Giovan Bartolo Botta

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Corro

In polverie o poesie on Maggio 31, 2018 at 10:46 am

ti vedo

sei laggiù

dall’altro capo del Mondo

la dove i gatti

hanno sempre ragione

la dove i cani

si ribellano al torto

di essere semplici

ninnoli domestici

e io mi fermo qui

per correrti incontro

e ti corro incontro

per fuggire da te

e parlo prima di pensare

e il giudice di gara spara

e la gara di chi ha fame di te

è cominciata, e al primo ostacolo

già il tuo cuore

come sapone mi scappa di mano

ma io sono profondamente

allenato a correre

su una pista

che somiglia

ad un viale del tramonto

e il mio occhio ti vede

e il mio cuore ti insegue

e corro corro corro

e su questo viale

dove il tramonto patisce

la luce del sole

batto tutti i record

di tutti i tempi

e corro corro corro

e faccio i centomila chilometri radice quadrati elevati al cubo

scendendo sotto i dieci secondi

poi sotto i nove, poi sotto gli otto

poi sotto i sette, e poi mi trasformo

in modalità ghepardo della Savana

e tutti i cronometri del mondo

in segno di rispetto, si tolgono il cappello

e gettano in aria le batterie come se fossero mazzi di fiori

e tutte le medaglie del mondo mi si gettano al collo

e tutte le coppe del mondo vogliono fare all’amore

e tutti i podi del mondo vogliono ospitarmi la notte

e tutti i trofei del mondo mi daranno battesimo

e tutte le scarpe da corsa sono ai miei piedi

e io corro, corro, corro

corro sui chiodi, corro sul fuoco, corro sul letame,

corro sul gelato, corro sul fango, corro sul sangue

e poi cazzo, mi guardo alle spalle

e vedo dietro di me

Pietro Mennea, Carl Lewis

Ben Jonsonh senza doping

Usain Bolt scalzo

e Oscar Pistorius

con nuove protesi in titanio

che provano a superarmi

e poi a fermarmi

a togliermi di mezzo

magari pure ad uccidermi

cazzo, in particolare quel Pistorius

lo vedo particolarmente nervoso

pare strafatto di coca, ha una pistola laser in mano

mi guarda con lo sguardo cattivo

di chi vuole giocare a “Guerre Stellari”

e tira su col naso

e allora io corro corro corro

accelero il passo

e mi passa accanto Forrest Gump

che corre anche lui tanto che ne ha

e mi da una pistola ad acqua

e mi fa “tieni, prova a difenderti”

ma cazzo, questa è una pistola ad acqua

“caricala con l’inchiostro” mi fa Forrest Gump

e poi innesta la quarta

e allora io innesto la quinta

la sesta la settima l’ottava

e supero la barriera corallina

e poi infrango la barriera del suono

e poi violo la velocità della luce

e poi doppio la velocità del pensiero

e corro più veloce del teletrasporto

e quando incrocio quel sorcio di merda di Speedy Gonzales

gli do un calcio nel culo

perché ho sempre tifato Gatto Silvestro

e corro, corro, corro

e arrivo a toccare quel limite d’amore

oltre al quale il cuore si inceppa

e il corpo si arrende e il sesso si eccita poi si zittisce

e arrivo finalmente da te

che sei dall’altra parte del Mondo

e finalmente

ti guardo negli occhi

e poi cado

come corpo

innamorato

cade…

 

 

 

 

PSICOSI DA BOTULINO (o pasta in bianco)

In polverie o poesie on Maggio 30, 2018 at 10:05 am

Sono anni

ormai che

mangio solo

pasta in bianco

ma non tipo, burro e salvia

no, no, proprio in bianco in bianco

esattamente

da quando mi è presa

la psicosi

di intossicazione da botulino

e allora quando vado

ad una festa

non tocco cibo

e per non bere a stomaco vuoto

che si sa, fa male

vado in bagno

e di nascosto

mi apro il contenitore

con la mia pasta in bianco

che quando intendo in bianco

intendo proprio in bianco in bianco

senza manco un filo d’olio

senza manco una gratuggiata di parmigiano

o una spolveratina di pecorino

però ci metto sopra

un sacco di sale, sale grosso

e mangio la mia pasta in bianco

pasta lunga ovviamente

linguine, spaghetti, bucatini

la pasta corta mi è sempre stata sui coglioni

specie le farfalline, mi ricordano

le stronze suore dall’alito fetido

che ci cucinavano

le farfalline alle elementari

dentro un refettorio

che pareva una cella frigorifera

e comunque

sono anni che mangio solo pasta in bianco

anche al ristorante

mi faccio cucinare pasta in bianco

e se i tizi si rifiutano di cucinarmela

cambio ristorante

e da quando mangio solo più

pasta in bianco

il mio carattere ha subito

una mutazione, una mutazione genetica

sono diventato più guardingo, più taciturno

d’altronde chi mangia solo pasta in bianco

non da l’idea di essere un tipo estroverso

e infatti ho notato

che pure i vegani mi schifano

e i vegetariani mi sbeffeggiano

e i fruttariani pensano che ho qualche rotella fuori posto,

ma io non ho qualche rotella fuori posto

io ho tutte le rotelle fuori posto

e una grandissima psicosi

di intossicazione da botulino

e sono perfettamente lucido

nella mia lucida assurdità

e perfettamente consapevole

della mia nevrotica psicosi

e sono anche

molto innamorato, ma

è difficile avere una storia d’amore

con chi mangia solo pasta in bianco

 

 

 

 

SMETTERE DI SCOPARE

In polverie o poesie on Maggio 29, 2018 at 5:19 PM

Ho deciso

di smettere di scopare

a partire da domani

forse da dopodomani

o da domani l’altro

ancora non lo so

certo è una scelta presa

a malincuore

perché mi piace arrovellarmi

nei giochi d’amore

ma d’ora in avanti

basta coi rapporti sessuali

tutto questo perché

dopo anni di lavoro

non sono riuscito

a dare un freno

alla mia mente ipocondriaca

e ora sono stanco

molto stanco, esausto

le paranoie le ossessioni

sul mio stato di salute

mi hanno prosciugato le energie

e non posso andare

una volta alla settimana

dalla mia paziente medica buona samaritana

a farmi rassicurare

poverina, non mi chiede soldi, mai

quando mi vede mi sorride

mi garantisce che col preservativo

vado a botta sicura

e più mi garantisce

più il mio cervello sbarella

e scivola nella psicosi sulla patologia

e lei non può

fare altro che congedarmi

con una ricetta per il Lexotan

ma a me l’ansiolitico fa giusto il solletico

forse avrei bisogno

di un carico da un milione

di potentissimi neurolettici

capaci di uccidere

questa mia mente ipocondriaca

questo mio pensiero

che somatizza tutto

e non posso nemmeno

fare due coglioni così

agli amici e alle amiche

parlando loro delle mie

idee di fanta-anatomia sulla sessualità

forse dovrei andare in terapia

ma servono tempo e soldi

e non ho ne l’uno ne l’altro

e poi dovrei rinchiudermici a vita in terapia

ricordo che una volta

durante una scopata

mi sono ficcato il preservativo sull’uccello

e poi un secondo preservativo sul primo

e poi un terzo sul secondo

e allora la tipa ha pensato che fossi un pazzo

o un mitomane o entrambe le cose

o di essere su “Scherzi a Parte”

ma io non scherzavo affatto

e allora lei, l’ha data ad un altro

e ha fatto bene, ha fatto la cosa giusta

come potevo biasimarla

l’ipocondriaco ragiona

per processi mentali assurdi

ingigantisce le percezioni

dispercepisce il proprio corpo

catastrofizza anche un banale starnuto

collega un semplice raffreddore alla fine del mondo

un unghia incarnita all’Apocalisse

un pezzo di forfora all’inversione dei Poli

l’ipocondriaco è un reietto pieno di ego

un ego dell’anima certo, ma pur sempre ego

cerca attenzioni perché si nega attenzioni

l’ipocondriaco è un ghetto

però è molto propenso all’innamoramento

ama in quel modo che oscilla

tra il sensuale e il platonico

che è così vicino al Dio donna della Vita Eterna

e comunque bando alle ciance

ho deciso di smettere di scopare, forse

e solo una persona

potrebbe farmi desistere

da questo infame proposito

è sublime come la notte fonda

gustosa come la cioccolata fondente

sublime come una metropoli violenta

sfuggente come un bacio facile

e non è Sylvia Plath

anche se con Sylvia Plath

a letto ci sarei finito di corsa

poi certo, dopo, sarebbero stati

cazzi amari…

 

 

 

 

 

 

 

 

IL NOSTRO AMORE IN SETTE VITE

In Poetry urban story on Maggio 29, 2018 at 10:16 am

il nostro amore

ha sette vite

come i gatti domestici

anzi nove vite

come i gatti selvatici

gatti ignoranti gatti poco istruiti

nella prima vita

tu eri un intestino pigro

irritabile molto irritabile

infiammato perennemente infiammato

e io un fermento lattico

scopando per qualche giorno

abbiamo ripristinato

la flora batterica intestinale

nella seconda vita

io ero uno stomaco perforato

e tu l’ulcera perforante

che mi passò lo stomaco a fil di spada

nella terza vita

io ero un cuore debole

un cuore spezzato

dal battito impazzito

e tu la valvola mitrale meccanica

capace di ripristinare

l’ordine degli addendi

nella quarta vita

tu eri carnivora

e io vegetariano

tu mangiavi hamburger di vacca sacra

tutto il giorno

e io mangiavo germogli del cazzo

e mi sfottevi mi pigliavi per il culo

dicevi che mangiavo come una checca isterica

e io allora mi innervosivo

e mangiavo sempre più verdura

di tutti i tipi cucinata in tutti i modi

cicoria cicorione broccoli broccoletti carote

spinaci melanzane zucchine peperoni pomodori

bollita grigliata saltata in padella cruda

e ci mettevo un sacco di aglio e di cipolla

e poi trascorrevo intere giornate

sulla tazza del cesso

e così il nostro amore

è naufragato in un mare di merda

e tu hai continuato a nutrirti di hamburger

e ti sei fidanzata con un vegano

che non mangiava mai Mai

beveva solo succhi di frutta alla Papaya

e avete fatto un figlio

che crescendo si è fatto prete

e nella quinta vita

io ero il cazzo di Rocco Siffredi

e tu la fica di Moana Pozzi

e ci siamo incontrati sul set del film

“Biancaneve Sotto i Nani”

e abbiamo girato un sacco di scene

di sesso non protetto

e ci siamo conosciuti a fondo

e ci siamo innamorati

come di chi si innamora sul posto di lavoro

senza tutele senza garanzie alle spalle del sindacato

e ci siamo fidanzati

e poi ci siamo sposati in Chiesa

perché sei una Pornodiva

che possiede la Fede

e abbiamo fatto una figlia

che si è fatta suora

e nella sesta vita

tu eri un’arcata dentaria

e io un apparecchio per i denti

e ci siamo abbracciati stretti stretti

e dopo sei anni di collaborazione proficua

tu mi hai mollato su due piedi

per scappare col dentista

per finire tra le braccia di un cazzo di dentista cinese

basso pieno di forfora e di brufoli pieni di pus

coi denti gialli come lo zafferano

e allora io incazzato nero solo deluso e cornuto

ti ho augurato le peggio carie

e le peggio parodontiti

e che il filo interdentale ti rimanesse

incagliato su per gli incisivi

e che i canini ti rimanessero castrati

e tutto questo per amore

solo per amore

e nella settima vita

eravamo finalmente noi stessi

solo che tu eri lesbica

e io omosessuale

e ci siamo incrociati sui banchi di scuola

e io andavo bene in italiano

e tu andavi da Dio in matematica

allora io ti passavo i compiti

e tu pure mi passavi i compiti

ma io ti passavo quelli giusti

e tu mi passavi quelli sbagliati

perché eri un po stronza

ma eri anche molto bella

ma mi passavi quelli sbagliati

e a fine anno mi hanno bocciato

e allora ho lasciato la scuola

e per non incrociare la collera

dei miei genitori sono scappato di casa

e alla Televisione a “Chi l’ha visto?”

hanno parlato di me

Donatella Raffai ha parlato del mio caso

ma non mi hanno mai ritrovato

e mio babbo e mia mamma

sono morti, morti di dolore

e il nostro amore

in sette vite

non è stato sufficiente

per dirsi “ti amo”

per dirsi “TI AMO”

per dirsi tutto

 

 

 

 

i miei inizi Romani

In Uncategorized on Maggio 28, 2018 at 5:48 PM

appena arrivato

a Roma

avevo bisogno di soldi

molti moltissimi soldi

ed ero un coacervo di sintomi

sintomi fisici di origine psichica

lavoravo in nove posti diversi

tra cui una ditta

dove inscatolavano salmoni ancora lucidi

insomma vivi, coscienti

e il tempo libero

lo trascorrevo nei

Pronto Soccorsi

in compagnia di Medici Internisti

molto meno informati di me

sulle malattie

ricordo che gli davo una pista

li lasciavo basiti

a bocca aperta, spalancata

tiravo fuori i nomi di malattie

che loro manco si immaginavano

ma tipo roba debellata da secoli

o patologie dal linguaggio ricercato

che pena che mi facevano quei poverini

la mia cultura da ipocondriaco

li metteva a disagio

specie se erano medici giovani

ed inesperti laureati da poco

comunque la situazione ora

va molto meglio

i sintomi si sono cronicizzati

delle vagonate di psicofarmaci

con cui mi volevano chetare

ne ho presi giusto poche gocce

e per breve tempo

i sintomi si sono cronicizzati

dovrei tentare con l’ipnosi regressiva

ma sono stanco di indagare

le voragini di muco che mi agitano gli intestini

anzi, forse non me ne fotte niente

ora voglio solo tornare a vivere

lasciarmi andare alle boccate d’aria

e assaporare la gioia il brivido il rischio

di un rapporto sessuale non protetto

con la salma di Mike Bongiorno

ebbene si, lo trafelata io

perché adoravo

il Rischiatutto…

 

 

 

 

 

 

Nonna Bakunin

In polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 27, 2018 at 11:36 am

Basta pregare!

mi disse una volta

la nonna

Via quelle mani giunte!

Smettila di stare in ginocchio

servile, davanti alla croce!

Usa le mani

per farti le pippe!

Se ti pesco ancora una volta

in atteggiamento d’adorazione

ti piglio a calci nel culo!

non devi chiedere perdono

o cercare in cielo

qualche forma d’intercessione

il peccato originale

è una fiaba pornografica

messa in giro

per far venire la diarrea

ai topolini da laboratorio

Dio se ci fosse

andrebbe ucciso

e poi processato per genocidio

e a suo figlio Gesù il Nazareno

gli devi sputare in un occhio

e a sua madre la Maria Vergine

bestemmiala!

Di tutta sta stronzata di storia

ci salvo solo il Bue e L’Asinello!

Il Bue e L’Asinello!

Basta pregare!

Si mise ad urlare la nonna,

sempre più presa dal suo fiasco di vino

Non si nasce

per vivere

una vita immersa

nel pantano della misericordia

Accenditi una sigaretta

dagli una bella boccata piuttosto

assapora le gioie della vita piuttosto

e resta libero

e a tuo modo

resta lucido

cazzo

 

 

 

 

 

 

Lieve Intossicazione alimentare

In polverie o poesie on Maggio 27, 2018 at 10:57 am

odio

i miei genitori

che mi imposero

di tenere le mani giunte

di tenere la bocca chiusa la testa bassa

di spegnere lo sguardo

e per anni, senza accorgermene

dalla bocca ho vomitato

le loro parole del cazzo

e ho fatto cose

e visto gente

di cui non me ne fotteva

un cazzo

e ho frequentato scuole

di cui non me ne fotteva un cazzo

circondato da compagni

di cui non me ne fotteva un cazzo

studiando applicandomi

su materie

di cui non me ne fotteva un cazzo

e mangiavo la merendina

buona e nutriente

fattami in casa

con tanto affetto con tanto amore

che ci stava dentro il botulino

che a momenti finivo morto stecchito

e sarebbe stata una fine

da perfetto coglione

e allora ho pensato

che tutto questo amore

tutte queste attenzioni

somigliano ad una colossale inculata

ma continuavo a vomitare parole

a imitare gesti

che non erano io

e andavo al parco

e correvo dietro al pallone

e avevo paura dei drogati

e degli alcolizzati

e di mettere i piedi sulle siringhe

e di prendermi laiz

e correvo dietro al pallone

che non me ne fotteva un cazzo

con altri ragazzini di cui non me ne fotteva un cazzo

e i genitori ci istigavano alla guerra

a fare a pezzi l’avversario

pollice verso come Imperatori romani

e qualcuno doveva morire

ed essere bollato

come fallito

ma aveva solo dieci

undici anni poco di più

e la vergogna dipinta sul viso

e allora tutto questo amore

ho pensato che non era cosa per me

e ho mangiato cibi che mi facevano schifo

e ho bevuto cose che non mi andavano giù

e ho visitato luoghi che mi sarei risparmiato

insieme a persone mai viste prima

e se non ho infilato l’uccello

dentro il sesso dei cadaveri

e perché adoro innamorarmi

ma ho le mani troppo giunte

la testa troppo bassa

la bocca troppo chiusa

lo sguardo troppo spento

una lunga strada

ancora da percorrere

di cui ignoro le fattezze

e una lieve molesta stronza bastarda

intossicazione alimentare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brucia Subito

In polverie o poesie on Maggio 24, 2018 at 3:09 PM

l’amore

brucia subito

non si spegne

lentamente

brucia subito

l’amore

e non farò nulla

per arrestarne il passo

voglio un corpo

cosparso

dalle ustioni

dell’amore

e nessuna

possibilità

di sopravvivere

l

 

 

 

 

Lontana

In polverie o poesie on Maggio 23, 2018 at 9:14 am

 

Ragazzo

non piangere

non prestare ascolto

alle fitte

che ti stritolano gli intestini

i canini del lupo

non rimarranno

incagliati nella tua carne

per sempre

ragazzo

non piangere

ti direi ti amo amore

se servisse

a farti restare

ma tu sei già

lontana

nel giardino

del tempo che passa

e baci altri baci

e accarezzi altri corpi

e provo ad ingoiare le lacrime

in una risata

mi racconto bugie

disegnandole con le dita

su feci lucide

ragazzo

non piangere

non piangere ragazzo

perché l’amore continua a vivere

in un ricordo

che nessuna anestesia totale

ti potrà mai rubare

 

 

 

 

le parole nella mia testa

In polverie o poesie on Maggio 21, 2018 at 5:00 PM

le parole

mi ingannano

sono sbalzi d’umore

sono indistinguibili

come quelle giornate

quando l’amore è criminale

quando l’amore ci disprezza

le parole

parlano a bocca piena

fanno paura

sono scimmie di mare

attraenti meduse

le parole

mi piaci mi manchi ti amo

sono confuso cado a pezzi

queste parole

fanno paura

e per pronunciarle fino in fondo

devo bere candeggina

davanti ad uno specchio deformante

le parole

sono libere

sono capaci di tutto

e io mi offro a loro

per avere in cambio

una misera particina

nel film della vita

le parole gentili nella cui braccia

cerco lo stupro cerco conforto

cerco l’amore cerco la vita

e trovo una colonia di parole

parole castrate nella mia testa

 

 

 

 

 

 

 

 

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