Giovan Bartolo Botta

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prima rassegna internazionale di poesia sionista

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story on febbraio 21, 2022 at 2:40 PM

in occasione della prima rassegna internazionale di poesia sionista. Organizzata dalla fondazione filantropa targata bill e melida gatess e svoltasi all’hub vaccinale di astana ospiti d’eccezione il complesso asma di poesia. poesia performativa col piede pigiato sul pedale dell’acceleratore. E gran finale col taglio collettivo dei prepuzi. Abbiamo chiesto ai sette asmatici una personale definizione del concetto di “arte”. I sette si sono tastati i coglioni. All’unisono. Vediamo insieme cosa ci hanno risposto.

alfonso canale cos’è per te l’arte?

l’arte. Che cos’è è arte. L’arte del non detto. Del non dichiarato. L’artisticità della metafisica iperuranica. Del guelfo nero preso a ceffoni dal ghibellino. Il ghibellino che martirizza lo stato di diritto. Ecco. Che cos’è arte. L’arte di che!? Di che cosa!? L’arte della negazione dell’arte. L’arte che china il capo riducendosi a mero artificio. Chi!? Cosa!? Quale!? Quale arte!? Me ne fotto dell’arte! L’arte è poltiglia, pappagorgia, poppa, poppata. Larte va poppata. L’arte è la prima poppata. La suzione dello svezzamento. Sostanzialmente, l’arte è analisi. Analisi del sostanziale. Del substrato. Analisi dell’inorganico. Che se ne fa l’essere umano della sintesi.!? Nulla. Il buio più assoluto. La sintesi è vile. La sintesi è schifo. La sintesi è paranoia. Paranoia del rimanere senza parole. Voce del silenzio. Inchiostro finito. La sintesi è osceno. Osceno che volge lo sguardo dall’altra parte. Da nessuna parte. Poiché la parte è una porzione del tutto che risiede nell’inesistente. Arte. L’arte è soprattutto citazione. Ri/citare e/o recitare ciò che è già stato detto da qualcuono e/o qualcosa in un tempo e in uno spazio soprafaffatti dalla relatività percettiva dei sensi. La percezione dei sensi perculata dal disequilibrio patologico, ove per patologico sa da intendersi la fascinazione lacaniana per l’obnubilamento della libido. Ecco. L’arte procede a citazioni. Citare a destra e a manca, l’intero scibile umano, per fare bella figura e portarsi a letto la qualunque. Questa è l’arte. Il resto è solo messa in scena.

lucrezia lattanzio, cos’è per te l’arte!?

Hitler. Proprio una camicia coi baffi. Hitler ha fatto arte. Non è stato arte. Lui stesso in senso fisico. Ma ha fatto arte. Ha prodotto arte.ha partorito arte. È partito come semplice imbianchino. E per dipingere la parete grande ha usato un pennello grande. Ma anche un grande pennello. Quale? Cinghiale. Il grande pennello per antonomasia della mia adolescenza. Griffata anni rampanti. Hitler è arte. Al prezzo di milioni di morti certo, ma anache michelangelo quando ha scolpito il david c’ha rimesso un unghia…

daniele capaccio cos’è per te l’arte!?

Il demonio. Nel senso dell’iconografia cattolica. Non pacha mama o bafometto. Quelle sono solo frocerie pagane buone per un sabato sera al mucca assassina. No no. Il demonio al quale faccio riferimento è il satana di santa romana chiesa cattolica e apostolica. Il diavolo che fa le pentole e pure i coperchi. Il mostro dalla voce gutturale. Lo spirito immondo che suda pure quado sta fermo. Non l’invertito stile achille lauro. no. Io parlo del belzebù autentico. L’angelo caduto. Il dito nel culo di dio. L’ho conosciuto personalmente. Tanto tempo fa. Durante una messa nera. Spegnemmo assieme le candeline. Satana è un santo. Un santo subito. Sa unire l’utile al dilettevole. Sotto la sua protezione lo scrittore è in una botte di ferro. Scrivi di merda, non sai tenere una penna in mano, soffri di blocco dello scrittore di sindrome della pagina bianca!? Poco male. Vendi la tua anima a satana e come diceva gianni morandi sarai tu quell uno su mille che ce la fa…certo il prezzo da pagare è quello della dannazione eterna. Del sangue versato nella proboscide del cerbero. Del capro espiatorio. Dell’intervista soporifera da fabiofazio. Ma daltronde, anche walt disney è li che aspetta di tornare ad obnubilare giovani menti dal basso della sua camera…iperbarica…

enzo tatti che cos’è per te l’arte?

Mia sorella mia martini. Venuta a mancare troppo presto all’affetto dei suoi cari. Ora non ricordo bene quando. Come ne perché.Certo anche l’altra ugola di famiglia la loredana anche lei non le manada a dire. Però mimì c’aveva quel..quel quid in più. Che manco angelino alfano. D’altronde l’arte è tutta un quid. Si l’arte è soprattutto questione di quid. Mia c’aveva il quid. Loredana al contario c’aveva Bion Borg. E vabbè a ognuno il suo quid…come si dice dalle mie parti-c’a nun scassim ì cabazzìzì ca ugnunì c’a u quid ca sa merita. Grazie.

Matteo migoli cos’è per te l’arte?

Semplice, -hardwierd to self destruct. L’ultimo album dei metallica. L’album dallo andamento più lento. Pacato. E quando intendo dallo andamento intedo proprio dallo andamento. Ove l’errore d’ortografia è voluto. Cercato. E mai più ritrovato. Disperso forse. Come un giovane figlio di industriali nelle mani salaci della anonima sarda. Il capolavoro finale della rock band per anonomasia. La traslazione da uno stato iniziale dinamico ad una resa fisiologica statica. D’altronde il tenzone tra poesia statica e poesia dinamica è un evergreen. E i metallica ne rappresentano la summa. La protosintesi. La anabasi tradotta in compendio. Il succo trifolato in bignami. Kirk hammet lars urlich james hatfield e robert truijo…prova a chiedeje er green pass mo vedemo che te dicono…

daniele casolino che cos’è è per te l’arte?

La mia.

giovan bartolo botta che cos’è è per te l’arte?

Il magnesio. Citrato però. Il più biodisponibile sotto forma di integratori. Meglio se capsule. A stomaco vuoto la mattina con un sorso d’acqua. Se ci aggiungi anche un pizzico di glutatione ti chela via tutto quel qualcosa che ti cova li da qualche parte e che anche se non t’appartiene non sai lo stesso che fartene…

di Giovan Bartolo Botta

asma di poesia

e non c’è niente d’interessante ad essere il papa

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 15, 2022 at 2:34 PM

il papa

ieri notte

ha fatto rissa in una fraschetteria

ai castelli

era sbronzo da fare schifo

non riusciva a reggersi in piedi

s’è lordato di vino dei castelli

ha tentato di

schiaffare la lingua in bocca

al primo bimbo che passa

e i genitori del piccolo

l’hanno presa male

molto male, malissimo

praticamente di sponda

e gli hanno scagliato addosso Achille Lauro

mancano una manciata di ore

al solito angelus domenicale

e anche a sto giro

al papa gli tocca recitare la parte

la solita tiritera

le solite preghiere

le solite ciarle

la solita banalità

-e ricordatevi di chi sta peggio di voi

-e la fame nel mondo

-e combattere la povertà

-e che ci sono in giro ancora un sacco di guerre

e il papa non ci sta

a recitare la farsa ogni santa fottuta domenica

perché in realtà il papa è ateo

e detesta il clero

il papa non è religioso

ma spirituale

crede nel dio compassionevole

e non nel dio despota

il dio che caga il caxxo e ti fa sentire in colpa, no!

e il papa s’e rotto i coglioni di essere complice

della solita commedia all’italiana

dove un ostia e un calice di vino

dovrebbero rappresentare

il corpo e il sangue del cristo

ma vaffanculo va!

Un ostia rimane un ostia

e fa pure schifo perché è insipida

e poi il vino è vino cartonato

cristo santo la santa chiesa

cattolica apostolica romana deborda di soldi

e gli vanno a comprare il vino cartonato

il tavernello il ronco il vino del discount

ma cristo santo, stai sul soglio di pietro

spendi, sbattiti un attimino fa strusciare la carta di credito

compra un barolo, un barbaresco, no, vino cartonato

e il papa s’è scassato

la minchia d’essere tirato

per la giacchetta

dall’agenda del nuovo ordine mondiale

e le vaccinazioni di massa la crisi climatica

le epidemie scatenate a tavolino, basta!

Il papa non ha studiato recitazione

per darla da bere ai gonzi

ogni santa fottuta domenica

il papa ha studiato recitazione

per fare l’attore l’attore di fiction

il papa vuole fare le fiction

quelle tipo “centovetrine” o “un posto al sole”

quelle che durano centinaia di stagioni

con migliaia di puntate dove tutti

scopano con tutti e poi tutti che si tradiscono

e si passano le infiammazioni

le infiammazioni agli organi genitali

e poi finita la giornata sul set

tutti fuori a cena a bofonchiare sul nulla

e invece gli tocca la benedizione

urbi et orbi

e non c’è niente d’interessante

in tutto queste

e non c’è niente di divertente

ad essere il papa

asma di poesia/brevi biografie

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story on febbraio 9, 2022 at 2:51 PM

matteo mingoli

(poeta/medico chirurgo/veterinario)

Dresda 31/11/1899-

Meglio conosciuto come il “dottor morte”. O “dottor gelo”. O “dottor sottile”. Si crede abbia vivisezionato parecchi componimenti poetici. Assieme ai rispettivi autori. Col bisturi sa scomporre e scorporare apparati uro/genitali e sintassi. Si mormora che Il celebre medico nazista Josef Mengele tenesse un suo poster autografato sulla parete del laboratorio. Dietro la scrivania.Poster con dedica. -al tuo affezzionatissimo dieci cento mille di codeste amputazioni. Durante il processo di Norimberga se la cavò in zona cesarini consigliando ai giudici un potente rimedio fitoterapico per i mali di stagione. Caduto il regime a croce uncinata riparò nel nel quadrante roma est. Dove si dice risieda tuttora. In incognito. Guadagnadosi pane & companatico in qualità di tachipirina & vigile attesa.

Daniele casolino

(poeta/chef)

Berlino Est Mharzan 31 giugno 1899-

passato alla storia per i manicaretti coi quali titillava la gola ambiziosa del fuhrer. Hitler si sa, era vegetariano. Nel bunker sul mar baltico dove trascorreva le vacanze estive teneva un orto. Un orto biologico. A tratti botanico. Curato sapientemente proprio dal Casolino. Favorito dagli studi giovanili in materia di agraria. Lo stomaco delicato di Hitler esigeva cibo sciapo. Anche gli intestini necessitavano di poco condimento. A causa d’una fastidiosa colite spastica di natura nervosa. Casolino sapeva come venire incontro alle esigeze del capo. Anzi del kapò. Nella notte della disfatta finale fu proprio il Casolino ad avvelenare Hitler e la consorte Eva Braun. Con una scodella di sbobba al botulino. Non ci fu nessuna sparatoria finale. Ma solo una letale intossicazione alimentare. Durante il processo di Norimberga se la cavò in zona cesarini prendendo i giudice per la gola. Con un delizioso budino al mastice. Crollato il regime a croce uncinata riparò a largo preneste. Ove si dice risieda tuttora. In incognito. Guadagnadosi pane e companatico nelle vesti di tenutaria di bordello.

Lucrezia Lattanzio

(poeta/transessuale)

Berna 31 aprile 1899-

se l’ottima Leni Rifesthal sedusse hitler con la celluloide, lucrezia lattanzio lo fece con la poesia. Ogni notte prima di prendere sonno Adolf esigeva che le veisse declamata la poesia della buonanotte. Direttamene dalle note uccellatrici (quasi unsoprano)di Lucrezia. Sotto l’ala protettrice del fhurer la ragazza divenne presto poetessa di regime. Le case editrici teutoniche avevano l’obbligo di pubblicare solo più lei. Il repertorio lattanzio fu preso ad esempio nelle istituzioni scolastiche bavaresi. Tra il leader della germania nazista & la poetessa di regime nacque del tenero. Sodalizio sentimentale culminato con una gravidanza inattesa. E indesiderata. Adolf Hitler rimase incinta della sua musa ispiratrice. Nove giorni dopo(il nazismo esige tempi rapidi) dall’utero di Hitler vide la luce il piccolo Otto. Otto Hitler. Nato già stanco. Ed adulto. E di prepuzio sionista. Dopo lo sgravo il sodalizio d’amore tra il politico e la poetessa cessò bruscamente. Eva Braun e la Lattanzio vennero alle mani. Lucrezia lasciò la germania per gettarsi tra le braccia di stalin. Destinazione siberia. A sostegno della causa menscevica. Quella sbagliata ovviamente. Durante il processo di Norimberga se la cavò in zona cesarini fuggendo in svizzere. Ove il contraio di neutro è neutro. Attualmente si guadagna da vivere come gnomo della Loacker.

Alfonso J.F.L Canale

(poeta/vate/aviatore/rabbino capo)

Tel Aviv 30/10/1899-

il poeta della propaganda. Propagatore della causa sionista. Fautore d’uno stato indipendente per i poeti dal prepuzio posto sotto flagello. Si recò sulla striscia di Gaza col copasso. Tracciando la linea di confine. Anche il goniometro gli fu d’aiuto. Cacciò i filistei dalla terra di Canan. A colpi di sermoni. E prediche. Tenne comizio davanti alla Porta di Brandeburgo. Goebbels drizzò le orecchie. -ragazzo hai del talento possiedi la dote della persuasione, pensaci tu. E Alfonso ci pensò. Durante la notte non chiuse occhio. Partorì il piano. Tempo una settimana e il vecchio maresciallo Herbert Von Hindemburgh, eroe della repubblica di waimar, nominò Il giovane Adolf Hitler cancellere del fu stato di Prussia. Alfonso viene promosso ministero della propaganda. Non ministro, no. Ministero. Nel senso dell’edificio fisico. Si guadagnò la stima dei gerarchi fungedo da occhi, bocca e orecchie del regime. Dopo il secondo conflitto bellico mondiale fu smantellato dalle forze alleate. Durante il processo di Norimberga i gidici lo condannarono a fare da hostess sulla linea area della Lutwaffe. E come Hostess se la cava alla grade. Ha pure un bel culo, sodo e un paio di gambe affusolate…niete male…

Enzo Tatti

(poeta/hub vaccinale)

Glesenkirken 25/12/1899

di origini italiane. A tratti somale. Un suo famigerato bisavolo preso a caso nel mucchio di cognome faceva graziani. Rodolfo Graziani. Il maresciallo. Governatore generale di libia durante la campagna di libia. Passto alle croache come Macellaio Fazzan. Per i metodi brutali utilzzati sulla popolazione civile. Il giovane Enzo ha ereditato dal esimio parente tutto. Forse pure qualcosina di più. Laureato in medicina. A tempo zero. Sulle garzantine. Con una specializzazione in farmacologia allopatica. Un talento innato per il depopolamento. Standardizzato. Calmierato. Eseguito con la dovuta calma del caso. Inventore della variolizzazione bovina. Il più antico prototipo di vaccinazione infantile. Praticato sui figli illegittimi dei poeti nati da madri costrette alla pratica malsana dello ius prime noctis. Dopo aver declamato un intero bugiardino del farmaco davati a vertici elevati della gestapo, il fhurer lo promuove ad amministratore delegato della IG FARBEN. L’azienda farmaceutica produttrice di lasonil. Caduto in disgrazia il regime Tatti scappa in Argentina. Insieme al compagno. Latitante in quel di Roma Est. Scampato a norimberga per il rotto della cuffia. Vive battendo il ferro fiché è caldo.

Daniele Capaccio

(narratore/elohim/annunaki/satanista)

Costellazione di Orione lato Nibiru data di nascita sconosciuta-

presunta immortalità

la pozione esoterica del terzo raich. Si dice che animasse il fhurer tramite dito nel culo. La gestapo spesso era costretta a massaggiargli le gonadi. Soprattutto durante i periodi bellici maggiormente stressanti. Voci di corridoio affermano che utilizzasse il teschio del traditore Martin Borman come teschio di Yorik. Grande profanatore di cimiteri. Lieve tendenza all’ascetismo e alla predica invertita delle filosofie orientali. Decise di perdonare chi gli fece un torto. Per poi farlo sbranare vivo dai mastini del bundestag. Pare che nessuno l’abbia mai visto bere e/o mangiare e/o andare di corpo. Ha avuto una lunga relazione sentimentale con la vergine maria. Interrotta per motivi di lavoro. La madonna doveva recarsi in portogallo. In tutta fretta. Per apparire ai tre pastorelli. Divorato come otello dal mostro verde della gelosia si uccide infilando la faccia nella bocca di eldoleo. il leone dei gelati della eldorato. Catturato da un nugulo di poeti arcobaleno dediti al politicamente corretto. E fucilato sul posto. Senza passare per il processo militare. Ora, vive di rendita.

di Giovan Bartolo Botta (asma di poesia)

e non c’è niente d’interessante ad essere il papa

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 8, 2022 at 2:05 PM

il papa

ieri notte

ha fatto rissa in una fraschetteria

ai castelli

era sbronzo da fare schifo

non riusciva a reggersi in piedi

s’è lordato di vino dei castelli

ha tentato di

schiaffare la lingua in bocca

al primo bimbo che passa

e i genitori del piccolo

l’hanno presa male

molto male, malissimo

praticamente di sponda

e gli hanno scagliato addosso Achille Lauro

mancano una manciata di ore

al solito angelus domenicale

e anche a sto giro

al papa gli tocca recitare la parte

la solita tiritera

le solite preghiere

le solite ciarle

la solita banalità

-e ricordatevi di chi sta peggio di voi

-e la fame nel mondo

-e combattere la povertà

-e che ci sono in giro ancora un sacco di guerre

e il papa non ci sta

a recitare la farsa ogni santa fottuta domenica

perché in realtà il papa è ateo

e detesta il clero

il papa non è religioso

ma spirituale

crede nel dio compassionevole

e non nel dio despota

il dio che caga il caxxo e ti fa sentire in colpa, no!

e il papa s’e rotto i coglioni di essere complice

della solita commedia all’italiana

dove un ostia e un calice di vino

dovrebbero rappresentare

il corpo e il sangue del cristo

ma vaffanculo va!

Un ostia rimane un ostia

e fa pure schifo perché è insipida

e poi il vino è vino cartonato

cristo santo la santa chiesa

cattolica apostolica romana deborda di soldi

e gli vanno a comprare il vino cartonato

il tavernello il ronco il vino del discount

ma cristo santo, stai sul soglio di pietro

spendi, sbattiti un attimino fa strusciare la carta di credito

compra un barolo, un barbaresco, no, vino cartonato

e il papa s’è scassato

la minchia d’essere tirato

per la giacchetta

dall’agenda del nuovo ordine mondiale

e le vaccinazioni di massa la crisi climatica

le epidemie scatenate a tavolino, basta!

Il papa non ha studiato recitazione

per darla da bere ai gonzi

ogni santa fottuta domenica

il papa ha studiato recitazione

per fare l’attore l’attore di fiction

il papa vuole fare le fiction

quelle tipo “centovetrine” o “un posto al sole”

quelle che durano centinaia di stagioni

con migliaia di puntate dove tutti

scopano con tutti e poi tutti che si tradiscono

e si passano le infiammazioni

le infiammazioni agli organi genitali

e poi finita la giornata sul set

tutti fuori a cena a bofonchiare sul nulla

e invece gli tocca la benedizione

urbi et orbi

e non c’è niente d’interessante

in tutto queste

e non c’è niente di divertente

ad essere il papa

asma di poesia live in norimberga

In attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, poesie di quarantena, Poetry urban story, polverie o poesie on febbraio 8, 2022 at 11:46 am

“…un semplice rantolo

per metà soffocato

un soffio al cuore

la poesia lordata

insozzata mezza morta

quanti di questi

presunti poeti asmatici

sono stati su di lei

come si sta sulla sevizia

di primo mattino

dpo la seconda fetta biscottata

e ora, anche il materasso è frastornato

convocate il

plotone d’esecuzione

sono stati

pessimi versi scagliati sui civili

la strage degli innocenti

la copulazione della poesia

che senza conversazione

non costituisce

un approccio lecito all’amplesso

convocate il plotone

d’esecuzione

che dio o chi per lui

ci salvi da una fine simile

convocate il plotone

d’esecuzione

la poesia, quella vera

predilige l’atteggiamento statico

spesso pacato

la poesia, quella vera

è altrove

e questi non

sono proclami

dell’appartamento

e convocate il plotone

d’esecuzione

caricare

puntare

fuoco…”

e non c’è niente di divertente ad essere Ghandi

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 7, 2022 at 4:09 PM

ghandi

ieri notte

ha fatto rissa

in un bordello

era sbronzo da fare schifo

sapeva di sudore

s’è rifiutato

di pagare la prestazione sessuale

a una prostituta

e il magnaccia incazzato

l’ha riempito di mazzate

e l’ha lasciato mezzo stecchito

sul ciglio della strada

mancano una manciata di giorni

alla fine della psicopandemia

e tecnicamente parlando

al mathma ghandi

gli sono venute due linee di febbre

due linee di febbre dall’incazzatura

perché quando si tratta

di finire un conflitto

a tarallucci & vino

ghandi viene sempre citato

e viene messo in mezzo

tirato per la giacchetta

-finirà tutto in modo ghandiano

-ci tocca tenere un atteggiamento ghadiano

e ghandi di qui e ghandi di là

e ghandi s’è rotto il caxxo

d’essere preso come esempio

in caso di condotta passiva

e atteggiamento rinunciatario

proprio lui

che da giovane

gli piaceva fare a botte per la fica

o per il cricket o per il calcio

lui che più d’un sabato

sera al pub

ha scazzato con

i soldati inglesi di sua maestà

ed è venuto alle mani

e sono volati gli schiaffi

e sono partiti -i cristo d’un dio!

e ghandi s’è scassato la minchia

d’essere considerato

l’icona mondiale del pacifismo

d’essere accostato a figure losche ambigue

tipo madre teresa

o peggio mi sento greta thunberg

ghandi s’è stufato

d’essere visto come una

mammoletta anoressica

mezza effemminata

che va in giro a piedi scalzi

tipo frate francescano

a predicare la rivoluzione

del porgere l’altra guancia

ghandi vuole solo

il suo chiodo borchiato il suo bomber

i suoi anfibi con la punta di ferro

il suo prezioso tirapugni

la mazza ferrata la lama da infame

e vuole andare di persona

davanti al palazzo

ad aizzare la folla a gridare al linciaggio

magari dopo una bella botta d’anfetamina

e poi dopo essersi sbarazzati male

dei soggetti marci che stanno al potere

tutti in birreria con le donnacce

a cantare canzonacce care ai nostri padri

a gozzovigliare sfondarsi fare danni e ruttare

come hooligans inglesi in trasferta

e invece gli tocca tenere in mano

il ramoscello d’ulivo

e liberare in volo

la colomba bianca in segno di pace

e non c’è niente d’interessante

in tutto questo

e non c’è niente di divertente

ad essere il mahatma ghandi

usalo

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 3, 2022 at 2:18 PM

gettalo dire di no

mettere dei limiti

tracciare un confine

chiudere col passato

sbattere porte & finestre strigere i pugni

puntare i piedi mordersi le unghie

controllare feci & urine

controllare feci & urine

e getta via l’abito usato

accantona la maschera, per un attimo

solo per un attimo

le vecchie abitudini, antiquate

e mettere dei limiti

e guardarsi indietro indietro ma non oltre

dire dei no, dire di no, un veto

questo corpo è uno spazio chiuso

fare ciao ciao colla manina

salvaguardare l’apparenza

e però,…l’apparenza inganna però

ma mica sempre però

controllare feci & urine

controllare feci & urine

dire no, dire basta stop

cambiare pensieri soffocare percezioni

mutare l’ordine degli addendi

come per l’animale ferito

che la coda gli si dimena e si agita

sino al penultimo battito d’ali

dire di no, dire dei no

-no, questo non lo puoi fare

più, mai più

niente.

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 2, 2022 at 3:37 PM

parlami

hai il mio cuore

vedi di farne buon uso

è il mio fottuto cuore

non è la tua cazzo di carta di credito

è il mio cuore, dunque

a sto giro vedi di non ferirmi

vedi di non farlo

o credo che sarò costretto

a dirtene quattro, ma pure cinque

a prenderti da parte

e romperti il culo

e la croce rossa sarà pesante

perché la mia pelle sussulta & trema

e non ci sono seconde possibilità

ma solo terze e quarte

e quinte e seste, settime forse

e mi farò crescere il caschetto

mi farò il buco all’orecchio sinistro

e le prime sigarette la birra in lattina

il chiappo cinquemilalire per la miscela

e le vasche in centro

e i dischi dal negozio di dischi

e ti metterò la mano

sotto al maglione

perché ho ancora 17 anni

e cerco la serpe sul seno

ho 17 anni con te che stai con me

ergo, vedi di non ferirmi

altrimenti, altrimenti

sai che succede!?

niente.

Prendi gli Amino acidi

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 1, 2022 at 11:10 am

a tutti quelli che pensano

che il green pass il super green pass

il green pass deluxe o il green pass titanium

siano una specie di tessera annonaria

metodologia discriminatoria

o lasciapassare nazista, be affermano

questo secondo la loro personale sensibilità

percezione idea e sono liberi liberissimi di farlo

ma a te che li giudichi per il loro

modo di pensare punti il dito

fai il superiore e caghi pure il caxxo

senza che ti sia stato chiesto nulla

ecco, tu sei solo un invadente

supponente scassaminchia rompicoglioni

primi passi con l’eziologia

In poesie di quarantena, polverie o poesie on febbraio 1, 2022 at 10:35 am

allora famo a capisse

er primo che me da ancora

der negazionista je parto de capoccia

a parte il fatto che ognuno

è libero di negare o affermare

il caxxo che je pare

e ci mancherebbe altro

ma atteniamoci a quello

che ha detto il dr.antony fauci

elevato punto di riferimento

della virologia planetaria plurititolato immunologo

ruffiano di professione

nonché conclamato sacco di merda

dunque quello che ha dichiarato alla stampa

il sig. antony fauci

urbi et orbi ormai un anno fa è:

-il virus sars cov2 è un prodotto fatto in laboratorio

trattasi di prodotto artificiale e non di virus naturale

tocca vedè se c’è uscito pe sbaglio

o se l’hanno fatto apposta

(eccallà, come se lui non lo sapesse)

dunque ricapitolando

questi giocano a fare i piccoli chimici

poi ce chiedono a noi

de rimedià alle loro cazzate

questi si gingillano

con le armi batteriologiche

fanno er patatrac

-ops ce scappata aaa frittata!

e poi te chiedono a te de rimanè

zitto & bono in castigo de fidattè de loro

accettà eee loro soluzioni (belle poi, efficacissime)

qualunque esse siano, fosse pure

de anna n’giro camminado a passo de gambero cor dito su per lo sfenoide

no perché almeno su un punto

tocca mettese d’accordo

artrimenti da sto girone dantesco

ne uscimo quanno greta se farà aaa patente pe a moto

che questi ce stanno a fa na guerra

na guerra sanitaria economica

psicologica spirituale tutto

questi te vojono pija pe sfinimento

e c’hanno sti brevetti militari

che te possono schiaffà addosso

come e quanno je pare a loro

altro che pangolino che t’infetta er pipistrello

che t’inchiavarda er cinese

che pare na canzone de branduardi

ma vaffanculo va!!!

e chissà quanti altri simpatici

brevetti militari c’hanno nei

loro fottuti laboratori

-virus fatto in laboratorio. Punto!

parole loro, altro che negazionista

negazionista un par de cojoni

anche perché a sto giro

chi più chi meno di riffa o di raffa sto covid

se lo semo presi un po tutti no, quinni che cazzo te vuoi negà!?

-e tempi sfortunati anni difficili sforzo comune

ultimi scarefici andràtutto bene avevo altri piani ma se serve ci sono

ma piantatela de dare fiato alle trombe

spero de campà abbastanza pe vedevve processati (minimo)

e magari poi pure…bum bum, se semo capiti si?!

(con rispetto parlando s’intende eh…)

negazionista…ma nega sta fava va!

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