lucrezia. lucrezia lattanzio. lucrezia lattanzio nasce a Braunau. Un piccolo borgo austriaco. Il 20 aprile 1899. sotto il segno zodiacale dello spurgo. E dello scorbuto. Figlia illegittima di giaciglio sconosciuto. Di umili origini. Il presunto padre ruba i ramini in chiesa. Gli spicci delle offerte. La madre fa da balia ai figli ariani di famiglia altolocata. Nei quartieri bene di quella Salisburgo fatta di lustrini e merletti. I soldi in casa non sono mai abbastanza. Vige la fame. E la sete. E l’indigenza. I pomeriggi trascorrono lenti. La giovane frequenta la parrocchia locale. La domenica suona l’organo. L’organo delle chiesa. Impara l’ave maria a memoria. E non solo. Anche la salve regina. Il padre nostro. Il credo e l’atto di dolore. Riceve i sacramenti. Tutti. Il parroco l’accoglie sotto l’ala protettrice. le fornisce libri. Le sacre scritture in particolare. Ma la sua passione si rivela presto essere la poesia. La scrittura sintetica. Punto e a capo. Il suo poeta di riferimento è l’austero Hairich Haine. Grande poeta teutonico di scuola onanista. Lucrezia sbava per la poesia. S’iscrive ad un corso di scrittura creativa. Ma viene silurata all’ingresso. Per mancanza di raccomandazione. Da quel giorno, il giorno che i suoi biografi ufficiali definiscono “il mattutino del grande rifiuto”, il rapporto d’amore tra Lucrezia e la poesia muta. Si lacera, definitivamente. Poeti e poesia cominciano a dargli sui nervi. La ragazza si segna lo sgarbo sul taccuino. Giura vendetta. Nel frattempo s’imbatte in un vecchio frate italiano. Fra Ernesto Dolcino. Da Guidonia. 89 anni. In austria di passaggio. Per motivi di ordine benedettino. È colpo di fulmine. Il vegliardo la trascina con se a Roma. La città santa per antonomasia. Le promette mari & monti. Di togliersi il saio, sudicio, e indossare l’abito di nozze. Pulito e inamidato. Ma una volta esauriti i pruriti della fregola, torna in convento. E l’accanna. Davanti a stazione ostiense. Prima dei lavori di restauro. Anche qui, i biografi ufficiali della grande dittatrice parlano di “secondo mattutino del grande rifiuto”. Ora il trauma e duplice. La signorina Lattanzio comincia a detestare anche il sacro ordine temporale. Per racimolare qualche quattrino è costretta a reinventarsi “strillona”. A vendere i giornali agli angoli della strada. Presso il quartiere borghese di MonteVerde alto. Tra una vendita e l’atra comincia anche a leggerli. I giornali. In particolare simpatizza subito con le pagine della stampa conservatrice. Fonda Ordine & Disciplina. Periodico di natura liberale. Che esce quando riesce. Frequenta le borgate. Roma est in particolare. E ci vede il kaos. Sparzzi di anarchia. Lapislazzuli di nichilismo. Serate di poesia performativa. Troppe. E poi il teatro, il cineforum, le assemblee popolari. Troppa libertà. E la libertà, si sa, è nemica dei popoli. Popoli stolti, incapaci d’autogestirsi. Lucrezia chiama la piazza. E arringa la folla. Tiene comizi. Titilla il sentimento della nazione. Solletica la pancia. Bofonchia di Patria E famiglia. La folla annuisce. A tempo perso scrive pure un libro. “La Mia Battaglia”, dove sintetizza la nocività della poesia per la massa e l’inutilità dei poeti in quanto fannulloni incapaci di usare le mani. Fonda il Partito Nazionalsocialista dei poeti colla schiena dritta. Offre corsi di teoria e pratica della scrittura statica. Chiede la fiducia degli elettori. Che gliela concedono. Con percentuali da plebiscito. Lucrezia sale sullo scranno più elevato dell’area pedonale. Autoproclamandosi Fhurer del verso scritto. Ordina al barbire un repentino cambio di look. Basta coi poeti scapigliati. Capelli corti, riga da una parte, baffetti, divisa da ufficiale & stivali di gomma alti. È il tripudio. La passeggiata pedonale viene invasa dai cingolati. Proibite le serate di spettacolo. I locali sono costretti alla serrata. I pochi che restano aperti servono solo pane & acqua. I trasgressori sono fucilati sul posto. I poeti in odore di frociaggine sono prelevati dalle proprie abitazioni, fatti salire su dei treni merci e internati in appositi campi di rieducazione. Poeti statici e dinamici sono costretti a umilianti lavori manuali a cui le loro pelli sensibili non sono abituate. Si conta che dal 33 al 45, anno di resa della lattanzio, Roma Est abbia perso quasi il totale della sua potenzialità creativa. L’obiettivo è mandare tutti a letto presto, senza svago. Nel 1939 Lattanzio incontra in un bilaterale sua eccellenza il cavalier Benito Mussolini. Il territorio dell’incontro è neutro. La stampa asservita parla di amore sbocciato presso i bagni di tivoli. La Fhurer indossa la cinta col dildo. Il Dice apprezza. Viene siglato un patto d’accaio. Dove le camice nere sono le benvenute nel quadrante est. Pronte a sorvegliare il territorio. E malmenare i poeti dissidenti. Nel frattempo il regime procede a passi da gigante. I poeti vengono trascinati in palestra. Costretti a mettere su massa muscolare. Schiaffati alla leva. I renitenti vengono fatti gassificare. Nascono le s.s. Acronimo di Solo.Soli. Gruppi di ex poeti abili alla fanteria. Carne da macello insomma. Ma pure peggio. Ossa per il brodo. Nel mentre la Gestapo raccatta i libri di poesia pubblicati da case editrici progressiste. E ne fa falò. Lattanzio imperversa sul quartiere. Fa il buono e il cattivo tempo. Governa tramite il rituale della doppia P.Paura & Propaganda. Fa dare alla fiamme il lago della ex snia. Perché non gli piacciono gli accumuli di acqua dolce. E s’innamora. Questa volta perde la trebisonda per un certo Evito Braun. Un indeciso in odore di transizione. I consiglieri a libro paga le suggeriscono di chetarsi. Al contrario la furente rincara la dose. Decidendo di invadere Monteverde Alto. Il quartiere della sua adolescenza. Un adolesceza fatta per lo più di insufficenze scolastiche. Tante. Troppe. Totalmente gratuite. La guerra dura tre giorni. Il 28 aprile del 1945 un battaglione di circa 100.000 ex poeti del quadrate est, raggiunge Monteverde armato di cerbottane e palline di carta intinte nell’inchiostro. Sir.Wiston Churchill la prende male, malissimo. Praticamente di sponda. Dall’america le forze alleate promettono aiuti. Alcuni poeti statunitensi della costa di frisco vengono inviati a Roma Est per rieducare le genti alla proprietà di lettura. Nel frattempo s’è creata all’interno del quartiere una fronda partigiana guidata dal poeta Matteo Mingoli. Meglio conosciuto alle forze dell’ordine come Erik Arcobaleno. Noto frequentatore di balere notturne. Appoggiato da altrettanti compagni di bisboccia. Quali Daniele Casolino detto Lucullo, Enzo Tatti detto Petrolio, Alfonso j.f.l Canale detto Rabbì & Daniele Capaccio detto Bafometto. Anche la vicina San Lorenzo insorge inviando ai confini di porta maggiore i suoi poeti dell’armata rossa. Gente che legge solo Majakowski. O giù di li. Il 29 aprile le forze dell’ordine sgomberano la fanteria di Lucrezia. Lo splendore del simbolo della croce ad uncinetto comincia a sbiadire. Necessita Sidol. Sempre nella notte del 29 aprile le forze alleate bombardano il rione est di Libri. Libri di poesia. Morti e dispersi tra i residenti. Il Pigneto è accerchiato. La mattana totalitarista di Lattanzio si ferma qui. I poeti aperitivo accerchiano il Raichstag dove la Fhurer e il suo amante fanno toeletta. Armati di leggio e microfono. Gliele vogliono cantare. Presagendo la fine gli amanti del terrore si danno la morte avvelenadosi con lo zibaldone di Leopardi. Lattanzio agiva ormai senza protezione. Il Duce, suo prezioso alleato, è stato appena giustiziato a Giulino di Mezzagra. Lattanzio insieme all’amante medita una vergognosa fuga in Svizzera. Ma poi si ferma…molto prima della poesia…conta l’onore…
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il Fhurer della poesia- Lucrezia Lattanzio
In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story on ottobre 30, 2021 at 2:16 PMirrisolto
In poesie di quarantena, polverie o poesie on ottobre 29, 2021 at 12:55 amirrisolto
il giorno della rinascita
avrò un’altra chimica
chimica organica, un’altro decesso
l’anima redenta
lo spirito diverso
il sesso eccitato dilaniato a morsi
e il corpo sottile un caso disperato
& tu pure sarai un’altra persona
sarai irriconoscibile
spudorata come la belava
o sterile come il sesso degli angeli
& la vita la morte, ma pure sti caxxi
un altro spazio un altro tempo
un altra storia che se ne va
pagine di scarabocchio
lettere di misericordia scritte collo sputo
spari a salve sentenze scontate
truffa imbroglio sperma ad orologeria
& il nulla che è successo tra noi
in questo lasso di tempo
resterà
irrisolto
asma di poesia bastardi senza gloria
In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story on ottobre 21, 2021 at 3:01 PMI Grandi Tiranni del Secolo BrevePorfirio Diaz messicoPeralta Azuria guatemalaCarlos Romero el salvador Anastasio Somoza nicaragua Fulgencio Batista cuba Francois Douvalier haiti Matteo Mingoli Roma Est Rafael Trujllo Dominica Juan Vicente Gomez venezuela Gustavo Pinilla Colombia Getulio Vargas Brasile Hugo Banzer Bolivia Alfonso Jfl Canale Roma Est Augusto Pinochet cile Alfredo Strossner Paraguay Rafael Videla argentina Enzo Tatti Roma Est Juan Bordaberry uruguay Antonio Salazar portogalloFrancisco Franco Spagna Benito Mussolini italia Adolf Hitler germania Wojcech Jaruzelski Polonia Niicolae Ciaucescu Romania Lucrezia Lattanzio Svizzera Enver Hoxcha Albania Josif Stalin Unione Sovietica Saddam Hussein Iraq Reza Phalavi Iran Rouollhah Komeini Iran Mohammed Zia Ul Haq Pakistan Daniele Casolino Roma Est Mao Zedong Cina Kim il Sung Corea del Nord Kim Jong li Corea del Nord Kim Jong Hu Corea del Nord Ne Win Birmania Daniele Capaccio Roma EstTan Swhe Birmania Myamar Pol Pot Cambogia Haji Shuarto Indonesia Mario Draghi Italia Ferdinando Marcos Filippine Chang Kai Shek Taiwan Mhuammar Gheddafi Libia Francisco Nguema Guinea Equatoriale Jean Bedel Bokassa Rep.Centrafricana Hailè Mengistù Etiopia Siad Barrè Somalia Idi Amim Dada Uganda Mobutu Sese Seko Zaire/Congo Hafiz Al Hassad Siria asma di poesia
Corso Trieste
In poesie di quarantena, polverie o poesie on ottobre 19, 2021 at 9:15 amCorso Trieste
piscia verme
piscia fuori dal
vaso, di più, sempre di più
lorda la tazza del cesso, sporca
lascia da pulire, fottitene
reprimi, mostra i muscoli
mostra i genitali, mostra il dito medio
mostra i canini, ringhia abbaia latra
fai Popeye divora gli spinaci
lo spinacio nella pipa tipo Popeye
alza i toni, i toni dello scontro
fa la voce grossa, fai il gradasso
incuti paura, manipola
inventatene una
una più del diavolo
spezza legami
legami indissolubili
denuda il gregge strappa i vestiti
tieni ferma la mandria di carne e
prendi di mira il buco della merda
fai la sfilata sulle macerie di quella zona erogena
senza troppe cerimonie senza fare complimenti
chiava, sbattitelo, sbattitene, al muro
senza consenso senza precauzione
senza febbre da cavallo senza sentimento
senza nemmeno pagare la marchetta
gioca, gioca coi soldatini
manda avanti le uniformi
perché tu sei lui
sei tu il signore degli eserciti
e poi però la lingua va dove il dente duole
e tutti da te, visita di cortesia
per rimuove la carie la piorrea l’infezione la cancrena
tutti assieme ogni ceto ogni censo
ogni razza credo incredulità tessera & tifo
lo stolto lo stordito lo stallone e il lampo di genio
un ultimo giro d’orologio assieme
poi ognuno per la sua strada, liberi tutti
non c’è da piacersi per forza
niente lingua in bocca sotto la doccia
zero strette di mano zero pacche sulle spalle
solo tanti utenti per spaventarti l’ombra
e ricomiciare da zero con altre maschere
altre sigle altre ciance altri colori nuove parrocchie
e la madre sciagurata tornerà alle sue mansioni
e il padre padrone mostrerà la cinta
e il figlio laureato si farà la pera
e la figlia laureata batterà la strada
e il terzogenito debosciato avrà salva la vita
e ogni piccino tornerà
tra le braccia del suo padre confessore
e ci sarà il rimescolare di carte
e un altra recisione del mazzo
e si giocherà su quel tavolo da gioco
parecchio simile al patibolo
e così certe storie d’amore
avranno ancora la possibilità di fallire
o forse, niente di tutto questo
ma si potrà scegliere
di che morte morire
senza che nessuno metta becco
rompa il cazzo
ci metta il dito
o possa dire
a
La mazza da baseball
In poesie di quarantena, polverie o poesie on ottobre 17, 2021 at 1:48 amla politica
è analisi, la politica
è sintesi, la politica è sintassi
la politica è tipo l’edulcorazione civica
la politica è -cristo santo! Domani passo di diritto!
La politica è fare, farfugliare di politica
ma dopo l’aperitivo
sempre dopo l’aperitivo
la politica sono stati anche
quei gagliardi malsani 19 anni
19 anni, e limonare duro nei cessi della scuola
all’okkupazione…limonare
poi pasticciare, sbronzarsi di vino
vino scadente, cartonato, sniffare shoppa
e piangere sul latte versato
di amori adolescenziali
su quei brividi di cuore che c’hanno
spezzato la schiena, e poi la mattina
fare colazione con l’alcol e le sigarette
e prepararsi a protestare
per il rincaro del prezzo del sussidiario
e amico mio, e amica mia
la vita è breve, troppo
il tragitto pure lo è, pure troppo
parlo da padre o da madre
o da nonno o nonna futura
e mio figlio mi tirerebbe le orecchie
-papà che caxxo hai fatto!?
E Mai figlia mi denuncerebbe alle
patrie galere perché ho svariati amici
che se la sbatterebbero, a lei e alle sue amiche
specie certi poeti di mia conoscenza
perché la poesia è biblica, ed è sintonizzata
con l’antico testamento
quello dove javè fa gli olocausti col pane grattato
e poi la pantomima continua, e c’è il vivere civile, il vivere incivile
la alte frequenze, le basse frequenze
e c’è il vivi e lascia vivere
e ci sono gli storici gli studiosi
gli intellettuali schierati gli artisti schierati
schierati dalla parte giusta, dalla parte sbagliata
schierati a parte, caxxi loro, ma pure sti caxxi
e c’è la poesia punto e a capo
e la prosa sulla stessa riga
e i revisionisti storici
e c’è comunque
un prima e un dopo
c’è un pagherò un caffè sospeso
e c’è un ora che sta succedendo adesso
adesso, sulle nostre teste, sulle nostre crape pelate
la carcassa umana si sta sgretolando
e i visi amici si guardano in cagnesco
e dove c’era chimica, chimica organica
ora c’è vomito rigurgito raccapriccio
brivido terrore sospetto rigetto dito medio
e sta succededo ora
sulle nostre teste colle nostre vite
i nostri anticipi e/o ritardi
scoccati al secondo, tutti i nostri sbadigli
i nostri sbagli, tutto esposto
tutto schiaffato a pubblico ludibrio e non c’è
peggior cieco di chi non vuol sentire
e non c’è peggior sordo di chi
non vuol vedere, e tutti i muti
hanno patolgie autoimmuni
e ci sono lingue lunghe attorcigliate al palato
e la figura presidenziale
fatta passare per tipo madre della patria
e le sue scoreggie sono tipo
paternità della patria padre della patria
e/o patria podestà
e si riscrivono comadamenti
e statuti ottriati
ed è tutto finito
perché quando il dito al culo
non è richiesto
il vivere civile è tutto finito
e se per puro caso l’esercito dei colonnelli
bussasse alla mia porta & di chi felino mi vive accanto
solo una cosa troverà come accoglienza
la mazza da baseball…
giovan bartolo botta no vax
In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, poesie di quarantena, Poetry urban story, polverie o poesie on ottobre 14, 2021 at 3:16 amè tutto così sincero, così spontaneo, ed è bello così, è giusto così. stiamo vivendo anni magici. anni di enorme tolleranza. nonché libertà di pensiero. pure troppa. fratellanza. sorellanza. pure troppa. e antifascismo a strafottere. tipo doppioni colle figurine. il mio (si fa per dire) attuale presidente è antifascista. e lo è pure il mio (si fa per ridere) attuale presidente del consiglio dei ministri. il palazzo è antifascista per definizione. precisando che il fascismo è la merda allo stato brado. il palazzo è antifascista per definizione. da immemorando. d’altronde basta guardarli in faccia. una faccia da antifascisti. puri. originali. senza marca da bollo. antifascisti tirati a lucido. un transatlantico antifascista. un carrozzone specchiato che ha sempre partorito leggi antifasciste. antifascistissime. a totale favore del popolo. popolo, che in fatti sta sempre meglio. sempre meglio. anno dopo anno. sempre meglio. volti antifascisti. e molto simpatici. delle lenze. Cominciando dal crollo della prima repubblica. una prima repubblica di antifascisti. tipo lo squalo Sbardella. O sua eminenza il divo Giulio. O Bettino il tangentaro. O Tambroni che faceva sparare sulla folla dei manifestannti. Antifascistissimi. E poi i Berlusca dello stalliere, gli Amato del prelievo forzoso, i D’Alema del Kosovo, i ruttini di Bossi, i Fini coll’acqua di Fiuggi incagliata alle reni, Gli Scajola a loro insaputa, la macelleria messicana di Pisanu, le cene eleganti, i furbetti del quartierino, gli imprenditori colle pezze al culo, il setto nasale in fiamme di Agnelli, i Prodi del Panfilo Britannia, i Tremonti del pareggio di bilancio da schiaffare in costituzione, i Monti che ce lo chiede l’europa, le lacrime della Fornero, Renzi il guelfo, Renzi il ghibellino, Letta “Buildenbegh” nipote, Conte 1, Conte 2, Papete & Mojito, Gesuita Gentiloni, Giorgia la madre col tricolore, Di Maio agente della Tecnocasa, Dibba che lippa la fica, e allora calma per dio, calma. chetiamoci. Questi signore e signori, sono tempi favolosi. nessuno che caga il cazzo a nessuno. vengono rispettate le sensibiltà di tutti. pure troppo. non c’è in giro persona che pretenda di insegnarti a come si regge l’uccello quando si piscia. zero. questi sono anni magici. pacifici. colomba & ulivo. arcobaleno senza l’indaco. inutile cromatura. e c’è fratellanza tra pro vax e no vax. e free vax. pure troppa. i pro vax mettono la lingua in bocca ai no vax. pure troppa. e poi i free vax intervengono in seconda battuta. a nettare gli orgasmi. orgasmi asciutti. che quando gli orgasmi sono asciutti, l’amore è terminato. e poi si passa al cambio del gioco di ruolo. come nel bdsm. o giù di li. è tutto un gigantesco maremagnum di tolleranza. fantastico! io, personalmente, e parlo a mero titolo personale, credo ciecamente al governo. e all’opposizione. so che sono brave persone. con loro mi sento al sicuro. d’altronde, lo certifica la storia. la politica di palazzo ha fatto sempre gli interessi del popolo…sempre… il banchiere Draghi con quelle labbra inesistenti che segnalano forte potenzialità empatica…ecco..di lui si, mi fido…e poi…la ministra Lamorgese, la Questura, le forze dell’ordine…si…con loro so che posso affidarmi alla culla della piazza senza che ci sia un disegno alle spalle…una regia, più regie, infiltrazioni, servizi segreti, digos boia, debunker…e lo so perchè me l’ha detto Kossiga all’orecchio…e poi tutti gli altri leader…i Salvini, i Meloni, i Berlusconi (ancora in campo anziché concentrarsi sul Monza Calcio) i Renzi, I Conte, i Letta..tutti insieme appassionatamente a prendersi cura della mia salute. Che bello! Senza contare le eminenze grigie e scientiste senza nessun conflitto d’interesse, tipo i Burioni, i Bassetti, i Pregliasco, i Crisanti, i Galli e altri pappagalli ripetenti. si io mi fido di loro. io sto dalla loro parte. io lo so che Governo e Opposizione pensano alla mia salute h24. pure troppo. è tutto così sincero. Così spontaneo. Così autentico. Grazie Governo. Grazie Opposizione. Grazie Forum di Davos. Grazie Unione Europea. Grazie club Buildenbergh. Grazie a tutti. Siamo tutti una grande famiglia. allargata, tradizionale, ma pure sti caxxi! Dove ognuno può dire la sua senza essere discriminato. senza essere burlato, turlupinato. senza che gli si caghi il caxxo con aria di supponenza….e tutto questo è bellissimo e il merito di questo miracolo di nuova umanità, incredible a dirsi…è di Daniele Capaccio (ASMA di Poesia) fucilato sul posto alle ore 23.30 del giorno 13 ottobre per alto tradimento….in fede i nuovi gendarmi fedeli a Greta Thunbergh
dita al culo
In poesie di quarantena on ottobre 12, 2021 at 12:19 amsi io Giovan Bartolo Botta e parlo a titolo di pura e mera sovranità personale, individuale curiosità lucidità di pensiero eccetera sono free vax sono no green passe sono ANTIFASCISTA dio cristo!!! chi si fa cento dosi pfitzer sulla striscia di gaza o chi sputa sulle vaccinazioni infantili per me sono la stessa cosa figli e figlie dello stesso mondo non c’è giudizio non c’è supponenza ognuno fa del proprio corpo ciò che vuole io non offrirò il deltoide per la patria ne tantomeno il setto nasale per il qualsivoglia tampone o la mucosa orale per il fottuto test salivare non credo alla narrazione di questi bastardi del governo governo & opposizione siete un dito al culo invadenti come le suocere FOTTETEVI potere di dita al culo!
Craxi C’è
In poesie di quarantena, polverie o poesie on ottobre 11, 2021 at 1:36 ame che fine
ha fatto l’onorevole Di Pietro
il dottor Di Pietro
quello che “…mo a quello lo sfascio”
e il che c’azzecca
e che poi Tonino era pure simpatico
ma se le inchiavardato il Report della Milena
e che fine ha fatto Di Pietro
che fine ha fatto Fini, Fini
l’onorevole Fini quello che
s’è pulito le reni al congresso di Fiuggi
che fine ha fatto Occhetto
l’onorevole Occhetto
la gioiosa macchina di guerra di Occhetto
Occhetto la Bolognina
la resa davanti al crollo della cortina di ferro
e che fine ha fatto Prodi, l’onorevole Prodi
che coll’euro lavoreremo tutti
un giorno di meno
guadagnando come se avessimo lavorato
tutti un giorno di più che fine ha fatto Prodi
Prodi, le pause di Prodi i silenzi di Prodi
che fine ha fatto Dini, Dini il governo tecnico
che fine ha fatto Storace, il ministro Storace
quello che “…abbiamo già pronte milioni di dosi…”
Storace che fine ha fatto Storace
come sta, tutto bene a casa si?!
Che fine ha fatto Scajola, Scajola
il ministro a sua insaputa Scajola
Scajola, Boso, Borghezio, Bossi
Pisanu “c’abbiamo il morto” Pisanu
il macelleria messicana Pisanu
che fine ha fatto Pisanu, Pisanu Cristo Santo! Pisanu!
E Ciccio Rutelli, Weltroni il cinefilo, Rosa Russo Jervolino
D’Alema la volpe del tavoliere il ministro Bindi, Rosy Bindi
il ministro Turco, LiviaTurco e Visco detto il chupacabra
e Berlinguer (nipote) e l’indirizzo sperimentale Brocca
e Bassolino Mastella Tiziano Treu Fantozzi l’altro, Maria Flick
Pollastrini, Melandri, Lanzillotta, Gentiloni il Gesuita
Fioroni, il povero nostalgico Mussi
le lenzuolate di Bersani, Parisi l’Arturo
quelli che -con questi non vinceremo mai
come disse il maestro, quello del Portaborse
Palombella Rossa Caos Calmo Aprile & Caro Diario
e che fine ha fatto il Cavaliere Presidente
il Presidente Operaio lo spirito del 94 Dudù le cene eleganti
la discesa in campo il milan stellare tette & culi e -l’talia è il paese che amo
e che fine ha fatto Tremonti, Giulio Tremonti, Monti
Tremonti Amato Ciampi Grillo Draghi
il Panfilo Britannia l’Unione Europea & la banda dei brocchi
e i Razzi e gli Scilipoti, e gli Alemanno e i Pecoraro Scanio
l’ottimo Ermete Realacci il compagno Fausto
il camerata Ignazio e Rossi e Turigliatto & la crisi di Governo
l’ottima Finocchiaro il portavoce Sircana De Magistris Ingroia
Buttiglione Scognamilio Casini il caso Gardini Luxuria
il podestà Cofferati Letta Zio Letta Nipote Letta stai sereno
Renzi il guelfo Renzi il ghibellino le lacrime della Fornero
l’avvocato del popolo 1 l’avvocato del popolo 2
e -sono una donna, sono una mamma, sono italiana
e il mojito in spaggia al papete e poi guerra batteriologica Dragone cinese
ed è stato tutto un film, tutti d’accordo tutto fasullo tutto finto
plastica pongo patacca latta
e che sia chiaro che quando andrò all’inferno
se vedrò Craxi gli chiederò
Scusa
si a entrambe le domande
In attualità on ottobre 11, 2021 at 12:25 am-bella Mario che me scaldi n’tramezzino ovo & carciofini?
-si a enrambe le domande
l’esatto contrario di ciò che ci dicono
In poesie di quarantena, polverie o poesie on ottobre 11, 2021 at 12:12 amguardali
guardali in faccia
occhi grifagli pupille sottili
labbra spesso inesistenti
denti d’oro ponti d’oro
fiati che fanno
schifo alla merda
aliti marci come
di chi si ciba di morte
bava alla bocca che pare
fonduta, fonduta cricca besciamella formaggia
mani troppo grandi
piedi troppo grandi unghie senza dita
il girovita variabile
a seconda del dicastero occupato
il culo malleabile
di chi è abituato ad occupare poltrone
sono loro, i nostri cavalieri presidenti
i nostri professori presidenti
i nostri banchieri presidenti
i nostri onorevoli contabili
le nostre eminenze grigie le divise inamidate
i nostri scienziati i nostri vanti
e poi gli intellettuali e poi gli artisti
e i porporati che adorano i fanciulli
e sono sempre loro
che puntano il ditino monitano
auspicano bofonchiano giudicano
tengono comizio illustrano pontificano
condannano senza se & senza ma
guardali, guardali in faccia
tieni d’occhio i particolari, prendi appunti
come si muovono come gesticolano
il tono della recita, i ritmi & i volumi
il trucco e il parrucco la mimetica & la mimica
il cuore la pancia, ora serve usare la testa
guardali, i visi i volti il pallore le smorfie
guardali, osservali e resta lucido
e dimmi se non senti anche tu
puzza di fregatura, si di fregatura
fregatura, imbroglio, manipolazione
si amico mio, si amica mia
si amicu miu, c’hanno fottuto
d’altronde è la loro agenda
da sempre, fotterci fregarci buggerare
è l’unica cosa che sanno fare
fotterci è l’ordine, il resto
è solo contorno, contorno
guarnizione apparenza facciata
fotterci, schiaffarcelo nello sfenoide
annientarci spegnerci spremerci anestetizzarci
lobotomizzarci, poi al momento giusto
spegnere l’interruttore e morta li
e non importa l’abito che indossano
loro ci odiano ci detestano ci schifano
ci vedono come inutili mangiatori
che occupano uno spazio a sbafo
ci considerano sterco che passeggia
sul suolo pubblico, e allora ti dico
guardali, guardali attentamente, sveglia il cuore scuoti il cervello
titillati le parti basse e senti annusa come & quanto ti mentono
e dimmi se non ti viene da fare
l’esatto contrario
di ciò che ci dicono