Giovan Bartolo Botta

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Come Affrontare un Poetry Slam

In polverie o poesie on Maggio 31, 2017 at 3:30 PM

L’Arroganza è nociva
contribuisce ad erogare pus
dentro una ferita che esiste
da quando l’Universo
è stato creato dal Pensiero
L’Arroganza è nociva
ma è anche vero che L’Umiltà
è un’invenzione patetica
messa su apposta da Qualche Dio Geloso
per percuotere la coscienza
prendere a nerbate il pensiero
addomesticare le menti
e rendere inoffensiva la Creatività
L’Arroganza è deleteria
L’Umiltà lo è altrettanto
Mietono Vittime Lasciandole in Vita
Ci vorrebbe il Giusto Equilibrio
Però è anche vero che
Il Fottuto Giusto Equilibrio
è terribilmente Noioso…

La Tua Generazione Ha Rotto il Cazzo (la mia nemmeno quello)

In polverie o poesie on Maggio 31, 2017 at 11:09 am

La Tua Generazione
è stata una Generazione come un altra
ne più ne meno
ne tanto meglio ne tanto peggio
una Generazione come un altra
Molte volte banale spesso scontata
altre volte invece decisamente vivace
capace di alimentare entusiasmi
partorire sogni tracciare nuovi orizzonti
accendere il fuoco dentro menti speranzose e sopite
Ripeto
La Tua Generazione
è stata una Generazione come un altra
ambiziosa ma sottomessa
cieca ma quando voleva sapeva vedere pure
attraverso i muri
arrogante si ma con umiltà
intrisa di orgasmi immaginari
e di orgasmi realmente accaduti
che hanno prodotto disastri su larga scala
chiamati figlie e figlie
La Tua Generazione amico mio
ha rotto il cazzo
come ruppero il cazzo le Generazioni precedenti la Tua
come lo romperanno in seguito le Generazioni Future
Generazioni sopraffatte dalla stitichezza del destino
mostrarono il petto al nemico
per conquistare una simbiosi con il Dio della gentilezza
ma tutto ciò che riuscirono ad ottenere in cambio
fu qualche ora di sonno e il soporifero diritto alla Vita
La Tua Generazione fidati
non ha nulla di speciale
e non importa se ha visto in faccia il Demone della Guerra
se ha patito la fame ha sofferto la sete ha cacciato l’invasore
ha nutrito lo stomaco con le pene dell’inferno
La Tua Generazione
è nata per caso
e per un mucchio di buone ragioni
ora avrà da levarsi dalle palle
per lasciare il tempo
alla mia Generazione
di osservare attentamente il cartello
e leggere: Attenzione è Vietato Sostare Nel Corridoio

Hula Hoop Poetry Slam Una Enciclica Poetica di Redenzione Cristiana

In Poetry urban story on Maggio 27, 2017 at 12:30 PM

L’Hula Hoop Poetry Slam è giunto ieri sera al suo atto conclusivo. La finalissima regionale utile a decretare il vincitore che volerà nel mese di luglio a New Orleans, città tempio della “Beat Generation” americana, per rappresentare il tricolore italiano durante la kermesse della tanto sospirata “Adunata Mondiale della Poesia Alpina” . Un po come succede negli “European Music Award”. Dove ogni paese sovrano invia un proprio cantante a rappresentare lo spirito goliardico e canoro del proprio popolo. La serata è cominciata nel migliore dei modi con una cerimonia d’apertura degna della migliore Olimpiade Invernale. Tutti i Poeti in gara hanno gattonato come fachiri sopra una passerella chiodata per poi stringersi sportivamente la mano in segno di Pace. È proprio la Pace è stato il tema cardine della serata. Declamato a pieni polmoni dalla inaspettata omelia di Papa Francesco. Grande Appassionato di Poesia Gesuita e Dramma Pastorale. Piombato a sorpresa negli spazi del locale a dorso di un umile asinello peccatore. E sifilitico. Sfoderando un atteggiamento da navigato performer argentino Bergoglio ha imbrigliato il microfono con asta rappando una poesia di Borges. Suo Conterraneo di fazione peronista. Applausi a scena aperta nonché bocche spalancate. Terminata la sua performance il Pontefice ha invitato i concorrenti in gara a vivere la competizione con animo sereno senza particolare ambizione manifestando, ove possibile, uno spirito evangelico adito a porgere l’altra guancia. L’Mc Cuspido-Scarlatto Valerio Piga, reduce dal trionfo degli Internazionali di Tennis disputati sul terreno battuto della Nuova Zelanda umiliando in finale una rediviva Martina Navratilova, ha sottolineato le illuminanti parole papali invitando i poeti a condividere il terzo tempo bisbocciando insieme. Proprio come avviene nelle gare di Rugby. Prima di nominare la Giuria incaricata di decretare il vincitore assoluto, l’assistente alla regia Francesca Panunzi, ha liberato ha chiosato l’omelia pacificatoria liberando in volo una colomba bianca afflitta da parodontite ma con un ramoscello d’ulivo infilato nell’occhio. Un gesto molto significativo. Oserei dire biblico. Utile a rimarcare l’assoluto regime di fratellanza universale che si respirava nella manifestazione. Il sigillo gaudente è stato raggiunto con l’entrata in scena di un gruppo di chirichetti siberiani mescolati a scout cattolici provenienti dal Canale di Suez. Quando monsignor Severino Pudicizia, famigerato padre spirituale della scena poetica capitolina, ha partorito la sua benedizione i visi dei presenti sono stati velati da lacrime. Per l’occasione dalla cucina della Anfitriona Elisabetta Trova sono stati serviti in tavola manicaretti quaresimali a base di Pane Azzimo e Resurrezione di Lazzaro. La sala pullulava di ragguardevoli personalità dello sciabordio poetico romano. Tra i più paparazzati abbiamo potuto scorgere il poeta dal volto deforme Matteo Mingoli, il poeta della Costellazione Duplice Daniele Casolino, il poeta che spedì Kennedy all’inferno Alfonso j.f.l Canale, l’ex fidanzata di Fabio Galante, Patty Olgiati e il figlio degenere di David Foster Wallace Davide Vladimiro Carlo Sottili detto Oceano. La Pace sia con voi e con il vostro spirito. Nemmeno il tempo di farsi il segno della croce e la tanto agognata Pace va a farsi benedire. Duilio Berloni, il primo poeta in gara, viene rinvenuto cadavere nei bagni del locale, con i fogli A4 delle sue poesie infilati in gola. I proprietari dell’esercizio commerciale decidono di fare chiarezza rivolgendosi alla magistratura. Nemmeno il tempo di prendere la cornetta del telefono in mano che si ode nelle vicinanze il frastuono della deflagrazione! Nel forno a micro-onde sono scoppiati i Pop-Corn. La Poetessa Iconoclasta Lucrezia Lattanzio è riuscita nella improbabile impresa di ricavare un ordigno rudimentale da una manciata di granoturco. I Giudici decidono di squalificarla seduta stante. La gara prosegue il suo corso. Sempre nel nome della Fratellanza tra i Popoli. Due Poeti finalisti arrivati dal Belucistan, rei di essersi scordati il permesso di soggiorno in albergo, vengono allontanati a badilate sulle arcate dentarie. Sono rimasti solo più quattro poeti in gara. A Questo punto sale in cattedra la Poetessa Dimensionalmente Alternativa Veronica Pinto. Nata negli anni sessanta dentro i sotterranei del Pentagono, appassionata di fisica quantistica, obbliga i suoi diretti avversari a scegliere tra pillola rossa o pillola blu. Matrix Reloaded! I suoi avversari nel dubbio optano per ingoiarle entrambe. Ansiosi di percepire la matrice. Ma in realtà le pillole non sono capsule capaci di distruggere il Velo di Maya, bensì supposte d’oppio con proprietà diuretiche. La corsa al cesso è immediata. La sosta al cesso eterna. Scatta l’automatica squalifica. Conti alla mano sono rimasti in ballo la poetessa Karolina Luce e Cecco Silvestro. Uno dei tanti poeti pubblicati dalla Casa Editrice Miraggi. Saranno loro due a giocarsi il posto vacante per la Finalissima Mondiale in territorio neozelandese. Karolina Luce è particolarmente bollente. Sente la serata. Reduce da un reading-spettacolo in Corea del Nord che ha provocato 45 dispersi e 67 esecuzioni capitali, la poetessa siberiana ha il dito indice puntato alla tempia dell’avversario. Spara. Spara la poetessa. La Poetessa Spara. Spara per Uccidere. Uccide. Cecco Silvestro stramazza al suolo esanime. Un Lago di Sangue bagna il Pavimento dell’Hula Hoop. Poco Male. Era terminata la Salsa di Pomodoro utile a guarnire le Patatine Abbrustolite in Olio di Radiatore. La Presenza del cadavere offende la vista dei presenti. Alcuni galoppini si prodigano cercando di far sparire le tracce dell’orrendo delitto. Ora Miraggi ha un poeta di meno nella sua scuderia. Karolina Luce è la trionfatrice della Notte. La Notte è Giovane. Gente della Notte. Sillogismo Aristotelico:Jovanotti. A Cecco Silvestro che si è battuto come un essere sensibile come sensibili sono tutti gli artisti pubblicati da Miraggi, va il nostro plauso più sincero e anche l’onore delle armi. E noi che amiamo la Poesia vogliamo omaggiarlo così, a modo nostro, pubblicando sottovoce, sottotraccia, una sua creazione. Sommessamente. Nel novero della Pace. Amen.

Buon Appetito di Cecco Silvestri tratta dal capolavoro “Ti Amo ma cucini di merda” Miraggi Edizioni

Hai il Fiato che sa di Aglio

ma io ti bacerei comunque

SI hai un alito che puzza di Aglio

ma ti bacerei comunque

ti bacerei molti minuti molti secondi

ti bacerei per ore per giornate intere

ti starei incollato alle labbra per anni

anni bisestili anni avvinazzati anni gettati via

Hai sto cazzo di odore in bocca

che sembra di divorare una cipolla di Tropea

ma ti lavi i denti per Dio?

Ma io ti bacerei ugualmente

Non perché ti amo sia chiaro

ma Perché sono masochista

e mi piace la cucina molto speziata

Hai la pelle che odora di cumino

che quando ti ci passo sopra la mucosa orale

mi sembra di slinguare col Pollo Tandori

Amo Limonare il Pollo Tandori

Mi piace scendere con la testa sempre più giù

la dove il sole ti batte a stento

e si sente profumo di uovo sodo

e non basta la raccolta differenziata

a ridare dignità a quel tuo paesaggio lunare

Anche in quel pertugio io ti bacerei con ardore

come un cavaliere della Tavola Rotonda

Morsicherei quelle tue due fette di Fontina

che ti ostini a chiamare Piedi

e dormirei sonni tranquilli

per secoli e secoli

all’ombra di quelle tue ascelle

che emanano effluvio di cesso

variegato al gusto di buco di culo

Si, ti amo Ginevra

Ti Amo Come solo si ama all’istituto alberghiero

Che dici? Come si ama all’Istituto Alberghiero?

Cazzzzzzzzzzzzzo(licenza poetica concessagli dall’editore) Vuoi che ne sappia io?

Io ho fatto le magistrali!!!

A.S.M.A di Poesia

In polverie o poesie on Maggio 26, 2017 at 12:25 PM

I Poeti non servono a niente
non sanno nulla
non conoscono nessuno
non sanno chi sono
e non sono capaci ad usare la calcolatrice
Contano con le dita della mano i poeti
o con le dita dei piedi
e molto spesso si sbagliano
I Poeti mangiano male
bevono troppo sporcano in casa
e pregano poco
Se hanno figli è possibile che non li abbiano
fatti battezzare
Se hanno animali domestici è possibile che non ll abbiano
fatti vaccinare
In ogni caso è consigliabile tenere distanti dai poeti
sia i figli che gli animali domestici
I Poeti non servono a niente
Non servono a niente i poeti
Oggi più di ieri e domani serviranno
ancora meno di oggi
E vi svelerò un segreto
paradossalmente i poeti non sono nemmeno
capaci di amare
Scrivono d’amore ma non amano nessuno
Non amano nessuno perché l’amore richiede tempo
e i poeti hanno solo il tempo per essere poeti
Sono sciatti questi fottuti poeti
Perciò percuotete pure i loro corpi
annichilite le loro anime
affamate i loro stomaci
orinate sui loro stracci
Negategli acqua aria carezze e vino
riponeteli in solaio
o fucilateli spalle al muro
Poi però quando vi accorgerete
che vi manca la loro compagnia
Non Rompete il Cazzo!!!

Professor Amati (1999)

In polverie o poesie on Maggio 25, 2017 at 2:36 PM

Di punto in bianco
Ti svegli di soprassalto
Sei sudato molto sudato
C’è sudore su tutto il tuo corpo
Ti sollevi dal letto in preda all’affanno
Cerchi un superficie riflettente
Una qualsiasi anche il pavimento di casa va bene
Anzi benissimo è perfetto
Devi assolutamente guardarti il volto
e sincerarti che ogni muscolo facciale stia seduto
al proprio posto di combattimento
Pizzichi le guance con le dita delle mani
Mani giunte che un tempo la fecero finita ammazzandosi di seghe
Spalanchi la bocca tiri fuori la lingua e provi ad emettere un gemito
che ha il suono stentato del conato di vomito
L’espressione del viso somiglia a quella di tutti i santi giorni dannati
Forse solo un tantino più svuotata del solito tutto li
Ma ugualmente qualcosa non torna
Prendi in mano le scarpe provi a legartele
e senti che fai più fatica del solito ad avere ragione
di quei fottutissimi lacci bianchi con la punta rossa
il sonno è venuto a farti vista da solo
senza portarsi dietro il sospirato ristoro
Forse la notte scorsa hai avuto un incontro spiacevole
Qualche losco figuro ti ha percosso a dovere perché si sentiva nel giusto
Tu sei scappato e scivolando hai battuto la testa
o magari hai reagito male alle provocazioni
Hai provato a sferrare qualche pugno ma eri così ubriaco
da non riuscire a reggerti in piedi
Con i tuoi fendenti hai colpito a malapena l’aria l’hai messa K.o
Ma poi Le hai buscate di santa ragione
Per miracolo sei riuscito a trascinarti a casa
e una volta tornato dal coma i tuoi ricordi brancolano nel buio
Chissà cosa devi avergli detto al tipo per scatenare così tanto la sua collera?
Forse che ogni tanto ti da gioia dare fuoco agli alberi?
Stupido! Sta a te non rilasciare certe confidenze agli sconosciuti!
Adesso hai bisogno di un caffè bollente, si un caffè nero bollente
è quello che ci vuole in questi casi per sconfiggere quel fastidioso ronzio
che ti sibila nelle orecchie spingendoti lentamente nelle mani dell’eutanasia
Sai che il sangue del tuo sangue
si aspetta molto da te
e deluderlo significherebbe
condurlo alla tomba
anticipando sgarbatamente
l’origami di Madre Natura
Cristo Quanto Puzza di Ovatta
Questa Poesia
Corri a Scuola piuttosto
che la prima ora c’hai chimica…

Come il Serpente che si morse la Coda

In polverie o poesie on Maggio 24, 2017 at 9:32 am

Questo nostro amore puerile
tascabile a buon mercato
da ambo le parti lascivo
Così meschino da nobilitare un giuda
Così gretto da far sembrare un asino un filantropo
Così spregevole da costringerci a cavarci gli occhi per non guardarlo in faccia
Così blasfemo da detronizzare Dio
a semplice Buffone di Corte
Questo nostro amore scellerato
non ha portato nulla di utile alla causa
se mai ne esiste una e se fosse una causa giusta
I baci che ci siamo scambiati
hanno spezzato legami secolari
la saliva che li battezzava sul nascere
ha messo in fuga gli amici di un tempo
il frastuono dei nostri amplessi
ha offeso l’udito sensibile di chi chiamavamo fratello
e il frutto non desiderato del nostro raccontarci favole
ha preso la forma di una sciagura incarnatasi nel corpo di un fanciullo
Abbiamo tenuto una condotta da amanti clandestini
capace di rifocillare gli stomaci di chi fa del giudizio
una ragione di vita
Ora mentre nostro figlio viene lasciato affogare in un pozzo
e le sue grida simili allo strazio mi riducono a pulviscolo
e la mie labbra vengono cucite da un sarto straniero
e un grimaldello chiude a chiave per sempre il tuo corpo
Ora, proprio ora mi pento
di non averti posseduto prima…

Gradiva

In polverie o poesie on Maggio 22, 2017 at 10:54 am

Quanto tempo ti ha dato la Vita
per riflettere sulla Vita?
Poco? Molto? Troppo Poco? Più del dovuto?
È già cominciato il conto alla rovescia?
Oppure ti è comparsa nel sonno
rassicurandoti che si sarebbe fatta viva solo più avanti?
Quanto tempo hai avuto per afferrarla tra le mani?
Capire di cosa è fatta! Metterne un pezzetto sotto la lingua!
Sentirne l’Odore, il Sapore, La Voce, toglierle la sottoveste
Te la sei fatta? Oppure ti sei genuflesso ad essa?
Pensaci Bene! È importante!
È stata generosa? O ti è sembrata avara?
Scevra di sussulti, di subbuglio, di fremito, di tempesta
Ti ha mentito? La Vita ti ha mentito?
E tu? Tu le hai mentito?
Ne è valsa la Pena? Che Pensi? Che ne sia valsa la pena?
O Era meglio non esistere affatto?
Non so perché te lo sto chiedendo
davvero non lo so, ma credimi mi interessa
mi interessa sul serio
Allora, Questa Vita è stata di tuo gradimento?
Ora Che Dici? Possiamo Alzarci dal Tavolo
chiedere il Conto e andarcene?

Patty(la supporter) Flusso di Coscienza

In calcio, teatro on Maggio 20, 2017 at 3:15 PM

“Forza Olly, vinci per noi! Avanti Mark, Non mollare, dacci dentro Julian, sei il migliore!” Oh Cazzo. Oggi sono senza voce. Completamente afona! Necessito di propoli, meglio ancora di Erisimo! Sono Patty, la capo-ultras della Nazionale Giapponese. Ho trent’anni di battaglie in Curva Alle Spalle. Anni fa ho mosso mari e monti organizzando lotte intestine contro la macilenta “Tessera del Tifoso”. Adesso l’ho sottoscritta pure io. Massì sti Cazzi. Anzi, mi sono anche fatto gli abbonamenti alle televisioni. Così posso tranquillamente seguire le vicissitudini della mia squadra del cuore comodamente seduta su divano. Sgranocchiando lonticchi di pane tostato. E stì cazzi di tutto il resto! In televisione vedi meglio le azioni di gioco. Dalla Curva dello stadio si vede lontano. È scomodo. Anche se il nostro stadio è un modello di delicatezza. Ingegneria d’avanguardia. Arte Moderna. Puro Artificio. Speculazione Edilizia. Consumo Bulimico di Suolo. Riciclaggio di denaro sporco. Sembra una Cattedrale nel Deserto. Cinquecento-mila posti a sedere. Una capienza da Codice di Procedura Penale! Che poi nel mio paese il pallone non se lo caga nessuno. Il vero Sport Nazionale è lo scambio di coppia! Comunque è divertente essere la groupie della Nazionale di Calcio. Oltre ad essere la Capo-Ultrà. La Società ci paga le trasferte alloggiandoci in Hotel da Mille e una Notte. Possiamo anche gestire il merchandaising e il traffico dei biglietti! Pochi anni fa eravamo molte di più. Poi il Servizio Segreto Deviato Statunitense e Israeliano ci ha fatto dono del Terremoto di Fukuscima. Utilizzando la tecnologia H.A.A.R.P. Da quel momento molte mie colleghe si sono spaventate e hanno preferito abbandonare il Paese. Terminando i loro giorni ad osservare il sole dal fondo del Mare. Alcune sono state impiegate dalla Yakuza Nipponica come massaggiatrici esperte di medicina olistica! Ora massaggiano la cervicale ingolfata dell’Intero Parlamento Europeo. Comunque. Seguo Olly&Company da quando erano semplici pulcini con le labbra sporche di latte, li ho visti crescere, e non capisco come, mai, a nessuno di loro, li sia venuto in mente di scoparmi! Ma d’altronde cosa posso aspettarmi da ragazzi che indossano ventiquattro ore su ventiquattro la divisa ufficiale di gioco? Non se la tolgono Mai! Nemmeno al Cesso! Va be, tanto non mi perdo un granché. Dany Mellow si sa è sempre stato innamorato di Mark Lenders. Il Quale però ha una cotta per Oliver Atton. Il Quale essendo stakanovista pensa solo al lavoro. Anche Tom Beker muore dietro ad Oliver! Che però lo considera unicamente un semplice compagno di reparto! Il geniale Julian Ross non può avere rapporti sessuali a causa della fragilità congenita del suo apparato cardiocircolatorio. I gemmelli Derrick, quelli della mitologica “Catapulta Infernale” stanno con le gemelline di Shining. Alan Crocekt soffre di un Onanismo Compulsivo che gli prosciuga le energie. Phil Callagan è religioso e detesta certe pratiche esercitate senza adeguato sentimento. Bruce Harper è talmente sfigato che non me lo farei io!!! Teo Sellers pensa solo al cibo! Ed Warner se la fa con i gatti per migliorare le proprie capacità balistiche! Cazzo li ho detti tutti! Meglio arrendersi. E provare a cercare qualche distrazione nello spogliatoio della società di calcio più onesta dal punto di vista intellettuale: La Juventus!”

Benji Price Flusso di coscienza

In calcio, teatro on Maggio 20, 2017 at 2:34 PM

“Non ho mai desiderato giocare in porta! Il Portiere è un ruolo da sfigati! Per Difendere i pali devi stare fermo, senza fare nulla, esposto alle intemperie. Ti devi accontentare di guardare gli altri giocare e divertirsi, mentre tu stai li impalato al centro della linea di porta a girarti i pollici e beccarti gli sputi avversari. Io poi sono cagionevole di salute. Da piccolo i miei genitori hanno deciso di non sottopormi a vaccinazione. Niente vaccino. Erano dei complottisti i miei genitori. Dei fottuti grillini. Quindi mi sono beccato di tutto. Vaiolo, pertosse, morbillo, scarlattina, epatite di ogni lettera d’alfabeto, sifilide a tutti gli stadi ed herpes zoster. La sifilide l’ho buscata leggendo all’inverosimile le opere del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen. Comunque io non volevo giocare in porta. Volevo fare l’attaccante. Come Il mio idolo. Alessandro Del Piero. Talmente bravo da riuscire ad intrattenere piacevoli conversazioni con dei passerotti laureati in fisica quantistica. A scuola volevo essere come il mio compagno Nelson Gadamer. Un Vincente. Faceva la punta. Segnava una pioggia di gol. Era circondato da una masnada di ragazze pronte a servirgliela su di un piatto d’argento. Scopava così tanto che già a tre anni si era procurato il suo primo scolo. A cinque fu vittima di mononucleosi. A sette divenne sieropositivo. A dieci prese una laurea in Teologia. A tredici anni si fece prete e parti come padre missionario in Africa sedotto dalle parole di un certo Walter Veltroni. Che non so chi cazzo sia! Fece opere di missione lì tra le terre del continente Nero. Quando fece ritorno in patria aveva una lunga barba bianca. Sembrava essere diventato molto saggio. Vestiva di stracci e cenci, mangiava solo bacche di Gogi e beveva l’acqua delle pozzanghere. Spesso Ci prendeva in disparte e ci raccontava che ciò che veramente conta nella vita era porgere l’altra guancia. Io lo sempre ammirato. Molto. E rimasi sorpreso quando la Polizia fece irruzione in casa sua sorprendendolo nudo con i genitali legati ad una palla chiodata e cinque ragazzini che lo fustigavano sulla schiena con dei frustini di cilicio. Comunque il portiere è un ruolo di merda. Se porti a casa la vittoria è merito degli altri se si perde è solo colpa tua! Non è giusto, e che cazzo! Inoltre torni a casa che sei stato fermo tutto il tempo e non ti sei sfogato, non hai sudato, allora devi ingoiare 99 gocce di Lexotan prima di coricarti o altrimenti saresti capace di staccare la testa a morsi a quel finocchio di Bugs Bunny!!! Mi fa schifo giocare in porta. Odio il calcio! Io desideravo studiare danza classica. Quando espressi le mie intenzioni a mio nonno e mio padre, che avevano servito l’esercito militare giapponese durante il primo e secondo conflitto bellico mondiale, provocai ai loro setti nasali una leggera epistassi. Ormai è tardi per rimuginare sul passato. Ora devo accettare la situazione e difendere i pali della società nella quale milito. Una società molto onesta dal punto di vista intellettuale: La Juventus!”

Mark Lenders Flusso di Coscienza

In calcio, teatro on Maggio 20, 2017 at 1:58 PM

“Devo farcela, Devo Vincere questa partita. Devo farlo per mia madre rimasta incinta di me a soli undici anni. Forse erano dieci. Forse no erano nove. Bene, adesso non ha importanza! Dicevo, devo vincere per mia madre, rimasta incinta di me a causa di una confessione con un rabbino levita ortodosso fottutamente intrallazzato con il “Mossad”. La confessione sfociò prima di subito in un abuso. Dopo la mia nascita, mia madre, per dimenticare la propria sfiducia nel genere umano, cominciò a frequentare ossessivamente i locali notturni, intrattenendo relazioni sessuali promiscue con uomini di ogni risma. Fino a quando si invaghì del mio patrigno attuale. Filippo Giovitta detto “Peppino lo spezzacatene”. Proprietario di ben 115 pizzerie tutte ubicate nel centro storico di Tokyo. Che non esiste. Gli affari andavano a gonfie vele. Ma un triste giorno la guardia di finanza irruppe nei nostri esercizi commerciali. Vennero riscontrate irregolarità fiscali, sfruttamento della manodopera e mozzarella di bufala alla diossina. L’Autorità imperiale ci fece chiudere i ristoranti. Mio padre fu assunto all’ufficio postale con mansione di spugnetta per francobolli. La sera tornava a casa stanco. E sbronzo. Nonostante ciò obbligava mia madre ad avere rapporti sessuali non protetti di puro ordine procreativo. Ed in effetti nel giro di poche primavere nacquero i miei sedici fratelli e le mie diciannove sorelle. Tutti venuti alla luce prematuramente e con una sinistra voglia di non muovere un dito. Altre bocche da sfamare. Alle quali devo provvedere con le mie sole limitate forze. Voglio vincere per te Jason Morgan. Il mio allenatore alcolizzato. Capace di ingollarsi svariate pinte di Gin senza cedere il passo alla sbronza. Lui che mi obbligava a correre a piedi scalzi sulla sabbia di una spiaggia di Riccione disseminata di siringe e cocci di vetro. Fu li che imparai il proverbiale Tiro della Tigre. Fu li, allenandomi duramente ogni giorno, tutto il santo giorno, sotto il sole cocente della Riviera Romagnola, che divenni il primo cittadino giapponese negro che la storia ricordi.Voglio vincere per Dio e sognare una carriera splendente nelle file della squadra più onesta dal punto di vista intellettuale: La Juventus!”

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