Eccoli li, ci sono tutti, i poeti
l’intera marmaglia al gran completo
tutti presenti all’appello nessuno sobrio
stanno in piedi per evitare la noia
ordinano liquori a sbafo per sigillare la morte
hanno gatti neri che dormono
sulle loro maniglie d’amore
parlano del nulla
parlano di poesia
dunque parlano del nulla
più inutile della poesia
ci sono solo i poeti che parlano di poesia
e che stanno in piedi a grattarsi i gomiti
a girarsi i pollici a perlustrarsi
cuore pelle carne unghie vasi sanguigni
a cercare di stanare l’ispirazione faina
si accendono una sigaretta dietro l’altra
alle loro spalle si intravede una scia chimica di debiti
chissà cosa gli passa per la testa ai poeti
semplicemente aspettano te
e quando passi tu, si proprio tu
questi poeti cominciano ad andare in fibrillazione
a dare in escandescenza
si accendono come torce
si galvanizzano come orrende pire di fuoco
si agitano sui tizzoni ardenti
ma guardali, che banda di scalmanati
c’è Pessoa che ti guarda e si sente esplodere in petto
un ippopotamo arancione a pallini blu
sarà pure un fingitore sublime ma cazzo
questa volta sembra proprio sincero
e perde sangue dal sopracciglio sinistro
e versa una sola lacrima dalla narice destra
e Neruda ordina alla truppa “signori mano alla penna”
e cominciano a scrivere
e scrivono di te
e buttano giù un verso dopo l’altro
inarrestabili irrefrenabili pazzi
c’è Pavese che prenota l’albergo
cazzo vuole farlo di nuovo
e Wilde che si sceglie la cella spartana
dove poter amare chi ama senza doverlo ammazzare
e c’è Sylvia Plath
alle prese con una torta fatta in casa
troppa crema troppa panna troppo burro cacao
la ricetta fa pietà la ricetta è quella sbagliata
e Alda Merini se ne accende una senza filtro
e sul viso col rimmel si appunta la frase
“per dimenticare la tipa serve la lobotomia”
e c’è Charles Bukowski
che per un tuo bacio sulla fronte
smetterebbe di bere (e mica scherza fa sul serio)
e c’è Willy Shakespeare che
per un tuo sguardo ha gettato
il suo teatro nella tazza del cesso (scusa se è poco)
O Cristo c’è pure Mayakovsky
che si è messo a contare le pecore alla rovescia
e c’è Emanuel Carnevali
che vede in te la via di fuga dalla narcolessia
Che caravan serraglio
Eccoli li i poeti innamoratissimissimi
sempre al lavoro
al lavoro per sempre…