Giovan Bartolo Botta

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Poesia D’Amore numero primo

In polverie o poesie on novembre 28, 2018 at 6:01 PM

 

Sei risata

senza pianto

ti amo

gioia illesa

da provocato dolore

ti amo

dolce riposo

privo d’affanno

ti amo

togli il fiato

ad ogni mio

irragionevole dubbio

ti amo

sei la mia guarigione

ti amo

cielo sereno

senza tempesta

ti amo

il tuo cuore

batte col mio

i nostri polmoni

respirano all’unisono

molto più che un amore

siamo

un cammino

condiviso

da ciò che precede il pricipio

a ciò che va oltre la fine

ti amo

la circonferenza

dei nostri polsi

combacia

folle idea

che uccide

l’indugio

ti amo

cadi su di me

sotto forma

di pioggia

di neve

di sabbia

di sole

libertà totale

senza prigione

ti amo ti amo ti amo ancora

come ai miracoli

che non ci

sono ragioni

che non ci sono ragioni

per quanto

ti amo

per quanto

ti amo

Cazzo, si ne è valsa la Pena

In polverie o poesie on novembre 24, 2018 at 4:00 PM

Praticate

gentilezza a casaccio

e atti di bellezza

privi di senso

ma fatelo solo

per un periodo di prova

e osservate attentamente

quello che succede

Fate attenzione a tutto

mi raccomando

non omettete di trascurare

i particolari

Quando fate i gentili

fatelo alla cazzo di cane

senza rifletterci troppo

Aiutate il non vedente

ad attraversare la strada

possibilmente sulle strisce

pedonali

lasciate il posto

sull’autobus al vecchietto

anchilosato

o alla vecchietta caludicante

Fate l’elemosina al mendicante

possiblilmente

lasciandogli in dono banconote vere

e non fotocopiate

o peggio ancora fuori corso

o del Monopoli

Date le caramelle ai bambini

quelle colorate gommose

con tanto zucchero

che al modico prezzo di un po di carie

ai denti, regalano però gioco gioia e armonia

Sorridete sempre

senza motivo

e amate il vostro amore

di un amore totalmente libero

a senso unico senza aspettative

incondizionato

Setitevi Dio

e osservate ossevate quello che succede

Poi però fate anche il contrario

prendete sottobraccio

il non vedente

e accannatelo in mezzo

alla strada fuori dalle strisce pedonali

in mezzo a un traffico della Madonna

coi Tir stacolmi di calcina

che sfrecciano ai 180.Km/H

Se il vecchietto

vi chiede il posto

alzatevi e fate sedere

al vostro posto

un adolescente brufoloso

coi capelli lunghi

tinti di verde pisello pieno di piercing

e tatuaggi

che fuma canne sul tram

scoreggia rutta bestemmia beve

ed è pure mezzo borseggiatore

Se la vecchietta

vi chiede il posto

rimanete seduti

e infilatevi gli

auricolari nelle orecchie

Quando incontrate

il mendicante

infilategli la mano

nel cappello

e portategli via

anche quei pochi spicci

o peggio ancora

gettategli addosso

uno di quei ragni grossi

grassocci pelosi e velenosissimi

fategli prendere

un bello spaghetto

Date ai bambini

quelle caramelle amare aspre

al rabarbaro o alla genziana

o all’ortica o al carciofo

obbligateli a bere

lo sciroppo per la tosse

che sa di scarafaggio calpestato

anche quando non hanno la tosse

e amate il vostro amore

in modo psicotico manesco

ossessivo paranoico brutalizzante

e pauroso

Sentitevi una nullità

e osservate

osservate

quello che succede

Poi però ad un certo punto

fate la vostra scelta

quella definitiva

e non tornate

più indietro

Se scegliete

l’inferno

vivete l’inferno

senza pianti ne lamenti

se scegliete

la beatitudine

vivete la beatitudine

senza dubbi o ripensamenti

ma non restate nel mezzo

Fate la vostra

cazzo di scelta

e abbiate

il coraggio di portarla

sino in fondo

anche quando fa male

anche quando non c’è via d’uscita

L’aureola scende

si trasforma in cappio

il cappio sale

si farà aureola

la Vita è solo

un lento inesorabile susseguirsi

di punti di vista

e tu ci sei dentro fino al collo

e oltre

e devi fare una scelta

e dopo che l’avrai fatta

ti sentirai meglio

tirerai un sospiro di sollievo

ti accenderai una sigaretta

ti verserai un bicchere di vino

brinderai alla vita

brinderai all’amore

e dirai

cazzo, si

ne è valsa

la pena!

Otello Non Si Sa Che fa- Scelta di Vita

In in scena, Poetry urban story, Possibilità biografiche teatrali, rassegna stampa, Recensioni o rescissioni teatrali, Riflessioni teatrali, teatro on novembre 12, 2018 at 5:21 PM

Lo sostengono i poeti suicidi. Ogni scelta nella vita è una via di fuga. A volte dipende da te. Spesso ti arriva dritta dal cielo. Come un rapimento alieno non richiesto. 16 maggio 2018. Urano scaglia addosso a Saturno il suo fuoco amico. Entrambi i corpi celesti governano l’undicesimo segno dello zodiaco. L’Unico a farsi gonfalone, o spola, tra due pianeti. Di cui uno addirittura generazionale .Questo significa solo una cosa. Che la dissociazione somatoforme è servita. Ma pure quella psichica. Dicono che il futuro non è scritto.Lo penso anch’io. Ma Urano Spara. A lui il futuro non interessa. Gli sta sui coglioni. Sarà stato uno sgarbo, forse un tranello. A Urano il futuro spaventa. Spara Urano spara. Poi spera. Ma prima spara. Sono pallottole di sabbia. La loro traiettoria non conosce l’ombra del dubbio. Spara Urano spara. Il suo moto retrogrado in quarta casa crea scompiglio. Spara Urano. Spara. Pretende un assoluto sacreficio. Opporre resistenza è inutile. Il più inutile degli atti di forza. È necessario arrendersi. È necessario gettarsi ad occhi chiusi nella bolgia dell’abbandono. Farsi trascinare dal vortice degli eventi. Ed è in quell’istante. Preciso, spaccato al millesimo di secondo, che la resa si trasforma in ritorno alla danza. Urano lancia la sfida, viene spiazzato e fa un passo di lato. Un passo di lato quasi obbligatorio.Otello non si sa che fa- Spettacolo Teatrale Senza Memoria, nasce li, in quell’attimo ancora, dove le favole non hanno finale, né titolo, né corpo, né colore. Semplicemente, accade perché deve accadere. Urano continua a sparare. Spara di fronte, spara di lato, spara alle spalle. Poi prende in mano un pallone. Pretende la sua giusta dose d’analogia. Vuole rivivere i suoi anni novanta. Anni di spensieratezza. Dove tutto era più chiaro. Più a fuoco. Bastava unire i puntini. Urano sfida Otello. Fischio d’inizio. La Cornice è quella del Teatro Studio Uno.
Otello vs Glasgow Celtic

I seguaci di Maria Stuarda scendono a TorPignattara armati di coroncina del rosario. Hanno la pelle verde come il cielo d’Irlanda, ma sono scozzesi e si chiamano Celtic. La sfida non è tra le più semplici. La Sala Specchi come d’incanto si trasforma in una distilleria di porto. Sugli spalti la contumelia gaelica mette paura. L’Inno dei cattolici “non camminerete mai soli” è una sinfonia da brividi. Urano carica il tamburello. Spara. Spera nei quadrifoglio Celtico. Ma Otello possiede i segreti della preparazione galenica. Trenta gocce d’erisimo e la corda vocale torna a brillare di luce propria. Minuto ’89. Siamo agli sgoccioli di una replica in puro stile “Braveheart”. I Papisti fanno catenaccio. Tutti e undici sdraiati su una linea sola. La linea di porta. Nelle file degli Otello Mo Stone, ex fuoriclasse del Glasgow Rangers, storica rivale dei Celtic, blocca la sfera sulla corda vocale e fa partire una palombella dalla traiettoria arcuata che umilia la linea maginot cattolica. Scozzesia a Casa. La cornamusa non suona più. Il secondo turno somiglia all’Inferno. Urano spara

Otello vs Stella Rossa di Belgrado.

I direttori artistici del Teatro Eleonora Turco e Alessandro Di Somma corrono ai ripari facendo domanda al Campidoglio di circa 8 scatoloni di Playmobil vestiti da tenuta antisommossa. A TorPignattara sta arrivando La Stella Rossa di Belgrado. I tifosi slavi hanno ancora il ricordo del maresciallo Tito, scolpito nel cuore. Questa volta, Otello non si sa che fa, dovrà sapere alla perfezione il da farsi. Per Ordinaza del prefetto, si trasloca tutti in Sala Teatro. I nostalgici della Cortina di Ferro sono furenti. Le gradinate un girone dantesco. Le gambetremano. Il battito del polso accelera. Troppo. Sembra un bolide di Formula Indie. Appare la nebbia. I piani tattici sono saltati. La tecnica di recitazione degli slavi è da fuoriclasse. Savicevic, Pancev, Stoijkovic, Mijhailovic, Jugovic. Gente nata per stare sul palco. Battute recitate d’acchito senza riprendere fiato. Urano spara. I frombolieri di Otello sono costretti ad arretrare il baricentro. Tutti a sacrificarsi nelle retrovie. Lo spettacolo finisce a reti inviolate. I tempi supplementari somigliano alla più temibile delle agonie. C’è nebbia. Ma si crepa di caldo. Per migliorare la visuale i piazzati vengono sollevati d’intensità quasi ad imbastire la luce del giorno. I palati sono secchi. C’è dell”amaro Montenegro. D’Accordo. Ma manca l’acqua. La Bottiglia di genziana gioca a nascondino. L’Arrivo dei penalty viene accolto come l sbarco degli alleati in Normandia. Ora bisogna aggiustare la mira. A Belgrdo si fidano troppo dell’istinto. L’Istinto è una bestia emotiva. Spesso ti convince ad agire d’impulso. E li casca l’asino. Otello è un cecchino. I suoi attori mantengono il sangue a temperatura gelida. Non lasciano trasparire l’emozione. Vanno a segno Klemen, Sanna, Salvatore, Botta e Pandolfi. Liparulo ipnotizza il montenegrino Savicevic. Prosinecki centra il montante. Otello è in semifinale.

Otello vs Real Madrid

Urano comincia a perdere la sua spocchia. Gioca il Jolly. Otello va fermato. Con le buone, meglio ancora se con le cattive. Meglio ancora se con una visita a sorpresa dell’ispettorato S.I.A.E. Arriva il Real Madrid di Buitre e compagni. Lo Squadrone. L’Armata che tremare il mondo fa. Buitre, Chendo, Sanchis, Mitchell, Hagi, Llorente, Buyo. Sulla carta non c’è partita. Ma la carta, non canta più. La sfida è un soliloquio da Rialto. Fuga di Botta sulla fascia, propoli in corpo, traversone, sinistro al volo della Salvatore che gonfia la platea. Coach Beankerr sulla panchina madrilena, sembra colto da paralisi bizantina. Non ci sono contromisure. Il monoogo Otellino cresce di tono, ritmo e volume. Questa volta tocca alla Salvatore ricambiare il favore. Dribling secco ai danni del proprio marcatore e servizio preciso sul destro di Botta che castiga Buyo per la seconda volta ancora. Il resto del match è normale amministrazione. Il direttore di gara decreta la fine delle ostilità. Otello vola in finale. Urano torna sui suoi passi. Pretende di rimettere in discussione il suo moto retrogrado. Urano spara. Possiede ancora cartucce con su scritto il nome d’Otello. Urano ordina all’artiglieria pesante di disporsi alla battaglia finale. Arrivano i padroni incontrstiati della penisola italica. I baciapile della Reale Casta Agnelli. A TorPignattara, sta arrivando lei. La Vecchia Signora. Madama. La Juventus.
Otello vs Juventus

Il Botteghino esplode. Francesca Di Marzo e Luca Rò fanno gli onori di casa presentando al direttivo il fuoriclasse Cristiano Ronaldo. Il pubblico accorre in massa dalle prime ore del mattino. C’è chi ha trascorso la notte all’addiaccio. Il pubblico è li per lui. Vuole palparlo, tastarlo, sentirlo recitare. Cristiano si mostra sicuro di se :”vinceremo noi, perché ci sentiamo sto cazzo! Noi siamo la Juve, mente voi non avete nemmeno la memoria del testo.” Il Bomber liquida la sfida con parole di scherno. Otello è stanco, stremato. I corpi sono i riserva. Le anime pure. Anime schive. Ma L’amore vero, come direbbero i personaggi della vicenda, sa come non farsi calpestare. Renda rinnova l’intero materiale tecnico. Maglie che si fondono con la pelle, felpe che si tramutano in passi di pantera che incalzano! La sfida comincia. Nel peggiore dei modi. Il salutista Ronaldo gonfia rete e petto per due volte nel giro dell’atto primo. Sembra finita. Lo è. È finita. Urano spara. Urano spera. È finita. La vecchia Signora sta espugnando ToRPignattara. Mancano esattamente 35 secondo. 35 secondi ancora alla fine del contenzioso. Serve un miracolo. Più miracoli. Che non esistono. I Bollettini parleranno di “fatal domenica”. “La Santità infame”. “Otello inguaito nel giorno del Signore”.”Otello rimetti a Dio i tuoi peccati” e altre amenità simili. Sbatti il mostro nella cronaca sportiva. Poi nell’inserto culturale. Ma la domenica alla Juve non sarà sufficiente per domare Otello. Zona Cesarini. Ultimo girp d’orologio. L’arbitro sembra avere il triplice fischio già cucito sotto la lingua! Triangolazione di prima Salvatore, Botta, Van De Korput, cross dell’olandese tiro al volo di Dossena. Zoff impietrito. Mezza pasticca di bentelan. R45. Si torna a ruggire. Klemen ruba la sfera a centrocampo e innesta Pandolfi, appoggio su Spina, rotativa di Sanna che libera Bonesso solo davanti all’estremo difesnsore Juventino. Rete. Storditi. La Juve è stordita. Il tempo non è mai stato così relativo. Ronaldo si mette le mani nel gel per capelli. Del Piero non riconosce più il suo uccellino. Che si sta sbronzando d’acqua Uliveto. I cori in Curva ricordano La Maratona degli anni d’oro. Gli anni novanta. La Battuta scotta. Platini la gestisce coi piedi. Pessima scelta. Ancora Botta che verticalizza, trova Salvatore che crossa alla cieca, appoggio di diafframma nel mucchio, spunta l’ugola di Torrisi. Rete. Otello Non Si Sa Che Fa-Spettacolo Teatrale Senza Memoria. La Mitropa Cup vola a Rialto. Venezia torna a frasi superba come una Repubblica Marinara. Si ringrazia in disordine di disagio. Teatro Studio Uno, Eleonora Turco, Alessandro Di Somma, Francesca Di Marzo, Luca Rò, TorPigna City, Il Sogno di Roma Est, Sylvia Klemen, Francesca Renda, Fabio Liparulo, Leonardo Spina, Simona Pandolfi, Benedetta Sanna, Nicola Micci,Luca Pastore, Spazio 47, Nuovo Cinema Palazzo, L’Erisimo, Il Bentelan, L’45, La propoli, il ginseng, i caffè corretti sambuca, il termometro,gli oroscopi, i tarocchi, gli amari Montenegri, le genziane, i taglieri, gli arrosticini, la cacio e pepe, Produzioni Nostrane-Ultras Teatro, Guido Targetti, Andrea Striano, Mauro Mao Stroppa, Dario Germani, Fabio Sebastiani, Emiliano Scorzoni chi c’è stato vicino in ogni ordine di luogo tempo e spazio, chi ci ha visto, chi non ci ha visto, chi ci verrà a vedere e la cara compagna di scorribande sul palco (e altri disagi di ordine ipocondrico) Claudia Salvatore in arte detta “Bettino Craxi”.
Otello Non Si Sa Che Fa

“ Scelta di Vita”

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