Il ragazzo
entra sculettando
seguito dal personale gineceo
tipo una ventina di ragazzine
su di giri alla prima mestruazione
l’atteso menarca che dà il via libera
alla sospiratà attività d’aspiranti bocchinare
il gruppetto se la sente calda
lui ha la voce in maschera
parla come Topolino
quando lo piglia al culo
è arrogante supponente
vuole declamare per primo
il suo seguito femminile si infoia coi selfie
grida urla, paiono groupie
in attesa di farsi bagnare la passera
da un segno delle croce
di Justin Biber, io sono paziente
buon samaritano porgo
l’altra guancia provo a farlo
ragionare cerco il suo cervello
altrove da qualche parte e gli
sussurro all’orecchio che la serata
non è Amici, X-factor, San Remo giovani o la sagra
della salsiccia impanata, c’è
uno spettacolo rodato
provato e riprovato
gli ospiti sono il dulcis in findo
se gli va passa alla fine
altrimenti s’attacca al cazzo
che tanto non gli dispiace
ma lui non ci sente dall’orecchio destro
e il sinistro gliel’ ha reciso
l’anonima sarda, che poi l’ha scaricato
a calci in faccia nella barbagia perché quando si lagnava
e chiamava la mamma, raggiungeva certi acuti
che laceravano le emorroidi
e del riscatto sti cazzi!
Il tipetto è una furia si sgola
tipo checca isterica pare Peter Pan
quando gli dicono che je tocca invecchià
tento di calmarlo colla tecnica del dito nello sfenoide
ma la sua fame di palco è più forte
“ci parlo io”, fa Daniele Capaccio
con tono docile, poi gli afferra le orecchie
gli piazza la bocca sulla faccia
e comincia a mangiarselo stile
Silenzio degli Innocenti
ora le ragazzette hanno smesso d’agitarsi
Per prudenza Alfonso j.f.l Canale
sequestra i loro smarthphone, Enzo Tatti
fa un fischio, una manciata di speccini
s’avvicina soldo alla mano, è il Tatti
a mercanteggiare, la serata è svoltata
in termini di soldi, gli spaccini si sono
fatti anche usurai ricettatori taglieggiatori
hanno migliorato i curricula ora possono
pure schiodare, o se vogliono restare devono
tapparsi il cesso, intanto il corpo del fuscello
s’agita davanti al palco, comincia a nastare
sono i fasci di nervi che danno
gli ultimi colpi di ventre
le ragazzine paiono statue di sale
piscio e merda esce a quintali dai loro orefizi
Matteo Mingoli ha preso
prima di subito a lavorarsi il barista
Daniele Casolino ha decisamente altri interessi
pasticcia con gli aggeggi tecnologici
ogni tanto s’intasca uno spinotto
dalla sua ha già maturato numero tre Cuba Libre
i poeti somigliano a piloti di formula uno
ai nastri di partenza le ugole rombano
come fottuti motori si stringe il pertugio del pus
e si pigia il piede sull’accelleratore
i convenevoli sono a base d’insulti
serviti al pubblico su un piatto d’argento
in puro stile comedian ma con una giunta
di paranoia ipocondriaca nonché di
schizofrenico autolesionismo
Lucrezia Lattanzio, fresca di gita in Siberia, apre il sipario
vestita da Gestapo, è non è una provocazione
bofonchia qualche bestemmia in cirillico
canta i versetti del messale
fa salire sul palco un tizio a caso
lo processa a livello sommario
stile prigione del popolo
poi lo fucila a muro e ne divora
le carni tipo “Spesa Proletaria”
la serata Asma di Poesia è finita
prima ancora di cominciare
morti feriti dispersi cirrosi epatica
e il solito lento inesorabile
scivolare nei meandri
dell’Asma