Giovan Bartolo Botta

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il Covid sono Io

In poesie di quarantena, polverie o poesie, teatro on febbraio 27, 2021 at 1:09 PM

è tutta colpa di Romolo Valli

è tutta colpa di Gassman (padre)

è tutta colpa di Sarah Ferrati

è tutta colpa della Reale Sarda

è tutta colpa di Rina Morelli

è tutta colpa di Paolo Stoppa

è tutta colpa di Ferruccio De Ceresa

è tutta colpa di Salvo Randone

è tutta colpa di Elsa Albani

è tutta colpa di Erminio Macario

è tutta colpa di Tino Buazzelli

è tutta colpa di Lilla Brignone

è tutta colpa di Giulio Bosetti

è tutta colpa di Gianni Santuccio

è tutta colpa di Renzo Ricci

è tutta colpa di Lina Volonghi

è tutta colpa di Memo Benassi

è tutta colpa di Silvano Tranquilli

è tutta colpa di Luigi Cimara

è tutta colpa di Paola Borboni

è tutta colpa di Alberto Lionello

è tutta colpa di Sergio Fantoni

è tutta colpa di Lea Massari

è tutta colpa di Raoul Grasilli

è tutta colpa di Rino Sudano

è tutta colpa di Perla Peragallo

è tutta colpa di Carmelo Bene

è tutta colpa di Giacinta Pezzana

è tutta colpa di Giovanni Emanuel

è tutta colpa di Ermete Zacconi

è tutta colpa di Adelaide Ristori

è tutta colpa di Tommaso Salvini

è tutta colpa di Ernesto Rossi

è tutta colpa di Giovanni Emanuel

è tutta colpa di Mario Scaccia

è tutta colpa di Andrea Giordana

è tutta colpa di Nora Ricci

è tutta colpa di Gianrico Tedeschi

è tutta colpa di Giorgio Albertazzi

è tutta colpa di Dario Fo & Franca Rame

è tutta colpa di Paolo Poli

è tutta colpa di Leo De Berardinis

è tutta colpa di Adriana Innocenti

è tutta colpa di Enza Jovine

è tutta colpa di Gian Maria Volontè

è tutta colpa di Sergio Tofano

è tutta colpa di Eduardo Titina Peppino

Felice Sciosciammocca Petito Nino Taranto

Pappagone Arpagone Arlecchino Brighella Pantalone

Balanzone Tartaglia Colombina Principino

Scarpetta I Gelosi Goldoni Molierè

il Bardo i Tragici Greci i Comici Plautini

i nordici i cupi gli scandinavi gli spenti

Pirandello Brecht Grotowski Stanislavski

Arteaud Mejercoldh Craig Appia

è tutta colpa di Amleto

è tutta colpa di Otello

è tutta colpa di Ofelia

è tutta colpa di Desdemona

è tutta colpa di Mirandolina

è tutta colpa di Ciampa

è tutta colpa di Medea

è tutta colpa di Antigone

è tutta colpa di Argan

è tutta colpa di Tartufo

è tutta colpa di Edipo (questo è sicuro)

è tutta colpa della Sfinge

è tutta colpa della Peste

è tutta colpa della Casa di Bambola

è tutta colpa della Casa di Bernarda Alba

perché Angustias Adela Martirio

Maria Josefa e Amelia

sono uscite coi rispettivi fidanzati

c’hanno fatto l’amore

e si sono assembrate

ma soprattutto

è tutta colpa mia

si, lo ammetto, è mia la colpa

la colpa è mia

il Covid sono io

l’ho elaborato l’ho sintetizzato

l’ho mappato l’ho moltiplicato

e poi l’ho sparso in giro

ebbene si, l’untore sono io

e ora, grazie a me

il Teatro Italiano

appartiene alla Cina

L’uomo senza labbra

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 27, 2021 at 10:21 am

il paese è in zona marrone

l’intero pianeta attende il risveglio

ci sono sommersi e salvati

i sommersi rompono le palle

i salvati pure

Lady Gaga s’è persa i cani

c’è la variante brasiliana

con Pelè e Zico

e quella inglese

con i Beateles & i Rolling Stones

Freddy Mercury positivo al Covid

Cazzo…ma non era già morto 30 anni fa!?!

a Bologna un tizio

ha puntato la pistola

alla tempia ad un tipo

che stava senza mascherina

lui l’ha uccisa perché l’amava

in giro

ci stanno un sacco

di vaccinazioni di massa

ma proprio tante, tantissime

immunizzano una città al giorno

comunità montane comprese

usano l’esercito

che usa le armi

hanno cambiato

primo ministro

quello di prima piaceva

troppo alla fica

adesso c’hanno messo

una specie d’orefizio metallico

senza empatia

e senza labbra

dicono che chi non ha labbra

non ha sentimenti, ma solo numeri

numeri cifre numeratori denominatori

d’altronde con le labbra

ci fai un sacco di cose

baci alla francese baci a stampo

rapporti orali parole d’amore

ci mandi affanculo chi t’ha fatto soffrire

canti canzoni p.o.p porno

a chi ti fa battere il cuore

canti in curva i cori da stadio

soffi nell’orecchio parole dolci

al tuo cane o al tuo gatto

o al tuo piccolo istrice o alla tua poiana

dunque che siano spesse tipo equatore

o sottili stile caucasico

le labbra sono belle

belle utili essenziali necessarie

le labbra servono

sono il passaporto essenziale per l’empatia

e chi non ha labbra

non può governare uno stato

Andreotti non aveva labbra

Prodi non ha labbra Monti neppure

tutti i pontefici della storia erano senza labbra

tutti i dittatori sanguinari della storia erano senza labbra

possedevano lingua, kilometri di lingua biforcuta

ma zero labbra

zero labbra e cuore di marmo

diffidiamo da chi non ha labbra

non affidiamogli le chiavi dello stato

ma nemmeno le chiavi di casa

perché chi non ha labbra

non ha l’anima

ti vuole zitto muto

capo chino obbediente

e s’è rubato

i cani

di Lady Gaga

i need your love so bad

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 27, 2021 at 9:42 am

non credo più alle parole

forse, non c’ho mai creduto

le parole lasciamole stare

vaffanculo alle parole

non m’importa

del significato

del suono del tono

del ritmo del volume del colore

parole, si, è poi…!? cosa resta!?

parole, scarabocchi per carta da culo

le parole mi fanno impazzire

sono attraenti, le parole

hanno gambe lunghe e seni sodi

provocano erezioni fatali

caldi orgasmi per clavicembalo

fuffa, le parole sono fuffa

anche i gesti lo sono

e le dimostrazioni

le dimostrazioni sono una merda

ma le parole, le parole restano l’apice dello sfregio

le parole sono la copertura

la copertura la maschera il brusio

l’intrigo il sotterfugio la stonzata

le parole sono una gigantesca stronzata

non m’importa delle parole

le parole suonano male

le parole sono solo parole

le parole sono irritanti, tutte

le parole d’amore poi

strizzano l’occhio all’insulto

certe strade

non si dovrebbero

mai incrociare, filo spinato

l’amante che gioca coll’amico immaginario

la ferita non si lava, allucinazioni uditive

la ferita non s’asciuga, note persistenti nell’orecchio

la ferita non è una macchia di sporco

una macchia di sporcizia sul capo delicato

la ferita sono lettere, lettere sillabe

parola suono significato punteggiatura insetti

l’amore resta stronzo fino al midollo

l’amore resta stronzo fino al midollo

l’amore non restituisce il maltolto

edifici troppo alti arnesi metallici

prurito in mille parti del corpo

la ferita può essere fatta

di sangue ma anche

e soprattutto di parole

l’infezione è la stessa

e resta incastonata

in quel tempo e in quello spazio

che non si possono dissolvere

che non si lasciano guarire, circonciso

parole, come una folla inferocita

impossibile da disperdere, infibulazione

l’amore t’ha preso di mira

l’amore ti vuole tutto per se

parole appunto solo parole boiate scritte

lingua parlata assemblaggio di puttanate

l’amore è una notte da sputare

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 26, 2021 at 10:36 am

l amore

finisce

perchè

si muore

mi contraddico

nelle pause nelle parentesi

nei punto e a capo

nei punto e virgola

nelle pause nelle cesure

nel cesso nella merda

nel cesso della merda

nel mascara nel kajal

nel ritocco nel doppiaggio

nella paletta nella scopa

le bolle di sapone

le bolle di sapone

l’ amore finisce

perchè si muore

perchè il serbatoio crepa

perchè il riassunto finisce

perchè m’eccito

col vuoto di memoria

solo col vuoto di memoria

perchè è il tuo vuoto

di memoria che si deglutisce

la mia sborra

l’amore finisce perche si muore

perche m’hai ucciso

perche ferisci senza usare i guanti

perche sono cazzi miei

perchè parli spesso di Torino

perchè l’amore è tutto

troppo buio perchè

gli orfani come me

s’amputano il cuore

perchè non amo più

perchè quando m’innamoro

mi sto sui coglioni

l’amore è una notte da sputare

l’amore è una giornata insonne

l’amore sono attimi inutili

l’amore è una dittature fascista

l’amore è un bagno di folla che fa altro

non t’ascolta, fa altro

l’amore finisce perchè si muore

il cazzo ti puzza d’una putrefazione di guerra

la fica che adori t’ha schiaffato in un lager

sono così distratto

che non so dove sputare

la vita cambiata

dopo l invadenza d un prete

lui non era un chitarrista ne un torroncino

ma aveva il cazzo

d un metro e mezzo quadro di stesura

col registratore a nastro

parlava di morte e droga

e salve regina e ave maria

e capo di buona speranza

e studiava l’inglese da autodidatta

un bacio letale

li l’amore è morto

consentimi

la perversione

d’ odiarti d’amarti d’odiarti

non sono

la tua

mignotta

a parte

quando

mi

paghi

Cuore di Panna

In poesie di quarantena, polverie o poesie, teatro on febbraio 25, 2021 at 11:20 am

ah…eppure Giocasta

quei tempi li rimpiango, allora ero un giovane pieno di sogni. Suonavo la chitarra, la chitarra elettrica, la mia Gipson a 12 corde in laminato plastico con cassa armonica il legno compensato…o forse era una Stratocaster…vabbè sti cazzi, avevamo un gruppo, una garage band, ci chiamavamo i Bheaive. Eravamo io, Mirko, Satomi e Paul. Poi c’era Cristina. Arriva Cristina. Kiss me Licia. Il piccolo orfanello Andrea, un gatto randagio rachitico che poi s’è messo a mangiare scatolette a quattro palamenti,…per motivi di conti in ordine abbiamo dovuto abbatterlo e lo zio Marrabbio. Il povero zio Marrabbio. Morto di colpo apoplettico per avere fatto tredici al totocalcio. Suonavamo nei locali, facevamo cover dei The Cure. Solo cover dei The Cure. Facevo anche teatro. Mettevo in scena Sofocle. Solo Sofocle. Solo l’Edipo Re di Sofocle. Sulla strada per Colono la compagnia teatrale cambiava senso di marcia. E Scrivevo poesie…Solo poesie di tematica civile. ricordo come sconfissi la Sfinge dal canto ambiguo, era una soprano, in un poetry slam durissimo liberando la città di Tebe dal tedio. Tutto era più semplice. Più chiaro. Bastava unire i puntini…e avevi il mondo in pugno…le giornate erano splendide, piene di sole, i pomeriggi parevano eterni morsicando il cornetto dal cuore di panna. Cosa non darei per tornare a quei tempi. I sogni Giocasta. Abbiamo bisogno di credere alle nostre illusioni, di assecondare le nostre menzogne, di trovare autentiche le nostre bugie. A volte ho come l’impressione d’essere stato travolto dagli eventi, di non aver mai agito, d’avere assecondato il volere di altri togliendo ossigeno a ciò che mi faceva sobbalzare il cuore. A volte sento attorno a me la TOTALE MANCANZA D’AUTENTICITà . Non c’è niente d’autentico Giocasta, niente d’autentico. Mi sento circondato dalla manipolazione, le persone che amo sono come cancri che mi divorano l’organismo è tutto così maledettamente insopportabile…

L’Amore ha fatto pile di morti

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 17, 2021 at 1:23 am

Combatti

per la libertà

ove per libertà

significa che

niente e nessuno

ti deve cacare il cazzo

lavati i denti sputa

sputa ingoia se ti ama ingoia

se sputa non t’ama

ce la variante inglese

quella portoghese

la variante del brasile

c’hai l’aiz c’hai l’aiz

lavati i denti

non inghiottire

il dentifricio

combatti per la libertà

ove per libertà

significa che

niente e nessuno

ti deve cacare il cazzo

ove per niente e nessuno

significa tutti, tutti e nessuno

madri babbo

vecchi giovani

mogli e mariti

figli figlie nani e giganti

pesci rossi passerotti

cani gatti cistiti e giovedì

fioccano i fascisti

pullula l’ernia inguinale

a sto giro c’hanno la cipria

e sanno contare fino a cento

fatemi fare

domande veloci

per inquadrare l’interlocutore

dietro, sesso anale

ne fai!? Anche

un po aggressiva come pratica

ti viene in bocca

e tu sputi sulla croce!?

Combatti

per la libertà

fiuta il fascismo

stanalo ovunque

anche il più mascherato

anche il più camuffato

anche il più nascosto

fiuta il fascismo

guardalo, è ovunque

attorno a te

ti sorride

ammicca sbiascica

t’abbandona

ti seduce tira & molla

prende & lascia usa & getta

i night club sono aperti

l’amore fa pile di morti

l’amore fa pile di morti

m’hai posato

la fiocina sul cuore

la fucina stile caudillo

caudillo duce fhurer

grande timoniere gulag

siberia dachau stupro

e poi, tanto

per concludere la poesia

tre parole a caso

ampolla

squaquerone

maschera

figura retorica

Assecondare Arginare la Maschera

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 16, 2021 at 2:41 PM

voglio fare

l’esatto contrario

di ciò che dicono gli altri

levare via lo sterco dal cervello

pensare con la mia testa

cerco pensieri

persone parole

sillabe emozioni

pretendo attorno a me

qualcosa d’autentico

ho bisogno

d’assoluta eterna complicità

e invece, e invece

mi rifugio nei ricordi

come un vigliacco

come un anima in pena

impaurita spaventata

immobile e ora mi tocca

presentarmi davanti

alla gente a fare discorsi

a parlare del nulla

ad occuparmi di stronzate

che non m’interessano

Cristo Santo!

circondato da persone

che non m’interessano

Cristo d’un Dio!

questo non sono io

questa non è a mia vita

non è quello che voglio

basta! basta!

basta maledizione! basta!

schifo schifo

cirapame senza pudore

dio santo!

ci sono giorni

che non mi sento

alcune parti del corpo

rimugino piango

mangio tutto

ciò che trovo

per poi vomitarlo

altre volte non tocco cibo

bevo a stomaco vuoto

il pensiero non mi da pace

il cuore vorrebbe sentire

ancora qualcosa

ma non sente più niente

e per dare un senso

a questo nulla che m’invade

da sempre

mi infilo le unghie

dentro la carne

sino a disarcionarla viva

persino il corpo

si rifiuta

di compiere un dovere

che non sente più suo

non c’è niente d’autentico

niente d’autentico

ma tu dimmi

come ti senti realmente

dietro la maschera!?

asma di poesia spot

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story on febbraio 11, 2021 at 2:35 PM

torroncini Mingoliquando non è fameè la tua voglia di qualcosa di dolcetorroncini Mingolicroccanti come ghisaa prova di dente del giudizioricoperti da uno spesso stratodi cioccolato bianconocciola a piacimentose soffri di piorreatorroncini MingoliCON LIQUORE per i più piccini telline Casolinoquando della spigolapreferisci l’alatelline Casolinostuzzicose insipidepescate a manodal sottoproletariato scandinavoprive di Omega 3stracolme di Metalli Pesantitelline Casolinoal Naturaleo in olio di Radiatoretelline Casolinoil pesce dell’oceanodove garba a teLa Ditta LattanziopresentaGruveraWafflei primi WAFERtotalmente copiatidalla Loackerma farciti daldelizioso e famigeratoformaggio svizzeroe per i più audacise da Ginevrati sposti a Zurigola ci hai purequel rimastino di tossicodi banda del bucodi laccio emostaticodi Metadone a ScalareWafer LattanzioLo Snack in Culo alla BorghesiaDigestivo Canalela Nuova Milano da BereCanaleper contrastareil genocidiodel vivere modernoal termine della tua giornatatrascorsa in schiavitùa massaggiare il calcagno del Deep Statesorseggia anche tuuna damigiana di CanaleCanale il digestivo Ambrosianoalle 1112 erbecapace di farti digerireanche il dpcm governativopiù indigestoCanaleche tu sia inzona rossa giallaarancione o biancacheta i bollorisorseggiandoti un CanaleCanalequando Calindrilascia spazioalla sperimentazioneraffreddore!?allergia!? febbre da fieno!?fuoco di Sant’AntonioGonadi sconquassateLinfonodo ingrossatoSifiloma al Glande!?unghia incarnitaforfora piede a MartelloEbola Epitelioma Covid PandemiaNiente Paura!Sono arrivati per te e solo per tei Vaccini TattiTatti la ditta farmaceuticada sempre a servizio dell’Elitèi Vaccini Tatti vantano giànumerosi stermini nei paesi del Qunito Mondodermatologicamente testatisu cavie ignare ed incapaci d’intendere e di volereVaccini Tattidisponibili singoliin esavalente o a sberledi 500 al colpoVaccini Tatticontengono eccipientisoda caustica magma vulcanicoe anidride solforosatenere a portata di bambinoingerire se necessarioVaccini Tattioltre Bill GatesMalessere Generalizzato!?niente panicodalla Manciuria Cineseecco qui per tei Tamponi CapaccioTamponi Capaccioi primi test rettalidalla risposta ultra lentatamponi Capaccioutili anche come massaggio prostaticofacilissimi da usarescarta infila inserisce umetta levae attendi pazientemente il refertoTamponi Capaccioprogettati secondoil libretto rosso di MaoTamponi Capaccioperché quando si parla di Comunismosi guarda all’Oriente…ASMA di Poesia spotTorroncini MingoliTelline CasolinoWafer LattanzioDigestivo Jfl CanaleVaccini TattiTamponi CapaccioAsma di Poesiail prodotto poetico biologico dove piace a te

lieve intossicazione alimentare

In poesie di quarantena, polverie o poesie, teatro, ultras teatro secondo lester bangs on febbraio 11, 2021 at 1:32 PM

ora capisco tutto questo sono io assassino di mio padre marito di mia madre fratello dei miei figli cittadini di tebe voglio guardarvi negli occhi per un ultima volta per tutti gli affanni che ho procurato a voi e ai vostri cari voglio chiedervi scusa non c’è niente d’autentico ogni incontro ogni dialogo ogni persona ogni animale albero casa strada piazza odore sapore musica odio i miei genitori che m’imposero di tenere le mani giunte la bocca chiusa la testa bassa di spegnere lo sguardo e per anni senza accorgermene dalla bocca ho vomitato le loro parole del cazzo e ho fatto cose e ho visto gente di cui non me ne fotteva un cazzo e ho frequentato scuole di cui non me ne fotteva un cazzo circondato da compagni di cui non me ne fotteva un cazzo studiando applicandomi su materie di cui non me ne fotteva un cazzo e mangiavo la merendina buona nutriente fattami in casa con tanto amore con tanto affetto che ci stava dentro il botulino che a momenti finivo morto stecchito e sarebbe stata una fine da perfetto coglione e allora ho pensato che tutto questo amore tutto questo affetto tutte queste premure somigliano ad una colossale inculata ma continuavo a vomitare parole che non ero io e andavo al parco e correvo dietro al pallone e avevo paura dei drogati degli alcolizzati di mettere i piedi sulle siringhe di prendermi l’aiz e di accettare caramelle dagli sconosciuti e correvo dietro al pallone che non me ne fotteva un cazzo con altri ragazzini di cui non me ne fotteva un cazzo e i genitori c’istigavano alla guerra a fare a pezzi l’avversario pollice verso come gli imperatori romani e qualcuno doveva morire ed essere bollato come fallito ma avevamo solo dieci undici anni e la vergogna dipinta sul volto e allora ho pensato che tutto questo amore tutto questo affetto non era cosa per me e ho mangiato cibi che mi facevano schifo e ho bevuto porcherie zuccherate che mi facevano schifo e ho visitato luoghi che non me ne fotteva un cazzo insieme a gente di cui non me ne fotteva un cazzo ed ho le mani troppo giunte la testa troppo bassa la bocca troppo chiusa lo sguardo troppo spento una lunga strada davanti ancora da percorrere di cui ne ignoro le fattezze e una lieve stronza molesta bastarda intossicazione alimentare

Ultras Teatro secondo Lester Bangs

In attualità, biografie parallele, in scena, Poetry urban story, Possibilità biografiche teatrali, rassegna stampa, Recensioni o rescissioni teatrali, teatro, ultras teatro secondo lester bangs on febbraio 9, 2021 at 12:07 PM

(o ultras teatro secondo Lester Bangs 0 )

Care teatranti & Cari teatranti dell’East Village

ma anche (parafrasando il fu Veltroni premier mancato) care attrici e cari attori, care commedianti & cari commedianti (in senso goldoniano), qui è Giovan Bartolo Botta, il vostro medico di fiducia che vi parla. Medico allopatico con specializzazione in nutriceutica, fitoterapia, omeopatia, floriterapia, urinoterapia, disciplina ortomolecolare, astrologia & osteopatia cranio sacrale. I portantini del nosocomio casilino m’hanno da poco consegnato le vostre cartelle cliniche. Le radiografie mostrano un referto positivo. Possiamo concordare che la diagnosi infausta è :Coglioni Gonfi! La saturazione delle gonadi è colma. Flora e fauna teatrale cittadina pretendono di fare ritorno celeri dal vivo in tempi liberi nonché in spazi liberati. Ebbene, il vostro dottore preferito(cioè io) vi dice: si può fare! Come!? Dunque eccovi il protocollo utile a salvaguardare la salute di attore e spettatore: Magnesio Citrato ad elevata biodisponibiltà 500 mg, Vitamina C (acido ascorbico &/o ascorbato di calcio se soffrite di stomaco) 5 grammi al giorno da assumere a distanza di tre ore tra una compressa e l’altra, vitamina D3 colicalciferolo 2000 u.i al giorno, Omega3 (olio di pesce o di alga) altà qualità 1 cucchiaio al giorno, Complesso Vitamine del Gruppo B+colina, biotina, inositolo ad elevato dosaggio (almeno 50mg per vitamina). Seguendo questa ricetta gli attori entreranno nel personaggio con una facilità tale da non uscirne più. Anche il sistema immunitario degli spettatori apparirà fortificato e saranno in grado di sorbirsi un Brecht o un Camus senza frantumarsi troppo la cistifellea.

Ma saltiamo un attimo di palo in frasca. Ci sono voci, sussurri di corridoio diciamo, che affermano che il Teatro d’attitudine Punk se lo sarebbe inventato la dott.ssa Isabella Carle(simpatie bulgare), una notte di Maggio del 1994 al Parco dei Principi di Parigi quando la Nazionale Bulgara di Calcio estromise, con un gol di Emil Kostadinov all’ultimo giro d’orologio, la compagine transalpina dai Mondiali di Calcio in America. Un lutto per la Francia, un trionfo per la Cortina di Ferro. Altre voci affermano al contrario che il Teatro Punk se lo sarebbe inventato la dott.ssa Claudia Salvatore firmando una drammaturgia di suo pugno nella quale narrava le tristi vicessitudini dell’ex velocista canadese Ben Johonson.Era il 1988. Giocava ancora Van Basten. Olimpiadi di Seul. Ben abbatte la barriera del suono. Poi scatta la squalifica per doping. Un Karma Police infame. Dunque addentriamoci nella verità. Si è vero! Il Teatro Punk l’ha inventato Isabella Carle. Rubando L’idea a Claudia Salvatore. Che l’ha rubata a Sarah Ferrati. Che l’ha rubata a Rossella Falk. Che l’ha rubata a Leo De Berardinis. Che l’ha rubata a Ferruccio De Ceresa. Che l’ha rubata a Salvo Randone. Che l’ha rubata a Gino Pernice. Che l’ha rubata a Walter Rizzo. Che l’ha rubata a Tino Buazzelli. Che l’ha rubata a Memo Benassi. Che l’ha rubata a Rino Sudano. Che l’ha rubata a Reimondi&Caporossi. Che l’hanno rubata a Erminio Macario. Che l’ha rubata a Renzo Ricci. Che l’ha rubata a Lina Volonghi. Che l’ha rubata a Arnaldo Ninchi. Che l’ha rubata a Perla Peragallo. Che l’ha rubata a Lilla Brignone. Che l’ha rubata a Luigi Cimara. Che l’ha rubata a Paola Borboni. Che l’ha rubata a Gloria Swanson. Che l’ha rubata a Eleonora Duse. Che l’ha rubata a Giovanni Emanuel. Che l’ha rubata a Tommaso Salvini. Che l’ha rubata a Ernesto Rossi. Che l’ha rubata a Giacinta Pezzana. Che l’ha rubata ad Adelaide Ristori. Che l’ha rubata a Romolo Valli. Che l’ha rubata a Paolo Stoppa. Che l’ha rubata a Rina Morelli. Che l’ha rubata a Donald Trump. Che l’ha rubata a Gianni Agus. Che l’ha rubata a Titina De Filippo. Che l’ha rubata a Daniele Formica. Che l’ha rubata a Carlo Giuffrè. Che l’ha rubata ad Aldo Giuffrè. Che l’ha rubata ad Adelaide Tessero. Che l’ha rubata a Gustavo Modena. Che l’ha rubata a Luigi Mezzanotte. Che l’ha rubata a Gassman(padre), Che l’ha rubata a Gianni Palladino,Che l’ha rubata a Bice Valori. Che l’ha rubata a Paolo Bonacelli. Che l’ha rubata a Carla Gravina. Che l’ha rubata a Carlo Cecchi. Che l’ha rubata a Isa Bluette. Che l’ha rubata a Sandra Mondaini. Che l’ha rubata a Nino Taranto. Che l’ha rubata a Leopoldo Mastelloni. Che l’ha rubata a Paolo Poli. Che l’ha rubata a Jaco Pastorius. Che l’ha rubata a Tommy Iommi. Che l’ha rubata a Tullio De Piscopo. Che l’ha rubata ad Ultimate Warrior. Che l’ha rubata a Rody Piper. Che l’ha rubata a Papa Luciani. Che l’ha rubata ad Abramo Lincoln. Che l’ha rubata a Kennedy(quello che se fatto la Merylin), che l’ha rubata a Eduardo. Che l’ha rubata a Peppino. Che l’ha rubata a Pietro Garinei. Che l’ha rubata a Carmelo Bene. Che l’ha rubata a Bread&Puppet. Che l’ha rubata ai Momix. Che l’hanno rubata alla compagnia reale sarda. Che l’ha rubata a me. E qui mi fermo. Perché ho perso il filo del discorso. Quindi. Morale della filastrocca.

Ora o mai più

ecco lo scopo reale e non camuffato del teatro detto di prosa:

è MEGLIO ESPRIMERSI IN VERSI

CHE TRATTENERSI TACERE

DIVAGARE SIMULARE

E TENERSI DENTRO L’INFERNO

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