Giovan Bartolo Botta

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Betty Boop (1999)

In polverie o poesie on settembre 12, 2018 at 3:26 PM

Intorpidito

sono fuggito

fuggito scappato

attraverso la folla

Ho percepito il cuore

trasformarsi

in un parassita

di ghiaccio

Il mio sguardo acerbo

dondola ancora

attraverso i tuoi occhi

ma il tuo ventre

s’è fatto da parte

morire per te

o cercarsi

una morte

più convenzionale

Legionari di Cristo (2004)

In polverie o poesie on settembre 9, 2018 at 4:27 PM

C’erano

uomini taciturni

vestiti di nero

abiti lunghi

coprivano i piedi

mezze verità

dipinte su quei

volti di cera

Avevano fiati

che puzzavano d’aglio

e una fede profonda

celata dietro

ad uno sguardo ottuso

L’odore reale

della pelle

parodiato

da acqua di colonia

avara d’essenza

Non c’era amore

Non c’era odio

Ogni gesto

veniva sillabato in silenzio

come se dietro

non ci fosse

un pensiero

L’eccessiva

intrusione

nel corpo

di un altro

avveniva

dentro un assoluta

assenza di rumore

Il mio

ricordo

non dura

che l’attimo

di conficcare

un chiodo

nella fronte

“grida pure

che tanto da qui

nessuno ti sente”

“VaffanBrodo”

In polverie o poesie on settembre 3, 2018 at 6:40 PM

In un

mondo giusto

se sei fascista

dovresti pagare di più

Puoi essere fascista

finché ti pare

se fare il fascio

ti fa stare bene

ti fa stare a posto

con la coscienza

ti fa stare allegro

ti fa comunicare di più con gli gnomi

e se credi

nel braccio sempre teso

nel pene sempre duro

nella razza di pura lana vergine

e tutte queste

fesserie

tutto bene

tutto a posto

ma devi pagare

di più

E lo dovresti

dichiarare allo Stato

che sei fascista

Presentarti nel tuo

comune di residenza

_Piacere mi chiamo Pincopallo Catenacci

professione Fascista

Lo dichiari

come si fa

con la dichiarazione dei

redditi

E allora

i pubblici uffici

ti dovrebbero

stampare un timbro

in fronte

con su scritto “VaffanBrodo”

e tutto per te

dovrebbe costare di più

Al casello autostradale

per esempio

il casellante

riconosce

la scritta sulla fronte

_Questo è fascista!

e subito scatta

la maggiorazione

ma non una lievitazione di prezzo moderata

spudorata

del tipo che

per percorrere

pochi chilometri d’autostrada

che so stai sulla

Roma-L’Aquila

con uscita Avezzano

ti parte quasi

l’intero stipendio

In un mondo

giusto

il fascista

dovrebbe pagare di più

parecchio di più

Bilocale in affitto

bagno che ci puoi

fare il bagno e lavarti i denti

con lo spazzolone da cesso

e fare la pipì e la pupù

e farti il bidè, se te lo fai

e organizzare un sacco

di raduni fascisti, pieni zeppi di fascisti

e ci fate l’alzabandiera fascista

e fate pum pum coi soldatini fascisti

e giocate al “Gioco dell’Oca Fascista”

e guardate DVD fascisti

stravaccati sul divano fascista

sgranocchiando Pop-Corn fascisti

e bevendo gazzosa fascista

e Coca Cola imperialista

e Chinotto sovranista

e cedrata populista

e ci sta

la cucina abitabile

con ingresso abitabile

balcone abitabile

ripostiglio abitabile

cantina e solaio abitabili

prezzo base

20 milioni di euro al mese

Non trattabili

30 mensilità d’anticipo

il deposito cauzionale

non ti verrà restituito mai più

tipo vuoto a perdere

Se la casa

te la vuoi comprare

e sei fascista

la Banca meno etica del Mondo

che so io, la Banca Vaticana

ti deve obbligare

ad aprire

trenta mutui perenni

impossibili da essere estinti

Puoi essere fascista amico

nessuno te lo vieta

ma devi pagare di più

La mattina al Bar prima colazione

un caffè espresso

con cornetto alla crema

di fiordilatte 500 euro

un caffè espresso

senza cornetto alla crema

di fiordilatte 499 euro

spremuta d’arancia

900 euro

cappuccino schiumato caldo

700 e 1 euro

così, uno in più a cazzo

perché il barista

aveva il nonno partigiano

e quindi tu oggi, ma pure domani

ma pure dopodomani

gli stai particolarmente

sui coglioni

Anche al mercato

a fare la spesa

stessa storia, la musica non cambia

_mi dia un etto

di Lardo di Colonnata, grazie

_la servo subito signore

ma vedo che lei ha scritto “VaffanBrodo”

in faccia, è per caso lei un Fascistone?

_Indovinato! Lo sono!

_Bene, ecco il suo etto

di Lardo di Colonnata

sono 50.000 euro

e ora gentilmente

vada fuori dalle palle

e non metta mai più piede

in questo alimentari

Dall’edicolante

_Mi dia la Gazzetta dello Sport

_Certo, ops ma lei mi ha scritto “VaffanBrodo” in fronte

lei mi è fascio caro il mio signore!?

_Fascistissimo sono! Viva il Duce Viva il Re!

_Bene, ecco il suo giornale

sono 10.000 euro

ci vuole pure l’inserto? Si?

Ottimo, sono altri 3.000 euro

ci aggiungiamo

pure l’album

con le figurine dei calciatori

sono altri

15.000 euro

Buona Lettura

e vaffanculo!

Per tacere

di una cena al ristorante

dove il fascista

può cenare tranquillo

rilassato in panciolle

insieme alla fidanzata presa a noleggio

una cenetta romantica

al lume di una candela

che non vuole saperne

di accendersi, ci è rimasto

solo il moccolo

Listino Prezzi

C’è l’apposito menù differenziato

come si fa coi turisti

e 6000 euro ti partono già solo per consultarlo

2000 euro per appendere l’abito

pasta al pesto colitico 13.000 euro

scaloppina in salsetta di muco 17.000 euro

cicoria ripassata nel sudore 3.000 euro

niente dolce della casa

solo dolci confezionati

e sono comunque 4.000 euro

digestivo al diesel

e surrogato di caffè

9.000 euro

vino alla carta

che rimane sulla carta

acqua rigorosamente spillata

dallo scarico del cesso

razionata ma non troppo

coperto, pane e grissini finti

guardare ma non toccare

obbligo e verità

di lasciare

una mancia abbondante

quasi un testamento

e la serata trascorre piacevole

conversando

amabilmente

di puttanate fasciste

totale alla cassa

30.000 euro tondi tondi

più l’I.V.A che per il fascista

è stata sollevata

appositamente al 270%

il risultato finale

è una bella mazzuolata sullo scroto

con ritenuta d’acconto

perché

in un mondo giusto

puoi essere fascista

tutto il tempo che ti pare e piace

tutto bene

tutti felici

tutto a posto

tutto regolare

però

le stronzate

nella vita

caro il mio

pirla fascista

si pagano

care

e salate

“VaffanBrodo”

Bella Giraffa (da Otello, non si sa che fa Vol.4)

In polverie o poesie on settembre 3, 2018 at 10:01 am

Se tu fossi

una Giraffa

mi arraperesti

un casino

una Giraffa tutta lillà

a pallini verde chiaro

con gli occhi blu scuro

e il collo

lungo chilometri

alto fino al cielo

anche se fossi

il Barbagianni pelandrone

o la Formica atomica

mi arraperesti

un casino

ma meglio la Giraffona

dal collo smisurato

che ne percepisci l’inizio

ma non ne vedi la fine

che se soffri di torcicollo

ti massaggerei

con quelle

miracolose creme

al cortisone

che tutto il dolore fanno passare

Se tu fossi

una Giraffa

sarei sempre arrapato di te

quante volte

mi sono sognato

di fare un safari

in mezzo al deserto

intorno a me tutto deserto

nemmeno un alberello

per avere un poco d’ombra

o un chiosco per sorseggiare una bibita fresca

o uno Struzzo in smoking che ti vende sigaretta di contabbando

niente, nulla, deserto, vuoto

e mi comparivi tu

in formato Giraffa

collo lungo come

la Muraglia Cinese

e io arrapavo

e mi veniva voglia

di fare all’amore

e combattevo il mio desiderio

lo soffocavo

perché non sempre

i nostri desideri

hanno diritto d’asilo

e poi salivo a bordo

del tuo collo

tipo Atreiu e Falkor

della Storia Infinita

e ci siamo fatti un giro

nel deserto

che non ci stava un cazzo

manco un baretto per bere

una birra

e avevamo molta sete

e allora per placare la sete

ci siamo dati tanti baci

e ci siamo scambiati tanta saliva

e ci siamo tolti la sete

ma solo parzialmente

e il deserto

era troppo stretto

per contenere

il nostro

amore

e poi era noiosissimo

i negozi erano chiusi

i teatri erano chiusi

i cinema davano sempre lo stesso film già visto e rivisto

insomma

ci stavamo scassando i maroni

e allora abbiamo fermato un Taxi

uno di quei famosi “Taxi del deserto”

che si trovano solo nel deserto

e il tassista era un Dromedario biondo

con la barba nera lunga

che per tutto il viaggio ci ha rotto i coglioni

parlando male dei Cammelli

perché i Cammelli sono la concorrenza

e lo stronzo ci ha chiesto 20 euro!!!

20 euro per una semplice corsa dal deserto alla città

senza manco il bagaglio

sono un sacco di soldi

ladro bastardo!!!

secondo me ha tarato il tassametro

e ci siamo fatti portare in città

io te e il tuo lunghissimo collo

e siamo stati

in un localino grazioso

dove spillano birre graziose

che ci sta un bancone grazioso

con degli sgabelli graziosi

dei tavolini graziosi

con le sedie graziose

e i posacenere fatti di ghisa

pesantissimi

e i baristi shakerano Cocktail

graziosi molto alcolici

e ci sta gente graziosa molto discreta

praticamente una clientela di sordomuti

e i prezzi sono modici

e ci siamo seduti al bancone

abbiamo ordinato

birra

litri e litri di birra

abbiamo bevuto

come spugne

e ci siamo guardati negli occhi

e ci siamo tenuti la mano

e ci siamo dati dei baci

e volevo dirti ti amo

ti amo mia dolce Giraffa

dal collo sconfinato

e luminosissimo, ti amo

ma tutte le volte

che stavo per aprire bocca

ti scappava di fare pipì

e correvi in bagno

e ti liberavi

di tutta quella birra

tracannata a garganella

e ti guardavo

sparire in bagno

e riapparire dal bagno

e pensavo che

oltre ad essere

la Giraffa dal collo

infinito

più bella della Galassia

godevi anche

di un ottima funzionalità

renale

e quella sera

abbiamo svuotato i fusti

ed è stata una bella avventura

e alla fine

non sono riuscito a dirti tutto

ma meglio

così

e sappi

che

se fossi

una Giraffa

mi arraperesti

un casinò

Fine

OTELLO, non si sa che fa (vol 3)

In polverie o poesie on settembre 2, 2018 at 10:56 am

ogni domenica

al termine della grande messa

officiata in pompa magna dal grande prete

nella grande chiesa

in adorazione del grande Dio

c’erano questi

grandi pranzi

che si svolgevano

dentro certe grandi case

che poi erano grandi cascine

e ci stavano grandi fienili

con dentro grandi balle di fieno

e ci stavano grandi pollai

abitati da grandi polli ruspanti

grandi galline dalle grandi cosce

pronte ad essere rosolate dentro grandi forni

e c’erano certi grandi galli

con certi grossi peni

che si sbattevano

queste grandi galline

che poi covavano grandi uova

che una volta schiuse

ci uscivano grandi pulcini

e ci stavano grandi gatti

coi baffi curati

e ci stavano grandi cavalli

dalla folta criniera punk

e ci stavano grandi cani

con la messa in piega

e ci stavano grandi conigli

con grandi tatuaggi

tatuati sulle grandi orecchie

che rosicchiavano grandi carote

coi loro grandi denti

certuni portavano l’apparecchio

e c’erano grassi porcelli rosa carico

che ti affascinavano coi loro grandi occhi blu cobalto

e ci stavano grandi mucche di tutti i colori

montate da Tori enormi

col piercing al naso

che pascolavano su questi grandi prati

Tori molto coatti, Tori tamarri

che dicevano un sacco di parolacce

e ci stavano grandi trattori

che facevano un gran rumore

e c’era un grande mulino

per macinare la meliga

macinava certe grandi pannocchie

e c’erano grandi api

che impollinavano grandi fiori

e grandi passeri

che si posavano su grandi alberi secolari

e c’erano grandi lumache

che si portavano appresso grandi chiocciole

con dentro ogni comfort

e grandi lucertoloni

che bivaccavano su grandi mattoni

e grandi topi

con grandi malattie veneree

e grandi piccioni monogami

che tubavano come perfetti innamorati

e c’erano grandi lepri molto lente

e grandi volpi molto fessacchiotte

e grandi coccinelle molto milaniste

e grandi ragni molto logorroici

e grandi lucciole sempre accese

e grandi pipistrelli parecchio depressi

e c’erano questi grandi pranzi

serviti su questi lunghi tavoli

coperti da grandi tovaglie a quadrettoni bianco-rossi

e si mangiava

su grandi piatti con posate pesanti come alabarde

e c’erano tovaglioli che parevano lenzuola

e bicchieri grandi come bidè

e le portate erano immense, infinite

e questi grandi pranzi

sfociavano in grandi cene

e si continuava a mangiare

e bere grandi bottiglie di vino molto invecchiato

sino a quando il grande sole

lasciava posto in cielo alla grande luna

e piombava il grande buio

e ci stavano

grandi vecchi

vestiti con grandi abiti scuri

e grandi vecchie

con lunghi capelli grigi

raccolti insieme da grandi forcine

anche loro avvolte

da grandi grembiuli scuri

velo nero in testa

e tutti parlavano

un dialetto strettissimo

e sembrava sempre

che fossero raccolti in preghiera

e guidavano grandi auto fabbricate

nell’ante-guerra

e poi ci stavano un fottio

di bambini di merda

grandi piccoli medi di tutte le taglie

un casino di figli

nati vecchi

erano dappertutto

spuntavano ovunque

dagli armadi, dalla tazza del cesso, dai cespugli

dal letame, dalla stalla, dalla porcilaia, dall’uovo di Pasqua

dal cofano delle auto, dal bagagliaio, dalle cantine, dai solai

era impossibile isolarsi

trovare pochi attimi di silenzio

bambini a rotta di collo

ogni domenica

ne spuntavano di nuovi

come brufoli sulla faccia di un adolescente

figli figli figli

figli a destra figli a sinistra

figli appesi al soffitto

figli appesi ai coglioni

sotto il pavimento

figli attaccati al lampadario

figli tenuti al guinzaglio

figli dentro il muro appiccicati al muro

figli tenuti al sicuro dentro il gabbiotto

figli con la museruola

figli ammanettati

figli sedati figli impacchettati

figli tenuti a bada con lo scudiscio

figli figli figli

figli a strafottere

fino a quando

un giorno

questi figli sono cresciuti

sono diventati adulti

si sono sposati

hanno messo su famiglia

hanno messo su casa

hanno fatto altri figli

e tenendo fede

alle tradizioni di famiglia

hanno organizzato

altri pranzi

i pranzi di adesso però

durano meno

molto meno

il tempo si consuma

in un amen

ci si parla poco, nulla

si apre bocca per non riuscire a capirsi

e si mangia

solo carne

in scatola

e piselli

surgelati

e l’amore

non è più

qualcosa

di lieve

tipo

la

neve

OTELLO, Non si sa che fa (Vol 2)

In polverie o poesie on settembre 1, 2018 at 1:38 PM

Otello

mi chiamo

Amo presentarmi

prima del mio ingresso in scena

un po come fanno i comici del Bagaglino

a me i comici del Bagaglino

non facevano ridere

anzi, mi facevano cacare

li trovavo stupidi storditi idioti tristi

ebeti come pannocchie tritate

da una trebbiatrice

Quello che proprio avrei preso

a testate era Martufello

a seguire tutti gli altri

Però andavo matto

per la ballerina, Lorenza Mario

bravissima e bellissima

e simpaticissima e umile

Era umile, perché sapeva il fatto suo

pensava a ballare, danzava da Dio

non le fotteva un cazzo di blagarsela

Comunque ho studiato dai preti

I preti devono giurare fedeltà a Dio

non possono sposarsi

e non gli è concesso scopare

e poi devono fare una vita da miserabili

devono rinnegare il lusso

sguazzare nella merda

avere le pezze al culo

Ci sono cose

che da piccolo nessuno ti spiega

però le sai, in qualche modo

le intuisci

Tipo come nascono i figli

A noi ci dicevano

della cicogna

che porta il bimbo

avvolto nel fagotto

e lo tiene nel becco

si da un occhiata in giro

e poi quando trova

il comignolo giusto

molla la presa

e se va bene, dico

se va bene, il neonato

centra il buco del comignolo

e si ritrova benvenuto

in famiglia

Così a cazzo senza un minimo di percorso logico

Questa storia

non è credibile per milioni di motivi

Intanto perché

la cicogna è mingherlina

una mezza sega anoressica

se si trascinasse appresso

un bimbo nel becco

come minimo

le verrebbe una cervicale

coi retro-cazzi, roba da far rimanere

impotente un Chiropratico Messicano

con licenza d’uccidere

Ma poi voglio dire

e se stai ubriaca e strafatta di coca

che manchi il bersaglio?

Dio Fa, apri il becco e il neonato

si sfracella sul tetto

o si fracassa al suolo

o finisce dritto dentro una Betoniera

o plana in giardino dentro un cespuglio di rovi

o dentro la cuccia del cane

tra le fauci di IGOR, il docile Pit Bull di casa

oppure finisce dritto in piscina tiè!

Se c’è l’acqua annega

se non c’è acqua perché la stanno pulendo

peggio mi sento!

succede una tragedia da paura

oppure metti che c’entri il buco

prendi il comignolo

ma sotto il caminetto è acceso

perché in famiglia

stanno scaldando il salotto

o stanno facendo le caldarroste

cazzo, finisce che il bimbo

frana dritto in mezzo al fuoco

bruciato vivo

come manco ai tempi

della Santa Inquisizione

e se finisci in una famiglia di matti!?

No dico, ma la Cicogna due domande se le fa o no!?

Cazzo, informati prima su dove getti l’infante

se ti finisce in una famiglia di pazzi assassini pedofili maniaci sessuali!?

Padre Maniaco Depresso Alcolizzato

Madre Maniaca Depressa Alcolizzata

Nonno nostalgico del Duce

Nonna Catechista

Cazzo, meglio

finire nella casa dei Barbapapà!

Almeno c’è

un po di intrattenimento!

io ho studiato dai preti

che ci raccontavano sta stronzata della cicogna

e tanti se la bevevano

noi la si stava tipo prigione

dal mondo esterno

non ci arrivava nemmeno

un raggio di sole

eppure alcuni sospettavano l’inghippo

cioè, forse è una memoria atavica

qualcosa che pre esiste

rispetto alla coscienza

eppure sapevamo

che per fare i figli

serviva scopare

e a quei babbei che si ostinavano a credere

alla stronzata della Cicogna

li si appendeva al muro

e gliela si cantava chiaro

_Guarda Stronzo che per fare figli bisogna scopare”

_Non è vero, basta volersi bene”

_Volersi bene il cazzo, se sei nato è perché

tuo padre ha sborrato in fica a tua madre”

_Non è vero

_Se non è stato tuo padre

è stato qualche altro figlio di Puttana rotto in culo

_Non è vero, basta volersi bene, poi arriva la Cicogna”

_La Cicogna è morta coglione

_Non è vero

_Si invece, era una stronza alcolizzata del cazzo

è morta di cirrosi epatica”

_Non è vero. Lasciatemi stare bastardi!

_Certo che lo è, era una drogata la tua cicogna di merda

spacciava la droga

_Non è vero

_Si, era una Troia

_No

_Si, si faceva sbattere dal Cicogno

_il Cicogno? Chi Cazzo è il Cicogno!?

Un Assassino

di Sogni

OTELLO, non si sa che fa (Vol 1)

In polverie o poesie on settembre 1, 2018 at 11:56 am

Mi chiamo Otello

faccio il Generale d’Armata

sono a servizio del Doge

svolgo per lo più

mansioni di tipo bellico

uccido nemici

risparmio nemici

catturo prigionieri

scambio gli ostaggi

gioco a Stratego

lucido armi col dentifricio sbiancante

mi occupo di Guerra

la Guerra mi eccita

sparare m’attizza più del sesso

la divisa militare

possiede il fascino

che manca

ad una rivista pornografica

Anni fa

ho provato

l’ebrezza della depressione

erano gli anni

ottanta, fine anni ottanta

avrò avuto si e no otto, nove anni

Fu una depressione precoce

L’ho toccata

con mano, con tutte e quattro le mani

e i piedi, le ascelle, il naso, la bocca

Ella mi ha

sodomizzato

è stato quando

ho fatto il trasloco

da Cipro a Venezia

Mio padre era stato

assunto come operaio

in una Fabbrica di Cotonificio

alla Giudecca

I traslochi sono

un dito al culo

ti lasci alle spalle

tanti ricordi, emozioni intense

attimi di vita vissuta

ma il trasloco

non è stata la causa

è stato il detonatore

la classica

goccia che fa traboccare

il vaso

La causa è sempre altrove

da qualche parte

anche la via d’uscita

è sempre altrove da qualche parte

Ricordati però di non cercarle mai

è tutto tempo perso

energia sprecata

lascia che siano loro a trovarti

Comunque

la mia depressione

non fu la classica crisi di nervi

atarassica, catatonica

di quelle dove

ti si sopisce lo spirito vitale

e il medico

ti manda a fare

i bagni di sole in Siberia

Non sono rimasto

a marcire sul divano

a fissare il muro

a contemplare il vuoto

a cercare d’uccidere

il cuculo rosa che abita

nel mio orologio a cucù

o sotto il letto

a guardare le natiche

del materasso

Quando arriva una crisi

è un po tutto concesso

compreso metterti

a galoppare nudo

sul dorso di un asino

affetto da rachitismo

Ma fortunatamente

la mia depressione fu

di tipo ipercinetico, iperattivo

Non dormivo mai, mai

ma proprio mai

Non ero mai stanco

non stavo mai fermo

Vivevo da in piedi

Non mi sedevo mai

Non mi sdraiavo mai

Ero diventato un ammasso di tic

Bevevo 19 caffè al giorno

quasi tutti corretti col selenio

Accendevo gli accendini

con le sigarette

fumavo gli accendini

e gettavo via le sigarette intatte

come fiammiferi

Andavo in Palestra

Sollevavo Pesi

A lavoro ero il primo

ad arrivare e faticavano

a cacciarmi

Nel tempo libero

passeggiavo attorno

ai pronto soccorsi

chiedendo il segno zodiacale

ai parcheggiatori abusivi

Sabotavo i motori

delle autoambulanze

Spesso foravo le gomme

oppure salivo a bordo

e mi fregavo garze flebo e cerotti

che poi non me ne facevo un cazzo

lo facevo così, tanto per giocare

a fare il cleptomane

Una volta mi sono

finto infermiere

e mi hanno chiesto

di guidare l’ambulanza

Bisognava fare presto

c’era da soccorrere

un caso disperato

Un fenicottero col pene in erezione

scappato da un circo

aveva tagliato la strada

ad un tizio in bicicletta

il ciclista, per non investirlo

era stato costretto ad inchiodare di brutto

sbalzato di sella

si era ritrovato

con la testa nel culo

di un vigile urbano

effetto tipo gigantesca supposta

Del fenicottero col pene in erezione

non s’è saputo più nulla

Ricordo che arrivato

sul posto ho subito

preso in mano la situazione

Ho praticato al

vigile urbano una tracheotomia

con la sua paletta

una volta aperto lo sterno

ho potuto constatare

lo stato di salute del ciclista

il ragazzo era cosciente

ma aveva il viso sporco di merda

inoltre gli era entrata

una vagonata di merda

nei polmoni

Era a rischio asfissia

L’ho dovuto disinfettare

col Sidol

e poi gli ho aspirato la merda

con una ventosa

quella tipo da spurgo water

Cristo Santo

ne ho salvate di vite

quel benedetto giorno

a quel maledetto incrocio

Questo significa

che la depressione

non è così brutta

come la si dipinge

anzi

forse, a volte

fa bene

in qualche modo

che ignoro

e voglio

continuare

a ignorare

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