Tito Camallo alias Daniele Capaccio
la prima volta è stato in un bar. Al Quartiere Indocina. Ore 12.30. Il ragazzo è in compagnia d’un ragazzino. Che dimostra su per giù 8/9 anni. Il ragazzino ha le bretelle. Color Cachi. I foruncoli. In piena eruzione di pus. Gli manca un pezzo di faccia. Forse, gliel’ha rubata la pubertà. Mi sono presentato. -Piacere, Giò Barattolo. Il tipo mi rutta ll suo nome. -Piacere Tito, Tito Camallo. Poi, afferra la testa del ragazzino. La sbatte contro il bancone. Forte. Ripetutamente. Come una canzone dei 99 Posse. Quando il bimbo gli pare intontito al punto giusto, addenta. Ora al ragazzino gli mancano due pezzi di faccia. -Vuoi favorire!? -No grazie, ho già pranzato -è carne di prima scelta!? -sto a posto grazie! -preferisci incularlo? non fare complimenti- ecco si, magari dopo. Ordino una mezza pinta. Lui pure. Prosit! -Dunque mi parlavi d’un collettivo di poesia.-esatto-che genere di poesia? -brutta, di quelle che vanno a capo-io non scrivo poesia, ok!?-ah no?-no-perché?-è roba da froci!-lo è!- io scrivo racconti-perfetto! Pausa. Lunga. Di quelle che s’abusano a teatro. Tito torna a lumarsi il ragazzetto. Gli piglia il braccio. Lo snuffa. Lo sberlicca. Lo condisce. Lo trancia. Asciuga la sua birra. Si scola la mia. S’abbiocca. Pago. Esco.
Recanati alias Matteo Mingoli
Recanati. Lo chiamano così. Per Leopardi. Lo schifa. Quando vede un tipo con la schiena curva, gli prudono le mani. Anni fa s’era presentato ad una serata di poesia performativa. Con tre taniche di benzina. Il numero perfetto. Le aveva sparse nel locale. Aveva appizzato il fuoco. La serata era saltata. I poeti galoppavano come torce! Quando sono arrivati i pompieri, era tardi. Troppo tardi. I soccorsi arrivano sempre troppo tardi. È la prassi. Gli espongo l’idea del collettivo. Mugugna. Ha i nervi a fior di pelle. Balza in piedi. Placca un tipo. Uno a caso. Gli versa sulla testa un barattolo di colla. Poi, gli strappa il cuoio capelluto! -Che mi dici di Leopardi!? Mi urla. -Un gobbo di merda! -Ah ecco, Porco Dio! Ha bestemmiato, deduco che l’idea del Collettivo gli vada a genio.
Ostia Beach alias Enzo Tatti
Con Ostia Beach ho appuntamento all’Idroscalo. Ostia è un tipetto singolare. Crede nella vita oltre la vita. Adora la quiete, la calma. Detesta perdere tempo. Quando ha bisogno di compagnia, impaglia gli amici. Sta scarabocchiando versi al tavolino del bar.Su un tovagliolo. Un tovagliolo di pietrapomice. Davanti a lui, seduto, c’è il corpo di Pasolini. Imbalsamato. Impagliato come uno Stambecco. -Pier saluta! Ostia lo comanda a bacchetta. Animandolo con dei fili tipo “Marionette che Passione”. Pare d’assistere al Teatro dei Pupi. Dei Burattini. Il cameriere serve al Pier imbalsamato una tazza di cioccolata.Stile Ciobar! Pier la fa fuori dal vaso. Ostia gli molla un pizzone che quasi gli sradica la faccia dal collo. -Mi dicevi al telefono d’un collettivo di poesia…
Bombastic alias Lucrezia Lattanzio
Trovarla è stato difficile. Abita in una Prigione del Popolo. Circondata da tombe profanate. Sono le tombe dei Grandi Capi di Stato. -Vedi, li riposa il maresciallo Tito! Negli anni 70 gli ho infilato un dito nel culo! E lui è stato muto! Muto! Tira fuori una Gabbia di legno. Tipo per conigli. -Qui c’ho schiaffato le ceneri immonde di Nicolae Ciaucescu. E di sua moglie Pinuccia. Pinuccia Ciaucescu. -Raccontami-Era il 1989. Stavo in Piazza Timisoara. A declamare poesie contro l’infame regime del caudillo rumeno. Dopo lo spettacolo ho raggiunto il dittatore. S’era rifugiato nel Palazzo di Ghisa. E gli ha ruttato in faccia. Il dittatore s’è preso il coccolone. Ed è morto. Morto d’infarto. Da quel giorno oltre la cortina di ferro mi chiamano “Bombastic”. In occidente invece, non mi chimano più…, ma cos’è sta storia del collettivo Asma?
The Dallas CowBoy alias Alfonso J.F.L Canale
Quando L’America l’ha pizzicato ha dovuto chinare il capo. E capitolare. Ha buttato giù le Torri Gemelle. A capocciate. Colpa d’una delusione. Una delusione sentimentale. Lei si chimava Karen. Conosciuta a Parigi. In gita con la scuola. Anche Karen stava in gita. Con la scuola. Karen era la tipica ragazzona del New Jersy. Pelle rosa tipo Bubble Gum. Un appetito feroce. Gli ha ferito il cuore con un coltello da bistecca. Lui s’è vendicato con L’America. Accanendosi contro i Grattacieli di Ground Zero. Buon per lui che hanno dato la colpa agli Arabi. Nel frattempo Karen s’è maritata. Ha messo su famiglia. Qualcosa come 39 figli. E qualche cane. Molti Cani s’è l’è lavorati di barbecue! Molti figli però non c’è l’hanno fatta. La madre se li è mangiati. I Democratici lo detestano. I Repubblicani pure. In America l’hanno ribatezzato The Dallas CowBoy. Scrive poesie. Poesie d’amore. Che Karen non può più ascoltare. Perché lui scrive in italiano. Lingua che Karen non capisce. Sta lippando un polifosfato. -…Ma quindi sto Asma, lo famo!?
Turbo Tommy alias Daniele Casolino
Si chiama Turbo Tommy. C’è del marcio in lui. Ha suonato la batteria con gli Who. Meglio di Keith Moon. Molto meglio. Più tecnica, più inventiva. Ma Moon era un raccomandato. Nessun rancore. Sono usciti a festeggiare. Insieme. Sono stati al pub. Tommy ha offerto parecchi giri. Giri di Valzer. Giri di Vodka. Moon ha ingollato. La mattina dopo stava seduto alla destra del Padre. Alla destra. Perché a sinistra c’era già Bonzo. Bonzo Zeppelin. Tommy m’aspetta. In una vineria del suo Quartiere Natale. Centocelle. Lo stesso dei Centocelle Dream Man. Un gruppo di Ballerini Checca molto in voga negli anni 90. HA voglia di parlare Turbo Tommy. Di Confidarsi. Mi parla della sua ultima fiamma. Amy. -Amy chi gli domando? Amy WineHouse. Era il mio tesoro. Quella notte d’ottobre mi stava schiaffeggiando sul culo. Picchiava sodo, quando nella stanza d’albergo è entrato il cadavere di Liz Teylor. E…vabbè che te lo dico affare!?. Infatti. Per Tommy è stato amore a prima vista. Anzi seconda. Amy fiutato il tradimento dell’anima, è corsa in birreria e s’è lasciata andare al bivacco. E al turpiloquio. Poi il mattino dopo s’è piazzata al centro del Padre. Perché a destra ci stava già Moon. E alla sinsita Bonzo. Bonzo Zeppelin. L’Amore va dove trova posto…Tommy trova posto in Asma. E sul 19, quando passa…