Giorni fa Facebook
mi tira fuori una foto
una foto di datata, datatissima
del tipo che c’era ancora Monti al governo
una foto insignificante
piena di sorrisi sforzati
e gente che si finge divertita
eravamo tra sconosciuti al Pub
a blaterare sul nulla
Caro Giovan Bartolo,
“i tuoi ricordi per noi sono importanti”,
mi dice FaceBook con fare servile da leccapiedi
cazzo, quante cerimonie!
usa la parola “Caro”
come se fossimo culo e camicia
come se fossimo amici per la pelle
come se fossimo fratelli di sangue
come se avessimo fatto kamasutra sotto la doccia
come se sapesse tutto lui
come se mi conoscesse
come se i suoi algoritmi del cazzo
potessero catturarmi i sentimenti
o sezionarmi i ricordi che contano
ma vaffanculo va!!!
ebbene me la ricordo sta foto
fatte un paio d’eccezioni
le persone della foto
le conoscevo appena
e comunque nessuno e dico nessuno
di quei tizi fa più parte della mia vita
via spariti eclissati scomparsi sciò!!!
Tutti Fuori dai Coglioni a tempo zero!!!
Con una ciò skazzato di brutto
era un ex fidanzata, di quelle storie
dove passi intere giornate
a ravanare le lingue e a rifocillarti
di promesse post-orgasmiche
e poi finita la storia
manco più ti saluti
poi Cristo Santo…
c’erano due tizi, un lui e una lei
erano una coppia, ma parlava solo lui
lei sorrideva, lui pontificava
parlava continuamente di figli
e figli di qua e figli di la
e figli di su e figli di giù
ci stavano provando a figliare tipo conigli
ne volevano una caterva
volevano mettere su
una squadra di calcio di figli
con titolari e riserve
forse per farci poi sul le plusvalenze
più che aspiranti genitori
erano aspirati procuratori
lui era contro le unioni gay
appena sentiva la parola “omosessuale”
gli prudevano le mani
“è contro natura” bofonchaiva
“è uno sgarbo a Dio” ringhiava
alzava le voce il viso gli diventava paonazzo
temevo che tra una patatina e una nocciolina
gli partisse un embolo
la sua ragazza annuiva ebete
non ha detto una parola
non ha consumato nulla
sorrideva, sorrideva e basta
tipo decalcomania
chissà che cazzo c’aveva da sorridere
lui sparava a “raffica” contro i finocchi
Cristo Santo, ho pensato
che qualcuno lo zittisca per Dio
infilategli un cetriolo in gola
uccidetelo sprangatelo sparategli fate qualcosa
qualunque cosa ma fatelo stare zitto
tirava mine assurde
pipponi micidiali
non faceva pause
non prendeva fiato
parlava a macchinetta
esco a fumare e poi cambio tavolo
durante la serata scendo al cesso per pisciare
voglio fare posto al “bicchiere della staffa”
mentre mi sgrullo il manico dell’amore
nei bagni ce lui
il logorroico omofobico
è inginocchiato non parla più
ha la bocca occupata
un tizio gli sta lacerando
il pomo d’Adamo a colpi di nerchia
il ritmo dello stantuffo
ricordava una partitura per Ottavino
non fu sprecata una goccia
niente fu lasciato al caso
per essere un aspirante padre
era un gran golosone
mi faccio una sigaretta e poi torno al tavolo
e c’è lui che ha ricominciato
a parlare di figli
o forse stava già
pensando ai nipoti chissà…
fatto sta che per FaceBook
detto il “razziatore del tempo”
i miei ricordi sono importanti
perfetto ottimo bravo bis sette più
anche perché io invece dei Ricordi
di FaceBook me ne stra sbatto i coglioni
nessuna senzazione di Swing
il piacere è tutto suo
il piacere Non è reciproco
il favore nemmeno
Amen