Giovan Bartolo Botta

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Ora si, fanno il Trapianto

In polverie o poesie on febbraio 28, 2017 at 11:29 PM

Sei rantolo sputo melma merda e proboscide
Sei una sauna affollata da meduse obese in calzamaglia
Sei Mani Pulite venticinque anni dopo
Sei pozzanghera scarlattina creta aritmetica e gelato col biscotto
Sei l’ultima donna amata da Majakovskij prima di rinunciare per sempre a Rivoluzione e piaceri della carne
Sei tutto ciò che ho da dire anche quando non ho da dire niente
Sei gli schiavi liberati dal coraggio di Spartaco tranne uno
Sei Pane e Cioccolata Pane Cioccolata e carestia
Sei Bugia Falegname Burattino Gatto Volpe Balena e sensazione di panico
Sei Vittoria rubata risicato Pareggio bruciante Sconfitta
Sei i sette nani in fila indiana che scioperano contro una lobby ebraica
Sei i dieci comandamenti dettati dal Demonio
Sei istinto di sopravvivenza Sei istigazione al suicidio
Sei il capretto da mandare al macello per santificare le feste
Sei commedia Sei tragedia Sei un telefono a gettoni
Sei un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi mononucleosi
Sei settantamila ore di sesso estremo senza nemmeno sfiorarsi
Sei tanta Roba Tesoro! Veramente tanta Roba! Roba Forte! Roba che Fischia! Ci si scotta la mano a tenerti per mano! Tesoro! Ed io invece? Cosa sono per te?
Che dici? Cosa?Un Orsetto Lavatore? Allora fuori subito lo zuccherino Cristo di un Dio!!!
Eh si, Qui cambia tutto amica mia. Cambia tutto troppo in fretta. Cambio Io. Cambi tu. Cambiano i Governi. Le stagioni. Le mezze stagioni sono scomparse. Cambiano il catetere ai degenti e Cambiano gli amanti.
Perciò Tesoro prima di migrare come la rondine ad amare un altro corpo
Prima di fare le valige e sondare anime differenti dalla mia
vestiti di giallo canarino e fai un salto da me in questi giorni
Beviamo un succo di mirtillo che fa bene alle vie urinarie
Beviamo più succhi di mirtillo che fa molto bene alle vie urinarie
Beviamo casse di succo di mirtillo che fa molto molto bene alle vie urinarie
Devastiamoci le reni con damigiane di succo di mirtillo che dona sollievo alle vie urinarie
Parliamo del più e del meno Facciamo discorsi impegnati
Sfogliamo riviste sconce Guardiamo alla tele documentari sugli animali
Mangiamo una fetta di torta Usciamo in giardino a sniffare cocaina con le lumache
Oppure teniamo le bocche cucite e Facciamo l’amore sotto la doccia
Ci ho qui quel bagnoschiuma al profumo di Ribes con cui dissetavi la pelle quando il Deserto arrapato ti fece rapire dai Saraceni e ti tenne con se tutta la notte
Come vuoi tu, insomma
Ma fallo un salto da me prima di gettarti a capofitto in un nuovo amore
E non ci provare, non ci provare nemmeno a spegnere la luce
se non dopo avermi strappato il cuore dal petto
e averlo gettato in pasto ai bambini poveri del Suriname
Che tanto ora la scienza medica ha fatto passi da gigante
Ora sostituiscono valvole sigillano ventricoli disarcionano vene chiudono vasi sanguigni
Ora si, posso amarti all’infinito
Ora non si crepa più per così poco
Ora si festeggia tutti insieme dall’alba al tramonto
Ora si, fanno il trapianto…

è stato come vedermi resuscitata la carne

In polverie o poesie on febbraio 27, 2017 at 1:45 PM

Ti ho visto vomitare Dolores
Ti ho visto vomitare la bile ancora una volta
Ti pedinavo tra i vicoletti del Quartiere
Memorizzavo ogni tuo passo ogni tuo spostamento ogni tuo respiro ogni tuo starnuto
Ricordavo tutti i colori del tuo unico vestito
Ero malato me ne rendo conto
Mi rendo conto di non avere avuto parentela con la lucidità di pensiero
Ero arrivato addirittura a dare in pasto ai piccioni il mio cestino da pic-nic
Ero arrivato a pesare i chili di una modella slovena
Mangiavo me stesso e mi vomitavo e poi mi chiudevo dietro porta e finestre
Volevo dormire con te desideravo il letargo
Ti ho visto vomitare Dolores
Eri sorretta da due pessimisti che ti rovistavano nella borsetta
e buttavano nel cassonetto differenziato le foto di quando bambina ti sporcavi la camicetta con cioccolata alla nocciola
e portavano via i cosmetici che usi per occultare la tua bellezza offensiva ed offesa
Ti ho visto vomitare Dolores
Chi non ti vuole realmente vedere vuole vederti uscire truccata
e non vederti mai gonfiare palloncini a una festa
Il Barista sa cosa servirti da bere per sentirti servile
Ma nessuna di quelle mummie a cui scateni i sensi per cibare i tuoi figli
sembra saper riconoscere il polso della morte bussare alla porta
Ora sai che non posso rimanere li con te ad uccidermi un minuto di più
Ma posso sparare alle fragole e poi provare a fare la macedonia
e sperare che tu legga di me sulle pagine di qualche giornale
e la macedonia passerà dalla mia bocca alla tua bocca
e il nostro amore sarà una macedonia alla frutta
e ci sbatteremo sopra la stracciatella la crema e la panna montata
e sapremo aprire l’addome all’infedele diabete
Dolores ti ho visto ancora vomitare Dolores
Ti ho visto ancora vomitare Dolores
tra i vicoletti del Quartiere
e porgerti un fazzoletto
è stato come vedermi resuscitata la carne…

Pane&Cioccolata Medici in Linea Difensiva

In radiofonie on febbraio 27, 2017 at 11:51 am

In un momento decisamente drammatico per il movimentismo progressista occidentale l’ideologo della radiotrasmissione Pane&Cioccolata Stefano Elle cambia i parametri del palinsesto della terza messa in onda tramutando il teatro di posa dal quale si va in diretta, nel set cinematografico del cult anni novanta “Medici in Prima Linea”. Ospiti Odierni d’eccezione sono infatti alcuni nomi dei più importanti luminari scientifici che la medicina allopatica ricordi! Dal redivivo spirito del deceduto medico ellenico Fulgenzio Ippocrate al vegetariano Umberto Veronesi transitando per il “polemico” Gennarino Gustavo Di Bella fino a giungere al parode eroe dei due mondi slovacco Ogino Knaus! Ma è soprattutto la presenza in studio della poetessa-anatomopatologa capitolina Silvia Carone Fabiani a tenere occupate le luci della ribalta. Arrivata a sirene spiegate a bordo di un ambulanza d’antan la ragazza espone a titolo rigorosamente gratuito la metodologia operativa capace di creare un connubio tra il pensiero scientifico e la filosofia umanista. Gli ascoltatori vanno in sollucchero. L’apice dell’auditel lo si titilla quando la poetessa declama il famigerato giuramento ippocratico. Pane e companatico per tutti coloro che vogliono intraprendere la carriera impervia di camici bianchi! Si prosegue con una dimostrazione dal vivo di “Primo Soccorso”. Geremia Pascutti, frontman del Gruppo Indie Rock Italiano “Procioni da Monta”, ospite musicale della trasmissione, viene aggredito da una badilata sulla capedine e costretto a fare le veci di Paziente Inglese! Silvia Carone Fabiani, esibendo una tecnica sopraffina, lo intuba con una ciminiera, gli inietta in endovena una non meglio specificata soluzione fisiologica, gli misura pressione arteriosa polso e battito cardiocircolatorio, gli fa il clistere e dopo averlo sedato con amisulpiride in gocce lo destina alla stanza sterile con una infausta diagnosi di disbiosi del Colon!!! Classico malanno psicosomatico! Silvia si congeda dal suo pubblico elargendo diagnosi a “Babbo Morto” e da appuntamento agli appassionati di poesia il giorno 8 marzo in quel di Zazie fuori dal metrò. Zona Pigneto! Ore 21.30! Serata nella quale alcuni cognomi decasillabici del quadrante Roma Est declameranno i loro componimenti poetici ribollenti e iconoclasti! Tutti loro, chi prima chi dopo, saranno nostri ospiti all’interno della Trasmissione Pane&Cioccolata. Il primo tra questi, dopo la Carone Fabiani, sarà l’editore e scrittore Fruitore di Nonsense. Al Secolo mr.Valerio Carbone. Mente Lucida della casa editrice Edizioni Haiku! Ci parlerà della sua attività di editore nel mercato neroboruto dell’Editoria Indipendente! Ma non solo! Leggerà pezzi tratti dal suo spettacolo teatrale sul gagliardo suicida Vladimir Majakowskij!!! E dulcis in profundis illustrerà agli ascoltatori il complesso panorama degli Slam Poetry Romani. Lui, ex Mc del Fuckin Poetry Slam dal 1977 al 1991 anno in cui decise decise di lasciare la conduzione del Contest letterario al famigerato pupazzo di Pezza americano Kermit La Rana. Avremo in collegamento con noi via telefonia cellulare mobile il gruppo soul saluzzese dei “Platino Armonium” che presenteranno in anteprima per Deliradio.it il loro ultimo ed unico “Concept Album” Odio gli Zoo dal quale è stato tratto il singolo di successo “Mio nonno è un pavone con dentiera e catetere”. Ci sarà L’Oroskopo parallelo e si parlerà di Teatro. L’Osteopata Cranio Sacralista Giovan Bartolo Botta presenta il suo nuovo spettacolo teatrale in “Salsa Rossa” Bernarda o il Kaos di Bernarda Alba, troppo liberamente tratto dal maestro andaluso Federico Garcia Lorca, in scena questa settimana Al Teatro Studio Uno a Torpignattara da Giovedì a Domenica alle ore 21. La Domenica ovviamente alle ore 18! Con gli attori Krzystof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle, Flavia G.De Lipsis, Mariagrazia Torbidoni e Giovan Bartolo Botta stesso. Il Cast sarà ospite mercoledì sera alle ore 19 in diretta telematica alla Rocca Fortezza Culturale nello Spazio Show Artisti Sul Divano! E ancora letture di poesia del poeta della settimana ovvero Vladimir Majakowskij! Risultati dell’ultimo sondaggio pagnoncello tra i duri del catch Hulk Hogan e Ultimate Warrior e partenza del sondaggio novello! Nintendo-Sega Master System quale consolle ha ingabbiato i vostri anni novanta in una cattedrale d’alienazione e piattume? Rispondete numerosi sui soliti contatti!
Pane&Cioccolata Deliradio.It Officine Xn Medici desiderati al Triage

Che ne dici di una notte d’amore a San Lorenzo?(2015)

In polverie o poesie, San Lorenzo in poesia on febbraio 26, 2017 at 8:03 PM

Che ne dici di una notte d’amore a San Lorenzo?
Io e te nudi in mezzo alla piazza a scambiarci umori e spietatezza
Si, che ne dici di una notte d’amore a San Lorenzo?
Ad incrociare le lingue come spade lucenti davanti al passaggio chiassoso di autoambulanze che accompagnano tossici sbronzi in rianimazione
Che ne dici di una notte d’amore a San Lorenzo?
A silurare le guardie e onorare marinai omosessuali
Che ne dici di una notte d’amore a San Lorenzo?
Con spacciatori di droga occupati a farci le foto e postarle su face-book
Che ne dici di una notte d’amore a San Lorenzo?
Non dici nulla di una notte d’amore a San Lorenzo?
Potrebbe essere l’ultimo treno che ci conduce alla Luna
Potrebbe essere l’unico modo per convincere Hitler al suicidio
Si perché lo stronzo è ancora vivo!!! Giuro!!!
l’hanno visto in abiti da sposa manifestare al corteo dei tassinari con in mano dello zucchero filato!!!
Ma non divaghiamo!
Potrebbe essere il modo migliore per smaltire una sbornia
Potrebbe essere la dieta adeguata per buttare giù il peso in eccesso
Allora che ne dici di una notte d’amore a San Lorenzo?
Non sarà consultata la cazzo di Rete
Non ci saranno elezioni primarie
Non ci sarà congresso di partito
Non passeremo al vaglio di nessuna assemblea
Saremo solo io e te con le vergogne scoperte davanti alla gente
che mentre ci guarda fare l’amore in una notte d’amore a San Lorenzo
né si masturba né chiama i pompieri né la buoncostume
ma ci ringrazia ci applaude ci chiede il bis ci offre da bere
e si domanda cosa si prova a fare l’amore con te in una notte d’amore a San Lorenzo…

E non ce ne fotteva un cazzo degli Anni di Piombo

In polverie o poesie on febbraio 24, 2017 at 12:41 PM

Nell’Estate del 1977
Quando i giovani arrabbiati indossavano magliette strappate
con sopra giacche di pelle riverniciate
braccialetti di pelle borchiati ai polsi
spille da balia infilate nel naso
collari ortopedici al collo
lucchetti da bicicletta come collane
Ebbene io, in Quell’afosa estate del 1977
Io ho avuto la più bella storia d’amore della mia vita
Una storia completamente diversa da tutte le altre
che ha radicalmente cambiato il mio rapporto con l’eros
Ho amato e sono stato amato da una donna abbacinante potente unica
conosciuta sulle spiagge di Alassio durante i 15 giorni di reclusione in Colonia
Il suo nome era Elisabetta Seconda D’Inghilterra
nata a Londra il 21 aprile del 1926 sotto il segno zodiacale del Toro
Io tengo al Toro dunque era destino
Elisabetta in quel periodo era una splendida cinquantenne
a cui piaceva trottare a cavallo
sparare alle pernici
bere birra scura
ascoltare i Sex Pistols
e tifare West Ham United
Le divise da gioco del West Ham sono granata come quelle del Toro dunque era destino
La prima volta che l’ho vista era in spiaggia
Stavo giocando a fare castelli di sabbia
quando lei col suo codazzo di servi é passata e me li ha calpestati
ovviamente senza farlo apposta
Naturalmente sono scoppiato a piangere
e ad inveire contro quei galoppini in livrea
che poi erano ufficiali della Guardia Reale
Ero molto incazzato e pronto a menare le mani
Avrei fatto una strage degli innocenti
Ma per fortuna dalla carrozza è scesa la ragazza più bella di cui la bellezza abbia memoria
Oddio ragazza nemmeno troppo, aveva già cinquant’anni ma portati da Dio!!! anzi da Dea!!! anzi da Divinità!!! e tanti saluti alla Boldrini!!!
Gambe lisce e affusolate come quelle di una Giraffa
Pelle bianchissima come il latte per detergere il viso
Occhi penetranti sguardo da Delfino
e un delicato profumo d’ammorbidente
il suo sorriso sfoderato d’istinto mi ha come paralizzato
_Are you ok? Mi ha detto
_Cazzo dici non capisco! Gli ho detto
All’epoca non conoscevo una parola d’inglese
Nemmeno adesso conosco una parola d’inglese
ma questi sono dettagli
e poi è colpa del sistema scolastico
ma questi sono dettagli
Elisabetta mi prese per mano e mi portò con se dal gelataio
mi offrì un gelato per scusarsi, e uno lo prese anche lei
Io plebeo ordinai un volgare gelato confezionato
Lei, fata dai nobili natali, si fece servire da un nano balbuziente scozzese separatista e cattolico una Coppa di vetro di Murano lavorata a mano con dentro gelato artigianale al Lampone
Aveva labbra rosse come la classe operaia di Liverpool la mia Elisabetta
e quel saporito gelato al Lampone perdeva lentamente la vita ferito a morte dai suoi colpi di lingua deliziosi e letali
Finito il gelato la Sovrana d’Inghilterra Diede ordine a paggi e giullari di levare le tende
Quel giorno ignorai il richiamo delle suore a rientrare in Colonia
La Luna prese posto nel cielo pregando il Sole di andare a dormire
Io e Elisabetta seduti sugli scogli
_Senti Elisabetta posso chiamarti Lizzy?
_Yes Giovane Barattolo tu chiama me come tu piace!
Io e Elisabetta seduti sugli scogli
ci baciammo tutta la notte
e facemmo l’amore
e bevemmo birra scura
come due Punk anarco-nazionalisti
tifosissimi del West Ham United
e del Torino Calcio
e baciandoci pensavamo che
l’amore infondo è un coacervo di contraddizioni
e che va bene così
e che eravamo nel 1977
e non c’è ne fotteva un cazzo degli Anni di Piombo…

LUNA STORTA D’AMORE

In polverie o poesie on febbraio 23, 2017 at 12:57 PM

Non puoi urlare
in faccia al sordo
“darei la vita per baciarti”
se questo sordo non possiede baci
destinati a te
sarebbero parole scagliate
in un dirupo
sarebbe blasfemo
sarebbe folle
sarebbe criminale
forse eccitante certo
ma criminale
meglio mettersi una mano
davanti alla bocca
meglio ancora una museruola
meglio indossarla la maschera
proteggere l’infinito tumulto
che ti recita accanto
e continuare a giocare a nascondino
per tutta la vita…

Quel giorno bastava avere nel portafoglio il preservativo…

In polverie o poesie on febbraio 22, 2017 at 12:23 PM

Non ho mai più trovato in nessuna sigaretta
il sapore della prima sigaretta
Non ho mai più trovato in nessuna birra
il sapore della prima birra
Non ho mai più trovato in nessun bacio
Il sapore del primo bacio
Tutte tre le cose le ho provate insieme contemporaneamente un venerdì pomeriggio del 1995 nel mese di marzo sotto il segno zodiacale dei Pesci
Con una Conifera
Si, con un cazzo di albero che era uno schianto!!!
Rami oltraggiosi che parevano giunonici seni materni
Fiori quasi sbocciati simili ai primi respiri delle mestruazioni
Radici ancorate dentro le carni come se io fossi divenuto terreno
Foglie aggredite come vestiti strappati da mani sconce di Libertini
Frutto nascosto dunque proibito
Si. Era veramente uno schianto la signorina Conifera!
Io e lei seduti su quella panchina in quel parco pubblico dove i cani portano i padroni a fare pipì
Io e lei dicevo, seduti su quella panchina rossa
Fingevamo di saper fumare
Fingevamo di essere in grado di reggere l’alcol
Fingevamo di essere esperti di baci
C’era un sapore di Silenzio Infinito
C’era odore di Rivoluzione
C’era molto di più di un Diritto Civile
C’era tutto l’Amore che si può immaginare
Non c’era nemmeno bisogno di musica quel giorno
Quel giorno bastava avere nel portafoglio il preservativo…

Facciamolo e Basta! Sipario! (2013)

In polverie o poesie on febbraio 21, 2017 at 6:43 PM

_Dai, facciamo un figlio cosa ti costa?
_Un Figlio?
_Si, Dai facciamo un figlio, cosa ti costa?
_Aspetta, facile a dirsi difficile a farsi
_In che senso scusa?
_Come lo vorresti fare sto figlio sentiamo? Provetta? Utero in affitto? _Fotocopiatrice tridimensionale? Ordinarlo su Amazon?
_Come vuoi che si facciano i figli secondo te?
_Non lo so, dimmelo tu
_Facendo L’amore
_Intendi dire quella roba dove si giace nudi l’uno nel corpo dell’altro?
_Si, più o meno
_Allora non si può fare!
_Perché?
_Intanto non credo proprio che i figli vadano fatti in quel modo!
_Credi forse ancora che li porti la cicogna? O un Supereroe della Marvel a bordo di un monopattino?
_Perché non è cosi?!
_No, non è così! Chi ti ha insegnato educazione sessuale? Topo Gigio? Luigi Di Maio? Fabio Fazio?!
_Si, com’è hai fatto ad indovinare?
_Lasciamo perdere senti facciamo questo figlio si o no?
_Ma sei sicura che i figli si facciano facendo L’amore?
_Si lo sono!
_Come fai ad esserne certa?
_Così dice la biologia!
_La Biologia è una bugiarda patologica!
_Se è per questo Lo dice anche L’Osteopatia Cranio-sacrale!
_Che cos’è L’Osteopatia Cranio-sacrale?
_Una disciplina olistica. Allora sto figlio lo facciamo si o no?
_Ma perché vorresti mettere al mondo dei figli? Il Mondo pullula già di bambini! Ci sono bambini ovunque. Spuntano fuori da dietro i cespugli come funghi porcini! E poi il Mondo è un luogo sinistro. C’è troppa cattiveria in giro. La Cucina etnica spopola ovunque. Non puoi dire in giro che mangi solo cibo italiano che subito qualche stronzo ti dà del razzista! Nei bar non trovi più una birra che sia una semplice birra da pizzeria! C’è sempre una guerra altrove da qualche parte! La Juventus ruba pure nel Baseball e le carni bianche sono zeppe d’antibiotici? In televisione trasmettono Fabio Fazio che modera un dibattito politico tra Topo Gigio e Luigi Di Maio! Ti sembra il luogo ideale per farci crescere un figlio?
_Dimmi la verità! Perché non vuoi fare un figlio con me?
_La verità e che non ti amo abbastanza
_Nemmeno io ti amo abbastanza ma un figlio con te lo farei
_E perché con me si e con un taxista abusivo no? Rispondi! Perché lo chiedi a me e non chiedi di fare un figlio al metronotte o al portalettere che bussa sempre due volte e con cosa bussa non oso immaginarlo! O al trapezista o al chiropratico messicano? O a Topo Gigio? O a Luigi Di Maio? O a Fabio Fazio?
_Perché tu hai paura delle malattie
_E questo cosa c’entra?
_Non fai l’amore se prima non hai indossato sette preservativi uno sopra l’altro
_E questo cosa c’entra?
_C’entra che ti devi lasciar andare
E tu che cazzo vuoi da me?
_Aiutarti a lasciarti andare e a non inciampare mai più nella paura delle tue paure. Allora lo vogliamo fare sto benedetto figlio?
_Si dai Facciamolo! Mi hai convinto. Ma Facciamolo Presto
Facciamolo Presto
Facciamolo Ora
Facciamolo Subito
Facciamolo e Basta!
Sipario!

L’Amore Non si insegue (2014)

In polverie o poesie on febbraio 20, 2017 at 2:29 PM

Era arrivata a Cuneo da Parigi
per trovare l’amore
E già questo voglio dire, puzza di bruciato
fatto sta che era arrivata a Cuneo da Parigi
per trovare l’amore
non per trovare una botta e via
non per trovare una scopata selvaggia nell’androne della porta di un condominio
non per trovare una chiavata veloce alla stazione dei treni col primo bagaglio a mano che passa
non per trovare il biscotto della fortuna dopo una cena pesante al ristorante cinese
No, niente di tutto ciò
Lei Era arrivata a Cuneo da Parigi
per trovare l’amore
L’amore quello vero autentico quello che ti fa sudare sette camicie ventuno canottiere della salute settantasette magliette a maniche corte quarantacinque pullover trentanove cardigan e ottantadue pellicce di visone
l’amore che ti fa bucare i calzini usurare la suola delle scarpe incarnire le unghie dei piedi venire i calli alle mani e abbracciare gli alberi senza motivo
l’amore spudorato
l’amore pericoloso
l’amore oltraggioso
l’amore irruento
e non quel minimo sindacale chiamato “scopa amico”
I tempi cambiano signore e signori
una volta c’era l’infausta regola dell’amico
adesso c’è lo scopa-amico
una volta se eri amico di una ragazza il tuo unico compito era quello di reggere la candela mentre un energumeno vestito col giubbotto di Denim la limonava il sabato pomeriggio sul motorino parcheggiato sotto i portici
Ora o siamo “solo amici” o non si scopa!
Cosa siamo io e te?
Amici!
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Compagni di banco!
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Amici su face-book!
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Cugini di primo grado!
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Frequentiamo lo stesso corso di taglio e cucito
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Mah non saprei ci vediamo a catechismo…
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Cosa siamo? Boh? Fidanzati?
Eccotela guardala e voltati!
Comunque regola dell’amico o scopa-amico cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia :
Tesoro, Indipendentemente da dove provieni
Non si viene a Cuneo a cercare l’amore
Mai!!!
e non si viene nemmeno a Torino
a cercare l’amore
o a Genova
a cercare l’amore
o a San Lorenzo
a cercare l’amore
o a Santa Marinella Ligure
a cercare l’amore
Perché L’amore non va cercato Mai!!!
O lui trova te
Oppure sarai tu a doverti trovare un’altro lavoro…

In polverie o poesie on febbraio 20, 2017 at 2:28 PM

Era arrivata a Cuneo da Parigi
per trovare l’amore
E già questo voglio dire, puzza di bruciato
fatto sta che era arrivata a Cuneo da Parigi
per trovare l’amore
non per trovare una botta e via
non per trovare una scopata selvaggia nell’androne della porta di un condominio
non per trovare una chiavata veloce alla stazione dei treni col primo bagaglio a mano che passa
non per trovare il biscotto della fortuna dopo una cena pesante al ristorante cinese
No, niente di tutto ciò
Lei Era arrivata a Cuneo da Parigi
per trovare l’amore
L’amore quello vero autentico quello che ti fa sudare sette camicie ventuno canottiere della salute settantasette magliette a maniche corte quarantacinque pullover trentanove cardigan e ottantadue pellicce di visone
l’amore che ti fa bucare i calzini usurare la suola delle scarpe incarnire le unghie dei piedi venire i calli alle mani e abbracciare gli alberi senza motivo
l’amore spudorato
l’amore pericoloso
l’amore oltraggioso
l’amore irruento
e non quel minimo sindacale chiamato “scopa amico”
I tempi cambiano signore e signori
una volta c’era l’infausta regola dell’amico
adesso c’è lo scopa-amico
una volta se eri amico di una ragazza il tuo unico compito era quello di reggere la candela mentre un energumeno vestito col giubbotto di Denim la limonava il sabato pomeriggio sul motorino parcheggiato sotto i portici
Ora o siamo “solo amici” o non si scopa!
Cosa siamo io e te?
Amici!
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Compagni di banco!
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Amici su face-book!
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Cugini di primo grado!
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Frequentiamo lo stesso corso di taglio e cucito
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Mah non saprei ci vediamo a catechismo…
Eccotela è tua!
Cosa siamo io e te?
Cosa siamo? Boh? Fidanzati?
Eccotela guardala e voltati!
Comunque regola dell’amico o scopa-amico cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia :
Tesoro, Indipendentemente da dove provieni
Non si viene a Cuneo a cercare l’amore
Mai!!!
e non si viene nemmeno a Torino
a cercare l’amore
o a Genova
a cercare l’amore
o a San Lorenzo
a cercare l’amore
o a Santa Marinella Ligure
a cercare l’amore
Perché L’amore non va cercato Mai!!!
O lui trova te
Oppure sarai tu a doverti trovare un’altro lavoro…

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