Giovan Bartolo Botta

Archive for Maggio 2020|Monthly archive page

BORIS ai tempi del Covi-d

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 29, 2020 at 3:55 PM

 

Vaccinare Tutto

Vaccinare e Vaccineremo!

Tutto! Senza lasciare nulla d’Intentato!

Vaccinare Tutto! Senza Troppe Inutili Cerimonie!

Vaccinare le posate le pentole

vaccinarsi tette e culo cazzo e palle

fica e unghie labbra e lucidalabbra!

Avanti Miei Prodi! Impugnare la Sirnga

Mostrare la Purga Minacciare di Morte

e Instillare la Sbobba! Vaccinare Vaccinare Vaccinare

Vaccina Oggi Ciò Che Potresti Vaccinare Domani

Chi Vaccina da Se Vaccina Per Tre

Tanto va la gatta al Lardo che gli serve più Vaccino

Se Maometto non va al Mare e perché va all’A.s.l

Chi la fa, la Vaccini, Se sono Rose, vanno Vaccinate

Se mi ami mi Vaccini, Dacci Oggi la nostra Difterite Quotidiana

Belli&Vaccinati,Vaccinati&Dannati, Va dove ti porta il Medico

Il Buono, Il Brutto e il Vaccinato, la Classe Operaia va in Ospedale

Il fascino discreto della Vaccinazione, 2001 Odissea in Ambulatorio

20.000 Aghi sotto i Mari, Questa Sera si Vaccina a Soggetto

il Medico di OZ, Alice nel Paese dei Difterici

Zanna Bianca, si, ma Vaccinata Per Dio!

Vaccinare Vaccinare Vaccinare! Biascica, Vaccina TUTTO!

Quello me lo fai vaccinare, il Pelato Pure

il Cappellone lo spedisci in Ambulatorio

che gli passa la voglia di fare il Fricchettone

al Biondo gli fai 3 Difteriti, 6 Parotiti, 9 Pertossi e 116 Morbilli

al Bruno gli fai leccare direttamente la Pustola Purulenta della Vacca!

Forza Gente! Muoversi! Qua Stiamo Battendo la Fiacca!

Se becco qualcuno che gioca a fare li Lasasista lo Caccio!

Forza Ragazzi, Venitemi Incontro, Diamoci una Mano

Qui Non C’è Da Scherzare, Qui c’è da Salvare un Paese

Rimettere in Moto L’Economia Rimettre in Careggiata la Gente

Dare il beneplacito al Campionato di Calcio Affossare il Teatro

Incularci i Poeti fotterci la Poesia Pisciare in Culo ai Pagliacci del Circo

Forza, fate funzionare il Cervello, lavorate di Fantasia

Servono Vaccini, Più Vaccini, L’Ordine è Perentorio: Vaccinare Tutto!

Vaccino contro la Forfora! Perfetto! Contro l’alluce Valgo

andata! Cosa abbiamo laggiù!? Vaccino Contro I Pirati!? Ottttimoooo!

Così vi voglio! Fantasia! Ci vuole Entusiasmo!

Vccino contro l’altito pesante! Si non male

ma potete fare di meglio! Forza! Sbizzarritevi!

Vaccino Contro la Zuppa di Lumache! Geeeniooooo!

Vaccino Contro le lasagne al Ragù, senza Ragù! Splendido!

Vaccino contro i Piedi Piatti!? Intesi Come Sbirri!?

Uhm, non so se ce lo lasciano fare…cmq Teniamolo, non si sa Mai

Forza Gente! Vaccinare Tutto! Fate Funzionare le Meningi

i più creativi saranno premiati con una scorta gratuita

e MAI TESTATA DI ESAVALENTE, avanti ragazzi, dateci dentro

Vaccino contro la Paralisi Flaccida! Eh no! E questo non me lo devi dire

Scusa ma mi deludi, ma non lo sai che è IL VACCINO

CHE DEVE FARTI VENIRE LA Paralisi Flaccida! Dai su

Non perdiamo tempo, andiamo avanti! Vaccino Contro

il formaggio svizzero senza buchi! Perfetto! Così vi Voglio!

Rapidi! Scattanti! Urgenti! Vivaci! Vaccinare Tutto!

Vaccino Contro i Bagnini Omosessuali! Ottimo!

Questo da destra ce lo pagano Oro! Vaccino contro i Ficcanaso!

Splendido! Questo a Sinistra ce lo pagano in contanti al brucio! Vaccino

Contro i Senza Dio! Gagliardo! Con Questo al Centro ci fanno Santi Subito!

Che c’abbiamo ancora!? Vaccino Contro gli Analogici

alla Grande, questo i Cinque Stalle ce lo pagano in Nero!

E poi, e poi, che abbiamo ancora

Vaccino Contro Orge

Assembramenti Sociali

Piazze Stracolme Strade Stipate Bar

e Teatri Aperti! Perfetto! Pronti che la Giriamo!

E Dai Dai Dai che questa c’è la Portiamo a Casa!

SILENZIO PER FAVORE

Un attimo di Concentrazione

e motore…

BORIS AI TEMPI DEL COVID 168/Prima

E…Azione

-Oh Giulio, il Virus ce lo sta buttando al culo!

-Oh No!

-Oh Si!

-Piano Piano ci sta inculando a tutti, e senza Vaselina…

-Oh no!

-Oh si!

-Si sta fottendo l’intero Mondo, il Cattivone…

-Oh Giulio, cosa possiamo fare per pararci il Culo…?

-Oh cara, ce solo una cosa da fare…

laddovè echiancea propoli vitamine minerali lisozima

omeopatia integratori plasma ossigeno e altri rimedi

demmerda hanno fallito, l’unica cos da fare eh…

-Che Cosa!? Che Cosa Giulio Dimmelo!

-Vaccinare Tutto!

STOOOOOP Buona!

Capolavoro!

Grazie a Tutti per Oggi abbiamo Finito! A Domani!

BORIS ai tempi del Covi-d

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 29, 2020 at 3:53 PM

Vaccinare Tutto

Vaccinare e Vaccineremo!

Tutto! Senza lasciare nulla d’Intentato!

Vaccinare Tutto! Senza Troppe Inutili Cerimonie!

Vaccinare le posate le pentole

vaccinarsi tette e culo cazzo e palle

fica e unghie labbra e lucidalabbra!

Avanti Miei Prodi! Impugnare la Sirnga

Mostrare la Purga Minacciare di Morte

e Instillare la Sbobba! Vaccinare Vaccinare Vaccinare

Vaccina Oggi Ciò Che Potresti Vaccinare Domani

Chi Vaccina da Se Vaccina Per Tre

Tanto va la gatta al Lardo che gli serve più Vaccino

Se Maometto non va al Mare e perché va all’A.s.l

Chi la fa, la Vaccini, Se sono Rose, vanno Vaccinate

Se mi ami mi Vaccini, Dacci Oggi la nostra Difterite Quotidiana

Belli&Vaccinati,Vaccinati&Dannati, Va dove ti porta il Medico

Il Buono, Il Brutto e il Vaccinato, la Classe Operaia va in Ospedale

Il fascino discreto della Vaccinazione, 2001 Odissea in Ambulatorio

20.000 Aghi sotto i Mari, Questa Sera si Vaccina a Soggetto

il Medico di OZ, Alice nel Paese dei Difterici

Zanna Bianca, si, ma Vaccinata Per Dio!

Vaccinare Vaccinare Vaccinare! Biascica, Vaccina TUTTO!

Quello me lo fai vaccinare, il Pelato Pure

il Cappellone lo spedisci in Ambulatorio

che gli passa la voglia di fare il Fricchettone

al Biondo gli fai 3 Difteriti, 6 Parotiti, 9 Pertossi e 116 Morbilli

al Bruno gli fai leccare direttamente la Pustola Purulenta della Vacca!

Forza Gente! Muoversi! Qua Stiamo Battendo la Fiacca!

Se becco qualcuno che gioca a fare li Lasasista lo Caccio!

Forza Ragazzi, Venitemi Incontro, Diamoci una Mano

Qui Non C’è Da Scherzare, Qui c’è da Salvare un Paese

Rimettere in Moto L’Economia Rimettre in Careggiata la Gente

Dare il beneplacito al Campionato di Calcio Affossare il Teatro

Incularci i Poeti fotterci la Poesia Pisciare in Culo ai Pagliacci del Circo

Forza, fate funzionare il Cervello, lavorate di Fantasia

Servono Vaccini, Più Vaccini, L’Ordine è Perentorio: Vaccinare Tutto!

Vaccino contro la Forfora! Perfetto! Contro l’alluce Valgo

andata! Cosa abbiamo laggiù!? Vaccino Contro I Pirati!? Ottttimoooo!

Così vi voglio! Fantasia! Ci vuole Entusiasmo!

Vccino contro l’altito pesante! Si non male

ma potete fare di meglio! Forza! Sbizzarritevi!

Vaccino Contro la Zuppa di Lumache! Geeeniooooo!

Vaccino Contro le lasagne al Ragù, senza Ragù! Splendido!

Vaccino contro i Piedi Piatti!? Intesi Come Sbirri!?

Uhm, non so se ce lo lasciano fare…cmq Teniamolo, non si sa Mai

Forza Gente! Vaccinare Tutto! Fate Funzionare le Meningi

i più creativi saranno premiati con una scorta gratuita

e MAI TESTATA DI ESAVALENTE, avanti ragazzi, dateci dentro

Vaccino contro la Paralisi Flaccida! Eh no! E questo non me lo devi dire

Scusa ma mi deludi, ma non lo sai che è IL VACCINO

CHE DEVE FARTI VENIRE LA Paralisi Flaccida! Dai su

Non perdiamo tempo, andiamo avanti! Vaccino Contro

il formaggio svizzero senza buchi! Perfetto! Così vi Voglio!

Rapidi! Scattanti! Urgenti! Vivaci! Vaccinare Tutto!

Vaccino Contro i Bagnini Omosessuali! Ottimo!

Questo da destra ce lo pagano Oro! Vaccino contro i Ficcanaso!

Splendido! Questo a Sinistra ce lo pagano in contanti al brucio! Vaccino

Contro i Senza Dio! Gagliardo! Con Questo al Centro ci fanno Santi Subito!

Che c’abbiamo ancora!? Vaccino Contro gli Analogici

alla Grande, questo i Cinque Stalle ce lo pagano in Nero!

E poi, e poi, che abbiamo ancora

Vaccino Contro Orge

Assembramenti Sociali

Piazze Stracolme Strade Stipate Bar

e Teatri Aperti! Perfetto! Pronti che la Giriamo!

E Dai Dai Dai che questa c’è la Portiamo a Casa!

SILENZIO PER FAVORE

Un attimo di Concentrazione

e motore…

BORIS AI TEMPI DEL COVID 168/Prima

E…Azione

-Oh Giulio, il Virus ce lo sta buttando al culo!

-Oh No!

-Oh Si!

-Piano Piano ci sta inculando a tutti, e senza Vaselina…

-Oh no!

-Oh si!

-Si sta fottendo l’intero Mondo, il Cattivone…

-Oh Giulio, cosa possiamo fare per pararci il Culo…?

-Oh cara, ce solo una cosa da fare…

laddovè echiancea propoli vitamine minerali lisozima

omeopatia integratori plasma ossigeno e altri rimedi

demmerda hanno fallito, l’unica cos da fare eh…

-Che Cosa!? Che Cosa Giulio Dimmelo!

-Vaccinare Tutto!

STOOOOOP Buona!

Capolavoro!

Grazie a Tutti per Oggi abbiamo Finito! A Domani!

L’Immunizzazione della Poesia

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story on Maggio 29, 2020 at 2:18 PM

 
(Poesa&Vaccini, la Ripartenza)

I Teatri Saranno i penultimi a ripartire. Gli ultimi saranno I Poetry Slam. E le serate di poesia performativa in generale. Con o senza gara, contenzioso, dibattito, zuffa, rissa, cazzeggio, turpiloquio, frizzo, lazzo, sberleffo, rutto, pacche sulle spalle, strette di mano, scazzottate, salamelecchi,manipolazioni, atti di ruffianeria e scoregge. Certo, ci saranno cambiamenti. Eccome se ci saranno. Ci saranno “significativi” cambiamenti. A cominciare dal luogo “fisico”, dove si terranno le serate: L’Ambulatorio. L’Ambulatorio medico. Ogni città avrà il permesso d’organizzare letture pubbliche di poesia facendo riferimento al personale distretto Sanitario. Bar, Birrerie e luoghi all’aperto saranno un lontano ricordo. Così come lo saranno gli assembramenti sociali e i brindisi. Il pubblico sarà selezionato ad invito. Gli inviti verranno fatti dall’Ufficio Anagrafe di riferimento. Per un massimo di 10 persone. Amanti&Raccomandati esclusi. Tra questi 10 individui dovrà saltare fuori la giuria. Cinque persone. Scelte a Sberle! Possibilmente al di sotto dei 37.5 gradi di febbre. Febbre che sarà misurata all’Ingresso. Da un sospensorio informatizzato. -Bit, Bit, 36,4 pre-e-go signo-ra entri! Bit! La somministrazione di bevande sarà sostituita dalla somministrazione di farmaci generici come anti/piretici, tachipirine, paracetamolo, lisozima e supposte di caglio. Chi manifesta eventuali tremori, sussulti del diaframma, sudorazione, brividi, herpes genitale, herpes labiale, tosse, starunti, muco vischioso e altri sintomi riconducibili all’influenza rischia pene che vanno da un minimo di 26 anni di carcere alla fucilazione. A muro. Obbligo di guanti e mascherine. Vabbè, questo è scontato! Amuchina ingollata come se fosse Birra alla Spina. Sanificazione continua di strumentazione (leggio/microfoni/aste/mixer/cassa), ma anche di eventuali tecnici e/o addetti a mansioni di lecchinaggio, spia, piaggeria, galoppismo, ruffianaggio e tapezzeria. Ma la vera grande novità della ripartenza poetica saranno: I VACCINI. TUTTI. INSIEME. APPASSIONATAMENTE. OBBLIGATORI. SOMMINISTRATI PER VIA PARENTERALE. IN UN COLPO SOLO. A SALIRE! Si viaggia a botta sicura! Il massimo della profilassi. Un autentico miracolo immunologico!
Questa massiccia azione sanitaria coercitiva presenta notevoli vantaggi. Le serate dovranno essere rapide, veloci, senza troppe cerimonie. Sarà necessario, anzi doveroso, evitare il bivacco, con la gente che si mette seduta comoda, cicca in bocca a ciarlare di poeti, poesia, libri o cazzi personali. La ripartenza esige il Coprifuoco. Nel pieno rispetto delle disposizioni governative nazionali. E Che succede se stordisci poeti ed MC di vaccini!? Semplice, acceleri la pratica. Acceleri la pratica, finisci presto. Anzi, prima di subito. Serate di poesia ultra rapide e poi tutti a casa. Come nei Regimi Fordisti! I pooeti iper vaccinati, da sani e dinamici che erano, privati, grazie alla sbobba vaccinale, dei cinque sensi, ti diventano statici e silenti. Statue di Carne e Vestiario. Praticamente una gara di Scena Muta. Niente più battute, collegamenti ironici, speculazioni filosofiche, presentazioni ammiccanti, immagini lacrimevoli o ritmo che stordisce! Basta! Stop! Questi Tempi Sono Finiti! Con un bel beverone in vena di antitetanico/difterico porti a casa la serata in dieci minuti. Dieci poeti ad esibirsi!? Tac! 30 secondi a poeta! 20 secondi di presentazione (muta) e altri 10 secondi per votare! Poi tutti a nanna! Che dite gente!? Il massimo della vita! Le principali associazioni poetiche nazionali si sono già riunite in commissione viglianza (insieme ad autorevoli membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) per stilare l’adeguto Piano Vaccinale! Sbam! Sbam! L’Aggiornamento della profilassi sarà puntualmente tracciato su smartphone. Ovviamente chi non s’adegua, tiene il passo, china il capo, genuflette il perone, mette in discussione, pone dubbi, fa domande, cerca risposte o prefersice curarsi con omeopatia, fitofarmaci, integrazione vitaminica e minerale, terapie olistiche è libero di farlo. Ma è fuori dai giochi! Gli saranno sottratti i documenti, cancellata l’identità e potrà darsi le poesie in testa o frantumarsele sui coglioni! Le idee sulla composizione a casaccio del piano vaccinale stanno procedendo a spron battuto. C’è ne per tutti i gusti. Per esempio, ai poeti particolarmente introversi, emotivi, che amano scrivere versi d’amore si pensa di sistemarli a modino con un siringone esavalente che prevede Pertosse/Rosolia/Morbillo/Scarlattina/Orecchioni/Acne Sebaceo, utilizzando come agente aggregante qualcosa di particolarmente stuzzicoso e letale come il Perossido D’Antracite! Per quei poeti dinamici musicali soliti rappare, rimare o muovere gli arti negli spazi si pensa di dosarne le energie sospendendole definitivamente grazie al temuto Timesoral. Il famigerato Vaccino farcito di metallo pesante. Tolto dal mercato sanitario addirittura già negli anni 50! Al fine d evitare cazzi con le assicurazioni private! Per i poeti che scrivono cose spiritose si pensa bene di levargli il ghigno dalla faccia somministrando loro il Sabim. Il più temibile dei vaccini! C’è dentro di tutto! Albume d’uovo, cerume, filetto di Sgombro, Bastoncini Findus, Sorrisini Findus, Aghi di Istrice tritati, Scarpe da Tennis (la famose e introvabili Nike di Agassi). Un dose massiccia di Sabim e ti passa la voglia di ridere! D’altronde c’è poco da ridere! La poesia è una cosa seria! Il senso dell’umorismo va Raso al Suolo! Ma c’è da sistemare anche quei poeti che scrivono lagne che sembrano sedute sul lettino dello psicanalista. Rime che ammiccano al nobile ottuplice pensiero orientale. Dove tutto è sofferenza! L’Amore è soffrenza! La minestrina è dolore! La pastasciutta è dito al culo! Per questo tipo di poesie va prescritto il vaccino emofilo di tipo B. Perchè!? Semplice! Perché provoca fotosensibilità mista a convulsioni. Ottimo sistema per silentare la penna. Ma il vero tocco di genio sanitario è previsto per i poeti sudamericani di lingua lusitana cuspidati e calcisticamente granata ai quali sarà fatta leccare direttamente una pustola di Vaiolo. In Puro stile Edward Janner. I Poeti che amano improvvisare o dilettarsi di free style saranno tenuti a bada da quel milione di dosi di vaccino contro l’Aviaria comprati dal Governo e lasciati a marcire nei Banchi Frigo dei SuperMercati. Dentro gli alimenti, ovviamente! E che la festa poetica abbia inizio! Ma non finisce qui! Come diceva Corrado, alla Corrida di Corrado! C’è una piacevole Sorpresa! Una sorpresona per i più piccini! Scuole Chiuse!? No Problema! I bambini amanti della poesia performativa ( se mai ce ne fossero), reclusi a casa, a rincoglionirsi di paracetamolo , si possono sbizzarrire. E inventarsi proposte di vaccinazione su patologie invaccinabili. Tanto per avere altre pappagorgie da schiaffare in vena ai loro poeti preferiti. Vaccini contro la forfora, l’unghia incarnita, l’alluce valgo, la disfunzione erettile, l’alito che sa di aglio, il piede a martello, la caviglia fina, lo scroto calante, lo sguardo discendente, la cataratta, la ragade anale infiammata, il brouxismo, la flatulenza post/prandiale…insomma la Poesia, va Immunizzata prima che crei Nuovamente…Assembramento Sociale!

Vaccinazioni di Asma

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on Maggio 27, 2020 at 3:36 PM

Lucrezia Lattanzio: Una Vita Immunizzata

Asma di Poesia/Prove per un Romanzo

Bombastic. Al secolo, Lucrezia Lattanzio. La zarina nasce ad Amba Aradan (Etiopia). Durante il primo conflitto bellico mondiale. Sua madre, l’ex spia russa Mata Hari, l’accanna davanti ad un Tucùl, per fuggire col famoso rivoltoso greco Alekos Panagulis. Futuro compagno della scrittrice Oriana Fallaci. La ragazza viene così allevata da Bubì. Uno dei tanti tirapiedi del Negus Hailè Salassiè. Già arcinemico del generale Pietro Badoglio. Lucrezia cresce con sani principi anti/fascisti. Per festeggiare la prima dentizione, la monarchia etiope, le fa recapitare a casa uno splendido esemplare di trinciapollo. Bubì, fiero padre putativo, la osserva con occhio apprensivo mentre a mani nude spezza il collo a Shere Kan. La sua prima tigre. Che poi le tigri in realtà stanno in Asia. Ma questa è un altra storia. La giovane manifesta presto nel suo DNA il fiuto materno per il Comunismo. Comunismo Sovietico. Stalinista Leninista Trokzysta, poco importa. Tutto fa brodo. L’Importante è condividere. Non lasciare a piedi nessuno. Lucrezia sogna. Nutre ambizioni di rivolta. L’Africa comincia a stargli stretta. Nel giorno del diociottesimo compleanno s’imbatte per caso in Indro Montanelli. Il giornalista toscano, si sa, soleva usare la terra etiope come riparo per le vacanze estive. I due si studiano, si fiutano, si guardano in cagnesco. Non si piacciono.Lui è un liberale Giolittiano. Con moderate simpatie per la destra di Prezzolini. Lei ha il cuore che batte falce e martello. È questione di attimi. La ragazza prende la rincorasa. Molla all’inviato un calcio nei testicoli. Colpisce di punta. Come solo l’Armata Rossa sa fare. Montanelli, piegato in due dal dolore, sbratta una stilografica. Si scatena l’incidente diplomatico. Lucrezia è costretta a fuggire. Prende casa a Roma. Rione Monteverde. La prima cosa che fa una volta giunta nella capitale, è quella di affiliarsi ai Brigatisti Rossi. Si perfeziona nell’utilizzo della Cerbottana. Lo fa in modo severo, sino ad arrivare a padroneggiare perfettamente i pericolosi proiettili di cotone. Il 16 marzo del 1978 è il grande giorno. C’è da rapire quello là. Quello là è Aldo Moro. Segretario della Democrazia Cristiana. Per Lucrezia, un Miserabile servo Atlantista. L’azione del rapimento è rapida. Fulminea. Lucrezia, travestita per l’occasione da semaforo, abbatte la scorta a colpi di discorsi teorici. Sistemati gli agenti, apre la porta del blindato, stordisce il politico a manate, se lo carica a cavacecio e batte in ritirata. Dopo due mesi di naftalina nella Prigione del Popolo, il segretario della D.C, verrà rinvenuto cadavere. Nel bagagliaio d’un macinino. Con il tomo del Manifesto dei Lavoratori infilato in bocca. Autrice dell’atto intimidatorio? Lei. Lucrezia Lattanzio. La futura poetessa asmatica. Questo gesto le costerà una mattinata intera dietro la lavagna.
Qui comincia la seconda vita di Lucrezia. L’Opera d’espiazione. L’Atto di dolore. La ragazza comincia ad interessarsi di medicina. Medicina allopatica. Abbandona la P2 per lo stroboscopio. Accanna rabbia, rivoluzione e nichilismo. Comincia a testare su di se farmaci alla cazzo di cane. S’Abbona a Riza Psicosomatica. Noto bollettino parrocchiale/scentifico. Scrive poesie che sembrano ricette. Ricettacoli medici. Sposa la causa della profilassi preventiva. Sfruttando la sua attitudine bombarola, scende in Piazza manifestando a favore della totale copertura vaccinale. Totale! Non le basta l’immunità di gregge. Pretende la sedazione. La sedazione virologica della popolazione mondiale. Davanti alle sue richieste d’immuno profilassi, il decreto Lorenzin diventa viola di vergogna. Lattanzio chiede a gran voce la vaccinazione precauzionale a partire dallo stato di spermatozo dormiente. Famose sono le sue incursioni ospedaliere per schiaffare sbobba vaccinale negli uteri delle donne incinta. D’altronde, lei è la prima a dare l’esempio. Si fabbrica i vaccini da sola, utilizzando gli aggeggi del piccolo chimico. Divora garzantine e dispense mediche. Ottiene la laurea in medicina. In dieci minuti. Per corrispondenza. Con tanto di specificazione in farmacologia. Presa su Zoo.M. Interloquendo con un magnetofono. Un magnetofono a cassette. -Prego! D-is-infettare! P-orgere braccio! Inil/are ago! Togli/re ago bit/bit. È il tripudio! Il titolo di studio viene consegnato via Fax! Arriva il successo! La lobby medica applaude. C’è chi lecca pavimenti. Chi si spella i palamenti! Le pappette vaccinali di Lucrezia vanno a ruba! Destando l’attenzione delle principali multinazionali del farmaco planetarie. La ragazza possiede il talento naturale per allungare la tossina vaccinale col metallo pesante. I suoi preparati galenici fanno scuola. Si calcola che dei 16.346 anziani in buona salute vaccinati da Lucrezia, ben 16.345 abbiano sviluppato reazioni avverse da vaccino. Letali. Mente 1% era già spacciato di suo. Analizzando al microscopio i composti vaccinali targati Lattanzio, si rimane basiti dai coadiuvanti introdotti col palese tentativo di mandare il paziente al creatore. C’è dentro di tutto. Nel suo preparato Difterico, tanto per fare un esempio, sono state riscontrate amenità come: strutto, calippo fizz cola, testosterone, dildo, lubrificante per scarpe, bastoncino Findus, tarocchi maciullati, giotto turbo color, patatine fritte surgelate, munizioni, lucido da scarpe e zigulì. Durante le serate di poesia performativa la dott.Lattanzio si riserva sempre i suoi cinque fottuti giri d’orologio per catechizzare il pubblico sull’importanza della vaccinazione anti/influenzale. Rampognando spesso quei 4 complottisti riottosi del cazzo che si azzardano a mettere in dubbio l’efficacia del vaccino. Durante l’emergenza Covid la ragazza non ha perso tempo. Sfoderando un vaccino in piena Clausura. Un intruglio liposolubile a base di grasso da cuoio, scotch da pacchi tritato, carne trita e bava di Lama. Adatto anche a Vegetariani e Vegani. Testato su un Meninos de Rua. Catturato apposta in una Favela nei dintorni di Rio. Il bimbo è deceduto appena ha visto la provetta agitarsi. Saputa la Notizia, il dott. Veronesi, oncologo di fama mondiale( e vegetariano) è uscito dalla sua tomba, ha invitato Lucrezia ad una grigliata, e in piena foia da barbecue…le ha leccato le calosce….

Mai Stato Capace di Dire “Ti Amo”

In poesie di quarantena, polverie o poesie on Maggio 26, 2020 at 2:42 PM

Scusate

se ho 15 anni

forse 16, ne faccio 17

ma forse no, non mi va

forse di fare gli anni

non me ne fotte più un cazzo

cioè, intendiamoci, m’è

sempre piaciuto festeggiare

c’è sempre stato

un motivo per festeggiare

tipo per i problemi di peso

il mio peso sale

il mio peso scende

Ricordo con piacere

il primo buio, il primo vuoto

la prima voragine, quel primo bacio

dato da ubriaco fradicio

che sapeva un poco d’aragosta

il corpo è un travestito

a cui fare un pompino

Scusate, scusate

se ho 15 anni, forse 16

ne faccio 17 e quando

mi batte il cuore leggo gli oroscopi

quelli dei giornaletti

e mi faccio ogni sorta

di idee sbagliate

Scusate se ho 15 anni

ma da tempo ormai

non sono più in contatto

con la mia parte emotiva

forse l’ho abbandonata

forse l’ho uccisa

forse non c’è mai stata

forse sono nato senza

forse ci siamo solo persi di vista

o ci siamo mandati

definitivamente affanculo

funziona così, come in tutte le cose

le faccende di casa

ci sei tu, la tua parte emotiva

il batticuore, qualche insulto

qualche spintone, qualche ricordo

tante macerie

Scusate se ho 15 anni

forse 16, domani 17

oggi molti di più

e non sono più

in contatto con la mia parte emotiva

e ho tagliato i rapporti con la mia parte emotiva

e non sono mai

stato capace

di dirti/ dire

ti amo

Psicopatici a Monteverde

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on Maggio 26, 2020 at 1:54 PM

 

Daniele Capaccio:Storia Segreta del Piano Vaccinale

Asma di poesia/Prove per un Romanzo 7

Tito Camallo. Al secolo Daniele Capaccio. Tito nasce a Genova. Zona Pegli. Quartiere di stretta osservanza rossoblù. Nasce nel giorno di fondazione del Genoa Cricket Club. Correva l’anno 1893. Sotto il segno zodiacale del pungiglione. Da qui si spiega il suo smisurato attaccamento alle vaccinazioni. Tito è ancora un fantolino. I portuali del rione se lo coccolano. Se lo aggraziano con porzioni di farinata e vino bianco. I più muscolosi se lo caricano sulle spalle. Destinazione Stadio Marassi. Per battezzarlo calcisticamente con tranette al pesto e derby. Derby della Lanterna. Il Genoa sfida il Doria. Tito ha la sciarpa rossoblù indossata a mo di pannolone. Viene eletto seduta stante “mascotte” della Curva Nord. Il talismano della fortuna. Sfortunatamente però, quella domenica il Genoa incassa 11 sberle. 11 tranvate nel culo! Genoa 0 Doria 11. Una batosta irrimediabile. Tito da bastiano contrario si sfila di dosso il drappo genoano per sposare la causa blucerchiata. Un disturbo dissociativo tipico di chi nasce sotto il segno zodiacale del pungiglione. È il suo primo disturbo di personalità imputabile al vaccino. Ne segurianno tanti altri. Tacciato di tradimento, il bambino è costretto all’esilio. Ad appena due anni d’età. Dopo una breve parentesi nel Principato di Seborga, a quattro anni, Tito si trasferisce a Roma. In pianta stabile. Piazza tende e Vettovaglie nel Quarteiere Monteverde. Adiacenza Pronto Soccorso. Quello dell’Ospedale Forlanini. Sbarcato nella Capitale, comincia subito a sparasi in vena il Piano Vaccianle. Ritoccandolo all’Eccesso. Se lo inetta al gran completo. Varicella, Difterite, Pertosse, Morbillo, Rosolia, Menigite, Tetano. Una scorpacciata di metallo pesante. Ma non gli basta. Vuole provare il brivido primordiale di cautelarsi contro qualcosa d’inesistente: Il Vaiolo. Sulle orme di Edward Janner, il futuro narratore asmatico, si reca al pascolo del Tuscolo. Addocchia una mucca, la Uccide a testate e gli lecca il pus. Ora anche il vaiolo è domato! Tito è intransigente. Detesta ogni tipo di cura palliativa, alternativa, olistica e ortomolecolare. Adora il dogma, l’ortodossia. Odia l’effetto placebo. A sei anni, I medici lo contattano per un richiamo vaccinale. Rispone presente. A sette anni la ditta Angelini lo ingaggia come topo da laboratorio. Premio d’ingaggio? Un siringone di vaccino contro il papilloma virus. Il giovane prende a scalare le tappe. A dieci anni fa gli onori di casa al dottor Veronesi. Oncologo di fama planetaria. Fellandogli lo stroboscopio con la vena madre. Una specialità della casa. Esibita molte volte durante le serate di poesia performativa. A undici anni, arriva il primo test anti/influenzale. Un successo. Il ragazzo sfancula la febbre. Il giorno successivo, purtroppo, viene rinvenuto fosforescente a bordo d’una Tearpia Intensiva. Cominciano i guai. Entra nel Collettivo Asma. Con tanto di vaccinazione anti/malarica. Declama i bugiardini dei farmaci. Omettendone i gravi effetti collaterali. Piace alle mamme. Specie a quelle che prediligono curare la prole con rimedi omeopatici. Lui le seduce, poi s’intrufola nella cameretta dei bimbi per vaccinarli nel sonno. Durate un Poety slam rampogna l’avversario perché contario alle vaccinazioni. I due artisti vengono alle mani. Camallo sfodera dalla palandrana la pera di difterite. Colpendo più volte l’avversario nella Tiroide. Ora il tizio soffre di metastasi al cuoio capelluto. Però è immune alla Difterite. E sai che gancio! Camallo è ingordo. Ha fame. Fame di immunoprofilassi. Durante una serata asma, tira le orecchie ai dottori accusandoli di battre la fiacca nella riceraca d’un vaccino anti/hiv. Obbliga i colleghi poeti a devolvre il 5%000 alla Ricerca Scentifica. Nella finestra delle ospitate si batte per avere come ospite d’onore Piero Angela. Il babbano da tapezzeria della mafia medicinale. Durante una riunione asmatica, Ostia Beach (al secolo Enzo Tatti), particolarmente esacerbato sferra, un calcione nel costato al suo Pasolini di pezza. Uccidendolo sul colpo. Ma per fortuna c’è Camallo, che sfodera dal Kit personale di Pronto Intervento, un siringone a base di Vaccino menginococco, ridonando al Pasolini di Pezza la sua apoplessia cerebrale. Un miracolo! Un miracolo degno del Gesù di Cana. Il ragazzo fa gli scherzi. Vaccina gli amici di soppiatto. Pratica vaccinazioni col sotterfugio. Recanato fa un semplice starnuto. Classico raffreddore da fieno. E lui gli paratica la vaccinazione esavalente! Coi proventi di asma si costruisce un laboratorio dentro casa. Assumendo come dipendenti l’Hisenbreg di Braeking Bed e ciò che riamne dei Coniugi Courie! Nell’ambiete retrourbano di Roma Est si fa chiamare “Sua Immunità”. I poeti che si cautelano col fitofarmaco, non li degna d’uno sguardo. Una sera, dopo lo spettacolo, gli capitò di rimorchiare Geraldine, una tipa Finlandese, che decantava i benefici della Vitamina C. Mai più vista…

Una Mela al Giorno

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 24, 2020 at 3:10 PM

Quel tizio

si vaccinava ogni giorno

contro tutto, si vaccinava a stecca

herpes labiale!? Tac, vaccino!

herpes genitale!? Tac vaccino!

Unghia incarnita!? Tac vaccino!

alluce valgo!? Tac vaccino!

non aveva più paura di nulla

si faceva dei siringoni di vaccino

delle damigiane di vaccino!

E andava in giro

con gli aghi infilati nel braccio ha 24

che pareva uscito da Traispotting

e si vaccinava contro la qualunque

contro la forfora contro la calvize

contro l’alito cattivo contro la cracia nell’ombelico

e se tu gli chiedevi un vaccino

lui sicuro ce l’aveva

o era li li per scoprirlo

-dimmi, che ti serve!?

e si vaccinava contro tutto e tutti

e poi, non pago

faceva continui richiami di vaccino

si autorichiamava di vaccini da solo

faceva tutto lui, tutto da solo

andava in Ospedale da solo

per farsi autovaccinare senza prescrizione

-Cristo Santo vaccinatemi vi prego! Sono vostro!

E i medici non credevano ai loro occhi

-Massì certo venga, venga

e lo bombavano di vaccino ovunque

vaccino in endovena sotto la lingua

sopra la lingua nelle orecchie nelle emorroidi

sopra lo zuccherino dentro la ragade anale

e per ogni vaccino inculcato, tac, si masturbavano

e lui si vaccinava, faceva tutto lui tutto da solo

-datemi qui, faccio io! Ah si che goduria!

e andava dal medico di famiglia

per farsi prescrivere le vaccinazioni

e il medico stava impazzendo

che non sapeva più come levarselo dalle palle

-Cazzo, Alfredo ancora qui stai!?

-la prego dottore mi prescriva il vaccino

-cazzo, ma te li sei già fatti tutti

-ancora, ne voglio ancora

e allora il dottore per accontentarlo

e toglierselo dai coglioni, gli prescriveva

i vaccini più improbabili, vaccini contro

le stelle filanti, vaccini contro la marina mercantile giapponese

vaccini contro le ginocchia sbucciate

vaccini contro i Pokemon vaccini contro la Juventus

vaccini contro il TEATRO vaccini contro la POESIA

vaccini contro il verde pastello

E un giorno andò in ospedale col dizionario

quello dei sinonimi e dei contrari

e prestese un vaccino per ogni parola presa a caso

dalla A alla Z, vaccini contro la parola Arzigogolato

Bilingue, Caccola, Daino, Epicentro, Fetuso, Glande

Idromassaggio, Jumbo, Karaoke, Lavabo, Mannaia, Nazi, Opale,

Passeggino, Quaggiù, Reticenza, Scippo, Tuorlo, Uvetta, Vitto e Zibaldone

ma sfortunatamente per lui

il vaccino contro lo Zibaldone

era terminato, e allora al povero Alfredo

gli prende il panico, il panico d’essere contagiato

dallo Zibaldone, c’è in giro in effetti un epidemia di Zibaldone

Alfredo allora afferra l’Amuchina

la beve poi ne beve un altra e un altra ancora

ne beve dieci cento mille

poi si infila i guanti usa e getta un paio due paia

tremilioni di paia, li usa, ma non li getta più

poi prende l’aggeggio da Saldatore

e si salda mille pacchi di mascherina a prezzo calmierato

sulla faccia poi si ficca la schermatura da palombaro

la Tuta ignifuga tipo Cernobyl un tappo di sughero tra le chiappe

e corre corre verso il fiume s’attacca una quintalata

di Catrame al piede uccide un Rinoceronte Colitico

a ceffoni se lo carica sulle spalle

si lancia in acqua e si lascia affogare

andando giù sempre più giù nei fondali marini

al sicuro là dove il virus

non ci sarebbe mai potuto arrivare

ed era una giornata importane

la giornata mondiale della Prevenzione

e Alfredo voleva prevenire

perchè prevenire è meglio che curare

ma era finito il vaccino, il vaccino contro lo Zibaldone

ed è così che troppa prevenzione

te lo mette nel culo

Quel Giorno dal Chourmo

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story on Maggio 24, 2020 at 1:53 PM

 
Asma di Poesia/Prove per un Romanzo 6

Quel giorno dal Churmo. Quel giorno dal Chourmo c’eravamo tutti. Nani & Ballerine. Poeti & Saltimbanchi. Sbirulino & Rin Tin Tin. A Rin Tin Tin gli puzzava il fiato. Pareva che c’avesse in bocca un merdaio. Sbirulino era triste. Un ramo spezzato. La Mondaini l’aveva accannato per interpretare altri Clown. Tipo il grande Baugigi. Il Pagliaccio Busone. Dal pirillo forzuto.Livornese. Quel giorno dal Chourmo. Era un giorno santificato. Era domenica. Era tardi. Decisamente tardi. Gli avventori affollavano il locale. Tutti al bancone, nessuno seduto. Il Gruppo aveva prenotato per festeggiare. Ma non c’era un cazzo da festeggiare. Avevamo appena gettato al macero la buona occasione. Come da copione. Da copione asmatico. Lo “stile asma” è un attitudine di vita complicata. Complessa. Dove la via da seguire è quella impervia. Dove ci si deve per forza complicare la vita. Complicare la vita per debellare la noia. Ma veniamo ai fatti. Il Teatro ci aveva spalancato le porte. Ma anche i portoni. Le maschere avevano sollevato il sipario. E noi siamo andati “lunghi”. Andare “lungo”, in gergo poetico ha un duplice significato. Crollare a terra ubriachi. E sforare. Noi ci siamo concessi entrambe le cose. Finito lo spettacolo il kollettivo stava su di giri. Il tragitto dai camerini al bar è stato divorato di corsa. Ostia Beach continuava ad imprecare Cristo scalciando il suo Pasolini impagliato. Lo conosco da anni, e non ho mai capito sino in fondo i suoi “metodi” d’ammaestramento. Cioè, del tipo che i biscottini di crusca per il Pasolini pezzato, anziche passarglieli in ciotola, glieli spara in culo tipo supposta. Con un fucile ad aria compressa. Ostia colpiva. -SBAM SBAM! Affondava calci senza risparmio. D’altronde, come biasimarlo. Il gruppo aveva appena mandato a puttane la ghiotta occasione. Una delle tante. Una delle tante locomotive su cui sputare. Dal capo inverso della cornetta il nostro ufficio stampa sputava fiele. -M’briaconi! Babbei! Tossici! Manco in posa per na foto sapete mettervi! Ma cosa era successo esattamete quella sera!? Semplice, subodorando odore di palco, il nostro ego tronfio ha preso il sopravvento. Siamo andati giù di mano pesante. Come l’ex marito di Tina Turner. -Sbam Sbam! Mano pesante. Bombastic ha perculato il pubblico declamando brandelli di De Bello Gallico in lingua morta. Dallas ha amplificato il minutaggio a disposizione spiegando alla gente alcuni passi della Prassi in Gramsci. Recanati era fuori dai fogli. Travestito da Bevis&ButtHead, s’è messo a sillabare l’intero repertorio dei MegaDeth. In scandinavo. Tutti volevamo strafare. L’Abbiamo fatto. Abbiamo strafatto. Di bocca e di naso. Turbo Tommy ha rasentato la distopia calcando la scena con un sintetizzatore analogico usato come by/pass gastrico. L’ospite della serata era Piller/Kater. Primo batterista degli Who. Sostituiva Keith Moon durate i rari periodi di disinossicazione di quest’ultimo. Piller/Kater s’è unito al coro. Scagliando il Charleston addosso a una Madre Superiora. Ma L’Apice del taccheggio l’ha raggiunto il demoniaco Tito Camallo. Ingoiando un estintore e cacando schiuma al botteghino. – Amici la mia merda è neve! Cristo Santo! L’Apologia delle Quattro Stagioni di Vivaldiana memoria! Portata a casa la serata la direzione c’ha congedato scagliandoci in faccia un barattolo di pomodori secchi. Sott’olio. Con tanto di Botulino. E la raccomandazione di girare a largo dai dintorni. Quel giorno dal Chourmo. Il Bar appena c’ha visti arrivare è entrato in LockDown volontario. Ci sono stati morti. Ma non vi diciamo chi…

E non c’è niete d’interessante a scrivere poesia

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 15, 2020 at 2:38 PM

 

Quel poeta, scriveva d’amore

scriveva così criptico

che non si capiva un cazzo

scriveva ermetico, complicato

complesso, arzigogoluto, barocco

la buttava giù difficile

usava termini

mai più visti ne sentiti

componeva in lingua morta

robe tipo “acciderbolina” “Vercingetorige”

l’amore è acciderbolina, l’amore è Vercingetorige

ed era un poeta visionario

lui visionava, visionava diapositive, aveva le visioni

le epifanie le allucinazioni le estigmate

vedeva gli Ufo, i fantasmi, gli gnomi, i puffi, gli snorky

paralva ai Pastorelli, parlava alla Madonna

parlava all’Arcangelo Gabriele, parlava con Dio

vedeva Gesù Cristo ovunque, dal macellaio

dal tabaccaio, in pescheria, in piscina

andava a letto con la Fata Turchina

e poi, e poi faceva le comparazioni

le metafore, gli anacoluti le dita al culo

per lui una bella donna

era come una Portaerei Giapponese

un gatto stronzo

era come un Dirigiblie Somalo

un matrimonio riuscito

era come un Cancro al Colon

un buon amico era come un terrorista Islamico

e scriveva difficile, sempre

più difficile e leggeva le poesie in pubblico

leggeva difficile sempre più difficile

sincopava le parole camuffava le voce

e gridava -Porco Dio! Poesia! Ci vuole più Poesia!

Mescolare termini greci latini

babilonesi hittiti termini ombrosi badilate ai coglioni

bisogna confondere le idee

mescolare le carte impapocchiare fottere infinocchiare la gente

e usava termini difficili sempre più difficili

parole arcaiche tipo “sciamannato” “Gaglioffo”

“infingardo” “fellone” “briccone” “ribaldo”

e la gente non capiva un cazzo

ma applaudiva Cristo Santo se applaudiva

e si spellava le mani e urlava

-Dio Bastardo Poesia, dacci più poesia!

E lui declamava storture tipo -l’amore è abbacinare

l’algidità della Peonia ingabellandone l’acrimonia

nel turbinio vorticante d’una metastasi ai testicoli!

E voilà applausi, titoli sui giornali, soldi a vagonate

pubblicazioni, ospitate tv, fica a volontà

e lui gridava alla platea -Gente ecco a voi

i miei “Orpelli Pletorici”, e bum la passera si bagnava

tutte, vecchie, giovani, zoppe, sdentate, vive, morte

e i padri gli davano in dono le figlie

e i mariti gli davano in dono le mogli

e le mogli gli davano in dono i mariti

e le madri gli davano in dono i figli

e lui scovapa tutti, tutti indistintamente

anche gli animali anche le piantine grasse

senza fare ingustizie senza scontentare nessuno

ne aveva per tutti nessuno escluso

e poi scriveva scriveva i suoi versi impavidi

che una notte, tornando in camerino

dopo una massacrante lettura pubblica

li rilesse attentamente tutti, uno ad uno,

poi si guardò allo specchio e…

-Dio Cristo quanta Monnezza ho scritto

e prese in mano un libro di poesie

e cominciò a colpirsi la faccia

forte, sempre più forte

sempre più forte sempre più forte

sino a quando

la Poesia, nella sua Testa

finalmete

cessò

d’esistere

Sonny Punta al Sole

In poesie di quarantena, polverie o poesie on Maggio 15, 2020 at 1:38 PM

 

Sarò

il tuo padre assente

l’inganno di babbo

che torna a casa, ubriaco, e mena

colpisce, la mamma col morso dello Storione

ma la mamma non tace

aspetta che papà s’addormenti

e con le forbici, zac, gli spegne la luce

e gli taglia la gola

la famiglia è sacra

l’amore è tutto

e io sarò il tuo papà invadente

che ti guarda con sguardo d’incesto

che ti squadra con occhio allupato

sarò la tua mamma

che s’interrompe la voce

in gravidanza di te

la tua madre chioccia

la tua madre vacca, la mammina puttana

che allarga le cosce agli sconosciuti

che stordisce di pompini gli ospiti

per portarti il cibo alla bocca

che somatizza nel

corpo le ore del giorno

per donarti il futuro

sarò quel tipo di madre che ti nega

il seno per scagliarti in faccia il vino

e oggi sparirò

come un gioco di prestigio

e domani tornerò che sarò un buon marito

che ti sta addosso, col fiato sul collo

sarò quel tipo di padre, quel tipo di madre

frustrata, frustrante, che si gioca

l’onore sull’avvenire dei figli

e poi, sarò solo un cretino

o quel tipo d’uomo

che dice alle ragazze

“ehi, tesoro, ti amo,

mi stai facendo uscire fuori di testa!”

e il mio amore

stringe al collo la sciarpa

stringe forte, sempre più forte

il bacio diventa cianotico

e il dolore, in amore

è tornato di moda

ha ripreso a cantare

è diventato

una Star

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora