Quel
poeta, era
così massone, ma così massone
che praticava
i riti massoni da solo, con una sola mano…
faceva tutto lui, tutto da solo
era un massone di stampo onanista
e come simbolo massonico
usava la sua faccia da culo a bocca aperta
che accoglie in gola il cazzo moscio di Licio Gelli
pronto a scaricare pipì
La sua Setta massona era composta
da lui e basta, niente adepti, niente iscritti, niente tessere
faceva tutto lui, tutto da solo
Organizzava
poetry slam da solo
per poterli vincere da solo
poetry slam, senza avversari
gare di poesia che presentava
e poi ci faceva pure da pubblico
e da giuria, da gurdaspalle e da pappone
faceva da palco da asta da leggio da mixer
da cassa da filo da filo interdentale e da microfono
Quando stava in stato di grazia
faceva pure da luce stoboscopica
e da tecnico del suono
e si auto/sfidava da solo
nei poetry slam da solo
poi si autovotava
dandosi il massimo dei voti
mente agli altri se stesso dava i peggio voti
e sfidava se stesso nei poetry slam
e si concedeva 15 ore di declamo
anziché i canonici 3 minuti
utilizzava oggetti, utilizzava musiche
quando da regolamento
è assolutamente vietato
utilizzava animali utilizzava scenografie,
mongolfiere, casse da morto
corpi di ballo, bestie da circo
pagliacci, trapezisti, mangiafuoco
checche isteriche e un Pinocchio di gomma
bugiardo patologico razzista e pedofilo
senza naso ma col pene di legno sempre in tiro
Ed era un poeta massone
con l’ego tronfio
borioso, dalla boria smisurata
ed era un poeta massone
ma in realtà, il ragazzo
odiava la poesia, la considerava
un attività da froci, da dopolavoro ferroviario
da pittori della domenica, detestava la poesia
ma pure la prosa, ma pure l’articolo di giornale
Già dai tempi della scuola
detestava il dettato
il tema d’italiano gli stava sui coglioni
la prof. d’italiano gli stava sullo ziguataneo
non aveva mai preso un libro in mano
l’unica poesia che conosceva
era M’illumino d’Immenso
di Ungaretti, che però la considerava
il tipico esempio di poesia prolissa
ed era un poeta massone
che un giorno gli ho fatto, senti amico
perché non provi a farla finita con sta storia
della poesia, dammi retta, accanna
lascia perdere, la poesia è un mercato inflazionato
quasi peggio di quello degli attori di teatro
dedicati ad altro, fallo per te, dedicati
ad attività produttive, perché
non cominci chessò io, ad innamorarti
innamorati cazzo, ma non d’un verso scritto
d’una rima baciata d’un ditirambo, no
innamorati d’una persona reale
in carne ed ossa, lascia perdere
penna & calamaio, innamorati cazzo
all’inizio starai bene, poi starai sempre meglio
poi sempre peggio, poi ti sentirai usato
poi giù sempre più giù sino all’abuso di farmaci
poi ti sentirai come il deficit economico
dei paesi del Terzo Mondo
però cosolati amico
resta innamorato, scrivi cacate da innamorato
che se tutto va bene, poi
le tue stronzate d’amore
se tutto fila liscio
le tue cacate d’amore
prima o poi
le pubblica la Cina