Giovan Bartolo Botta

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Delucidazioni tossite

In polverie o poesie on dicembre 19, 2018 at 5:27 PM

 

Vieni amore

scopriti il collo

mostrami la gola

lasciami fare

affidati al seno

scegli tu

come vogliamo sperperare

il nostro coprifuoco

L’amore è fatto

di piccole cose

l’amore ci

obbliga ad insulse

premure

Il treno del

nostro mancato ritorno

arriva puntuale

è la polizza

a vita sul nostro

trattamento di fine

rapporto

è la falsa partenza

che dici?

ci facciamo

assalire

dalla confusione

della sbronza

e poi ci lasciamo

travolgere?

O rimaniamo lucidi

davanti all’impatto?

il vino ci fa vegetali

Oppure paghiamo

un tiratore scelto

un cecchino

che ci sottragga

la vita ad un palmo

di naso dal nostro

amplesso finale

Per me è

indifferente

non è la prima volta

che mi accade la morte

per mano di altri

e so cosa ci aspetta

oltre il velo di nebbia

quando ad un sipario

gli è stata mozzata la testa

Ci sono incubatrici

giganti come navi da guerra

dove cuccioli ciechi

mettono al mondo

altri cuccioli ciechi

e le parole di bocca

escono fuori

senza fatica

Ci sono bugiardi

che non sanno mentire

ladri che

non sanno rubare

miracolati caduti

in disgrazia

Ci sono notti luminose

e ore del giorno

trattate

da sguattere

Ci sono

figli unici assaliti da pulci

sentinelle chiamate fratelli

e genitori

che si possono

riprogrammare

Ci sono solo

amori sbagliati

come quello

che noi

abbiamo pensato

di essere

L’amore

che muore sul colpo

mi fa a malapena

il solletico

è ciò che

finisce dopo

l’essersi amati

il vero cancro

ancora più

subdolo

è il non volersi

mai più chiedere

scusa

abbastanza amati

da sentitrci attraenti

in un tentativo esemplare

d’impiccagione comune

Denti da latte

In polverie o poesie on dicembre 18, 2018 at 3:36 PM

Sapresti

per amore

sopportare

l’insopportabile

accettare

l’inacettabile

tollerare

l’intollerabile

ti lasceresti

maciullare dai suoi aguzzini

senza chiedere

aiuto al cacciatore

che prega in ginocchio

armato del suo fedele

fucile

sapresti

attraversarlo

a piedi scalzi

il sentiero oscuro

dell’umiliazione

magari bendato

polsi legati

cocci di vetro

conficcatti nell’occhio

ti faresti toccare

da lui anche quando fa male

anche quando ferisce la cute

anche quando i denti

sono ancora denti da latte

anche quando non

è ciò che vuoi

sai tesoro, nel corso

dei secoli l’amore

è stato capace di spodestare

intere dignità

dai loro troni d’avorio

ha perforato nel sonno

i cuori innamorati

dei suoi sudditi

più fedeli

ha trasformato

esseri liberi

in schiavi obbedienti

ha tolto l’udito

ai sordi

e costretto

gli affetti da mutismo

ad abbassare

il tono di voce

ha minacciato

il cigno di chinare il capo

ha lasciato

in debito vaghe promesse

di vita eterna

frasi fatte che

parlano

di seconda possibilità

dunque

non è vero

che la tua vita

è l’unica cosa che hai

c’è l’amore

puoi rinunciare

alla vita

metterti da parte

e tenerti stretto l’amore

e provare a percepire

precipitare in una

sensazione di luce

ma se tutto

quello sente

il tuo corpo

sono linee parallele

di febbre

allora torna

alla vita

torna alla vita

abbandona l’inferno

e restituisci

l’amore

al Dio perverso

che se lo

deve ancora

inventare

Prigioni d’Amore

In polverie o poesie on dicembre 18, 2018 at 12:49 PM

 

Eccolo

lo screening

completo

del mio cervello

devo fare amicizia

con gli assillanti

attacchi di emicrania

che mi

aggrediscono alle spalle

prima di rovesciarmi

a letto

e arrendermi

ad un tormentato

riposo

Questa notte pulsa graffia

è più straziante del solito

Sembra

che il cervello

scalci per

evadere

dal grembo materno

poltiglia grigia

che mi vandalizza

la scatola cranica

Gli esami medici

parlano chiaro

l’amore non è

lucido

la testa scoppia

poiché il cuore

s’è spento

e l’amore, l’amore

non è lucido

è stata oltrepassata

la soglia del dolore

è scattato l’allarme

L’amore

ha mortificato

la vita

ha calpestato

i piedi del libero arbitrio

Le sue mani immonde

hanno accarezzato

i miei cuccioli

per poi squartarli

e ora sono schiaffi

spintoni sputi infezioni sotto le unghie

Ho come

una picconata

qui sulla fronte

il cuore mente

e l’amore non è lucido

Ha provato

a spingermi giù

dalle scale

ha cercato di uccidermi

L’amore è strano

egoista, taglie forti

L’amore è

il mio irritabile bizzarro

il mio adorabile forzuto bastardo

ed io lo lascio fare

mi lascio coprire

di lividi prendere l’anima a calci

incoraggio

la sua scarsa

attenzione

ai miei sentimenti

sono il suo libro aperto

il suo numero zero

il rumore sordo della clemenza

lui stringe e molla la presa

a suo piacimento

conosce l’arte di trasformare

le mie sicurezze

nei miei peggiori difetti

è finita ora è solo fatica

ma questa notte è peggio

alza la voce, grida, urla

sbatte le porte

dice che è colpa mia

che lo lascio da solo

si comporta da sospettoso

da paranoico

Sento il sangue

riempirsi di rabbia

ho difficoltà

nel respiro

voglio andarmene

voglio sprofondare

in un tunnel buio

fare ritorno al mio

primo giorno di scuola

ora basta pietà

il battito del polso

galoppa rallenta

dice bugie

l’amore non si spiega

l’amore non è lucido

i baci le carezze

il mazzo di fiori

quel tempo

è esistito

esistito davvero

resta il ricordo

resiste l’offesa

l’amore non si spiega

l’amore non è lucido

Gesù Cristo al Natale glielo mette nel culo

In polverie o poesie on dicembre 14, 2018 at 6:06 PM

Gesù Cristo

ieri notte

ha sbroccato

è uscito la sera

con Barabba

il suo unico amico

sono andati

a ballare, poi

a mignotte, Gesù era strafatto

di coca, è tornato

a casa ubriaco lercio

ad un orario indecente

puzzava di mosto selvatico

si era sbrattato sui pantaloni nuovi

di velluto marroncino chiaro

regalo di compleanno

dello Spirito Santo

Suo padre era preoccupato

gli angeli del paradiso

erano preoccupati

tutti i Santi e i Beati

erano preoccupatissimi

Madre Teresa gli ha fatto la ramanzina

e lui le ha tirato un sasso in testa

“fatti i cazzi tuoi lebbrosa di merda” le ha gridato

e a Madre Teresa le è venuto un embolo”

il padre gli ha detto

“preparati che tra un po ti tocca nascere,

forza vestiti, lavati, fatti la barba,tagliati i capelli,

fai i compiti, fai la valigia”

e Gesù l’ha mandato

affanculo

e gli ha urlato in faccia :Porco Dio, non ci sto!

Gesù Cristo si ribella

al suo destino infame

Ogni hanno

sempre la stessa storia

uguale, precisa, identica

mai una novità, un brivido,

una nota fuori posto

tutto perfettamente noioso

come da copione

Come ogni anno

a Natale. A Gesù Cristo

gli tocca nascere

nascere per redimere

i nostri peccati

nascere per salvare l’umanità

Gesù Cristo deve nascere

non può tirarsi indietro

è il destino del figlio di Dio

sta scritto nelle sacre scritture

ma lui si è rotto i coglioni

delle sacre scritture

lui vuole solo starsene

al chiuso nella sua cameretta

gettare nel cesso le chiavi del Paradiso

vuole leggersi i manga giapponesi

Dragon Ball, Naruto, Kenshiro, Onepiece

quelle sono le sue Sacre Scritture

vuole farsi il profilo su Tinder

avere milioni di follower

diventare un “influencer”

innamorarsi, farsi la fidanzata

incontrare la donna della sua vita

l’amore vero che ti schianta al muro

l’amore che nutre

l’amore che uccide

e non gli

interessa affatto

venire alla luce

dentro una grotta gelida

che puzza di letame

in mezzo al deserto totale

con un bue e un asinello

che gli scoreggiano

in faccia

e la stella cometa stronza fancazzista

che sta sempre in sciopero

e non illumina un cazzo

che sarebbe meglio

una banale torcia elettrica

e i tre Re Magi tirchi

che gli portano in dono

l’incenso a cui è allergico

la mirra che non sa cosa cazzo farsene

e qualche centinaio di euro

che poi il padre putativo Giuseppe detto il Cornuto

si sputtanerà ai cavalli

e poi Cristo, tutti sti pastori

in mezzo ai coglioni, che puzzano

di fontina e pretendono miracoli

così aggratis

senza lasciarti manco

un euro di sottoscrizione

e poi i discepoli che chiedono omaggi

e gli apostoli che chiedono un posto di lavoro

e poi cazzo, stare li al freddo

legato vivo

dentro una mangiatoia

senza passaporto

senza pannolino

con la paglia che ti punge il culo

e certi scarafaggi giganti

che ti pizzicano le emorroidi

che poi voglio dire sei nato

da pochi minuti

non hai ancora mosso un dito

che già i soldati di Re Erode

ti cercano per ammazzarti

e ci hai sul capo

una grossa taglia

30.000 euro di debito

ma sei figlio di Dio

sei ricco di famiglia

non hai diritto al reddito

di cittadinanza

che poi vogliamo

parlare della Città dove sei nato

a Betlemme

un cazzo di buco di culo

pieno di eroninomani

dove non ci sta un cazzo da fare

la città col più

alto tasso di suicidi

di tutta la Palestina

cinema assenti, teatri chiusi

birrerie che non servono alcolici

discoteche con orari da clausura

e devi redimere

la vita di gente

che non hai mai visto in faccia

ti devi preoccupare di salvare il culo

a dei perfetti sconosciuti

e poi da piccolo

ti farai pure la fama del pezzo di merda

che resuscita Lazzaro

solo Lazzaro

e degli altri morti

se ne sbatte i coglioni

e moltiplica i pani e i pesci

ma solo alle feste degli amici

di mamma Maria

rimasta in cinta senza peccato

tramite annunciazione

arriva L’Arcangelo Gabriele

“Maria,abracadabra simsalabim,

ora sei incinta”

che se lo racconti

ai compagni di scuola

come minimo

ti danno

del figlio di puttana

e a te ti girano i coglioni

e vorresti

ammazzarli di botte

ma non puoi farlo

perché sei il figlio di Dio

sei una persona pacifica

mite, educata, ragionevole, moderata

fragile, gentile

devi dare l’esempio

devi prenderlo al culo

farti ferire farti umiliare

porgere sempre l’altra guancia

e arriverà il giorno

che il Demonio

ti vorrà tentare

offrendoti degli arrosticini di pecora

ma tu sarai costretto a fare penitenza

40 fottuti giorni di dieta vegana

a girarti i pollici sul Monte Sinai

e a 33 anni ti toccherà morire

vergine

Dio Bastardo

manco avrai mai limonato

vergine, solo

tradito, rinnegato dagli amici

bistrattato dai nemici

un Giuda Iscariota qualunque

ti tradirà per pochi spicci

un Pietro del cazzo

prima che il Gallo canti tre volte

fingerà di non averti mai

conosciuto

ti metteranno in croce

ti sputeranno addosso

in punto di morte

avrai una sete boia

vorrai una birra artigianale

sarà il tuo ultimo desiderio

e i centurioni stronzi

ti serviranno

un peroncino di merda

caldo, sgasato, che sa di piscio

ed è già Natale

una festa, che a dirla tutta

ti è sempre stata sulle balle

il panettone ti fa schifo

al pandoro preferisci il Kebab

e sono tutti felici, tutti più buoni

tutti a farsi i regali

e consuma, consuma, consuma

e poi alla vigilia di Natale

sempre gli stessi film

il Grinch, Mr Scrooge, Babbo Bastardo,

Una Poltrona Per Due

ma vaffanculo va

li conosco a memoria

e allora spirando griderai al cielo

io sono il figlio di Dio!

io sono il verbo!

e tutti in coro

ti risponderanno

“ah si, sti cazzi, noi preferiamo

il complemento oggetto”

e ora sei morto

e ti hanno ammazzato

come un cane

e ti hanno ucciso

come una bestia

ma tu tu sei tranquillo

perché tanto tra tre giorni

risorgi

e alla morte

con rispetto parlando

anche per questo Natale

gliel’hai messo

nel culo

Sconosciuti

In polverie o poesie on dicembre 13, 2018 at 5:56 PM

 

Incontriamoci

per una notte

amore mio

una notte soltanto

coltiviamo l’astinenza

evitiamo l’overdose

vediamoci in un luogo sperduto

al sicuro

lontano dagli uomini

distante da ogni tipo di nausea

non dirmi il tuo nome

non lo voglio sapere

tu non dovrai

mai sapere

come mi chiamo

vestiamoci molto

imbacucchiamoci

che fuori fa freddo

parliamo poco

a bassa voce

meglio ancora

se stiamo zitti

se restiamo in silenzio

parlano gli occhi

gli occhi ci dicono tutto

i miei occhi, hanno imparato

imparato a difendersi

le parole mi fanno paura

sono nate codarde

senza spina dorsale

patologicamente bugiarde

sono sostanze velenose

nascondigli banali

le parole fanno la spia

tradisco il corpo

illudono l’anima

la feriscono

le sfregiano il volto

la pugnalano al petto

le parole non hanno tatto

sono senza riguardo

non maltrattiamo

il nostro tempo

non gettiamoci via

non proviamo

a conoscerci

lasciamoci cullare

dall’idea immaginaria

che ci siamo fatti di noi

non dirmi chi sei

cosa fai, che musica ascolti

cosa ti piace bere

mangiare

non parlami di tuo marito

riponi gli amanti nel ripostiglio

lascia in disparte i tuoi figli

si, lo so, il piccolo

quest’anno va a scuola

ma ora basta

spogliamoci accarezziamoci

facciamo l’amore

e ma tu insisti

chiedi di me, fai mille domande

vuoi sapere chi sono

ma dimmi,

è così necessario?

e se fossi diverso

da ciò che t’aspetti?

e se fossi terrorizzato

dal mio passato

che appena

mi sfiora

mi si gela la pelle

e perdo

l’uso della

ragione

e saprei

fare a brandelli

tutte le pagine bianche

dei miei diari

di scuola

meglio di no

portiamola

fino in fondo

questa nostra prima ed unica

notte d’amore

rimaniamo coi

piedi ancorati nella sanità mentale

restiamo un mistero ti prego

non cadiamo in errore

baciamoci

non proviamo a conoscerci

no, non lo facciamo

sconoscuti

non c’è alta via

d’uscita

se non trattarci

da sconosciuti

Incurabile Stupro

In polverie o poesie, Uncategorized on dicembre 12, 2018 at 2:14 PM

 
trascurato

mi hai trascurato

vieni qui, mio bravo ragazzo

tendimi la mano

stringila

rimani con me

lasciami solo

torna a farmi paura

non mi svegliare

trascurato

il mio

bravo ragazzo

è tornato, tornato

a frasi sentire

è il mio bravo ragazzo

gli voglio bene

m’ha riportato

il cappotto

è il mio tesoro

è vero, ha peccato

ha bestemmiato

contro di me

è stato

il mio mandriano di porci

ma resta pur sempre

il mio bravo ragazzo

ragazzo mio

sei tornato

a farti sentire

come un vecchio

amore che ancora

ti corrode la carne

come un amico

immaginario

pronto a dirsi pentito

sei tornato

a farti sentire

d’accordo eri morto

eri morto, sepolto per me

non sentivo più niente

mi hai fatto male

mi sei quasi mancato

non so chi sono

lasciati sopportare

lasciati dire addio

sei tornato, tornato da me

e mi lavi la schiena

con l’acqua bollente

chini il capo

come per cospargere cenere

parli a bocca chiusa

lo fai per chiedermi scusa

e sei tornato a casa da me

e dici, sono cresciuto

sono cambiato

questa volta è diverso

questa volta è per sempre

e cadi a terra in ginocchio

e mi afferri alle gambe

e mi baci i piedi

e mi baci in bocca

proprio a metà

e poi piangi, crolli

stringi i pugni, ti spacchi i denti

ti strappi gli occhi di mano

mostri una lingua pallida

quasi febbricitante

la tua anima sanguina, trema

la tua saliva è scura

e sei tornato

sei tornato da me

e non per questo

farò uccidere

il vitello più grasso

ho smarrito il ricordo

della parola perdono

ma ti amo

lo sai

e da te, da te

amore mio

non voglio

non voglio

difendermi, difendermi più

poichè

io e te

siamo stati progettati

della stessa mente

intelligente

che guidò

la mano

che ci tolse

la vita

donandoci

vita,

tu sei

lo stupro

che ci ha messo

lo sperma

senza farmi

da padre

sei il mio

bravo ragazzo

ti dovrei odiare

ma non ci riesco

dovrei cercarti

per farti

ammazzare

e l’amore

non è diverso

e l’amore

non è diverso

Non Sei Libero

In polverie o poesie on dicembre 9, 2018 at 12:45 PM

Ricordati

innanzitutto

che non sei libero

ripetilo ad alta voce

perché tendi

a dimenticarlo

e a raccontarti cazzate

non sei libero

nessuno ti deve

spiegazioni

ma la vuoi sapere

la cosa figa?

Tu devi

spiegazioni a un sacco di gente

non sei libero

e per questo

puoi sempre ricominciare

altrove, da qualche parte

c’è un urlo

di non libertà pronto

ad esploderti in corpo

assecondalo

Se i visi amici

si sono fatti pallidi

e gli amori

si sono rivelati tiepidi

se in famiglia

sta succedendo l’inferno

e il lavoro

è la tua detenzione forzata

se tutto ciò

che hai costruito

ti sta sembrando

un errore

se soffochi nel vomito

e ti disseti

con la tua stessa saliva

allora, molla tutto

ricomincia

altrove da qualche parte

si può sempre

mettere un punto

e ricomiciare daccapo

ricordalo

basta volerlo

basta avere il coraggio di farlo

non sei libero, cazzo

molla l’osso

accanna

molla la presa

saluta tutto e tutti

spegni l’interruttore

sul tuo passato

arrivederci e grazie

meglio ancora, addio

un pensiero di gratitudine

a chi ti ha fatto del bene

un pensiero di gratitudine

a chi ti ha fatto del male

e si passa oltre

brucia i vecchi abiti

risparmia alla pelle

il dolore della cancrena

getta via la maschera

libera gli occhi dalla cataratta

riparti dall’inizio, anzi dalla fine

certo sarà doloroso

ci saranno

momenti

in cui

ti chiederai

se hai fatto

la cosa giusta

ti sentirai

aggredito da milioni

di dubbi, abbandonato al tuo destino

avrai la sensazione

di lottare da solo

forse piangerai

affogherai la testa

sul cuscino

pensando

di tornare

sui tuoi passi

tranquillo, non passerà

tutto ciò

che ti serve

è lucidità di pensiero

una manciata di gatti

e un corpo in salute

disposto a morire

non sei libero amico

molla tutto

e ricomincia

altrove da qualche parte

Chi ti ama davvero

non saprà farsene una ragione

non farà un passo di lato

ti vorrà

trattenere

ti vorrà giudicare

si frapporrà

tra te e la tua

fottuta natura

ci sono

regole

ci sono

padroni

ci sono

zavorre

c’è tutto

il cinismo che serve

la manipolazione che seduce

il potere che affascina

la favola della buona notte

che finisce per toglierti il sonno

e tu non

sei libero

fattene

una ragione

anzi, fattene

molte,molte

di più

8 luglio 1991

In polverie o poesie on dicembre 7, 2018 at 5:15 PM

 

Ricordi

il luogo, il posto

quel cortile

pochi fiori stremati

poiché fiorire

è solo un semplice sfizio

i tuoi primi ed unici

dieci anni

seduto

sulle ginocchia

di un precipizio

quelle maniere

garbate

quelle parole

gentili

erano mani gelide?

dita afose?

sassi indigesti?

labbra sudate?

C’è un tipo

d’amore che succede

solo da fermo

solo da fermo

e per ogni minuto

che procede a rilento

si impara sempre

qualcosa

qualcosa

ora mi serve ago e filo

ora adesso, mi serve ago e filo per Dio!

Riuscivi a vedergli

le unghie dei piedi?

ricordi l’epilogo

ricordi l’epilogo

si era smarrita

da sola la strada

di casa?

Amore mio poggia

la mano

su una parte

qualunque

del mio corpo

fallo, ti prego

fallo per me

poi, dopo, vattene

vattene via, ti scongiuro

la senti anche tu

questa totale

assenza

di rumore

sulla mia pelle?

dimmi, mi ami?

La tua voce è pastosa

mi piace

la mia parola

d’onore

non stava

bleffando

dimmi, mi ami?

sapresti farmi

da scudo

là dove

i miei segreti

si vestono

di puro cristallo?

Amore è potersi schiantare come libera scelta

In polverie o poesie on dicembre 6, 2018 at 1:55 PM

Ci siamo

amati nel giorno

sbagliato

all’ora sbagliata

conosciuti

sotto una pioggia battente

asciutta

che saliva

dalla terra al cielo

un amore consumato

nel verso contrario

un fremito

che si vanta

di non conoscere

le normali leggi di gravità

sbagliato

era tutto sbagliato

eravamo sbagliati

imperfetti anche noi forse

o forse eravamo perfetti

dannatamente perfetti

perfettamente sbagliati

c’eravamo quasi

invisibili

ci siamo scambiati

baci come bocconi di carne

senza provare pena

per la fame nel mondo

sordi cinici insensibili

colpevoli

non abbiamo mai

fatto l’amore

impugnandoci i corpi

nell’istante presente

siamo stati

una cosa sola

sul pianeta

delle cose che passano

abbiamo fatto

tabula rasa

dei nostri ricordi

ci siamo trattati

da ostacoli

e per superarci

ci siamo rimossi

siamo stati

quel treno che passa

solo una volta

che forse

non passa mai più

che mai è passato

che mai passerà

siamo stati

ciò che si attende invano

per tutta la vita

senza nemmeno saperlo

un freddo atroce magari

o un amarsi violento

giusto sbagliato

è l’amore feroce

di una mente ostinata

è l’amore

di un cuore impostore

che adora sentirsi

sottochiave

e che ricorda la tua bocca

sopraffatta

da un cielo nero pieno

di stelle

che ricorda la tua pelle

avvolta custodita protetta

dentro un mantello

di luce

che ricorda

di aver vibrato insieme a te

sulla stessa frequenza

e quelle tue carezze

e quei tuoi occhi

potrebbero

essere stati

semplicemete

la più bella coincidenza

dentro cui

un cuore innamorato

vorrebbe

potersi schiantare

Amore vivo

In polverie o poesie on dicembre 4, 2018 at 12:49 PM

Abita

la mia casa

le mie troppe

case del passato

trasferisciti

nei miei

ricordi

abusane

difendi il mio

rifugio

frequenta la mia scuola

innamorati

dei miei 18 anni

ancora da compiere

rimani con me

fumati la mia sigaretta

finiscitela, sorseggia il mio gin-tonic

pedala la mia bici

andiamo a fare danni

guidiamo ubriachi

in sella al motorino

andiamo a sbattere forte

un frontale in faccia

a un muro fatto d’aria

viviamo moriamo

e poi rialziamoci, insieme

resta qui con me

all’aperto

facciamoci

gelare il sangue

dallo stesso freddo

abbracciami

abbraccia mia figlia

abbraccia mio figlio

accarezza il mio gatto

sentili tu, i miei genitori

al telefono

tranquillizza i miei nonni

abbracciami

perfeziona ogni mio difetto

ho trascorso

notti insonni

in letti illegittimi

che parevano

infezioni

c’erano

mani su di me

piedi bocche chiasso

assassini di sonno e qualche insetto

non sorgeva mai il sole

la luna era spesso nascosta

non c’era via d’uscita

non c’era via d’uscita

potevi solo

osservare il silenzio

potevi solo

osservare il silenzio

poi, il tempo

ha deciso di fermarsi

il soffio del vento

è rallentato

e ho guardato

in faccia i miei errori

e ho saputo

perdonarmi

ma l’ho fatto

per poco tempo

per troppo poco tempo

ho messo

al muro

le mie colpe

come tante paia di scarpe

colorate

l’ho fatto per poterle osservare

poi mettermele ai piedi

e camminare con loro

e seminare

passi da gigante

sui tuoi stessi

sentieri insanguinati

e ho detto addio

alle mie ferite

e le ho cacciate,

dalla mia vita

cacciate per sempre

perché

ora ci sei tu

qui accanto

al mio cerchio

ancora da chiudere

e i miei occhi

vedono nitidamente

i contorni del tuo volto

un viso amico

che sposa il mio tragitto

senza giudicarlo

un cuore folle

come una città sperduta

asciughi

le tue lacrime

come

fossero

le mie

asciugo

le mie lacrime

come

fossero

le tue

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