the terror of flight, or the gloom of the grave:
And the star-spangled banner in triumph doth wave
O’er the land of the free and the home of the brave.
Oh! thus be it ever when freemen shall stand
Between their loved homes and the war’s desolation!
Blest with vict’ry and peace, may the Heaven-rescued land
Praise the Power that hath made and preserved us a nation.
Then conquer we must, when our cause it is just,
And this be our motto: “In God is our Trust.”
And the star-spangled banner in triumph shall wave
O’er the land of the free and the home of the brave!

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