Giovan Bartolo Botta

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miope

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 29, 2021 at 12:37 PM

quasi quasi quasi quasi

le persone vanno

vanno vengono

ti vengono in bocca

ti vengono addosso

mi piacerebbe conoscerti

no, non per amore, no,

ma per scorrettezza

scorrettezza etica

sbadataggine incivile

analfabetismo di ritorno

razzismo verso me medesimo

vanno vengono se ne vanno

ti feriscono ti maciullano

ti sbattono in faccia ore minuti secondi

baci pianti insulti graffi sbrocchi

giorni che passano senza di te

giorni senza di te che forse è meglio così

giorni senza di te che forse, peggio di così

quasi quasi quasi quasi

un buon vaffanculo

è la parola d’amore più dolce

vanno vengono portano i guanti

ti dedicano tempo

l’amore è stato peggio della destra estrema

l’amore è stato peggio della destra estrema

vorrei poter dare confidenza senza timore di colera

vorrei poter dare confidenza senza timore di colera

vanno vengono ti rapiscono il respiro

ti dedicano tempi morti

ti smollano paturnie

vanno vengono bussano

montano smontano

ti sputano in culo

e manco te lo ficcano dentro

almeno, non del tutto

vanno vengono, poi, prete

vabbè, porporato, ma colla bocca sulla bocca

la bocca del porporato inibisce il battito cardiaco

anzi, l’ammazza

la cappella cambia poltrona

l’amore ti baratta su due piedi

le mani arraffano, tutto conta, anche le bugie

mi sento costretto ad uno scambio di figurine

natiche da curia

m’ha chiesto se sono maschio o femmina…

e da quel giorno non saprei più lo stesso

quasi quasi quasi quasi

miope presbite ipermetrope astigmatico

salato amaro aspro, zucchero zero

quasi quasi quasi quasi

vanno, vengono, poi, pregano

se gentilmente i vigili del fuoco

possono…

tutte le guerre dei presidenti

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 21, 2021 at 10:19 am

tutte le guerre dei presidenti

operazione bellica

operazione bellica nella testa

è un peregrinare ossessivo

la compulsione del primo mattino

-fammi dare un occhiata…uhm…

-oggi a chi posso schiaffarlo nel culo!?

I buoni propositi

sono pieno di buoni propositi

sono come l’anno nuovo

e sono pieno di buoni propositi

i membri del congresso

mi baciano la punta della virilità

-in piedi soldati!

-avanti miei prodi!

sono il capoccione

il capoccione presidente

sono la maschera di gesso

la museruola che in punta di piedi

sussurra alle natiche

amico mio, qui campiamo tutti

strizzandoci il cervello

-sarò da te tra un minuto!

qui ci danno da mangiare

qui ci danno da bere

qui ci danno l’uva passera

e un tetto sulla testa

qui nel recinto degli psicopatici

siamo tutti “uomini veri”, camicie coi baffi

camicie coi baffetti camicie coi baffetti

i capelli impomatati e la riga da una parte

si, ci piace l’uncino rovesciato

ci piace il braccio teso l’uncino rovesciato

Capitan Uncino, Peter Pan, purché rimanga bambino

ci piace bambi dumbo basettoni topolino

e il pene potenziometro

esportiamo “democrazia”

esportiamo minestrina formaggino

esportiamo attrezzi da palestra

attrezzi da ginnasta

e il pene potenziometro

ci stuzzica da morire

quel profumo di carne bruciata

che ci manda ai matti

il piacere dei sensi

qui dentro siamo tutti “uomini veri”

gente con la testa sulle spalle

i vecchi valori i vecchi valori

che fine hanno fatto i vecchi valori!?

Qui dentro ci si fa il mazzo il mazzo/tanto

ma dobbiamo dimostrare

di saperci bastonare i coglioni

altrimenti ci sostituiscono

con delle pile scariche

si, si, ci pisciano di brutto, ci danno la paghetta

la mancia e un calcio nel retto

come a delle puttane incendiate

usa & getta usa & getta

qui vige la regola dell’usa & getta

seduci manipola imposta la voce

falsifica la firma sul trattato di pace

qui dentro nessuno è utile

nessuno è indispensabile

qui si giura sul gioco dell’oca

l’autorizzazione è inutile

l’autorizzazione non serve

basta la giustificazione firmata

firmata da me firmata da te

estorta la firma a mamma & papà

l’autocertificazione, basta l’autocertificazione

amico mio, dammi solo quattro monete

anzi, dammene tre, ne bastano tre

due dammene due, una

ne basta una, vabbè accanna

ed è tutto concesso

dammi la mano battimi il cinque

a Capitol Hill si banchetta tra ghiri

qui siamo tra amici

ce la vediamo tra noi

e se allarghi le natiche

sarai il benvenuto

vuoi vedere come “ti libero”

il cesso intasato

mitragliandoti il muro di casa!?

come quando

guerra di corea baia dei porci

vietnam repubblica dominicana

cambogia laos afghanistan

guerra fredda invasione di grenada

bombe su Tripoli prima guerra del golfo

invasione di panama truppe in somalia

raid aerei in bosnia

e ancora afghanistan sudan kosovo

ancora afghanistan

siria libia ancora afghanistan

yemen pakistan ancora somalia

oklaoma torri gemelle nobel per la pace

operazione bellica

operazione bellica nella testa

è come il picchio conficcato nel cranio

guerrieri giochiamo a fare la guerra

-e ora, nel rispetto dei caduti

vabbè, diciamo degli “scivolati”

durante l’esecuzione dell’inno

dell’inno nazionale, vabbè d’un inno qualunque

il presidente avvolgerà

il proprio pene nelle bandiera

a stelle & strisce

ma che anche un tricolore va bene

pene della patria

l’ho chiamano così!

È arrivato il “pene della patria”

e allora fatti i caxxi tuoi

fatti i caxxi tuoi e lasciami fare

e lasciami fare che c’ho l’inventiva

sarò il tuo barbablù il tuo barbapapà

la sanguisuga la crosta il dito nel naso

il vampiro energetico

che ti trasforma sto cesso di posto

in un retrobottega delle sfere celesti

col permesso dell’Agnello di Dio

s’intende

Gli Aristogatti

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 20, 2021 at 12:13 PM

gli aristogatti

l’amore

è questione

di punti di vista

anzi, è un succedersi

di punti di vista

un accavallarsi di gambe

uno scatenarsi di contraddizioni

uno sgomitare di cambiamenti repentini

uno scalciare per

trascinarti a me

e portarti lontano dalla folla che raglia

-quando ti guardo

cerco soltanto

di rimanere illeso-

sai, personalmente

non mi disturba affatto

vedere qualcuno che scopa una scimmia

una scimmia una zebra

un ghiro una foca una farfalla

un delfino uno struzzo un ameba

ma pure un oggetto

chessò un phon, un tostapane

un rasoio da barba uno scolapasta

una cassapanca un frullatore

un suppellettile qualsiasi

no, non mi disturba affatto

zero giudizio

& nessun dito puntato!

è tutto lecito

è il disegno di Dio

è il patto tra due

sistemi immunitari che

una volta annusati, si sono piaciuti

le concatenazioni d’affetto

vanno lasciate in pace

non è possibile

spezzare una simbiosi

dunque, è tutto lecito

purché l’animale sia d’accordo

e il suppellettile sia consenziente

-quando non ti guardo più

cerco soltanto

di rimanere illeso-

l’amore pretende reciprocità

reciprocità contingenza

contiguità santa alleanza

patto di non belligeranza

l’amore va messo nero su bianco

che sia “per sempre” o

anche solo per meno d’un istante

che sia stanziale o semplice

attimo di passaggio

l’amore va messo nero su bianco

altrimenti, la massa è priva di consistenza

è tutto simulato, la matassa non ha peso

il groviglio di carne manca di peso specifico

quindi

la bestia va sedotta con garbo

l’utensile va conquistato di fioretto

è vietato scroccare

sesso all’animale drogandolo

ed è cattivo gusto

estorcere una notte d’amore

ad un pettine, facendolo ubriacare

l’amore è fatto così

l’amore è una genesi imperfetta

il mio modo d’amare poi

non lascia tracce

non lascia impronte

non lascia macchie

di sangue sul pavimento

o segni d’effrazione

il mio modo d’amare

è una sepecie di follia indotta

di riservatezza masochista

di desiderio mutilato

di timidezza suicida

il mio modo d’amare

è sempre stato disposto

a farsi da parte

ad andare a letto tardi

in preda a forti allucinazioni

e il nastro d’un amore

s’interrompe sempre sul più bello

il corpo torna a farsi addocchiare dal lombrico

e l’anima ferita batte in ritirata

e Gli Aristogatti è

stato il testamento di Walt Disney

prima di andarsene definitivamente affanculo

Asma secondo Giovan Bartolo Botta

In asma di poesia/prove per un romanzo, Bio Asma di Poesia, poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 18, 2021 at 1:24 PM

“…le nostre poesie sono le poesie di altri

le nostre opinioni sono le opinioni di altri

le nostre esistenze

sono il vestito più stretto

le nostre emozioni

il piatto più indigesto

la nostra vita è una parodia

e le nostre passioni sono meno d’una citazione

siamo solo elettrodomestici

e se ci dai un occhiata più da vicino

siamo pure guasti…”

Nato Prematuro

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 18, 2021 at 1:03 PM

nato prematuro

modellato sul legno di pinocchio

la volpe & il gatto & lui

l’ho pregato di

non rivolgermi più la parola

-gradisci una forchettata di cibo per cani!?

le farfalle transitano

dallo stomaco all’intestino

le labbra cacano sarcasmo

il desiderio se ne lava le mani

tipo Ponzio Pilato

e il giro armonico si trasforma in merda

-metti su una canzone inglese

non ci capisco un caxxo, ma mi piace

Giovan è l’ impostore

Bartolo la caricatura

Botta il bandolo della matassa

c’è carenza di rame nel sangue

lui è stato l’anguilla la ragnatela

è stato il micio il miceto

è stato il pugnale il pungilione

lui non c’è stato, nel senso

che forse, come Atlantide

o è sprofondato negli oceani

o non è mai esistito

Giovan Bartolo Botta!?

Si, l’ho letto su Cosmopolitan…

credevo che l’amore

fosse un cordone ombelicale

un filo di lana indistruttibile

senza un inizio senza una fine

poi però, ho cancellato

Giovan Bartolo Botta

dagli amici di facebook

anzi, prima l’ho bloccato

e poi l’ho fatto vaccinare nel sonno

ora non fa più parte della mia vita

ora è distante dai miei ritmi circadiani

ora l’ho cacciato dai miei tempi morti

certo, rimangono i ricordi

permane l’affanno di qualche bacio rubato

bussa ancora alla porta il baccano

d’un orgasmo interrotto

ma questi “inconvenienti”

si risolvono per avvocati

Giovan Bartolo Botta

è uscito dal gruppo ha voltato le spalle alla band

si, Giovan Bartolo Botta è uscito dalla mia vita

è fuggito dalle mie esistenze passate

dalle mie rette parallele dalle mie coordinate navali

dal mio parametro vitale

è stato allontanato dalle mie reincarnazioni

l’ho cacciato dalle mie ore

dai miei minuti dai miei secondi

dalle mie estati dai miei inverni

e dalla mia mezzaluna fertile

divieto di parcheggio

permesso di circolazione scaduto

bussola manipolata

senso dell’orientamento sdrucciolevole

Giovan Bartolo Botta non è più qui

il suo stato confusionario non è più parte di me

e ora posso finalmente

ricompattare i mattoncini del Lego

ora posso tornare a giocare col PlayMobil

ho tolto Giovan Bartolo Botta

dalla rubrica dall’agenda dall’ufficio anagrafe

dal registro del catasto e dalle Pagine Gialle

l’ho scritto sui muri

soltanto per poi cancellarlo

è successo dall’oggi al domani

in realtà è successo da sempre

meglio così, si si adesso sto bene

adesso sto veramente da Dio

Giovan Bartolo Botta

non è più il mio “sempre”

forse non lo è mai stato

forse il mio “sempre” deve ancora arrivare

arriverà domani, o dopodomani, o mai

forse il mio “sempre”

è una specie di bambino mai nato

è quell’aspetto di me

che attende paziente il proprio turno nell’utero

il fatto è che con Giovan Bartolo Botta

è stato un rapporto trattenuto rimosso

una chiamata ad intermittenza

un campeggio di sterminio

un telefono coi fili recisi

una specie di indipendenza affettiva

una specie di dipendenza an/affettiva

un gioco al “chi tossisce per primo”

un principio attivo senza farmaco

si, si, è stato un rapporto trattenuto

contraffatto rimosso apparente velato

un’illustrazione capovolta

una rima priva di rap

una soluzione senza rompicapo

un regime comunista senza scatola cinese

un fascismo emotivo senza spargimento di sangue

un enigma un rebus

una parola crociata un cruciverbone

un quiz ipocrita

dove la carezza & lo stupro

sono la stessa cosa

la stessa identica trovata pubblicitaria

Giovan Bartolo Botta m’ha “usato”

come se lui fosse stato il parroco

e io il suo fottuto culetto del chierico

però, Cristo Santo!, non si seviza così un Paperino…

Giovan Bartolo quando viaggia predilige il treno

perché nel buio d’una nevicata del ’97

la Citroen fece i 360 gradi

Giovan Bartolo adora la fragranza di lavanda

il fatto è che il sig. Giovan Bartolo Botta

nato a Belo Horizonte il 21/01/1981

sotto il segno zodiacale dell’acquario

ascendente ariete luna in leone venere in capricorno

dicevo il sig.Giovan Bartolo Botta

non conosce l’amore

o meglio, non “riconosce” l’amore

tipo come di chi

un incidente al volante la notte

che sterilizza la percezione dei sensi

tipo come di chi

oscilla tra il trauma cranico

& la commozione cerebrale

o il trauma toracico

& l’insufficenza polmonare

o il trauma cervicale

& la distorsione muscolare

o lo shock anafilattico

& il picco d’insulina

Giovan Bartolo Botta

pratica l’amore invertendone

il senso di marcia

Giovan Bartolo Botta

sparge saliva sul posto di lavoro

suda, sputa, rantola, tarantola

Giovan Bartolo Botta

mi parla dialetto per limitare la confidenza

e mi bacia in portoghese

per farlo sembrare una roba tra sconosciuti

Giovan Bartolo Botta

è stato lo sguardo languido

accaduto nei ritagli di tempo

è stata una parentesi

una semplice parentesi

un inciso un punto & virgola

un apostrofo un punto & a capo

non c’è frequenza non c’è risonanza

non c’è ascissa ordinata intervalli scale

il piano cartesiano è andato a puttane!

G.B.B è cambiato

cambiato camuffato

teneva un profilo nascosto

un lato celato un accesso vietato

un percorso deviato

una strada sbarrata

Bartolo non sapeva

più parlarmi d’intonaci sgretolati

viali alberati foglie caduche

albe dorate meriggi scoscesi

o tramonti scolpiti nel tempo

l’unico argomento

delle nostre conversazioni

sono stati i silenzi

insomma, non c’era dialogo

ma solo monologo, monologo & soliloquio

senso di soffocamento & fame d’aria

ferite gratuite parole infelici

qualcosa d’autentico

d’autenticamente bugiardo

Giovan Bartolo Botta

è una pulsazione autodistruttiva

una contraccettivo fallato

una facile concessione di divorzio

una sbronza della mente

un conto alla rovescia

Giovan Bartolo Botta esiste per “sentito dire”

solo per “sentito dire”, è come

un vecchio proverbio, un irritante modo di porsi

una menzogna tramandata oralmente

un allegoria una maschera una figura retorica

un prefisso telefonico un codice a barre un iban

o un’antica ricorrenza pagana

bandita dal calendario gregoriano

Giovan Bartolo Botta m’ha fatto sentire sbagliato

tremendamente sbagliato!

ed è per questo che sono stato costretto a dirgli

-spostati!

Giovan Bartolo m’ha messo le mani addosso

o meglio, m’ha lasciato le sue mani addosso

ma non l’ha fatto abbastanza

ed è per questo che gli ho urlato

-sparisci!

il fatto è che per ciò che concerne l’amore

o peggio ancora la “relazione d’amore”

Giovan Bartolo Botta è nato prematuro

prematuro, come

a chi piace la città

svuotata d’Agosto

carta o bancomat

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 16, 2021 at 11:36 am

prendo le distanze

le distanze da me

mi chiudo nel guscio

esco fuori, esco fuori

dalla mia vita, lascio in pasto

la mia esistenza agli amici

fumateci sopra, beveteci sopra

divertitevi, sballatevi

lasciatevi andare, ma cercate anche

di non andare oltre la mezzanotte

altrimenti, Cenerentola, muore…

fan culo però, facciamolo subito

sbrighiamoci, zero cerimonie

qualche lacrima si, ma manteniamo il decoro

l’etichetta, la dignità, ma acceleriamo

che non sono mai stato

troppo bravo coi saluti finali

ora, tesoro, aprimi la teca cranica

e portati a letto quel mio encefalo

poi, suzia via i nervi tesi

a questo mio alter ego rimasto timido

ora, amico, accendi lo stereo

spoglia la tua ragazza &

portale via un frammento di vita

il riso ricopre gli sposi, li soffoca

l’amore è fatto di sabbie mobili

sono innamorato di parole

che nessuno potrà mai leggere

e mi scindo mi spezzo mi disarciono

scappo fuggo, afferro il mazzo di chiavi

uno a caso…quello che non apre le porte…

cerco un silenzio che faccia rumore

certi sguardi, sguardi di complicità

occhi che ti lasciano sordo

quel bacio capace

di perforare un timpano

mi serve il silenzio

mi serve il passo di lato

il piatto vuoto del tossico

che si sforza s’impegna

a diventare ex/tossico

voglio la mia altra metà della mela

-dove sei!? So che ci sei

fatti vedere, fatti sentire, anzi no

non è necessario imbattersi in me

se non vuoi che io sia

il tuo “Paese dei Balocchi”

esco un attimo dalla mia vita

che faccio!? Mi caccio!?

Si, lo faccio, e se rientro

rientro tardi, dunque

non aspettarmi per cena

anzi, non aspettarmi più

e tu amico, continua a baciarla

che se smetti di farlo

è tempo gettato nel cesso

-carta o bancomat!?

-bancomat!

-pin & tasto verde, prego…

ti amo, ma è colpa di Hitler

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 15, 2021 at 11:32 am

ti amo, ma è colpa di Hitler

è colpa dell’uovo che

sembra di sbranarti l’infarto

è colpa della pasta asciutta

che ti pare di divorarti il diabete

è colpa della patata bollita

della patatina fritta del pop corn

è il latte di soia la lecitina di soia

la feta il sushi il sashimi il tofu

e che questo amore

sia vino rosso o cioccolata calda

la colpa, è di Hitler

farti lo

squillo da una cabina telefonica

con le 200

lire o peggio ancora

il gettone, non ha prezzo

ti amo

ma è colpa del glutine

anzi, no, è l’eccesso di calcio

si, l’amore è imputabile

ad un eccesso di calcio, un eccesso

di calcio nel sangue, e allora

allora, l’eccesso mi fotte

e l’amore mi va nel tessuto adiposo

le ossa diventano fragili

si piegano, si chinano, si genuflettono

poi ad una certa, si spezzano

che ci serve la protesi in titanio

come a coso, la, come caxxo si chiama

il tizio, l’atleta che ha crivellato

la fidanzata nel cesso, l’Oskar Pistorius

sudafricano, bianco pro Apartheid

che se c’era il Mandela si toccava i coglioni

ti amo, si, ma è l’eccesso di calcio

che poi ti fa venire i calcoli ai reni

che poi a tempo zero, l’amore mi manda in dialisi

ti amo, si, ma è l’eccesso di sale

l’eccesso di sale, che provoca

eccesso di zelo, che provoca

coagulazioni di sangue

e allora il polso rallenta

e il tessuto cardiaco

s’ispessisce, e il cardiolgo

ti visita, scuote la testa

-amico mio, lei se mi si continua

ad innamorarsi mi va ad un passo dalla tomba

si riposi, si rilassi, si riguardi, si protegga

ci vada piano coi caffè

via quelle sigarette, assuma coenzima q10

-dottore, la carne è debole…

ti amo, ma è colpa

degli zuccheri raffinati, è colpa della farina bianca

del colesterolo alto, del colesterolo basso

della carne bovina, della carne suina

del pesce azzurro, del salume, del pollame

della pizza, della bibita, del Mc Donald’s

è colpa del glutine

e questo amore crea complicazioni

è diventato fanatismo, estremismo

è diventato vegetariano, vegano, onnivoro

è diventato biodisponibile bioindisposto

è diventato una “scimmia urlatrice”

è diventato una specie di ictus

è diventata fede che si spaccia per scienza

è diventato un best/seller

una multinazionale brutta brutta

una casa farmaceutica cattiva cattiva

una teoria della cospirazione

e ti amo, si, ma è colpa di Hitler

è colpa di Bezos, di Soros

di Rockfeller, di Rotschild

dei Rettiliani, dei Grigi, di Andromeda

delle Pleiadi, dei microchip nei vaccini

del 5G, delle scie chimiche, della Terra Piatta

della Terra Cava, dello sbarco sulla Luna

è colpa di pesticidi additivi coloranti addensanti

è colpa dell’Unione Europea, dell’uscita dall’Euro

ti amo

e se c’è pure vita su Marte

e se pure frutta & verdura ti fanno ammalare

e se assumi statine

e se a San Patrignano si spera

e se questo e se quello e se quell altro ancora

e se l’amore dentro di me, viene per nuocere

è colpa

di Hitler

ti amo, ma è colpa di Hitler

è colpa dell’uovo che

sembra di sbranarti l’infarto

è colpa della pasta asciutta

che ti pare di divorarti il diabete

è colpa della patata bollita

della patatina fritta del pop corn

è il latte di soia la lecitina di soia

la feta il sushi il sashimi il tofu

e che questo amore

sia vino rosso o cioccolata calda

la colpa, è di Hitler

farti lo

squillo da una cabina telefonica

con le 200

lire o peggio ancora

il gettone, non ha prezzo

ti amo

ma è colpa del glutine

anzi, no, è l’eccesso di calcio

si, l’amore è imputabile

ad un eccesso di calcio, un eccesso

di calcio nel sangue, e allora

allora, l’eccesso mi fotte

e l’amore mi va nel tessuto adiposo

le ossa diventano fragili

si piegano, si chinano, si genuflettono

poi ad una certa, si spezzano

che ci serve la protesi in titanio

come a coso, la, come caxxo si chiama

il tizio, l’atleta che ha crivellato

la fidanzata nel cesso, l’Oskar Pistorius

sudafricano, bianco pro Apartheid

che se c’era il Mandela si toccava i coglioni

ti amo, si, ma è l’eccesso di calcio

che poi ti fa venire i calcoli ai reni

che poi a tempo zero, l’amore mi manda in dialisi

ti amo, si, ma è l’eccesso di sale

l’eccesso di sale, che provoca

eccesso di zelo, che provoca

coagulazioni di sangue

e allora il polso rallenta

e il tessuto cardiaco

s’ispessisce, e il cardiolgo

ti visita, scuote la testa

-amico mio, lei se mi si continua

ad innamorarsi mi va ad un passo dalla tomba

si riposi, si rilassi, si riguardi, si protegga

ci vada piano coi caffè

via quelle sigarette, assuma coenzima q10

-dottore, la carne è debole…

ti amo, ma è colpa

degli zuccheri raffinati, è colpa della farina bianca

del colesterolo alto, del colesterolo basso

della carne bovina, della carne suina

del pesce azzurro, del salume, del pollame

della pizza, della bibita, del Mc Donald’s

è colpa del glutine

e questo amore crea complicazioni

è diventato fanatismo, estremismo

è diventato vegetariano, vegano, onnivoro

è diventato biodisponibile bioindisposto

è diventato una “scimmia urlatrice”

è diventato una specie di ictus

è diventata fede che si spaccia per scienza

è diventato un best/seller

una multinazionale brutta brutta

una casa farmaceutica cattiva cattiva

una teoria della cospirazione

e ti amo, si, ma è colpa di Hitler

è colpa di Bezos, di Soros

di Rockfeller, di Rotschild

dei Rettiliani, dei Grigi, di Andromeda

delle Pleiadi, dei microchip nei vaccini

del 5G, delle scie chimiche, della Terra Piatta

della Terra Cava, dello sbarco sulla Luna

è colpa di pesticidi additivi coloranti addensanti

è colpa dell’Unione Europea, dell’uscita dall’Euro

ti amo

e se c’è pure vita su Marte

e se pure frutta & verdura ti fanno ammalare

e se assumi statine

e se a San Patrignano si spera

e se questo e se quello e se quell altro ancora

e se l’amore dentro di me, viene per nuocere

è colpa

di Hitler

questo amore non è un esercitazione

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on gennaio 13, 2021 at 2:51 PM

senzatetto

fottimi come

il boiardo di stato

lasciami il vino levami il grano

allenta la morsa di

parabole spinose come museruola tradimento

trappola tagliola maschera bicefala carnevale

carro allegorico o calco di gesso

poggiato sul punto di non ritorno del prepuzio

confiscami i beni percuotimi

processami, e che sia un processo breve

rapido, veloce, velleitario, falsato, sommario

con la giuria popolare corrotta

il pubblico ministero un imbecille patentato

il cancelliere un analfabeta

e il giudice un abusivo

Cristo Santo! la bilancia s’è spezzata

il piatto della bilancia non pende più

il piatto piange, inutile tentare

di non far impazzire la maionese

tesoro, c’hai del peronismo poggiato sul seno

hai presente Pol Pot!?

ecco, da innamorato, io sono tutto il contrario

ecco, da innamorato, ho provato più o meno questo

ecco, da innamorato, più o meno spesso

più o meno sempre, mi sono sentito

come desideroso d’un vincolo

come affamato di lavori forzati

come eccitato dai giuramenti

come arrapato da codici norme cavilli

lacci lacciuoli e fumo negli occhi

anche 2/3 pacchetti al giorno di fumo negli occhi

e anziché provare a smettere

ho rincarato la dose…

e un indizio è un indizio

due indizi una coincidenza

ma tre indizi sono la prova

che in amore, si può fottere

un intero paese e cavarsela a buon mercato

magari con un semplice scolo

o un infezione urinaria

e questo amore non è un esercitazione

questo amore è Pinochet

che si dilapida il Cile, questo amore

è Ceaucescu

che raziona la mia porzione

di briciole & baci gallette & detergente intimo

questo amore è Francisco Franco

che divarica le natiche a Lorca

Franco, la falange, le natiche a Lorca

questo amore

è un viaggio di sola andata

sul deltaplano personale del generale Videla

questo amore

è il suicidio programmato a tavolino

del sig.Getulio Vasrgas

al fine di manipolare l’intero Brasile

e questo amore non è un esercitazione

questo amore

è il cuba libre che disseta la gola

di Fulgencio Batista

questo amore è il libro dell’inquietudine

di un certo Oliveira Salazar

e sotto Mao il tasso d’alfabetizzazione

in amore, balza alle stelle

quell’amore fatto di opposti

che pretende di bere oltre la sete

masticare oltre la fame

senzatetto

Ingestibile

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 9, 2021 at 11:27 am

Potresti mettere giù la cornetta, tu, ora

Smettila colla frutta

butta via la verdura

gettati dal cesso

come se ti gettassi dal ponte

metti a tappeto il tuo mal di schiena

oggi come oggi

un giorno vale l’altro

oggi come oggi

non avrai un attimo di pace

i cereali le fibre

le vitamine i sali minerali

i grassi saturi i grassi insaturi

il colesterolo alto il colesterolo basso

l’alta marea la bassa marea

tenersi mano nella mano

misurarsi la febbre misurarsi la pressione

e poi il diabete la febbre

che sia semplice forfora

o mesotelioma

amarti è stata una doccia fredda

che sia odio amore ascesso dentale

o anche semplice banale indifferenza

amico mio, non piangere

amica mia, non farlo

potrei chiederti scusa

e dirti che mi dispiace

ma lo sai anche tu

che tutto questa frode

fa parte del gioco

perché l’amore quello è

una specie di frode

una sostanziale truffa

ed è inutile tenersi informa

la ginnastica è ridicola

prova a riderci su

allarga le cosce

tira fuori l’uccello & pisciaci sopra

nascondi le lacrime

ricacciale in gola

seppellisci la rabbia negli occhi

magari ricacciala indietro

alle spalle del bulbo oculare

smettila di sollevare pesi

la verità è un altra

oggi come oggi

il giorno & la notte sono la stessa cosa

la stessa identica merda

t’hanno fottuto fottuto di brutto

e a sto giro fa male

fa male davvero

fa male come non mai

che effetto fa

vedersi crollare addosso

tutto ciò che hai creduto!?

si tesoro, si sono rubati il tuo tempo

e tu questo lo sai, lo sai, si!?

Lo sai, ma non vuoi guardare

e non vuoi guardare

perché a sto giro fa male

fa male davvero!

Potrei dirti -mi dispiace

e calpestare col piede

tutte queste bugie

potrei chiederti scusa

oppure

potresti mettere giù

la cornetta, tu, ora

L’Amore è un difetto congenito

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 8, 2021 at 2:22 PM

baciami stupido!

Il nostro amore spesso

è un difetto congenito

un affare di famiglia

gettarsi a terra dirrea vomito

digrignare i denti battere le mani

i piedi le mani, convulsioni affanno

colorito cianotico pollice in bocca

salta il rospo salta anche la rana

casca la terra tutti giù per terra

colpi di tosse tosse grassa tosse secca

ripetuti colpi di testa bruschi

movimenti del capo torsioni torsioni del corpo innaturali

fastidioso torcicollo budella ribaltate

gettati a terra sbratta smerda ovunque

stringi i denti mostra i pugni scalcia sputa

dille -ti amo, ti amo tesoro! ma in una lingua morta

ferita a morte, quantomeno moribonda

scappa fuggi, torna indietro

guarda avanti, copriti le spalle

scalda i piedi sfrega le mani

produci consuma crepa

tira su sta museruola, danza

balla, sgambetta, bau bau micio micio, miao

cos’è questo singhiozzo!?

Cos’è questa pipì sul materasso!?

E la MadrePatria!? Che ci diciamo alla MadrePatria!?

Che era tutto uno scherzo!? Tutta una burla!?

Una carnevalata!? Che abbiamo solo giocato!?

L’amore è come quando

si porta il bimbo dal medico

il bimbo ha paura

l’amore è come quando

si porta il bimbo dal prete

il bimbo ha paura

l’amore è come quando

si lascia il bimbo all’asilo

il bimbo beve, il bimbo si droga

non temerea ammore, che c’ho il palato allenato

che ce come un traforo

e tutte le mie parole d’amore

sono le parole d’amore d’un balbuziente

che balbuzia e balbetta

balbuzia e balbetta

e trema e si nasconde

baciami stupido!

L’amore è un difetto congenito

un affare di famiglia

un segreto tenuto nascosto

l’amore è malformazione

solo malformazione!

è opportuno

costringere i mancini

all’uso della destra!?

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