Giovan Bartolo Botta

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Icona Pop (2013)

In polverie o poesie on luglio 30, 2019 at 2:00 PM

Distruggerò

ciò che creo

Dio Mio, è la mia

Regola Benedettina

la mia legge infranta

è il suono inconfondibile

della mia musica

schiantarsi fare macello

rovistare tra le tue scatole

le tue scatole piene di scarpe

baciarti così tanto

che mi puzza l’alito

dei tuoi lavori forzati

le tue premure le tue attenzioni

non m’hanno lasciato scampo

a parte il suicidio

Perché m’hai sedotto?

Che cazzo ti ho fatto?

Perché m’hai ucciso

lasciandomi in vita?

Che cazzo ti ho fatto?

Distruggerò

ciò che creo

che cazzo me ne faccio

di tutte le mie ore minuti secondi

pranzi cene merende e digiuni forzati

di tutti quei conti alla rovescia

solo per mentire supplicare

rotolarsi struggersi

provare libidini fatte di lacrime?

Distruggerò

ciò che creo

come in quel cartone animato

dove il facchino s’incula

il tigrotto e che poi il bambino

li uccide con l’ascia

e il tigrotto gli chiede perché

e il bambino risponde

sono fatto così è la mia natura

sono solo un bambino una merda volubile

sono fatto così non voglio cambiare

sono un solitario tassello

che vive e respira dentro il suo coma

il suo coma vigile il suo coma profondo

Distruggerò

ciò che creo

infetterò tutto ciò che in me

ancora respira

l’amore non fa più tendenza

l’amore è una farsa

e io sono stato

o sono solo sembrato

il tuo pagliaccio

passato di moda

L’Amore ai tempi del Colera

In Regina Bianca on luglio 30, 2019 at 1:00 PM

 

(from the Album “Regina Bianca”)
E poi

e poi magari

domani ci baciamo

e pure dopodomani

e dopodomani l’altro

e chissà quanti baci

ancora ci daremo

innamorati raminghi

con le nostre lucidità

mandate al massacro

e magari ci baciamo per sempre

come ragazzi interrotti

tu sei la mia ragazza interrotta

io sono il tuo ragazzo interrotto

e ci interrompiamo a vicenda

ficcandoci la lingua in bocca

affogando in una carneficina di baci

e stiamo zitti ad assecondare

il nostro comune desiderio di sporco

e con le mani libere

ci stropicciamo i capelli

e ci prendiamo in piedi

coi vestiti ancora addosso

e solo i sessi nudi a volteggiare

in una ecatombe di vento

e ci baciamo al telefono

e ci baciamo per messaggio

e ci baciamo per lettera

e ci baciamo tramite piccione viaggiatore

e ci baciamo per messaggio nella bottiglia

e ci baciamo e basta!

Così avevo pensato

quella notte, dandoti

quel bacio, che mai avrei pensato

fosse l’ultimo

che se avessi saputo

fosse l’ultimo

me la sarei presa comoda

e l’avrei fatto durare nove miliardi di secoli

e sarebbe stato un kamasutra selvaggio di lingua

mescolato ad un delicato cadenzare di labbra

e magari con quel bacio

ci avrei cambiato il corso della storia

e sarei diventato il tuo eroe

e tu in premio mi avresti dato ancora più baci

e mi avresti chiesto

di essere tuo

soltanto tuo

e di fare l’amore solo con te

e saremo stati felici

come in un primo giorno da sposi

perché con quel bacio

avrei fatto cadere gli imperi

romani greci cartaginesi e persiani

in cinque minuti, cinque fottuti minuti

e L’America l’avremmo scoperta io e te

che forse gli Aztechi

sarebbero ancora in circolazione

e non ci sarebbe stata

nessuna Crociata

e Greci e Troiani

sarebbero amici

e i nazisti

li avremmo soffocati da piccoli

e i fascisti li avremmo soffocati

quando erano ancora

degli spermatozoi nella sacca scrotale paterna

e non ci sarebbe stata

nessuna guerra mondiale

ma solo e soltanto

una pomiciata mondiale

e l’avei fatto durare

tutta una vita

quell’ultimo bacio

e ti avrei baciato ancora un po

pure da deceduto

perché per me il bacio è sacro

come una complicità d’amore giurata

e perché ti amo

come ci si ama solo

e soltanto

ai tempi del colera

Annuncio di Lavoro

In polverie o poesie on luglio 29, 2019 at 4:35 PM

Poeta Brasiliano Ipocondriaco

ossessivo compulsivo

con forti tratti dissociativi e somatoformi

distinta personalita borderline

tre volte rapito dagli Alieni

Diploma magistrale

Attestato di Recitazione

esegue a domicilio e/o in ambulatorio

trattamento cranio-sacrale

riflessologia plantare

linfodrenaggio manuale

osteopatia chiropratica messicana

visite Cardiologiche Ortopediche

Dermatologiche Nurologiche

Oculistiche Geriatriche Urologiche

Gastroenterologia Oculistica

Chirurgia Ortodontica Neurochirurgia

Consulenze Ginecologiche

Andrologia sussurrata Chirurgia Generale

Massaggio Prostatico

(con e senza guanto)

(con e senza unguento sterilizzante)

Elettrocardiogrammi

Ecocardiogrammi

Ecodoppler Holter pressorio

Holter ecg 24 ore Medicazioni

Punti di Sutura Applicazioni Cateteri

Tomografia Assiale Risonanza Magnetica

Fisioterapia Radiografie Esami di Laboratorio

Consulenza Omeopatica Cerotto con e senza sputo

Consulenza Fitoterapica Fiori di Bach Garza con colla e lasonil

Kinesiologia Applicata Vega Test Tetha Healing

Tarocchi Quadro Astrale Psicologia di Coppia

Consulenza Psichiatrica

Pronto Soccorso Veterinario

Pronto Intervento Vigili del Fuoco

Deratizzazione Sfratto Blatte Sfratto Ragnatele

Check-up Completo Pneumologia Nefrologia

Otorino Laringoiatria Pappagallo Vaso da Notte

Flebo Colecistica Taglio Unghie Manicure Pedicure

braba&capelli Trattamento Viso Brufoli Pus Bubboni

Papataci Acne Rosaceo Dermatite seborroica Punti Neri

Ceretta Depilazione a larga gittata Depilazione strategica

Pediatria Allopatica Consulenza Dipendenze

rasoiata pilifera pizze a domicilio

cucina casalinga piatti tradizionali

servizio infermieristico

visite diurne e notturne

ferieli e festivi

reperibile a natale ferragosto

pasqua epifania e capodanno

vistita medica di compleanno

a prezzo stracciato urgenze

conattami

allo 06-85 85085

e non rimarrai deluso

in caso di decorso infelice non è previsto un rimborso

spese ma un affettuoso dito medio con tanto di

“Attaccate ar Cà…”

Nico (2007)

In polverie o poesie on luglio 22, 2019 at 4:11 PM

amore mio

m’hai stregato

la nostra prima notte d’amore

è stata un abuso edilizio

la nostra prima notte d’amore

è stata perfetta

fa che sia l’unica

fa che i nostri corpi

si neghino per sempre

il naufragare lento

dell’inferno quotidiano

amore mio

m’hai stregato

ho appena ucciso

l’uomo che ami

l’uomo con cui condividevi

cassetti pieni di sogni

e interminabili ore di scuola

l’ho ucciso pensandoti

il mio sesso era strafatto di lacrime

l’ho ucciso col cuore in tumulto

e per l’occasione

mi sono vestito elegante

era l’uomo della tua vita

avevate dei progetti

cullavate desideri

ma io non immagino

mai nulla più in la

del minuto successivo

ho ucciso l’amore della tua vita

ha chiuso gli occhi

è morto senza sapere il perché

la pistola sparava

ma il colpo rimaneva in canna

è stato il grosso spavento

a portartelo via

amore mio

m’hai stregato

la vita reale è solo fantasia

l’amore resta un mistero

nessuno può capirlo

amore mio

m’hai stregato

c’è la tua foto

sul mio passaporto

questa notte

voglio morire con te

salvami la polizia bussa alla porta

voglio una nuova vita

voglio che tra me e te

non ci sia più dolore

la polizia bussa alla porta

mi stanno cercando

c’è una taglia che pende sulla mia testa

testimonia a mio favore

lascia che la mia immaginazione

d’assassino pazzo d’amore

ti seduca alla follia

amore mio

m’hai stregato

sei la Santa Madre Russia

per cui vale la pena

sporcarsi ancora le mani

amore mio m’hai

stregato annichilito

calpestato e vilipeso

sei la mia tirannide

e se lascio

dietro di me

questa scia di sangue

è solo colpa tua

la colpa è solo tua

Apparenze (2017)

In polverie o poesie on luglio 18, 2019 at 4:34 PM

Giorni fa Facebook

mi tira fuori una foto

una foto di datata, datatissima

del tipo che c’era ancora Monti al governo

una foto insignificante

piena di sorrisi sforzati

e gente che si finge divertita

eravamo tra sconosciuti al Pub

a blaterare sul nulla

Caro Giovan Bartolo,

i tuoi ricordi per noi sono importanti”,

mi dice FaceBook con fare servile da leccapiedi

cazzo, quante cerimonie!

usa la parola “Caro”

come se fossimo culo e camicia

come se fossimo amici per la pelle

come se fossimo fratelli di sangue

come se avessimo fatto kamasutra sotto la doccia

come se sapesse tutto lui

come se mi conoscesse

come se i suoi algoritmi del cazzo

potessero catturarmi i sentimenti

o sezionarmi i ricordi che contano

ma vaffanculo va!!!

ebbene me la ricordo sta foto

fatte un paio d’eccezioni

le persone della foto

le conoscevo appena

e comunque nessuno e dico nessuno

di quei tizi fa più parte della mia vita

via spariti eclissati scomparsi sciò!!!

Tutti Fuori dai Coglioni a tempo zero!!!

Con una ciò skazzato di brutto

era un ex fidanzata, di quelle storie

dove passi intere giornate

a ravanare le lingue e a rifocillarti

di promesse post-orgasmiche

e poi finita la storia

manco più ti saluti

poi Cristo Santo…

c’erano due tizi, un lui e una lei

erano una coppia, ma parlava solo lui

lei sorrideva, lui pontificava

parlava continuamente di figli

e figli di qua e figli di la

e figli di su e figli di giù

ci stavano provando a figliare tipo conigli

ne volevano una caterva

volevano mettere su

una squadra di calcio di figli

con titolari e riserve

forse per farci poi sul le plusvalenze

più che aspiranti genitori

erano aspirati procuratori

lui era contro le unioni gay

appena sentiva la parola “omosessuale”

gli prudevano le mani

è contro natura” bofonchaiva

è uno sgarbo a Dio” ringhiava

alzava le voce il viso gli diventava paonazzo

temevo che tra una patatina e una nocciolina

gli partisse un embolo

la sua ragazza annuiva ebete

non ha detto una parola

non ha consumato nulla

sorrideva, sorrideva e basta

tipo decalcomania

chissà che cazzo c’aveva da sorridere

lui sparava a “raffica” contro i finocchi

Cristo Santo, ho pensato

che qualcuno lo zittisca per Dio

infilategli un cetriolo in gola

uccidetelo sprangatelo sparategli fate qualcosa

qualunque cosa ma fatelo stare zitto

tirava mine assurde

pipponi micidiali

non faceva pause

non prendeva fiato

parlava a macchinetta

esco a fumare e poi cambio tavolo

durante la serata scendo al cesso per pisciare

voglio fare posto al “bicchiere della staffa”

mentre mi sgrullo il manico dell’amore

nei bagni ce lui

il logorroico omofobico

è inginocchiato non parla più

ha la bocca occupata

un tizio gli sta lacerando

il pomo d’Adamo a colpi di nerchia

il ritmo dello stantuffo

ricordava una partitura per Ottavino

non fu sprecata una goccia

niente fu lasciato al caso

per essere un aspirante padre

era un gran golosone

mi faccio una sigaretta e poi torno al tavolo

e c’è lui che ha ricominciato

a parlare di figli

o forse stava già

pensando ai nipoti chissà…

fatto sta che per FaceBook

detto il “razziatore del tempo”

i miei ricordi sono importanti

perfetto ottimo bravo bis sette più

anche perché io invece dei Ricordi

di FaceBook me ne stra sbatto i coglioni

nessuna senzazione di Swing

il piacere è tutto suo

il piacere Non è reciproco

il favore nemmeno

Amen

Promiscuità Costituzionale

In polverie o poesie on luglio 16, 2019 at 5:25 PM

immagino

fatastico di amori così

del tipo che tutti lo fanno

sdraiati su amache, amache blu,

tutti con tutti vegetali compresi

legumi gettati nell’orgia

surgelati pronti a peccare

tutti con tutto

ad ogni angolo di strada

nudi integrali davanti agli sbirri

i bambini osservano attenti, curiosi

risparmiandosi così

cento anni di psicoterapia intensiva

adulti mai, ventenni per sempre

e va a farsi fottere

la dottrina della prevenzione

e salgono alle stelle

le quotazioni della mia gonorrea

gli Ospedali invasi da fascisti anaffettivi

fascisti anaffettivi coi coglioni gonfi

e purtroppo per loro, non si tratta di Orchite

e tutti con tutti nelle mia Sarajevo Sodomita

senza più adulti gelosi o amanti irritati

dove chi bofonchia d’amore eterno

lo fa di nascosto dentro ai tombini

i cani e i gatti si sussurrano parole dolci…

l’Intero Mondo che profuma di scolo

la mia città puzza d’Epatite Virale

le Mononucleosi vanno di moda

i corpi intrecciati in strette fatali

i respiri scambiati come “Figurine Panini”

il Palestinese e l’Ebreo

pisciano in culo allo Yom Kippur

Copti e Ortodossi che si leccano i piedi

là tra i Balcani fiche di terracotta

accolgono cazzi venati dal marmo

le bocche accoglienti

le labbra umide

le salive simili ad un pasto completo

umori d’orgasmo

tracannati come energy drink

baci ripieni di giustizia sociale

è tornata l’Epoca D’oro

il Crollo della Borsa

non ci eccita più

il torto marcio

s’è lasciato sodomizzare

ogni giorno

è una brezza sul viso

nessuno che pretende

il tuo tempo

le camere da letto scoppiano

hanno reciso il filo spinato

si fa l’amore

tre volte al giorno

le porte si aprono

senza bussare

si scopa a braccio senza copione

e non si spara più un colpo e non ci scappa più il morto

Tanta Paura di morire in Amore (2014)

In polverie o poesie on luglio 15, 2019 at 5:12 PM

Paura

di morire, ho una

irragionevole stronza

bastarda fottuta paura di morire

ho paura che mi si fermi il polso

ho paura che mi si infetti il sangue

ho paura che mi si incarognisca il cuore

ho paura che mi si chiuda lo stomaco

ho paura che mi si intristisca la voce

ho paura che il boccone di torta

mi si fermi in trachea a fare autostop

temo l’attorcigliarsi bastardo

delle bastarde budella

temo la Juve campione d’Italia

temo le regole rigide della dieta vegana

temo l’invasione di acari strabici

e cavallette fasciste

temo che l’amore per te

continui a vivere anche da morto

reincarnato in un occhio di gatto

seppellito nella tua offerta di fica

ho paura di cadere

sgambettato da tergo

da un pensiero d’amore

ho paura di morire

ho paura di morire da sempre

da prima di nascere

da quando ero

semplice spermatozoo

nella sacca scrotale di un padre fantasma

ho paura di madri sieropositve

e delle loro folli corse in ambulanza

ho paura di non riuscire

a sentire più niente, niente di caldo

niente di freddo, tutto troppo

dannatamente tiepido

ho paura di restarti vicino

ho paura di saperti distante

preferisco saperti distante

preferisco averti vicino

ho paura di me, ho paura di te

temo che mi sarà semplice farti del male

basterà amarti in letti sporchi

infradiciati da mosche

ho paura che tu te ne vada

ho paura d’andarmene

tapparmi le orecchie

cucirmi la bocca

succhiarmi via gli occhi

stare con te o lasciarti per sempre

ho paura che una tua colata di sperma

s’apparti con altri vicino al mio cocige

ho paura del tuo pollice prensile

seduto sulla mia gonorrea

ho la tua sinfonia d’addio incastonata in gola

ho paura di me

e dei tuoi baci

potenzialmente

mortali

Tanto medo de morrer no amor (2014)

In poemas em portugues on luglio 15, 2019 at 5:05 PM

medo
para morrer, eu tenho um
cadela irracional
porra bastardo com medo de morrer
Eu tenho medo que meu pulso pare
Eu tenho medo que meu sangue seja infectado
Eu tenho medo que meu coração seja cuidado
Temo que meu estômago se feche
Eu tenho medo que minha voz esteja triste
Eu tenho medo do pedaço de bolo
Eu paro na traquéia para pegar carona
Eu tenho medo do vira-lata
de coragem bastarda
Temo que o campeão Juve da Itália
Eu temo as regras rígidas da dieta vegana
Eu temo a invasão de ácaros de olhos vesgos
e gafanhotos fascistas
Eu temo que o amor por você
continuar a viver mesmo quando morto
reencarnado em um olho de gato
enterrado em sua oferta de boceta
Tenho medo de cair
tropeçou por trás
de um pensamento de amor
Tenho medo de morrer
Tenho medo de morrer para sempre
de antes de nascer
desde que eu era
espermatozóide simples
no saco escrotal de um pai fantasma
Tenho medo de mães seropositivas
e seus loucos passeios de ambulância
Tenho medo de não ter sucesso
para sentir mais nada, nada quente
nada frio, demais
maldita morna
Eu tenho medo de ficar perto de você
Tenho medo de te encontrar longe
Eu prefiro saber que você está distante
Eu prefiro ter você perto
Tenho medo de mim, tenho medo de você
Temo que vai ser fácil para mim te machucar
apenas te amo em camas sujas
encharcado por moscas
Eu tenho medo que você vá embora
Tenho medo de sair
ligue meus ouvidos
costure minha boca
chupe meus olhos
ficar com você ou te deixar para sempre
Eu tenho medo do seu próprio fluxo de esperma
Aparecer com os outros perto do meu cocige
Eu tenho medo do seu polegar preênsil
sentado na minha gonorreia
Eu tenho sua sinfonia de despedida em minha garganta
Tenho medo de mim
e seus beijos
virtualmente
mortal

O Amor na època do còlera

In poemas em portugues, Uncategorized on luglio 9, 2019 at 5:09 PM

e depois

e então talvez

amanhã nos beijamos

e até o dia depois de amanhã

e o dia depois de amanhã

e quem sabe quantos beijos

ainda nos daremos

amantes de raming

com a nossa lucidez

enviado para o massacre

e talvez nos beijemos para sempre

como meninos interrompidos

você é minha namorada interrompida

Eu sou seu namorado interrompido

e nós nos interrompemos

enfiando a língua na nossa boca

afogando-se em um massacre de beijos

e nós estamos em silêncio para entrar

nosso desejo comum de sujeira

e com mãos livres

nós esfregamos nosso cabelo

e nos levantamos

com roupas ainda em

e apenas os sexos nus a rodopiar

em um massacre de vento

e nos beijamos no telefone

e nos beijamos por mensagem

e nos beijamos por carta

e nos beijamos com pombo-correio

e nos beijamos por mensagem na garrafa

e nós apenas nos beijamos!

então eu pensei

naquela noite, dando-lhe

aquele beijo, que eu nunca teria pensado

foram os últimos

do que se eu soubesse

foram os últimos

Eu teria ido com calma

e eu teria feito isso durar nove bilhões de séculos

e teria sido uma língua selvagem kamasutra

misturado com uma delicada cadência de lábios

e talvez com esse beijo eu teria mudado o curso da história

e eu teria me tornado seu herói

e você teria me dado ainda mais beijos como recompensa

e você teria me pedido para ser seu

só seu

e fazer amor só com você

e nós teremos sido felizes

como num dia de casamento

porque com aquele beijo

Eu teria feito impérios cair

Romanos gregos cartagineses e persas

em cinco minutos

e América nós teríamos descoberto você e eu

que talvez os astecas

eles ainda estariam em circulação

e não teria havido

sem cruzada

e gregos e troianos

eles seriam amigos

e os nazistas

nós os teríamos sufocado quando crianças

e os fascistas teriam sufocado eles

quando eles ainda estavam

de espermatozóides

e não teria havido

não há guerra mundial

mas apenas e somente

uma torta do mundo

e eu teria feito isso durar

uma vida inteira

último beijo

e eu teria te beijado um pouco mais

também do falecido

porque para mim o beijo é sagrado

e porque eu te amo

como você ama apenas

na época da cólera

Pistola

In polverie o poesie, Uncategorized on luglio 7, 2019 at 3:37 PM

 

vivo

di amori senza speranza

amori troncati troncati di netto

tranciati sul più bello

amori interrotti amori tritacarne

amori ghigliottinati

giustiziati senza regolare processo

scorpacciate d’amori

per lo più clandestini

quelli che si possono dire

con un soffio di voce

vivo di amori

dove che tutto quanto tra noi

sembrava imperfetto

dannatamente imperfetto

amori in affitto

quelli che il priore sconsiglia

quelli che “sono preoccupato

per la tua salute”

salute fisica salute mentale

vivo di amori che gli amici

davanti alle mogli ti prendono in giro

poi però quando cala il sipario

chi s’è visto s’è visto

i soliti corpi nudi che fanno cilecca

gli odori di sempre che stomacano

gli aliti divenuti familiari troppo familiari

scatta il conto alla rovescia

e liberi tutti ripartire da sottozero

chinare il capo i morti i feriti i dispersi

tutto l’amore tra noi è andato sprecato

vivo d’amori che potevamo sfamarci L’Africa

vivo d’amori che “è meglio se ne parli con uno bravo”

vivo d’amori dai ricordi sfocati

quelli che papà non approva

quelli che la mamma s’incazza

soffre urla graffia beve e a volte si tocca

perché nessuno osi

ingoiare l’uccello del suo

fottuto bambino

vivo d’amori

contrari a madre natura

consumati alla svelta alla cieca

vivo di cerimonie fasulle

mezze verità smorfie spudorate bugie

vivo di amori che sanno di piscio

urina di gatto

brivido terrore e raccapriccio

il getto di sperma è furente

ha paura d’affronatre la vita da solo

il getto di sperma cerca la tana

il getto di sperma è aggressivo

ma la sborra

è timida, silenziosa

piena di tatto educazione riguardo buone maniere

sborra cavia da laboratorio

innocua quasi autistica

vivo di amori che sognano

l’estinzione di massa

tutti innamorati di tutti

tutti lo stesso giorno

tutti la stessa ora

Pistola

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