Giovan Bartolo Botta

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Rose Rosse nel culo

In polverie o poesie on aprile 22, 2019 at 3:08 PM

Porco Cane

non dirmi che

il mio ragazzo

è stato uno

di quei bambini

violentati da un prete

provo a chiederglielo

mi dice di farmi

i cazzi miei, mostra i pugni

chiede dove cazzo

è la torta

se ne taglia una fetta

si infila in gola

il boccone e lo sputa

dice che cucino da schifo

che il mio ragù

di cinghiale sa di naftalina

di veleno per topi

il mio ragazzo

il mio ragazzo

il mio ragazzo è taciturno

è sfuggente

è lui il mio lombrico

introverso

il bruco perverso

che mi si fotte la mela

io lo amo, lo amo

lo voglio salvare

prestare i primi soccorsi

cavargli la cracia dall’occhio

disinfettargli le piaghe del cuore

con lui tutto oscilla

ascolto i suoi passi

adoro il suo tono di voce

quando si chiude

in un mortificante silenzio

silenzio di tomba

adoro le sue mani

addosso

il disprezzo che

prova per me m’attizza

lui è gentile, è gentile con me

quando sto male

mi porta le vitamine

si prende cura di me

gioca a fare il dottore

ma se non guarisco subito

mi riempie di calci in pancia

è il mio ragazzo

le sue mani in faccia, belle…

sono secoli che non mi scopa

per tenermi sveglia la fica uso il Sidol

è il mio ragazzo, sono pazza di lui

lo scagiono da tutte le colpe

a volte sparisce

scompare per giorni

mi dice “ti amo” e poi

aggiunge “scherzavo”

sparisce sparisce per giorni

lo chiamo, mi attacca il telefono in faccia

è così fragile

lo voglio salvare

sono io la cosa giusta per lui

chiedigli come si chiama

chiedigli quanti anni ha

non lo sa, lo so io, rispondo io per lui

è cagionevole di salute

dice che le puttane

gli hanno attaccato lo scolo

se fosse per lui Buck, il nostro foxterrier

potrebbe affogare nel suo stesso piscio

scherza, gli piace

scherzare

Porco Dio, quanto lo amo!

spero di poterlo

cambiare

voglio dargli un figlio

offrirgli un futuro

un futuro diverso

ehi, cara, come sta il tuo

ragazzo?

Si è impiccato

domani!

Otello non si sa che fa deliri di pasquetta

In Recensioni o rescissioni teatrali on aprile 22, 2019 at 1:42 PM

Otello non si sa che fa/ delirio di Pasquetta

Quando Otello subentra a gamba tesa nella vita sentimentale di Desdemona, il suo palmares è oberato dal cimelio. Insieme a Messi e Cristiano Ronaldo si sono spartiti i “Palloni D’Oro” dell’ultimo decennio. Otello nasce a Zanzibar Lido, in pieno Oceano Indiano, il 32 gennaio del 1568 sotto il segno zodiacale dell’Upupa! Caso unico al mondo! Un quadrante astrale parallelo. Una carta natale indecifrabile! Comincia a tirare i primi calci nella squadra locale del Krakatoa F.C! Dove si fa notare per una particolare abilità nell’infrazione da Tergo! Gli osservatori nipponici della Muppet lo notano. Gli posano gli occhi addosso. In terra di Sol Levante, assieme a Mark Lenders, primo ed unico giapponese negro della storia, costituiranno una coppia da 999 gol a cranio! Il passaggio alla corte del Real Madrid è cosa fatta! Per una cifra record di venti pezzi! Di cosa, non si sa! Con la casacca delle merengues il Moro vincerà praticamente tutto! Diventando così un personaggio da copertina! il suo crocicchio più grave, il suo punto debole, è la tendenza a perdere le staffe in caso di mancata qualificazione. Affronta ogni sfida come se fosse l’ultima! Amichevoli comprese. Nel tempo libero la patologia non cambia. Le sue passioni sono il biliardino e il rimpiattino! Quando paerde a biliardino gli sale la scimmia! Quando perde a rimpiattino gli monta lo scimpanzè! Non conosce pareggio! Come nel volley! Per lui conta solo vincere. Il Venezia Calcio, langue da tempo nelle serie minori. Una multinazionale di petrolieri arabi, ha appena rilevato la società sportiva, quotandola in borsa. L’ambizione è dirompente. Il sogno è quello di vincere la Champions League nel giro di pochi minuti, defenestrando i più blasonati Barcellona, Manchester United, Juventus, Ajax e via discorrendo! Per far si che il sogno si tramuti in realtà gli sceicchi si sono presi la briga di allestire una rosa stellare! Con i più forti campioni di sempre. Compresi quelli deceduti da tempo. C’è Pelè, 75 anni e 6 ernie del disco. Maradona, 5 by-pass gastrici e un principio d’obesità. C’è Paul Gascoigne, divorato dalla cirrosi epatica. Manè Garrincha + sifilide. George Best con tanto di pillole antabuse. C’è Ronaldo il fenomeno, 789 kg di churrasco! C’è Gigi Lentini con allegato di ruotino di scorta! C’è Totò Schillaci! L’alfa 33! Roberto Baggio senza codino convertitosi recentemente allo Scintoismo! e poi c’è lui. Otello. Con Desdemona si conoscono durante la Conferenza Stampa. Scatta subito l’accordo commerciale. il più classico dei matrimoni d’interessi. Tipica unione dove l’amore c’entra quanto Pilato nel credo. Quello che conta è il “Brand”. il marchio quantificabile in unità pecuniaria.

Desdemona è figlia della rigidità spirituale. Suo padre, il senatore democristiano Doroteo Barbanzio, era assistente personale di Papa Pio Tutto! Stiamo parlando del dodicesimo secolo avanti cristo. Quando il pontefice morì, scivolando disgraziatamente su una merda di catechista, Barbanzio si congedò dalle Mura Vaticane, prestando servizio sulla gobba di Andreotti. Il Divo senza labbra! Chiaro simbolo di menzogna patologica. Barbanzio era sposato con sua moglie dai tempi di Matusalemme! Sua moglie non aveva nome. Non esistono foto quadri ritratti o tratteggi rupestri. in famiglia si preferiva conservare il pudore. Quello che si sa è che la signora Barbanzio possedeva le fattezze dell’Incubatrice.Da onesti cittadini, probi e morigerati, i due sposi non consumarono mai il matrimonio. Niente luna di miele. Totale assenza di rapporti sessuali. I coniugi ebbero comunque due figli. Gemelli. Dedemona. E il Fratello più anziano di pochi minuti. Dulcineo. Si dice che Barbanzio depositò il seme nel ventre della moglie tramite dito indice. Gli abiti rimasero al loro posto. Sempre gli stessi. La famiglia Barbanzio era decismaente taccagna! i piccoli Desdemona e Dulcineo crebbero nutrendosi di segatura. Segatura e merendine del Mulino Bianco. Camille in particolare. La loro istruzione fu affidata a un Cane San Bernardo. Diplomato dai Padri Gesuiti. Referenziatissimo. Al compimento del diciottesimo anno d’età ci fu il tracollo. Barbanzio sognava la figlia in convento. e il figlio a sfornare marmocchi come e più del vecchio Priamo. Sfortunatamente per il cariatide, le cose presero una piega diversa. A tratti drammatica. Dulcineo venne sorpreso dall’anziano padre a fellare un Cavallo! Un purosangue con tanto di Fantino muschiato sulla groppa! Criniera Bionda e boccolosa. Un equino gaio e saccente! Barbanzio ebbe un coccolone, un ictus, dal quale non si riprese mai più. Il figlio fu fatto lapidare. Senza un regolare processo. il corpo privo di vita fu fatto macellare e dato in pasto a dei puffi randagi. Desdemona era diversa dal fratello promiscuo! ragazza timida e riservata. il suo primo amore si chiamava Timmy. Un suo compagno agli scout. Timmy era il classico bravo ragazzo. Secchione da stare sul cazzo all’intero universo. Viso imberbe. Pulito. Dieci in condotta. Capello corto brillantato stile Clark Gable. Occhi innocenti. apparecchio fisso ai denti. La loro unione oscillava tra il platonico e il saffico. il massimo dei loro atti osceni in luogo pubblico era il recarsi insieme alla funzione religiosa domenicale. A distanza di 45 km l’uno dall’altro. Per non dare nell’occhio ed evitare lo scandalo. Desdemona e Timmy si amavano di un amore angelico. Cherubinico. Poi un giorno Timmy…prese la patente…e…

Volte conoscere
il prosieguo della storia?
venite al Teatro Studio Uno
dal 25 al 28 aprile
Otello non si sa che fa
la vera controstoria d’amore
di una storia d’amore inesistente
con Claudia Salvatore
& Giovan Bartolo Botta

Otello non si sa che fa
Produzioni Nostrane – Ultras Teatro
“…Come miliardi di ortiche conficcate nel cuore…”

Otello non si sa che fa il sequel di pasqua

In Recensioni o rescissioni teatrali on aprile 21, 2019 at 5:22 PM

Otello non si sa che fa/ il sequel spoilerato di Pasqua

A volte è necessario prendersi una pausa. Una lunga pausa caffè. Levare le tende. Cambiare aria. Desdemona, come ogni rispettabile impiegato dell’ufficio sinistri, riceve puntualmente lo stipendio. il giorno trentaduesimo del mese. Tredicesima e quattordicesima per questa Pasqua, se ne vanno scialle scialle in un viaggio. Destinazione Tebe. Insieme a Mikonos, la capitale ellade del peccato. Soprattutto il peccato di gola. Sono famosissimi in tutto ilglobo i famigerati Tebanesi al Rum. Cioccolatini fondenti vietatissimi ai palati astemi. Desdemona predilige viaggiare leggera. 50 paia di calze di lana, 50 canotte della salute, con tanto di pancerina cucita sullo strato posteriore, 50 scaldamuscoli in poliestre, 50 mutandoni stile cinta di castità e 50 spazzolini da denti. Tutti in un marsupio. Il volo è Alitalia. Per sostenere il “Made in Italy”. Partenza mattutina da Roma Aeroporto Militare. Arrivo a Tebe previsto per la settimana successiva. Prezzo modico. Scalo in quel di Patrasso. Dove non succede mai nulla d’interessante dai tempi della fondazione. Sorvolando Tebe, la Carlinga si spalanca, e una Hostessi trafelata di Acne ti fa scendere con un accomodante calcio nel retto femorale. Tebe è una località balneare. Pullula di turisti. Animali da rimorchio. il lungomare è costellato di ristorantin di sashimi niente male. Ma la specialità culinaria del posto sono i “Saltinculo alla Edipo”. Dei succulenti gnocchi di fecola a forma di Sfinge. Fritti in olio di radiatore. Desdemona raggiunge L’Albergo. Uno spartano mezza stella. Gestito da nani vegani ed exogini molto religiosi. Si libera del bagaglio. Un rilassante dai e vai di Jacuzzi e siamo pronti per goderci la notte. Birreria ” Dal Colono”, la più frequentata della città. La gestiscono due tipacci della malavita locale tali Eteocle e Polinice. Della contabilità se ne occupano le più istruite sorelle. Antigone ed Ismene. Entrambe diplomate periti chimici. la bella Desdemona è in ghingheri. Si siede al bancone. Ordina 39 Gin Tonic. E delle arachidi. Per evitare di tracannare alcol a stomaco vuoto. Che fa male al fegato. E al portafoglio. Un signore vestito in modo elegante l’addocchia. Gli sguardi non si incrociano. Lui porta un paio di occhiali neri con graduatura multipla. Lenti spesse tipo fondo di bottiglia. Montatura anacronistica stile geometra Filini. Riga da una paarte, impomatatura, espressione Civetta. Profumo di miscela per motorini. L’uomo sta sorseggiando un Bianco Sarti. Comincia ad attaccare bottone. Dice di Chiamarsi Tiresia. E di guadagnarsi da vivere praticando le arti magiche. Tipo oroscopo, tarocchi e poker. Aggiunge di essere bravo a fare profezie. Previsioni per il futuro? Questa sera si chiava! I due raggiungono l’albergo di lei romanticamente a bordo di una carrozza di vimini trainata da Orsi Polari. Si precipitano in stanza. Piano 7.356 interno 8 stanza 455. E qui Comincia un amplesso probematico. Tiresia è miope, presbite, astigmatico, daltonico e orbo. Tutto insieme contemporaneamente. Nella foia fatica ad afferrarsi il sesso. Quando ci riesce sbaglia bersaglio infilando il pene dentro la caldaia. Desdemona, delusa e perfida, lo guida con affetto nella gabbia dei Gibboni. Pasqua è la stagione degli amori. I Gibboni sono in calore. Afferrano Tiresia e ne fanno ciò che natura comanda. La previsione dell’Aruspice Tebano era esatta al millimetro. Questa sera si scopa!

Nel frattempo a Venezia, Otello, cerca di superare le tribolazioni sentimentali iscrivendosi a un Corso di Mimo. Ma dura poco. Dopo una sola lezione, viene allontanato dal Corso! Motivo? Perché parlava! il Moro non se ne capacita. Intanto nella vicina Verona si riempiono due piazze contrapposte. La Piazza Patriarcale, composta dalla classica famiglia borghese. Quella Antico Testamentaria tipica della Genesi. Vale a Dire, un marito, una moglie, due figli di sesso posiibilmente diverso, un animale domestico di piccola taglia, un tegolino, una Tata, possibilmente italiana, una balia, possibilmente con latte parzialmente scremato a lunga conservazione, la fede nella juventus, perché ci piace vi ncere facile, due case di proprietà, un automobile di grossa cilindrata e due amanti a loro insaputa. C’è poi la piazza delle Sigle Arcobaleno. Composta da Tutto il resto, più aspiranti poli-amoristi in fase sperimentale. Le due piazze si guardano a brutto muso. L’una invidia la stabilità dell’altra. L’altra invidia la promiscuità dell’una. Otello manifesta per conto suo. Proponendo all’uditorio la sua versione di “famiglia del futuro”. Dove ragionando per logiche neurobiochimiche nonché animico spirituali, per restare in salute, è necessario cambiare partner almeno tre volte l’ora. Praticando sesso sicuro avvolti da un impermeabile. Se nascono i figli si mette cinque euro a cranio per il mantenimento. Per accompagnarli a scuola si tira a sorte. Pagliuzza più corta te la pigli in culo! Ed è severamente vietato adottare bambini prima del compimento del loro quarantesimo anno di età. Dimodoché, se la famiglia adottiva, non gli garba, possono pure mandarla affanculo!
la Famiglia del Futuro! è già qui! Dove!?
a
Teatro Studio Uno
Otello non si sa che fa
dal 25 al 28 aprile, cioè settimana prossima
con la festa della “liberazione” famigliare
proposta da Claudia Salvatore & Giovan Bartolo Botta

Otello non si sa che fa
by Produzioni Nostrane – Ultras Teatro
“…Buona Pasqua Laika…”

Otello non si sa che fa il sequel 5

In Recensioni o rescissioni teatrali on aprile 20, 2019 at 5:00 PM

Otello non si sa che fa/ il sequel spoilerato 5
con l’abuso smodato di pillole capsule pastiglie e altra effervescenza
di Claudia Salvatore & Giovan Bartolo Botta
ci vediamo a Teatro Studio Uno
dal 25 al 28 aprile di quest’anno fottutamente peperino

Desdemona non è doma! La golosità la pervade. Unico caso al mondo dove l’addio al celibato è durato più del matrimonio. Fattacci da Guinnes dei primati. D’altronde i record sono fatti per essere superati. Surclassati. Desdemona percepisce la primavera in anticipo. Come una rondine in stato allucinatorio. Il suo salmone che nuota al contrario si chiama Cavaliere. Quello Livornese della piecè goldoniana “La Locandiera”. Un testone. Un cocciuto single. Un individuo scorbutico, a tratti misogino, sicuramente misantropo, che la gradevole ma attempata Mirandolina, non riesce a far innamorare. Il taccagno Marchese di Ripafratta e il gradasso Conte di Forlimpopoli sono convinti che Il bel Conte sia in realtà un promiscuo acciuffa sedani. Insomma un busone omofobo. Impanicato dalla propria stessa sessualità omoerotica. Desdemona non accetta la diagnosi. E scommette 500.000 milioni di euro con Mirandolina, che a lei le riuscirà di farlo capitolare. Ma Mirandolina è una semplice sguattera con le pezze alle calosce! Non possiede una cifra simile. Allora le due donne si accontentano di barattare una notte d’amore col bel Fabrizio. il biondissimo domestico della Locanda. Palestrato e maldestro. Cucina da schifo. Mette troppo sal nella minestra. Condisce il brodo di pollo con la sugna di porco. Netta l’uscio dei conigli d’allevamento senza prima lavarsi diligentemente le mani. è troppo poco aggressivo quando si tratta di riscuotere i crediti dai clienti. stende male il bucato. Però è onesto. Ed è un bel quarto di bue. Insomma fa sesso. Fa sugo. Stimola il gnocco alla bava. Desdemona comincia a dare adito al processo di seduzione! Trucco pesante stile “bambola assassina”, vestiti leggeri, quasi trasparenti, corpetto aderente, a tratti soffocante, sguardo languido tendente al satiro, tono di voce mugolare, quasi macuato. Niente da fare. il Cavaliere sembra fare orecchie da mercante. Mirandolina parte in quinta afferrandogli direttamente la patta tra il coltello e la forchetta. Nada. Il Cavaliere volta la testa altrove. Entrambe la amiche decidono di unire le forze. Entreranno insieme la notte sotto la doccia col bel graduato. Scocca l’ora dell’agguato seduttivo. Le pulzelle indossano infradito e due pezzi. Aprono la doccia a calci. Il Cavaliere è li, completamente nudo, davanti a loro, sotto un getto d’acqua ghiacciata, lingua in bocca insieme a Fabrizio. Un colpo basso. Un entrata da tergo. Marchese e Conte fanno capolino già completamente insaponati. Un albergo di totale vita gaia. Mirandolina, scioccata, entrerà in convento. la dolce desdemona si prenderà un attimo di respiro andando in vacanza. A Berlino E.s.t. La dove quasi tutto è possibile.

Iago. Un marito modello. Sposato con Emilia da tanto tempo. Troppo. Padre esemplare di due figli maschi. Tamerlano e Doroteo. Il sesso tra Iago e la moglie si è ormai ridotto ad un atto meramente meccanico. Una penetrazione rapida la notte del 25 dicembre. Quando il buon Gesù viene alla luce dentro una mangiatoia. Niente baci con la lingua. Preliminari messi al bando. La monta avviene coi vestiti addosso. Nella posizione del marchio “Robe di Kappa”. Sia Iago che Emila sono fedifraghi. All’insaputa l’uno dell’altro. Cercano altrove ciò che latita nel loro ovile. Emilia ha da tempo una tresca con Aldo Montano. Lo spadaccino strabico ufficiale che presta servizio alla corte del Doge. Iago al contrario è esibizionista. Adora aprirsi l’impermeabile e mostrare il pistolotto in erezione davanti a vittime attonite. Le sue prede preferite sono Alberi secolari e Motociclette di grossa cilindrata. Il rischio è notevole. L’eccitazione è travolgente. Più volte le guradie l’hanno sorpreso nell’atto osceno in luogo pubblico. MA dietro adeguata mazzetta, hanno sempre preferito chiudere un occhio. Anche due! Nato con la camicia. Anche il buon Roderigo sembra essere nato con la camicia. A lui piace strusciare il membro sui sedili della Metropolitana. All’ora di punta ovviamente. Quando i vagoni sono stracolmi di gente che pascola senza un perché. E un percome! Una volta sopraggiunta la polluzione il buon uomo viene pervaso da un forte senso di vergogna. Al quale prova a porre freno recitando a memoria Padre Nostro e Ave Maria. Nato con due camicie. Dio perdona. Lui non si perdona! Entrambi gli amici pensano bene di entrare in terapia. Necessitan di un’appurata diagnosi. Vogliono liberarsi dalla loro dipendenza erotomaniacale. Optano per una terapia analitica di stampo feudiano. Quelle che durano una vita intera. Dove ti bruci l’intero capitale! E poi ti sapri un colpo di rivoltella in bocca! Tutto scorre. Come il piscio nel cervello di un calciatore! Intano Otello, per superare il trauma d’abbandono primordiale, comincia ad intrattenere rapporti sessuali promiscui con i Ferri da Stiro. Ovviamente tutto quanto consumato ansiosamente. E senza l’uso del profilattico…

Otello non si sa che fa
Produzioni Nostrane – Ultras Teatro

“…Super eroi contro la municipale…”

Otello non si sa che fa il sequel 4

In Recensioni o rescissioni teatrali on aprile 19, 2019 at 5:16 PM

Otello non si sa che fa/ il sequel spoilerato 4
al Teatro Studio Uno dal 25 al 28 aprile

Ottenuto il divorzio dal marito, la bella Desdemona necessita di stimoli. Piccoli Brividi. Alla venedì con Zio Tibia, tanto per intenderci. il primo amante fiorentino Michele Cassio logorava le gonadi con la ripetitiva filmografia di Pieraccioni. Roba da far prudere le mani dalla rabbia! Inoltre si sentiva stimolato sotto le lenzuaola solo quando la tv trasmetteva le prodezze balistiche dell’ex bomber viola Gabriel Omar Batistuta. Cioè mai. Una vera tortura sentimentale. Scaricato il gigliato, è arrivato il momento del principe Amleto. Il nobile. Amore a prima vista. Anzi. Seconda. Amleto invita la giovine fidanzata ad un ricevimento a Casa Savoia. Roba da inforcare la carabina. Desdemona è da sempre una fervente anti monarchica! Durante il party, pallidi individui dalla erre moscia le sfiniscono i padiglioni auricolari blaterando sul nulla. Vestiti firmati, auto di grossa cilindrata, piscine scavate nel Marmo di Carrara. una tritata di coglioni infinita. Desdemona assume presto le sembianze della bombarola. E sfancula Amleto con un biglietto di sola andata per il paese dei balocchi. Mac Beth è appena arrivato in città. Brillante Studente scozzese fuorisede. Sogna la Rivoluzione. Ma in realtà è manipolato dalla moglie, Lady Macbeth. Una teatrante cagna. Senza arte ne parte. Pronta a sacrificare il marito sull’altare di X-Factor. Capita l’antifona Desdemona decide di darsi alla macchia. Ora, tra le calla venete, Riccardo Terzo passeggia, in cerca dell’amore vero. Quello definitivo. L’amore tipico del ciclo bretone. nonché carolingio. Riccardo è l’uomo giusto. al momento giusto. D’altrone la sua sinossi curricolare parla chiaro. Nato a Londra cinque secoli fa. Più di cinquecento anni. Portati da Dio! Una lieve pretuberanza nella porzione adeguata del corpo. Simpatizzante del Millwall. La squadra più violenta del mondo. Tolti gli squadroni della morte di Videla. Riccardo, deve scontare in patria una pena capitale! il motivo? ha sterminato l’intera famiglia. Parenti vicini e lontani! piante, fiori e animali domestici compresi! il suo indirizzo di residenza si chiama “Torre di Londra”. il primo incontro avviene in un Irish Pub del centro storico cittadino. La chimica ferormonica è vivida. Riccardo parla un ottimo inglese del quarto secolo dopo cristo. Desdemona risponde in strettissimo dialetto veneziano. Roba da Commedia dell’Arte. Asciugate circa trenta pinte di Guinness a testa, i due baldi innamorati si precipitano a letto. In un Motel di risma infima. Tanto per rendere più eccitante l’amplesso. Ma qui l’alchimia crolla. Riccardo si denuda evidenziando una preoccupante escrescenza purulenta sul lato destro dell’anchilosatura. la bolla acneica è ricoperta di mercuriocromo. Inoltre un osteopata craniosacralista gallese fa capolino da tergo trattando il cliente h24. Una situazione a dir poco imbarazzante. il terapeuta ortostatico sorride mentre Desdemona è colta da un conato di vomito. La ragazza si riveste di gran carriera e molla gli ormeggi salendo sulla prima gondola che passa. Riccardo, claudicante, pazzo d’amore, la insegue claudicante scivolando disgraziatamente su una merda di turista australiano. il bubbone putrescente batte a terra deflagrandosi in un oceano di pus. Sangue e Pus sull’intero Canal Grande. L’amore a sto giro necessita di bende. Bende e garze. Bende Garze e Lasonil.

Otello. Soffre. Piange. Beve a stomaco vuoto. Rasenta l’anoressia. Si adopre in circa settanta sette pasti al giorno. Solo fritti. Frigge anche il caffè. Poi al crepuscolo, disperato, si infila un ferro da calza in gola e vomita. Il ricordo della sua prima ed unica moglie lo consuma. Nel corpo e nell’anima. Ha provato a fequentare altre donne. Promettendo mari e monti. Più mari che monti. Ma le storie terminavano per lo più bruscamente. Con una valente dose di violenza domestica. Durante una delle tante avventure notturne, una ragazza conosciuta in bocciofila, lo minaccia infilandogli un Pit Bull nel piatto della minestra. Il Moro, dopo un primo attacco d’ansia, risponde a tono, scagliandole addosso una cesta di porcellini d’india. Tutti emofiliaci. L’amore di Otello procede sempre di più nel verso della bussola patologica. Il guerriero vaga tra le contrade in cerca di una diagnosi certa. Se la passione latita ammiccando al farmaco, la carriera canora, al contrario, procede a gonfie vele. Otello, ha da poco fondato i suo personale gruppo musicale. I ThePubblicisti. Il primo singolo, “Felicità Bagascia”, è già in vetta alle classifiche musicali nazionali ed estere. In Radio il pezzo passa a loop. Potete scaricarlo tramite internet. Oppure potete acquistare il cd direttamente a Teatro. Quando?
al Teatro Studio Uno.
Dal 25 al 28 aprile.

Otello non si sa che fa
con le cartelle cliniche di Claudia Salvatore
& Giovan Bartolo Botta
dal 25 al 28 aprile
Teatro Studio Uno, TorPigna Style
Roma Est / Produzioni Nostrane – Ultras Teatro

Otello no si sa che fa
“…Il congedo da ogni equilibrio…”

Otello non si sa che fa il sequel 3

In Recensioni o rescissioni teatrali on aprile 18, 2019 at 1:54 PM

Otello non si sa che fa/ il sequel spoilerato 3
a Teatro Studio Uno dal 25 aprile al 28 aprile

Mac Beth. Giovane. Aitante. Scozzese. Idealista. Non come Hegel, ma poco ci manca. Mangiapreti. Anarchico. Insurrezionalista. Tifoso sfegatato del Partick Tirstle, la compagine calcistica laica della città di Glasgow. Per lui la glorisa “OlD Firm” è merda allo stato puro. Detesta Cattolici Indipendentisti e Protestanti Unionisti. Sogna un mondo libero, liberato dai conflitti bellici, dalla fame nel mondo, dall’arsura, dall’inquinamento atmosferico. Progetta di tappare il buco dell’ozono con un tappo di sughero. Fantastica di macchine che funzionano a chinotto “Neri”. Bofonchia di sconfiggere malattie mortali quali “adenoidi” e “emorroidi esterne”, obbligando nascituri feti a sciropparsi la modica quantità di 5000 vaccini al minuto. Totalmente assunti tramite setto nasale. Mac Beth custodisce il tipico cervello del progressista. Di chi ci vede oltre. Di chi ci “piscia lungo”. Mac Beth teorizza le unioni civili del futuro. Possibilità di matrimoni misti. e poli-misturati. Uomini con animali. Animali con mazze da baseball. Piante Grasse con Tosaerba. Extraterrestri con insetti. Cibo Crudo con Cadaveri. Insomma, Mac Beth rappresenta la speranza, il cambiamento, la lotta alla corruzione dell’animo umano. Mac Beth è un uomo. Un uomo vero! Per Dio! la giovane Desdemona, ancora nel fiorire delle sue più radiose speranze, se ne innamora già solo in foto. I due si beccano per un apericena, in Zona Cà Foscari. Il Quartiere Universitario. E Qui, al primo Gin Tonic, cala la maschera. Mac Beth si manifesta ambizioso. Ambiziosissimo. Cinico quanto un democristiano vecchio stampo. Mento completamente sporco di merda, a furia di leccare buchi di culo. Mac Beth risulta iscritto ( e candidato) coi partiti politici dell’intero emiciclo parlamentare. Completamente soggiogato, manipolato dalla moglie. Ledy Mac Beth. Una vampira energetica, con tendenze alla stalkerizzazione, pronta ad uccidere la propria anima per una comparsata in Televisione. L’obiettivo di Lady Mac Beth è chiaro. Spingere il marito sullo scranno elevato del Parlamento. Per poi avere la pacca sulla spalla. La raccomandazione. L’accesso all’ennesima edizione del Grande Fratello. e si, perché Lady Mac Beth, possiede velleità artistiche. Vuole fare l’attrice. E si serve delle conoscenze del marito per battere in avanscoperta. Desdemona al contrario, si serve del primo taxi che passa, per battere in ritirata. L’amore, quando cadono le maschere, è di un male insopportabile. Intanto a Venezia è appena arrivato il giovane palestrato Riccardo Terzo. Un grillino…

e mentre Romeo & Giulietta, giunti al terzo minuto di matrimonio, cominciano a prendersi a pizze in faccia, Otello, prova a superare il dramma dell’abbandono coniugale nei modi più fantasiosi possibili. Fa cose che non ha mai fatto in vita sua. Per esempio si mette ad ascoltare ossessivamente, nonché compulsivamente, l’intero repertorio del parode Michele Zarrillo. Ma non basta! il dolore della ferita primordiale è troppo cocente. Ascoltare passivamente non basta! la consolazine arriva afferrando “il toro per le corna”. Otello decide di prendere “lezioni di canto” dai migliori interpreti neomelodici napoletani in circolazione. Le delusioni d’amore si superano studiando da Crooner. E dunque ci tocca vedere il Moro duettare in compagnia di artisti pungenti quali Peppino detto ” o spezzacatene” piuttosto che Giggino detto “il pugnetta”. Veri e proprii divi canori della piazza di Secondigliano. Il repertorio è quello melenso dell’amore romantico. “Tu sii a vita mia” , ” Sinzi ii’te nun ia fagghio chiù” , “Turna cu mii Rosellì”, “io e te simmo na cosa sola”. E altre puttanate del genere. Cazzate! Cazzate d’amore! Parole scontate e scadute di significato dai tempi dell’Antico Testamento!
Ma occhio, perché a Venezia, è appena arrivata la procace “Bisbetica Domata”…Per motivi di Erasmus…

Otello non si sa che fa
dal 25 al 28 aprile al Teatro Studio Uno
una performance farmacologica
di Claudia Salvatore & Giovan Bartolo Botta
targata Produzioni Nostrane – Ultras Teatro
special guest : Nessuno
ospiti : Nessuno
video • Benedetta Sanna

Otello non si sa che fa
“…Ripensare L’Infedeltà…”

otello non si sa che fa il sequel 2

In Recensioni o rescissioni teatrali on aprile 17, 2019 at 5:14 PM

Otello non si sa che fa/ il sequel
a Teatro Studio Uno dal 25 al 28 aprile
spoilerazione numero due

Desdemona si è lasciata alle spalle il suo pessimo matrimonio messo su alla “carlona”, in tutta fretta e furia, secondo l’antico rito massonico di stampo templare. Uno sposalizio record. Alla cieca. Senza nemmeno conoscersi. Una unione al buio. Dove incredibilmente gli anelli di ghisa riuscivano a stento a circondare il dito medio. Un matrimonio votato al risparmio. Con la torta nuziale ridotta a pane raffermo e sottiletta. Le solite baggianate d’eternità solenne bofonchiate in Chiesa davanti a un sacerdote visibilmente ubriaco. Parenti ovunque pronti a ficcanasare sino al buco del culo. Una luna di miele irridente, consumata bendati sul picco elevato del Monte K2, lato Tibet, davanti a una nutrita mandria di Lama Sputacchioni pronti a pagare qualsiasi cifra pur di origliare i mugugni lascivi della coppia novella. Poi il ritorno in quel di Rialto. E la decisione comune di prendere strade separate. il cuore della bella Desdemona batte per Michele Cassio. Il cuore del bel tenebroso Michele Cassio batte solo e unicamente per la Fiorentina. E per i capolavori cinematografici di Pieraccioni. Cassio, il bischero. Obbliga la sua nuova fiamma a sottoscrivere l’abbonamento in Curva Fiesole. E poi ci sono le trasferte, la Coppa Italia, l’Europa League, le amichevoli, il ritiro estivo, la preparazione invernale, gli allenamenti settimanali. Insomma una mattonata sui coglioni. Desdemona detesta il calcio. Preferisce sport più nobili quali il Catch Giapponese o la pesca subacquea a mani glassate. La coppia deflagra. Un giovanissimo studente Danese è destinato a fare breccia nel costato della dolce Desdemona. Il suo nome è Amleto. Studia per diventare principe. Tiratura nobile. Sangue Blu. Stirpe reale. Bancomat pronto a frusciare. I loro sguardi si incrociano ad una seduta di tavola Ouja. Ad Amleto piace dilettarsi con l’ultraterreno. Sente le voci. Percepisce la presenze. Dice di conversare ogni notte col fantasma del Padre. un Padre invadente che si chiamava anche lui Amleto. Deceduto in circostanze misteriose. Le indagini d’allora portarono ad un responso assai balordo. Overdose da metamfetamina arrivata come finale di un “gioco erotico” scivolato nella disgrazia. Come per il David Carradine di Kill Bill. Amleto è il classico vampiro energetico. Si attacca alla sua nuova ragazza e gli riversa in dieci minuti le paranoie personali arrerate presenti e future. La fanciulla traballa, passeggia in stato di evidente confusione. La logorrea di Amleto sarebbe caace di stordire un intero arsenale militare nucleare. il regal Danese favella senza prendere pause. Non conosce debito d’ossigeno. è una furia cieca! parla sempre senza sosta a qualunque ora del giorno. E della notte! la situazione è insostenibile. Alla graziosa Desdemona non resta che darsi alla macchia. E alla svelta. Anche perché il bellissimo e ambiziosissimo Mac Beth è appena arrivato in città…

Nel frattempo Otello continua a pascolare nel suo stato emotivo alterato. Perennemente psicotico. Racconta barzellette sconce. illumina gli amici con freddure sempre più ciniche. I medici parlano di stadio iniziale della sifilide. Contratta quasi sicoramente nel lordume di qualche bagno pubblico. Otello, a differenza della ex consorte, non ha accettato l’idea dell’abbanodono. Dentro di lui non si è palesata nessuna elaborazione del lutto. Anzi, ha cominciato a fabbricare, con la sua ditta appaltatrice, sempre più tetti coniugali, per infilarci dentro della professioniste della terapia funzionale, al fine di rimuginare e rivivere l’esperienza traumatica del calcio in culo! Otello si fa prescrivere farmaci. miscele potentissime di sostanze eccitanti di cui poi abusa durante i concerti live dei TheGiornalisti. La sua nuova peccaminosa sfrenata passione musicale. l’ex guerriero guerrafondaio ha tutti gli Album. Conosce i testi delle canzoni a memeoria. Talmente a memoria che il frontman del gruppo, favorevolmente impressionato da cotanta devozione, gli chiede di entrare nell’entourage. il Moro, Non se lo fa ripetere due volte. Da quando si è separato dalla moglie ha scritto tipo un 150.000 testi alla baci perugina stile “Gigi D’Alessio” pronti ad essere sacrificati sul mercato. L’Amore è la legge della giungla. La defenestrazione sentimentale continua…
Otello Non si sa che fa/ il sequel
dal 25 Aprile al 28 Aprile
al Teatro Studio Uno/ Torpignattara
con Claudia Salvatore & Giovan Bartolo Botta

by Produzioni Nostrane – Ultras Teatro

Otello non si sa che fa
“…I Ragazzi di Via Panisperna, non c’entrano un cazzo…”

Otello non si sa che fa il sequel

In Recensioni o rescissioni teatrali on aprile 16, 2019 at 5:19 PM

Otello non si sa che fa / il sequel spoilerato
al Teatro Studio Uno dal 25 aprile al 28 aprile 2019
ore pasti serali

Otello e Desdemona convogliano a giuste nozze. Perché così vuole la tradizione. Otello si sposa perché si è rotto i coglioni di sperperare lo stipendio di guerra nei peggiori Bordelli di Mestre, Cipro, Cappadocia e Dintorni. Conosce Desdemona al Poligono di Tiro. La fanciulla possiede un ottima mira. Con una sola pallottola di stoppa riesce ad annichilire cinquecento cinghiali muschiati. Al primo giro di cuba Libre scatta la promessa di sposarsi in chiesa. Col rito sacro della Mafia Russa. Che consiste nel giurarsi amore eterno davanti al busto denudato di Vladimir Putin. Amore eterno, non tradirsi mai. Cazzata! La boria matrimoniale scatta già dopo l’ingiunzione degli anelli. Come a dire che ovunque ti giri, l’unica via d’uscita è il rifugio nella pazzia. La coppia scoppia. Il divorzio scatta al primo giro di valzer. In campo vengono scomodati i peggio azzeccagarbugli della gloriosa Repubblica Marinara. Da Cesare Previti a Giulia Buongiorno (già avvocato difensore del divo Giulio Andreotti) transitando per l’avvocato maldestro della famiglia Simpson. Pochi secondi per elaborare il “lutto della separazione”. le emozioni si tramutano in tornado. In tempesta di Cervelli. Desdemona si unisce a Michele Cassio. Sua passione giovanile dai tempi delle elementari. Uno zamatauro fiorentino appassionato del Cinema di Pieraccioni. Tifosissimo della Fiorentina. Un passato in Curva Fiesole. Per lui venti D.A.S.P.O e trenta Diffide! il novello rapporto sentimentale di Desdemona procede spedito. Per triangolazioni. Durante l’amplesso Cassio la obbliga a visionare Vhs con le maggiori prodezze balistiche di Gabriel Omar Batistuta in tenuta viola. La fiorentina e Pieraccioni diventano l’unico argomento di discussione della coppia. Desdemona comincia a guardarsi intorno…uhm…non male questo Amleto, aitante studentello danese fuorisede..Nel frattempo Romeo e Giulietta si sono appena mandati affanculo. Ma questa è un altra storia. Otello, devastato dal dolore dovuto ad abbandono e separazione, ricomincia col viziaccio malsano del massaggio cinese. Con Happy Ending. I soldi guadagnati a servizio del Doge vengono sputtanati totalmente in bagasce. Cercando inconsciamente la morte, e scordandosi di essere ipocondriaco, il Moro, comincia ad intrattenersi in relazioni sessuali promiscue senza protezione in lattice. Le ferite da Amore Romantico riescono anche nel miracolo di trasformare un cuore calmo, in un pericoloso Narcisista Perverso dalla condotta violenta. Entrano in campo i servizi sociali che impongono a Otello una vita sessuale più morigerata, ma ormai è troppo tardi. Gli esami non finiscono mai. Esami del sangue compresi. Nel frattempo Iago e Roderigo si scoprono entrambi innamorati l’uno dell’altro. Prima di pomiciare si precipitano in quel di Ponte Milvio a inforcare l’enniesimo lucchetto! Il più pesante. La goccia che fa traboccare il vaso. Il ponte crolla trascinando con se un numero imprecisato di coppie in effusione. Tutti taxsisti! E in mezzo a tutto questo ciarpame, si aggiunga pure che i vicepremier Di Maio e Salvini, hanno appena scorreggiato. Rivoluzione!

venite a Teatro Studio Uno
Giovan Bartolo Botta & Claudia Salvatore
in Otello non si sa che fa, il sequel
by Produzioni Nostrane – Ultras Teatro

Smettere col Telefono

In polverie o poesie, Uncategorized on aprile 15, 2019 at 5:47 PM

Col telefono

faccio le telefonate

solo le telefonate

anzi, ora

manco più quelle

ho un pessimo

rapporto col telefono

quando ero piccolo

un telefono

ha provato

a violentarmi

tentando di violarmi

il culo

con una cornetta

del telefono

era un telefono azzurro

azzurro per due

è successo

nella camera mortuaria

di un Ospedale Psichiatrico

io ero li

per rubare il portafoglio

ai morti

e ai parenti dei morti

me lo ricordo

come se fosse

adesso, avevo

65 giorni, portavo i capelli

lunghi tipo 65 kilometri

pesavo 65 kili

ero alto un metro

e 65 centimetri

avevo 65 orecchini

sul lobo sinistro

65 orecchini

sul lobo destro

65 orecchini

all’ombelico

65 orecchini all’uccello

65 piercing

al labbro superiore

65 piercing

al labbro inferiore

65 tatuaggi a tema tribale

sui denti

e altri 65 tatuaggi a tema

donne e motori

tutti sotto

l’ascella sinistra

quella del demonio

giravo pure

con 65.000 euro

nelle tasche, così

per sbrigare le spese correnti

avevo 65 case di proprietà

che affittavo a 65 immigrati filippini

tutti leghisti

65 cingolati

regolarmente registrati

all’ufficio del catasto

65 maggiordomi over 65

di carnagione itterica

e un parco macchine

composto da 65 sfighe

di cinquecento gialla

Comunque troppo tempo

passato al telefono

equivale ad una

relazione abusante

ad un tentativo

di stupro, sopruso

gabbia emotiva

grande fratello orwelliano

e altra roba simile

senza contare

i rischi di blastoma

al cervello, anche

gli auricolari mi fanno

schifo al cazzo

alienazione pura

io non so

come cazzo facesse

Luciano Moggi

ai tempi di Calcipoli

a fare oltre

400 telefonate

al giorno, roba da

ricovero alla neurodeliri

il telefono

è peggio di una moglie

astemia, un marito geloso,

una fidanzata impicciona,

un labrador pedofilo, un neonato manesco

un pappagallo muto

o un parente

logorroico

amici, se proprio

volete farmi un regalo

niente telefono

regalatemi piuttosto

un biglietto

per un concerto

della Dark Polo Gang

meglio ancora dei TheGiornalisti

ma niente telefono,

o vi tolgo l’amicizia su facebook

il telefono

interrompe il flusso

dei miei pensieri

io vivo solo

dentro la mia testa

dunque lo squillo

mi uccide come

e peggio dell’amore

a lungo termine

così, per ovviare al problema

ho assunto Maia

la mia gatta come

segretaria con un

contratto a tempo

indeterminato

tanto per evitare noie

coi sindacati, le verso

i contributi, ferie pagate

tredicesima e quattordicesima

in alternativa

se avete bisogno di me

potete contattare la dottoressa

Dafne Taccini

mia psichiatra di fiducia

o il reverendo Gedeone Pulgar

mio personale esorcista magiaro

dai tempi degli Scout

odio il telefono

adoro invece le cabine telefoniche

quelle che

puzzano di piscio

vandalizzate da giovani rapper

con bombolette spary al peperoncino

piene di preservativi usati

siringhe, scimitarre, bottiglie rotte

cadaveri di figli adottivi

e tessere sanitarie

scadute

anni fa

dentro una

di queste cabine

mezze scassate

persi la verginità

con un esemplare

femmina

di vigile urbano

ma questa

è un’altra

storia

dal pessimo

finale…

Quasi un Diario

In polverie o poesie on aprile 11, 2019 at 6:13 PM

Ho solo sei mesi

sei mesi di vita

ma già me ne vorrei

andare, andare via

scomparire, sparire

dissolvermi, eclissarmi

Ho fiutato l’affare

un pessimo affare

Mi guardo indietro

mi vedo imprigionato

in una carcassa di madre

detenuto in attesa di giudizio

l’utero è freddo, scomodo

non riesco a dormire

quella ragazza pensa

pensa troppo, mangia poco

il suo ventre è una sogliola

la sua fica un vicolo cieco

li dentro si soffoca

li dentro non si respira

voglio uscire, calci, pugni, sputi, sberle

Ci sono, ho il battito cardiaco

tipico del sopravissuto

Amore mio, sono penetrato

dentro di te con la forza

e con la forza sono evaso

ma ora, ho bisogno della tua pelle

del bacio della buona notte

troppo silenzio m’uccide

Tu sei come un luogo isolato

un posto sperduto

Te la cavi a buon mercato

la prima notte m’ami

la seconda mi schifi

la terza notte mi cacci

Pensi solo a far godere gli uomini

e cos’è questo posto?

Chi cazzo è questa gente?

Voglio tornare da te

mi manca la tua indifferenza

voglio prendere sonno

tra le tue braccia

accogliere in bocca

il tuo sapore di alcool

Qui ci sono altri ectoplasmi come me,

frignano, fanno baccano

divorano capezzoli di latte

le loro voci

mi irritano, sembrano

tanti insulsi piccoli anoressici sorci

sogno di calpestarli

schiacciarli sotto le scarpe,

Questo cesso di posto

è una fottuta trappola

Puttana, dove cazzo m’hai messo!?

Torna qui, vienimi a prendere!!!

fanno il mio nome, vengo

spostato tipo pacco postale

fuga su cauzione

ora sono qui, tra

sconosciuti, in questa gattabuia

a guadagnarmi la vita

per buona condotta

Questi tizi pregano

puzzano e vegetano

odorano di vomito

vomito e sborra

A me manca il tuo odore

mi manca la tua assenza

riportami a casa ti prego

che cazzo ci faccio qui?

Il dito sul naso

significa “zitto”

frutto di preservativo bucato

“zitto”, aborto mancato “zitto”

ci sono tizi

che mi tengono ferma la testa

e si incazzano

se sputo il catrame

delle loro virilità

mi sento come

contaminato, infettato nel sangue

amore mio, riportami a casa

questi mamma e papà

gridano menano invecchiano presto

lui investe il piccolo Pluto

sotto la macchina

afferra il mio odio

mi disinnesca le lacrime

si busca i miei pugni

sventole deboli

che gli fanno il solletico

Strangolo Pluto

per non farlo soffrire

voglio che muoia

voglio morire con lui

Cristo! questa fitta fa male!

ora ti lascio amore, ci sono

cento mani di zombie

che mi lavano il sesso

mi manchi, vienimi a prendere

portami con te, lontano da qui

non posso, non voglio

amare niente e nessuno

lasciami ridere a crepapelle

delle mie pallottole al cuore

l’amore dei libri m’annoia

e ti tradirò amore

lo farò per primo

prima che tu

lo faccia con me

perché così m’hai insegnato

perché altrimenti

l’anima mia sarebbe spacciata

e questa è la mia giostra

su cui ti è vietato salire

sono i tagli alle mani

che non

puoi curare

e questi pompini

svuotati di senso

li devo fare

per forza

e ti devo tradire

e mi devo tradire

ma per sopravvivere

solo per

sopravvivere…

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