Giovan Bartolo Botta

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Non mi fido

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 29, 2020 at 1:43 PM

Non mi fido

non mi fido di mio padre

di mia madre, di mia madre poi

quell’altra dico, non mi

sono mai fidato, che gli

piaceva un po troppo giocare

colla morfina, un po troppo

e un po troppo presto, tipo

nemmeno il tempo d’uscire

dalla sua fica vischiosa

e giù di morfina, morfina

gas novocaina, non mi fido

non mi fido di quelli al governo

ma questa è un altra storia

non mi fido dei vecchi ne dei giovani

ne di quelli di mezza età

dei miei nonni, non mi fidavo

pregavano troppo, troppa fede

fede cieca accecata ignorante

non mi fido degli amici

anzi, mi fido di più dei nemici

sia di quelli nascosti subdoli

che di quelli dichiarati

non mi fido dei bambini

hanno dipinto in faccia

qualcosa di losco, non mi fido

della natura, assolutamente

non mi fido della natura

non mi fido di Dio, degli Dei

della Dea delle Dee

ecco, forse solo di Pollon

di Pollon combina guai

non mi fido degli eroi

non mi fido dello Stato

e tra gli animali, mi fido

solo dei miei, anzi, nemmeno

dei miei, se becco in strada

30 fascisti o 30 nazisti

o 30 stronzi pronti a farmi la pelle

penso -Cazzo, mi farà

comunque meno male

della persona che amo

non mi fido dei preti

tanto meno delle fedi religiose

o delle fedi calcistiche

non mi fido del medico

mi fido solo dei farmaci

non tutti però, solo qualcuno

solo quelli che dico io

non mi fido di nulla che è obbligatorio

compreso l’obbligo di stop al semaforo

non mi fido dei rapporti più stretti

non mi fido delle relazioni intime

e di aprirmi agli altri

non me ne fotte un cazzo

e di stare in compagnia

non me ne fotte un cazzo

e se becco in strada un pazzo

che mi vuole accoltellare, penso

cazzo, mi farà comunque

meno male di chi diceva d’amarmi

e comunque

non mi fido

di me

Chiacchiere

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 25, 2020 at 11:02 am

E bla bla bla

bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla

bla blabla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla

blabla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla

no perché poi…bla bla bla

bla bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

bla blabla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla bla bla

bla blabla bla blabla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

blablablabla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla blabla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla blabla bla

bla bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla blabla bla bla bla

bla bla blabla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

blabla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla

bla…bla bla bla bla bla

e bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla bla bla

bla bla bla bla bla

bla bla bla bla

bla bla bla

bla bla

ed è ottima contro i brufoli…bla bla…

Precauzioni

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 23, 2020 at 4:43 PM

Quel tizio

aveva

così paura d’amare

che ha deciso

di far vaccinare

anche il dildo….

e il vibratore

a mano & a batteria

a mano & in lavatrice

a batteria di quelle ricaricabili

e il vibratore, ha fatto vaccinare

il vibratore, ma non subito, no

prima l’ha disinfettato col Betadine

poi l’ha fatto vaccinare

gli ha fatto un vaccino a caso

tipo che ne so un antitetanica

o un antirabbica, che non so se esiste

poi ha preso i preservativi

e ci ha fatto su l’antivaiolosa

ha preso la spirale, e l’ha fatta vaccinare

ha fatto vaccinare il cazzo

del compagno e la fica

della compagna e per ogni rapporto

occasionale che aveva, chiedava

al partner occasionale

il certificato di vaccinazione occasionale

e se per l’occasione non era aggiornato

NON SI SCOPAVA, allora i partner occasionali

correvano nelle farmacie occasionalmente aperte

anche di sera anche di domenica

e si compravano il vaccino occasionale

il vaccino contro la polio occasionale

ma anche quello contro la pertosse va bene

o contro l’acne o contro la forfora

o contro l’alluce valgo il fiato pesante l’unghia incarnita

e tac se lo sparavano nel cazzo

nel cazzo in mezzo al cazzo alla caxxo

sul prepuzio tra i coglioni

nella passera in culo sul seno

sul capezzolo sulle grandi labbra

sulle labbra piccole sul clito sul glande

tra l’emorroide e la ragade

ovunque e allora, solo allora

se ne poteva comiciare a parlare

magari con un po di petting…ma distanziati

e coi guanti e colla mascherina

e coll’amuchina e coll’acqua ossigenata…

e comunque

quel tizio

aveva cosi paura d’amare

che ha deciso

di far vaccinare

anche il dildo…

paura d’amare

e stop!

E Si Finge Laziale

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story on settembre 23, 2020 at 3:13 PM

Le Grandi Bufale del Calcio 3

Alfonso Canale è “Er Puncia”

Niente & nessuno può definirsi profeta in patria. Soprattutto nel mondo del calcio. Un universo infame. Circumnavigato da nani&vballerine. Ruffiani & maneggioni. Moggi Giraudo e Bettega. Nessuno è profeta in patria. La storia pullula d’esempi a proposito. Il mitologico Brasile degli “invincibili” rimediò una colossale figura di merda al Maracanà. Perdendo la finale contro L’Uruguay di Chiggia e Schiaffino. All’epoca ci furono circa 60 suicidi in tutto il Paese. Più svariati decessi per colpo apolettico. O arresto cardiocircolatorio. Che poi è più o meno la stessa cosa! Decenni dopo la storia si ripetè in Terra Mineira. Durante i mondiali casalinghi. I teutonici tedeschi rifilarono sette dico sette sberle alla Canarinha! Provocando un Colpo di Stato. Lula da Silava in gattabuia e Dilma costretta alle dimissioni. Nessuno può definirsi profeta in patria. Alfonso Canale su tutti.

Canale. Alfonso Canale nasce a Collina Fleming (Roma), nel 1960, sotto il segno zodiacale del cerbero. Fatte le prime vaccinazioni, i genitori lo portano allo Stadio Flaminio. C’è la Lazio che gioca. Perché proprio la Lazio, e non la Lodigiani!? Nella Lazio gioca lo zio d’Alfonso. Luciano Re Cecconi da Nerviano. L’Angelo Biondo di Centrocampo. Un burlone! Re Cecconi ama gli scherzi. E i travestimenti. Durante gli anni di piombo s’imbuca in una gioielleria del centro travestito da Nucleo Proletario Armato. Pistola giocattolo e passamontagna. Il titolare si spaventa e gli fa un buco in testa. Ciao Luciano! Da quel giorno, causa risentimento, il giovane Alfonso tiferà lupacchiotto. Alfonso comincia a tirare i primi calci al Campo Testaccio. L’impianto sportivo della Roma. E sono calci negli stinchi. Don Remo Beltrutti, L’Allenatore pedofilo ma padre salesiano ,lo piazza poco sopra la difesa e poco dietro la coppia di centroavanti. Ottimo in fase di copertura. Discreto in fase d’impostazione. Possiede la carattersitica più unica che rara di colpire il pallone con la punta. Solo di punta. I dirigenti dell”Atletico Testaccio lo notano. E lo tesserano. E dopo la gavetta, la trafila nelle categorie giovanili( sempre al sicuro in panchia, in tribuna o nella casella mancante della distinta). Arriva il debutto in prima squadra. Un debutto con infortunio.

I Testaccini vanno in trasferta a Poggibonsi. È la prima di campionato. Nella formazione toscana milita un certo Picio Pici detto Zito, soprannominato “il Nerchia”. Un maschio alfa. Le chiva tutte lui. Alla Gibbona! Professione trainatore di convoglio. Canale tocca di puncia. E Zito diventa eunuco. Come il Lord Varys del Trono di Spade. Prima azione e L’Intero Stadio si vede saltare in aria l’apparato riproduttivo del calciatore al gran completo. Le tardon di Zito svengono sul colpo! Necessitano sali! Ma niente panico. Ora Zito si fa chiamare Zita. E lo da via sulla Salaria. Costo della prestazione anale!? Dieci Mila Lire! Ceme nello scatck con Lino Banfi! E Gianni Agus…Canale è convocato negli uffici della Società. -Ragazzo, ma non c’hai altro da fare!? – Si mi piace la Filosofia & la poesia -Ecco bravo studia…

Ma la passione per il rettangolo di gioco è forte. Troppo forte. Canale consuma libri. Scrive sonetti d’ottimo calibro. Ogni tanto puncia ancora, da solo, nel cortile della Scuola.Lontano da occhi indiscreti. Studente modello. Si laurea senza mancare un appello. A pieni voti. Con menzione. La tesi è sul rapporto tra calcio&filosofia. Cioè nessuno. Nessun Rapporto. Una tesi rapida. Al fulmicotone. Anche la discussione della tesi. Rapida. Rapporto tra calcio&filosofia!? Nessuno! A posto così! 110 cum laude!

La finale di Coppa dei Campioni del 1984 si svolge a Roma. La Città Eterna. Nel senso che esiste da sempre. Tipo Babilonia! La Roma è la squadra del cuore d’Alfonso. La Roma è Campione d’Italia in carica. Gioca la competizione sognando la finale. E la centra. L’Avversario sarà Il Liverpool. Un avversario di tutto rispetto. Gli allora sindaci di Roma & Liverpool (dott. Lugi Petroselli & Mr. Edoward Shit) hanno la brillante idea di tesserare per la finale una coppia di studenti che si sono particolarmente distinti nel percorso scolastico. Un gesto simbolico. Ma molto aprezzato. Si godranno lo spettacolo dalla panchina. Ma da protagonisti. Indossando la casacca dei loro sogni. Tra le Mura Aureliane Canale stacca un’inesistente concorrenza. Nella città portuale si fatica a trovare qualche studente che non sia al di sotto della sufficienza. E al di sotto del Quinitale di peso. Sull’Orlo della disperazione ne pescano uno. Un certo Nelson Broderick. Un teppista. Un asino patentato. E per giunta… tifoso dell’Everton. L’Altra squadra della Città. 30 Maggio 1984 Stadio Olimpico…la festa a tinte giallorosse può cominciare…

Al Circo Massimo ce Venditti che la fa da capopopolo. Canta Grazie Roma, Nata sotto il Segno dei Pesci…insomma gasa la folla a furia di Hit…Canale viene presentato al pubblico…Tirato a lucido, snello, un gioilellino, legge parte della sua tesi di laurea e i romanisti prestano orecchio…poi palleggia e i suoi fratelli di tifo lo portano in trionfo…un trionfo preventivo, sulla fiducia, perché il ragazzo ha testa e piede…più testa che piede, ma tanto mica deve giocarla lui la partita, c’è Cerezo..c’è Falcao…la fede giallorossa è in una botte di ferro…la chiudiamo entro il novantesimo…e poi sti pezzenti inglesi hanno sto bevitre di birra..sto Broderick…Un animale da rimorchio che rutta inglese…noi abbiamo Canale…il sigillo del dolce stil novo…

Ma dalle parti dei Reds la pensano diversamente…La Roma spinge, gli Inglesi si barricano come soldati di sua maestà nella guerra delle Malvinas. I primi 90 minuti si chiudono a reti inviolate. Cominciano i tempi supplementari e succede l’inverosimile…le squadre sono stanche…i giocatori hanno esaurito il fosforo…Il Barone Lidolmh getta lo sguardo in panchina. Una panchina corta…Le riserve chi più chi meno sono tutte acciaccate. Oddi ha la febbre tifoidea. Chierico la cagherella. Astutiliio Malgiolio di professione fa il portiere e Sturkell, ultimo giocatore di movimeto, è silurato da un’attacco d’acne…

-Ragazzo, scaldati, ordina lo stratega svedese tastandosi i coglioni e facendosi il segno della croce…proprio lui, cresciuto ateo…si il segno della croce, e se ci fosse stata si sarebbe pure ingollato l’ampolla d’acqua benedetta…perché il ragazzo non è uno qualunque…ma Alfonso Canale…partite ufficiali disputate in carriera!? Nessuna! Uno score che grida pietà…A quasto punto i temuti hooligans britannici cominciano ad intonare il magico “You never walk alone”…inno dei Reds ricicciato fuori dai Celtic…Ma il Coach dei Reds, Joe Faganh( un ex alcolizzato cerebroleso) vuole giocarsela onestamente, fuori il terzino scozzese Alan Hansen (un classico scarpone) dentro il teppista ciccione Nelson Broderick…3000 Kili di pappagorgia…vista la scena, ora, è la Sud a tornare a cantare…

Spesso l’Onestà non paga. Ma a volte si. Di Pietro è onesto. E Ingroia non ha mai rubato un euro in vita sua. La loro carriera politica è durata meno di niente. Come sfiora l’erba, Broderick è già stanco…Daglish, storico capitano protestante, gli lancia in faccia un fish&chips per stimolarlo…Canale a confronto è un furetto…Pure troppo…Entra di puncia nei testicoli di Rush riportandolo ad una condizione di celibato…Anni dopo, alla Juve, opterà per farsi la doccia in albergo…da solo…lontano da sguardi curiosi…e compagni di squadra omofobici….il tempo supplementare si chiude come s’era inaugurato. Zero a Zero…La storia del Calcio si decide ai rigori….e ai rigori vince chi ha piede ma anche testa…Canale ha studiato…Broderick al contario…è un somaro….

Canale gioca nella Roma. Broderick nel Liverpool. Canale è un genio. Broderick una testa di legno. Hanno entrambi piedi “poco raffinati”, ma Canale almeno, tira di punta, potente. Broderick fa due passi ed è stanco…inoltre è un idiota patentato e non sa allacciarsi le scarpe se poi si conta che sono scarpe a strappo siamo alla frutta…Canale osserva il piazzamento sulla linea dell’estremo difensore Grobbelar. Un piantagrane. Un dito al culo! Grobbelar si agita sulla linea come se stesse ballando la lambada tunisina…vuole minare la concentrazione dei frombolieri giallorossi…Tancredi al contario rimane impalato…Canale osserva, esegue alla velocità delle luce calcoli matematici senza calcolatrice( usa le dita)…poi dispensa consigli..-.A Zì tirate centrale che quello se move…Per fortuna i compagni non gli danno retta. Salvaguardati dall’Istinto, angolano la traiettoria e segnano…-A Zì (A Tancredi) stattè fermo che quasti tirano centrale fidatè…Tancredi ascolata la goliarda sapienza…e non ne piglia una…ma ora tocca a Nelson. Nelson Broderick perché siamo arrivati all’Oltranza. Lo studente scavezzacollo di Liverpool arriva a fatica davanti al discehtto, piazza il pallone che è un agonia ginnica…Tancredi sogghinga pronto alla facile parata – A zì fermo, devi essere tipo palo che sto qua la tira lenta centrale…Tancredi fa segno ad Alfonso d’avere recepito il messaggio. Tutto pronto. L’Olimpico ha già la pancia in mano dalle risate. Breve rincorsa di Broderick che scivola sull’erba e frana a terra come un sacco di merda, colpisce la palla di sghimbescio, la traiettoria si angola in maniera bastichia e Tancredi e spiazzato….

Non è detta l’ultima. Canale può trascinare la Coppa sul Cupolone, basta segnare…Canale ha studiato e possiede una punta forte e decisa…Grobbelar s’agita come un Macaco…Canale la gioca alla cervellotica, citando il Mondo Come Volontà e Rappresentazione e esibendosi nel principio di Termodinamica d’Un Apparato fisico a Rigore Ortodosso…Rincorsa Breve…per elargire, concentrare maggiore potenza nel punto x dell’ipotenusa sferica…ne scaturiscie una puncia da campetto di periferia…che Grobbelar blocca…colla sola forza dello sguardo…nel senso che il pallone rotola lentamente verso la porta…ma si ferma prima…ma molto prima…cioè del tipo che fa due metri e si incastona nell’erba…che è pure stata tosata fresca….

è il 30 maggio del 1984. Da allora Canale…non s’è più visto in Città. Missing. Ricercato. Dead or Alive. Ricompensa in denaro. L’Ultima volta che ha preso a calci un pallone, l’ha mancato, colpendo digraziatamente nei testicoli un giovinotto che di li a poco sarebbe diventato una leggenda del calcio…ma che quel giorno più che altro ha rischiato di diventare femmina…La partita era un amichevole tra L’Auxilium Cuneo (ultimo domicilio clandestino d’Alfonso) e il Vicenza…e il giovane a rischio evirazione era un certo…Roby Baggio…

Ora Alfonso Canale si fa chiamare J.F.L, nome in codice tramutato dalla Sua passione per la Casa Bianca,in particolare pel la fazione progressista della Casa Bianca.( specie Obama, Hillay, Bill, Biden, insomma appassionati di pargolame) Appeso le scarpe al chiodo, ha coltivato la sua passione per la scrittura. Scrive poesie che declama dal vivo col kollettivo Asma…sono ormai passati quattro decenni da quella sciagurata finale casalinga, ma ancora oggi…quando Alfonso declama dentro il Raccordo Anulare…si fa chiamare Mariuccia…e si finge…Laziale…

E L’amore t’ammazza sulla tazza del cesso

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 21, 2020 at 9:34 PM

E l’amore, l’amore

t’ammazza sulla

tazza del cesso, al gabinetto

dopo che hai finito di

fare all’amore, ma era una mossa

era una finta era una truffa

era fasulla, e l’amore l’amore

t’ammazza sulla tazza del cesso

che stai sul cesso e ti stai forzando

a fare alla merda, e spingi spingi spingi

concentrato sul pezzo, sul fare alla merda

e spingi di brutto, che le meningi si stanno stringendo

e hai le tempie sudate e l’emorroide

prolassa e s’infetta la ragade anale

e tu&tua moglie avete appena scopato

di qulle scopate che lei spera che vieni in fretta

spera di farla finita, finita, perché

in realtà ormai ti odia odia il tuo odore

detesta il tuo sperma, -e dai sborra su…

-aspetta cara…-dai sborra dio fa, che ce

da tostare la fetta del pane, e imburrare

il crackers, c’è da preparare l’ovomaltina

e i cereali del bimbo, e pulire la lettiera

la lettiera del gatto, che poi il cane, il cane

chi cazzo lo porta al parco a pisciare!?

che caxxo porta l’ammasso di pulci a fare la piscia!?

Dio Bastardo! Si prospetta una giornata d’inferno

-dai sborra dio fa!!…a che punto stai!?

-tesoro se mi metti fretta perdo la concentrazione…

-ma dio fa sborra!…concentrati sulle tue puttane

concentrati sul culo di Lolita

pensa agli happy ending dei massaggi cinesi

pensa ai trans ai trans sifilitici del Brasile, ma dio fa sborra!

E tizio viene, ma è sborra gettata gettata nel cesso

un mezzo aborto un semiomicidio

un affronto al Tea Party uno sputo nell’occhio di Dio

e lei anziché bere, afferra l’asciugamano

e si pulisce, poi si disinfetta colla candeggina

e ci da ancora una passata coll’asciugatutto

appallottola il tuo seme e lo getta nell’umido

che manco dalla punta del picio t’uscisse antimonio

o polveri sottili o ThissenKrupp o Uranio Impoverito

e poi vai al cesso a fare la popò colla prugna vicino

e l’imodium e chiudi la porta e giri la porta

e attacchi RadioMaria che c’hai la scoreggia facile

e spingi spingi che la cacca e li sul confine

ed è in quel momento che lei te lo dice

-caro, ti devo parlare…-dimmi tutto amore che c’è!?

-amo tuo padre…-cosa!?…-si amo tuo padre…scopiamo

-ma…come sarebbe “amo tuo padre.”..ma che stai dicendo!?

-che amo tuo padre…e scopiamo…-ma mio padre è vecchio

-si ma lo amo, amo tuo padre che è vecchio

è un tipo…e mi ricorda mio nonno, che era un tipo…ti lascio

-ma che caxxo dici!? -sai, volevo molto bene a mio nonno…

-ok d’accordo, ma mica glielo prendevi in bocca! -si invece!

Ed è in quel momento che arriva il blocco l’intoppo intestinale

e l’aria non passa più ed è trombosi e w l’amore

che è pieno di risorse, feste a sorpresa retate

e a ognuno il suo terrorismo e a ognuno il suo ingoio…

Più Inutile d’un fascista al Governo

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 21, 2020 at 11:56 am

Mi servono

le tue mani, mi mancano

le tue mani, mi manca

sempre qualcosa, qualcuno un po come

con le figurine dei calciatori

ce lo ce lo, mi manca

mi mancano le tue mani

le tue dita le tue unghie di forbice

sulle mie buste del pane

Per me l’amore

è come un trapianto di organi

ecco, non so se ho reso bene

il grado di fusione che serve…

ci serve più Messico

più Messico & Nuvole

più Meninos de Rua

più narcotraffico

più macelleria messicana

si, insomma, più trapianto di organi

mi manca la mia faccia

la mia faccia sul tuo stretto di Magellano

mi manca la mia bocca

la mia bocca sparsa un po

su tutto il tuo esoscheletro

a partire dal coccige, denti compresi

e se potessi dirla tutta

guarda,…mi ti si scoperei

pure le vertebre, e le costole

e le giunture e il collagene

e il midollo spinale e il liquido amniotico

che poi non so come si scopa

un midollo spinale, ma tentare non nuoce…

mi manca il ritmo del rapporto anale

che poi non so se lo sai

ma ce vita dopo la morte

e gli extraterrestri esistono

e mi manca di cagarmi

in mano perché se rotto il preservativo

ma la cosa di te

che mi manca di più

è lo stile d’esecuzione

di come ti spari in vena il vaccino di Putin

Spettacolo allo stato puro!

Si lo so, non c’è un briciolo

di poesia in questa fottuta poesia

ma ce tanta di quella verità

che non potrai far passare

queste mie parole

per teorie della cospirazione

e poi diciamocela tutta

la poesia ha rotto il cazzo

la poesia è più inutile

d’un fascista al governo

anche l’amore ha rotto il cazzo

l’amore è più dannoso del cazzo

d’un prete nel culo d’un bimbo

e comunque anche se è

solo fottuto “lavaggio del cervello”

hai una bellissima vulva…

Fascismo Emotivo

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 18, 2020 at 4:39 PM

Vorrei

stare con te

in nessun posto, in nessun luogo

con te, in nessun posto, ma

vorrei starci da solo

c’ho come un sacco

di fascismo emotivo

c’è come un sacco

di fascismo emotivo, in me

sono un coacervo, un ricettacolo,

una cloaca, un vespasiano, un postribolo

di fascismo emotivo

e c’è vita intelligente

nell’Universo di fascismo emotivo

che mi si va come fucilando al muro

e c’è ancora un respiro

e c’è un cuore che batte all’inverso

in questo mio fascismo emotivo

che evoca l’amore appeso al contrario

tra le carcasse ammassate

di Piazzale Loreto

e c’è una bocca disperata

che sa di bacio disperato

e c’è come un lembo di terra nascosta

che deve restare inaccessibile

perché ho cuore carne

pelle anima & spirito santo nate e sedotte

sotto il segno del fascismo emotivo

e vorrei stare con te dappertutto

cioè da nessuna parte

e vorrei starci con te, ma

starci da solo, con quell’alito di Scirocco

che scandisce le ore

che mi separano da una nuova Norimberga

e c’ho come quel cazzo di fascismo emotivo

che è come non avere ciotole di cibo

da dare in pasto a gatti che scrivono canzoni

e dico “amo” e poi anestetizzo

e dico “resta” e poi aggiungo “vattene” “sparisci”

“lasciami solo” “lasciami stare”

e poi vaffanculo va a farti fottere ma baciami stringimi

lasciati sanguinare e molto di più, ecco, questo si chiama

fascismo emotivo, non si tratta di sbagli

di ragione torto pazzia o idee confuse, no

non si tratta di usignoli folli che

cantano al contrario il repertorio dei Metallica, no

si tratta di fascismo emotivo

che ti porti appresso

da quando eri ancora semplice sperma

nei coglioni d’un padre

che se poi il padre, poco poco non si sa chi è

ecco che tutto il tuo fascismo emotivo

diventano due…

almeno due…

Sheena non è più una Punk Rocker

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 18, 2020 at 11:42 am

Mettimi

sul primo treno, spera

nell’incidente, speraci

imbarcami sul primo aereo

e spera che cada, speraci

Collegati a una presa

a una presa elettrica

infilaci le dita & vedi, osserva

che succede, se succede qualcosa

Sheena non è più una Punk Rocker

Sheena non è più una Punk Rocker

la tipa che amavi

ha messo la testa a posto

ha messo su famiglia

ora sforna figli come conigli

e ha occhi solo per il fallo del marito

suvvia cosa credevi!?

Crescendo si mette la testa a posto

la si drizza sul collo

poco più ritta della Torre di Pisa

e non è più come prima

e niente sarà più come prima

perché la vita, la vita, tesoro

sono questioni di scelta

e c’è chi sceglie la vita

e c’è chi sceglie di starci sempre

un passo di lato, mille passi di lato, forse per provarci

riprovarci ancora stanotte…

e Sheena non è più una Punk Rocker

e non vuole più essere sedata

Ora il suo sogno

è un desiderio di lucidità

e tu con lei e tu per lei

non c’entri più niente

e ora tu per lei, sei solo

una parentesi chiusa

sul ritratto sbiadito della foto di scuola

e ora lei non intreccia più

le dita dei piedi

e controlla perfettamente

le dita delle mani

e non suda più

come dopo una sbronza

e non trema più

come dopo una pera

e non puzza più di Stazione

dei Treni, come dopo una gita

e mettimi sul primo Autobus

e spera che vada a sbattere

e che se si salva qualcuno…

e che questo qualcuno, potrei non essere io

perché Sheena non è più una Punk Rocker

e adora un marito che preferisce

scoparla a cavalcioni sul termosifone

o almeno, è ciò che traspare

dall’ultima foto

del suo cuore calmo

postata su FaceBooK…

Mi Sono Rotto Il Cazzo delle Storie d’Amore

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 15, 2020 at 10:52 am

Mi sono

rotto il cazzo delle storie d’amore

e di tutto l’indotto che ci gira intorno

e il cinemino, e il messaggino

e il teatrino e la fottuta poesiola

e i San Valentini e i fiorellini, e i cagnolini

e i cioccolatini, e i gattini, e la cenetta a lume di candela

e le marmellatine, ma vaffanculo va!!!

Mi sono rotto il cazzo delle storie d’amore

dove tutto dovrebbe durare “Per sempre”

e la preposizione temporale

“per sempre” è più abusata

del culo d’un bimbo all’interno

della Curia Romana

Niente dovrebbe durare “per sempre”

ficcatelo bene in testa

altro che Riforma Costituzionale

altro che riduzione dei parlamentari

che qualche anima pia

ci faccia una legge su sta cosa

articolo 1, costituzione ottriata

statuto albertino, legge penale, civile

quinto emendamento, non me ne fotte un caxxo!!!

ma qualcuno ci faccia una Cristo di legge!!!

Non m’interessa che sia Dio o Cesare

ma fateci una legge!!!

Niente Dovrebbe Durare per sempre!!!

il “Per Sempre” è diseducativo, rincoglionisce i neuroni!!!

insegnatelo ai vostri bambini Dio Fa!

ciò che è “Per Sempre”

è un pacco, è una truffa

è una cinesata, una paccottaglia

è bigiotteria fasulla, è manipolazione…TiK toK ce nessuno!?

e le fiabe, e le favole del futuro

saranno dotate d’un finale diverso

basta con “e da quel giorno

vissero insieme felici e contenti, per sempre”, No! Basta!

che poi se si comincia già da bambini

a riempirsi il cervello di queste puttanate

finisce che ci credi

e che spendi buona parte del tempo

a tua disposizione, a credere

a ste minchiate, a cercarle e ci finisci dentro

come il tossico colla droga o l’alcolizzato colla bumba

e hai voglia te poi ad uscirne…

non ne esci più, caracolli

tra uno strizzacervelli e l’altro

t’annebbi fegato&sinapsi cogli psicofarmaci

poi pochi attimi prima di tirare le cuoia

ci ripensi, riavvolgi il nastro della tua vita

e finisce che ti mangi le mani -Cristo, ma cosa diavolo ho fatto…

il nuovo finale delle fiabe del futuro sarà

“e da quel giorno si frequentarono

per un po, e poi si mandarono

garbatamente affanculo”

si, affanculo, ma con gentilezza

senza odio, senza rancori, senza ferirsi…Affanculo

e mi sono rotto il cazzo delle storie d’amore

a meno che…non si tratti d’un medico…allora in quel caso, è per sempre

Amorefobia

In poesie di quarantena, polverie o poesie on settembre 11, 2020 at 10:50 am

Prova

prova a non andartene

prova a non scappare

no, non farlo

non fuggire, non fuggire stavolta

lasciati andare all’errore

scrivi stupidaggini, stronzate

stronzate sbagliate

cerca l’errore, l’errore d’ortografia

rinnega la punteggiatura

rifiutala, ma se si tratta d’amore

rispettala, rendila autentica

almeno sino a quando

ciò che provi non si trasformerà in altro

le solite cose, la solita sbobba, lo schifo

il rancore l’aborto il ribrezzo le poesie

che marciano spedite sul piede di guerra

il desiderio di distruggere le catene

ma poi c’è quella brezza di manette ai polsi…

spiegarsi, spingersi oltre…è un po tutto troppo difficile

e poi, forse, è inutile, e poi forse

“chi cazzo vuole vivere per sempre”!?

e poi forse, l’unica cosa

che conta è che le corde vocali

sappiano sbrigare il loro sporco lavoro

lo sporco lavoro, magari

a servizio delle battagli più inutili

come per la fame nel mondo

la sete nel mondo il mondo pulito, sotto la doccia

e le vaccinazioni, le “Pic indolor” di massa, massì

prova, provacì, prova a non andartene

prova a non scappare, provaci!!!

a dire qualcosa in tua difesa

favella, qualunque cosa

qualunque stupidaggine

qualunque baggianata va bene

qualunque bacio perugina rotto in culo!!!

o forse, la verità, è che

a sto giro, preferiresti

vederlo spegnersi lentamente

questo tuo amore, spegnenrsi lentamente

piuttosto che guardarlo

sulla pira

a bruciare vivo

bruciare, vivo

all’istante

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