Giovan Bartolo Botta

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Successe domenica a TorPignattara

In polverie o poesie on novembre 28, 2017 at 1:03 PM

Domenica sera

a via di TorPignattara

al calare del sipario

si va a bere in un bar qualunque

gestito da cinesi qualsiasi

altezza gazebo del giornalaio

insegna rosa non vi potete sbagliare

il barista sembra Taddeo Fudd

sta sfogliando una rivista

“La Torre di Guardia”

bollettino di riferimento

dei Testimoni di Geova

come entriamo ci saluta così:

“Abbiamo bisogno di Dio!!!”

Ci sediamo tutto calcolato

chi di noi può dire con sicurezza

di non averne bisogno

Due donne affianco a lui

forse sua moglie e sua figlia

o sua sorella e sua nipote

hanno lo sguardo rivolto al televisore

Stanno guardando “Sette anni in Tibet”

Ordiniamo da bere

birra da pizzeria la “vecchia scuola”

no Ipa no porcherie artigianali aromatizzate

e ci mettiamo a guardare il film con le tizie

Non vola una mosca

una concentrazione mondiale

bocche spalancate

occhi incollati allo schermo

il tempo e lo spazio

condensati in un Cubo di Rubik

Poi l’arrivo dell’esercito cinese

il bordello il panico la carneficina la strage degli innocenti

e le due tizie che la chiudono così:

Cazzo!!! Brad Pitt non me lo ricordavo

così biondo…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una Poesia Civile

In polverie o poesie on novembre 28, 2017 at 10:06 am

“La guerra è una merda

la pace è meravigliosa” tiè!

e ore che ho saldato

il debito con la poesia

d’impegno civile

lasciatemi tornare

alle poesie d’amore! tiè!

 

Avrebbero scritto di te

In polverie o poesie on novembre 27, 2017 at 6:58 PM

Eccoli li, ci sono tutti, i poeti

l’intera marmaglia al gran completo

tutti presenti all’appello nessuno sobrio

stanno in piedi per evitare la noia

ordinano liquori a sbafo per sigillare la morte

hanno gatti neri che dormono

sulle loro maniglie d’amore

parlano del nulla

parlano di poesia

dunque parlano del nulla

più inutile della poesia

ci sono solo i poeti che parlano di poesia

e che stanno in piedi a grattarsi i gomiti

a girarsi i pollici a perlustrarsi

cuore pelle carne unghie vasi sanguigni

a cercare di stanare l’ispirazione faina

si accendono una sigaretta dietro l’altra

alle loro spalle si intravede una scia chimica di debiti

chissà cosa gli passa per la testa ai poeti

semplicemente aspettano te

e quando passi tu, si proprio tu

questi poeti cominciano ad andare in fibrillazione

a dare in escandescenza

si accendono come torce

si galvanizzano come orrende pire di fuoco

si agitano sui tizzoni ardenti

ma guardali, che banda di scalmanati

c’è Pessoa che ti guarda e si sente esplodere in petto

un ippopotamo arancione a pallini blu

sarà pure un fingitore sublime ma cazzo

questa volta sembra proprio sincero

e perde sangue dal sopracciglio sinistro

e versa una sola lacrima dalla narice destra

e Neruda ordina alla truppa “signori mano alla penna”

e cominciano a scrivere

e scrivono di te

e buttano giù un verso dopo l’altro

inarrestabili irrefrenabili pazzi

c’è Pavese che prenota l’albergo

cazzo vuole farlo di nuovo

e Wilde che si sceglie la cella spartana

dove poter amare chi ama senza doverlo ammazzare

e c’è Sylvia Plath

alle prese con una torta fatta in casa

troppa crema troppa panna troppo burro cacao

la ricetta fa pietà la ricetta è quella sbagliata

e Alda Merini se ne accende una senza filtro

e sul viso col rimmel si appunta la frase

“per dimenticare la tipa serve la lobotomia”

e c’è Charles Bukowski

che per un tuo bacio sulla fronte

smetterebbe di bere (e mica scherza fa sul serio)

e c’è Willy Shakespeare che

per un tuo sguardo ha gettato

il suo teatro nella tazza del cesso (scusa se è poco)

O Cristo c’è pure Mayakovsky

che si è messo a contare le pecore alla rovescia

e c’è Emanuel Carnevali

che vede in te la via di fuga dalla narcolessia

Che caravan serraglio

Eccoli li i poeti innamoratissimissimi

sempre al lavoro

al lavoro per sempre…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una Retrospettiva di Grazie

In in scena on novembre 27, 2017 at 1:37 PM

Ogni ipocondriaco possiede il proprio pronto soccorso di fiducia. Nascosto nei sotterranei di un Ospedale di fiducia. Ci sono ipocondriaci che come Zorro, nel picco della loro sintomatologia, hanno lasciato il segno dentro i nosocomi di ogni tempo spazio e luogo. Dal nord al sud transitando per il centro. Ogni ipocondriaco possiede il proprio pronto soccorso di fiducia. Accogliente, sfavillante, pieno di luci al neon, infermieri sorridenti, medici preparati, chirurghi dediti al bisturi, e soluzioni fisiologiche pronte all’uso. Cosparso di flebo. Wow! Mitico! Ogni ipocondriaco possiede un pronto soccorso di riferimento. Il mio pronto soccorso di riferimento a TorPignattara, non è L’Istituto delle Figlie di San Camillo di via dell’Aqua Bullicante 4. Dove mi feci un giro di valzer anni fa e vidi i mostri perire per una banale unghia incarnita. Il mio pronto soccorso di riferimento sul Quadrante Est di Roma è Il Teatro Studio Uno. Di Via Carlo della Rocca 6. Pieno di macchinari utili alla diagnostica. Tomografie assiali computerizzate. Test di laboratorio precisi al millimetro. Al millesimo di secondo. Ogni ipocondriaco ha i propri camici bianchi di fiducia. Che tastano il polso, misurano la febbre, cronometrano la frequenza del battito cardiaco accelerato, sgravano la sudorazione e all’occorrenza decretano una diagnosi: Retrospettiva. Questi medici di fiducia possono chiamarsi Eleonora Turco o Alessandro Di Somma, Francesca Di Marzo o Luca Rò. Ogni ipocondriaco condivide le proprie fobie patologiche con altri ipocondriaci. Simili a lui. Affetti dalle medesime ataviche paure ancestrali. Questi colleghi/pazienti possono chiamarsi Sylvia Klemen, Krzystof Bulzacki Bogucki, Isabella Carle, Flavia G.De Lipsis e Mariagrazia Torbidoni. Ogni ipocondriaco usa dare un nome alla propria infermità immaginaria. Sia essa un Amleto Punk o un Antigone fotti la legge o un Kaos di Bernarda Alba o degli Agenti mascherati da Castisti. Ogni ipocondriaco che si rispetti si imbottisce di farmaci. Allopatici, fitoterapici, omeopatici grazie ai quali si apre come un fottuto frutto di mare e condivide con l’universo intero tutto ciò che gli bolle nella pentola del cuore. Siano essi andamenti tonali, testi, sotto-testi, intenzioni, intonazioni, azioni, evocazioni d’immagine, rievocazioni storiche, chiose comiche, tirate, drammi pastorali, frizzi, lazzi, sberleffi, corpi sudati e scritte sui muri. Questi preziosi farmaci siete voi che in queste due settimane di retrospettiva ci avete seguito con affetto facendoci sentire a casa. Ma anche voi che se impossibilitati a venire a teatro ci avete comunque ricordato e sostenuto nelle vostre preghiere rigorosamente laiche. Grazie dunque! Grazie ai ritrattisti Mattia Marinolli e Chiara Hoppipolla che ci hanno immortalato, la si spera anima granata nonché tremendista. Grazie a Leonardo Spina dal tratto acquariano e a Francesca Renda che ci curò nel corredo! Grazie al poeta asmatico e duplice e lusitano Daniele Casolino che ci ha messo a disposizione l’associazione Clandestina per cominciare a dare forma alle nostre dissociazioni. Casolino a cui devo ancora 25 euro. Grazie agli amici di sempre con i quali si chiacchiera di vita che poi coincide sempre con gli affari di scena che alchemizzano gli affari di poesia che alchemizzano gli affari di cuore che alchemizzano gli affari nostri. !Una Retrospettiva di grazie a tutti! Di cuore! E che lo spirito immortale della divina interprete Lilla Brignone scenda sulle nostre capedini e ci protegga sempre. E che il grande Romolo Valli ci dedichi la prefazione della sua personale benedizione. Ma pure a postfazione. E che Memo Benassi, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Lina Volonghi, Sarah Ferrati, Ermete Zacconi, Giacinta Pezzana e che Gassman…padre. E figlio. E spirito santo! Col beneplacito del “Chi è di scena”!

God Save the Queen my Sons!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualcosa di veramente autentico

In polverie o poesie on novembre 26, 2017 at 11:44 am

Ti immagini

se fossimo solo

degli algoritmi

dei fottuti algoritmi

del cazzo

delle banali equazioni

matematiche senza variabile

dei noiosissimi compendi

dall’esito scontato

Pensa se tutto ciò che

sentiamo proviamo pensiamo

non fosse altro che un patetico

softwere di merda

un aggeggio Cristo!

Un ingranaggio!

Qualcosa di programmato a priori

programmato per andare in una certa maniera

funzionare esattamente così

Tutto predefinito

Tutto preordinato

Niente di sorprendente cazzo

Nulla di veramente autentico

Nulla di veramente autentico

Nulla di veramente autentico

Solo una zuppa insipida di sostanze chimiche

una brodaglia una sbobba una minestra servita fredda

e senza crostini di pane…

Zero libero arbitrio

Zero volontà di potenza

La personalità ridotta ad algebra

La coscienza come la tabellina del nove

L’anima simile alla radice quadrata

Il pensiero un’ interminabile sequenza di dati

i nostri cuori urgenza di baci

insonni notti d’amore caduco

passioni passate presenti future

pensa se tutto questo

non fossero altro che numeri

stimoli generati da numeri cifre

Cazzo una cosa del genere

mi toglie il sonno

e allora preferisco non pensarla

e spegnere la mente

o tenerla accesa ma pensare ad altro

a qualcosa di veramente autentico

Cristo, questa poesia non so

come chiuderla!!!!!

Se scrivo che quel qualcosa di

veramente autentico

mi sei sembrata tu

mi sento un po pirla…

e deficiente e scemotto e imbarazzato

e paonazzo e…

ecco qualcosa di veramente autentico

questo…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dialogo tra Poeti Permalosissimi

In polverie o poesie on novembre 25, 2017 at 3:14 PM

_Innamorarsi è un pretesto

l’importante è scrivere!

_Scrivere è un pretesto

l’importante è innamorarsi!

_Vaffanculo!

_No,Vaffanculo tu!

_Dici un mare di cazzate!

_E tu dici un oceano di cazzate!

_Scrivi poesie di merda!

_Le tue sono scritte coi piedi!

_Sei prolisso!

_E tu sei stringato!

_Cialtrone!

_Gaglioffo!

_Parassita!

_Paraculo!

_Sanguisuga!

_Piattola!

_Sei un poeta di merda!

_E tu sei un fottuto passacarte!

_Dopolavorista!

_Scribacchino!

_Scrivi solo d’amore manco fossimo a Uomini&Donne!

_E tu Scrivi solo “robaccia civile” che non ci si capisce un cazzo!

_Scassi i coglioni alla gente con le tue lagne!

_Perché tu con le tue prediche no?!

_è arrivato Gigi D’Alessio!

_ma sta zitto Carbonaro!

_Tu ignori completamente “il sociale”, asino!

_E tu vuoi insegnare alla gente come reggersi l’uccello al cesso! Illuso!

_Sei troppo lirico!

_E tu sei troppo epico!

_Stronzo!

_Bastardo!

_Imbecille!

_Ignorante!

_Falso

_Finto!

_Non ti crede nessuno!

_Non ti ascolta nessuno!

_A me mi chiamano il nuovo Pasolini!

_A me mi chiamano il nuovo Pavese!

_Io con Pavese mi ci pulisco il culo!

_io con Pasolini mi ci sciacquo i coglioni!

_Mi fai ridere!

_E tu mi fai piangere!

_E tu mi fai vomitare!

_E tu non mi fai nemmeno riflettere!

_Buffone!

_Pagliaccio!

_Sei un poeta di serie b!

_E tu di serie z!

_Dilettante allo sbaraglio!

_Viva il parroco signore&signori

_Io sono ermetico!

_infatti a leggerti sembra ostrogoto! Io sono ermetico!

_E difatti le tue poesie illeggibili!

_Cane, sei un cane!

_Capra, sei una capra!

_E comunque innamorarsi è un pretesto

l’importante è scrivere!

_E comunque scrivere è un pretesto

l’importante è innamorarsi!

_Ok amico qua la mano!

_Ok collega qua la mano!

_Di che segno sei?

_il mio! E tu?

_Pure! Visto? Abbiamo un sacco di cose in comune!

_Mi piace la tua poesia ti leggo spesso!

_Ed io mi divoro la tua poesia ti leggo sempre!

_Sai cosa penso?

_No, cosa?

_Lei è così bella che ogni poesia è inutile

_Inutile si, inutile, perfettamente inutile…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sparta Yuri

In polverie o poesie on novembre 25, 2017 at 1:57 PM

Farfalle

nello stomaco

Punto

Brividi Battiti Baciami

Sudori freddi

Punto

Ogni dannato tentativo

di formulare una poesia

è perfettamente

superfluo

Punto, punto e virgola

a capo

Farfalle

nello stomaco

Sbam!!!

E si fa Confusione (2015)

In polverie o poesie on novembre 24, 2017 at 2:26 PM

Non tornerei mai

tra i vivi per chiudere

un cerchio in vita

indietro per tornare

a respirare riflettere

dirti tutto ciò che

ti ho tenuto nascosto

quello che non ti ho detto

e quello che ti ho detto

anche se non ho aperto bocca

Mai in vita tornerei

Una volta di là

me ne resto di là

dove Cenerentola

sicuro è figlia unica

e a Biancaneve la frutta

fa schifo e i Nani sono

pari e non dispari

e non muovono un dito

e a guardarti sembra una giostra

un teatro uno scherzo

un Dio Burattino

e il microfono è sempre aperto

e si sta come

asciugati dall’acqua

e si fa confusione

e mi fai confusione

e mi confondi…

 

 

 

 

Perfetta Giornata (2016)

In Uncategorized on novembre 23, 2017 at 11:46 am

è una giornata perfetta

afferrandoti un po

lasciandoti andare

non rivederti mai più

è una giornata perfetta

e niente più e niente meno

è così e nient’altro

una giornata perfetta

finalmente lontani finalmente

abbracciati distanti

impercettibili i battiti cardiaci

una giornata perfetta

e le foglie piovono dal cielo

e per te non significa niente

e per me non significa niente

e per gli altri non significa niente

ma chi sei tu per me

e io per te e gli altri profilo destro

profilo sinistro amen

ed è una giornata perfetta

e le foglie piovono dal cielo

ma questo l’hanno scritto altri

l’ha già detto qualcuno

l’hanno pianto in tanti

tanti occhi troppe bocche

e parlare parlare

e tacere tacere

e questa è una giornata

perfetta

non ci resta niente di

così tanto sincero

se non questa giornata perfetta

e una giornata perfetta

è come un buco al centro del cuore

perfetto anche lui

un gran finale…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dio non l’aveva previsto

In polverie o poesie on novembre 22, 2017 at 12:35 PM

Anche se con Dio

ci chiacchiero poco

ci esco poco la sera

ci vado di rado a passeggio

l’amore con lui non ce lo faccio

Con Dio mi tocca

farci i conti prima o poi

Meglio poi ovviamente

che prima desidero il burro

Ci devo fare i conti con lui

Fosse pure che non esiste

o esiste solo per scherzo

o che il suo verbo

è declinato al passato

o coniugato male

Ci tocca farci i conti con Dio

un giorno o l’altro

Perché la sua presenza

è come l’aria

e l’aria è come la birra

e la birra è alcolica

dunque l’aria è alcolica

dunque Dio è un alcolizzato

Un simpatico ubriacone onnipotente

a cui piace travestirsi

da Raffaella Carrà o Hether Parisi o Lorella Cuccarini

danzare acrobazie pericolosissime

e cantare duetti con Cristina D’Avena

E Dio detesta ascendere al cielo

e gli fa orrore

mettere al mondo dei figli

senza peccato

e soprattutto senza peccare

e si trastulla con l’amore Dio

che è il suo vizio minore biodegradabile

e non fa male a nessuno l’amore

almeno finché rimane nascosto

nella bocca dello stomaco

Ma questo Dio mica l’aveva previsto…

E dunque bisogna farci i conti

con quel manigoldo di Dio

Che se poco poco

la carne nulla c’entra

con la resurrezione dei vermi

e l’anima non è

un guazzabuglio di numeri

e il pensiero non è algoritmo

e la coscienza non è algebra

allora vuol dire

che Dio esiste sul serio

e io sono nella merda totale

perché ancora troppo

innamorato di te

e troppo poco

attratto da Dio…

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