Giovan Bartolo Botta

Archive for gennaio 2017|Monthly archive page

Chelsea Hotel

In polverie o poesie on gennaio 31, 2017 at 2:30 PM

Tra le pareti di carne
del tuo Utero in subbuglio
Sono stato
un semplice ospite
un semplice ospite
che recava disturbo
anche quando rimaneva
a contemplarti in silenzio
Un semplice ospite
senza una chiave d’accesso
che per dovere di cronaca
pagava pure un affitto salato
Ricordo ancora la consegna
dell’avviso di Sfratto
Eri tutta un incendio
Una sembianza di madre
Una sentenza di donna
Uno sciame di vespe
Una spartana stanza d’albergo
dove nemmeno Sid Vicious
si sarebbe sbattuto
per farsi una pera…

Orologiai Biologici

In polverie o poesie on gennaio 30, 2017 at 10:27 am

A distanza di anni
riesco ancora a percepire
quella paura di morire
che ti tormentava a tutte le ore
a causa di un parto
che non avevi previsto
il mio

Mesi prima ti eri accorta
in stazione
del ritardo del treno
e lo avevi fatto da sola

Nessuna telecamera attorno a te
non eri su “Scherzi a Parte”

A distanza di anni
La tua paura
la mia diffidenza
una coscienza dalle mani legate
una bocca cucita stanca di cibo
il nostro destino comune
affogato in un digestivo…

Sapeva Sparare Senza Pregare

In polverie o poesie on gennaio 29, 2017 at 8:27 PM

A Letto sembravi quasi
una persona
Un giorno all’improvviso
i lineamenti del volto
il taglio dei capelli
la simbologia dei tatuaggi
persino il modo di parlare
Ti sei trasformata
in Gennaro Savastano
tornato stravolto dal SudAmerica
dopo una logorante orgia omicida
con i buchi del culo
dei più spietati Narcotrafficanti Venezuelani
A quel punto
hai chiuso gli occhi
le bocche degli altri
e non hai risparmiato
nessuno
nemmeno quell’innocente
cesta di fragole…

Nudità Nascoste

In polverie o poesie on gennaio 28, 2017 at 8:15 PM

Non provare
a fingere di essere
ciò che non sei
Apparecchiare per due
Fare rumore
Provare a difenderti
Prenderti gioco dei tuoi capelli
Lascia perdere
non ci pensare
Che prima o poi
magari
ti tocca reincarnarti
e sarà ancora
la stessa persona
a spogliarti di tutto
se necessario…

Raglio di Mulo Sussurro di Asino

In polverie o poesie on gennaio 28, 2017 at 3:47 PM

Anche se la Vita
fosse solo
un miserabile
Ologramma
e Noi Esseri Umani
dei piccoli patetici
cinici e ambiziosi
Avatar
Gli Smartphone
mi starebbero
sul cazzo
lo stesso…

Live 1984 (1984)

In polverie o poesie on gennaio 27, 2017 at 11:02 am

Quando
passeggiando in strada
ti imbatterai in te stessa
soffermati un attimo in più
e sputati in faccia
Il confessore
dice che la mia penitenza
sarà quella di non riuscire
a lasciare andare un ricordo
Ti sei accorta anche tu
di quanto è deturpato il paesaggio?
Il pittore ritraendoti
ha tradito la sua arte
donandola a chi lo ha tradito
Amarti è stato tutto uno spreco
Amarti è stato solo rumore
Amarti è stato solo rumore
Un voltare le spalle alla scarsezza
di cibo…

Golden He. L’Onestà come Psicosi in Politica

In Recensioni o rescissioni teatrali on gennaio 25, 2017 at 4:32 PM

Le Elezioni politiche di caratura nazionale si sono chiuse da pochi giorni partorendo un risultato inaspettato all’insegna del sospirato cambiamento. La Partitocrazia Tradizionale che da tempi remoti si divora lo stivale è ora costretta a chinare il capo davanti all’ascesa trionfale della temutissima “Banda degli Onesti”. Un Movimento post-ideologico dal confine latente fondato da un marchingegno telematico e da un ex cabarettista televisivo nativo del Principato di Seborga! Il Motto di Spirito del Movimento ruota attorno al pedissequo concetto di Onestà! L’Onestà è il valore principe a foraggio della credibilità. Se sei Onesto sei candidabile, altrimenti sei solo un inutile, patetico e volgare Pezzo di Merda responsabile della catastrofe nella quale imperversa il Paese. Anzi, il Paesaggio! Questa “Banda degli Onesti” sceglie i propri rappresentanti sorteggiandoli secondo il poliziesco sistema della “Macchina della Verità”. Ovvero una fottuta applicazione per smartphone capace di rovistare nel passato di una persona per smascherarne l’eventuale furto adolescenziale della lattina di Soda dal Pizzicagnolo misurando cosi l’effettiva caratura della perspicace Onestà. Praticamente un dito nello Sfenoide senza ricevuta di ritorno. Questo sistema di selezione della futura classe dirigente contribuisce a far affluire in Transatlantico una indomabile accozzaglia di “cavalieri senza macchia ne paura” pronti a riportare profumo di gelsomino là dove oramai imperava cadaverico tafanario. Siamo all’ennesima Marcia su Roma! Folle di Invasati con l’I-Pad stampato in faccia occupano la principale contrada civica al grido mono-tonale di : Onestà! Nel frattempo il Sole fa posto alla Luna e il sonno arriva propizio per porre fine alle ostilità. Due giovani deputati Repubblicani eletti dal popolo in collegi plurinominali avversi si ritrovano a condividere la medesima stanza d’albergo. Elegante ma anche, veltronianamente discettando, spartana allo stesso tempo. Giusto per non lasciare troppo in colpa il maledetto senso di Colpa. Lei è una giovane economista formatasi all’interno degli obsoleti quadri di Partito. Rappresenta il passato che non demorde. Lui è qualcosa di indefinito, non ha nome, ne cognome, bensì numero di matricola e Floppy Disc formattato. Rappresenta il futuro che è già qui. Ed è un Futuro impagabilmente Onesto. Lei ragiona con una difettosa mentalità analogica. Desidera interagire, Vuole uscire a fare bisboccia. Lui è prigioniero della nuova ossessione digitale. Non possiede fabbisogni primari, neppure secondari. L’Unica preoccupazione che lo divora è quella di dimostrare al mondo la propria indiscussa onestà. La sua narrazione si spende dentro le baruffe di un autistico soliloquio teso ad accusare il prossimo di negligenza. Negligenza utile ad evidenziare la sua immacolata concezione della “Cosa Pubblica”. Certo, durante il trascorre dell’iter legislativo il neo-deputato movimentista combinerà disastri tali da radere al suolo distese intere di buone intenzioni, ma poco importa, tanto lui è onesto. Anche la convivenza nella stanza d’albergo si fa complicata. Lui spesso lascia i rubinetti aperti e la manopola del piano cottura divelta. Ma poco male, tanto lui è onesto. Lei al contrario è disonesta. Candidata da un Partito espressione della vecchia classe dirigente, lui tende a dipingerla come la nipote del furfante disneyano Pietro Gambadilegno. Spesso e volentieri la evita, ma quelle poche volte che prova a rivolgerle la parola è per accusarla di reati infamanti come quello di avere consumato inutilmente l’intero rotolo della carta igienica. Prova evidente di spreco del danaro pubblico. Passano le Estati, trascorrono gli Inverni, mentono le Primavere e scivolano via gli Autunni. Una notte qualsiasi, complice l’acquavite stipata nelle vene, i due onorevoli cominciano a confessarsi reciprocamente le proprie paure scoprendo di essere semplicemente degli esseri umani. Lei prima di un appello universitario, a causa dello stress, soffriva di colite ulcerosa, Lui addirittura ammette di detestare la tecnologia e di essere stato, in passato, un assiduo frequentatore di prostitute nigeriane. I Due galantuomini si annullano in un abbraccio fraterno promettendosi di intavolare una Rivoluzione del Sistema da pubblicizzare a Palazzo davanti alle telecamere dei principali network nazionali. Il mattino successivo, smaltita la sbronza ed ingollato il termos di caffè ristretto salgono sull’auto blu, e chi si è visto, si è pure sentito…
Golden He…L’Onestà a portata di taschino…della camicia inamidata

Teatro della Visitazione presenta. Golden He. Drammaturgia Carlotta Piraino. Regia Federico Vigorito. Con Carlotta Piraino e Fabrizio Bordignon.

Non tutto lo Stalker viene per nuocere (2006)

In polverie o poesie on gennaio 24, 2017 at 1:38 PM

Pensa a una persona
una persona qualsiasi
dissezionala
annusala
assaggiala
ispezionane gli orifizi dall’alba al tramonto
trasformala nella tua ossessione
e lasciane un ricordo scritto
sulla busta del pane
solo allora sarà poesia
O forse
diritto d’accesso
ad un onesto e propizio
trattamento sanitario obbligatorio…

L’Anarchia è una ribellione all’amore ferito (1999)

In polverie o poesie on gennaio 23, 2017 at 1:00 PM

Il Mio Paese
è un Paese Libero
Dove posso dire
tutto quello che vuoi tu
Fare e disfare
ciò che va a te
Pensare il tuo pensiero
pensando di pensare
Essere il rivolo di saliva che latita
agli angoli della tua bocca

Posso avere l’onore e l’onere
di servirti la colazione a letto
mentre tu occupi
il mio spazio vitale
macchiando le mie lenzuola
con seme rimediato altrove
senza nemmeno possedere il buon gusto
di portarle ad esorcizzare in Tintoria

Il Mio Paese
è un Paese Libero
Dove non mi è concesso
sventare la tua azione offensiva
all’ultimo secondo
deviando la sfera
in calcio d’angolo

Il Mio Paese
è un Paese Libero
ed io non ho ancora
baciato abbastanza i tuoi piedi
da farmi convincere dalla tua voce
a servire il Paese
partendo militare

Il Mio Paese
è una Truffa
e tu vista da vicino
somigli così tanto al mio Paese
da condurmi a tempo zero
ad amare l’Anarchia…

Esagerare coi Fritti

In polverie o poesie on gennaio 18, 2017 at 11:42 am

Il Cosmo respira
l’Essere Umano
è la parte sporgente
del suo Colon Irritabile
Il Cosmo respira
il suo spazio infinito
pullula di Esseri di Luce
tutti cleptomani
Il Cosmo respira
ed è colmo d’Amore
nulla è punito
niente viene ricompensato
Il Cosmo respira
respira a pieni polmoni
poi però quando il sonno lo avvolge
comincia a russare pesantemente
come uno stronzo qualunque…

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