Giovan Bartolo Botta

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l’Amore non fa surf

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 21, 2020 at 10:22 am

acidità acidità di stomaco

il collo, rompiti il collo

il crollo la fronte la goccia di sangue

la testa sbatti la testa cattura la nusea

ogni bacio può costarti una craniata

ogni bacio piove, diluvia sul prato

ogni bacio piango quando mi guardo

fa l’inchino piega le dita spezza la fronte

mordi trafora perfora la carne

trascina il corpo in fondo alle scale

prendi ramazza e paletta

metti ordine getta il superfluo

getta via tutto buttati via

aggredisci le ughie, lo sguardo

abbassa lo sguardo

divarica le gambe

le natiche le chiappe larghe come a militare

larghe quelle cazzo di natiche!!!

come a colloquio dal prete!!!

ecco così così innamorato

che t’ho scritto un bigliettino

dove ti chiedo se ci si vede stasera

per farci una birra senza vestiti

ma l’amore, l’amore non fa surf

ti sei sentito un passatempo

tipo come un gioco in scatola

tipo come quei “soldatini” col contrappeso di piombo

tipo come quell’acqua che scorre

che tanto poi infondo scivola via

che tanto poi la ci si scorda

che tanto poi non era neppure acqua

che tanto poi non era calda, non era fredda

non era tiepida, forse non era neppure acqua

era bagnata, questo si

e il suo interno, i suoi fondali, era un abisso

che pullulava di vita, questo si

cetacei mai visti, il gioco del silenzio

balene mai viste, il gioco del silenzio

carcasse di navi, navi leggendarie

ma l’amore l’amore non fa surf

l’amore non fa surf amici miei

l’amore è come quel tempo scaduto

che la lancetta d’orologio

si rifiuta di lasciarsi alle spalle

pochi attimi di kaos custoditi

nelle pagine d’un diario

che se ne sta li, addomesticato sullo scaffale

a collezionare la polvere

perché l’amore

l’amore non fa surf

amici miei

a proposito scusami

non mi sono

neppure presentato…

lettera aperta a Giovan Bartolo Botta

In lettera aperta a Giovan Bartolo Botta on dicembre 21, 2020 at 10:10 am

Ciao Giovan Bartolo

sono Donald, no, non Donald Duck!!!

Donald, Donald J. Trump, il Tycoon

il Magnate, Donald Trump, discreto giocatore di golf

nonché 45 esimo presidente degli Stati Uniti d’America

senti…volevo dirti… quando sono subentrato alla Casa Bianca

ho fatto rifare l’impianto elettrico

ora c’è molta più luce, prima sto posto

anche se si chiama “Casa Bianca”

era un buco di culo scuro, che puzzvava di lercio

di marcio, di cadavere!!! manco fosse

stata costruita su un Cimitero, magari

un cimitero Indiano, sta caxxo di Casa Bianca!!!

ma dico io, ma che cazzo ci facevano

qui dentro le amministrazioni precedenti!?!

i riti satanici!? Le messe nere!? Le orge coi topi!?

Le ammucchiate coi cartoni animati della Disney!?

Giocavano a fare i beccamorti!?

Si pappavano resti umani & animali!?

Guarda…un tanfo di letame che non ti dico…

e poi ahò!…le finestre sempre chiuse! Sigillate!

Che non ci passa un raggio di sole

e l’aria non cambia e non circola l’ossigeno

e l’atmosfera si fa stagnante, guarda…c’era un odore di chiuso

d’intancanito, di tafanario che non ti dico…

pareva un nido di vespe, un covo di lucertole…

sfido io che poi stai sui coglioni al Mondo Intero!!!

se non prendi sole non metabolizzi la vitamina D

essenziale per il buon umore, dunque sei sempre incazzato a morte

e ti sfoghi andando a bombardare il Medio Orienete!!!

ma Cristo Santo! Non si fa così!

cioè, io capisco che come Presidente

sei chiamato, impegnato…vabbè “prendi ordini”

su come bombardare correttamente il Globo

però cazzo, nei ritagli di tempo

dai almeno una passata di straccio

Cristo Santo! Ma ai miei predecessori

piaceva amministrare il Paese

settati dentro un Porcile!? Okey Okey

stiamo parlado di assassini, di criminali di Guerra

gente che ha sulla coscienza migliaia di morti

però almeno, falla una lavatrice

sciaquali sti piatti…a proposito, la sai l’ultima!?

Il famigerato “orto biologico” di Michelle Obama

era un bluff, una balla colossale, un fake, una bufala

in realtà…i coniugi Obama andavano avanti a Pizza

Coca Cola Pizza&Patatine fritte, che poi, era l’alimentazione base

anche di tutti i Gabinetti Presidenziali precedenti al mio

io & la mia dolce Melania invece…niente carboidrati

la nostra è stata un amministrazione all’insegna dell’alimentazione corretta

barrette proteiche, frutta secca, centrifugati multivitaminici

amminoacidi ramificati, beveroni di sali minerali

e integratori di magnesio, zinco, potassio & calcio

ed è stato proprio grazie a questa alimentazione

che ora mio figlio Barron ha una statura pari a quella

dell’Empire State Building e presto sarà un asso dell’N.B.A

e riporterà il Basket Nazionale ai tempi gloriosi del “Dream Team”

a…a proposito…rovistando tra gli scatoloni in solaio…

ho trovato la Croce Uncinata placcata oro con tanto d’autografo di Hitler

che gli ufficiali nazisti regalarono al ricco petroliere Prescott Bush

(padre di George senior, nonno di George Junior)

per averli foraggiati di dollari durante la seconda guerra mondiale

bene caro Bartolo, come ben sai il mio mandato

qui a Whashington D.C volge al termine…sono stati 4 anni di duro lavoro

abbiamo fatto tante cose buone

tra cui abbassare gli affitti a HollyWood

far crollare i falsi idoli

decurtare i prezzi dei farmaci

dare sussidiarietà a babbo morto

ampliare Guantanamo Bay

e creare nuovi resort di lusso in Alaska

per clienti che in passato occupavano posti di potere

tanto per farci prendre confidenza

con la loro nuova occupazione…

“inscatolamento Salmoni”

dunque caro il mio Bartolino, per il 20 Gennaio passo la mano

a me medesimo

e lascio l’America in buone mani

le “Mani Pulite” della Legge Marziale

ma sarà un marziale diverso, sarà Galattica

questa volta, la Flotta, sarà Galattica

Make America Graet Again

God Bless You

e…ti saluta Jonh kennedy Junior

e pure Lady D…

il poeta è un Mossad

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 15, 2020 at 12:37 PM

Il poeta

non è libero, non lo

è mai stato, la poesia

è peggio d’un bavaglio alla bocca

d’un tovagliolo ai coglioni

d’un preservativo al caxxo

d’una cintura di castità alla vagina

il verso scritto sono manette ai polsi

il poeta è come la C.I.A

come L’F.B.I come il MOSSAD

il poeta non si occupa d’emozioni

ma di depistaggio, depistaggio dalle emozioni

il compito del poeta

è quello di fare lo sgambetto

alla verità, ammesso

e non concesso che ne esista una

il compito del poeta

è declamare le sue stronzate

agli apericena, agli aperitivi

organizzare pubbliche letture

letture performative letture performanti

ma farlo solo su compenso

sempre solo su compenso

e spesso, il compeso

è il tradimento d’un amore

l’assassino d’un anima

la sevizia d’uno spirito

l’abuso d’uno spartito

il compito del poeta

è fracassare i coglioni agli amici

-ehi senti qua come soffro…

con nauseabonde e ridondanti

poesie d’amore….il poeta

deve distorcere manipolare

calunniare mentire sviare

menare il can per l’aia

prostituire il proprio abito

e anniebbiare il proprio intelletto

il poeta provvede

al proprio sostentamento

baciando culi & leccando piedi

il poeta è un fantoccio

nelle mani di chi gli cambia le batterie

si perché il poeta va a pile

si sposta a combustibile fossile

e dalla sua mente bacata

fuoriesce un sacco di smog

parole pesanti che involontariamente

o intenzionalmente “uccidono”

un sacco di gente colpevole solo

di provare e/o provocare farfalle nello stomaco

il poeta poi non sa che farsene del proprio talento

e allora lo maltratta, lo da via, come si da via il culo

lo sgancia come si sgancia un peto

lo baratta per un tozzo di pane, crosta di pane

pane secco senza mollica

e forse meno, molto meno

e tutto questo fa parte della finzione

nella quale il poeta espleta le sue

normali funzioni fisiologiche

che poi così normali non sono

perché il piscio e la merda del poeta

puzzano sempre tre volte più del normale

tre volte più del consentito tre volte

più del lecito tre volte più della norma di legge

non c’è niente da guadagnarci

a scrivere poesie

e non c’è niente

d’interessante

a fingere di fare il poeta

Perimetri

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 9, 2020 at 3:48 PM

e ci daranno

capsule zuccherate, per spegnerci

cuore cazzo culo fica e cervello

e la bocca rimarrà cucita

e la gola resterà senza parole

e l’occhio metterà

i brividi e la pelle d’oca proverà paura

e mani e piedi batteranno in ritirata

e il bacio colla lingua

ci sembrerà un’usanza passata di moda

e lo scambio di saliva sarà l’atto terrorista

e il desiderio genererà disgusto

e la poesia somiglierà all’insulto

e un semplice sguardo d’intesa

sembrerà il simposio della croce uncinata

e io ti chiamerò “amore”

e loro mi grideranno “fascismo”

e ti passerò la lingua tra le cosce

e loro m’urleranno “assassino”

e sentirò la febbre farsi largo tra le ossa

e il gelo fottersi nelle vene

e il sangue pietrificato balbettare

e la carne che si spezza tipo pane

e prenderò lucciole per lanterne

e mi lascerò ferire sfiorare prendere in giro

trascinare a terra come il corpo morto di Ettore

e patirò le dodici fatiche

per poltrire dopo il sesso

su ciò che ancora ricordo del tuo corpo

e il mio cuore non ha appigli vie di fuga o scorciatoie

e voglio che tutto ciò che sono

ciò che provo ciò che sento

si sparpaglia si dissolva prenda fuoco e vada in fumo

e vedrò le maschere in fuga dal mio volto

e della mia corazza non saprò più che farmene

e il calco di gesso crollerà

così come sparirà quello stupido sorriso dal mio muso

e avrò fatto pace col passato

e firmato l’armistizio tra me e la memoria

e tutta quella sensazione sgradevole si sarà spenta

e tutto l’amaro in bocca

sarà gettato alle ortiche

e avrò dissipato le lacrime, e sperperato

un patrimonio d’emozioni

e a quel punto

non saprò più chi sono

ne dove sarò, saprò che voglio te

ma una cosa e certa

non mi riconoscerò più

mai più, perché avrò

tracciato dentro di me

nuovi perimetri

e risolto l’equazione

che miete pensieri stupendi

nella mia testa

lettera aperta a Giovan Bartolo Botta

In frasi celebri on dicembre 9, 2020 at 2:54 PM

Ciao Giovan Bartolo Botta

sono Tom, nono, non quello

della Capanna dello Zio Tom, Tom Hanks, quello di Philadelphia

Cast Away…sai no…-Wilson! Wilson!

Dio Cristo! Quel film dove naufrago

su un isola deserta e m’affeziono ad un

pallone da volley…e ci faccio una faccia

con la mano insaguinata un volto colla bocca bella spalancata

per scagliarci dentro tutte le mie nostalgie…ma…senti

io sto a Gitmo…Gitmo…Guantanamo Bay

m’hanno sgamato…a me e a Rita…Rita Wilson…mia moglie

che poi…è mia sorella…ed è pure un uomo

senti Bartolo…quel ragazzo muscoloso conciato da Rapper

con tanto di tatuaggio degli illuminati sul petto che ha fatto quel video

su facebook…dove prende le mie difese, ecco…

quello è realmente nostro figlio…l’utero

ce l’ha messo un incubatrice che abbiamo pagato a peso d’oro

l’abbiamo acquistata a Tebe…in Grecia…dalla famiglia di Laio…

sai a Tebe, a Colono, a Mykonos…in quei posti li tutto è un po concesso

comunque senti…a te te lo posso dire…io non mi chiamo Tom

in realtà il mio nome all’anagrafe è Nigel Tobias Scharoff Rockfeller

ma nel ristretto giro degli arcontici mi chiamano affettuosamente “Bubi”

è sono un alto sacerdote del sacro culto di Moloch

cose da Satanisti che scommetto non conosci…

ma niente paura ci sono qua io a portarti a casa un sorso di Romagna

il mio ruolo è quello di organizzare party, feste a base di sacrefici

sacrefici umani…sacrifichiamo il sangue degli attori cani

molto più cani di te…che sei un cagnaccio di merda!!!

e poi…insieme ad altri amici di bisboccia

ci cibiamo delle loro corde vocali

uhm…in realtà a dirtela tutta amico mio

a me bere sangue fa venire la ciucca…quindi

succede spesso che travaso il sangue e lo do da bere

a Banderas…il mio adorato barboncino

mentre io mi sgolo del Tavernello…rosso ovviamente

senti…tanto ormai per me è finita…m’aspetta

la sedia elettrica…tra l’altro..ho dato un occhiata

al Clone che usano al mio posto…sembro io

una trentina d’anni fa…ai tempi di Forrest Gump

a proposito di Forrest Gump…non mi piace

come m’hanno doppiato dio fa! Sembra di sentire

il doppiaggio di Yoghi & Bubu…vabbè senti

qui l’aria s’è fatta pesante…siamo vicini

al solstizio previsto per il 21 dicembre

dunque siamo ai saluti finali…senti caro

a casa mia a Hollywood c’ho un sacco

di scorte d’Erisimo che tanto a me non servono più

se mi mandi l’indirizzo

posso fartele recapitare…dimmi tu

a… p.s se vedi la Flavia Germana De Lipsis

dille che il vaccino anti/covid

in realtà sono 3 gocce di vitamina c liposomiale

in soluzione fisiologica salina…

quindi…quasi un palcebo..una messa in scena

e infatti non a caso…il primo a farselo fare

si chiama come Il Bardo

Detergente Intimo

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 7, 2020 at 2:42 PM

labbra screpolate

herpes genitale patatine fritte al formaggio

caffè freddo & cioccolato fondente

sette della sera un pomeriggio

eterno che non cessa di fare baccano

l’orologio di Milano fa tic, tac, tic, tac

macchinina rossa rossa dove vai !?

la pioggia, la pioggia sta scopando

gocce di pioggia fanno all’amore in macchina

in un parcheggio lo stesso che al liceo

musica priva di fascino

note prive di bellezza, al posto

d’un bacio il pesticida, zero in condotta

troppe chiacchiere, al posto d’una carezza un rutto

quel divagare sul nulla che contribuisce

a mantenere le maschere al proprio posto…sulla faccia

il vuoto la voragine un genitore con in mano la cinta

dalla parte della fibbia un appiglio un nascondiglio sicuro

“…il buco del culo è così stretto che l’amore non ci passa…”

bella…di chi è!? Chi l’ha scritta!? Chi!?

E chi è!? Un cretino!? Un coglione!? Un dannato!? Un poeta!?

topolini da laboratorio tanto per possedere

qualchecosa di domestico, la solitudine è un vezzo

l’anestesia del corpo si dimena

tra il fare da trappola o il fungere da salvezza

annichilire nella propria testa fa parte

del mio complesso scarabocchio zodiacale

dove l’Ascendente fa a cazzotti col Sole

e Venere si dispone nella posizione di stupro

l’anima gemella m’ha schiaffeggiato ci va giù di mano pesante

come un marito cornuto tormentato dal rancore

come una moglie tradita capottata dalla sbronza

come un figlio accannato in tangenziale

come piscio che cola sul fiore

come sperma che cala sul ricordo

come il sapore di saliva d’una farfalla nello stomaco

il cazzo varca la soglia d’una gola

fredda & umida, niente è ciò che sembra

vige la regola dell’apparenza, il gioco del silenzio

quasi una legge marziale, i miei parassiti

i miei parassiti avanzano a passo di marcia

il cuore mi parla ed io oppongo resistenza

strenua estrema tremenda resistenza

quel libro di barzellette aperto sempre

alla stessa pagina, ho il sospetto che chi scrive fiabe

favole per bambini rasenta l’odore della pedofilia

sono solo confusine

sono una solitaria puttana di passaggio

nella vita di chi amo

costretto a recitare

una parte per non mandare in vacca

il disegno divino che dio ha scelto per me

e allora sorrido quando vorrei mordere

e mordo quando gradirei baciare

Acqua Ossigenata

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 4, 2020 at 12:09 PM

è una

vita d’apparenza, un esistenza scorretta

col cuore “sotto scorta”, attimi vissuti contromano

a guidare sulla carreggiata sbagliata

goodbye everybody goodbye

e tutto il mio fascismo emotivo

mi pervade, di più sempre di più

non mi da pace, non mi permette

di fare niente, non mi lascia libera uscita

non mi lascia nessuna possibilità di scelta

ora ci sono, domani “via col vento”

hai intenzione di startene colle mani in mano!?

Cazzo, fai qualcosa…qualsiasi cosa ma falla!!!

non posso, non voglio…ciò il Boia addosso

ho sottoposto ciò che sento

ad una specie di stato d’ibernazione

le radici di tutta sta tortura

affondano le unghie nelle carni

d’un mio passato che non passerà più

e spesso, è già stato tutto deciso

e a volte, è come se prendessimo ordini dall’alto

e forse ritenta, che sarai più fortunato

e dammi ciò che non serve

restituisci il maltolto

amore mio, lasciami un eredità di sogni & stronzate

sogni & stronzate, resta bloccata sul mio sguardo

resisti, non te ne andare

stringi al petto le mie parole d’amore

graziale salvale risparmia loro la vita…

fine d’un epoca

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 3, 2020 at 3:27 PM

tutto ciò che provo

tutto ciò che sento

l’ho declamato & l’ho scritto

non devo spiegazioni a nessuno

e non c’è da aggiungere altro

passo & chiudo & punto e addio

immondizia

In Uncategorized on dicembre 3, 2020 at 2:52 PM

Immondizia

Le mie emozioni

sono solo cazzi miei

sono la mia guerra la mia sbornia

parlano la mia lingua gesticolano con me come me

le mie emozioni sono la mia malattia epidemica

occhio però…le mie emozioni sono contagiose

sono come il tifo, la varicella, e sono solo cazzi miei

sono la scarlattina la decimazione del mio germe

le mie emozioni sono proliferate in me

e m’ammazzano & m’attizzano

e le mie emozioni sono la mia peste bubbonica

e sono solo cazzi miei, sono il sangue che cola dal naso

sono la mia morte, la mia morte nera sono lo scrigno magico

un segreto, e sono solo cazzi miei, sono la mia sorte

e se sento dolori disagi articolari nausea

sangue caldo sangue freddo vomito

sono cazzi miei sono solo cazzi miei

le mie emozioni non le hanno portate i topi

o i roditori selvatici o la pulce d’acqua

le mie emozioni non le ha portate Babbo Natale

mi sono state scagliate in culo

lapidate in faccia e sono solo cazzi miei

sono la mia necrosi la mia ulcera del cuore

la mia letalità del polmone il mio cazzo

che cerca costantemente l’infarto tra le tue cosce

quando c’hai le tue “cose” e le mie emozioni

sono il collasso della mia anima, sono il mio tracollo

e non c’ho più nulla, nulla da difendere, niente

niente da salvare le mie emozioni sono immondizia

Sposta nel cestino

In Uncategorized on dicembre 2, 2020 at 3:58 PM

non mi

servono le mie emozioni

per arrivare sano & salvo

gli affari di cuore, il 27 del mese…l’amalgama dentaria

sono il mio libro della giungla

il delirio spacciato come idillio

sono un ragazzino che s’è perso tra le fauci della Tigre

le mie emozioni sono la mia vergogna!

Perché non le ho uccise!?

Perché non le ho lasciate uccidere!?

Perché non le ho date in pasto all’anonima sequestri!?

Perché non ci ha sparato le Brigate Rosse!?

Perché ho trattato le mie emozioni coi piedi

col culo!?…perché le ho lasciate trascinare nelle camere a gas…!?

perché non mi sono preso cura delle mie bambine!?

Perché quello sono, le mie emozioni…

sono ancora piccole…andrebbero nutrite

invece…invece ho preferito violentarle!!!

e già solo per questo…merito l’inferno!!!

vieni qui mettiti comodo

magari posa il culo sulle mie ginocchia

c’ho una storia da raccontarti

che non inizia col classico “C’era una volta…”

oppure “tanto tempo fa…” perché

non è la classica favola

che si spara in faccia ai marmocchi

per farli prendere sonno…nononno

e a sto giro…non ci sarà nessun “lieto fine”

perché per sottoscrivere un “lieto fine”

servono i contratti…ma le mie emozioni

non si possono mettere nero su bianco

nooooo…prima andrebbero catturate stanate

o per lo meno fotografate…fotografate dal satellite

ora, è passato tanto tempo

tanto tempo da quel delitto…è stato

una specie di tempo lasciato “in sospeso”

fori dalla dimensione terrena…come quei

ragazzini curiosi del sesso, ancora sotto i 18 che

non possono entrare in un cinema porno

e se c’è una cosa che desideravo davvero

dalle mie emozioni…era condividere con loro

i miei orgasmi…invece è stato un bagno di sangue

e anche se non ho versato una goccia di sangue

io sono morto lo stesso…io…sono crepato comunque…

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