Da qualche parte in Brasile…
mia madre
aveva sedici anni
quando m’ha cacato
nel mondo
Una Lolita giovane
molto giovane
narcisista, molto narcisista
all’inizio era così possessiva
che non voleva liberarmi
dall’utero
ha persino provato a cucirsi la fica
col filo interdentale, geniale!
Poi, così di colpo, senza nessuna
ragione apparente, è cambiata
Dopo soli sei mesi
m’ha fatto capire
che era il caso di disintossicarsi
io da lei e lei da me
Volevamo liberarci
l’uno dell’altro per gradi
Madonna del Carmine!
Quando la penso
la punta della lingua
compie un percorso
di sette passi sul mio
cazzo in adulazione
Mammina, luce dei miei occhi
metadone delle mie notti insonni
proiezione delle mie proiezioni
Dea delle Dee, fa di me il tuo Pollon “combinaguai”
Non ci si libera
facilmente
d’una dipendenza
Nemmeno da morti
La cerco, insisto coi contatti
contatti di natura molesta
I demoni m’attanagliano
notte e giorno
io prima li stalkero
poi non me li inculo
così da confondergli le idee
Crepo male
nella stitichezza
della mia stessa dissonanza cognitiva
Il tempo passa
la dipendenza si consolida
Penso a mia madre sedicenne
la rivedo in ogni donna che scopo
custodisco nel cuore fiotti di sperma
spudoratamente “borderline”
e di curarmi me ne sbatto i coglioni
anzi, l’unica cura che mi interessa
è scrivere musica sul culo della mia genitrice
…chiappe che cambiano le carte in tavola…
Ho una foto di lei
che mi tiene a poppata
aggredisco coi denti quel suo minuscolo capezzolo rosa
ho fame di lasciarle un segno
farle male quella volta per sempre
Che fata! capelli neri mossi
occhi privi di calma
due labbra senza difesa
per Dio il suo corpo sembra che scotta
e io sbiello di gelosia
che se becco il bastardo
che gli ha inoculato tra le viscere il seme
da cui sono nato
cazzo, gli spacco la testa
Sento
il veleno dentro di me
uccidermi a piccole dosi
le mie parole d’amore
svuotarsi dai fatti
mi insulto mi prendo
ripetutamete a sberle
perdo l’equilibrio
batto la testa contro il muro buio!
li fuori fa buio, buio pesto
La chiamo su Sky.pe
il mio cuore ha paura, una paura fottuta
la mia voce predatoria
è priva d’empatia
lo sguardo si dispone
a guscio
il mio portoghese è scolastico
temo di non riuscire
ad essere autentico
ho il terrore di non farmi capire
d’altronde sto pur sempre
parlando con lei, mia madre
una stella del jezz-set
una delle più grandi pornostar
del Brasile
la sua arte, tra gli ottanta e i novanta, ha fatto
rizzare i cazzi e bagnare le fiche
di tutto il Sud America
isole comprese
Fantastico! Superlativo! Mitologico! Sublime!
Ho visto alcuni suoi film!
Una fuoriclasse senza ritegno
lavora solo in porno d’autore
suda cazzi con la fantasia della contorsionista
la padronanza
della battuta è sopraffina
molto convincente
nei ruoli drammatici
ma anche nel repertorio
comico, brillante, non scherza
Ci siamo messi d’accordo
per vederci, prenderci una sbronza
sniffare tanta polvere d’angelo
dobbiamo raccontarci
un sacco di cose, un sacco di cose
viene lei da me, io ho paura volare
quasi in tutti i sensi
magari mi aiuta ad entrare
nel remunerato mondo del porno
è così vaffanculo al teatro
mamma a 27 anni ha avuto
un altra figlia, il padre è un semplice e onesto geometra del catasto
ne deduco dunque che ho una sorella
di circa 26 anni, si chiama Taissa Rebeca
l’ho vista in foto, bella come
una ballata di Lorca
giunto allo zenit della sua frociaggine creativa
Questa vita è amore signori
Questa vita è una girandola della morte
Una giostra del putiferio
Mia madre è la sovrana del porno brasiliano
Dio Cristo!
adesso capisco
da dove nasce
la mia passione
per la recitazione