Giovan Bartolo Botta

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Terrorismo Alimentare

In polverie o poesie on novembre 28, 2019 at 5:32 PM

L’amore

non ha etica

ma tutto questo terrorismo alimentare

m’ha sfracassato i coglioni

che poi io, Cristo Santo! Sono

facilmente suggestionabile

già credo agli U.f.o alle scie chimiche

ai vaccini allungati coi metalli pesanti

credo all’esistenza dei puffi degli snorky

degli gnomi delle fatine degli elfi

dei Rettiliani e dei Pirati dei Caraibi

credo che Elvis sia ancora vivo

credo che Freddy ci abbia lasciato

per le cure dell’Aiz, e non, a causa dell’Aiz

già sto in fissa colle malattie per li cazzi mia

se poi, poco poco mi si scassa il cazzo

col cibo, mi si manda in paranoia

che non vivo più, Cristo Santo!

E il gelato fa venire i forunicoli, e il pane

fa salire il picco glicemico

e il formaggio fa venire

le ragadi anali, e la pasta ti fa

scoppiare il prolasso del disco

e le caramelle ti fanno venire

l’ernia del disco e i grissini

ti fanno diventare cieco, tipo come le pippe

e le carni rosse ti fottono il pancreas

e le carni bianche ti fottono la cistifellea

e le carni bordeaux ti fottono in gola

e i frutti di mare ti fanno venire l’epilessia

e il pesce te lo butta al culo, specie il Luccio…

e la frutta ti fa venire la sifilide, specie la Papaya…

e la verdura ti fa venire la peste bubbonica, specie il Sedano…

e il latte e i suoi derivati sono più

pericolosi d’una mandria di Hooligans inglesi ubriachi

e il thè verde t’abbassa troppo la pressione

e il caffè corretto sambuca te la alza troppo

allora lo correggi colla grappa e ti viene la metastasi allo scroto

e la birra ti rifocilla il diabete

e il vino ti stucca l’emorroidi

e la genziana ti fa diventare stitico

e i biscotti ti fanno venire la dierrea

e le sottilette la polmonite

e il cornetto la stenosi mitralica

e il prosciuttto cotto la tisi

e il prosciutto crudo la gotta

e la Mortadella l’herpes genitale

e la Bresaola la peste bubbonica

e il Salame la labirintite

e la Pizza ti provoca senso di colpa

e Cavallette nello stomaco

e allora finisce

che per campare, campare di rendita

mi ficco un semolino su per il culo

mi succhio una pastglia di vitamina C

intingo una galletta di riso in una scodella di merda

mi sbronzo col mio piscio

e la faccio finita…tifando la Juve!

Fino a 120 anni…120 anni, buttati nel cesso però!

The Lubitch History

In attualità, Poetry urban story on novembre 19, 2019 at 5:06 PM

 

Frascati. 16 novembre 1947. il prolifico regista tedesco Ernst Lubitch diventa padre per l’ennesima volta. Siamo al ventisettesimo figlio. Un figlio per ogni film. Tutti concepiti in letti diversi. A volte manca il letto. Spesso e volentieri manca l’utero. Lubitch soleva infatti concepire la propria prole seguendo il modello Namecciano : procreazione assistita tramite uovo in camicia. Dei suoi precedenti 26 figli, 22 sono pulcini, tre sono esordienti. In attesa di debuttare in Under 21. il ventisettesimo figlio è maschio. Battezzato Jack, come il seduttore di Greta Garbo nello struggente capolavoro di penna tolstojana “Ninotcka” . Da cui il grande regista trasse un film capace di fare piazza pulita di riconoscimenti, premi, onorificenze e menzioni. Lubitch senior è molto apprensivo nei confronti dei figli. Specie per ciò che riguarda l’aspetto della salute. Salute fisica e mentale. Li fa allattare direttamente da una mammella artificiale completamente sterilizzata. Dotata di latte pastorizzato ad eterna conservazione. Raggiunta l’età della 24 ore, i bambini sono sottoposti ad una vaccinazione perenne h24. Copertura sull’intera Enciclopedia Medica. Comprese le epidemie debellate da secoli, e le malattie ancora in fase di studio. Il preparato dei vaccini consiste in un maciullato di penicillina diluito nel Sidol. Praticamente, più che un concentrato galenico…una bomba ecologica. Ragginuto il primo anno di vita, i ragazzi vengono privati della consuetudinaria alimentazione. Niente merendine bevande gassate o snack. Ma pillole di celluloide. Per instillare in loro, a forza, la passione per il Cinema. E che cinema. Il meglio dell’Espressionismo tedesco. Ovviamente muto e in bianco e nero. Jack cresce guardato a vista da Titti, il suo personale pastore tedesco. Animale domestico nutrito a bocconcini di testosterone misto a Ciappy. Tant’è che il buon Titti, a distanza di decenni, è tuttora in vita. Arzillo come una capsula di viagra sciolto nella RedBull. Pesa 450 kilogrammi di muscoli. Senza un briciolo di massa grassa. Certo, è un cane fosforescente, con la coda lunga decine di kilometri, ma non si può avere tutto dalla vita. Quando Titti perde di vista il suo padroncino, succede il pandemonio. Sul set del film “Scandalo a Corte” il cinquenne Jack conosce l’attrice statunitense Norma Jean. 89 anni portati da Dio. Cupido ci mette lo zampino. Anzi, lo zampone e scoppia il Colpo di fulmine! Amore a prima vista, anzi…seconda. I due convogliano a giuste nozze sfidando il parere contrario delle rispettive famiglie. Oltre che il naturale sdegno dell’Opinione pubblica che ritiene antinaturale l’unione sessuale tra un bimbo quasi ancora in fasce e una ottuagenaria ormai prossima al decesso. Ma l’amore è cieco e la chimica ferormonica ci vede benissimo! Davanti ad un cippo della vergine Maria Vengono pronunciati i fatidici si. Testimoni di nozze il fidato segugio Titti e il mitico Saul, l’avvocato carogna di Breaking Bad. Norma vive di recitazione soffiata. Quasi soffocata. Ma la sua vera passione è la poesia. Va pazza per i poeti morti di seghe! Professionsti pipparoli tipo Pavese, Giacosa, Gozzano e Petrarca. Gente dalla sacca scrotale colma di rabbia. Il germe della poesia, nonostante l’abbondante e preventiva vaccinazione, contagia anche il giovane Jack. Che per compiacere la consorte comincia ad organizzare tornei declamatori tra le mura casalinghe. La voce arriva all’orecchio attento del severissimo genitore, che la prende di sbieco. Ernest detesta la poesia al pari dell’arte moderna. Considera i pittori dei pezzenti e i poeti una massa d’invertiti tossicomani alcolizzati dediti all’andatura di natica! È questione d’attimi. Si infila una Cinepresa in gola e si lascia travogere dalla tremeabonda morte per soffocamento! Hollywood si veste a lutto. Jack prova ad affrontare gli atroci sensi di colpa organizzando l’ennesima gara poetica mettendo in palio l’intera filomgrafia paterna su Vhs. Sarà un ulteriore beffa del destino. Norma Jean, amata moglie, s’appresta ad immolarsi nel famigerato “sacriface”. Sceglie di declamare un intero canto dell’Eneide. Sforzo eccessivo per una avvenente signora prossima al decubito. Già al terzo capoverso, l’ossigeno della guaina cerebellare comincia a vacillare. Scatta l’embolo, l’emorragia deborda otturando il sondino nasogastrico. Viene contattato d’urgenza un fottuto naturopata che prova a fermare la trombosi somministrando del grissino. Tutto inutile. I Castelli Poetry Slam, ora, si sentono catapultati su di un viale del tramonto. La divina Norma Jean, fanatica di poesia tritacoglioni, si spegne tragicamente per mano della sua stessa passione. Sabato a Frascati una ciurma di poeti della nuova generazione, guidata da un Jack Opo ancora listato a lutto (sono passati più di 70 anni) hanno dato vita ad una gara poetica in omggio alla scomparsa della grade star. Si calcola che durante i bagordi notturni, siano state consumate oltre 500 tonnellate di Glutine…
Juventus campione del Poetry Slam
Stadio Flaminio. Ore 20.45. Nasce il primo (ed unico) Poetry Slam a squadre. Il primo in assoluto nella storia della poesia performativa mondiale. Mastro di Cerimonie l’ex fischietto aureo PierLuigi Collina. Assistito dagli spiriti defunti dei compianti Tullio Lanese ed Alfredo Trentalange. Si sono sfidate rispettivamente, la grande Inter del Mago Herrera, il Grande Torino perito tragicamente a Superga, il Milan stellare di Arrigo Sacchi, il Napoli scudettato targato Maradona, la Lazio delle cosche allenata da Maestrelli, La Roma scudettata sotto protettorato del Duce, il Cagliari tricolore graffato Rombo di Tuono, la Samp del Nonno Boskov, il Genoa dei Pionieri, il Giappone di Holly&Benji, il complesso musicale di Benji&Fede e la Juventus dei dopati. Non c’è stata storia. Una gara a senso unico. La juventus dei drogati ha letteramente asfaltato la concorrenza. Ma procediamo con ordine. Il Napoli abbandona la competizione prima di Subito. A Maradona è saltato il bypass gastrico. Tocca alla Lazio delle cosche sfidare la Juventus. Chinaglia branca la fiocina e sfancula per sbaglio ReCecconi. Avanti i gobbi. Che trovano sul proprio cammino la Roma che marciò su Roma per compiacere Mussolini. Ma il Duce a sto giro bazzica orizzontale in quel di Predappio, e non può più raccomandare nessuno. Avanti i Gobbi. C’è il derby della Mole. Rigore per la Juve. Ovviamente inesistente. Avanti i gobbi. Ora c’è il Milan di Sacchi. Ma ormai lo stratega di Fusignano è un totale demente senile. Si crede Oronzo Canà, Schiera la sua squadra con la B-Zona. Ne incassa una caterva. Avanti i gobbi. Sul versante Opposto le genovesi s’annullano ingozzandosi di glutine. Benji&Fede sfidano Holly&Benji. Il duo musicale piglia gli schiaffi. Finalissima. La Juve dei drogati affronta il Giappone Reale. Mark Lenders prova subito a polverizzare le lavagnette sfoderando il famigerato declamo della Tigre. I gemelli Derrick si elevano in un Declamo Catapultato infernale. La juve sembra messa alle corde. Poi arriva una chiamata al cellulare…è Luciano Moggi. La juve dei drogati è campione del Poetry Slam.

 

In morte d’un Patriota Italiano

In polverie o poesie on novembre 12, 2019 at 2:47 PM

 

Quel tizio

aveva l’ossessione

di professarsi italiano

andava in giro cissava i passanti

_io sono italiano cazzo! E mostrava

i documenti agli sconosciuti

_si si okay amico sei italiano, adesso però vaffanculo

redarguiva la gente

che parlava utilizzando inglesimi

predicava la purezza della razza

disprezzava la contaminazione della lingua

parlava l’italiano corretto

quello del Manzoni quello della Crusca

s’esprimeva in Dolce Stil Novo

scopava la moglie in rima, perché era italiano

mostrava orgoglioso agli amici

il suo tricolore tatuato sul glande

beveva vino bianco italiano

il rosso no, il rosso lo schifava

peché gli ricordava gli Indiani d’america

i pellerossa che vivono nelle riserve indiane

e puzzano di cimurro

e vestiva solo marche italiane

rigorosamente di stilisti non finocchi

ma non era facile trovarne, allora

prese ad andare in giro nudo

come mamma italiana l’aveva fatto

nudo, pure d’inverno, anzi sopratutto d’inverno

e pavoneggiava la sua muscolatura italiana

levigata ed oliata sollevando pesi italiani

dentro una palestra italiana

e grazie ad una cura di antiossidanti italiani

mescolati ad integratori italiani

riusciva ad avere una costante erezione italiana

erezione italiana che metteva in bella mostra sui social

e ogni suo post italiano veniva commentato da una marea

di omosessuali, specie stranieri

inglesi americani tedeschi francesi

ma anche filippini, anzi soprattutto filippini

e questo lo faceva scapocciare

perché lui era prima di tutto

maschio eterosessuale italiano

che sgommava sulla sua fiat cinquecento

pittata di verde bianco e rosso

e cullava il sogno di diventare padre

padre italiano generatore di progenie italiana

faceva due coglioni cosi ai colleghi d’ufficio

_voglio una famiglia numerosa, cazzo!

_due figli, tre…

_ma no, di più, di più!

_quattro cinque..

_di più, di più…

_sei, sette…

_di più! Ne voglio almeno una cinquantina, solo maschi!

Più una cinquantina di RottWailer razza italiana che scorazzano in giardino

E per riuscire nell’intento

prima di chiavare la moglie

tracannava un bibitone a base di marsala italiano

e uovo sbattuto italiano tratto da allevamento di polli italiani

che gli centuplicava la potenza sessuale

ma nonostante lo sforzo italiano, la moglie non riusciva a rimanere incinta

e lui rimaneva con questa sacca scrotale italiana

colma di sperma italiano

che poteva darsela in faccia

e la moglie allora, stufa e arcistufa gli mise le corna

con un filippino gay, che la mise incinta

al primo colpo d’anca

e questo fattaccio fece precipitare il maschio italiano in depressione

una depressione tutta italiana

curata con psicofarmaci italiani

prescritti da un noto luminare aimè, ugandese

e la vita ti dà, e la vita ti toglie

e un bel giorno, i suoi anziani genitori

per tirargli su il morale!

Decisero di sbattergli la verità in faccia

_Gedeone, sei stato concepito

in Brasile, durante la Luna di Miele

che io e la mamma abbiamo fatto in Amazzonia

ci siamo fermati un anno, sei nato li

quindi sei anche Brasiliano! Anzi, soprattuttoBrasilano

Il Brasile, la patria

del bel calcio, non sei contento!?

Fu il tracollo! Questione d’attimi

Gedeone si fionda all’anagrafe

e si fa cambiare nome e cognome

da Gedeone Cicerchia a Italo Littorini

poi si butta nel primo ristorante italiano

che gli capita a tiro

e comincia a trangugiare

spaghetti pomodoro e basilico

piatti su piatti di spaghetti pomodoro

e basilico, e poi maccheroni Pizza Margheita

trangugia ighiotte lippa butta giù senza masticare

fino all’indigestione, un indigestione italiana

fino a quando sopraggiunge l’infarto

un infarto italiano mai stato così liberatorio

era morto un Patriota

un Patriota Italiano

una morte da eroe

un eroe italiano

e la notizia del decesso

fu subito riportata all’orecchio

del presidente della Repubblica

la Repubblica Italiana

che si strinse in

un sentito cordoglio

esprimendosi in un rispettoso e discrerto:

e sti cazzi!

Shane

In polverie o poesie on novembre 12, 2019 at 2:20 PM

ho Le Buie strade di Londra
ho i Ragazzi della Contea Inferno
ho Attraveso la città
ho Citazione Marinaresca
ho Fiumi di Whisky
ho Giù nella terra dove finiscono i vivi
ho Un paio d’occhi castani
ho Un letto di dolore
ho Pessime abitudini
ho Le Ossa del Cuore
ho Notte di Pioggia
ho Ragazza fatta di Salma
ho Fiondati nella Grazia di Dio
ho Fiaba Infame
ho Sedati accanto al fuoco
ho Rabbia fatta d’acido
ho Cattedrali di Cotone
ho L’inutilità del sorriso
ho ninnananne su strade asfaltate
ho targhe d’auto blindate
ho la Fossa di Lorca
tutto il resto
mi manca

Pompino

In polverie o poesie on novembre 8, 2019 at 4:58 PM

 

Un grande

amore, dovrebbe

finire prima di subito

prima ancora di cominciare

così da non lasciare

sul campo morti e feriti

che poi, Cristo d’Un Dio

a pulire le strade

da questi morti e feriti d’amore

mica ci pensa l’A.M.A

mica ci pensa Cristo che t’Aiuta

mica ci pensa Greta Thunberg

mica ci pensa la Madonnina del Buon Gesù

ci devono pensare

le famiglie, che devono

pure accollarsi le spese funerarie

e altre piattole burocratiche

_Pronto, famiglia Montecchi

è successo un casino!

_Pronto, famiglia Capuleti

devo darvi una brutta notizia…

ecco, un grande amore

dovrebbe restare latente

come un vulcano inattivo

starsene zitto in disparte

fumarsi tonnellate di sigarette

sbronzarsi come un dannato infedele

e non cagare il cazzo

un grande amore

non dovrebbe mai avvenire

dovrebbe vivere solo

nella tua testa, nella tua testardaggine

travestito da silenzio

che prova a fare un pompino

e il resto

è silenzio

Parafarmacia

In polverie o poesie on novembre 8, 2019 at 4:29 PM

 
E m’hai

preso per il culo

su Babbo Natale, per tutti

sti anni, mi dicevi

tranquillo che passa, anzi, visto

che tu sei tu, e sei stato più

bravo degli altri bambini, da te, passa due volte

e ti lascia sotto l’albero, ma pure sopra,

doppia razione di regali, ma non

regali di merda tipo soldatini di legno

o bamboline di pezza, no, regali fichi

gingilli tecnologici cinafrusaglie all’ultima moda

aggeggi all’ultimo grido

e per te c’è doppia razione di Panettone

e tripla razione di Pandoro, con un sacco di canditi

e di zucchero a velo, e il tuo Babbo Natale

è un Babbo Natale personalizzato

che non è più un pacioso bisonte, anzi

s’è iscritto in palestra fa pesi

si stimola col CardioFitness

mangia solo frutta secca

un damerino, un figurino

barba corta capello corto

vestito firmato griffato

il tuo Babbo Natale

profuma di puttana neozelandese

ha fatto macellare le Renne

ha licenziato i folletti

ha ingrandito l’attività

e ora fattura quanto una multinazionale del farmaco

e sniffa cocaina e beve Dom Perignon

e va con le prostitute e va coi Trans

e lotta per i diritti civili

delle prostitute e dei Trans

e prega sempre di meno

e rifiuta la Chiesa

e rinnega Dio e il Figlio di Dio

e s’è comprato una Lamborghini

e sgomma sferza frena accelera

e mette sotto i fascisti

e Wow! Wow! Wow!

E Bla! Bla! Bla!

Ma se m’hai raccontato cazzate

su Babbo Natale per tutti sti anni

chissà quante altre cazzate

m’hai raccontato, e la vibrazione

della tua voce è perfettamente

sintonizzata sulla frequenza delle cazzate

e alla voce cazzate sta scritto il tuo nome

e il tuo cognome e m’hai

raccontato cazzate sull’amore

amore per la natura amore per gli animali

amore per gli amici i nemici i conosciuti

gli sconosciuti amore per la merda

amore per la piscia e che se stai in amore

non ti puoi ammalare, quando invece, Dio fa,

ogni volta che sto in amore

il mio sistema immunitario

m’accanna di brutto

e mi piglia su di tutto

e l’amore mi diventa

qualcosa d’infetto infiammato

tipo sarcoma di Kaposi

herpes genitale sifiloma

candida albicans ragade anale

o prolasso rettale

e tu mi parli d’amore

e mi conficchi, con amore,

l’anti/virale su per il culo

e io perdo le forze

perdo i capelli

dimagrisco a vista d’occhio

sviluppo tutti

gli effetti collaterali possibili

e crepo da stronzo

per aver creduto

alle tue cazzate

cazzate d’amore si,

ma pur sempre

cazzate!

Bio Asma di Poesia Giovan Bartolo Botta

In Bio Asma di Poesia on novembre 4, 2019 at 5:06 PM

Giovan Bartolo Botta

Giovan Bartolo Botta nasce in un giorno di cuspide sulle pagine dell’Enciclopedia Medica Garzanti. Come un Calendario Gregoriano dell’avvento rimugina costantemente ossessivamente e compulsivamente sul suo apparato somatopsichico materializzando improbabili disturbi di Conversione. Nel suo primo anno di vita teme il profilarsi del polipo rettale. Nel suo secondo anno di vita teme la presenza invadente dei denti del giudizio incastonati tutti nella medesima porzione d’arcata dentaria. Nel suo terzo anno di vita manfinesta chiari sintomi da gomito del tennista. Il collega di segno zodiacale Jonh Mc Enroe gli spiegherà la chiara natura psicosomatica del sintomo. Nel quarto anno di vita tocca fare i conti con l’immotivata paura d’aver contratto la Dengue. Una rara malattia tropicale debellata dai tempi del Brasile targato Pelè. Nel quinto anno di vita un noto ginecologo pedemontano lo caccia dall’ambulatorio a pugni sui denti. Intimandogli con le cattive di non farsi più vedere nei paraggi. Nel sesto anno di vita è l’alluce valgo a tormentare i suoi sonni. Il settimo anno di vita è un anno di transizione. Dove tutto procede per il meglio grazie all’assunzione di massicce dosi di Roipnol. L’ottavo anno di vita il Cuore sussulta. Non sono farfalle nello stomaco. Non è amore. Bensì Foro di Botallo. Una patogenesi cadiaca di origine congenita. Curata toppando la falla con dello scotch da pacchi. Il non anno di vita ci sono i Mondiali di Calcio griffati Totò Schillaci. Le proverbiali notti magiche. Il decimo anno di vita la svolta! Cinquemila vaccini in un colpo solo! Anticipando in sordina il Decreto Lorenzin. Il resto è storia moderna nonché contemporanea, una paranoica profilassi e la quarantena scontata nelle stanze sterili del Nosocomio Asma di Poesia!

Tipo Atlantide

In polverie o poesie on novembre 4, 2019 at 4:36 PM

Immagino

i giorni di mia madre

incinta di me

con le sue voglie

irrisolte di caramello salato

immagino i petali strappati

alle margherite le pisciate a notte fonda

gli elettrodi al cervello

la pioggia sopra i pensieri

mancano cinque giorni

cinque giorni a quel parto

congedo sempre più simile

ad un dolce vaffanculo

come quando l’ano

si libera da un tappo di merda

e c’è in giro un umidità pazzesca

e io immagino i giorni

di mia madre incinta di me

lo tengo o non lo tengo

m’ama non m’ama m’ama non m’ama

lo tengo o non lo tengo

che poi c’è chi prenota un cesareo

chi s’affida al ferro da calza

chi al Santo Patrono

in ogni caso la scelta, non è mai

del tutto nelle tue mani

c’è il parere di quello

il consiglio di quell’altro

ci sono maschi pronti a fare da padri

e uomini decisi a farsi da parte

di solito però, ad ejaculare

nell’epicentro,…sono i secondi!

ci sono terreni fertili

dentro madri moribonde di rabbia

e io immagino i giorni di mia madre

incinta di me, apostrofare gli sgoccioli

immagino la rottura delle acque

acque di uno strano

colorito verdastro

che poi ci si mettono di mezzo

pure le coliche

le contrazioni le doglie

il travaglio il respiro affannato

il rischio di scivolare lentamente

nella setticemia

l’ostetrica che

lo succhia al primario

il primario svuotato

che dirige l’uscita dall’utero

come un maestro d’orchestra

va tutto bene va tutto bene

ragazzina, spingi, spingi

allegria alleluja brava gente

ora pro nobis

ecco tuo figlio

potete fare a cazzotti

immagino

i giorni di mia madre

incinta di me

e io che

innamorato di lei

per non scarnificarla

scompaio

tipo

Atlatide

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