Giovan Bartolo Botta

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Chi V’è s’Incula

In polverie o poesie on agosto 30, 2019 at 1:10 PM

La moglie l’amico

l’amante ferito innamorasi fino a 120 anni

la stanza iperbarica il figlio

la figlia il figlio fascista il figlio ricchione

la figlia drogata l’oggetto perduto

l’auto scassata la gomma forata

l’aria inquinata il cibo che ingrassa

il frigo che puzza le feste saltate

le ferie bruciate i grandi valori

le verità nascoste le mezze verità

le bugie a fin di bene la guerra preventiva

le convergenze parallele il governo di scopo

il governo tecnico il governo del cambiamento

il patto di sangue il patto scellerato

il calcio moderno la pressione alta

la pressione bassa la pressione media

la digitopressione l’artrosi l’artrite la dierrea la stipsi

la tiroide impazzita il colon irritato

le emorroidi la carie l’infiammazione alla prostata

i coglioni gonfi la candidosi vaginale

i radicali liberi il parto cesareo

la gravidanza in vitro la dolce morte i diritti civili i doveri incivili

il primo bacio il secondo il terzo

il quarto il quinto, ma ci sasrà mai quello giusto

poi il fidanzamento il matrimonio

il dovere coniugale ops l’incidente

anzi, no, l’abbiamo voluto, poi le urla

i tradimenti, le mani in faccia…il divorzio

l’accanimento terapeutico il coma vigile

il coma indotto il coma diabetico

il coma farmaceutico il nonno la nonna

il pranzo dai nonni la cena dai nonni

la colazione coi nonni la merenda sui nonni

i nonni che scoreggiano i nonni vecchi che ruttano a tavola

i sogni sepolti il sonno disturbato l’intolleraza al lattosio

il natale coi tuoi la pasqua affanculo

il capodanno affanculo ferragosto affanculo

tutto l’anno intero tutto affanculo

le polveri sottili le zone a traffico limitato

le domeniche ecologiche il 5g i coni d’ombra

Greta e i suoi scioperi lo smartphone

il tablet l’i-pod l’i-pad il pc la Play il tifo allo stadio

le serie tv il teatro vuoto il teatro gemito

il cinema d’essei il cine panettone la poesia patafisica

la minchia vestita il sistema nervoso il sistema linfatico

le vene varicose l’ictus il sifiloma l’herpes genitale la trombosi

il testosterone il colesterolo l’indice glicemico

il dito nel culo il preservativo bucato

la caldaia che perde il tubo che perde

il cesso che perde lo scaldabagno che perde

la tua squadra di calcio di merda che perde

il lavandino che gocciola tuo figlio è sudato

tua figlia è accaldata il tonno è scaduto e il cane che abbaia

e la casa è un casino e la vita è un casino

e al lavoro è un casino e coi soldi è un casino

e l’amore è un casino e cogli amici è un casino

e oggi pure gli alberi e i fiori ti stanno sul culo

ma gli alberi i fiori gli uccellini e le api

ti sono sempre stati sul culo

e tutta l’umanità che si tiene stretta forte

per i coglioni così che niente e nessuno

si liberi in volo

salvo i gatti che manco ti guardano

e chetutta al più ti miagolano in faccia un

chi ve s’incula!

Un Fascista di Meno

In polverie o poesie, Regina Bianca Atto Patologico on agosto 30, 2019 at 12:22 PM

 

(revisited) from the album Regina Bianca Atto Patologico
Quel tizio

si professava fascista

faceva a botte ogni giorno

con tutti persone cavalli balene

manici di scopa cabine telefoniche

ricariche telefoniche

si eccitava menando le mani

e se non c’era nessuno in giro da picchiare

si pigliava a schiaffi da solo

poi si pigliava a pugni

poi si prendeva a calci sui denti

poi si sputava in un occhio

solo il sinistro però, perché il destro

lo rispettava

Andava in giro con la maglietta del “Che”

per potersi fare gli auto agguati fascisti da solo

faceva tutto lui! Tutto da solo!

Si prendeva a legnate da solo!

Si auto-accoltellava da solo!

E se tu gli chiedevi, Perché lo fai

disperato ragazzo mio?

Lui ti rispondeva: D-U-CC-E (mm e altri mugugni simili)

e poi schizzava via

dandosi delle randellate in testa

con la mazza da baseball!

Il tizio portava ai piedi

degli ingombranti stivali di gomma neri

tipo emergenza Tsunami!

E vestiva col giubbotto anti-proiettile Sempre!

Anche in pieno agosto

che si crepa di caldo

e manco un grattacheccaro ti spara!

E ricordo anche

che sto fascio andava in giro

senza pantaloni

con un martello pneumatico

attaccato ai coglioni col nastro adesivo!

E se gli chiedevi, Perchè lo fai, disperato ragazzo mio?

Lui ti diceva: MARCO MASINI (gngn e altri mugugni simili)

e poi correva via

facendo delle capriole al contrario

come l’Arlecchino di Sthreler!!!

o il Pagliaccio Ridolini!!!

era un fascista

pericoloso per la comuintà

ma soprattutto per se stesso

Durante i pasti

ingoiava un candelotto di dinamite intero

ovviamente acceso!

con giusto un po di salsa barbecue

più 125 gnammi sperlari

233 mozzarelle di bufala campana d.o.c

zona Terra dei Fuochi 35 bubble gum gusto liquirizia,

che gusto panna e fragola fa ricchione

frutta niente verdura niente

perchè fa ricchione

ma non saltava mai per aria mai!!

e se gli chiedevi il perché

lui ti rispondeva: C-A-C-CA ( prot prot e altri mugugni)

e si professava fascista

che un giorno gli faccio

senti fascio, voglio aiutarti a guarire

dala tua cazzo di fascistite in stadio avanzato

sta a sentire come si fa

perché non cominci un poco

ad innamorarti, poco poco

gradualmente, un amore a dosi omeopatiche

ma non del tuo Mussolini demmerdà

che sta orizzontale a Predappio o giù di li

innamorati di una persona vera

reale, in carne ed ossa

di quelle per cui saresti disposto

a gettarti nel fuoco

nella acqua ghiaccia nell’acqua bollente

dentro il cratere d’un vulcano in stato d’eruzione!

innamorati di una persona per cui

saresti disposto a scalare L’Everest

sorbendoti i pipponi di Rainoldh Messner

sulle proprietà benefiche dell’Acqua Purissima

Levissima, innamorati cazzo!

Vedrai che starai subito meglio

poi ancora meglio poi sempre meglio

poi meglio ancora sempre meglio

meglio meglio meglio meglio meglio sempre di più

Poi starai DI MERDA!, forse, anzi senza forse, sicuro

ma sarai al settimo cielo comunque

perché in reatà quella merda, non è merda…è Nutella!

perché in realtà quello stare male è uno stare bene

che ti rende Creativo a mille!

E ti fa scrivere tante poesie

con cui ci gareggi ai Poetry Slam

e poi…e poi te le dai in Faccia!

Perché quello stare male per amore

è linfa purissima turina pluripotenziata

guaranà al cubo ginseng corretto

integratore multivitaminico

cocaina tagliata col Dash

Innamorati cazzo!

Vacci in overdose coll’amore

sentirai le api ruttare

gli elefanti obesi cantare Elton Jonh

le antilopi rachitiche fare i riff sulla chitarra elettrica di Braian May

gli unicornuti pestare sulla batteria di Keith Moon

Innamorati Cristo Santo!

Concediti una carezza

un abbraccetto una pomiciatona

un bacio a stampo una pompa con ingoio!

Con ingoio tassativo! Anzi, ingoia pure tu!

Fai l’amore da retta a me!

Non scopare! Fai l’amore!

Non sprecare il tuo tempo prezioso

a fare il fascista

è un gioco del cazzo

una vita gettata nel cesso!

Innamorati ciccio

che l’amore ti farà vibrare

come un coglione!

E mi diede ascolto

e s’innamorò

ed ecco come

ti sconfissi il fascista

ed ecco come

come grazie all’amore

un fascista di meno

ma un Paziente Psichiatrico

in più…

Piemontesina Bella (2006)

In polverie o poesie on agosto 28, 2019 at 4:08 PM

 

Stronza

te la sei telata

come una stronza

lasciandomi affogare

nei miei casini

i miei casini sono i miei casini

lo so, e nessuno

tantomeno io t’avevo chiesto

“Cristo Dio” salvami “Cristo Dio”

occupatene tu, occupati di me

“Cristo Santo, Salvami”! Salviamoci!

Ti sei salvata solo tu, o forse no!

L’armonia mi fa schifo, il ritmo pure

voglio baciarti fuori tempo sbagliando armonia

“Cristo Dio” adorabile corpicino

di carne e stronzaggine!

Lo senti questo mio

grido d’aiuto, sei sorda per caso

stronza, non ci sono giustificazioni

o se ci sono, non voglio saperle

prendi i tuoi quattro

vestiti del cazzo sparisci, sparisci dalla mia vista!

Esci, prima che ti metto le mani in faccia

sono capace delle peggio cose

tu tu non mi conosci, e lo sai

va a farti fottere, vattene

vattene via, stronza

quella è la porta

la porta della mia vita, aprila e sciò

quella è la finestra

aprila gettati di sotto lussati il cuore, stronza!

i libri, i dischi, lasciameli

quelle canzoni

quelle poesie

erano le nostre canzoni

le nostre poesie

la nostra nota imperfetta

quel verso sgrammaticato

scorretto, come il nostro amore

stronza, vaffanculo

vattene esci dalla mia vita

esci dalla mia morte

lasciami bere

ingollare bumba! fino a rimanerci stecchito!

e guarda dove metti i piedi

Porco Cane! Può darsi

che tutto sto macello

somigli più a un addio,

che a un arrivederci, può

darsi che tutto ciò

mi creerà qualche

confidenza eccessiva

con certi tipi di farmaci

porcherie che pure a una tossica

socialmente accettabile

come te metterebbero

strizza al tuo illustre caleidoscopico culo! Stronza!

Per amore di te

ho ucciso più

d’un fratello

sentivo

la condanna

di non riuscire a fermarmi

m’hai fregato

tu o l’amore

me l’avete poggiato al culo, stronza!

questa me la paghi

te lo giuro

questa me la paghi

fan culo stronza

ti odio

che poi non è vero

questo però

sono cazzi

tra me l’ambulanza

la flebo le trasfusioni di sangue

gli infermieri

i dottori…

pussa via stronza!…

ma vieni qui n’do vai?

Stavo

scherzando…

Stronza!

 

 

Lieve Intossicazione Alimentare

In Regina Bianca Atto Patologico, Uncategorized on agosto 28, 2019 at 3:52 PM

(Revisited)
Odio

i miei genitori

che m’imposero

di tenere le mani giunte

di tenere la bocca chiusa la testa bassa

di spegnere lo sguardo

e per anni, senza accorgermene

dalla bocca ho vomitato

le loro parole del cazzo

e ho fatto cose

e visto gente

di cui non me ne fotteva un cazzo

e ho frequentato scuole

di cui non me ne fotteva

un cazzo

circondato da compagni

di cui non me ne fotteva un cazzo

studiano applicandmi

su materie

di cui non me ne fotteva un cazzo

e mangiavo la merendina

buona e nutriente

fattami in casa

con tanto amore tanto affetto

che ci stava dentro il botulino

che a momenti finivo morto stecchito

e sarebbe stata una fine

da perfetto coglione

e allora ho pensato

che tutto questo amore

tutte queste attenzioni

tutte queste premure tutto questo

inutile patetico affetto

somigliano ad una colossale inculata

ma continuavo

a vomitare parole

che non erano io

e andavo al parco

e correvo dietro al pallone

e avevo paura dei drogati

e degli alcolizzati

e di mettere i piedi sulle siringhe

e di prendermi l’aiz

e correvo dietro al pallone

che non me ne fotteva un cazzo

con altri ragazzini di cui non me ne fotteva un cazzo

e ti piacciono le ragazzine? No

allora sei finocchio

e succhi cazzi? No

allora regolare! sei dei nostri!

e i genitori ci istigavano alla guerra

e a fare a pezzi l’avversario

pollice verso come gli imperatori romani

e qualcuno doveva morire

ed essere bollato

come fallito, inetto, merdaccia, incapace

ma avevamo solo dieci anni

undici, poco di meno

poco di più

e la vergogna dipinta sul viso

e allora tutto questo amore

ho pensato che non era cosa per me

non era cosa buona e giusta

un pessimo affare, un pessimo affare

e ho mangiato cibi

che mi facevano schifo

e ho bevuto cose che non mi andavano giù

e ho visitato luoghi che mi sarei risparmiato

insieme a persone

mai viste prima, ehi c’è Zio Luigi!

Ma Chi cazzo è sto Zio Luigi!?

e se non ho infilato l’uccello

dentro il sesso di cadaveri

e perché adoro innamorarmi

ma ho le mani troppo giunte

la testa troppo bassa

la bocca troppo chiusa

lo sguardo troppo spento

una lunga strada davanti

ancora da percorrere

di cui ne ignoro le fattezze

e una lieve molesta stronza

bastarda intossicazione

alimentare

Tu Sei La tua Poesia

In Regina Bianca on agosto 24, 2019 at 5:16 PM

La tua Poesia

è la tua poesia

ficcatelo bene in testa

magari non avrà niente da dire

per fortuna non avrà nulla da insegnare

non farà epoca

non passerà alla Storia

non farà ridere ne piangere

non stimolerà riflessioni particolari

o urgenti corse al bagno

non lancerà strane mode

o bizzarre correnti letterarie

non influenzerà nuovi lettori

o sarà d’esempio

per future generazioni di poeti

Qualche STRONZO

potrebbe puntarti il dito contro

e accusare la tua poesia

d’essere politicamente ignava

Sicuro qualche borioso

INTELLETTUALE del CAZZO

ti dirà che nei tuoi versi

sei poco metafisico

poco iperuranico

poco erudito

troppo “semplice” e/o “banale”

Ci sarà sempre

il BASTARDO

pronto a urlare : “Questa non è poesia”!!!

FOTTITENE, non prestargli ascolto

volta lo sguardo altrove

passa oltre

la tua poesia è la tua poesia

ed è tutto quello che conta

anche se non conta nulla

Cazzo amico, te li sei sudati tutti quei versi

dalla prima all’ultima sillaba

nessuno escluso

virgole, punti e virgole refusi

e strafalcioni grammaticali compresi

C’è molto più

che una parte nascosta di te

in ognuna di quelle parole

Ricordalo

C’è dentro tutto ciò che sei

e che nemmeno immagini di essere

qualunque cosa tu sia

C’è il volto di Luna

che nessuno conosce

Ci son paure spaventi

svenimenti amori umori colori

angosce sbronze deliri ferite insanabili

orgasmi, ritardati orgasmi, nani da giardino

C’è la tua fottuta fotografia

da qui all’eternità

Ci sei tu

la tua poesia

è la tua poesia

benedicila a lungo

come una storia d’amore

e non barattarla mai

nemmeno

per la più belle

delle storie d’amore

Blues D’Amore Sottopelle

In Regina Bianca on agosto 24, 2019 at 4:48 PM

Se troppo amore

procura solo silenzio

non so che farmene

di quel dono inquieto

chiamato parola

e allora l’amore per te

lo tengo nascosto

dentro il pensiero

e lo lascio vivere

sottopelle

e poi rivivere

e poi rivivere ancora

e lo nutro

come se fosse

un gatto

con gli occhi da figlio

e lo riverisco

e lo stringo forte a me

come se tacendo

ne percepissi il vuoto

e rinuncio a te

per quanto

ti amo

E non c’è niente d’interessante ad essere Figli di Dio

In Regina Bianca on agosto 24, 2019 at 4:36 PM

 

Gesù Cristo

ieri notte ha fatto rissa in un pub

era sbronzo da fare schifo

non riusciva a reggersi in piedi

ha toccato il culo a una ragazza

già impegnata

e il fidanzato l’ha riempito di botte

mancano una manciata di giorni a Pasqua

e a Gesù Cristo come ogni anno a Pasqua

gli tocca morire

gli tocca morire per redimerci

dai nostri peccati

ma lui non ci sta a fare sta fine di merda ogni anno

e non gli interessa che tanto

dopo tre giorni risorge e ascende al cielo

per sedersi alla DESTRA DEL PADRE

lui vorrebbe continuare a stare seduto

al bancone del pub e vorrebbe bere

bere birra da pizzeria sino ad andare

in coma etilico e vorrebbe

continuare a tasatre culi

tastare culi e pigliare gli schiaffi

perché se proprio si deve crepare

lo si deve fare bene

col sorriso sulle labbra e senza rimpianti

e non c’è niente di peggio al mondo

di questa morale Cristiana

di morire per gli altri

e lui non ci sta a sacrificarsi

per redimere i peccati di gente

che non ha mai visto in faccia

e che per giunta manco lo caga

o se lo caga e per inserirlo

in qualche bestemmia tipo

“Porco Cristo” o “Cristo d’un Dio”

A dirla tutta lui non vuole morire

manco per quei tizi che lo pregano

Porgi l’altra guancia!, ma vaffanculo! Porgila tu!

Lui vuole solo farsi gli affaracci suoi

e godersi la vita come uno stronzo qualunque

e vuole ingozzarsi d’arrosticini di pecora a Pasqua

e forse non solo a Pasqua

e vuole allattare l’Agnellino come Berlusconi

per poi vederlo crescere al piccolo Abbacchietto di merda

crescere crescere crescere crescere

mettere su una punta di seno

e ingropparselo da tergo “tipo” alla Babbuina

e vuole fumare tante sigarette Gesù Cristo

e bere alcolici

e andare a letto con donne uomini travelli brasiliani animali

e vuole mangiare i dolci

ma non può farlo

perché il medico, stronzo, gli ha tolto tutto

ed è triste Gesù Cristo, molto triste

perché la sua vita non è più una vita

ma una coazione a ripetere

dove a dicembre si nasce nella mangiatoia

in mezzo alla merda, con un Bue e un Asinello

che ti alitano in faccia, ad Aprile

si crepa sulla Croce e dopo tre giorni

si risorge, è stato tutto uno scherzo

si ascende al cielo, Gesù Cristo

sei su scherzi a parte, e chi s’è visto

s’è visto, e s’è pure sentito..

Gesù Cristo sta messo male

prostata gonfia, diverticoli al Colon

gastrite, emicrania ricorrente

sta una chiavica il ragazzo

e ha solo 33 fottuti anni, 33 anni

e mai uno scolo, una mononucleosi

un herpes genitale o qualche altra diavoleria venerea

vuole fare l’amore Gesù Cristo

non scopare, no! Fare l’amore

un amplesso lungo e duraturo

dove i corpi nudi siguardano negli occhi

e le lingue non smettono mai di danzare

e ci si bacia a lungo negli orefizi

e ci si lecca le dita dei piedi e delle mani

come se fossero Fonzie, ma anche gli Yonkers vanno bene

e ci si da i pizzicotti sul culo

e ci si sputa in gola

e invece gli tocca sacrificarsi

per gli altri

e non c’è niente di divertente

in tutto questo

e non c’è niente d’interessante

ad essere Figli DI DIO!

Risse Assurde

In Regina Bianca on agosto 23, 2019 at 2:43 PM

Ci si beccava
dopo la scuola
nessuno provava
a fotterci
i professori sbiancavano
mani nei capelli
sfottevamo
chiunque chiunque
ci capitasse a tiro
nessuno provava
a fotterci
nessuno provava
a fotterci
ci hanno sbattuto
fuori a calci
fuori da tutto
all’infuori di noi
trascinati in un coma
in un coma profondo
prigionieri dentro milioni
di paralisi spastiche
eravamo dei duri
mamma e papà
sono impazziti
qualche parente stretto
è morto di crepacuore
pessimo esempio
per i più piccini
la polizia
ci pedinava
tu sputavi per terra
io agitavo la coda
tu mi facevi ridere
mi facevi sempre ridere
mi trascinavi
in brutte risse
risse assurde
fumavamo
le cose sbagliate
ostinati nel
baciare le mani
al gradino
un tantino più basso
il senso del limite
era il nostro timido schiavo
tu obbligavi
la tua prudenza al guinzaglio
teste di cazzo
eravamo teste di cazzo
la luce del sole ci piaceva
la luce del sole ci dava fastidio
la luna ci sfidava a biliardo
e noi nessuna pietà
nessuna vergogna
ogni giorno
il dopo sbronza
era un buon motivo
per essere attraenti
mi esercitavo
tutti i giorni
per riuscire ad evadere
per mettere
a ferro e fuoco
tutto ciò
che non sapevo
di essere
cercavo il mio odore in te
cercavo una strada
una strada qualunque
eravamo brutti ceffi
affamati di vita
decisi a sfidarla
eravamo facce da schiaffi
e nessuno
provava a fotterci
ti ho visto
piangere
ti ho visto
piangere
solo una volta
quando
sprecavi
interi pomeriggi
sulla chitarra
senza azzeccare
gli accordi
e ora che sono
passati gli anni
ora che
le cose sono cambiate
posso
dirti che io
sono rimasto
quella di quando
i nostri capelli
erano tinti di rosso
e me la prendo
comoda
e vado di fretta
e divido
l’affitto
di un ghetto
chiamato amore
dove si respira
a fatica
e attendo
che il sudore
faccia il suo corso
e paghi dazio
sulla mia pelle
e vado di fretta
e me la prendo
comoda
perchè
non è colpa mia
se il tempo
se ne infischia
dei propri figli
no, non è
colpa mia
se il tempo
uccide a sangue freddo
tutto ciò
che crea

La Nonnina di Mater Amabilis

In polverie o poesie on agosto 23, 2019 at 2:36 PM

c’è un cucciolo di cane

il piccolo animale è circondato

da vecchi, vecchi cenciosi

che puzzano di solaio

con l’alito che sa di armadio chiuso

i vecchi hanno fatto la guerra

alcuni anche due guerre, i più anziani

tra i vecchi, hanno fatto tre guerre

c’è chi ha conosciuto il re chi s’è masturbato

con le foto cartonate di Wanda Osiris

c’è chi ha creduto al Duce

c’è chi ha sparato a quelli come il Duce

i vecchi hanno le idee chiare

i vecchi hanno le dentiere di resina

i vecchi vanno a letto presto

i vecchi hanno la digestinone lenta

i vecchi sanno tutto

i giovani non sanno un cazzo

i giovani sono dei bifolchi

ma anche i vecchi sono stati giovani

e un giorno i giovani saranno vecchi, salvo complicazioni

ai giovani, preferisco i vecchi

li trovo più vitali più interessanti

in collegio ci obbligavano

ad assistere i vecchi della casa di riposo

era la parte più fica della giornata

a parte tirare i rotolini di carta da culo alle puttane

e bastonare chi prendeva a bastonate i piccioni

ricordo che c’era una vecchina, sola

puzzava di piscio misto a cibo andato a male

suo marito era morto per la Patria

per sua fortuna, era morto troppo presto

aveva dei figli dei nipoti

che l’avevano parcheggiata nel ricovero

e tanti saluti, non venivano a trovarla

manco a Natale, ne aspettavano la morte

per poi fottersi i sudati risparmi

Quando mi parlava dei nipoti

una lacrima, una di numero le attraversava il volto

una sola, non di più…

l’argomento figli era tabù

ma un pettine di legno disciplinava la malinconia

sparsa su tutta la sua chioma canuta

ecco perché mi ritrovo

incapace di amori

resistenti nel tempo

relazioni autentiche durature sincere

tutte stronzate

non voglio essere nonno nonna padre

madre figlio figlia nipote zio zia amante amico

amica sorella fratello cugino cugina catorcio di carne

o animale domestico di nessuno

le relazioni umane sono tutte un Teatro dell’Opera

una specie di Racket della prostituzione

un furto d’identità

e intanto

l’anno scolastico

volgeva al termine

e con la vecchina

ci si dovette dire addio

ma prima di mangiarci insieme

l’ultima pasta di meliga

la nonnina mi rivelò

il suo più indicibile segreto:

Sai Giovan Bartolo, io nella vita ci ho avuto molti amanti

e ci avevano sacco d’herpes genitale

 

 

Panini alla Merda

In polverie o poesie on agosto 22, 2019 at 4:42 PM

Stramazzato

sul treno

accanto a me una madre

coi suoi tre piccoli figli

o abbozzi di figli, tre piccoli

capolavori d’arte moderna

sembrano dei “Picasso” in minatura

conciati alla “marinaretta” tipo Paperino

vestiti identici

nessuna presenza paterna

la mamma parla

al telefono con la sua

migliore amica

trattiene il pianto ma non può

il marito l’ha accannata

è fuggito fuggito

con un uomo

Cristo Santo, certo

il cazzo non poteva darglielo lei

povera Crista! Sai com’è…Madre Natura

le ha dato una fica due tette e un culo

e poi s’è femata per una pausa sigaretta

il marito l’ha mollata per un uomo

muscoloso segaligno spilungone tappo

mingherlino lardoso biondo bruno

fascista comunista gobbo granata

Dio Cristo! l’amore ferito è un pandemonio ossessivo

che ti tormenta financo al cesso!!!

ma ora i suoi bambini non ci vedono più dalla fame

Tira fuori i panini

i bambini latrano rompono il cazzo

hanno fame, una fame del diavolo

i loro minuscoli stomaci tirano scoregge

degne di un film con Alvaro Vitali

dalla borsa frigo

escono fuori dei panini al formaggio

i bimbi storcono il naso

“Merda! ancora panini al formaggio!”

“Cazzo mamma, sti panini puzzano, sanno di stalla!”

la mamma

vorrebbe piangere

ma non può

almeno non più

piangere è solo uno stupido inutile

patetico micragnoso esercizio di stile

la morte nel cuore

è una principessa divorata dagli incubi

la madre cerca disperata

un sinonimo al proprio piagnisteo

uno qualunque

tre piccoli avvoltoi

tre merde!

Scommetto che manco

credono più a Babbo Natale

sono degli “ometti” loro…

fatto il ruttino si attaccano ai telefonini

senza manco prendersi la briga di lavarsi

quei loro denti asimmetrici del cazzo!

pensavo a mia madre

manipolata gestita dentro i bordelli

non aveva tempo

di farmi i “panini al formaggio”

non aveva mai tempo per me

da lei ho imparato ad avere

un totale controllo sul mio tempo

e il mio spazio, il mio dannato spazio vitale

è necessario

troncare le relazioni d’amore

un attimo prima che subentri la morte

la morte fisica intendo

per quella spirituale

bisogna scroccare ancora un po

scroccare guadagnare tempo

cercare di capirci un qualcosa di più

ho trovato

un nenoato in una casseruola

di quelle che ci butti la pasta

morto

nemmeno sua madre

aveva tempo

di fargli i panini…

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