Giovan Bartolo Botta

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e non c’è niente d’interessante ad essere anziani

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 29, 2022 at 1:17 PM

gli anziani

ieri notte

hanno fatto rissa

in una casa di riposo

eranzo sbronzi da fare schifo

non riuscivano

a reggersi in piedi

hanno palpeggiato

il catetere ai fragili

e gli immunodepressi

vinti dal demone della gelosia

hanno impugnato le flebo

e ineggiando alla rivolta

hanno fatto una strage

la strage degli innocenti

pannoloni & dentiere

sparsi ovunque sul pavimento

una strage degli innocenti

mancano una manciata

di giorni all’arrivo dell’autunno

e si prevede che sarà

un autunno caldo

ma cosa dico caldo, bollente

perchè anche a sto giro

agli anziani gli tocca fare da cavie

e ciucciarsi la quarta dose

la quarta dose di sbobba

la quarta dose di panacea

la quarta dose di siero genico

la quarta dose di intruglio

e gli anziani si sono rotti il caxxo

di fare la fine della fanteria in guerra

e di crepare come stronzi nelle r.s.a

gli anziani vogliono solo

essere lasciati in pace

a giocare a canasta a rubamazzetto

a scala quaranta a pinacola

essere lasciati in santa pace

a godere del loro status speciale di anziani

di gente che ne ha già viste

di cotte & di crude

dalla guerra al dopo guerra

e che non ne vuole proprio sapere

di essere segregata tra le mura domestiche

a marcire male per colpa di un virus

un virus tra l’altro di dubbia origine

massì dicemocela tutta, un virus che puzza d’arma militare

e gli anziani si sono rotti le scatole

di essere la categoria prescelata per le fottute punture

e non ne vuole proprio sapere

di essere siringata un tot al chilo

per un casino creato ad arte da

chissà quale stronzo figlio di puttana

che se la fa col lato nascosto del grande fratello

gli anziani vogliono solo

tornare giovani, massì tornare adolescenti

avere un corpo giovane

ma con la testa & la coscienza

& la sapienza dell’anziano

un corpo agile scattante

capace di provare & provocare gli orgasmi

e un cervello con

una capacità di processare

le informazioni a tempo zero

del tipo che col cazzo

che a sto giro il governo mi frega

e col caxxo che a sto giro

mi bevo le stronzate del presidente

e le puttanate del ministro

e le minchiate che spara il tele virologo

ma proprio con sto grande grandissimo

gigantesco immenso cippo de cazzo

basta con le bubbole

basta stronzate

ficcatevele ar culo

le vostre soluzioni ai problemi che avete creato

e gli anziani sono tornati giovani

e ora vogliono solo tornare

ad innamorasi ad invaghirsi

di quegli amori balordi

che ti folgorano sulla via di damasco

di quegli amori liceali

che ci godi e ci soffri

e che lei o lui ti sta sui pensieri

e ti manca anche se ti sta sul culo

e invece gli anziani vengono presi in castagna

e resi oggetto di sacreficio

per volontà di questo grumo di merda

a cui piace afferrarsi l’uccello e piscare sul mondo

e non c’è niente di divertente in tutto questo

e non c’è niente d’interessante

ad essere anziani

Il discorso

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 26, 2022 at 2:52 PM

No vax

no tav no muos

no dal molin

terrapianisti terrapiattisti

terratrapezisti terzomondisti

terracavisti terrapoliamoristi

terra a forma de cippa de cazzo

vegetariani vegani gattari

fruttariani ortolani crudisti

antivivisezionisti animalisti

contattati contattisti alcolizzati tossici

abdotti rapiti cissati microchippati

incensati dissociati pazzi spiriti vivaci

psicotici nevrastenici ossessi

e fate streghe gnomi nani

e puffi contro snorky

e folletti piccolo popolo

tulpa chimere piccoli grigi

grandi grigi grigi di zeta reticuli

rettiliani lyriani pleiadiani galattici

sauroidi insettoidi draco

fantasmi chupacabra mutaforma

vampiri vampiri energetici

dimensioni parallele multiversi

lemuriani atlantidei tartari pecore dolly

annunaki elohim spirituali &t anarchici

terapisti olisti urinoterapisti

floriterapici fitoterapici omeopati

nutrizionisti naturopati cosmetici del nemico

prigionieri del samsara

vagabondi del darma

saggi scettici

& complottisti d’ogni

risma ceto censo

condizione sociale condizionameto sociale

disadattamento sociale

deprogrammazione sociale

religione imposta

e credo politico indotto

o introdotto pre supposta persona

qui, è il nuovo presidente che vi parla

l’uomo qualunque messo da voi

e da tutti e da nessuno a capo

di questa tavola rotonda

in legno compensato circolare tarlato

che non prevede capi, capetti, duci, ducetti

kapò, caudilli, delatori, spie, sicofanti e soffiate varie

carissimi, la storia vi darà ragione

e la geografia pure vi darà ragione

e l’algebra vi darà ragione

e la geometria piana vi darà ragione

e l’educazione artistica vi darà ragione

e l’educazione tecnica vi darà ragione

e l’educazione fisica vi darà ragione

e l’educazione sanitaria vi darà ragione

vi daranno ragione le lingue vive e le lingue morte

e pure il fottuto catechismo vi darà ragione

avevate ragione su tutto, pure sui dettagli, pure di più

dunque, niente e nessuno dovrà più venire

a rompervi i coglioni

siete liberi, riposatevi godetevela

ma, rimanete vigili, & mantenete la posizione

e se ci sta in giro ancora qualche dito al culo

togliete via il dito e lasciate che il culo

possa andare di corpo.

Made in China

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 25, 2022 at 1:19 PM

Si, e tu ci credi

credi ancora a babbo natale

o alla cicogna che porta il bebè

nel becco della cicogna

e lascia il bebè davanti alla porta

e si fa lasciare una bella mancia

si, e tu ci credi

molto bene, regolare

andrai in un luogo

fatto di plastica

dove è tutto fatto di plastica

plastica a stecca, plastica ovunque

radici di plastica

alberi di plastica rami di plastica

foglie di plastica fiori di plastica

organismi di plastica

orgasmi di plastica

e farai il bagno

in un mare di plastica

sotto un sole di plastica

e una luna di plastica

e stelle di plastica

e cieli neri di plastica

e sarà tutto un barcamenarsi

dentro un nido di plastica

dentro case di plastica

con oggetti di plastica

e carne umana di plastica

padri e madri di plastica

figli & figlie di plastica

zio zia nonno nonna nipoti parenti

tutto quanto di plastica

fatto tutto di plastica

e ci saranno amori di plastica

e rancori di plastica

e demoni onnipotenti di plastica

e angeli salvatori di palstica

e occupazioni, mansioni di plastica

e ci sarà il castigo divino di plastica

e la ricompensa divina di plastica

e le gioie e i dolori

fatti tutti di plastica

e la guerra & la pace

stipulati su trattati di plastica

c’avrai amici fatti di plastica

e amiche fatte di palstica

e amici immaginari fatti di plastica

e confidenze fatte di plastica

e confidenti fatti di plastica

sentirai pulsazioni pulsare di palstica

stimoli strani stimolarti di plastica

e liquidi organici fatti di plastica

e ore giorni minuti secondi

mesi anni secoli ere

fatte tutte di plastica

sarà tutta una plastica

e se tu ci credi

t’aspetta la plastica

ma se non ci credi

t’aspetta la plastica uguale

quindi

qualunque cosa tu creda

è made in china.

di plastica.

Gli anni migliori

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 23, 2022 at 11:14 am

Gli anni

migliori sono

quelli che c’aspettano

che c’aspettano

sulla soglia di casa

coem genitori in ansia

che c’aspettano alla finestra

come gli innamorati

che osservano

le stelle in cielo

e che poi i casi sono due

o sospirano alla luna

o gli parte la bestemmia

gli anni migliori

sono quelli che c’attendono

come in sala d’attesa

come quando vai dal dentista

o dall’estetista

o dal visagista

o al pronto soccorso

gli anni migliori

sono quelli che

c’aspettano c’aspettano al varco

col presidente in stato d’arresto

e il ministro in stato d’arresto

e il consiglio dei ministri in stato d’arresto

e il resto dei boiardi di stato in stato d’arresto

e che cantano come in curva allo stadio

e ti schiaffano in faccia

i loro progetti di fuga

e ti danno ad intendere

che a sto giro eri tu quello che doveva morire

e che poi però

nei loro giochi sporchi

nei loro loschi piani qualcosa è andato storto

e sono rimasti incagliati

e ora raccontano raccontano

e la mettono giù dura

e te la dicono tutta

e gesticolano si perdono nei dettagli

e la gente ascolta che ci rimane basita

e alla persone ci sale la scimmia

e si mangiano le mani

che vorrebbero riparare

ma ormai è tardi, troppo tardi

e questi sono gli anni migliori

gli anni migliori sono quelli

che ti guadagni la tua libertà

che puoi fottertene di tutto

che non devi più un caxxo a nessuno

e fai le cose per il gusto di farle

che quando non ti va di farle, non le fai più

e non servono spiegazioni o chiarmienti

semplicemente, non le fai più

gli anni migliori sono gli amori

che t’aspettano

sotto un cielo nuovo

sopra una nuova terra

e che il passato sino a ieri

è stato solo un sogno

e che non è successo niente

gli anni migliori son quelli

che sono ancora da vivere

ancora da scrivere

ancora un po.

scentifico

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 20, 2022 at 3:21 PM

Scentifico.

Tutto questo è scentifico

lo dice la scienza

lo afferma la scienza

lo sancisce la scienza

lo conferma la scienza

ce lo dice la scienza, a be, se lo dice la scenza

scentifico, senti come sunona bene

nella cavità orale la parola scentifico

scentifico, con la i, senza la i, scentifico

sa di fica bagnata sa di perla sa di pesca

sa di pompino con l’ingoio

sa di cunnilingus di analingus di pediluvio, scentifico

la parola magica la rassicurazione

il verbo l’assicurazione l’elisir di lunga vita

scentifico, siamo tutti cresciuti col mito dello scentifico

del liceo scentifico con la parola scentifico

sin da piccoli o ci sta il calcio in culo

o ti schiaffano dal pediatra, il pediatra scentifico

che nella maggior parte dei casi

è uno psicopatico con problemi di corna

la moglie se la fa con l’idraulico

i figli marinano la scuola, si drogano, bevono vanno a puttane

e lui per ripicca si sfoga sugli infanti

e li stordisce di vaccini vaccini & omogeneizzati

e intanto i bimbi crescono

crescono che a cinque anni

sono già da buttare mezzi scassati mezzi spenti

delicati al minimo raffreddore crepano di stenosi mitralica

allergici a tutto pure al ciuccio al succhiotto al biberon al plasmon

scentifico, e intanto la scienza va avanti

fa passi da gigante si rifiuta di sospendere le ricerche

anzi, chiede soldi, soldi a babbo morto, fondi donazioni

sempre più soldi, beneficenza beneficenza a stecca

soldi, vagonate di danaro come se non ci fosse un domani

e intanto lo scenziato, bello tronfio, ricerca, ricerca ricerca

apre gli armadi apre i cassetti & ricerca

e chi cerca trova, lo dice il proverbio

che cazzo ci trova, solo cristo in croce lo sa

ma il riercatore ricerca, caxxo se ricerca

e ci sono sempre più malattie e sempre più farmaci

e che però questa è la vita, oggi a te domani a lui

e che per fortuna che la scienza ha fatto passi da gigante

che ora ci sta l’antibiotico e la penicillina

e grazie alle vaccinazioni di massa

sono state sconfitte un sacco di pestilenze

& di cavallette & di piogge acide & di ragadi anali & di papataci

e se oggi si vive meglio e più a lungo

e che grazie a dio oggi rispetto a una volta

è tutto più scentifico è tutto calcolabile al millimetro

quello che c’èra una volta invece è tutto da buttare

da scagliare nel cesso la sapienza antica

la medicina popolare, stronzate

robe da fate da chiromanti da fattucchiere da barbablù

oggi è tutto più scentifico getta via sta camomilla

butta via quella clorofilla ci sta la pillolona che è scentifica

e la punturina che è scentifica e la flebocisti che è scentifica

e ora c’hai pure un ministro che sa di scenza infusa

e un presidente che segue la scienza precedendola

e una squadra di camici bianchi che sa usare bene la lingua

ed è tutto così magnificamente scentifico

che tocca farci la foto col cellulare e schiaffarla sui social

scentifico. Punto. Niente di più niente di meno

ma c’è che l’unica cosa di scentifico qui

è che te l’hanno messa nel culo.

L’amore si svolge su una superfice piana

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 19, 2022 at 11:29 am

La prima volta

fa sempre un po male

poi ti ci abitui

parlo del primo amore

parlo, che poi magari

è il secondo o il terzo

o il quarto o il quinto

o il sesto o il settimo o la stasi

sti caxxi, poco importa

ma fa sempre un po male

del tipo un po mi manchi

un po vaffanculo

un po baciami un po sputami

un pelo scatarrami, poi, skizzami via

accarezzami schiaffeggiami

incensami offendimi

tratta bene i bambini

tratta male i bambini

scopami, non mi toccare

non provare a toccarmi, prendimi

prendimi qui, n’do caxxo vai

vieni, vattene, vattene via

torna, torna qui, n’do caxxo vai

parla, parla bene

di qualcosa di qualcosa caxxo

qualunque cosa qualsiasi cosa

ma di qualcosa, ti supplico, ti prego

parla, parla bene, impara a parlare

ma come parli!?

E lei che t’ha detto!?

E lui che t’ha risposto!?

Vi siete chiariti!?

Vi sentite!? Vi vedete!?

Vi sentite ancora!?

E come siete rimasti!? Ma che davero!?

L’ha presa bene!? L’ha presa male!?

L’ha presa di sponda!?

E chi le paga le spese legali!?

E c’ha la mano pesante

e c’ha il fiato pesante

e ultimamente ha messo su peso

e sta diventando pesante

tutto troppo pesante

non è più lui, non è più lei

mi sono sbagliato mi sono sbagliata

mi sono fidata ho fatto male

ho fatto male i conti i conti non tornano

e vallo a dire a chi sta sotto le bombe

e che era mejo na vorta

che nun ce staveno i telefonini

e se semo dovuti dare via tutto

e lui s’è tenuto fido e lei s’è tenuta pluto

e er fijo dice che c’ha avuto la vocazione

e il primo bacio non si scorda mai

mentre il secondo o il terzo

sono i primi a saltare

il quarto è uno schifo

il quinto una beffa

il sesto rasenta il disagio

il settimo sigillo l’ottavo nano

il nono è l’ultimo bacio

il decimo una simulazione,

poi, resta solo più il bacio d’addio, detto questo

l’amore si svolge su una superfice piana.

si pronuncia anarchia.

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 18, 2022 at 1:33 PM

quel presidente

era cosi fissato

col fare la pace

che sul fronte di guerra

ci mandava le armi

e si doveva fare la pace

e lui ci mandava ancora più armi

armi a stecca

armi a strafottere armi a iosa

armi come se non ci fosse un domani

certo, erano armi di merda,

perché -c’è da tirare la cinghia, dice

armi patacca, pistolette ad acqua

balestre fionde scacciacani

mica roba seria

mica bazooka

cingolati o roba simile, no no

non sia mai che si dica

che ci sta in giro un presidente guerrafondaio, no no

armi semplici, a tratti umili

fucili ad inchiostro

gavettoni di piscio

qualche sampietrino qualche sasso

giocattoli, certo

ma pur sempre armi

perché se devi arrivare alla pace

se devi arrivare al compromesso

se devi sollecitare il dialogo

se devi promuovere l’incontro tra le parti

non serve traccheggiare, no

servono le armi

non serve cincischiare, no

servono le armi

e se per fare l’albero ci vuole il fiore

e per fare il fiore ci vuole la foglia

e per fare la foglia ci vuole il seme

e per fare il seme ci vuole la terra

e per fare la terra ci vuole l’acqua

per firmare l’armistizio

ci vuole il fucile a canne mozze

armi, sempre più armi, belle, nuove di zecca, lucidate col sidol

e allora il presidente inviava le armi

le armi al fronte, vagonate di armi

e il popolo chiedeva la pace

e allora il presidente inviava ancora più armi

più pace più armi più armi più pace

è questa l’equazione

e dopo le armi ci mandava i soldati

certo non quelli veri

perché, -c’è da tirare la cinghia. Dice.

soldatini di piombo pupazzetti di pezza

giocattoli certo

ma pur sempre giocattoli in uniforme

perché c’è da fare la pace

e allora servono armi

armi e materiale umano

facilmente sacrificabile

avanti marsch! Sinist uno due! caricare puntare fuoco!

E giù di qualche bocca in meno da sfamare

più pace più armi armi di qualunque tipo

freccette mazze da baseball

coltelli da bistecca trinciapollo

che un giorno gli ho fatto

senti presidente ma perché non accanni!?

ma cos’è tutta sta fissazione per le armi!?

da dove proviene tutta sta fissa per il grilletto facile!?

cos’è!? Non hai avuto abbastaza affetto

quando eri bambino!?

tua madre ti schiaffeggiava

per un brutto voto a scuola!?

Tuo padre ti pestava con la cinta

quando facevi tardi la sera con gli amici!?

Ma perché non lasci perdere sta stronzata delle armi

e non cominci un po ad innamorarti

massì, innamorati cazzo

ma non della goldman sachs

della b.c.e dell’unione europea o

dei fondi del p.n.r.r zio fa!

Innamorati di una persona vera reale in carne ed ossa

del tipo che tutto subito stai bene stai una favola

senti le farfalle che ti divorno lo stomaco

poi subito dopo stai male male malissimo

del tipo che ti senti come stordito usato

svuotato frustrato deluso e comici a bere

a bere a stomaco vuoto di primo mattino

ma è uno stare male a cui ci provi del gusto

non è il solito mal di stomaco

non è la solita ulcera gastrica

è magia la magia del cuore che ci sbatte la testa

e il presidente m’ha dato retta

ha gettato al cesso le munizioni

e s’è innamorato s’è innamorato d’una tizia

le ha fatto prendere il porto d’armi

le ha fatto fare il soldato

e l’ha schiaffata volontaria sul fronte di guerra

ed ecco come ti sconfissi il tiranno

ed ecco come che si scrive amore

ma si pronuncia… anarchia.

dislessico

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 16, 2022 at 3:36 PM

sei nato tuo malgrado

cresciuto in un abbaglio

un abbaglio

un incubo su sogno

una matrioska un mal di testa

una scatola chiusa

intrappolato tra test attitudinali

bandi colloqui di lavoro

domande in attesa di risposte

ti barcameni

tra telefonate eterne

con apparecchi gingilli aggeggi

che ti friggono le meningi

sei tenuto per le palle

dalla fatina del dente

invaso da scartoffie carte bollate

documenti d’identità timbri sigilli

e tanta altra carta da culo

e se non guadagni abbastanza

non scopi

e questa è la gabola

e questo è il sortilegio

e questa è la stregoneria

e questo è l’inghippo

e ti piace dare baci al chiaro di luna

e fare all’amore sotto le stelle

tutte così vicine

che le potresti toccare

toccare con mano

e non dare credito alle distanze

tutte quelle distanze incolmabibili

tutti quei discorsi sulle distanze incolmabili

lasciali perdere

sfancula accanna ignora

mostra dita medie e gesti dell’ombrello

e non finisce qui

come diceva Corrado

alla Corrida di Corrado

sei schiavo sessuale

schiavo sessuale delle apparenze

le apparenze ti dominano

ti prendono a calci i testicoli

ti tritano la sacca scrotale col tacco 12

le apparenze ti calpestano

ti calpestano l’uccello

sino all’ejaculazione

e tu, giusto o sbagliato che sia

provi piacere, parecchio piacere

e allora pretendi più apparenze

e loro arrivano e si gettano su di te

e fanno di te ciò che gli va

e questo amplesso è un calvario

tutto un fottuto calvario

e alla fine del sesso

s’accendono la sigaretta

ti sputano addosso la boccata di fumo

e chiedono il conto

ed è un conto caro & salato

perché le apparenze costano

costano un occhio della testa

e allora tu, stremato strizzi l’occhio alla morte

e se scopri che dopo la morte

c’è altra vita

dislessico

E non c’è niente d’interessante ad essere fragili

In poesie di quarantena, polverie o poesie on luglio 12, 2022 at 1:38 PM

I fragili

ieri notte

hanno fatto rissa

in una casa di riposo

erano sbronzi

da fare schifo

non riuscivano

a reggersi in piedi

hanno toccato il culo

agli immunodepressi

e gli anziani gelosi

si sono indispettiti

e l’hanno fatta finita

ingerendo intere boccette di tavor

mancano una manciata di giorni

all’inizio dell’autunno

e anche a sto giro

ai fragili gli tocca

subire le vessazioni del governo

e i fragili non ci stanno

a fare da topi da laboratorio

per i progetti nefasti del governo

e non gli interessa

che i casi di covid sono in risalita

e gli ospedali sono al collasso

e cresce la positività ai tamponi

e le mascherine anche in estate all’aperto

e sotto questo sole bello pedalare, si

ma c’è da sudare

e sotto questo sole rossi col fiatone, eh

neache da bere

i fragili vogliono solo

essere lasciati in pace

a girarsi i pollici

a godere del loro status speciale di fragili

serviti & riveriti & coccolati & titillati

con delle principesse amazzoni

che gli portano la colazione a letto

e gli massaggiano le parti basse

e gli fanno provare emozioni d’amore

che l’ultima volta che le hanno provate

ancora non erano fragili, anzi

stavano in piena forma

col cuore a mille invasati da sogni

sogni ad occhi aperti & milioni d’aspettative

e invece ai fragili

gli tocca stare nei pensieri del governo

che ogni volta che il governo

pensa ai fragili

ci stanno fragili che si toccano i testicoli

a duplice mandata

ma che poi

che cazzo significa “fragili”?!

Anoressici!? Stitici!?

Mingherlini!? Talassemici!? Emofiliaci!?

Cosa cazzo

intende il governo quando parla di fragili!?

a chi si riferisce il ministro

quando bofonchia

per l’ennesima volta in vita sua

di “persone fragili”, di “proteggere i fragili”

di “tutelare i fragili” di avere un occhio di riguardo

per i “soggetti più fragili”

chi cazzo sono sti soggetti fragili!?

Individui dal cuore spezzato!?

persone inclini alla depressione

alla malinconia all’isolamento alla misantropia

al mutismo all’auto ammutinamento

allo psicofarmaco facile!?

E intanto il governo perseguita i fragili

e i fragili allora sono costretti a nascondersi

a scappare a fuggire a telare

a tagliare la corda a nascondersi

a cercare rifugio all’estero a darsela a gambe

ad arruolarsi nella legione straniera

ad andare volontari in ukraina

a trovarsi un nascondiglio sicuro nel metaverso

nel fottuto metaverso insieme ad elon musk

si, insomma, i fragili sono costretti ad eclissarsi

a togliere il disturbo di gran carriera

e tutto questo

per evitare di porgere il braccio alla patria

ed essere inoculati

con quarte quinte seste

settime ottave none decime dosi

richiami richiamini booster sieri genici

e altre iniezioni letali

targate big pharma

e non c’è niente di divertente in tutto questo

e non c’è niente d’interessante

ad essere soggetti

fragili

Shinzo Abe vive

In racconti di quarantena, racconti o resoconti on luglio 9, 2022 at 1:29 PM

Ci siamo. C’è la fine. La fine del mondo. Cazzo se s’è fatta attendere. Come tutte le nobildonne, del resto. Sta tutto accadendo. Tutto. Davanti ai nostri occhi. Tutto. Ma pure di più. La fine del mondo sta messa bene. Ottima carrozzeria. Culo sodo. Seno generoso. Labbra che invitano alla messa in mora. Sguardo languido. La fine del mondo è uno schianto. Il torpore di prima può andare a farsi benedire. A farsi fottere. Via, via, sciò. Prima. Prima. Torneremo come prima. ma chi caxxo ci vuole tornare. Come prima. Che era tutto un grigiore. Tutta una recita. Tutto un panegirico. Un peregrinare delle sette chiese. Ecco. Tu prendi, per esempio, un attimo a caso. Di un giorno a caso. Di una settimana a caso. Di un anno a caso. Prima del grande bordello. Pensaci. È stato un attimo di frasi fatte. C’avevi magari i pensieri. I brutti pensieri. I buoni propositi. I pensieri. Occupati. Presi in possesso da qualche persona. L’occupazione era abusiva. O forse no. Fatto sta che c’era la nebbia. La possessione. La possesione demoniaca. Non si riusciva a vedere oltre la punta del naso. Avrai sicuramente detto ti amo a qualcuno. Che l’ha detto a qualcun altro. Che l’ha detto a qualcun altro. Che l’ha detto a qualcun altro. Che l’ha detto a qualcun altro. Che l’ha detto a qualcun altro. Che l’ha detto a te. Le mansioni che svolgevi erano fatte di corpo. Fatte apposta per farti andare di corpo. L’anima. L’anima era priva di scopo. Si sentiva cibo da vermi. L’anima. L’anima chiede alla polvere. La polvere resta a guardare. Resta a guardare. Sta zitta. Le migliori intenzioni. Ci sono sempre state le migliori intenzioni. Capirai, i bastoni tra le ruote sono leciti. Rendono l’esistenza pepata. Senza esagerare però. Che se c’è un posto dove le corone mandano al macello la sudditanza, tocca stare in campana. Corone o coronarie. Re, regine, duca, duca conti, cavalieri, cavalieri & presidenti, nonni, nonni banchieri, camici bianchi. Ma chi caxxo è sta gente!? Ma che caxxo vuole aò!? Ma pussa via zio fanale!! ed ecco che quando il troppo stroppia. La fine del mondo ci desta dal sonno. Le trombe spodestano il parlamentare abusivo. Gli arcangeli mostrano l’uccello agli angeli caduti. Il sole si oscura. La luna traccheggia. Qualcuno la mette in moto. E la luna se la tela. Era farlocca. La luna era farlocca. Funzionava a miscela. Era patacca. L’unico che c’ha messo piede, è stato un tipo che s’è perso. Alla faccia della N.A.S.A. Eccola li. La fine del mondo. C’è tutto. Non manca niente. Una fine dei tempi. Dei tempi regolamentari. Dei tempi supplementari. Dei calci di rigore. Una fine del mondo in piena regola. Con la carestia. La tromba d’aria. L’arsura allegata a siccità. L’anticristo che non sa più dove sbattere la testa. Prove provate di genocidio. Uragani, terremoti, cavallette & omini verdi. Astronavi madre. Morti risorti. Rovinosa caduta dei falsi idoli. Cannibalismo. Devozione del capro. Capro espiatorio. Gente matta. Siamo tutti gente matta. Che si pitta. S’infarina. S’imbelletta. Si impaglietta. S’imparrucca. S’infagotta. Piroetta. Canta. Recita. Sgambetta. Gente matta. Che potrà sembrare matta. Ma che matta non è. Che sculetta. Dal fox trot alla gavotta. S’arrabatta. Per un panino.un nome in ditta.che se poi la terra è piatta. Sbocca. Shinzo Abe vive.

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