in occasione della prima rassegna internazionale di poesia sionista. Organizzata dalla fondazione filantropa targata bill e melida gatess e svoltasi all’hub vaccinale di astana ospiti d’eccezione il complesso asma di poesia. poesia performativa col piede pigiato sul pedale dell’acceleratore. E gran finale col taglio collettivo dei prepuzi. Abbiamo chiesto ai sette asmatici una personale definizione del concetto di “arte”. I sette si sono tastati i coglioni. All’unisono. Vediamo insieme cosa ci hanno risposto.
alfonso canale cos’è per te l’arte?
l’arte. Che cos’è è arte. L’arte del non detto. Del non dichiarato. L’artisticità della metafisica iperuranica. Del guelfo nero preso a ceffoni dal ghibellino. Il ghibellino che martirizza lo stato di diritto. Ecco. Che cos’è arte. L’arte di che!? Di che cosa!? L’arte della negazione dell’arte. L’arte che china il capo riducendosi a mero artificio. Chi!? Cosa!? Quale!? Quale arte!? Me ne fotto dell’arte! L’arte è poltiglia, pappagorgia, poppa, poppata. Larte va poppata. L’arte è la prima poppata. La suzione dello svezzamento. Sostanzialmente, l’arte è analisi. Analisi del sostanziale. Del substrato. Analisi dell’inorganico. Che se ne fa l’essere umano della sintesi.!? Nulla. Il buio più assoluto. La sintesi è vile. La sintesi è schifo. La sintesi è paranoia. Paranoia del rimanere senza parole. Voce del silenzio. Inchiostro finito. La sintesi è osceno. Osceno che volge lo sguardo dall’altra parte. Da nessuna parte. Poiché la parte è una porzione del tutto che risiede nell’inesistente. Arte. L’arte è soprattutto citazione. Ri/citare e/o recitare ciò che è già stato detto da qualcuono e/o qualcosa in un tempo e in uno spazio soprafaffatti dalla relatività percettiva dei sensi. La percezione dei sensi perculata dal disequilibrio patologico, ove per patologico sa da intendersi la fascinazione lacaniana per l’obnubilamento della libido. Ecco. L’arte procede a citazioni. Citare a destra e a manca, l’intero scibile umano, per fare bella figura e portarsi a letto la qualunque. Questa è l’arte. Il resto è solo messa in scena.
lucrezia lattanzio, cos’è per te l’arte!?
Hitler. Proprio una camicia coi baffi. Hitler ha fatto arte. Non è stato arte. Lui stesso in senso fisico. Ma ha fatto arte. Ha prodotto arte.ha partorito arte. È partito come semplice imbianchino. E per dipingere la parete grande ha usato un pennello grande. Ma anche un grande pennello. Quale? Cinghiale. Il grande pennello per antonomasia della mia adolescenza. Griffata anni rampanti. Hitler è arte. Al prezzo di milioni di morti certo, ma anache michelangelo quando ha scolpito il david c’ha rimesso un unghia…
daniele capaccio cos’è per te l’arte!?
Il demonio. Nel senso dell’iconografia cattolica. Non pacha mama o bafometto. Quelle sono solo frocerie pagane buone per un sabato sera al mucca assassina. No no. Il demonio al quale faccio riferimento è il satana di santa romana chiesa cattolica e apostolica. Il diavolo che fa le pentole e pure i coperchi. Il mostro dalla voce gutturale. Lo spirito immondo che suda pure quado sta fermo. Non l’invertito stile achille lauro. no. Io parlo del belzebù autentico. L’angelo caduto. Il dito nel culo di dio. L’ho conosciuto personalmente. Tanto tempo fa. Durante una messa nera. Spegnemmo assieme le candeline. Satana è un santo. Un santo subito. Sa unire l’utile al dilettevole. Sotto la sua protezione lo scrittore è in una botte di ferro. Scrivi di merda, non sai tenere una penna in mano, soffri di blocco dello scrittore di sindrome della pagina bianca!? Poco male. Vendi la tua anima a satana e come diceva gianni morandi sarai tu quell uno su mille che ce la fa…certo il prezzo da pagare è quello della dannazione eterna. Del sangue versato nella proboscide del cerbero. Del capro espiatorio. Dell’intervista soporifera da fabiofazio. Ma daltronde, anche walt disney è li che aspetta di tornare ad obnubilare giovani menti dal basso della sua camera…iperbarica…
enzo tatti che cos’è per te l’arte?
Mia sorella mia martini. Venuta a mancare troppo presto all’affetto dei suoi cari. Ora non ricordo bene quando. Come ne perché.Certo anche l’altra ugola di famiglia la loredana anche lei non le manada a dire. Però mimì c’aveva quel..quel quid in più. Che manco angelino alfano. D’altronde l’arte è tutta un quid. Si l’arte è soprattutto questione di quid. Mia c’aveva il quid. Loredana al contario c’aveva Bion Borg. E vabbè a ognuno il suo quid…come si dice dalle mie parti-c’a nun scassim ì cabazzìzì ca ugnunì c’a u quid ca sa merita. Grazie.
Matteo migoli cos’è per te l’arte?
Semplice, -hardwierd to self destruct. L’ultimo album dei metallica. L’album dallo andamento più lento. Pacato. E quando intendo dallo andamento intedo proprio dallo andamento. Ove l’errore d’ortografia è voluto. Cercato. E mai più ritrovato. Disperso forse. Come un giovane figlio di industriali nelle mani salaci della anonima sarda. Il capolavoro finale della rock band per anonomasia. La traslazione da uno stato iniziale dinamico ad una resa fisiologica statica. D’altronde il tenzone tra poesia statica e poesia dinamica è un evergreen. E i metallica ne rappresentano la summa. La protosintesi. La anabasi tradotta in compendio. Il succo trifolato in bignami. Kirk hammet lars urlich james hatfield e robert truijo…prova a chiedeje er green pass mo vedemo che te dicono…
daniele casolino che cos’è è per te l’arte?
La mia.
giovan bartolo botta che cos’è è per te l’arte?
Il magnesio. Citrato però. Il più biodisponibile sotto forma di integratori. Meglio se capsule. A stomaco vuoto la mattina con un sorso d’acqua. Se ci aggiungi anche un pizzico di glutatione ti chela via tutto quel qualcosa che ti cova li da qualche parte e che anche se non t’appartiene non sai lo stesso che fartene…
di Giovan Bartolo Botta
asma di poesia